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	<title>MotoGP &#8211; Giornalemotori</title>
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	<description>Tutte le news su F1, MotoGP, SBK, WEC e altro ancora</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Jul 2026 08:14:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>MotoGP: il GP della Malesia resta in calendario fino al 2031</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 08:14:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[malesia]]></category>
		<category><![CDATA[sepang]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gran Premio motociclistico della Malesia continuerà a far parte del calendario della MotoGP almeno fino al 2031, grazie alla firma di un nuovo accordo quinquennale che conferma la centralità dell’evento nel panorama sportivo internazionale del Paese. La Malesia ha ospitato per la prima volta un Gran Premio nel 1991, inizialmente sul circuito di Shah [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Premio motociclistico della <a href="https://www.giornalemotori.com/sepang/" data-type="page" data-id="174505">Malesia </a>continuerà a far parte del calendario della MotoGP almeno fino al 2031, grazie alla firma di un nuovo accordo quinquennale che conferma la centralità dell’evento nel panorama sportivo internazionale del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Malesia ha ospitato per la prima volta un Gran Premio nel 1991, inizialmente sul circuito di Shah Alam, dove la gara è rimasta fino al 1997. Nel 1998 si è disputata una sola edizione a Johor, prima del trasferimento definitivo al circuito di Sepang nel 1999, che da allora rappresenta la sede stabile dell’evento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il Ministro della Gioventù e dello Sport, Dr Mohammed Taufiq Johari, il rinnovo dell’accordo va oltre la semplice conferma di una competizione sportiva, configurandosi come una scelta strategica del governo basata su tre principali direttrici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima riguarda il valore del MotoGP come asset strategico per il Paese, con ricadute positive su settori chiave come turismo, ospitalità, trasporti e piccole e medie imprese. La seconda si concentra sul ruolo dell’evento nello sviluppo del motorsport nazionale, contribuendo alla crescita di piloti, tecnici e professionisti del settore, citando tra i talenti emergenti Hakim Danish e Qabil Irfan. La terza evidenzia l’impatto economico diretto e indiretto, attraverso la creazione di posti di lavoro e il coinvolgimento di aziende locali lungo tutto l’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il circuito di Sepang ospita inoltre i test pre-stagionali della MotoGP, inclusi lo Shakedown e i test ufficiali, ed è frequentemente utilizzato anche per sessioni di prove private, confermandosi un punto di riferimento fondamentale per il motociclismo internazionale.</p>
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		<title>Marc Marquez subito davanti al Balaton Park: miglior tempo nelle FP1 del GP d’Ungheria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante le dichiarazioni prudenti della vigilia, Marc Márquez ha aperto il weekend del Gran Premio d’Ungheria nel migliore dei modi, firmando il miglior tempo nella prima sessione di prove libere sul circuito del Balaton Park. Il campione del mondo in carica della Ducati, ancora alle prese con il recupero dall’intervento chirurgico alla spalla, ha chiuso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le dichiarazioni prudenti della vigilia, <strong>Marc Márquez</strong> ha aperto il weekend del Gran Premio d’Ungheria nel migliore dei modi, firmando il miglior tempo nella prima sessione di prove libere sul circuito del Balaton Park.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il campione del mondo in carica della Ducati, ancora alle prese con il recupero dall’intervento chirurgico alla spalla, ha chiuso la FP1 con un vantaggio di 0,169 secondi sul pilota Trackhouse Aprilia <strong>Raúl Fernández</strong>, mentre <strong>Pedro Acosta</strong> ha completato la top tre portando la KTM in terza posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acosta era stato il più veloce nelle fasi iniziali della sessione, ma nel finale è stato Márquez a fare la differenza, impressionando anche per la gestione delle gomme: il pilota spagnolo ha infatti completato l’intera sessione di 45 minuti senza cambiare pneumatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più indietro i protagonisti della lotta mondiale. Il leader della classifica <strong>Marco Bezzecchi</strong> ha concluso in nona posizione, mentre il compagno di squadra Aprilia <strong>Jorge Martín</strong> si è fermato al dodicesimo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli osservati speciali della giornata c’era anche <strong>Toprak Razgatlioglu</strong>. Il turco, protagonista assoluto al Balaton Park nel Mondiale Superbike della scorsa stagione, ha sfiorato un contatto con <strong>Ai Ogura</strong> nei primi minuti della sessione prima di risalire fino alle posizioni di vertice. Alla bandiera a scacchi ha chiuso decimo, risultando il miglior pilota Yamaha.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il weekend ungherese deve inoltre fare i conti con alcune assenze importanti. <strong>Alex Márquez</strong> e <strong>Johann Zarco</strong> non sono presenti a causa degli infortuni riportati nel Gran Premio di Catalogna del mese scorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al loro posto, la LCR Honda ha confermato <strong>Cal Crutchlow</strong> per il secondo appuntamento consecutivo, nonostante il britannico sia stato costretto al ritiro al Mugello per uno strappo muscolare. Nel box Gresini, invece, spazio a <strong>Iker Lecuona</strong>, chiamato per il suo debutto in MotoGP con Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per lo spagnolo si tratta di un ritorno nella classe regina dopo le stagioni disputate con Tech3 KTM nel 2020 e 2021, nelle quali ottenne come miglior risultato un sesto posto. A differenza di Crutchlow, Lecuona conosce già il tracciato ungherese grazie alla sua esperienza nel Mondiale Superbike, campionato nel quale occupa attualmente la seconda posizione alle spalle del compagno di squadra Ducati <strong>Nicolò Bulega</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime indicazioni del weekend parlano chiaro: nonostante le incognite fisiche e le dichiarazioni caute della vigilia, Márquez sembra già pronto a recitare il ruolo di protagonista anche in Ungheria.</p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2026/06/Classification.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:1200px" aria-label="Incorporamento di Classification."></object><a id="wp-block-file--media-4366b525-23a4-412f-9bbe-ff810bd579f9" href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2026/06/Classification.pdf">Classification</a></div>
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		<title>MotoGP, Rivola contro il regolamento: “Acosta non doveva ripartire dopo la bandiera rossa”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel caos del Gran Premio di Catalogna della MotoGP esplode anche la polemica regolamentare. A sollevarla è Massimo Rivola, che contesta la possibilità concessa a Pedro Acosta di prendere parte alla ripartenza dopo l’incidente che ha provocato la prima bandiera rossa della gara. Il giovane pilota KTM era al comando quando la sua moto ha [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel caos del Gran Premio di Catalogna della MotoGP esplode anche la polemica regolamentare. A sollevarla è Massimo Rivola, che contesta la possibilità concessa a Pedro Acosta di prendere parte alla ripartenza dopo l’incidente che ha provocato la prima bandiera rossa della gara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giovane pilota KTM era al comando quando la sua moto ha accusato un improvviso problema tecnico. Nel tentativo di rallentare e rientrare ai box, Acosta è stato centrato dalla Ducati Gresini di Alex Márquez, protagonista di una caduta violentissima che ha costretto la Direzione Gara a interrompere immediatamente la corsa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante il guasto, Acosta è riuscito a riportare la moto ai box, soddisfacendo così il requisito regolamentare necessario per essere ammesso alla ripartenza. Una decisione che però non convince Rivola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dirigente Aprilia, pur evitando critiche dirette alla Race Direction, ha chiesto una riflessione sull’attuale regolamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non sto criticando la Direzione Gara, perché questa è sempre stata l’interpretazione della norma”, ha spiegato Rivola. “Ma credo che un pilota che causa una bandiera rossa, anche involontariamente o per un problema tecnico, non dovrebbe poter riprendere la gara”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il manager italiano, il regolamento crea una situazione paradossale: se la bandiera rossa fosse stata esposta qualche istante più tardi, Acosta non avrebbe potuto ripartire, perché non sarebbe riuscito a rientrare ai box con la moto. Il fatto che abbia provocato indirettamente l’interruzione della corsa e abbia comunque beneficiato della ripartenza viene considerato “non corretto” dal numero uno di Aprilia Racing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gara catalana è poi proseguita tra ulteriori colpi di scena. Una seconda bandiera rossa, causata da un incidente alla prima curva che ha coinvolto Johann Zarco, ha spezzato nuovamente il ritmo del weekend.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella ripartenza finale Acosta è tornato protagonista, guidando gran parte della corsa prima di perdere terreno nel finale. Lo spagnolo è poi caduto all’ultima curva dopo un contatto con Ai Ogura, successivamente penalizzato dai commissari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine della giornata, Acosta ha chiarito la natura del problema che lo aveva fermato inizialmente: “Abbiamo avuto un problema elettrico improvviso. Da un momento all’altro non avevo più acceleratore”. Il pilota KTM ha poi rivolto un pensiero ai colleghi coinvolti negli incidenti: “Voglio mandare tutta la mia vicinanza ad Alex e Johann, perché sono stati loro a subire le conseguenze peggiori”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In casa Aprilia, invece, Marco Bezzecchi ha chiuso il GP al quarto posto dopo l’applicazione delle penalità post-gara relative alla pressione degli pneumatici.</p>
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		<title>Aprilia richiama i suoi piloti dopo il contatto Fernandez-Martin.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 13:56:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il contatto tra Raul Fernandez e Jorge Martin nel Gran Premio di Catalogna continua a far discutere in casa Aprilia. Dopo l’incidente avvenuto al primo giro della gara di Barcellona, il CEO del team di Noale, Massimo Rivola, ha puntato il dito contro entrambi i piloti, sottolineando come la situazione potesse essere gestita con maggiore [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il contatto tra Raul Fernandez e Jorge Martin nel Gran Premio di Catalogna continua a far discutere in casa Aprilia. Dopo l’incidente avvenuto al primo giro della gara di Barcellona, il CEO del team di Noale, Massimo Rivola, ha puntato il dito contro entrambi i piloti, sottolineando come la situazione potesse essere gestita con maggiore prudenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’episodio si è verificato alla curva 5 della gara ripartita: Fernandez, in forza al team Trackhouse, ha tentato un sorpasso all’interno su Martin nella lotta per il secondo posto. Il contatto tra i due ha provocato la caduta del campione del mondo 2024, mentre Fernandez è finito fuori pista. I commissari FIM hanno classificato l’accaduto come semplice incidente di gara, senza assegnare penalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tensione, però, è salita immediatamente ai box Aprilia. Martin, furioso per quanto accaduto, ha avuto un acceso confronto con il team manager Paolo Bonora, arrivando anche a spingerlo prima di scusarsi pubblicamente nelle ore successive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intervenuto ai microfoni del sito ufficiale MotoGP, Rivola ha espresso chiaramente il proprio disappunto:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Queste sono situazioni che non vogliamo vedere. È stata una combinazione di fattori che si potevano evitare da entrambe le parti. Direi forse maggiormente dal lato di Raul, ma entrambi potevano fare meglio.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il manager italiano ha poi evidenziato come episodi del genere siano particolarmente delicati quando coinvolgono piloti legati allo stesso costruttore:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Tra piloti Aprilia dovremmo prestare più attenzione, soprattutto al primo giro, con strategie gomme differenti e mentre si lotta per posizioni importanti come la seconda e la terza.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla vicenda è intervenuto anche il team principal Trackhouse, Davide Brivio, che ha difeso la legittimità del tentativo di sorpasso di Fernandez, pur riconoscendo che l’incidente fosse evitabile:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Raul ha visto uno spazio e ha provato il sorpasso, cosa assolutamente legittima. Martin ha chiuso la traiettoria e alla fine è successo il contatto. È stato un incidente di gara, ma probabilmente dovremo parlarne per evitare situazioni simili in futuro.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L’episodio rischia di avere conseguenze importanti anche nella corsa al titolo. Martin ha infatti chiuso il weekend con un doppio zero, mentre il compagno di squadra Marco Bezzecchi ha allungato in classifica, portando il vantaggio a 15 punti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con Aprilia considerata attualmente la moto di riferimento della MotoGP 2026, la gestione interna potrebbe diventare sempre più delicata. Oltre alla possibile sfida mondiale tra Bezzecchi e Martin, anche i piloti Trackhouse stanno dimostrando competitività da podio, aumentando il rischio di nuovi scontri in pista tra moto della stessa casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il momento, Aprilia non sembra intenzionata a introdurre ordini di squadra, ma Rivola ha lasciato intendere che un chiarimento interno sarà inevitabile:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Quando tutti saranno più tranquilli, probabilmente faremo una riunione con tutti e quattro i piloti per ricordare che abbiamo un obiettivo comune.”</p>
</blockquote>
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		<item>
		<title>MotoGP Catalogna: Pedro Acosta detta il ritmo, venerdì da incubo per Martin e Bagnaia</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2026/05/15/motogp-catalogna-pedro-acosta-detta-il-ritmo-venerdi-da-incubo-per-martin-e-bagnaia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-catalogna-pedro-acosta-detta-il-ritmo-venerdi-da-incubo-per-martin-e-bagnaia</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 14:21:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Catalogna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pedro Acosta firma il miglior tempo nelle prove del GP di Catalogna MotoGP e conferma la crescita della KTM sul circuito di Barcellona. Lo spagnolo precede Alex Márquez in una sessione equilibratissima, mentre Jorge Martin e Pecco Bagnaia restano fuori dalla top ten e dovranno passare dal Q1 dopo un venerdì complicato.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Pedro Acosta si prende la scena nelle prove del Gran Premio di Catalogna e lancia un segnale forte alla concorrenza. Sul tracciato di Barcellona il talento spagnolo della KTM ha firmato il miglior tempo del venerdì, chiudendo davanti a tutti al termine di una sessione combattutissima e decisa soltanto negli ultimi minuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acosta ha preceduto Alex Márquez per appena 18 millesimi, in una classifica cortissima che ha visto i primi dieci piloti racchiusi in meno di tre decimi. Un equilibrio totale che promette qualifiche incandescenti e una gara apertissima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La KTM ha confermato l’eccellente competitività mostrata nelle ultime uscite, mettendo in evidenza anche Brad Binder, costantemente nelle posizioni di vertice. Ducati, però, resta pienamente in lotta: Alex Márquez si è inserito tra le moto austriache mentre gli altri piloti della casa di Borgo Panigale hanno lavorato soprattutto sul passo gara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La grande sorpresa negativa della giornata riguarda Jorge Martin. Il pilota Aprilia, reduce dalla vittoria di Le Mans, è stato protagonista di una sessione complicata, segnata anche da una caduta. Lo spagnolo non è riuscito a entrare direttamente in Q2 e sarà costretto a passare dal Q1, dove troverà anche Pecco Bagnaia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il campione Ducati un venerdì più difficile del previsto, con problemi nel time attack che gli sono costati l’accesso immediato alla fase decisiva delle qualifiche. Sabato quindi si preannuncia delicatissimo per due dei protagonisti attesi del weekend catalano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Barcellona, intanto, il pubblico di casa sogna già il colpo di Pedro Acosta, sempre più protagonista della MotoGP.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP, Ducati in ansia per Marc Marquez: “Non sappiamo se sarà al Mugello”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez potrebbe saltare anche il GP d’Italia al Mugello. Lo ha confermato Davide Tardozzi, spiegando che la Ducati Lenovo Team non sa ancora quando il campione spagnolo potrà tornare in pista.</p>
<p>Marquez è stato operato dopo la caduta nella Sprint di Le Mans per una frattura al piede e per risolvere un problema alla spalla destra che lo limitava da mesi. Durante l’intervento sono state rimosse anche alcune viti danneggiate da un precedente infortunio.</p>
<p>Per il GP di Catalogna Ducati schiererà solo Pecco Bagnaia, mentre Maverick Vinales tornerà in gara dopo sei settimane di stop.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il rientro di Marc Marquez resta un’incognita. A confermarlo è stato Davide Tardozzi, team manager Ducati, che da Barcellona ha ammesso come al momento non ci siano certezze sulla presenza del campione del mondo in carica al <a href="https://www.giornalemotori.com/2025/06/21/mugello-fischi-a-marc-marquez-tardozzi-esplode-contro-il-pubblico/" data-type="post" data-id="156096">Gran Premio d’Italia del Mugello</a>, in programma dal 29 al 31 maggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spagnolo è stato operato domenica scorsa dopo il violento incidente avvenuto nella Sprint di Le Mans, dove ha riportato una frattura al piede. L’intervento, definito “riuscito”, è servito anche per risolvere un problema fisico che da mesi condizionava le prestazioni del pilota Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marquez ha infatti anticipato un’operazione alla spalla destra inizialmente prevista dopo il GP di Catalogna. I medici sono intervenuti per alleviare una compressione del nervo radiale al braccio destro, fastidio che aveva portato il pilota a confessare di correre “con un braccio e mezzo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l’operazione sono state inoltre rimosse una vite piegata, una vite rotta e un frammento osseo residuo di un precedente infortunio, aggravato dal contatto con Marco Bezzecchi nel GP di Mandalika della scorsa stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La chirurgia è andata bene, soprattutto quella alla spalla oltre al piede”, ha spiegato Tardozzi a Sky Italia. “Ora dobbiamo aspettare per capire quale sarà il suo potenziale fisico nel breve periodo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parole che lasciano aperto ogni scenario sul ritorno in pista del fuoriclasse spagnolo. “L’obiettivo è tornare il prima possibile, ma oggi non possiamo dire se sarà al Mugello”, ha aggiunto il manager Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, questo weekend a Barcellona il team ufficiale Ducati schiererà il solo Pecco Bagnaia, senza sostituire l’assenza di Marquez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Buone notizie invece per Maverick Vinales: il pilota Tech3, reduce da un intervento simile alla spalla, tornerà in pista dopo sei settimane di stop.</p>
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		<title>Enea Bastianini lancia l’allarme KTM: “Dobbiamo capire i nostri limiti”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 09:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Enea Bastianini]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Enea Bastianini ha chiuso il Gran Premio di Francia con un settimo posto che lascia sensazioni contrastanti. Il pilota del team Tech3 KTM è riuscito a rimontare dopo un weekend complicato a Le Mans, ma al termine della gara ha ammesso che la KTM RC16 mostra ancora alcune limitazioni, soprattutto con la gomma posteriore morbida. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Enea Bastianini ha chiuso il Gran Premio di Francia con un settimo posto che lascia sensazioni contrastanti. Il pilota del team Tech3 KTM è riuscito a rimontare dopo un weekend complicato a Le Mans, ma al termine della gara ha ammesso che la KTM RC16 mostra ancora alcune limitazioni, soprattutto con la gomma posteriore morbida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fine settimana del pilota italiano era iniziato in salita già nelle qualifiche di sabato, quando una caduta nella prima fase della sessione gli aveva impedito di accedere alla Q2, costringendolo a partire dalla 14ª posizione in griglia. Le difficoltà sono proseguite anche nella Sprint Race, conclusa con un’altra scivolata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella gara lunga della domenica, però, Bastianini è riuscito a recuperare fino al settimo posto, pur terminando a circa cinque secondi dalla migliore KTM in pista, quella di Pedro Acosta, quinto al traguardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Almeno oggi siamo arrivati alla bandiera a scacchi, mentre ieri sono caduto due volte”, ha commentato Bastianini dopo la gara. “Oggi ho cercato soprattutto di gestire la situazione e portare a casa il risultato”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’italiano non ha nascosto una certa delusione per il rendimento mostrato nel corso del weekend: “Mi aspettavo qualcosa in più rispetto a quello che abbiamo fatto. Credo però che in questo momento abbiamo alcuni limiti e dobbiamo capire bene quali siano”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Bastianini, il problema principale è emerso soprattutto nella gestione della gomma morbida posteriore: “Con la soft al posteriore era difficile spingere perché la moto si muoveva molto. Per me è stato complicato gestire la situazione e anche nel finale non riuscivo a essere veloce come normalmente so fare”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante tutto, il romagnolo ha voluto sottolineare il valore del risultato ottenuto davanti al pubblico di casa della squadra Tech3: “È comunque una buona posizione per il team, visto che questo era il loro Gran Premio di casa, e sono contento”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Weekend particolare anche per Jonas Folger, tornato in gara in MotoGP per sostituire l’infortunato Maverick Viñales. Il collaudatore KTM è riuscito a concludere la corsa al suo primo Gran Premio dopo tre anni, anche se con oltre 73 secondi di ritardo dal vincitore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È stata una gara dura, ma l’obiettivo era completare la distanza e continuare a imparare”, ha spiegato Folger. “Fino alle qualifiche avevo fatto buoni progressi, ma in gara non sono riuscito a mantenere quel ritmo e ho sofferto fisicamente, soprattutto alla spalla sinistra”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tedesco ha comunque definito il weekend “migliore del previsto”, ringraziando infine il team Tech3 per il supporto ricevuto durante tutto il fine settimana.</p>
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		<title>MotoGP Francia: Marini ed Honda al top nelle prime libere.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 09:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Le Mans]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Marini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luca Marini sorprende tutti nelle prove del venerdì della MotoGP a Le Mans, chiudendo al comando con la Honda davanti alla KTM di Pedro Acosta. Ottima anche la prestazione di Johann Zarco, terzo davanti al pubblico di casa, mentre Fabio Di Giannantonio conferma la competitività Ducati con il quarto posto. Marc Marquez resta più prudente e termina nono, mentre il leader del mondiale Marco Bezzecchi fatica e chiude soltanto quattordicesimo. Il rischio pioggia previsto per il weekend potrebbe rimescolare ulteriormente i valori in pista.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La MotoGP accende il weekend di Le Mans con un venerdì di prove ricco di sorprese e indicazioni inattese. A prendersi la scena è stata la Honda di Luca Marini, autore del miglior tempo nella Practice del Gran Premio di Francia grazie a un giro perfetto realizzato negli ultimi minuti della sessione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota italiano ha sfruttato al meglio la gomma nuova montata nel finale, fermando il cronometro davanti alla KTM di Pedro Acosta, ancora una volta competitivo su un tracciato tecnico come quello francese. Un risultato che conferma i progressi della Honda, apparsa decisamente più competitiva rispetto alle prime uscite stagionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande entusiasmo anche per Johann Zarco, terzo davanti al pubblico di casa. Il francese della LCR Honda, già protagonista a Le Mans nella passata stagione, ha mostrato un passo estremamente consistente pur senza concentrarsi esclusivamente sul time attack finale. Alle sue spalle si è piazzato Fabio Di Giannantonio con la Ducati del team VR46, a lungo nelle prime posizioni durante tutta la sessione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più conservativa invece la strategia di Marc Marquez. Lo spagnolo ha chiuso in nona posizione scegliendo di non forzare nel finale con pneumatici freschi, preferendo concentrarsi sul lavoro in ottica gara. Una scelta che potrebbe nascondere un potenziale ancora inesplorato in vista delle qualifiche e della Sprint.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giornata più complicata per Marco Bezzecchi, soltanto quattordicesimo al termine delle prove. Il leader del mondiale non è riuscito a trovare il giusto feeling sul circuito francese, pagando soprattutto nel settore centrale della pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il meteo che minaccia pioggia per il resto del weekend, il Gran Premio di Francia si prepara a vivere un’altra edizione imprevedibile, dove strategia e gestione delle condizioni potrebbero fare la differenza tanto quanto la velocità pura.</p>
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		<title>MotoGP: Marquez profeta in patria, pole position a Jerez sotto la pioggia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 09:52:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In condizioni difficili, con l’asfalto reso insidioso dalla pioggia, Marc Marquez torna a ruggire davanti al suo pubblico e conquista la pole position del Gran Premio di Spagna 2026 di MotoGP. Una prestazione di carattere per il campione del mondo in carica, capace di piegare la resistenza di Johann Zarco al termine di un duello [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In condizioni difficili, con l’asfalto reso insidioso dalla pioggia, Marc Marquez torna a ruggire davanti al suo pubblico e conquista la pole position del Gran Premio di Spagna 2026 di MotoGP. Una prestazione di carattere per il campione del mondo in carica, capace di piegare la resistenza di <a href="https://www.giornalemotori.com/2022/08/06/motogp-pole-da-record-per-zarco-a-silverstone/" data-type="post" data-id="116451">Johann Zarco</a> al termine di un duello sul filo dei centesimi, lasciando il resto dello schieramento a oltre un secondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zarco, tra i più efficaci sul bagnato, ha tentato l’assalto decisivo nell’ultimo giro, ma un vistoso rischio all’ultima curva ha spento le sue ambizioni, consegnando definitivamente la pole a Marquez, che non partiva davanti a tutti dalla gara d’Ungheria dello scorso anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle spalle della coppia di testa si mette in luce Fabio Di Giannantonio, terzo con la Ducati VR46 e miglior interprete tra gli inseguitori. Subito dietro il leader del mondiale Marco Bezzecchi, solido nonostante condizioni proibitive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sessione movimentata per Alex Marquez: il vincitore dell’edizione 2025, dopo aver dominato il venerdì sull’asciutto, è riuscito a limitare i danni chiudendo nelle prime posizioni malgrado una caduta. Alle sue spalle Pedro Acosta con la KTM, protagonista di una qualifica combattuta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono mancati gli incidenti. Fermin Aldeguer è finito a terra per la seconda volta in giornata nelle prime fasi della Q2, mentre pochi minuti più tardi lo stesso Alex Marquez è scivolato alla curva 9. Nel finale, caduta anche per Jorge Martin, che ha provocato bandiere gialle decisive per l’annullamento di diversi tentativi lanciati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Q1 aveva già offerto un’anticipazione del caos, con scivolate per Franco Morbidelli, Jack Miller, Diogo Moreira e Luca Marini. Lo stesso Morbidelli ha chiuso la sessione con del fumo proveniente dalla sua moto, causando un ritardo nell’avvio della Q2 per consentire i controlli sul tracciato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le altre note, il wild-card Augusto Fernandez partirà 16°, miglior Yamaha in griglia. Penalità invece per Martin, arretrato di tre posizioni per aver ostacolato Alex Marquez, mentre Joan Mir è sotto osservazione per una possibile infrazione alle bandiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora l’attenzione si sposta sulla Sprint Race del pomeriggio: con un meteo ancora incerto, Jerez si prepara a offrire un’altra gara imprevedibile, dove la gestione delle condizioni farà la differenza.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP, caos e cadute a COTA: Marc Márquez detta il passo nelle prove del venerdì</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2026/03/27/motogp-caos-e-cadute-a-cota-marc-marquez-detta-il-passo-nelle-prove-del-venerdi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-caos-e-cadute-a-cota-marc-marquez-detta-il-passo-nelle-prove-del-venerdi</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 21:28:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Austin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un venerdì movimentato e ricco di colpi di scena quello del MotoGP degli Stati Uniti 2026 sul circuito di Austin. A emergere, nonostante una giornata tutt’altro che semplice, è stato Marc Márquez, capace di chiudere al comando dopo essere stato protagonista di una violenta caduta nelle prove del mattino. Il campione in carica ha reagito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un venerdì movimentato e ricco di colpi di scena quello del MotoGP degli Stati Uniti 2026 sul circuito di Austin. A emergere, nonostante una giornata tutt’altro che semplice, è stato Marc Márquez, capace di chiudere al comando dopo essere stato protagonista di una violenta caduta nelle prove del mattino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il campione in carica ha reagito con determinazione, segnando nel pomeriggio il miglior tempo in 2:00.927 e precedendo di appena 53 millesimi il sorprendente Ai Ogura. Terzo posto per Fabio Di Giannantonio, ancora competitivo dopo aver già brillato nel precedente appuntamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle loro spalle si è piazzato il leader del campionato Marco Bezzecchi, che ha iniziato il weekend texano con l’obiettivo di centrare la quinta vittoria consecutiva. Più complicata, invece, la giornata per piloti di primo piano come Joan Mir e Fermin Aldeguer, rimasti fuori dalla top ten e costretti a passare dalla Qualifica 1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sessione pomeridiana è stata segnata da una lunga serie di cadute. I primi a finire a terra sono stati Jorge Martín e Di Giannantonio, seguiti da Enea Bastianini, Franco Morbidelli, il leader delle FP1 Pedro Acosta e lo stesso Ogura. Fortunatamente, nessuno ha riportato conseguenze fisiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare tensione per l’episodio che ha coinvolto Ogura, caduto poco dopo le bandiere gialle esposte per l’incidente di Acosta alla Curva 12. L’episodio è stato esaminato dai commissari della FIM, che hanno deciso di non adottare ulteriori provvedimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lista degli incidenti si è poi allungata con Toprak Razgatlioglu e Alex Márquez, mentre le numerose bandiere gialle hanno complicato il lavoro dei piloti nella ricerca del tempo veloce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i problemi iniziali, Marc Márquez ha impiegato diversi giri prima di registrare un tempo valido, ma una volta trovato il ritmo ha preso il comando. A contendersi la vetta con lui è stato Di Giannantonio, in un continuo scambio di posizioni fino al giro decisivo dello spagnolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel finale, Bezzecchi ha dato il via agli attacchi al tempo, migliorando sensibilmente i riferimenti, ma senza riuscire a insidiare il primato. Ottima rimonta anche per Francesco Bagnaia, che da una rischiosa 15ª posizione è riuscito a risalire fino all’ottavo posto, guadagnando l’accesso diretto alla Qualifica 2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ultima caduta di giornata per Brad Binder nei minuti conclusivi, a chiudere una sessione tra le più caotiche della stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da segnalare infine il ritiro anticipato di Maverick Viñales, costretto a fermarsi dopo le FP1 a causa dei persistenti problemi alla spalla sinistra, infortunata già nella scorsa stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un venerdì dunque spettacolare e imprevedibile, che lascia aperti tutti gli scenari in vista delle qualifiche e della gara di domenica.</p>
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		<item>
		<title>Aprilia pronta a far debuttare il prototipo 850cc in pista all’inizio della primavera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 09:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprilia punta a portare in pista il suo prototipo MotoGP da 850cc “all’inizio della primavera”, come confermato dal direttore tecnico Fabiano Sterlacchini durante la presentazione del team giovedì scorso. Il motore da 850cc per la stagione 2027 sta già girando al banco prova, mentre prosegue il perfezionamento della versione definitiva da 1000cc della RS-GP. “La [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Aprilia punta a portare in pista il suo prototipo MotoGP da 850cc “all’inizio della primavera”, come confermato dal direttore tecnico Fabiano Sterlacchini durante la presentazione del team giovedì scorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motore da 850cc per la stagione 2027 sta già girando al banco prova, mentre prosegue il perfezionamento della versione definitiva da 1000cc della RS-GP. “La parola giusta è sfida! Ma siamo super preparati”, ha dichiarato Sterlacchini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il motore da 850cc è in modalità test per verificarne l’affidabilità, confermare ogni componente e iniziare lo sviluppo. Pensiamo che intorno all’inizio della primavera il primo prototipo potrà scendere in pista. Il prototipo di base è già pronto, ma ora è in fase di test. Siamo abbastanza fiduciosi e ottimisti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scorso dicembre, KTM è stata il primo costruttore a far girare un prototipo 850cc in pista, seguita a poche settimane di distanza da Honda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestire le risorse tra la stagione in corso e le nuove regolazioni rappresenta una sfida complessa, ma per il CEO di Aprilia Racing, Massimo Rivola, l’efficienza del marchio italiano sarà un punto di forza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Credo che questo sia un vantaggio per noi. In generale, le aziende italiane – e parlo per Noale – sono super efficienti. Non vedo motivi per cui la nostra moto 2027 non possa essere molto competitiva”, ha dichiarato Rivola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il vero punto interrogativo potrebbe non essere la moto o il motore, ma le gomme Pirelli. Questo sarà probabilmente l’aspetto più difficile. Allo stesso tempo, se un’azienda sa di poter lottare per il podio in ogni gara, può anche fare un buon lavoro per il 2027. Vedo questa situazione più come un’opportunità che come un problema”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sterlacchini ha aggiunto: “Bisogna sfruttare i punti di forza di ogni azienda. Concordo al 100% con Massimo: la cultura europea, e in particolare quella italiana, è molto reattiva. Crediamo di poter gestire il caos e le difficoltà, perché siamo molto reattivi. È più un’opportunità che un problema”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aprilia, seconda nella classifica costruttori MotoGP dello scorso anno dietro a Ducati, non ha ancora ufficializzato i piloti per l’era 850cc del 2027. Come Aprilia, anche Ducati e Yamaha devono ancora far scendere in pista i loro prototipi 850cc.</p>
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		<title>MotoGP, Beirer: “Honda si è avvicinata, ma non ha superato KTM. Ha il doppio del budget”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 17:48:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il riavvicinamento di Honda ai vertici della MotoGP non è una sorpresa per Pit Beirer, direttore motorsport di KTM, che attribuisce i progressi della casa giapponese soprattutto a una disponibilità economica nettamente superiore. Secondo il manager tedesco, tuttavia, la crescita di HRC non è sufficiente per parlare di un sorpasso tecnico ai danni del costruttore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il riavvicinamento di <strong>Honda</strong> ai vertici della MotoGP non è una sorpresa per <strong>Pit Beirer</strong>, direttore motorsport di <strong><a href="https://www.giornalemotori.com/2025/11/09/eicma-2025-ktm-990-smt-un-ritorno-atteso/" data-type="post" data-id="166224">KTM</a></strong>, che attribuisce i progressi della casa giapponese soprattutto a una disponibilità economica nettamente superiore. Secondo il manager tedesco, tuttavia, la crescita di HRC non è sufficiente per parlare di un sorpasso tecnico ai danni del costruttore austriaco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I rapporti tra <strong>Honda e KTM</strong> restano storicamente tesi. Già alla vigilia del debutto KTM in MotoGP nel 2017, l’allora CEO della Casa di Mattighofen definì HRC come “il nostro rivale più odiato”. Una rivalità nata ai tempi della Moto3, quando Honda accusò KTM di aver aggirato i limiti di costo imposti dal regolamento nelle prime stagioni della categoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni successivi le tensioni si sono attenuate, ma le occasioni per punzecchiarsi pubblicamente non mancano mai. E i recenti progressi di Honda hanno riacceso il confronto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della stagione 2025, Honda ha sfruttato al massimo le <strong>concessioni regolamentari</strong>, riuscendo a rendere la propria MotoGP decisamente più competitiva. Il costruttore giapponese ha conquistato la vittoria nel Gran Premio di Francia disputato sul bagnato e ha ottenuto tre podi in condizioni di asciutto, chiudendo il campionato costruttori a soli <strong>87 punti da KTM</strong>, terza forza del Mondiale. Un risultato che ha permesso a Honda di uscire dall’ultima fascia delle concessioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">KTM, al contrario, ha vissuto una stagione complessa e divisa in due parti, prolungando a <strong>tre anni</strong> il digiuno di vittorie in MotoGP con la RC16. Nonostante questo, Beirer rivendica con orgoglio il lavoro svolto dal team.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Molti sono sorpresi nel vedere Honda avvicinarsi – ha spiegato Beirer – ma non c’è nulla di sorprendente: continuano a introdurre nuove soluzioni e hanno <strong>il doppio del budget</strong>. Proprio per questo sono ancora più orgoglioso di ciò che stanno facendo i nostri uomini”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dirigente KTM ha poi precisato: “Honda ha ridotto il distacco, ma <strong>non ci ha affatto superati</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al futuro, KTM punta a capitalizzare il finale positivo del 2025 per iniziare in modo più competitivo la stagione <strong>2026</strong>. Tuttavia, Beirer individua un limite strutturale nel <strong>congelamento dei motori</strong> imposto ai costruttori che non rientrano nella fascia più bassa delle concessioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il piccolo svantaggio è che Honda e Yamaha dispongono delle concessioni – ha sottolineato –. Hanno potuto sviluppare i motori senza interruzioni, mentre noi no. Loro possono evolvere dopo ogni gara, noi invece dobbiamo correre per due anni con lo stesso motore, senza possibilità di modificarlo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una situazione che, secondo KTM, rischia di falsare l’equilibrio tecnico nel medio periodo, proprio mentre la competizione tra i grandi costruttori della MotoGP torna ad accendersi.</p>
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		<title>MotoGP 2027, mercato piloti pronto a esplodere: VR46 e il “sogno Acosta”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 06:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2027]]></category>
		<category><![CDATA[di giannantonio]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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		<category><![CDATA[rivoluzione MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[vr46]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La MotoGP si prepara a entrare in una nuova era dal 2027, con un pacchetto di cambiamenti destinato a ridefinire gli equilibri del campionato: motori da 850cc, abolizione dei ride-height devices e Pirelli nuovo fornitore unico di pneumatici al posto di Michelin. Una rivoluzione tecnica che potrebbe innescare anche un profondo scossone nel mercato piloti. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://www.giornalemotori.com/archivio-motogp/" data-type="page" data-id="168025">MotoGP </a>si prepara a entrare in una nuova era dal 2027, con un pacchetto di cambiamenti destinato a ridefinire gli equilibri del campionato: motori da 850cc, abolizione dei ride-height devices e Pirelli nuovo fornitore unico di pneumatici al posto di Michelin. Una rivoluzione tecnica che potrebbe innescare anche un profondo scossone nel mercato piloti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto filtra dal paddock, solo tre piloti avrebbero attualmente un contratto valido oltre la fine di questa stagione. Un dato che lascia presagire una vera e propria “silly season” senza precedenti in vista del nuovo ciclo regolamentare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">VR46 davanti a scelte strategiche</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i team maggiormente coinvolti c’è anche la VR46 Racing Team, che si ritrova con entrambi i suoi piloti — Fabio di Giannantonio e Franco Morbidelli — in scadenza di contratto al termine del campionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il team principal Pablo Nieto, intervistato da Crash.net, ha confermato che i dialoghi sono già iniziati:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo già cominciato a parlarne, e ogni anno succede sempre prima. Ma è normale: nel 2027 il 90% dei piloti sarà libero. Dal 2025 al 2026 non succede molto, ma tra 2026 e 2027 ci sarà un cambiamento enorme in MotoGP. Dobbiamo essere pronti a tutto».</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Parole che fotografano un clima di grande incertezza, ma anche di preparazione strategica in vista di uno dei momenti più delicati degli ultimi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sogno Acosta resta sullo sfondo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">VR46 aveva già sondato il terreno con Pedro Acosta all’inizio della scorsa stagione, prima che il talento spagnolo decidesse di proseguire il proprio percorso con KTM. Un’ipotesi che non è stata definitivamente accantonata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nieto non ha nascosto l’ammirazione per il giovane campione:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«Averlo nel team sarebbe un sogno», ha ammesso, precisando però che la priorità resta interna:<br>«Vorremmo continuare con gli stessi piloti, perché vogliamo dare loro l’opportunità di dimostrare il proprio valore. Ma nel mercato non si può mai sapere cosa succederà. Dobbiamo sempre cercare di avere i migliori».</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">I risultati premiano Di Giannantonio e Morbidelli</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri della stagione 2025 giocano a favore della coppia VR46. Fabio di Giannantonio, in sella a una Ducati con specifica ufficiale ed è sotto contratto diretto con la casa di Borgo Panigale, ha chiuso il campionato al sesto posto. Franco Morbidelli, legato contrattualmente al team ed esponente dell’Academy, ha terminato settimo. Insieme hanno collezionato 13 podi complessivi, confermando la solidità del progetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attesa per la nuova livrea 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, la squadra satellite supportata ufficialmente da Ducati guarda già alla prossima stagione: la nuova livrea 2026 verrà presentata mercoledì a Roma, in un evento che rappresenterà anche simbolicamente l’inizio di una nuova fase per il team.</p>
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		<title>MotoGP, Jack Miller individua la svolta tecnica: “La gomma posteriore Michelin ha favorito i V4”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 09:24:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[gomma posteriore Michelin]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Miller]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP 2026]]></category>
		<category><![CDATA[motori V4]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici Michelin]]></category>
		<category><![CDATA[quattro cilindri in linea]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica motogp]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha V4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jack Miller individua nell’evoluzione della gomma posteriore Michelin il vero punto di svolta che ha spostato gli equilibri tecnici della MotoGP a favore dei motori V4. Un cambiamento che ha inciso profondamente anche sulla scelta di Yamaha, pronta ad abbandonare il quattro cilindri in linea per passare al V4 a partire dal 2026. La casa [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Jack Miller individua nell’evoluzione della gomma posteriore Michelin il vero punto di svolta che ha spostato gli equilibri tecnici della <a href="https://www.giornalemotori.com/archivio-motogp/" data-type="page" data-id="168025">MotoGP </a>a favore dei motori V4. Un cambiamento che ha inciso profondamente anche sulla scelta di Yamaha, pronta ad abbandonare il quattro cilindri in linea per passare al V4 a partire dal 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La casa di Iwata ha utilizzato l’architettura inline per tutta l’era moderna dei quattro tempi, conquistando otto titoli mondiali Piloti, l’ultimo nel 2021 con Fabio Quartararo. Ma, secondo Miller, il progresso degli pneumatici ha reso sempre più difficile restare competitivi con questa configurazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una intervista rilasciata a <a href="http://www.crash.net" target="_blank" rel="noopener">Crash.net</a>, il pilota australiano – vincitore in MotoGP con Honda e Ducati e salito sul podio anche con KTM – è stato diretto:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«La gomma posteriore è la chiave. È cambiata due o tre anni fa ed era chiaro che la direzione fosse quella, man mano che Michelin la sviluppava».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller spiega come l’attuale posteriore Michelin richieda di essere sfruttato in ogni fase della guida per esprimere il massimo potenziale:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Devi usarlo per frenare, a centro curva e in accelerazione. Ma senza sovraccaricarlo. La finestra di funzionamento è molto stretta, però quando ci sei dentro la prestazione è enorme».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa caratteristica, secondo il pilota Pramac Yamaha, aiuta a comprendere anche l’andamento altalenante delle prestazioni in MotoGP:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Quando una moto riesce a entrare in quella finestra è “on”. Il weekend dopo può essere completamente “off”. Succede spesso».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Yamaha, in particolare, paga una minore capacità di sfruttare la gomma posteriore morbida rispetto ai rivali dotati di V4:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Quando il grip è basso o gli altri non riescono a usare la soft, noi andiamo relativamente meglio. Ma quando la soft fa davvero la differenza, loro riescono a usare il posteriore anche per fermare la moto. Senza quella gomma, per certe moto è come se qualcuno mollasse i freni».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione di Yamaha di passare al V4 rappresenta quindi un cambio di filosofia radicale, soprattutto considerando che i principali rivali utilizzano questa architettura da oltre dieci anni. Nonostante ciò, Miller si dice fiducioso:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Hanno deciso di andare all-in su questo progetto. È una scelta necessaria per restare competitivi».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sguardo è già rivolto anche al futuro regolamento 2027, che introdurrà le MotoGP da 850 cc con pneumatici Pirelli:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Arrivando al 2027 avranno molte più informazioni. Gli ingegneri Yamaha stanno lavorando duramente da almeno 18 mesi e continueranno ancora a lungo. In questo sport è sempre un processo di apprendimento».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso di sviluppo entrerà nel vivo con l’apertura dei test MotoGP 2026, a partire dallo Shakedown di Sepang in programma dal 29 al 31 gennaio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, il ritiro di Fabio Quartararo mentre era in testa al GP di Gran Bretagna 2025 fa sì che, per ora, l’ultima vittoria di una MotoGP con motore quattro cilindri in linea resti quella conquistata da Alex Rins con la Suzuki a Valencia nel 2022.</p>
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		<title>MotoGP, Bagnaia e il nodo della GP25: “Così ho perso la fiducia sull’anteriore”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 11:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Gp25]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione MotoGP 2025 di Francesco Bagnaia è stata segnata da una lunga e complicata ricerca di feeling con la Ducati GP25. Dopo anni in cui la fiducia sull’anteriore era stata uno dei suoi punti di forza, il campione italiano si è trovato a fare i conti con una moto difficile da interpretare, incapace di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2026/01/08/motogp-bagnaia-e-il-nodo-della-gp25-cosi-ho-perso-la-fiducia-sullanteriore/">MotoGP, Bagnaia e il nodo della GP25: “Così ho perso la fiducia sull’anteriore”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La stagione MotoGP 2025 di Francesco Bagnaia è stata segnata da una lunga e complicata ricerca di feeling con la Ducati GP25. Dopo anni in cui la fiducia sull’anteriore era stata uno dei suoi punti di forza, il campione italiano si è trovato a fare i conti con una moto difficile da interpretare, incapace di garantire continuità di rendimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono mancati i momenti di alto livello, come il weekend perfetto di Motegi, dove Bagnaia ha mostrato il suo classico stile fatto di staccate profonde e grande controllo in ingresso curva. Tuttavia, quei lampi sono rimasti episodi isolati. A pesare sul bilancio complessivo sono stati soprattutto i problemi di stabilità in uscita di curva e una persistente mancanza di fiducia nella fase più delicata della frenata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Bagnaia, la differenza principale rispetto alle stagioni precedenti non era tanto nella frenata in rettilineo, rimasta sostanzialmente invariata, quanto nella capacità di rallentare la moto durante l’ingresso in curva. Un aspetto fondamentale, soprattutto nelle situazioni di gara, quando si è costretti a seguire da vicino altri piloti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quando sei in scia la frenata in rettilineo è meno efficace», ha spiegato. «Se poi non riesci a fermare la moto con un certo angolo di piega, diventa tutto molto più complicato».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024, Bagnaia riusciva a sfruttare maggiormente la fase di inserimento, frenando con più inclinazione, controllando lo scivolamento dell’anteriore e forzando nella parte finale della staccata per ridurre ulteriormente la velocità. Sensazioni che, nel corso del 2025, sono venute meno, limitando la sua efficacia soprattutto nei duelli ravvicinati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è stato un rendimento altalenante: due vittorie nelle Sprint, due successi nei Gran Premi, ma anche otto gare senza punti nelle ultime dieci della stagione. Un bilancio che ha relegato Bagnaia al quinto posto nel Mondiale, ben lontano dagli standard a cui aveva abituato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una stagione, dunque, di transizione e di interrogativi, in cui il talento non è mai stato in discussione, ma in cui la sintonia tra pilota e moto non è mai davvero sbocciata.</p>
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		<title>MotoGP, Marc Márquez pensa al ritiro: “Il mio corpo mi fermerà prima della mia mente”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 10:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[campione MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[carriera Marc Márquez]]></category>
		<category><![CDATA[Ducati MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[futuro Marc Márquez]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[intervista La Sexta]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Márquez]]></category>
		<category><![CDATA[ritiro Marc Márquez]]></category>
		<category><![CDATA[titolo MotoGP 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Márquez guarda al futuro con la consapevolezza di chi ha già scritto la storia della MotoGP. Il sette volte campione del mondo ha ammesso che il momento del ritiro potrebbe arrivare prima del previsto, non per mancanza di motivazioni, ma per i limiti che il suo corpo potrebbe imporgli negli anni a venire. A [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Marc Márquez guarda al futuro con la consapevolezza di chi ha già scritto la storia della <a href="http://www.motogp.com" target="_blank" rel="noopener">MotoGP</a>. Il sette volte campione del mondo ha ammesso che il momento del ritiro potrebbe arrivare prima del previsto, non per mancanza di motivazioni, ma per i limiti che il suo corpo potrebbe imporgli negli anni a venire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 32 anni, il pilota spagnolo è reduce da uno dei comeback più straordinari della storia recente del motociclismo. Nella scorsa stagione ha infatti conquistato il suo settimo titolo nella classe regina, cinque anni dopo il grave infortunio al braccio del 2020 che aveva seriamente messo a rischio la sua carriera. Nonostante l’assenza nelle ultime quattro gare del 2025 a causa di un problema alla spalla, Márquez si presenta al via del 2026 come il grande favorito per la conquista del titolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo futuro è al centro del dibattito anche per motivi contrattuali: l’accordo con <a href="https://www.giornalemotori.com/2025/11/09/eicma-2025-ducati-ducati-desertx-nuova-era-per-lavventura/" data-type="post" data-id="166236">Ducati </a>scadrà al termine della stagione, alla vigilia del profondo cambiamento regolamentare previsto per il 2027. Tutto lascia pensare a un rinnovo con la casa di Borgo Panigale, ma durante un’intervista concessa all’emittente spagnola <em>La Sexta</em> è emerso con forza il tema del ritiro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La cosa più difficile per un atleta è sapere quando e come ritirarsi”, ha spiegato Márquez. “Io so già che mi ritirerò prima, perché il mio corpo mi spingerà più della mia mente. Mentalmente mi sento fortissimo, ma dovrò valutare anno dopo anno come risponde il fisico”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il campione catalano ha poi sottolineato come, nonostante i numerosi rischi corsi in carriera, gli infortuni siano stati relativamente “clementi” fino alla fase finale del suo percorso sportivo. Un equilibrio delicato, che potrebbe però rompersi con il passare del tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della stessa intervista, Márquez ha parlato anche della sua vita privata e del desiderio, espresso recentemente, di diventare padre. Un sogno che però non si accompagna alla volontà di vedere un figlio sulle sue stesse orme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non vorrei che diventasse un pilota”, ha confessato. “Portare il mio cognome sarebbe un peso enorme. Avrebbe dei vantaggi, anche economici, ma non gli mancherebbe nulla, e senza difficoltà non si ha la stessa fame”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parole che raccontano un Márquez più riflessivo, consapevole del peso della propria eredità sportiva e umano nel riconoscere i limiti di un corpo che, prima o poi, potrebbe chiedergli di fermarsi.</p>
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		<title>Aprilia accelera sul prototipo 850cc: via libera allo sviluppo per la MotoGP 2027</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 16:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprilia è pronta a voltare pagina. Dopo una stagione chiusa in crescendo, con tre vittorie nelle ultime quattro gare e il secondo posto nel mondiale costruttori, la casa di Noale guarda già al futuro: lo sviluppo del nuovo prototipo MotoGP 850cc, che debutterà in pista nell’aprile 2026, è ufficialmente entrato nel vivo. A confermarlo è [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Aprilia è pronta a voltare pagina. Dopo una stagione chiusa in crescendo, con tre vittorie nelle ultime quattro gare e il secondo posto nel mondiale costruttori, la casa di Noale guarda già al futuro: lo sviluppo del nuovo prototipo MotoGP <strong>850cc</strong>, che debutterà in pista nell’aprile 2026, è ufficialmente entrato nel vivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A confermarlo è il direttore tecnico Fabiano Sterlacchini, che ha delineato la roadmap in vista del grande cambio regolamentare previsto per il 2027. Le nuove norme includeranno la riduzione della cilindrata da 1000cc a 850cc, l’eliminazione dei dispositivi di abbassamento e partenza, limiti aerodinamici più severi e soprattutto il passaggio dalle gomme Michelin alle Pirelli.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il congelamento motori accelera la rivoluzione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per facilitare la transizione, i costruttori fuori dalle “D-concessions” hanno approvato un congelamento dei motori per il 2025 e 2026. Una misura cruciale, secondo Sterlacchini:<br>“Il freeze ci aiuta molto: blocchiamo lo sviluppo, ma lo fanno anche gli altri. Così possiamo concentrare le risorse sulla nuova moto”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aprilia dedicherà i primi mesi del 2026 allo sviluppo finale dell’attuale RS-GP, ma già in primavera sposterà gli sforzi sul prototipo 2027.<br>“Il motore 850cc è già in lavorazione, perché i tempi di realizzazione sono enormi”, ha spiegato l’ingegnere. “Abbiamo diviso i gruppi di lavoro: da aprile 2026 lo sviluppo della moto attuale si fermerà e si partirà con quello della 2027”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fine del divieto di test: ora si può scendere in pista</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il 17 novembre è scaduto l’accordo tra i costruttori che vietava i test dei prototipi 850cc, aprendo la strada ai primi shakedown privati.<br>Finora, solo KTM ha pubblicato immagini ufficiali del nuovo motore, mentre Aprilia continua a lavorare sotto traccia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un finale di stagione che dà fiducia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2025 si chiude come la miglior annata della storia Aprilia in MotoGP: oltre al secondo posto tra i costruttori, Marco Bezzecchi ha centrato il terzo posto iridato, miglior risultato di sempre per la RS-GP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una base solida e un progetto ambizioso già in corsa, Aprilia vuole farsi trovare pronta davanti alla più grande rivoluzione tecnica degli ultimi anni. E a Noale, la strada sembra già tracciata.</p>
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		<title>I Marquez dominano il 2025: una stagione tra fratelli, Ducati e nuovi protagonisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 09:22:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione 2025 di MotoGP si è conclusa sotto il segno della famiglia Márquez e della Ducati, protagonisti assoluti di un anno che ha visto sette vincitori diversi tra Sprint e gare principali, con quattro spagnoli a celebrare sul podio. Marc Márquez ha conquistato il suo nono titolo mondiale, il settimo nella classe regina, mentre [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La stagione 2025 di MotoGP si è conclusa sotto il segno della famiglia <a href="https://www.giornalemotori.com/2025/11/06/ducati-celebra-bagnaia-e-marquez-con-due-panigale-v2-da-sogno/" data-type="post" data-id="166017">Márquez </a>e della Ducati, protagonisti assoluti di un anno che ha visto sette vincitori diversi tra Sprint e gare principali, con quattro spagnoli a celebrare sul podio. Marc Márquez ha conquistato il suo nono titolo mondiale, il settimo nella classe regina, mentre suo fratello Álex è emerso come la principale alternativa in campionato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ducati: la casa dei campioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Marc Márquez, arrivato al team Lenovo Ducati con l’obiettivo di tornare a vincere il mondiale, ha dettato legge sin dall’inizio della stagione, con doppiette in Thailandia e Argentina. Unico passo falso Austin, dove un errore nella gara lo ha privato della vittoria. Successivamente, ha centrato una serie impressionante di successi in Qatar, Aragón, Mugello, Paesi Bassi, Germania, Repubblica Ceca, Austria e Ungheria, chiudendo il campionato con largo anticipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’altra parte del box, Francesco Bagnaia ha faticato con la Desmosedici GP25, chiudendo quarto in classifica con due vittorie (Austin e Giappone) e due Sprint (Motegi e Malesia). <em>“È stata la mia stagione peggiore, soprattutto nella seconda parte. Ora voglio solo concentrarmi sui test per trovare soluzioni. Sono un sognatore, quindi credo ancora sia possibile fare bene”</em>, ha commentato il pilota torinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Álex Márquez e i piloti indipendenti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Álex Márquez ha chiuso come miglior pilota indipendente, conquistando sei vittorie tra gare e Sprint. Grazie a questa stagione eccezionale, Álex guadagna lo status di pilota ufficiale per il 2026, con lo stesso materiale dei piloti Ducati del team ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fermín Aldeguer, rookie dell’anno, ha ottenuto la sua prima vittoria in Indonesia, diventando il terzo spagnolo a vincere in stagione, dopo Marc e Álex. La gara è stata caratterizzata dall’incidente che ha coinvolto Bezzecchi e Marc Márquez, già matematicamente campione in Giappone, che ha saltato il resto della stagione, incluso il test di pre-stagione al Ricardo Tormo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Aprilia: la sorpresa alternativa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Aprilia ha dovuto fare i conti con un inizio di stagione difficile. La caduta di Jorge Martín nei test di Sepang e un nuovo incidente in Qatar hanno costretto la squadra a fare affidamento su Marco Bezzecchi nella seconda parte dell’anno. Nonostante le difficoltà, Bezzecchi ha confermato che la RS-GP può essere competitiva e diventare una reale alternativa a Ducati nel 2026. Il pilota ha chiuso terzo in classifica generale, approfittando delle difficoltà di Bagnaia e superato anche da Acosta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel team satellite Trackhouse, Raúl Fernández ha vinto in Australia, entrando a far parte della lista storica dei vincitori spagnoli in MotoGP: Crivillé, Puig, Checa, Gibernau, Pedrosa, Elías, Lorenzo, Márquez, Maverick Viñales, Rins, Mir, Martín, Aleix Espargaró, Álex Márquez, Aldeguer e Fernández.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>KTM: una crescita costante</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">KTM ha chiuso l’anno crescendo gara dopo gara. La casa austriaca ha terminato terza nel mondiale costruttori e quarta nel mondiale piloti, grazie soprattutto alle performance di Pedro Acosta, confermando un percorso di crescita e continuità che potrà dare frutti anche nel 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stagione 2025 ha mostrato la supremazia dei Márquez, la forza della Ducati e l’emergere di nuovi talenti come Álex Márquez e Fermín Aldeguer. Tra conferme, sorprese e qualche caduta, la MotoGP ha offerto spettacolo e una chiara anticipazione delle sfide che ci aspettano nella prossima stagione, con Ducati e Márquez pronti a confermarsi al vertice e con Aprilia e KTM a giocarsi le carte per avvicinarsi al podio.</p>
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		<title>MotoGP, Bagnaia deluso a Valencia: “Problemi sempre gli stessi, il test non cambierà nulla”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 08:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[GP Valencia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il finale della stagione MotoGP 2025 non porta buone sensazioni a Francesco Bagnaia, che a Valencia ha vissuto l’ennesima giornata difficile di un’annata complicata e ricca di interrogativi. Il due volte campione del mondo della Ducati ha chiuso soltanto 14° nelle Prove del venerdì al Circuit Ricardo Tormo, mancando così per l’ennesima volta l’accesso diretto [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il finale della stagione <a href="http://www.motogp.com" target="_blank" rel="noopener">MotoGP </a>2025 non porta buone sensazioni a <strong>Francesco Bagnaia</strong>, che a Valencia ha vissuto l’ennesima giornata difficile di un’annata complicata e ricca di interrogativi. Il due volte campione del mondo della Ducati ha chiuso soltanto <strong>14° nelle Prove</strong> del venerdì al Circuit Ricardo Tormo, mancando così per l’ennesima volta l’accesso diretto alla Q2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Onestamente, una giornata standard del <a href="https://www.giornalemotori.com/2025/11/09/eicma-2025-ktm-990-smt-un-ritorno-atteso/" data-type="post" data-id="166224">2025</a>» ha ammesso con franchezza Bagnaia al termine della sessione. «Abbiamo faticato fin dall’inizio, abbiamo seguito una direzione che non era quella giusta e abbiamo perso tempo. Alla fine ho provato a entrare in top-10, ma mi è mancato qualcosa. È tutto molto simile agli ultimi weekend.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il test post-gara previsto per martedì 18 novembre segnerà formalmente l’inizio della stagione 2026, ma Bagnaia non si aspetta cambiamenti immediati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Martedì non cambierà niente, le moto saranno le stesse» ha dichiarato. «Vorrei solo concentrarmi su questo weekend e cercare di migliorare il più possibile.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota torinese ha spiegato come il tracciato di Valencia metta ancor più in evidenza i limiti della sua Ducati, soprattutto in <strong>ingresso curva</strong>, uno dei punti critici della sua stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questa è una pista in cui, se i problemi sono quelli di sempre, diventa tutto più difficile» ha sottolineato Bagnaia. «Serve una moto che freni bene con angolo e che giri altrettanto bene, e la mia, quest’anno, purtroppo non lo fa. Qui la situazione peggiora, ma stiamo comunque gestendo bene: dal mattino siamo migliorati e abbiamo fatto un buon passo avanti. Spero che domani riusciremo a farne un altro.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tre volte iridato ha poi evidenziato tutta la sua frustrazione nel non poter intervenire tecnicamente per risolvere i problemi che lo accompagnano da inizio stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«So esattamente cosa vorrei dalla moto, ma è difficile chiedere certe cose al team» ha spiegato. «Ho un’idea chiara di ciò che mi aiuterebbe, ma analizzando i dati non è semplice raggiungere quel livello di performance. È complicato capire tutto al meglio, ma ci stiamo provando dalla prima gara.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il weekend di Valencia, ultimo capitolo di un 2025 al di sotto delle aspettative, si apre dunque con più dubbi che certezze per Bagnaia, in attesa di un 2026 che, almeno per ora, non promette rivoluzioni.</p>
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		<title>Jack Miller domina le FP1 del GP di Valencia 2025 con gomme nuove</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 11:33:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jack Miller è stato il protagonista indiscusso del primo turno di prove libere (FP1) del Gran Premio di Valencia 2025, ultima gara della stagione. L’australiano della Pramac Yamaha ha sorpreso tutti montando un treno di gomme medie nuove nel momento decisivo e balzando dalla 14ª alla 1ª posizione, infliggendo mezzo secondo ai rivali. La sessione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Jack Miller è stato il protagonista indiscusso del primo turno di prove libere (FP1) del Gran Premio di Valencia 2025, ultima gara della stagione. L’australiano della <a href="https://www.giornalemotori.com/2024/07/11/yamaha-entusiasta-di-pramac/" data-type="post" data-id="138926">Pramac Yamaha</a> ha sorpreso tutti montando un treno di gomme medie nuove nel momento decisivo e balzando dalla 14ª alla 1ª posizione, infliggendo mezzo secondo ai rivali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sessione era stata inizialmente dominata da Álex Márquez, che ha guidato la classifica per gran parte dei 45 minuti con lo stesso set di gomme. Solo nel finale Miller ha trovato la combinazione giusta per conquistare il miglior tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro di lui si è piazzato il rookie giapponese Ai Ogura su Trackhouse Aprilia, staccato di soli 0,323 secondi, mentre Aleix Espargaró, wild-card HRC, ha chiuso in terza posizione. Raul Fernández e Franco Morbidelli hanno completato la top five, con Morbidelli che ha scelto di restare con gomme più usate, riuscendo comunque a sopravanzare Márquez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli altri protagonisti del turno, Augusto Fernández ha chiuso in decima posizione con la Yamaha V4, testando un nuovo telaio ma senza modifiche al motore. Tornano in pista Maverick Viñales e Jorge Martin, che hanno concluso rispettivamente 19° e 24°.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sessione ha visto anche alcune cadute: Brad Binder è stato il primo a scivolare nel weekend, mentre negli ultimi minuti il rookie Fermín Aldeguer è finito a terra. La maggior parte dei piloti ha utilizzato la gomma anteriore morbida e posteriore media, con l’eccezione di Niccolò Bulega, che ha provato alcune tornate con l’anteriore dura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La FP1 è stata leggermente ritardata a causa di un incidente nella sessione Moto2 provocato dall’acqua in pista alla curva 6. Le prove libere determineranno i dieci piloti che accederanno direttamente alla Qualifica 2.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Risultati FP1 – Gran Premio di Valencia 2025</h3>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th>Pos</th><th>Pilota</th><th>Naz</th><th>Team</th></tr></thead><tbody><tr><td>1</td><td>Jack Miller</td><td>AUS</td><td>Pramac Yamaha (YZR‑M1)</td></tr><tr><td>2</td><td>Ai Ogura</td><td>JPN</td><td>Trackhouse Aprilia (RS‑GP25)</td></tr><tr><td>3</td><td>Aleix Espargaró</td><td>SPA</td><td>Honda HRC Test Team (RC213V)</td></tr><tr><td>4</td><td>Raul Fernández</td><td>SPA</td><td>Trackhouse Aprilia (RS‑GP25)</td></tr><tr><td>5</td><td>Franco Morbidelli</td><td>ITA</td><td>Pertamina VR46 Ducati (GP24)</td></tr><tr><td>6</td><td>Álex Márquez</td><td>SPA</td><td>BK8 Gresini Ducati (GP24)</td></tr><tr><td>7</td><td>Joan Mir</td><td>SPA</td><td>Honda HRC Castrol (RC213V)</td></tr><tr><td>8</td><td>Pedro Acosta</td><td>SPA</td><td>Red Bull KTM (RC16)</td></tr><tr><td>9</td><td>Fabio Di Giannantonio</td><td>ITA</td><td>Pertamina VR46 Ducati (GP25)</td></tr><tr><td>10</td><td>Augusto Fernández</td><td>SPA</td><td>Yamaha Factory Racing (YZR‑M1 V4)</td></tr><tr><td>11</td><td>Fermín Aldeguer</td><td>SPA</td><td>BK8 Gresini Ducati (GP24)</td></tr><tr><td>12</td><td>Luca Marini</td><td>ITA</td><td>Honda HRC Castrol (RC213V)</td></tr><tr><td>13</td><td>Johann Zarco</td><td>FRA</td><td>Castrol Honda LCR (RC213V)</td></tr><tr><td>14</td><td>Fabio Quartararo</td><td>FRA</td><td>Monster Yamaha (YZR‑M1)</td></tr><tr><td>15</td><td>Álex Rins</td><td>SPA</td><td>Monster Yamaha (YZR‑M1)</td></tr><tr><td>16</td><td>Brad Binder</td><td>RSA</td><td>Red Bull KTM (RC16)</td></tr><tr><td>17</td><td>Enea Bastianini</td><td>ITA</td><td>Red Bull KTM Tech3 (RC16)</td></tr><tr><td>18</td><td>Marco Bezzecchi</td><td>ITA</td><td>Aprilia Factory (RS‑GP25)</td></tr><tr><td>19</td><td>Maverick Viñales</td><td>SPA</td><td>Red Bull KTM Tech3 (RC16)</td></tr><tr><td>20</td><td>Somkiat Chantra</td><td>THA</td><td>Idemitsu Honda LCR (RC213V)</td></tr><tr><td>21</td><td>Francesco Bagnaia</td><td>ITA</td><td>Ducati Lenovo (GP25)</td></tr><tr><td>22</td><td>Miguel Oliveira</td><td>POR</td><td>Pramac Yamaha (YZR‑M1)</td></tr><tr><td>23</td><td>Niccolò Bulega</td><td>ITA</td><td>Ducati Lenovo (GP25)</td></tr><tr><td>24</td><td>Jorge Martin</td><td>SPA</td><td>Aprilia Factory (RS‑GP25)</td></tr></tbody></table></figure>
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		<item>
		<title>MotoGP, Marini: “La Honda è un’altra moto rispetto al 2024, è come il giorno e la notte”</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/11/11/motogp-marini-la-honda-e-unaltra-moto-rispetto-al-2024-e-come-il-giorno-e-la-notte/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-marini-la-honda-e-unaltra-moto-rispetto-al-2024-e-come-il-giorno-e-la-notte</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 14:10:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Honda chiude la stagione 2025 con il morale alto. Dopo un 2024 da dimenticare – senza vittorie né podi e appena 75 punti nel campionato costruttori – la casa giapponese ha ritrovato competitività, centrando una vittoria e tre podi nel corso dell’anno. Con 276 punti e il quarto posto costruttori già assicurato, il team [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Honda</strong> chiude la stagione 2025 con il morale alto. Dopo un 2024 da dimenticare – <strong>senza vittorie né podi</strong> e appena <strong>75 punti nel campionato costruttori</strong> – la casa giapponese ha ritrovato competitività, centrando <strong>una vittoria e tre podi</strong> nel corso dell’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con <strong>276 punti</strong> e il <strong>quarto posto costruttori</strong> già assicurato, il team HRC guarda con ottimismo al <strong>Gran Premio di Valencia</strong>, ultima tappa della stagione, e soprattutto al futuro.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Marini: “Siamo un altro team rispetto a un anno fa”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota italiano <strong>Luca Marini</strong> ha lodato i progressi compiuti dal marchio di Tokyo, sottolineando il netto salto in avanti rispetto alla scorsa stagione:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“L’ultima gara di un anno lungo, ma nel complesso davvero positivo,” ha detto Marini.<br>“Se confrontiamo ciò che abbiamo fatto nel 2025 con il 2024, è come il giorno e la notte.<br>Ora arriviamo a ogni weekend <strong>aspettandoci di lottare per la Q2</strong>, e con la possibilità di <strong>restare con i migliori</strong>.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Marini ha riconosciuto che c’è ancora margine di miglioramento, ma si è detto soddisfatto del lavoro svolto:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“C’è ancora del lavoro da fare come squadra e come fabbrica per crescere, ma voglio ringraziare tutti per l’impegno.<br>Valencia è una pista che dovrebbe adattarsi bene a noi: è stretta, tecnica e richiede precisione.<br>Dobbiamo lavorare bene per ottenere il miglior risultato possibile e chiudere l’anno nel modo giusto.<br>Poi martedì inizia già il 2026, e non vedo l’ora.”</p>
</blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Mir: “Un anno di progressi e motivazione ritrovata”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo compagno di squadra <strong>Joan Mir</strong>, autore di buone prestazioni in Portogallo ma frenato da problemi tecnici, ha parlato di una stagione che gli ha <strong>ridato fiducia e motivazione</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Il nostro obiettivo a Valencia è <strong>ottenere il massimo possibile</strong>. Abbiamo chiaramente migliorato la velocità e so che possiamo essere competitivi,” ha dichiarato lo spagnolo.<br>“Sarà una gara molto combattuta, perché tutti vorranno chiudere l’anno al meglio. Ma noi siamo pronti.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Mir guarda già alla prossima stagione, che inizierà simbolicamente con i test post-gara:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“È stato un anno di progressi e di motivazione ritrovata. Dobbiamo <strong>portare questa energia nell’ultimo weekend e nel futuro</strong>.”</p>
</blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo anni difficili, la Honda sembra finalmente aver imboccato la strada giusta. A Valencia l’obiettivo sarà confermare i segnali di rinascita e chiudere un 2025 che, come sottolinea Marini, “<strong>ha segnato una svolta per la squadra</strong>”.</p>
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		<title>MotoGP, Jorge Martin verso Valencia, ma serve il via libera medico.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 19:25:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Aprilia ha annunciato che Jorge Martin si recherà a Valencia per tentare di disputare l’ultima gara del Mondiale MotoGP 2025, ma il pilota spagnolo dovrà ottenere il via libera medico prima di poter correre. Il 2024 campione del mondo arriva da quarto infortunio importante della stagione, dopo aver riportato una frattura scomposta alla clavicola destra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>Aprilia</strong> ha annunciato che <strong>Jorge Martin</strong> si recherà a <strong>Valencia</strong> per tentare di disputare l’ultima gara del Mondiale MotoGP 2025, ma il pilota spagnolo dovrà ottenere il <strong>via libera medico</strong> prima di poter correre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2024 campione del mondo arriva da <strong>quarto infortunio importante</strong> della stagione, dopo aver riportato una <strong>frattura scomposta alla clavicola destra</strong> nel corso della Sprint del <strong>Gran Premio del Giappone</strong>, in uno scontro con il compagno di squadra <strong>Marco Bezzecchi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da allora, Martin ha saltato gran parte della stagione, prendendo parte a <strong>soli sei Gran Premi</strong>. Il miglior risultato di una stagione così limitata resta il <strong>quarto posto in Ungheria</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lunedì lo spagnolo si è sottoposto a un <strong>controllo medico in Spagna</strong> per valutare la sua idoneità a gareggiare a Valencia. Aprilia ha confermato che Martin si sposterà comunque in Spagna, ma la partecipazione definitiva sarà subordinata al <strong>nulla osta del team medico FIM</strong> sul circuito.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Jorge Martin si recherà a Valencia per il Gran Premio della Comunità Valenciana,” si legge in un breve comunicato del team.<br>“Il pilota spagnolo, assente dal GP del Giappone per una frattura scomposta alla clavicola destra subita durante la Sprint, dovrà comunque sottoporsi a valutazione da parte del Medical Team del Campionato Mondiale FIM per ottenere il via libera a correre.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Se Martin dovesse essere dichiarato <strong>idoneo</strong>, probabilmente dovrà scontare una <strong>penalità</strong> relativa alla collisione con Bezzecchi a Motegi, rinviata in precedenza a causa del suo infortunio. In caso di assenza, la sanzione sarà comunque applicata nel 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, il suo posto nella squadra ufficiale Aprilia è stato coperto dal collaudatore <strong>Lorenzo Savadori</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stagione di Martin era già stata complicata da <strong>due infortuni pre-stagionali</strong> che lo avevano tenuto fuori dalle prime tre gare del 2025, seguiti da un grave incidente in Qatar che lo ha costretto a saltare fino al <strong>Gran Premio della Repubblica Ceca a luglio</strong>. Durante questo periodo, il pilota aveva tentato di attivare una clausola di rescissione dal contratto con Aprilia, per poi confermare il secondo anno con il team di Noale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre per la gara di Valencia, <strong>Tech3</strong> ha confermato che anche <strong>Maverick Viñales</strong> proverà a tornare in pista dopo l’assenza da Indonesia a causa di un infortunio alla spalla.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>MotoGP Portimao: Bagnaia cade ma resta fiducioso.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 18:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un altro weekend amaro per Francesco Bagnaia, che lascia Portimao con soltanto due punti e una nuova caduta in gara. Il pilota Ducati, dopo l’ottavo posto nella Sprint, stava lottando per il quarto posto nel Gran Premio del Portogallo quando è finito a terra all’undicesimo giro, mentre cercava di ridurre il distacco da Pedro Acosta. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un altro weekend amaro per <strong>Francesco Bagnaia</strong>, che lascia Portimao con soltanto due punti e una nuova caduta in gara. Il pilota Ducati, dopo l’ottavo posto nella Sprint, stava lottando per il quarto posto nel <strong>Gran Premio del Portogallo</strong> quando è finito a terra all’undicesimo giro, mentre cercava di ridurre il distacco da <strong><a href="https://www.giornalemotori.com/2025/11/02/pedro-acosta-il-mercato-piloti-2027-sara-una-lotteria/" data-type="post" data-id="165642">Pedro Acosta</a></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta del <strong>quarto ritiro consecutivo</strong> in gara per il campione italiano, che però ha voluto vedere il lato positivo della situazione:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Stavo spingendo forte per mantenere la quarta posizione,” ha raccontato. “Forse era un po’ presto per essere completamente a mio agio, ma volevo provare a riprendere Pedro. Sapevo che sarebbe stato difficile, perché erano molto più veloci di me. Ho cercato di fare il massimo e sono caduto. È una cosa che può succedere.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante il risultato, Bagnaia si è detto più soddisfatto delle sensazioni sulla <strong>Desmosedici GP25</strong> rispetto ai weekend precedenti:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“È stato comunque un fine settimana migliore,” ha aggiunto. “Il risultato è più o meno lo stesso, ma il feeling è migliorato. Ora dobbiamo restare concentrati per l’ultima gara: voglio chiudere la stagione con un buon risultato.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Interrogato se sia “meglio” cadere mentre si lotta per le posizioni di vertice, Bagnaia ha risposto senza esitazioni:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Onestamente non ero in lotta per il podio, ma sicuramente è meglio così che cadere come in Australia o in Indonesia, dove ero fuori dalla top 10. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione. Stiamo facendo un buon lavoro, anche se la velocità non è ancora quella giusta. L’importante è restare calmi e continuare a lavorare bene.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La caduta di Portimão è però pesante nella corsa al <strong>terzo posto iridato</strong>, visto che <strong>Marco Bezzecchi</strong> ha vinto la gara e ha allungato in classifica. Bagnaia ora è <strong>35 punti dietro Bezzecchi</strong> e solo <strong>tre punti avanti a Acosta</strong>, quando manca una sola tappa alla fine del mondiale.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP Portimao: Bulega chiude a punti al debutto.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 18:46:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[bulega]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la delusione della Sprint di sabato, conclusa con una caduta dopo pochi giri, Nicolò Bulega ha portato a termine la sua prima gara in MotoGP centrando il 15º posto e il suo primo punto mondiale nel Gran Premio del Portogallo a Portimão. Il pilota riminese, al debutto nella classe regina con la Ducati GP25 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo la delusione della Sprint di sabato, conclusa con una caduta dopo pochi giri, <strong><a href="https://www.giornalemotori.com/2025/10/18/superbike-jerez-bulega-domina-gara-1/" data-type="post" data-id="164516">Nicolò Bulega</a></strong> ha portato a termine la sua prima gara in <strong><a href="http://www.motogp.com" target="_blank" rel="noopener">MotoGP</a></strong> centrando il <strong>15º posto</strong> e il suo <strong>primo punto mondiale</strong> nel Gran Premio del Portogallo a Portimão.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota riminese, al debutto nella classe regina con la <strong>Ducati GP25</strong> in sostituzione dell’infortunato <strong>Marc Márquez</strong>, ha mostrato un buon ritmo soprattutto nella seconda parte della corsa. Mentre la maggior parte dei piloti segnava i propri migliori tempi nei primi giri, Bulega ha firmato il suo giro più veloce al 23º dei 25 giri totali, con un <strong>1’39”391</strong>, risultato che lo ha collocato tra i sei più rapidi in pista in quella fase.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante un piccolo errore a metà gara che gli è costato qualche secondo, Bulega è riuscito a rimontare fino a chiudere la gara nel gruppo in lotta per l’undicesima posizione.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Oggi è stata una giornata migliore,” ha raccontato a fine gara. “Ieri ho commesso un errore da rookie nella Sprint, quindi l’obiettivo era finire la corsa e accumulare esperienza, cercando di capire come funziona la moto e quanto sia diversa dalla Panigale. Nei primi giri sono stato molto prudente, concentrato solo sul riscaldare l’anteriore e sul frenare nel modo giusto. Continuavo a ripetermi: <em>non frenare come in Superbike</em>.”</p>
</blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Negli ultimi giri il mio passo non era male, sono riuscito a chiudere il gap con chi mi precedeva, ma un errore mi è costato tre o quattro secondi. Mi sono ripreso, li ho raggiunti di nuovo, ma ormai era troppo tardi. Il mio miglior giro è arrivato a due tornate dalla fine, quando la gomma era ormai finita. L’importante era arrivare al traguardo e portare questa esperienza con me a Valencia.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il campione del mondo <strong>Francesco Bagnaia</strong>, invece, è stato costretto al ritiro dopo una caduta mentre si trovava in quarta posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stagione MotoGP 2025 si chiuderà con il <strong>Gran Premio di Valencia</strong>, dove Bulega tornerà in pista per sostituire ancora una volta Márquez nel team ufficiale Ducati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>MotoGP: Marc Marquez fuori per il resto della stagione a causa della spalla infortunata</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/10/23/motogp-marc-marquez-fuori-per-il-resto-della-stagione-a-causa-della-spalla-infortunata/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-marc-marquez-fuori-per-il-resto-della-stagione-a-causa-della-spalla-infortunata</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 10:32:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come era prevedibile e scontato, Ducati ha confermato ufficialmente che Marc Marquez non tornerà in pista nel 2025 a causa dell’infortunio alla spalla subito durante il Gran Premio dell’Indonesia. Il 32enne pilota spagnolo è stato costretto al ritiro al primo giro della gara di Mandalika dopo una collisione con Marco Bezzecchi dell’Aprilia. L’incidente ha provocato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2025/10/23/motogp-marc-marquez-fuori-per-il-resto-della-stagione-a-causa-della-spalla-infortunata/">MotoGP: Marc Marquez fuori per il resto della stagione a causa della spalla infortunata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Come era prevedibile e scontato, Ducati ha confermato ufficialmente che Marc Marquez non tornerà in pista nel 2025 a causa dell’infortunio alla spalla subito durante il Gran Premio dell’Indonesia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 32enne pilota spagnolo è stato costretto al ritiro al primo giro della gara di Mandalika dopo una collisione con Marco Bezzecchi dell’Aprilia. L’incidente ha provocato una frattura e danni ai legamenti della spalla destra. Inizialmente i medici a Madrid avevano escluso la necessità di un intervento chirurgico, ma la mancata guarigione ha reso necessario l’operazione una settimana dopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’infortunio aveva già costretto Marquez a saltare i Gran Premi di Australia e Malesia e rendeva improbabile il suo ritorno per il Gran Premio del Portogallo. Ora Ducati conferma che il sette volte campione del mondo dovrà trascorrere quattro settimane con il braccio immobilizzato prima di iniziare la riabilitazione, escludendolo definitivamente dal resto della stagione. La squadra precisa comunque che “l’evoluzione clinica della frattura del coracoide e del danno legamentoso è positiva e procede normalmente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Riteniamo che la scelta più coerente sia rispettare i tempi biologici dell’infortunio, anche se ciò significa non poter più correre quest’anno o partecipare ai test”, ha dichiarato Marquez. “Ci aspetta un inverno difficile per recuperare al 100% e prepararci al 2026. Non dobbiamo dimenticare il grande traguardo raggiunto quest’anno: diventare di nuovo campioni del mondo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’assenza del pilota spagnolo rappresenta un duro colpo per Ducati, che contava sulla sua presenza per i test della moto 2026 a Valencia. Il direttore generale Gigi Dall’Igna ha comunque assicurato il pieno supporto alla decisione dei medici: “È un peccato non averlo in pista, ma la priorità è il recupero completo. Non correre rischi ulteriori è la scelta migliore per tutti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il Gran Premio di Malesia, Ducati ha affidato la moto a Michele Pirro, ma la squadra annuncerà a breve chi sostituirà Marquez in Portogallo e a Valencia. Crescono le voci che vedono Niccolò Bulega, vicecampione del mondo Superbike, come possibile sostituto.</p>
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		<title>MotoGP, Bagnaia punta sui dati di Sepang: “Così capiremo meglio il comportamento della moto”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 05:34:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un periodo complicato in cui non è riuscito a conquistare punti nelle ultime quattro gare, Francesco Bagnaia guarda con fiducia al prossimo appuntamento della MotoGP a Sepang. Il pilota Ducati spera che i dati raccolti nei test invernali sul circuito malese possano offrire le risposte necessarie per ritrovare competitività e comprendere a fondo il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo un periodo complicato in cui non è riuscito a conquistare punti nelle ultime quattro gare, Francesco Bagnaia guarda con fiducia al prossimo appuntamento della MotoGP a Sepang. Il pilota Ducati spera che i dati raccolti nei test invernali sul circuito malese possano offrire le risposte necessarie per ritrovare competitività e comprendere a fondo il comportamento della sua Desmosedici GP25.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Non è una situazione facile, ma con la squadra stiamo lavorando senza sosta per capire cosa non funziona e tornare ai nostri livelli. I dati del test di febbraio a Sepang ci saranno molto utili per fare un confronto reale”, ha dichiarato Bagnaia.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il torinese è reduce da un weekend amaro a Phillip Island, segnato da due cadute e da una gara terminata anzitempo dopo una rimonta interrotta. Nonostante la delusione, il pilota piemontese preferisce concentrarsi sugli aspetti positivi:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Non sono soddisfatto, ma almeno domenica ho dato tutto per recuperare e stare con il gruppo. So che la direzione è quella giusta”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Sepang, pista su cui Bagnaia ha già conquistato successi nel 2022 e nel 2024, rappresenta una delle sue mete preferite. In occasione dei test pre-stagionali, Pecco aveva chiuso con il secondo miglior tempo, subito dietro ad Álex Márquez, confermando l’ottimo feeling con il tracciato malese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, la situazione in classifica mondiale si fa delicata: Bagnaia occupa la quarta posizione, a otto punti da Marco Bezzecchi, mentre Álex Márquez consolida il secondo posto alle spalle del fratello Marc, fermo ai box per un infortunio alla spalla e sostituito ancora una volta dal collaudatore Michele Pirro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il ritorno a una pista più conosciuta e i dati dei test a disposizione, Bagnaia punta a invertire la rotta e a ritrovare le sensazioni che lo hanno portato ai vertici del campionato.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“A Phillip Island è stata dura, fisicamente e mentalmente. Ma a Sepang conosco la pista, ho buone sensazioni e riferimenti chiari. Dobbiamo continuare a lavorare e raccogliere informazioni”, ha concluso il ducatista.</p>
</blockquote>
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		<title>MotoGP Malesia 2025: Aprilia torna a Sepang con Bezzecchi in forma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 05:34:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprilia torna questo weekend a Sepang, in Malesia, teatro di un inizio disastroso dei test pre-stagionali per Jorge Martin, con il campione del mondo MotoGP ancora assente a causa dell’infortunio. Ma il lato box di Marco Bezzecchi sta vivendo un momento d’oro, in lotta per la vittoria in tre delle ultime quattro gare, compreso lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Aprilia torna questo weekend a Sepang, in Malesia, teatro di un inizio disastroso dei test pre-stagionali per Jorge Martin, con il campione del mondo MotoGP ancora assente a causa dell’infortunio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il lato box di Marco Bezzecchi sta vivendo un momento d’oro, in lotta per la vittoria in tre delle ultime quattro gare, compreso lo scorso fine settimana a Phillip Island.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vincitore della Sprint aveva il passo per conquistare anche il Gran Premio di domenica, ma non è riuscito a recuperare il tempo perso a causa della doppia long lap penalty rimediata in Indonesia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante ciò, il terzo posto in gara ha permesso a <a href="https://www.giornalemotori.com/blog/2025/09/13/motogp-marco-bezzecchi-re-della-sprint-romagnola/" data-type="post" data-id="162465">Bezzecchi </a>di superare Francesco Bagnaia nella classifica del mondiale, salendo al terzo posto assoluto. Se riuscisse a mantenerlo fino a fine stagione, sarebbe un risultato mai ottenuto prima da un pilota con una RS-GP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bezzecchi era stato il nono più veloce nei test di Sepang a inizio anno, dove Martin si era infortunato già nel primo giorno, e ora è curioso di vedere quanto lui e la RS-GP siano migliorati da allora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Sono estremamente felice di tornare a Sepang», ha dichiarato Bezzecchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«È una pista dove ho già girato con la mia moto durante i test pre-stagionali, quindi abbiamo dei riferimenti, e sono curioso di vedere come andrà dopo tutto il lavoro svolto quest’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo fatto un lavoro eccezionale a Phillip Island e l’obiettivo è proseguire sulla stessa linea anche in Malesia. Non vedo l’ora di tornare in pista.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il collaudatore Lorenzo Savadori sostituirà ancora una volta Jorge Martin, che si era fratturato la clavicola dopo aver perso il controllo della moto e colpito Bezzecchi all’inizio della Sprint di Motegi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La Malesia è una pista molto diversa da Phillip Island, con condizioni sicuramente più calde e impegnative», ha spiegato Savadori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Continueremo a lavorare sullo sviluppo della RS-GP25, proseguendo con le prove iniziate in Australia, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non vedo l’ora che inizi il weekend e, come sempre, darò il massimo.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la vittoria di Raul Fernandez domenica scorsa con il team Trackhouse, Aprilia andrà a caccia della sua prima tripletta consecutiva in MotoGP nella Sprint di sabato.</p>
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		<title>MotoGP, crisi Bagnaia, Ducati sotto shock nonostante l’anno d’oro di Marquez</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 17:57:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È difficile ricordare una stagione in cui un trionfo mondiale sia stato tanto oscurato da un’ombra interna. Il 2025 di Ducati, che avrebbe dovuto rappresentare l’apoteosi del dominio rosso in MotoGP, si è trasformato in un caso tecnico e psicologico che scuote Borgo Panigale dalle fondamenta. Marquez campione, ma l’assenza pesa Fino alla domenica del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2025/10/20/motogp-crisi-bagnaia-ducati-sotto-shock-nonostante-lanno-doro-di-marquez/">MotoGP, crisi Bagnaia, Ducati sotto shock nonostante l’anno d’oro di Marquez</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">È difficile ricordare una stagione in cui un trionfo mondiale sia stato tanto oscurato da un’ombra interna. Il 2025 di Ducati, che avrebbe dovuto rappresentare l’apoteosi del dominio rosso in MotoGP, si è trasformato in un caso tecnico e psicologico che scuote Borgo Panigale dalle fondamenta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Marquez campione, ma l’assenza pesa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Fino alla domenica del <a href="https://www.giornalemotori.com/blog/2025/10/03/motogp-indonesia-bezzecchi-vola-nelle-prequalifiche-disastro-ducati/" data-type="post" data-id="163612">Gran Premio d’Indonesia</a>, Marc Márquez aveva trascinato la Ducati ufficiale verso una stagione da sogno: sette titoli mondiali, un ritorno leggendario dopo gli infortuni e un’annata che sembrava destinata ai libri di storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la sua assenza per un complicato infortunio alla spalla ha cambiato radicalmente il copione. Senza di lui, le celebrazioni del titolo e della “tripla corona” sono passate in secondo piano, mentre l’attenzione si è spostata sul crollo inspiegabile di Pecco Bagnaia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il crollo di Bagnaia: da dominatore a enigma tecnico</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Gran Premio d’Austria, Bagnaia ha raccolto appena <strong>61 punti</strong>, e nelle ultime quattro gare è rimasto completamente a secco. Solo a Motegi aveva ritrovato il sorriso, dominando con la stessa GP25 che, da allora, sembra essere diventata una moto completamente diversa.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Cosa è successo dall’Austria in poi? Non saprei rispondere,” ha ammesso Pecco a Phillip Island, dopo un weekend definito “indescrivibile”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">A Phillip Island, la GP25 si è trasformata in un incubo instabile: “un carrello della spesa con tre ruote”, come si è ironizzato nel paddock. Ducati ha stravolto il set-up più volte, ma senza risultati. Nella Sprint Bagnaia è finito <strong>19°</strong>, 30 secondi dal vincitore, mentre nella gara lunga è caduto dopo una discreta rimonta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora più inquietante, i suoi problemi non sembrano legati alle condizioni estreme che avevano messo in difficoltà altri piloti Ducati a Mandalika. Il confronto con <strong>Fabio Di Giannantonio</strong>, secondo al traguardo nonostante la febbre, è impietoso: stesso pacchetto tecnico, rendimento opposto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Di Giannantonio sorprende, Ducati nel caos</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il romano del team VR46 ha gestito con talento una moto nervosa, chiudendo secondo e confermando un trend in crescita: competitivo ogni volta che Bagnaia sprofonda. A Misano era stato terzo, a Mandalika ottavo, a Phillip Island addirittura sul podio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La GP25, secondo Ducati, “non è il passo avanti sperato” rispetto alla GP24, ma resta una moto vincente: <strong>Marquez lo aveva dimostrato</strong>. Il problema sembra ormai psicologico.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Se Marc fosse qui, sarebbe sul podio. Io non riesco a farla smettere di muoversi”, ha ammesso Pecco dopo la Sprint australiana.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il test di Valencia del 18 novembre rappresenta ora l’unico spiraglio per chiudere la stagione con fiducia.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Ducati e il nodo contrattuale: Marquez ha in mano il futuro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’anno scorso Ducati era stata criticata per aver preferito Márquez a Jorge Martín. Oggi, quella scelta appare come un colpo da maestro. Ma il contrappasso è un futuro più incerto: <strong>Marquez ha ora tutto il potere negoziale in vista del 2027</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bagnaia, che fino a poche settimane fa si definiva “uomo Ducati a vita”, vive un momento di crisi che potrebbe cambiare gli equilibri interni. Con tutti i contratti factory in scadenza a fine 2026, il mercato piloti 2026–2027 si annuncia infuocato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ducati non ama più i contratti milionari, ma trattenere un Márquez tornato al top costerà caro. Dopo aver visto quanto pesi la sua assenza, a Borgo Panigale sanno che <strong>non possono permettersi di perderlo</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Fernandez e Aprilia, vittoria storica e conferme</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con Márquez ai box e Ducati in crisi, il <strong>Gran Premio d’Australia</strong> ha spalancato la porta a nuovi protagonisti.<br>Raul <strong>Fernández</strong> ha colto la prima, splendida vittoria della carriera con la <strong>Aprilia Trackhouse</strong>, approfittando delle penalità di Marco <strong>Bezzecchi</strong>, che ha comunque chiuso terzo dopo due long lap penalty per il contatto con Márquez a Mandalika.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bezzecchi aveva il passo per vincere – appena <strong>0,05 secondi più lento</strong> in media di Fernández – ma il giovane spagnolo ha gestito la gara con maturità, costruendo oltre tre secondi di vantaggio prima di controllare fino al traguardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vittoria che non solo rilancia il talento di Fernández, ma regala ad <strong>Aprilia la 300ª vittoria nella storia del Motomondiale</strong>. Un traguardo che apre prospettive intriganti per il 2026, se la casa di Noale saprà confermare questa crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2025 doveva essere l’anno del trionfo Ducati. È diventato, invece, l’anno delle domande.<br>Marquez è il campione che ha riportato la gloria, ma anche la chiave che ora decide il futuro.<br>Bagnaia è il simbolo di una crisi tecnica e mentale difficile da spiegare.<br>E mentre Ducati cerca risposte, Aprilia e Fernández si prendono la scena.</p>
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		<title>GP Australia, Di Giannantonio: “Con la febbre ma con la forza di un Avenger, podio incredibile a Phillip Island”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 08:08:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fabio Di Giannantonio ha conquistato un eccezionale secondo posto al Gran Premio d’Australia nonostante una forte febbre che lo aveva messo KO alla vigilia della gara. Il pilota del team VR46 Ducati ha mostrato grande determinazione, firmando il suo terzo podio stagionale e risultando il miglior ducatista in pista dietro al vincitore Raul Fernandez. Il [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Fabio Di Giannantonio ha conquistato un eccezionale secondo posto al Gran Premio d’Australia nonostante una forte febbre che lo aveva messo KO alla vigilia della gara. Il pilota del team VR46 Ducati ha mostrato grande determinazione, firmando il suo terzo podio stagionale e risultando il miglior ducatista in pista dietro al vincitore Raul Fernandez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il weekend di <em>Diggia</em> era iniziato con ottime sensazioni: sin dalle prove libere del venerdì, il romano era apparso tra i più veloci, ma una qualifica complicata lo aveva costretto a partire dalla decima posizione. “Abbiamo fatto un lavoro straordinario in preparazione del weekend,” ha raccontato. “Il team ha analizzato tutto nei minimi dettagli e ha trovato il pacchetto ideale per essere competitivi. È stata la chiave per questo risultato.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le difficoltà fisiche, Di Giannantonio ha messo in scena una rimonta perfetta: “È un sentimento agrodolce, perché con una qualifica migliore avremmo potuto lottare per la vittoria. Ma la febbre non ha aiutato. Sabato sera ero davvero molto malato, ma sapevo di dover portare a casa il risultato. Sono orgoglioso dei sorpassi che ho fatto: partire decimo non è stato affatto facile.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">A dare una spinta extra ci ha pensato anche una visita inaspettata nel box VR46: quella di Chris Hemsworth, il celebre attore hollywoodiano interprete di Thor. “Quando è entrato in garage mi sono sentito come un supereroe,” ha rivelato Fabio con un sorriso. “Avevo la sensazione di essere un Avenger, è stato bellissimo e mi ha dato una motivazione in più per la gara.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il podio di Phillip Island, Di Giannantonio conferma la sua crescita e la solidità del team VR46, ormai costantemente tra i protagonisti della stagione MotoGP 2025.</p>



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		<title>GP Australia, Pecco Bagnaia: “Un periodo indescrivibile, non riesco più a spingere come vorrei”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 08:06:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pecco Bagnaia ha definito “indescrivibile” il momento difficile che sta vivendo dopo il trionfo in Giappone. Il campione del mondo in carica della Ducati, caduto mentre era 12° al Gran Premio d’Australia, non riesce a spiegarsi il crollo di prestazioni che lo ha colpito dopo la pausa estiva. Dopo aver dominato a Motegi con una [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Pecco Bagnaia ha definito “indescrivibile” il momento difficile che sta vivendo dopo il trionfo in Giappone. Il campione del mondo in carica della Ducati, caduto mentre era 12° al Gran Premio d’Australia, non riesce a spiegarsi il crollo di prestazioni che lo ha colpito dopo la pausa estiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver dominato a Motegi con una doppietta, il piemontese non è più riuscito a trovare la competitività mostrata in precedenza. Nelle ultime quattro gare, Bagnaia ha chiuso tre volte senza punti, con weekend da incubo in Indonesia e Australia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Phillip Island, Pecco ha faticato per tutto il weekend: “Nel warm-up abbiamo provato qualcosa che si è rivelato un disastro, impossibile da guidare”, ha dichiarato a <em>Sky Sport Italia</em>. “Per la gara siamo andati nella direzione opposta ed è stato un passo avanti: potevo spingere un po’ di più, anche se ero davvero al limite. Almeno sono riuscito a entrare meglio in curva, anche se non come vorrei”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante un piccolo segnale positivo, Bagnaia ha perso il controllo della sua Ducati GP25 al 24° giro, chiudendo con un altro zero in classifica. “È un momento difficile, non capisco cosa stia succedendo. Teoricamente la moto è la stessa con cui ho vinto a Motegi, ma non riesco più a spingere. È qualcosa di inaccettabile, quasi indescrivibile.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bicampione del mondo ha anche sottolineato come la sua “massima prestazione” oggi non basti più: “In Giappone il mio 100% è valso la vittoria, qui al massimo un posto in top 10. Dobbiamo capire cosa non funziona.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere la situazione ancora più frustrante, il secondo posto di Fabio Di Giannantonio — anche lui in sella a una Ducati GP25 — che ha mostrato quanto il potenziale della moto sia alto. Con questo risultato, Bagnaia ha perso anche il terzo posto in classifica generale a favore di Marco Bezzecchi e dovrà cercare il riscatto già dal prossimo round in Malesia.</p>
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		<title>MotoGP Australia: Bagnaia alle prese con gli stessi problemi di Mandalika, Ducati al lavoro per risolverli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 08:20:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pecco Bagnaia è tornato a far parlare di sé al GP d’Australia 2025, ma non per risultati entusiasmanti: il pilota Ducati continua a lottare con problemi già noti dal GP di Mandalika, ammettendo dopo il venerdì di prove libere che “non siamo sicuri di come risolverli”. Il due volte campione del mondo, reduce da una [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Pecco Bagnaia è tornato a far parlare di sé al <strong>GP d’Australia 2025</strong>, ma non per risultati entusiasmanti: il pilota Ducati continua a lottare con problemi già noti dal <strong>GP di Mandalika</strong>, ammettendo dopo il venerdì di prove libere che “non siamo sicuri di come risolverli”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il due volte campione del mondo, reduce da una doppietta vincente in <strong>Giappone</strong>, ha vissuto un vero e proprio disastro in Indonesia, dove è stato ultimo nello sprint e costretto al ritiro nella gara principale. Anche in Australia, Bagnaia ha mostrato difficoltà su una delle sue GP25, pur riuscendo a migliorare nella seconda metà di entrambe le sessioni con la seconda moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota piemontese ha chiuso <strong>nono nelle prove libere</strong>, conquistando l’accesso diretto alla <strong>Q2</strong>, ma sottolinea che al momento dispone solo di una moto “utilizzabile”, che però non restituisce le stesse sensazioni provate a Motegi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il lato positivo è partire più avanti rispetto all’ultima gara,” ha dichiarato Bagnaia a Sky Italia. “Per il resto, è stata una giornata difficile: abbiamo avuto diverse complicazioni con una delle due moto e non sono riuscito a continuare il lavoro che avevo fatto bene accumulando più giri con la gomma. Alla fine siamo entrati in Q2, che era l’obiettivo. Domani mattina sarà cruciale capire quali gomme usare per la gara sprint.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla natura dei problemi, Bagnaia è chiaro: “Sì, esattamente gli stessi che avevamo in Indonesia. È qualcosa che ci capita due o tre volte a stagione, ma ancora non sappiamo da cosa dipenda. Stiamo cercando di capirlo e il team sta analizzando come procedere.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la moto che funziona meglio, il campione aggiunge: “Non dà la stessa sensazione di Giappone, ma è utilizzabile. Stiamo cercando di avvicinarla il più possibile alla moto ideale. Il problema principale resta l’anteriore: quando rilascio i freni, slitta. È una sensazione che mi è sempre mancata quest’anno.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le difficoltà, Bagnaia rimane concentrato e fiducioso: la Ducati lavora senza sosta per trovare soluzioni in vista di un weekend australiano che si preannuncia complesso ma cruciale per il proseguimento della stagione MotoGP.</p>
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		<title>MotoGP Australia 2025: Bezzecchi da record nelle pre-qualifiche.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 05:40:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un Marco Bezzecchi ammaccato ma determinato ha frantumato il record del circuito di Phillip Island, chiudendo al comando le prove libere del venerdì del GP d’Australia 2025. Il pilota del team VR46 Ducati ha siglato una prestazione straordinaria, lasciando il primo inseguitore, Raul Fernández, a completare una splendida doppietta Aprilia, ma comunque staccato di 0.420 [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un <strong>Marco Bezzecchi</strong> ammaccato ma determinato ha frantumato il record del circuito di <strong>Phillip Island</strong>, chiudendo al comando le prove libere del venerdì del <strong>GP d’Australia 2025</strong>. Il pilota del team <strong>VR46 Ducati</strong> ha siglato una prestazione straordinaria, lasciando il primo inseguitore, <strong>Raul Fernández</strong>, a completare una splendida doppietta Aprilia, ma comunque staccato di <strong>0.420 secondi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle loro spalle, <strong>Fabio Di Giannantonio</strong> si è confermato il migliore degli altri, portando la sua Ducati in terza posizione. Giornata positiva anche per la <strong>Monster Yamaha</strong>, con <strong>Fabio Quartararo</strong> e <strong>Alex Rins</strong> che hanno chiuso rispettivamente davanti e dietro a <strong>Álex Márquez</strong>, mentre <strong>Luca Marini</strong> si è distinto come miglior pilota Honda in <strong>settima posizione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sorpresa in casa KTM: il sostituto <strong>Pol Espargaró</strong> ha brillato con l’ottavo tempo, risultando il più veloce tra le RC16. Più complicato l’avvio per <strong>Francesco Bagnaia</strong>, che ha limitato i danni chiudendo nono davanti al giovane talento <strong>Pedro Acosta</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli esclusi diretti dalla Q2 figura il vincitore di Mandalika, <strong>Fermín Aldeguer</strong>, ancora in fase di adattamento al tracciato australiano. Anche l’idolo di casa <strong>Jack Miller</strong>, leader del FP1, non è riuscito a replicare la magia della mattina, rimanendo fuori dalla top ten e costretto a passare per la <strong>Qualifica 1 del sabato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un venerdì spettacolare e incerto a Phillip Island, con <strong>Bezzecchi</strong> che, nonostante i postumi fisici, ha messo tutti in riga e ha acceso la sfida per la pole del GP d’Australia.</p>
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		<title>MotoGP Australia: Jack Miller eroe di casa nelle prime libere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 05:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gran Premio d’Australia è ufficialmente iniziato e la MotoGP ha aperto il weekend con una sessione di prove libere asciutta e soleggiata, a differenza delle classi minori, Moto3 e Moto2, penalizzate dalla pioggia del mattino. Sul circuito di Phillip Island, il primo turno del fine settimana ha regalato subito sorprese: Jack Miller ha fatto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Premio d’Australia è ufficialmente iniziato e la MotoGP ha aperto il weekend con una sessione di prove libere asciutta e soleggiata, a differenza delle classi minori, Moto3 e Moto2, penalizzate dalla pioggia del mattino. Sul circuito di Phillip Island, il primo turno del fine settimana ha regalato subito sorprese: Jack Miller ha fatto sognare il pubblico di casa chiudendo al comando della classifica dei tempi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’australiano del team <strong>Prima Pramac Yamaha</strong> ha fermato il cronometro sull’<strong>1:28.281</strong>, ancora lontano di circa un secondo dal record della pista (1:27.246) firmato da Jorge Martín nel 2023. Il risultato di Miller, ottenuto con gomma nuova nel finale — una scelta che quasi nessuno dei rivali ha adottato —, gli è valso la leadership provvisoria davanti a un ottimo <strong>Álex Márquez</strong>, staccato di soli 36 millesimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Márquez è apparso particolarmente competitivo fin dai primi giri, in un tracciato notoriamente insidioso per il vento, più temuto della pioggia dagli stessi piloti. Le previsioni meteo annunciano infatti raffiche fino a <strong>72 km/h</strong>, il che potrebbe costringere gli organizzatori ad anticipare la gara della domenica a sabato, come già avvenuto nel 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la sessione, un lieve contatto tra la ruota anteriore della Ducati di Márquez e quella posteriore della Yamaha di <strong>Miguel Oliveira</strong> ha richiamato l’attenzione dei commissari, ma l’episodio è stato archiviato senza penalità per il portoghese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle spalle dei due leader, ottime sensazioni per i murciani <strong>Pedro Acosta</strong> e <strong>Fermín Aldeguer</strong>, rispettivamente terzo e quarto a meno di due decimi dalla vetta. Completano la <strong>top ten</strong>: <strong>Quartararo, Bezzecchi, Bagnaia, Zarco, Di Giannantonio e Binder</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più indietro <strong>Fernández</strong> (11°), <strong>Mir</strong> (12°), <strong>Marini</strong>, <strong>Morbidelli</strong>, <strong>Bastianini</strong>, <strong>Pol Espargaró</strong> (16°) e <strong>Rins</strong> (17°). Da segnalare un problema tecnico per <strong>Joan Mir</strong>, costretto a fermarsi a causa di un guasto al motore della sua Honda, che ha sprigionato una vistosa nube di fumo bianco sul rettilineo principale, spingendolo a uscire immediatamente nella ghiaia per evitare di contaminare l’asfalto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, sul fronte degli assenti, è arrivata la conferma ufficiale di <strong>Aprilia</strong>: <strong>Jorge Martín</strong> salterà anche il prossimo appuntamento in Malesia, non ancora ristabilito dalla frattura alla clavicola destra rimediata in Giappone tre settimane fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Phillip Island si preannuncia dunque come un weekend imprevedibile, dove il vento — più che la pioggia — potrebbe essere il vero protagonista.</p>
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		<title>MotoGP: Marc Marquez out fino al GP di Valencia dopo l’operazione alla spalla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 07:57:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez dovrà rinunciare a tutte le gare rimanenti della stagione di MotoGP a causa della frattura e dei danni ai legamenti della spalla destra rimediati nel Gran Premio dell’Indonesia in seguito a un contatto con Marco Bezzecchi. Dopo iniziali controlli che avevano escluso la necessità di un intervento chirurgico, il campione del mondo in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Marc Marquez dovrà rinunciare a tutte le gare rimanenti della stagione di MotoGP a causa della frattura e dei danni ai legamenti della spalla destra rimediati nel Gran Premio dell’Indonesia in seguito a un contatto con Marco Bezzecchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo iniziali controlli che avevano escluso la necessità di un intervento chirurgico, il campione del mondo in carica ha subito un’operazione nelle scorse settimane, come confermato dal dott. Angel Charte, capo medico della MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Marc ha già subito l’operazione, è stato dimesso dopo 24 ore e ha iniziato un periodo di riposo. Il ritorno in Portogallo sarà molto complicato, perché è un infortunio che può avere effetti duraturi se non trattato con attenzione,” ha dichiarato Charte durante il Gran Premio d’Australia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il periodo di recupero stimato di 16 settimane, indicato dal dott. Pedro Luis Ripoll, esclude di fatto la possibilità di rivedere Marquez in pista prima del Gran Premio di Valencia, che chiuderà la stagione. Il campione ha comunque assicurato che affronterà la riabilitazione con prudenza, senza forzare il ritorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il Gran Premio d’Australia, il ruolo di Marquez sarà coperto dal collaudatore Ducati Michele Pirro. Al momento non è ancora confermato chi lo sostituirà in Malesia. Nel frattempo, <a href="https://www.giornalemotori.com/blog/2025/10/16/motogp-doppia-penalita-per-bezzecchi-dopo-lincidente-con-marquez/" data-type="post" data-id="164395">Marco Bezzecchi</a> ha ricevuto una doppia penalità long lap per la collisione a Mandalika.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il titolo già vinto, Marquez punta a un recupero completo per evitare rischi ulteriori, chiudendo così una stagione segnata dall’infortunio ma senza compromettere il suo futuro agonistico.</p>
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		<title>MotoGP, Marini: “È il momento di concretizzare”.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 05:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il Mondiale MotoGP 2025 ormai entrato nella fase decisiva, Luca Marini lancia la carica in vista del Gran Premio d’Australia, che si terrà questo weekend sullo spettacolare circuito di Phillip Island. Il pilota italiano della Honda HRC Castrol sta vivendo una stagione in netta crescita rispetto all’anno di debutto. Dopo un 2024 complicato, chiuso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con il Mondiale MotoGP 2025 ormai entrato nella fase decisiva, Luca Marini lancia la carica in vista del Gran Premio d’Australia, che si terrà questo weekend sullo spettacolare circuito di Phillip Island.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota italiano della Honda HRC Castrol sta vivendo una stagione in netta crescita rispetto all’anno di debutto. Dopo un 2024 complicato, chiuso con soli 14 punti, Marini ha raccolto finora 108 punti, nonostante alcuni infortuni che lo hanno costretto a saltare diverse gare. Un progresso evidente, che lo porta a soli 20 punti da Johann Zarco, vincitore a Le Mans e miglior pilota Honda in classifica generale, attualmente decimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se Zarco e il compagno di squadra Joan Mir sono già riusciti a salire sul podio, Marini continua la sua rincorsa. I suoi migliori risultati stagionali restano il quarto posto nella Sprint e il quinto nella gara lunga, ma le sensazioni sono positive. A Mandalika, nell’ultimo appuntamento, l’italiano ha lottato per il podio per metà gara, chiudendo a soli 1,2 secondi da Alex Márquez.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Torniamo al lavoro con la stessa concentrazione delle ultime gare,” ha dichiarato Marini.<br>“A Lombok abbiamo imparato molto e ora arriviamo in Australia pronti ad applicare ciò che abbiamo capito. Phillip Island è un circuito unico, per posizione e tracciato: quando il meteo è buono è un piacere guidare. Spero che le previsioni migliorino. Il nostro obiettivo resta lo stesso: sappiamo di cosa siamo capaci con il pacchetto che abbiamo, ed è il momento di concretizzare.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Marini, che nel 2022 ottenne il suo miglior risultato a Phillip Island con un sesto posto in sella alla Ducati del team VR46, non sale sul podio MotoGP dal Qatar 2023.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Mir: “Voglio lottare per qualcosa, come in Giappone e Indonesia”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’altra parte del box Honda, Joan Mir arriva in Australia deciso a riscattarsi dopo un weekend altalenante in Indonesia. Il campione del mondo 2020 era reduce dal podio di Motegi e da un buon quinto posto nella Sprint di Mandalika, ma la sua gara principale si è conclusa con una caduta nelle prime fasi, complice la difficoltà nel portare in temperatura la gomma posteriore media.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Ho tanti bei ricordi legati a Phillip Island, è sempre una gioia tornare qui,” ha raccontato Mir.<br>“È una pista dove il pilota può davvero fare la differenza. Quest’anno abbiamo una moto più competitiva rispetto al passato e voglio lottare per qualcosa di importante, come abbiamo fatto in Giappone e Indonesia. L’obiettivo è qualificarsi bene, capire come si comporterà il vento la domenica e farsi trovare pronti alla battaglia.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Mir, che debuttò nel Motomondiale proprio a Phillip Island nel 2015 e conquistò lì il titolo Moto3 nel 2017, occupa attualmente la 15ª posizione in classifica con 77 punti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con quattro round ancora da disputare, in casa Honda l’obiettivo è chiaro: confermare i progressi delle ultime gare e chiudere la stagione in crescita, provando a riportare entrambi i piloti nelle posizioni di vertice.</p>
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		<title>MotoGP, Aprilia: Savadori sostituirà l’infortunato Martin al GP d’Australia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 09:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprilia ha ufficializzato che sarà Lorenzo Savadori a sostituire Jorge Martin nel Gran Premio d’Australia di questo fine settimana, in programma sul circuito di Phillip Island. Il campione del mondo 2024, protagonista di una stagione tormentata dagli infortuni, è fermo dal Gran Premio del Giappone, dove ha riportato una frattura scomposta alla spalla a causa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Aprilia ha ufficializzato che sarà <strong>Lorenzo Savadori</strong> a sostituire <strong>Jorge Martin</strong> nel <strong>Gran Premio d’Australia</strong> di questo fine settimana, in programma sul circuito di <strong>Phillip Island</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il campione del mondo 2024, protagonista di una stagione tormentata dagli infortuni, è fermo dal <strong>Gran Premio del Giappone</strong>, dove ha riportato una <strong>frattura scomposta alla spalla</strong> a causa di un contatto con il compagno di squadra <strong>Marco Bezzecchi</strong> durante il primo giro della Sprint Race.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta del <strong>quarto grave incidente</strong> per Martin in un’annata segnata da continui problemi fisici, che lo hanno costretto a saltare numerose gare, partecipando finora soltanto a <strong>sei weekend iridati</strong>. Dopo l’intervento chirurgico effettuato subito dopo Motegi, il pilota spagnolo non ha ancora una data fissata per il rientro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al <strong>Gran Premio d’Indonesia</strong>, Aprilia aveva scelto di non sostituirlo, correndo con metà schieramento dopo anche il ritiro di <strong>Ai Ogura</strong>, pilota del team satellite Trackhouse, costretto a fermarsi per i postumi di una caduta a Misano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la tappa australiana, invece, la casa di Noale ha deciso di affidarsi a <strong>Lorenzo Savadori</strong>, che tornerà così in pista per la <strong>decima volta in questa stagione</strong>, la prima dal <strong>Gran Premio di Germania</strong>. Finora l’italiano ha raccolto <strong>otto punti</strong> nel campionato.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Prima di tutto voglio augurare a Jorge una pronta guarigione,” ha dichiarato Savadori.<br>“Phillip Island è un circuito fantastico e non vedo l’ora di tornare in sella. Continueremo a lavorare sullo sviluppo della RS-GP25 e, come sempre, darò il massimo.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Buone notizie anche per <strong>Marco Bezzecchi</strong>, che sarà regolarmente al via a Phillip Island nonostante la <strong>forte botta rimediata a Mandalika</strong> in un contatto con <strong>Marc Marquez</strong> al via del Gran Premio d’Indonesia. Il pilota romagnolo non ha riportato lesioni gravi, ma potrebbe essere <strong>sanzionato per la collisione</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Sono felice di tornare in Australia e ho tanta voglia di continuare a far bene,” ha commentato Bezzecchi.<br>“Darò il cento per cento per riscattarmi dopo la gara di Mandalika.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Con Savadori in sella e Bezzecchi regolarmente in pista, Aprilia punta a raccogliere punti preziosi in un weekend che si preannuncia intenso sullo spettacolare tracciato di <strong>Phillip Island</strong>.</p>
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		<title>Repsol torna in MotoGP nel 2026: sarà il nuovo fornitore ufficiale di lubrificanti per Moto2 e Moto3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 20:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[castrol]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo quasi trent’anni di storia condivisa con Honda, Repsol si prepara a tornare nel paddock della MotoGP, ma in una veste completamente nuova. Secondo quanto riportato da motorsport.com España, il colosso petrolifero spagnolo diventerà fornitore ufficiale di lubrificanti per le classi Moto2 e Moto3 a partire dal 2026. L’annuncio segna una svolta storica per un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo quasi trent’anni di storia condivisa con Honda, <strong>Repsol</strong> si prepara a tornare nel paddock della MotoGP, ma in una veste completamente nuova. Secondo quanto riportato da <em>motorsport.com España</em>, il colosso petrolifero spagnolo diventerà <strong>fornitore ufficiale di lubrificanti per le classi Moto2 e Moto3 a partire dal 2026</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’annuncio segna una svolta storica per un marchio che ha legato indissolubilmente il proprio nome a quello di Honda fin dal <strong>1995</strong>, dando vita a una delle partnership più longeve e vincenti nella storia del motorsport. Sotto i colori <strong>Repsol Honda</strong>, la squadra ha conquistato <strong>15 titoli mondiali</strong> con leggende come <strong>Mick Doohan, Alex Crivillé, Valentino Rossi, Nicky Hayden, Casey Stoner e Marc Márquez</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la conclusione del rapporto al termine della stagione 2024 – con la visibilità del marchio già fortemente ridotta – Honda ha siglato una nuova partnership con <strong>Castrol</strong>, attuale title sponsor del team ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ritorno di Repsol, tuttavia, non avverrà più accanto al colosso giapponese: il marchio spagnolo è pronto a subentrare a <strong>Liqui Moly</strong> come fornitore ufficiale dei campionati Moto2 e Moto3. L’accordo con Liqui Moly, rinnovato nel 2022 fino al 2027, dovrebbe essere <strong>risolto anticipatamente</strong> per consentire l’ingresso di Repsol.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è ancora chiaro se Liqui Moly manterrà il ruolo di title sponsor del <strong>Gran Premio di Germania</strong>, legato da un contratto anch’esso valido fino al 2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo accordo rappresenta un <strong>importante rilancio d’immagine per le classi minori del Motomondiale</strong>, che negli ultimi mesi sono state al centro di discussioni su possibili riorganizzazioni sotto la nuova gestione di <strong>Liberty Media</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le ipotesi, il trasferimento delle strutture di Moto2 e Moto3 fuori dal box tradizionale, in un’area dedicata del paddock, per consentire una migliore gestione logistica dei weekend di gara. Dorna Sports, tuttavia, ha già <strong>smentito le voci</strong> secondo cui la Moto3 verrebbe limitata alle sole tappe europee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il suo ritorno, <strong>Repsol</strong> riporta così il proprio nome nel Motomondiale, mantenendo viva una <strong>tradizione sportiva che dura da tre decenni</strong>, anche se sotto una nuova, sorprendente forma.</p>
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		<title>Honda ritrova la rotta: la nuova RC213V 2025 non richiede più di “rischiare al 110%”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 20:29:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo anni difficili e una stagione 2024 da dimenticare, Honda torna finalmente a vedere la luce in MotoGP. Il collaudatore Stefan Bradl ha confermato i notevoli progressi compiuti dalla casa giapponese, sottolineando come la nuova RC213V 2025 abbia raggiunto un equilibrio tecnico che permette ai piloti di spingere forte senza più dover guidare costantemente al [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo anni difficili e una stagione 2024 da dimenticare, Honda torna finalmente a vedere la luce in MotoGP. Il collaudatore <strong>Stefan Bradl</strong> ha confermato i notevoli progressi compiuti dalla casa giapponese, sottolineando come la nuova <strong>RC213V 2025</strong> abbia raggiunto un equilibrio tecnico che permette ai piloti di spingere forte <strong>senza più dover guidare costantemente al limite del rischio</strong>, come avveniva ai tempi di <strong>Marc Márquez</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Honda ha sperimentato moltissimo negli ultimi tre anni – forcelloni, sospensioni, telaio – è stato un continuo avanti e indietro,” ha spiegato Bradl a <em>GPOne</em>.<br>“Ora si è trovata finalmente una direzione chiara. E grazie al nuovo motore, che ha la potenza necessaria per restare competitivo sui rettilinei, i piloti possono respirare un po’ e affrontare le frenate con maggiore tranquillità. Non serve più guidare al 110% del rischio come faceva Marc per anni. È un grande sollievo fisico e mentale.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati parlano chiaro. Nel 2025 Honda è tornata a <strong>vincere nel bagnato a Le Mans con Johann Zarco (LCR)</strong> e ha conquistato <strong>podii sull’asciutto in Gran Bretagna e in Giappone</strong>. Con quattro gare ancora da disputare, la casa di Tokyo occupa il quarto posto nel mondiale costruttori, <strong>46 punti davanti a Yamaha</strong> e <strong>44 dietro KTM</strong>, segno di una rinascita tecnica tangibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gran parte del merito, secondo Bradl, va al nuovo <strong>direttore tecnico Romano Albesiano</strong>, arrivato da Aprilia a fine 2024. “Ha portato una struttura più efficiente e un metodo di lavoro chiaro,” ha aggiunto il tester tedesco. “Il reparto corse è molto più organizzato e i risultati si vedono.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">I progressi del progetto RC213V hanno riportato Honda anche al centro del <strong>mercato piloti</strong>. Durante l’estate, il campione del mondo 2024 <strong>Jorge Martin</strong> è stato accostato al team ufficiale per il 2026, mentre anche <strong>Pedro Acosta</strong> è stato più volte citato tra i possibili obiettivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il suo ritorno alla competitività e una base tecnica finalmente solida, <strong>Honda si prepara a recitare un ruolo da protagonista anche nel mercato 2027</strong>, segno che il gigante giapponese ha davvero ritrovato la direzione giusta.</p>
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		<item>
		<title>Ducati sceglie Michele Pirro al posto di Marc Márquez per il GP d’Australia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 10:56:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ducati ha ufficializzato il nome del sostituto di Marc Márquez per il Gran Premio d’Australia di MotoGP: sarà Michele Pirro a salire sulla Desmosedici GP ufficiale a Phillip Island. Il collaudatore pugliese, in forza alla Casa di Borgo Panigale dal 2013, disputerà così la sua 70ª gara nella classe regina. L’annuncio arriva pochi giorni dopo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ducati ha ufficializzato il nome del sostituto di Marc Márquez per il Gran Premio d’Australia di MotoGP: sarà Michele Pirro a salire sulla Desmosedici GP ufficiale a Phillip Island. Il collaudatore pugliese, in forza alla Casa di Borgo Panigale dal 2013, disputerà così la sua 70ª gara nella classe regina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’annuncio arriva pochi giorni dopo l’infortunio subito da Márquez nel corso del Gran Premio d’Indonesia. Il sette volte campione del mondo è rimasto coinvolto in una collisione al primo giro con Marco Bezzecchi, riportando una frattura alla base del processo coracoideo e una lesione ai legamenti della spalla destra. Rientrato in Spagna per gli accertamenti medici, al pilota Ducati è stato consigliato di osservare un periodo di riposo che lo costringerà a saltare i Gran Premi di Australia e Malesia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«In seguito all’infortunio di Marc Márquez, il Ducati Lenovo Team conferma che Michele Pirro lo sostituirà nel GP d’Australia – si legge nella nota ufficiale –. A Phillip Island, l’italiano prenderà parte alla sua 70ª gara in MotoGP sulla Desmosedici GP. Marc, intanto, prosegue la riabilitazione a Madrid».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nuove regole sulle concessioni introdotte nel 2024 limitano la possibilità per Ducati di schierare wildcard, permettendo a Pirro di correre solo come sostituto ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta invece aperta la questione del sostituto per il Gran Premio della Malesia. Tra i candidati spicca Niccolò Bulega, attualmente impegnato nel Mondiale Superbike con Ducati, che ha già avuto modo di testare la MotoGP di Borgo Panigale. L’impegno di Sepang non si sovrappone con il calendario SBK, aprendo così la porta a un possibile debutto nella top class per il campione del mondo Supersport 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si esclude, infine, che Ducati possa valutare anche altri nomi d’esperienza come Álvaro Bautista, Andrea Iannone o Danilo Petrucci, tutti già legati in passato al marchio emiliano e con una solida conoscenza delle MotoGP attuali.</p>
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		<item>
		<title>Luca Marini: “La Honda 2026 è già migliore della moto attuale”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 10:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luca Marini guarda al futuro con ottimismo: la Honda MotoGP 2026, secondo l’italiano, è già più performante rispetto alla moto attuale. Il pilota italiano sarà al volante del nuovo prototipo durante il test post-stagionale a Valencia, ma è convinto dei progressi compiuti dalla casa giapponese. Dopo un avvio di stagione in chiaroscuro, con la vittoria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Luca Marini guarda al futuro con ottimismo: la Honda MotoGP 2026, secondo l’italiano, è già più performante rispetto alla moto attuale. Il pilota italiano sarà al volante del nuovo prototipo durante il test post-stagionale a Valencia, ma è convinto dei progressi compiuti dalla casa giapponese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un avvio di stagione in chiaroscuro, con la vittoria sotto la pioggia di Johann Zarco e alcuni podi isolati, Honda ha registrato una flessione a metà campionato. Tuttavia, aggiornamenti al telaio, al forcellone, al motore e all’aerodinamica hanno permesso alla RCV di riconquistare regolarmente posizioni tra i primi sei piloti dalla pausa estiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marini e il compagno di squadra Joan Mir hanno mostrato segnali incoraggianti nelle ultime gare: il quarto posto dell’italiano nella Sprint di Balaton e il podio di Mir a Motegi hanno confermato il miglioramento delle prestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il motore è sempre la parte più difficile da sviluppare – ha spiegato Marini – ma Honda ha fatto un ottimo lavoro. La moto è più completa e potente, e questo si sente soprattutto nei rettilinei”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento chiave dei progressi è il nuovo forcellone in fibra di carbonio. Sebbene l’alluminio offra vantaggi in accelerazione e trazione, il carbonio riduce il peso complessivo della moto, migliorando la gestione dei pneumatici e la frenata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Stiamo sviluppando la moto con nuove idee e aggiornamenti continui – ha aggiunto Marini – la proveremo ancora a Valencia, ma già ora penso che sia migliore della moto attuale”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Honda punta a diventare una contendente regolare per il podio, migliorando soprattutto l’uso del pneumatico posteriore durante le fasi di attacco al tempo. “Dobbiamo imparare a estrarre più aderenza dal posteriore e sfruttarla meglio – ha precisato Marini – al momento è il problema più grande quando guidiamo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marini attualmente occupa il 13° posto nel mondiale, a soli 20 punti dal 10° di Zarco, grazie a una rimonta impressionante negli ultimi nove Gran Premi. Mir, invece, è 15° con 45 punti conquistati nello stesso periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la Honda 2026 già promettente, il team giapponese sembra pronto a partire con slancio nella prossima stagione.</p>
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		<item>
		<title>“È il Senna della MotoGP”: la dichiarazione forte di Carlos Sainz su Marc Márquez</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 23:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pilota di Formula 1 Carlos Sainz ha espresso una forte ammirazione per Marc Márquez, paragonandolo nientemeno che alla leggenda dell’automobilismo Ayrton Senna. Secondo lo spagnolo, Márquez rappresenta per il motociclismo ciò che Senna è stato per la Formula 1: un talento straordinario, destinato a essere pienamente apprezzato solo dopo il ritiro. Durante un’intervista al [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il pilota di Formula 1 Carlos Sainz ha espresso una forte ammirazione per Marc Márquez, paragonandolo nientemeno che alla leggenda dell’automobilismo Ayrton Senna. Secondo lo spagnolo, Márquez rappresenta per il motociclismo ciò che Senna è stato per la Formula 1: un talento straordinario, destinato a essere pienamente apprezzato solo dopo il ritiro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante un’intervista al programma radiofonico <em>El Partidazo</em> su COPE, Sainz ha dichiarato:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Marc Márquez è l’Ayrton Senna del MotoGP. Così come lo viviamo oggi, non ce ne rendiamo conto. Ma il giorno in cui si ritirerà, e con il passare degli anni, tutti lo ricorderanno come l’equivalente di ciò che Senna è in Formula 1.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Sainz ha voluto sottolineare non solo i risultati sportivi del campione di Cervera — sette titoli mondiali e decine di vittorie — ma anche la forza mentale e la capacità di rinascere dopo anni difficili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il terribile incidente del 2020, che gli causò gravi danni al braccio destro e mise in dubbio la prosecuzione della sua carriera, Márquez è riuscito a tornare competitivo, conquistando nuovi podi e riavvicinandosi ai vertici della MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il pilota Ferrari, questo spirito di determinazione e talento purissimo rende Márquez un simbolo del motociclismo moderno:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Quando smetterà di correre, vedrete che sarà ricordato come uno dei più grandi, proprio come Senna lo è in F1.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Con il suo passaggio al team ufficiale Ducati nel 2025, Marc Márquez è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera, e per molti — compreso Carlos Sainz — il suo nome è già destinato a entrare nella leggenda.</p>
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		<title>MotoGP, Dall’Igna: “Weekend difficile in Indonesia, ma ci ricorda che nulla è facile”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 09:14:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo settimane di dominio assoluto, la Ducati ha vissuto un brusco risveglio al Gran Premio d’Indonesia. Una tappa “difficile da digerire”, come l’ha definita il direttore generale Gigi Dall’Igna, ma anche utile per “ricordare che nulla è scontato” in un campionato che, fino a questo punto, aveva visto la rossa di Borgo Panigale dominare in [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo settimane di dominio assoluto, la Ducati ha vissuto un brusco risveglio al Gran Premio d’Indonesia. Una tappa “difficile da digerire”, come l’ha definita il direttore generale Gigi Dall’Igna, ma anche utile per “ricordare che nulla è scontato” in un campionato che, fino a questo punto, aveva visto la rossa di Borgo Panigale dominare in lungo e in largo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A soli sette giorni dal trionfo iridato di Marc Márquez in Giappone — titolo che ha consegnato al fuoriclasse spagnolo la corona mondiale 2025 — la squadra ufficiale Ducati ha vissuto un weekend da dimenticare a Mandalika. Márquez, solo nono in qualifica, aveva limitato i danni con un sesto posto nella Sprint, prima di essere travolto da Marco Bezzecchi al via della gara principale, rimediando la frattura di una clavicola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Peggio ancora è andata a Pecco Bagnaia, che dopo aver dominato in Giappone si è ritrovato in fondo al gruppo: ultimo nella Sprint, staccato di quasi 30 secondi dal vincitore, e poi a terra nella gara della domenica. Un crollo inspiegabile che ha lasciato perplessi anche gli ingegneri di Borgo Panigale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’Igna ha invitato alla calma:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“È stato un fine settimana complicato e difficile da digerire. Dovremo analizzare tutti i dati con la necessaria calma e pazienza, soprattutto per quanto riguarda Pecco,” ha dichiarato il manager veneto.<br>“Proseguiremo con le nostre convinzioni e con fiducia. Mandalika è stato uno di quei weekend che capitano, anche a noi. Ogni tanto servono, per ricordarci che nulla è facile e che tutto è frutto di un impegno costante.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L’infortunio di Márquez lo terrà lontano dalle piste per almeno due Gran Premi — Australia e Malesia — ma, nonostante le difficoltà, Ducati ha comunque festeggiato il titolo squadre a Mandalika.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A salvare l’onore del marchio ci ha pensato il giovane <strong>Fermín Aldeguer</strong>, rookie del team Gresini, autore di una prestazione straordinaria culminata con la sua prima vittoria in MotoGP.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“In un giorno per noi poco brillante, i piloti Gresini ci hanno regalato il record assoluto di podi consecutivi nella classe regina,” ha commentato Dall’Igna.<br>“Una luce splendente, chiamata Fermín, ha illuminato Mandalika. È il secondo più giovane vincitore della storia della MotoGP, dietro solo a Marc. Non solo ha vinto, ma ha dominato con la maturità di un campione esperto.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un fine settimana amaro, dunque, ma anche un prezioso promemoria per la Ducati: il successo, come ricorda Dall’Igna, “va costruito giorno dopo giorno, con dedizione e umiltà”.</p>
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		<title>Tardozzi ammette: “Non capiamo cosa sia successo a Bagnaia in Indonesia”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 18:12:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il team manager della Ducati, Davide Tardozzi, ha ammesso che la squadra ufficiale non ha ancora compreso le cause del disastroso weekend di Francesco Bagnaia in Indonesia, definito uno dei momenti più difficili della stagione 2025 di MotoGP. Sul circuito di Mandalika, il campione del mondo in carica ha toccato il punto più basso di [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il team manager della Ducati, <strong>Davide Tardozzi</strong>, ha ammesso che la squadra ufficiale non ha ancora compreso le cause del disastroso weekend di <strong>Francesco Bagnaia</strong> in Indonesia, definito uno dei momenti più difficili della stagione 2025 di MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul circuito di <strong>Mandalika</strong>, il campione del mondo in carica ha toccato il punto più basso di un’annata già complicata: <strong>sedicesimo in qualifica, ultimo nella Sprint e poi caduto durante la gara</strong> dopo essere partito dal fondo dello schieramento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un crollo inspiegabile, soprattutto considerando che appena una settimana prima, a <strong>Motegi</strong>, Bagnaia aveva dominato in lungo e in largo, vincendo entrambe le gare partendo dalla pole position, con la versione aggiornata della sua <strong>Desmosedici GP25</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ducati non ha confermato quanto l’attuale moto di Bagnaia sia effettivamente derivata dalla GP24, ma la casa di Borgo Panigale ha chiarito che <strong>il pacchetto tecnico utilizzato in Giappone era lo stesso portato in Indonesia</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Pecco ha vissuto un weekend molto difficile, subito dopo uno straordinario in Giappone,” ha dichiarato Tardozzi a <em>MotoGP.com</em>.<br>“Stiamo davvero cercando di capire cosa sia accaduto. Gigi (Dall’Igna) e gli ingegneri sono già concentrati su questo problema.<br>Abbiamo piena fiducia nella velocità di Pecco, ma dobbiamo capire perché è successa questa disfatta. L’obiettivo è tornare al top a <strong>Phillip Island</strong>, una delle piste preferite da Pecco. Sarà una settimana molto impegnativa per i nostri tecnici.”</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Ducati alla ricerca di risposte</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quando gli è stato chiesto se la squadra avesse individuato la causa di un calo di rendimento così drastico tra Motegi e Mandalika, Tardozzi ha risposto con sincerità:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Ovviamente no, perché se sapessimo cosa è successo lo avremmo già risolto. Ma non l’abbiamo ancora capito, e stiamo lavorando per farlo prima di Phillip Island.<br>È strano: questo problema, questa mancanza di feeling da parte di Pecco su questa pista, è difficile da spiegare. Ma può capitare.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il manager bolognese ha sottolineato che, nel complesso, la <strong>Ducati non è andata così male</strong> in Indonesia, segno che il potenziale della moto resta alto.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Sappiamo di doverci concentrare sulla moto di Pecco e sulle sue sensazioni, perché la Ducati in generale non è andata male a fine weekend.<br>Abbiamo faticato il venerdì, ma poi Fermín (Aldeguer) e Alex (Marquez) hanno dimostrato che il potenziale della GP25 c’è. Ora dobbiamo analizzare tutto e trovare la soluzione.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Tardozzi ha poi concluso con un messaggio di fiducia:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Non sono preoccupato, perché mi fido completamente di Pecco e dei nostri ingegneri.<br>Credo fermamente che la velocità di Pecco sia intatta e che troveremo la soluzione.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Con <strong>Marc Marquez</strong> fuori per infortunio almeno per le prossime due gare, gli occhi del paddock saranno puntati proprio su <strong>Bagnaia</strong>, chiamato a riscattarsi tra <strong>Phillip Island e Sepang</strong>, per rilanciare una stagione che, finora, non ha rispettato le aspettative di Ducati.</p>
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		<title>Marc Marquez salterà Australia e Malesia: frattura alla spalla, ma niente operazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 17:31:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Ducati ha confermato che Marc Márquez non prenderà parte ai prossimi Gran Premi d’Australia e Malesia a causa di un infortunio alla spalla destra riportato nel corso del Gran Premio d’Indonesia. Il campione del mondo in carica, 32 anni, è rimasto coinvolto in un contatto al primo giro con Marco Bezzecchi (Aprilia), che gli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Ducati ha confermato che <strong>Marc Márquez</strong> non prenderà parte ai prossimi <strong>Gran Premi d’Australia e Malesia</strong> a causa di un infortunio alla spalla destra riportato nel corso del <strong>Gran Premio d’Indonesia</strong>. Il campione del mondo in carica, 32 anni, è rimasto coinvolto in un contatto al primo giro con <strong>Marco Bezzecchi</strong> (Aprilia), che gli è costato <strong>una frattura alla clavicola destra</strong> e una <strong>lesione ai legamenti della spalla</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rientrato in Spagna domenica sera, Márquez si è sottoposto a una serie di controlli presso l’<strong>ospedale Ruber Internacional di Madrid</strong>, dove gli specialisti <strong>Samuel Antuña</strong> e <strong>Ignacio Roger de Oña</strong> hanno diagnosticato una <strong>frattura alla base del processo coracoideo</strong>, ma senza aggravamento di vecchie lesioni né spostamento significativo delle ossa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I medici hanno così <strong>escluso l’intervento chirurgico</strong>, prescrivendo invece <strong>riposo e immobilizzazione</strong> per favorire una guarigione naturale. La casa di Borgo Panigale ha comunicato che il sette volte iridato <strong>tornerà in pista non prima del Gran Premio del Portogallo</strong>, in programma a novembre.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Fortunatamente l’infortunio non è grave, ma bisogna rispettare i tempi di recupero,” ha dichiarato Márquez.<br>“Il mio obiettivo è tornare prima della fine della stagione, ma senza forzare. Gli obiettivi principali, miei e del team, sono già stati raggiunti: ora la priorità è guarire al 100%.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L’infortunio arriva appena una settimana dopo la <strong>conquista del settimo titolo mondiale MotoGP</strong> da parte del pilota spagnolo, il primo dal 2019, ottenuto a Motegi, cinque anni dopo la <strong>terribile frattura al braccio destro</strong> che aveva compromesso la sua carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contatto con Bezzecchi, avvenuto alla curva 7 del circuito di Mandalika, è stato definito da Márquez un <strong>semplice incidente di gara</strong>, con il pilota Ducati che ha invitato i propri tifosi alla calma dopo le polemiche scoppiate sui social contro l’italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bezzecchi è uscito <strong>illeso</strong> dalla caduta, ma sarà ascoltato dai commissari durante il weekend australiano per <strong>ulteriori chiarimenti sull’episodio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Ducati, infine, <strong>non ha ancora ufficializzato il sostituto</strong> di Márquez per le prossime due gare. È probabile che la scelta ricada su <strong>Michele Pirro</strong>, collaudatore della casa bolognese, che non ha ancora avuto l’occasione di disputare un weekend di gara in questa stagione a causa delle nuove regole sulle concessioni.</p>
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		<title>Bezzecchi si scusa dopo l’incidente con Marquez in Indonesia: “Ho commesso un errore”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 05:49:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marco Bezzecchi, visto mentre si accertava delle condizioni di Marc Márquez dopo il loro spaventoso incidente al MotoGP d’Indonesia, ha pubblicato un messaggio di scuse pubbliche per “un errore” che ha “coinvolto anche” il neo campione del mondo. Vincitore della Sprint, Bezzecchi ha ripetuto una partenza difficoltosa dalla pole position, per poi entrare in contatto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Marco Bezzecchi</strong>, visto mentre si accertava delle condizioni di <strong>Marc Márquez</strong> dopo il loro spaventoso incidente al <strong>MotoGP d’Indonesia</strong>, ha pubblicato un messaggio di scuse pubbliche per “un errore” che ha “coinvolto anche” il neo campione del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vincitore della Sprint, Bezzecchi ha ripetuto una partenza difficoltosa dalla pole position, per poi entrare in contatto con Márquez nella veloce curva 7, al primo giro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Aprilia del pilota italiano non era mai completamente affiancata e, quando ha provato a tirarsi indietro, era ormai troppo tardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ruota anteriore di Bezzecchi ha toccato quella posteriore di Márquez, facendo cadere lo spagnolo, che è poi rotolato violentemente nella via di fuga in ghiaia.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“<strong>Chiedo scusa a lui e a tutto il suo team</strong>,” ha dichiarato Bezzecchi.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Márquez è stato subito visto tenersi il braccio destro e presenta “segni” di una <strong>frattura alla clavicola</strong> e/o di <strong>un possibile danno ai legamenti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bezzecchi, che ha saltato gli impegni con i media per sottoporsi a controlli ospedalieri (che hanno escluso lesioni gravi), ha affidato le sue prime parole a un post sui social:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Oggi ho commesso un errore e purtroppo ho coinvolto anche Marc. Mi dispiace molto, chiedo scusa a lui e a tutto il suo staff. Ora è tempo di recuperare dolori e acciacchi. A presto. Mi dispiace.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Dal canto suo, Márquez ha pubblicato un messaggio invitando i fan a <strong>non prendersela con Bezzecchi</strong>, ricordando che “nessuno lo fa di proposito.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Commissari FIM hanno rinviato l’audizione con Bezzecchi a causa dei controlli medici, ma è quasi certo che il pilota italiano <strong>riceverà una penalità</strong> per il prossimo <strong>Gran Premio d’Australia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bezzecchi era stato a sua volta vittima innocente appena una settimana prima, in Giappone, quando il compagno di squadra <strong>Jorge Martin</strong> si era scontrato con lui alla prima curva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Martin è ancora fermo per la <strong>frattura alla clavicola</strong> riportata in quell’incidente e dovrà anch’egli affrontare un’udienza con i Commissari.</p>
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		<title>Marc Marquez si infortuna in Indonesia: la causa potrebbe essere un gradino nella via di fuga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 05:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[mandalika]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’infortunio alla spalla di Marc Márquez durante il Gran Premio d’Indonesia della MotoGP potrebbe essere stato causato da un gradino all’inizio della via di fuga in ghiaia della curva 7, secondo quanto dichiarato dal suo ex compagno di squadra Joan Mir. L’incidente è avvenuto nel primo giro della gara, quando il neo campione del mondo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’infortunio alla spalla di <strong>Marc Márquez</strong> durante il <strong>Gran Premio d’Indonesia della MotoGP</strong> potrebbe essere stato causato da un <em>gradino</em> all’inizio della via di fuga in ghiaia della curva 7, secondo quanto dichiarato dal suo ex compagno di squadra <strong>Joan Mir</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incidente è avvenuto nel primo giro della gara, quando il neo campione del mondo Márquez è stato colpito da dietro da <strong>Marco Bezzecchi</strong>, che stava cercando di recuperare posizioni dopo una brutta partenza dalla pole position.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sbattuto via dalla sua Ducati, Márquez ha poi scivolato ad alta velocità sull’asfalto della via di fuga, prima di impattare violentemente contro un gradino all’inizio della zona di ghiaia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel colpo ha “probabilmente” causato la lesione alla <strong>spalla destra e alla clavicola</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, Mir — che si trovava poco dietro al momento dell’incidente — ha detto di essere rimasto preoccupato non solo per Márquez, ma anche per Bezzecchi, che pochi istanti dopo è stato sbalzato dalla moto nello stesso punto, colpendo anch’egli il gradino.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“È stato molto pericoloso, da quello che ho visto. Non solo per il ‘gradino’ che ha colpito Marc, a causa del quale probabilmente si è rotto qualcosa, la clavicola o altro,” ha spiegato il pilota Honda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ma anche per Bezzecchi. Mi sono preoccupato per lui, perché quando era ancora in sella ha preso quel gradino e poi è finito nella ghiaia a una velocità altissima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non capisco davvero perché ci sia della ghiaia lì. Se ci fosse solo asfalto, sarebbe molto più sicuro per noi.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bezzecchi</strong> è uscito illeso e in seguito si è scusato per aver causato l’incidente, mentre <strong>Márquez</strong> sembra avere una frattura e sta viaggiando verso <strong>Madrid</strong> per ulteriori accertamenti medici e per decidere il trattamento da seguire.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Nessuno vuole che accadano cose del genere… E in quella parte del tracciato la velocità è altissima,” ha aggiunto Mir.<br>“Probabilmente Bezzecchi non si aspettava la differenza di velocità con Marc, e l’ha colpito.<br>Queste cose possono succedere, ma stavolta è stato molto pericoloso.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <strong>Álex Márquez</strong>, fratello di Marc, ha espresso preoccupazione per la via di fuga in ghiaia, sottolineando inoltre la <strong>fatica e il rischio di incidenti</strong> dovuti a un calendario con oltre 40 gare a stagione.</p>
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		<title>MotoGP, Ai Ogura salta anche il Gran Premio d’Indonesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 05:38:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il doloroso forfait davanti al suo pubblico di Motegi, Ai Ogura sarà costretto a saltare anche il Gran Premio d’Indonesia, in programma questo fine settimana sul circuito di Mandalika. Il giovane pilota giapponese del team Trackhouse soffre ancora per le conseguenze dell’incidente rimediato al Gran Premio di San Marino. Nonostante le cure ricevute in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo il doloroso forfait davanti al suo pubblico di Motegi, Ai Ogura sarà costretto a saltare anche il Gran Premio d’Indonesia, in programma questo fine settimana sul circuito di Mandalika.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giovane pilota giapponese del team Trackhouse soffre ancora per le conseguenze dell’incidente rimediato al Gran Premio di San Marino. Nonostante le cure ricevute in Giappone dopo il round di Motegi, i dolori al polso destro non gli consentono di guidare in sicurezza la sua RS-GP25.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogura aveva comunque preso parte al weekend di Motegi, dove si era qualificato 13° e aveva conquistato un buon 9° posto nella Sprint, salvo poi dover rinunciare alla gara domenicale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un comunicato ufficiale, la squadra statunitense ha spiegato:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Nonostante valutazioni e trattamenti in Giappone dopo Motegi, le condizioni fisiche di Ai non gli permettono di correre in sicurezza a Mandalika. Parteciperà invece alla presentazione della RS-GP25 con la nuova livrea Gulf, scelta dai tifosi, e poi tornerà in Giappone per proseguire la riabilitazione.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento di presentazione della livrea speciale, che sarà utilizzata sia in Indonesia che nel successivo GP della Malesia, è previsto per giovedì pomeriggio presso il circuito di Mandalika.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Trackhouse, che a Mandalika potrà contare sul solo Raul Fernandez, si tratta di una pesante assenza. L’obiettivo resta quello di rivedere Ogura in pista già a Phillip Island, in Australia, dal 17 al 19 ottobre.</p>
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		<title>MotoGP Giappone: Jorge Martin fuori per frattura alla clavicola dopo la Sprint</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 08:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione 2025 di Jorge Martin continua a trasformarsi in un incubo: il campione in carica è stato vittima di un incidente durante la gara Sprint del Gran Premio del Giappone, riportando una frattura scomposta alla clavicola destra. Partito dalla 17ª posizione, Martin ha tentato un sorpasso all’interno in frenata per la Curva 1, ma [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La stagione 2025 di Jorge Martin continua a trasformarsi in un incubo: il campione in carica è stato vittima di un incidente durante la gara Sprint del Gran Premio del Giappone, riportando una frattura scomposta alla clavicola destra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partito dalla 17ª posizione, Martin ha tentato un sorpasso all’interno in frenata per la Curva 1, ma ha perso il controllo della sua RS-GP, cadendo mentre si avvicinava ai piloti davanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota spagnolo ha poi urtato lateralmente il compagno di squadra Marco Bezzecchi, eliminando entrambi dalla gara. I due hanno ricevuto assistenza dai commissari di pista prima di allontanarsi a piedi, ma Martin è stato visto mentre si teneva la spalla dolorante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aprilia ha confermato l’esito degli accertamenti medici: “Jorge Martin ha effettuato gli esami presso il centro medico del circuito. Le radiografie hanno evidenziato una frattura scomposta della clavicola destra. Il pilota sarà trasferito in elicottero al Dokkyo Medical University Hospital per una TAC e per una valutazione approfondita della situazione.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Martin è stato quindi escluso dal Gran Premio del Giappone di domenica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La frattura alla clavicola si aggiunge a una serie di infortuni subiti dal pilota spagnolo: precedenti fratture durante i test di Sepang, un incidente in pre-stagione e quello del GP del Qatar, che lo avevano costretto a saltare dieci delle prime undici gare del campionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivato in Giappone, Martin aveva dichiarato di considerare terminata la “pre-season”, puntando a migliorare il suo miglior risultato con la RS-GP, un quarto posto. L’infortunio lo terrà probabilmente lontano anche dal prossimo GP dell’Indonesia, ma, se l’operazione di stabilizzazione con placca non dovesse presentare complicazioni, potrebbe tornare in pista a Phillip Island il mese prossimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta da vedere se Martin dovrà scontare eventuali penalità: i commissari della FIM stanno valutando se la sua manovra sia stata imprudente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bezzecchi, invece, è sotto osservazione medica per il suo arto destro. L’italiano, vincitore della Sprint di Misano e secondo nel Gran Premio dietro Marc Marquez, perde ora 20 punti da Bagnaia nella lotta per il terzo posto in classifica mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Alex Rins, Johann Zarco e Jack Miller sono stati coinvolti nell’incidente della Curva 1, ma sono riusciti a proseguire la gara.</p>
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		<title>MotoGP Giappone, Bagnaia ritrova fiducia a Motegi: miglior tempo nel venerdì di FP1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 05:39:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pollice alzato di Francesco Bagnaia al termine della prima sessione di libere del Gran Premio del Giappone è un’immagine che nel box ufficiale Ducati non si vedeva da tempo. Il tre volte campione del mondo (due per Liberty Media) ha aperto il weekend a Motegi con sensazioni finalmente positive, lasciandosi alle spalle le difficoltà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il pollice alzato di Francesco Bagnaia al termine della prima sessione di libere del Gran Premio del Giappone è un’immagine che nel box ufficiale <a href="https://www.giornalemotori.com/blog/tag/ducati/" data-type="post_tag" data-id="17">Ducati </a>non si vedeva da tempo. Il tre volte campione del mondo (due per Liberty Media) ha aperto il weekend a Motegi con sensazioni finalmente positive, lasciandosi alle spalle le difficoltà degli ultimi mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Determinante, forse, il confronto avuto con Casey Stoner nei test di Misano: l’australiano ha seguito da vicino Pecco per buona parte della giornata, e il torinese sembra averne tratto nuova linfa. Nel venerdì giapponese, Bagnaia ha fermato il cronometro sull’1:44.857, tempo ancora distante dal record della pista (1:43.018, firmato da Pedro Acosta lo scorso anno in qualifica), ma sufficiente per collocarsi al vertice con gomme usurate e senza tentare l’assalto finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a lui, il compagno di squadra del Ducati Lenovo Team ha chiuso a soli 102 millesimi, anch’egli con pneumatico medio posteriore usato per 15 giri. Una scelta che conferma la solidità del lavoro svolto in vista della seconda sessione, decisiva per l’accesso diretto alla Q2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi invece ha montato una Michelin nuova nel finale è stato Jorge Martín. Il “Martinator”, ora in sella all’Aprilia, ha sfruttato la gomma fresca come nei giorni migliori e ha concluso secondo a 93 millesimi dalla vetta: per lui il miglior piazzamento da quando corre con la moto di Noale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In forte contrasto, la giornata nera di Marco Bezzecchi. Il pilota italiano è caduto due volte, alla curva 11 e alla curva 5, restando senza moto a un quarto d’ora dalla bandiera a scacchi. Cadute anche per Fernández, Bastianini, Morbidelli e Miller, con Bezzecchi che ha chiuso 11° a un passo dalla top 10.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime dieci posizioni della FP1 sono andate a Bagnaia, Martín, Márquez, Di Giannantonio, Marini, Morbidelli, Acosta, Miller, Chantra e Oliveira. Più indietro Joan Mir (12°), Raúl Fernández (14°), Álex Márquez (15°), Aldeguer (20°), Maverick Viñales (21°) e Rins (22°).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sorpresa negativa proprio Álex Márquez, solo 15°, lui che rappresenta l’unico ostacolo rimasto alla consacrazione mondiale di suo fratello Marc. Il pilota del Gresini Racing dovrà recuperare terreno, ma con questo avvio sembra probabile che il titolo possa già essere deciso a Motegi, senza attendere l’Indonesia.</p>
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		<title>Ducati: Tardozzi elogia le regole MotoGP ma avverte Dall’Igna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 10:32:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Davide Tardozzi, team manager Ducati, ha elogiato le regole MotoGP: “Stanno funzionando molto bene”, ammettendo però che il general manager Gigi Dall’Igna sta già pensando al futuro. Nonostante una pre-stagione complicata, in cui Ducati ha dovuto rinunciare al motore full 2025, il marchio italiano ha dominato gran parte della stagione, grazie soprattutto a Marc Marquez, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Davide Tardozzi, team manager Ducati, ha elogiato le regole MotoGP: “Stanno funzionando molto bene”, ammettendo però che il general manager Gigi Dall’Igna sta già pensando al futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante una pre-stagione complicata, in cui Ducati ha dovuto rinunciare al motore full 2025, il marchio italiano ha dominato gran parte della stagione, grazie soprattutto a Marc Marquez, vincitore di 11 Gran Premi e 14 Sprint con la GP25, mentre Pecco Bagnaia ha ottenuto la 12ª vittoria domenicale a COTA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi GP, Aprilia e KTM hanno però accorciato le distanze, con Marco Bezzecchi protagonista di un duello serrato con Marquez a Misano. Tardozzi ha spiegato che il successo iniziale ha permesso alla Ducati di fermare lo sviluppo della moto 2025, ma l’aumento della pressione competitiva ha spinto Dall’Igna a “aprire qualche cassetto per qualcosa di nuovo” in vista del prossimo anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema di concessioni introdotto nel 2024 ha permesso ai rivali di avvicinarsi, portando a un aumento della competitività: per la prima volta in due anni, tre marche hanno vinto Gran Premi, con tutte le squadre presenti sul podio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tardozzi ha concluso parlando della possibile vittoria di Marquez al titolo 2025 già in Giappone: “Siamo molto orgogliosi. Vincere qui sarebbe speciale, ma l’importante è che Marc diventi campione del mondo, ovunque succeda.”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Meta descrizione:</strong><br>Ducati soddisfatta delle regole MotoGP 2025, ma Gigi Dall’Igna valuta già nuove strategie. Marquez vicino al titolo, mentre Aprilia e KTM aumentano la pressione.</p>
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		<item>
		<title>Bezzecchi, la sorpresa Aprilia: “Non avrei mai immaginato un avvio così”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 10:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bezzecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marco Bezzecchi sta vivendo una stagione MotoGP sorprendente con l’Aprilia RS-GP, confermandosi costante protagonista del podio dopo un inizio da dimenticare. Nuovo alla guida della moto italiana e unico pilota ufficiale Aprilia a causa degli infortuni del compagno Jorge Martin, Bezzecchi era dodicesimo in classifica mondiale dopo le prime sei gare. La svolta è arrivata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Marco Bezzecchi sta vivendo una stagione MotoGP sorprendente con l’Aprilia RS-GP, confermandosi costante protagonista del podio dopo un inizio da dimenticare. Nuovo alla guida della moto italiana e unico pilota ufficiale Aprilia a causa degli infortuni del compagno Jorge Martin, Bezzecchi era dodicesimo in classifica mondiale dopo le prime sei gare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La svolta è arrivata con la vittoria a Silverstone e i progressi nelle qualifiche, che lo hanno reso competitivo da Assen in poi. Dalla gara olandese, il pilota italiano è stato il secondo miglior marcatore dietro Marc Marquez, coronando il momento migliore a Misano con la vittoria nello Sprint e un secondo posto nel Gran Premio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non avrei mai immaginato un inizio di stagione così difficile, ma quando le cose hanno iniziato a funzionare, tutto è cambiato,” ha confessato Bezzecchi.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Obiettivo terzo posto? Non ora</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota Aprilia arriva in Giappone a soli otto punti da Francesco Bagnaia nella lotta per il terzo posto assoluto, che sarebbe il miglior risultato di sempre per Aprilia nel MotoGP. Tuttavia, Bezzecchi preferisce concentrarsi sul momento presente: “Il mio obiettivo principale è continuare così e mantenere lo slancio,” ha dichiarato.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Miglioramenti nell’ultimo quarto di gara</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la stretta sfida con Marquez a Misano, Bezzecchi punta a perfezionare la gestione delle gomme negli ultimi giri. “Alla fine della gara, nell’ultimo quarto, ci manca ancora qualcosa per lottare fino alla fine,” ha spiegato. La chiave, secondo il pilota, è combinare la guida con l’elettronica della moto e interpretarne al meglio i segnali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante i test post-gara, Bezzecchi ha provato un nuovo telaio, chiudendo terzo dietro Pedro Acosta e Alex Marquez, confermando l’Aprilia come una presenza sempre più competitiva in MotoGP.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Meta descrizione:</strong><br>Marco Bezzecchi sorprende con l’Aprilia MotoGP: dalla dodicesima posizione iniziale alla vittoria a Silverstone e al podio costante, punta al miglior piazzamento di sempre per la squadra italiana.</p>
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		<title>MotoGP, Bagnaia punta il podio a Motegi mentre Marquez può chiudere il mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 08:02:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre il compagno di squadra Ducati Marc Marquez avrà la sua prima occasione per chiudere il Mondiale MotoGP 2025 in Giappone, Francesco Bagnaia cerca il suo primo podio dopo dieci gare. Il doppio campione MotoGP non sale sul podio dallo scorso Sachsenring, prima della pausa estiva, e negli ultimi quattro GP non ha mai terminato [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Mentre il compagno di squadra Ducati Marc Marquez avrà la sua prima occasione per chiudere il Mondiale MotoGP 2025 in Giappone, Francesco Bagnaia cerca il suo primo podio dopo dieci gare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il doppio campione MotoGP non sale sul podio dallo scorso Sachsenring, prima della pausa estiva, e negli ultimi quattro GP non ha mai terminato oltre il settimo posto, concentrandosi sul miglioramento del set-up.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’italiano, ora sotto pressione per il terzo posto in classifica da Marco Bezzecchi dell’Aprilia, ha però riferito di aver trovato alcune “soluzioni” ai problemi di ingresso in curva durante il recente test di Misano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La grande domanda ora è se questi cambiamenti saranno efficaci anche a Motegi, un tracciato caratterizzato da frenate impegnative, dove Bagnaia ha vinto entrambe le gare dello scorso anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Al test di Misano abbiamo provato molte cose e trovato delle soluzioni che replicheremo qui per vedere se ci aiutano a guadagnare più fiducia nella guida», ha detto Francesco Bagnaia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il circuito giapponese è duro, ma molto bello. L’atmosfera e l’accoglienza dei tifosi sono speciali. Stiamo lavorando per avere un weekend solido e avvicinarci al gruppo di testa».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bagnaia ha collezionato dodici piazzamenti tra i primi tre, tra Sprint e Gran Premio, nelle prime undici gare fino alla Germania. La sua unica vittoria stagionale è arrivata a COTA, dopo la caduta al comando di Marc Marquez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente, Alex Marquez della Gresini separa Marc e Bagnaia in classifica, e rappresenta l’ultimo ostacolo matematico per il titolo del #93.</p>
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		<title>MotoGP, Michelin rivoluziona le gomme anteriori per il GP del Giappone a Motegi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 07:59:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Michelin ha deciso di cambiare le carte in tavola per il GP del Giappone, in programma questo weekend a Motegi, modificando la propria gamma di pneumatici anteriori per far fronte alle estreme sollecitazioni in frenata del tracciato giapponese. Motegi è uno dei tre circuiti del calendario MotoGP – insieme a Buriram e al Red Bull [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Michelin ha deciso di cambiare le carte in tavola per il GP del Giappone, in programma questo weekend a Motegi, modificando la propria gamma di pneumatici anteriori per far fronte alle estreme sollecitazioni in frenata del tracciato giapponese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motegi è uno dei tre circuiti del calendario MotoGP – insieme a Buriram e al Red Bull Ring – dove l’uso dei dischi freno da 340 mm o 355 mm è obbligatorio a causa delle pesanti decelerazioni. Per questo motivo, Michelin introduce una nuova mescola anteriore dura con carcassa rinforzata, capace di garantire maggiore stabilità nelle frenate più impegnative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento comporta anche uno spostamento delle vecchie mescole: la Hard 2023 diventa la nuova Medium, mentre la Medium dello scorso anno passa a Soft. La dura anteriore con carcassa rinforzata rappresenta quindi la vera novità di questa gara. Lo scorso anno, la mescola Hard è stata la scelta dominante tra i piloti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Motegi è un circuito speciale, con un layout vario e impegnativo che mette le gomme a dura prova», ha spiegato Piero Taramasso, responsabile MotoSport due ruote di Michelin Motorsport. «Le potenti frenate richiedono stabilità e resistenza. Per questo abbiamo adattato la gamma: la Hard dello scorso anno diventa Medium, la Medium diventa Soft e introduciamo una Hard con carcassa rinforzata per garantire la massima stabilità in frenata».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda le gomme posteriori, invece, non ci saranno novità: saranno disponibili le stesse mescole dello scorso anno, con Soft e Medium pronte a rispondere alle esigenze di Sprint e Gran Premio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Motegi è un classico circuito “stop-and-go”, dove accelerazioni e cambi di ritmo mettono a dura prova le gomme. La versatilità delle nostre mescole e la gestione termica saranno decisive», ha aggiunto Taramasso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di pioggia, i piloti avranno a disposizione rain soft e medium, rinforzate sul lato destro, pronte a fare la differenza in quello che potrebbe essere un GP decisivo per il titolo mondiale.</p>
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		<title>MotoGP, Marc Marquez “camaleonte”: l’adattabilità la chiave di una stagione dominante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 05:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Márquez ha spiegato come la sua capacità di adattare rapidamente lo stile di guida a diverse configurazioni e situazioni sia stata il fattore decisivo in una stagione di MotoGP 2025 da dominatore assoluto. Mentre il compagno di squadra Francesco Bagnaia e Fabio Di Giannantonio del team VR46 hanno faticato a trovare costanza con la [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Marc Márquez ha spiegato come la sua capacità di adattare rapidamente lo stile di guida a diverse configurazioni e situazioni sia stata il fattore decisivo in una stagione di <a href="http://www.motogp.com" target="_blank" rel="noopener">MotoGP</a> 2025 da dominatore assoluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre il compagno di squadra Francesco Bagnaia e Fabio Di Giannantonio del team VR46 hanno faticato a trovare costanza con la Ducati GP25, Márquez ha imposto il proprio ritmo con una serie impressionante di <strong>25 vittorie</strong> e ora può chiudere matematicamente il campionato già questo weekend a Motegi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con <strong>512 punti in 16 round</strong>, lo spagnolo ha già più che doppiato il bottino di Bagnaia (237) e superato i <strong>508 punti</strong> che Jorge Martín aveva totalizzato nel 2024 per vincere il titolo dopo 20 gare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È uno dei miei punti forti,” ha dichiarato Márquez. “Ho la facilità di guidare in modi diversi, con set-up differenti, ma riuscendo comunque a girare sugli stessi tempi. Per esempio, a Barcellona al terzo giro della FP1 ho fatto 1’39”1, e poi per tutto il weekend non sono riuscito a migliorare. Questo dimostra che riesco a sfruttare al massimo sia i miei punti di forza nello stile di guida sia quelli della moto. È qualcosa di molto importante quando hai davanti 22 gran premi.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Márquez, si tratta della prima occasione di tornare campione MotoGP dopo il titolo del 2019: a Motegi gli basterà <strong>battere il fratello Alex di tre punti</strong> per laurearsi campione del mondo con largo anticipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al weekend giapponese, l’otto volte iridato non nasconde l’entusiasmo:<br>“È sempre una settimana speciale, l’atmosfera in Giappone è unica e mi piace molto il tracciato. Affronteremo le due gare come sempre, passo dopo passo, lavorando dal venerdì per essere competitivi sia nella Sprint che nella gara lunga.”</p>
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		<title>MotoGP, Ai Ogura torna in pista a Motegi ma resta il dubbio sulla condizione fisica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 08:11:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ai Ogura si prepara a vivere un weekend speciale e al tempo stesso complicato. Il campione del mondo Moto2 in carica, oggi in MotoGP con la Aprilia del team satellite Trackhouse, arriva al Gran Premio del Giappone reduce da una brutta caduta a Misano, che ha lasciato strascichi fisici non indifferenti. Il pilota giapponese era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ai Ogura si prepara a vivere un weekend speciale e al tempo stesso complicato. Il campione del mondo Moto2 in carica, oggi in MotoGP con la Aprilia del team satellite Trackhouse, arriva al Gran Premio del Giappone reduce da una brutta caduta a Misano, che ha lasciato strascichi fisici non indifferenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota giapponese era finito a terra al terzo giro della gara di San Marino, nella velocissima curva 12. Nonostante non abbia riportato fratture, ha accusato forti contusioni ossee e gonfiori alla mano e al piede, tanto da dover saltare la giornata di test prevista il lunedì successivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogura sarà comunque al via a Motegi, ma non nasconde le incertezze sul proprio stato di forma:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Finalmente è il momento del GP di casa e la mia mano sta migliorando. Non so se sarò al 100%, ma credo che riuscirò a guidare. Farò il massimo e vedremo da venerdì come andrà. È un’altra pista nuova per me con la MotoGP e ovviamente c’è pressione, ma non voglio pensarci troppo. Voglio solo lavorare bene con il team e dare il massimo davanti ai miei tifosi”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il team principal Davide Brivio si mostra fiducioso in vista del fine settimana giapponese, sottolineando il buon momento della squadra e il supporto del pubblico locale:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Il Giappone è una gara importante per noi, essendo la gara di casa di Ai. Siamo felici di andare a Motegi e curiosi di vedere cosa possiamo fare. Avrà molti tifosi a sostenerlo e cercheremo di renderli orgogliosi. Con Ai e Raul [Fernandez] siamo in un buon momento, sempre a lottare per posizioni interessanti. Raul è costantemente vicino alla top 10, mentre Ai torna dall’infortunio e speriamo sia in buona forma. Il Giappone segna anche l’inizio della parte finale della stagione, che è sempre decisiva e ricca di sorprese”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Premio di Motegi rappresenta quindi un banco di prova importante per Ogura, chiamato a gestire il ritorno dall’infortunio e l’attesa dei tifosi giapponesi, in un finale di stagione che potrebbe ancora riservare emozioni.</p>
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		<item>
		<title>Marc Marquez a Motegi 2025: a un passo dal settimo titolo MotoGP con Ducati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 11:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez arriva al Gran Premio del Giappone 2025 a Motegi con l’occasione di conquistare il suo primo titolo MotoGP con Ducati e il settimo nella classe regina, eguagliando Valentino Rossi. Per il pilota spagnolo, si tratta di un ritorno al circuito che lo ha visto trionfare in passato con Honda e dove ha già [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Marc Marquez arriva al Gran Premio del Giappone 2025 a Motegi con l’occasione di conquistare il suo primo titolo MotoGP con Ducati e il settimo nella classe regina, eguagliando Valentino Rossi. Per il pilota spagnolo, si tratta di un ritorno al circuito che lo ha visto trionfare in passato con Honda e dove ha già scritto pagine importanti della sua carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 32enne aveva lasciato la Honda nel 2023, dopo l’ultimo podio principale con la squadra ufficiale a Motegi, per unirsi alla Gresini Ducati con l’obiettivo di rilanciare una carriera che aveva subito una battuta d’arresto. Ora, due anni dopo, Marquez ha l’opportunità di completare il cerchio tornando in Giappone come contendente al titolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la vittoria al Gran Premio di San Marino contro Marco Bezzecchi, Marquez guida la classifica mondiale con 182 punti di vantaggio su Alex Marquez. Matematicamente, solo uno dei due fratelli potrà laurearsi campione del mondo nel 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se Marquez manterrà o incrementerà il divario di punti nel corso del weekend, la conquista del titolo sarà garantita. La situazione più semplice prevede che nelle due gare (sprint e gara principale) il pilota Ducati guadagni almeno tre punti in più del fratello Alex.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motegi è storicamente un circuito fortunato per Marquez: qui ha vinto i titoli mondiali 2014 e 2016 e ha concluso con successo la stagione 2018. Non solo: il GP giapponese è stato anche la scena del primo titolo mondiale Ducati con Casey Stoner nel 2007, segnando un momento storico per la casa di Borgo Panigale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, Marquez potrebbe non voler rimandare la decisione del titolo al Gran Premio d’Indonesia a Mandalika. Il circuito non è mai stato favorevole al 32enne: ha saltato la prima gara del 2022 per una caduta in warm-up, nel 2023 è finito a terra sia nello sprint sia nella gara principale, e lo scorso anno ha subito un guasto meccanico nella gara principale. Vincere in Giappone significherebbe chiudere matematicamente i giochi senza rischiare ulteriori imprevisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la sfida finale a portata di mano, Motegi si prepara a essere il palcoscenico di una possibile nuova pagina di storia per Marc Marquez e per la Ducati.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP 2027, Dall’Igna: “Il vero cambiamento non saranno le regole, ma le gomme”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 10:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2027 segnerà una svolta epocale per la MotoGP: non solo arriveranno le nuove moto da 850cc, ma soprattutto cambierà il fornitore unico di pneumatici. Dopo quasi dieci anni di dominio Michelin, sarà Pirelli a vestire il ruolo di partner ufficiale della top class, come già avviene dal 2024 in Moto2 e Moto3. La casa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il 2027 segnerà una svolta epocale per la MotoGP: non solo arriveranno le nuove moto da 850cc, ma soprattutto cambierà il fornitore unico di pneumatici. Dopo quasi dieci anni di dominio Michelin, sarà Pirelli a vestire il ruolo di partner ufficiale della top class, come già avviene dal 2024 in Moto2 e Moto3.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La casa italiana ha svolto questa settimana a Misano il primo test ufficiale con tutti i costruttori, una sessione che ha dato il via al conto alla rovescia verso la nuova era. E proprio a margine di questi test, il direttore generale di Ducati, <strong>Gigi Dall’Igna</strong>, ha sottolineato come le gomme rappresenteranno il fattore di cambiamento più determinante.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Onestamente, il cambiamento più importante non sarà il regolamento tecnico, ma quello delle gomme. Dal 2027 avremo un nuovo fornitore e questo, senza dubbio, potrà incidere in maniera significativa sulle prestazioni complessive. Bisognerà capire bene di cosa hanno bisogno queste gomme per andare forte”, ha dichiarato il manager veneto.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ducati può vantare una lunga tradizione di successi con le Pirelli in Superbike, ma Dall’Igna frena l’entusiasmo di chi immagina un vantaggio immediato per la Casa di Borgo Panigale:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Non credo che i successi in Superbike ci diano un vantaggio diretto. Le dimensioni delle ruote saranno diverse e, di conseguenza, anche le gomme non saranno le stesse. Certo, la tecnologia Pirelli deriva dal mondo Superbike, ma anche altri costruttori come Yamaha e Honda hanno esperienza in quel campionato. Non saremo gli unici ad avere delle idee di partenza.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa prospettiva, il 2027 si preannuncia come un anno di grande incertezza, in cui le gomme Pirelli potrebbero rimescolare le carte più del nuovo regolamento tecnico.</p>
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		<title>MotoGP a rischio identità: le prime mosse di Liberty Media fanno discutere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 15:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il passaggio di proprietà della MotoGP a Liberty Media era destinato a portare novità, ma i primi cambiamenti iniziano già a far discutere. Dopo oltre trent’anni sotto la gestione Dorna, i tifosi erano abituati a un equilibrio che oggi sembra vacillare con l’arrivo dei nuovi proprietari. Dall’entusiasmo alle polemiche Le prime notizie positive non sono [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio di proprietà della MotoGP a Liberty Media era destinato a portare novità, ma i primi cambiamenti iniziano già a far discutere. Dopo oltre trent’anni sotto la gestione Dorna, i tifosi erano abituati a un equilibrio che oggi sembra vacillare con l’arrivo dei nuovi proprietari.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dall’entusiasmo alle polemiche</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime notizie positive non sono mancate. L’acquisto del team Tech3 da parte dell’ex boss Haas F1, Guenther Steiner, ha portato nuova attenzione mediatica. E lo stesso si può dire per le voci di un possibile coinvolgimento diretto di Max Verstappen e Lewis Hamilton come futuri proprietari di squadre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, nelle ultime settimane, il clima si è fatto più teso. Liberty Media starebbe infatti lavorando per ridurre il peso di Moto2 e Moto3 all’interno del paddock, relegandole lontano dalla pitlane, come già accade in Formula 2 e Formula 3. Una scelta che preoccupa i team, già in difficoltà a trattenere sponsor e risorse economiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La controversia Márquez</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’aspetto più discusso riguarda però la storia e i titoli iridati. Secondo indiscrezioni provenienti dalla Spagna, dal GP del Giappone i broadcaster sarebbero invitati a ignorare i titoli conquistati da Marc Márquez in 125cc e Moto2, presentandolo soltanto come “sette volte campione MotoGP” in caso di nuovo trionfo a Motegi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una decisione che i tifosi hanno accolto con rabbia: cancellare parte del palmarès dei piloti significa ignorare sacrifici, trionfi e momenti che hanno segnato la storia del motociclismo. Non a caso, sui social le polemiche sono esplose nelle ultime 24 ore.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché la storia conta</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il motociclismo, a differenza della Formula 1, è sempre stato costruito su più classi. Dai 50cc ai 500cc, fino a Moto2 e Moto3, ogni titolo mondiale è stato riconosciuto come tale. Basti pensare ad Ángel Nieto, 13 volte campione del mondo (tutti i suoi titoli nelle classi minori), considerato una leggenda alla pari di Rossi, Agostini o Hailwood.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ridimensionare questo patrimonio significherebbe rinnegare l’essenza stessa del mondiale, che per decenni si è distinto dagli altri campionati proprio per la sua pluralità di categorie.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un rischio di crisi d’identità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi Marc Márquez è vicino a raggiungere Valentino Rossi a quota nove titoli e a tagliare il traguardo delle 100 vittorie complessive. Ma secondo la nuova politica, verrebbero conteggiate solo 74 vittorie in MotoGP. Un autogol dal punto di vista del marketing, soprattutto a dieci anni dal celebre scontro Rossi-Márquez del 2015 che ancora fa discutere i tifosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La MotoGP può certamente beneficiare delle strategie di crescita che Liberty ha applicato con successo alla F1. Ma tra innovazione e perdita d’identità il confine è sottile. Copiare la cerimonia dell’inno nazionale, come visto a Misano, è un dettaglio folcloristico. Riscrivere la storia, invece, significa mettere a rischio il cuore stesso di questo sport.</p>
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		<title>Di Giannantonio soddisfatto dopo il test di Misano: «Un azzardo sul set-up che ha funzionato»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 18:07:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fabio Di Giannantonio ha lasciato il test MotoGP di Misano con il sorriso. Il pilota del team VR46, reduce dal terzo posto nella Sprint e dal quinto in gara nel Gran Premio di San Marino, ha lavorato soprattutto su modifiche di set-up, rinunciando alle nuove componenti. «Nessun nuovo pezzo, solo uno piccolo – ha spiegato [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Fabio Di Giannantonio ha lasciato il test MotoGP di Misano con il sorriso. Il pilota del team VR46, reduce dal terzo posto nella Sprint e dal quinto in gara nel Gran Premio di San Marino, ha lavorato soprattutto su modifiche di set-up, rinunciando alle nuove componenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Nessun nuovo pezzo, solo uno piccolo – ha spiegato –. L’obiettivo principale era migliorare la fiducia con l’anteriore. Abbiamo fatto una modifica in una direzione rischiosa: se funziona qui con tanto grip, può funzionare ovunque. È stato un piccolo azzardo, ma ha pagato. Mi è piaciuto e l’ho mantenuto per tutta la giornata».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il romano ha chiuso con il settimo tempo, a 0.548s dal leader Pedro Acosta (KTM), sottolineando l’importanza di poter contare su una giornata di lavoro completa, senza la pressione del weekend di gara:<br>«Quasi mai abbiamo un’intera giornata per provare e analizzare con calma. Ai test di inizio anno avevamo troppi pezzi da valutare. Oggi abbiamo lavorato davvero bene, sono contento».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver saltato la preseason per un infortunio alla spalla a Sepang, Di Giannantonio guarda ora con fiducia al finale di stagione, che lo vede in piena lotta per la quinta posizione in classifica mondiale con Acosta e il compagno di squadra Franco Morbidelli. A sei gare dal termine, il pilota VR46 è a nove punti dallo spagnolo e a uno solo dal compagno di box.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prossimo test MotoGP è in programma dopo il gran finale di Valencia, a metà novembre.</p>
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		<title>Marc Marquez guarda al 2026 nei test di Misano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 09:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reduce dal trionfo nel GP di San Marino, Marc Marquez non ha cercato guadagni immediati nei test del lunedì a Misano. Il campione Ducati, dominatore del 2025 con 11 vittorie in gara e 14 Sprint, può già chiudere il titolo nel prossimo round di Motegi. Per questo, lo spagnolo ha orientato il lavoro verso il [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Reduce dal trionfo nel <strong>GP di San Marino</strong>, Marc Marquez non ha cercato guadagni immediati nei test del lunedì a Misano. Il campione Ducati, dominatore del 2025 con <strong>11 vittorie in gara e 14 Sprint</strong>, può già chiudere il titolo nel prossimo round di Motegi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, lo spagnolo ha orientato il lavoro verso il 2026, in vista del primo test ufficiale di Valencia a novembre.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Capire la direzione giusta”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Parlando a <em>Sky Italia</em>, Marquez ha raccontato la giornata:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“È stata una giornata lunga. Dopo la gara dura di ieri non ero al 100% e abbiamo deciso di fermarci un po’ prima. Ho provato alcune cose, come carene e forcelloni, con varie modifiche che ci hanno aiutato a capire dove eravamo meglio e dove peggio. L’obiettivo è arrivare a Valencia un passo avanti.”</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Focus sul posteriore della GP25</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Marquez ha chiuso <strong>sesto nei tempi combinati</strong>, a oltre mezzo secondo dal leader Pedro Acosta (KTM).</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Ci siamo concentrati più sul posteriore che sull’anteriore, perché con il grip altissimo di oggi è difficile capire certe cose. Le prove più importanti le abbiamo fatte presto al mattino, quando le condizioni erano simili al weekend di gara.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Sulle differenze tra la carena 2024 e quella 2025, Marquez ha spiegato di aver ottenuto lo stesso tempo sul giro, ma con uno stile di guida diverso:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una configurazione privilegia la velocità in curva,</li>



<li>l’altra garantisce più stabilità in frenata.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">“Entrambe funzionano bene,” ha sottolineato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bagnaia e Pirro completano il lavoro Ducati</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il compagno di squadra <strong>Francesco Bagnaia</strong> ha chiuso ottavo, trovando qualche segnale positivo dopo un weekend complicato a Misano grazie a esperimenti sul bilanciamento dei pesi della GP25.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il collaudatore <strong>Michele Pirro</strong> è invece sceso in pista con un nuovo pacchetto aerodinamico anteriore, chiudendo in 23ª posizione.</p>
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		<item>
		<title>Pirelli muove i primi passi in MotoGP con il test di Misano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 20:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lungo percorso di Pirelli verso il ruolo di fornitore unico di pneumatici in MotoGP a partire dal 2027 inizia questa settimana a Misano, dove il marchio italiano porterà in pista per la prima volta le proprie slick prototipo. La sessione privata, in programma martedì dopo il Gran Premio di San Marino e il test [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il lungo percorso di Pirelli verso il ruolo di fornitore unico di pneumatici in MotoGP a partire dal 2027 inizia questa settimana a Misano, dove il marchio italiano porterà in pista per la prima volta le proprie slick prototipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sessione privata, in programma martedì dopo il Gran Premio di San Marino e il test ufficiale sullo stesso circuito, vedrà la partecipazione di tutte e cinque le case costruttrici—Ducati, Aprilia, KTM, Yamaha e Honda—con i rispettivi collaudatori. Le moto saranno gli attuali prototipi da 1000cc, ma privi dei dispositivi di abbassamento, che saranno vietati dal regolamento a partire dal 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Per noi è un’occasione significativa,” ha dichiarato Giorgio Barbier, Direttore Racing Moto di Pirelli. “È il primo passo per raccogliere dati fondamentali e sviluppare una gomma che, quando arriveranno i nuovi prototipi da 850cc nel 2026, sarà già molto vicina alla versione definitiva.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel test saranno valutate diverse mescole e costruzioni, montate sugli attuali cerchi da 17 pollici previsti dal regolamento MotoGP. I team modificheranno inoltre i set-up per simulare meglio il comportamento atteso dalle future moto di cilindrata ridotta, in arrivo nel 2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le case hanno concordato di non portare in pista i prototipi da 850cc fino al termine della stagione 2025, costringendo così Pirelli a sviluppare gran parte del pacchetto iniziale con le moto odierne. Un secondo test è già previsto a Valencia, subito dopo la gara finale e il tradizionale test post-campionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre all’impegno nella classe regina, Pirelli fornirà anche Moto2 e Moto3 a partire dal 2027, mentre Michelin concentrerà la propria attività sul campionato mondiale Superbike.</p>
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		<item>
		<title>Test MotoGP Misano: Yamaha V4 sotto i riflettori, Ducati cerca soluzioni per Bagnaia</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/15/test-motogp-misano-yamaha-v4-sotto-i-riflettori-ducati-cerca-soluzioni-per-bagnaia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=test-motogp-misano-yamaha-v4-sotto-i-riflettori-ducati-cerca-soluzioni-per-bagnaia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 16:29:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Misano]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Archiviato il Gran Premio di San Marino, i team della MotoGP sono rimasti a Misano per l’ultimo test ufficiale in-season del 2025. Una giornata cruciale per piloti e costruttori, con lo sguardo puntato soprattutto sul debutto della nuova Yamaha V4. Fabio Quartararo, dopo le prime uscite poco incoraggianti, era atteso a un test completo sulla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Archiviato il Gran Premio di San Marino, i team della MotoGP sono rimasti a Misano per l’ultimo test ufficiale in-season del 2025. Una giornata cruciale per piloti e costruttori, con lo sguardo puntato soprattutto sul debutto della nuova Yamaha V4.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fabio Quartararo, dopo le prime uscite poco incoraggianti, era atteso a un test completo sulla nuova moto. Il francese ha confermato le difficoltà già emerse, mentre Jack Miller, che aveva iniziato la giornata in sella all’altro prototipo, si è mostrato più positivo prima di lasciare la V4 ad Alex Rins.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In casa Ducati l’attenzione era tutta rivolta a Francesco Bagnaia, ancora alle prese con problemi di ingresso curva che hanno compromesso buona parte della stagione. Secondo quanto riportato da <em>Sky Italia</em>, l’obiettivo di Borgo Panigale è stato quello di rendere la Desmosedici 2025 il più simile possibile alla GP24, mantenendo il nuovo motore ma reintroducendo alcuni componenti dello scorso anno per ritrovare il feeling perduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sessione del mattino, dalle 9 alle 12:45, ha visto primeggiare Alex Marquez con la Ducati del team Gresini. Nel pomeriggio, dalle 14 alle 18, è stato invece Pedro Acosta a prendersi la scena con la KTM ufficiale: lo spagnolo, concentrato soprattutto sul set-up, ha firmato il miglior crono della giornata, staccando di 0.387s un sorprendente Raul Fernandez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assenti per infortunio Ai Ogura, reduce dal violento incidente in gara di domenica, e Joan Mir, ancora alle prese con dolori al collo dopo il forfait del sabato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prossimo appuntamento con i test ufficiali sarà a metà novembre, dopo il Gran Premio di Valencia. Intanto, i cinque costruttori resteranno a Misano anche martedì per la prima uscita con gomme Pirelli, riservata ai soli collaudatori.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP Misano: incubo Bagnaia, caduta e nessun segnale di ripresa</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/15/motogp-misano-incubo-bagnaia-caduta-e-nessun-segnale-di-ripresa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-misano-incubo-bagnaia-caduta-e-nessun-segnale-di-ripresa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 05:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Bagnaia ha vissuto un altro fine settimana da dimenticare a Misano, il suo Gran Premio di casa. Le speranze di riscattare una Sprint complicata con un risultato positivo in gara sono svanite già al nono giro, quando il due volte iridato è scivolato alla curva 10 mentre si trovava in settima posizione. Sabato il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Francesco Bagnaia ha vissuto un altro fine settimana da dimenticare a Misano, il suo Gran Premio di casa. Le speranze di riscattare una Sprint complicata con un risultato positivo in gara sono svanite già al nono giro, quando il due volte iridato è scivolato alla curva 10 mentre si trovava in settima posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sabato il pilota Ducati aveva ammesso tutta la sua frustrazione: “Sto vivendo un incubo e vorrei solo alzare la testa per vedere un po’ di luce”. Tradizionalmente Bagnaia riesce a trovare maggiore competitività nella gara lunga rispetto alla Sprint, ma questa volta la realtà si è rivelata ancora più dura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre il compagno di squadra Marc Marquez duellava con Marco Bezzecchi per la vittoria – poi conquistata dallo spagnolo – il #63 ha visto la propria corsa terminare anzitempo, aumentando la sensazione di un’annata in piena crisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall’Igna: “Situazione delicata, serve positività”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine della gara, Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse, ha commentato ai microfoni di Sky Italia:<br>“La situazione con Pecco è sicuramente delicata, sta facendo fatica. Domani avremo un test importante in cui proveremo molte cose, speriamo sia una giornata fruttuosa. È normale che lui, io e i suoi tifosi abbiamo perso la pazienza. Quando i risultati non arrivano è umano reagire così. Ora serve ritrovare positività.”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nessun podio da dieci gare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il bilancio di Bagnaia è pesante: nessun podio negli ultimi cinque Gran Premi, dieci gare consecutive senza segnali concreti di progresso. I problemi in ingresso curva con la GP25 restano irrisolti, e la caduta di Misano ha aggravato una classifica già compromessa. Dopo lo zero di Le Mans, quello di Misano lo fa precipitare a -93 punti da Alex Marquez nella lotta per il secondo posto iridato, con appena otto lunghezze di vantaggio su Bezzecchi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bagnaia: “Non so cosa dire, stiamo lavorando”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Visibilmente provato, Bagnaia ha commentato così la propria gara:<br>“Onestamente non so cosa volete che dica. Stavo spingendo e sono caduto. Ho analizzato la situazione con la squadra e ora pensiamo al test di domani, che sarà fondamentale. Nel momento della caduta ho pensato cose che è meglio non dire in TV.”</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’ultima occasione a Misano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento di lunedì con i test ufficiali a Misano rappresenta l’ultima vera possibilità stagionale per Bagnaia e Ducati di provare soluzioni tecniche al di fuori di un weekend di gara. Il due volte campione del mondo resta fiducioso ma realista:<br>“Proveremo a trovare delle soluzioni, ma la strada sembra ancora lunga. Facciamo fatica dall’inizio dell’anno.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Bagnaia il tempo stringe: mentre Marquez vola verso il titolo, il torinese deve ritrovare in fretta fiducia e competitività per non chiudere la stagione nel segno della disfatta.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Testo e foto: Mazzocco Alessio</strong></h5>
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		<title>MotoGP: Misano rinnova il contratto fino al 2031, sarà protagonista anche nell’era 850cc</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/14/motogp-misano-rinnova-il-contratto-fino-al-2031-sara-protagonista-anche-nellera-850cc/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-misano-rinnova-il-contratto-fino-al-2031-sara-protagonista-anche-nellera-850cc</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 20:41:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Misano World Circuit “Marco Simoncelli” continuerà a far parte del calendario MotoGP per altri cinque anni, con un accordo che copre il periodo 2027-2031, ovvero l’inizio della nuova era delle moto da 850cc. La pista romagnola manterrà la denominazione di Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, confermando così che sarà [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Misano World Circuit “Marco Simoncelli” continuerà a far parte del calendario MotoGP per altri cinque anni, con un accordo che copre il periodo 2027-2031, ovvero l’inizio della nuova era delle moto da 850cc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pista romagnola manterrà la denominazione di <strong>Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini</strong>, confermando così che sarà il Mugello a restare sede del <strong>Gran Premio d’Italia</strong>. L’Italia, insieme alla Spagna, continuerà dunque a essere l’unico Paese ad ospitare due appuntamenti stagionali della classe regina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Misano rappresenta inoltre la gara di casa per numerosi protagonisti del paddock: dai piloti italiani ai team VR46 e Gresini, senza dimenticare i costruttori Ducati e Aprilia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<strong>Siamo lieti di annunciare altri cinque anni a Misano</strong>,” ha dichiarato Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna Sports, la società detentrice dei diritti commerciali della MotoGP. “Il GP di San Marino regala sempre grandi emozioni, con un pubblico appassionato e una tradizione di gare spettacolari che premiano l’amore di questa terra per il nostro sport. Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito a rendere questo evento ciò che è e guardiamo con entusiasmo ai prossimi cinque anni di collaborazione con Misano, San Marino, l’Emilia-Romagna e tutta la Riviera di Rimini, che ogni stagione si accende al rombo della MotoGP”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande soddisfazione anche da parte dei promotori del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini:<br>“<strong>Siamo orgogliosi e felici di continuare a ospitare la MotoGP nel nostro territorio</strong>. Abbiamo sempre visto il Motomondiale come uno strumento innovativo e lungimirante di promozione territoriale. Oggi questo è ancora più vero, grazie al nuovo piano di sviluppo e di coinvolgimento dei fan presentato da MotoGP, che si integra perfettamente con le nostre strategie di medio e lungo termine. Siamo certi che contribuirà ad alzare ulteriormente il livello e ad arricchire l’esperienza multilivello che, insieme, siamo in grado di offrire agli appassionati provenienti da tutto il mondo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo rinnovo, Misano si conferma una tappa imprescindibile del calendario MotoGP, non solo per il valore sportivo ma anche per l’impatto economico e turistico che porta a tutta la Riviera romagnola.</p>
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		<title>Yamaha svela la nuova MotoGP V4: debutto a Misano con Augusto Fernandez</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/11/yamaha-svela-la-nuova-motogp-v4-debutto-a-misano-con-augusto-fernandez/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=yamaha-svela-la-nuova-motogp-v4-debutto-a-misano-con-augusto-fernandez</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 16:58:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yamaha apre un nuovo capitolo della propria storia in MotoGP. Dopo oltre vent’anni di successi con il quattro cilindri in linea, la Casa di Iwata ha presentato ufficialmente il prototipo V4, che scenderà in pista per la prima volta questo weekend a Misano nelle mani del collaudatore Augusto Fernandez, iscritto come wild-card. Dal 2002, anno [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Yamaha apre un nuovo capitolo della propria storia in MotoGP. Dopo oltre vent’anni di successi con il quattro cilindri in linea, la Casa di Iwata ha presentato ufficialmente il prototipo <strong>V4</strong>, che scenderà in pista per la prima volta questo weekend a Misano nelle mani del collaudatore <strong>Augusto Fernandez</strong>, iscritto come wild-card.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2002, anno di debutto dell’era quattro tempi, Yamaha ha conquistato <strong>otto titoli piloti</strong> (Rossi x4, Lorenzo x3, Quartararo x1) e <strong>125 vittorie</strong> con la M1. Ma l’ultimo trionfo risale al Sachsenring 2022 e i risultati sono progressivamente calati: Fabio Quartararo, campione 2021, è scivolato dal secondo posto in classifica nel 2022 al decimo nel 2023 e al tredicesimo nel 2024.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La sfida del V4</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il responsabile dello sviluppo, <strong>Takahiro Sumi</strong>, ha spiegato la portata del progetto:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo intrapreso una sfida ambiziosa, sviluppando un nuovo motore V4 e una moto completamente nuova. È un lavoro che richiede il massimo impegno da parte di tutta l’azienda. Il nostro obiettivo è riportare Yamaha alla vittoria».</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza degli altri costruttori, che già adottano il V4, Yamaha aveva finora difeso la filosofia dell’Inline-4. Il passaggio non è dettato tanto dalla ricerca di pura potenza, quanto dai benefici sul piano <strong>aerodinamico e ciclistico</strong>. Il direttore tecnico <strong>Max Bartolini</strong> ha sottolineato i principali vantaggi: carena più stretta di 10-15 centimetri, distribuzione dei pesi più arretrata e un potenziale alleggerimento complessivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/Cc66gbr/3000-yamaha1.webp" alt="3000 yamaha1" title="Yamaha svela la nuova MotoGP V4: debutto a Misano con Augusto Fernandez 1"><figcaption>Yamaha svela la nuova MotoGP V4: debutto a Misano con Augusto Fernandez 3</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Dai test alla pista</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il prototipo è stato collaudato a lungo da <strong>Fernandez</strong>, con contributi anche da <strong>Andrea Dovizioso</strong> e <strong>Cal Crutchlow</strong>. Lunedì scorso a Barcellona anche <strong>Quartararo e Rins</strong> hanno avuto il primo assaggio della V4, con il francese autore del miglior tempo tra Yamaha e Honda nonostante condizioni meteo difficili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Misano toccherà a Fernandez fornire le prime risposte ufficiali sul cronometro. «Sentiamo la pressione di creare una moto vincente – ha dichiarato il tester spagnolo – ma credo che abbiamo fatto un buon lavoro e siamo pronti a correre».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quartararo guarda al futuro</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il team ufficiale ha ormai spostato gran parte delle risorse sul nuovo progetto. «La V4 sarà la moto del 2026 – ha confermato Quartararo –. Non avremo più sviluppi sull’attuale M1. Sarà interessante vedere Augusto all’opera in gara».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/G3tWGtyB/3000-yamaha2.webp" alt="3000 yamaha2" title="Yamaha svela la nuova MotoGP V4: debutto a Misano con Augusto Fernandez 2"><figcaption>Yamaha svela la nuova MotoGP V4: debutto a Misano con Augusto Fernandez 4</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Verso la nuova era MotoGP</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il debutto della V4 segna l’inizio di un percorso che porterà Yamaha al 2026, ultimo anno con <strong>motori 1.000cc e gomme Michelin</strong>, prima del passaggio al nuovo regolamento <strong>850cc/Pirelli</strong> previsto dal 2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la Casa dei tre diapason, la sfida è chiara: riportare il nome Yamaha ai vertici della MotoGP. E Misano sarà il primo banco di prova per capire se la rivoluzione V4 è davvero la strada giusta.</p>
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		<item>
		<title>NULLA È IMPOSSIBILE IN QUESTO LAVORO</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/11/nulla-e-impossibile-in-questo-lavoro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nulla-e-impossibile-in-questo-lavoro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica Zizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 14:49:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel paddock di Misano si respira un’aria carica di adrenalina, emozione e consapevolezza. I riflettori sono tutti puntati sui protagonisti italiani, pronti a dare spettacolo nel weekend di casa. E come ha detto Pericle di Enea, uno dei volti emergenti della stagione: “Nulla è impossibile in questo lavoro”, rispondendo con grinta a chi gli chiedeva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel paddock di Misano si respira un’aria carica di adrenalina, emozione e consapevolezza. I riflettori sono tutti puntati sui protagonisti italiani, pronti a dare spettacolo nel weekend di casa. E come ha detto Pericle di Enea, uno dei volti emergenti della stagione: “Nulla è impossibile in questo lavoro”, rispondendo con grinta a chi gli chiedeva se vede possibile un podio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alex Marquez ha sottolineato l’importanza del GP di Barcellona, gara che ha segnato una svolta per lui e per il suo team:</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La vittoria di Barcellona è stata molto importante per noi come team e per me nella lotta in campionato. Sto prendendo sempre più confidenza con la Ducati e questo si riflette nei risultati”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Enea Bastianini, Misano non è solo il GP di casa, ma un luogo simbolico della sua carriera:<br>“Finalmente arriva il weekend di casa, ma Misano per me è anche molto speciale: qui ho avuto la massima velocità già in Moto3. Barcellona è stato il mio miglior GP della stagione, o almeno della seconda parte e il sorpasso su Pesaro è stato il più bello dell’anno. Mi ha dato tanta felicità, soprattutto grazie alla frenata della mia KTM”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il weekend romagnolo porta con sé anche momenti di ricordo. Bastianini e Alex Marquez si sono soffermati a ricordare Fausto Gresini, figura chiave del motociclismo italiano, il cui spirito continua ad accompagnare il lavoro dei team: un omaggio sentito, carico di gratitudine e rispetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luca Marini, dal canto suo, guarda con soddisfazione ai progressi fatti:<br>“Sono soddisfatto del lavoro del team. Dall&#8217;inizio della stagione siamo sempre migliorati, passo dopo passo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, c’è anche chi mette già le mani sul lavoro da fare. Misano presenta delle sfide tecniche, e Bastianini lo sa bene:<br>“Nel weekend dovremo lavorare sulla vibrazione, è un dettaglio importante per essere davvero competitivi qui”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fra fiducia, determinazione e memoria, il paddock italiano arriva a Misano con un messaggio chiaro: “nulla è impossibile”</p>
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		<title>MotoE si ferma: addio (per ora) al Mondiale elettrico</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/11/motoe-si-ferma-addio-per-ora-al-mondiale-elettrico/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motoe-si-ferma-addio-per-ora-al-mondiale-elettrico</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 13:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Moto E]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla vigilia del Gran Premio di San Marino di Misano, Dorna Sports e la Federazione Internazionale di Motociclismo (FIM) hanno annunciato una notizia destinata a lasciare il segno: il Mondiale MotoE, la categoria dedicata alle moto elettriche, sospenderà la propria attività alla fine della stagione 2025. Nata nel 2019 come prima competizione mondiale per le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Alla vigilia del Gran Premio di San Marino di Misano, Dorna Sports e la Federazione Internazionale di Motociclismo (FIM) hanno annunciato una notizia destinata a lasciare il segno: il Mondiale MotoE, la categoria dedicata alle moto elettriche, sospenderà la propria attività alla fine della stagione 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nata nel 2019 come prima competizione mondiale per le due ruote a emissioni zero, la MotoE non è riuscita a conquistare il cuore degli appassionati né a trovare un reale spazio all’interno del panorama motociclistico. “Nonostante l’impegno e l’innovazione portati in pista – spiegano gli organizzatori – la categoria non ha generato il livello di popolarità atteso. Inoltre, il mercato delle moto elettriche ad alte prestazioni non si è sviluppato come previsto”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le ragioni della scelta</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dorna e FIM hanno motivato la decisione sottolineando l’attuale direzione intrapresa dall’industria motociclistica: non tanto verso l’elettrico, quanto verso propulsori termici sempre più efficienti, alimentati da carburanti alternativi e non fossili. A partire dal 2024, infatti, almeno il 40% del carburante utilizzato in MotoGP sarà di origine non fossile, quota che diventerà del 100% entro il 2027. Una scelta che si allinea al progetto “Racing for the Future” e che, secondo gli organizzatori, rappresenta il vero futuro della categoria regina.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ezpeleta: “Un’esperienza preziosa”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il CEO di Dorna, Carmelo Ezpeleta, ha espresso rammarico per la decisione:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“MotoE ha offerto gare spettacolari, incoronando campioni e portando avanti la missione di MotoGP di innovare senza timori. Ma dobbiamo anche ascoltare i nostri tifosi e osservare l’evoluzione del mercato. Per questo, insieme alla FIM, riteniamo sia il momento giusto per mettere in pausa la categoria. Ringraziamo piloti, team, Ducati, partner e tutto lo staff che ha reso possibile questo viaggio dal 2019”.</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Viegas: “Non abbiamo raggiunto gli obiettivi”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla stessa linea il presidente della FIM, Jorge Viegas:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Abbiamo lavorato duramente per promuovere questa innovativa categoria, ma non siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi né a stimolare realmente il settore delle moto elettriche ad alte prestazioni. Le gare sono state fantastiche e desidero ringraziare tutti i protagonisti coinvolti. Guardiamo avanti, pronti ad accogliere nuove tecnologie e sfide”.</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Una pausa, non un addio</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta, comunque, di un abbandono definitivo. Dorna e FIM hanno chiarito che continueranno a monitorare il settore e valuteranno un eventuale ritorno della MotoE qualora l’elettrico – o altre soluzioni sostenibili alternative – dovessero acquisire maggiore rilevanza in futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ora, dunque, la MotoE si congeda dai circuiti mondiali, lasciando il ricordo di sei stagioni intense e il messaggio che l’innovazione resta una strada obbligata per il motociclismo del domani.</p>
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		<item>
		<title>Pecco Bagnaia a Misano senza aspettative: “Voglio solo un weekend normale”</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/10/pecco-bagnaia-a-misano-senza-aspettative-voglio-solo-un-weekend-normale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pecco-bagnaia-a-misano-senza-aspettative-voglio-solo-un-weekend-normale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 17:34:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[Misano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fine settimana di Catalogna ha spento l’ottimismo ungherese di Francesco Bagnaia, costringendo il due volte campione del mondo ad avvicinarsi al Gran Premio di casa di Misano senza grandi aspettative. Il pilota della Ducati Lenovo sperava di aver trovato la chiave per risolvere i problemi di inserimento in curva che lo accompagnano dall’inizio della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il fine settimana di Catalogna ha spento l’ottimismo ungherese di <a href="https://www.giornalemotori.com/blog/tag/bagnaia/" data-type="post_tag" data-id="1224">Francesco Bagnaia</a>, costringendo il due volte campione del mondo ad avvicinarsi al Gran Premio di casa di Misano senza grandi aspettative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota della Ducati Lenovo sperava di aver trovato la chiave per risolvere i problemi di inserimento in curva che lo accompagnano dall’inizio della stagione, grazie a un “grande” cambiamento di set-up testato a Balaton Park. Ma a Barcellona la realtà è stata ben diversa: dopo un venerdì disastroso, chiuso al 21° posto, Bagnaia ha dovuto tornare a un assetto più tradizionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sabato non è andata meglio: ancora 21° in qualifica e soltanto 14° nella Sprint. Un piccolo miglioramento è arrivato domenica, con il quinto tempo nel warm-up e il settimo posto finale in gara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bagnaia ha spiegato come il serbatoio da gara della GP25 lo aiuti sempre a sentirsi più a suo agio la domenica: «Un serbatoio più grande mi permette di avere più trazione e uscire più veloce dalle curve», ha detto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il campione piemontese ha comunque chiuso a 16 secondi dal vincitore Alex Márquez e a 14,3 dal compagno di squadra Marc. Un risultato che stride con i dati cronometrici: i suoi tempi gara del 2024, con la GP24 oggi in mano ad Alex Márquez, Fermín Aldeguer e Franco Morbidelli, sarebbero stati sufficienti per vincere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consapevole che ulteriori rivoluzioni tecniche durante un weekend di gara non abbiano portato benefici, Bagnaia ha chiarito la strategia: «Onestamente non voglio ripetere l’errore di Balaton, dove ero convinto di poter essere competitivo. A Misano farò un passo indietro e vedremo cosa riuscirò a fare».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo obiettivo sarà quello di ritrovare la normalità: «Vorrei arrivare a Misano con questa velocità, questa competitività, e partire già dal venerdì nelle posizioni giuste, senza restare fuori dalla Q2. Serve un weekend normale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assente dal podio da quattro GP consecutivi, Bagnaia può però contare su un feeling speciale con Misano: qui ha vinto il Gran Premio di San Marino nel 2021 e 2022, è sempre salito sul podio tra 2023 e 2024, e ha conquistato la Sprint dell’Emilia Romagna prima di cadere in gara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Misano è sempre speciale, cercheremo di goderci l’abbraccio di tutti i tifosi Ducati», ha dichiarato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota italiano arriva all’appuntamento di casa con 68 punti di ritardo da Alex Márquez nella lotta per il titolo di vicecampione del mondo.</p>
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		<item>
		<title>Misano si prepara ad accogliere Marc Márquez, ma i fischi restano un’incognita</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/10/misano-si-prepara-ad-accogliere-marc-marquez-ma-i-fischi-restano-unincognita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=misano-si-prepara-ad-accogliere-marc-marquez-ma-i-fischi-restano-unincognita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 17:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
		<category><![CDATA[Misano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Márquez arriva a Misano senza la possibilità matematica di chiudere il Mondiale MotoGP 2025, ma con un vantaggio di 182 punti sul fratello Alex e 259 ancora disponibili, il weekend romagnolo sarà comunque una festa ufficiosa per il nuovo campione Ducati. Nonostante una stagione dominata con la Desmosedici GP25, il rapporto tra il fuoriclasse [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Marc Márquez arriva a <a href="https://www.giornalemotori.com/blog/tag/misano/" data-type="post_tag" data-id="167">Misano </a>senza la possibilità matematica di chiudere il Mondiale MotoGP 2025, ma con un vantaggio di 182 punti sul fratello Alex e 259 ancora disponibili, il weekend romagnolo sarà comunque una festa ufficiosa per il nuovo campione Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante una stagione dominata con la Desmosedici GP25, il rapporto tra il fuoriclasse spagnolo e i tifosi italiani resta complesso. Misano, circuito simbolo di Valentino Rossi, è stato negli anni il palcoscenico dei fischi più fragorosi nei confronti del #93, compreso lo scorso anno dopo la vittoria ottenuta con Gresini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nemmeno il passaggio alla Ducati ufficiale ha placato del tutto le contestazioni: al Mugello, i fischi hanno accompagnato i successi di Márquez, suscitando la rabbia del team manager Davide Tardozzi, che aveva chiesto ai tifosi di celebrare una vittoria del pilota come una vittoria della Casa di Borgo Panigale. Ma i cori contrari hanno sottolineato la distanza percepita tra moto e pilota, in netta controtendenza rispetto al recente passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni di Andrea Dovizioso, capace di contendere il titolo proprio a Márquez tra il 2017 e il 2019, l’identificazione tra pilota e Ducati era totale: il soprannome “Desmo Dovi” divenne un simbolo dell’orgoglio italiano. Con i titoli di Francesco Bagnaia nel 2022 e 2023, la Ducati ha raggiunto l’apice del prestigio sportivo, dimostrando però anche una supremazia tecnica distribuita tra tanti piloti. La vittoria iridata di Jorge Martin nel 2024 ha consolidato il ruolo della Rossa come dominatrice e “kingmaker” della MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest’anno, però, lo scenario è cambiato. La forbice tra Márquez e gli altri ducatisti è abissale: Bagnaia insegue a -250, Fabio Di Giannantonio addirittura a -326. Numeri che confermano come il 2025 sia soprattutto il trionfo personale del #93 più che l’ennesima dimostrazione di forza collettiva Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Márquez ha già dimostrato di saper trasformare i fischi in carburante, vincendo quattro volte a Misano nella classe regina. Ma a Borgo Panigale sperano in un’accoglienza diversa per il loro campione. Non a caso, lo spagnolo ha definito il GP romagnolo «un weekend dedicato a tutti i tifosi Ducati», sottolineando come il tracciato sia molto più favorevole al suo stile di guida rispetto a Barcellona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«È stata una grande gara in Catalogna, una festa incredibile con i tifosi – ha ricordato Márquez –. Su una pista non ideale per le mie caratteristiche abbiamo portato a casa la vittoria nella Sprint e il secondo posto in gara. Misano, invece, è più adatta al mio stile: non vedo l’ora di scendere in pista».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo match point per il titolo arriverà probabilmente nel round successivo a Motegi, circuito di casa della sua ex squadra, la Honda.</p>
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		<title>MotoGP Catalogna 2025 – Jorge Martin firma un’altra rimonta: da 17° a 10° nonostante i problemi</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/09/motogp-catalogna-2025-jorge-martin-firma-unaltra-rimonta-da-17-a-10-nonostante-i-problemi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-catalogna-2025-jorge-martin-firma-unaltra-rimonta-da-17-a-10-nonostante-i-problemi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 05:44:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[Jorge Martin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il campione del mondo in carica Jorge Martin ha regalato un’altra prova di carattere al GP di Catalogna, chiudendo decimo dopo essere partito dalla 17ª posizione in griglia. Un risultato che, viste le circostanze, per lo spagnolo dell’Aprilia vale quasi come un podio. Due settimane dopo la spettacolare rimonta dal 16° al 4° posto a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il campione del mondo in carica <strong>Jorge Martin</strong> ha regalato un’altra prova di carattere al <strong>GP di Catalogna</strong>, chiudendo <strong>decimo</strong> dopo essere partito dalla <strong>17ª posizione in griglia</strong>. Un risultato che, viste le circostanze, per lo spagnolo <a href="https://www.giornalemotori.com/blog/tag/aprilia/" data-type="post_tag" data-id="28">dell’Aprilia </a>vale quasi come un podio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due settimane dopo la spettacolare rimonta dal 16° al 4° posto a Balaton Park, Martin si è confermato tra i migliori in gara, nonostante diversi imprevisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al via è stato colpito da un contatto tra <strong>Brad Binder</strong> e <strong>Jack Miller</strong>, che lo ha costretto a perdere terreno. Poco dopo, un problema al <strong>ride height device</strong> lo ha spinto fuori pista: per evitare penalità ha dovuto restituire tempo, perdendo altre posizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante ciò, Martin ha ritrovato ritmo e costanza, mostrando un passo da <strong>top 5</strong> e gestendo bene le gomme.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Decimo posto per me è come un podio partendo dal 17°,” ha dichiarato. “Dopo i problemi iniziali, il mio passo era molto competitivo, direi tra il quarto e il quinto migliore in pista.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il madrileno, al suo quarto weekend dopo il ritorno alle gare, ha spiegato di dover adattare il suo stile di guida all’Aprilia:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Sono molto forte in frenata, forse troppo. Rischio di perdere velocità di percorrenza in curva. Con l’Aprilia bisogna essere più dolci: frenare forte, ma rilasciare progressivamente e aprire il gas senza aggressività, altrimenti si scivola troppo con il posteriore.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Martin ha indicato la <strong>qualifica</strong> come il principale punto debole:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Se partissi nelle prime tre file, potrei puntare al 4° o 5° posto. Forse serve un setting speciale solo per il time attack. Il test di Misano sarà fondamentale per lavorare su questo.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Per l’Aprilia, il miglior risultato lo ha firmato il rookie <strong>Ai Ogura</strong> con un ottimo <strong>sesto posto</strong>, mentre <strong>Marco Bezzecchi</strong> è stato costretto al ritiro dopo un contatto con <strong>Franco Morbidelli</strong>.</p>
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		<title>MotoGP, Bagnaia risale dal 21° al 7° in Catalogna: “A Misano senza false speranze”</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/08/motogp-bagnaia-risale-dal-21-al-7-in-catalogna-a-misano-senza-false-speranze/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-bagnaia-risale-dal-21-al-7-in-catalogna-a-misano-senza-false-speranze</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 05:49:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pecco Bagnaia della Ducati ha dichiarato di lasciare il Gran Premio di Catalogna di MotoGP evitando di “darmi false speranze”, dopo essere risalito domenica dal 21° posto in griglia fino al settimo al traguardo. Il due volte campione del mondo era arrivato a Barcellona fiducioso che un cambio radicale di set-up provato al Balaton Park [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Pecco Bagnaia della <a href="https://www.giornalemotori.com/blog/tag/ducati/" data-type="post_tag" data-id="17">Ducati </a>ha dichiarato di lasciare il Gran Premio di Catalogna di MotoGP evitando di “darmi false speranze”, dopo essere risalito domenica dal 21° posto in griglia fino al settimo al traguardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il due volte campione del mondo era arrivato a Barcellona fiducioso che un cambio radicale di set-up provato al Balaton Park gli avrebbe permesso di lottare davanti. Ma quel set-up non ha funzionato al Montmeló, dove ha ottenuto la sua peggior qualifica degli ultimi tre anni – 21° e a un secondo dal compagno di squadra Marc Márquez nella Sprint.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica, però, Bagnaia è balzato dal 21° al 12° giro iniziale, chiudendo poi settimo, in una svolta clamorosa del weekend catalano. Tuttavia, rifiuta di considerare questo passo avanti come qualcosa di davvero significativo finché non arriverà la prova di Misano il prossimo fine settimana.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Non voglio darmi altre false speranze,” ha detto a Sky Italia.<br>“Alla fine ero molto fiducioso che dopo Balaton sarei arrivato qui sentendomi a casa, invece è stato uno dei weekend più complicati di sempre, non solo di quest’anno ma della mia carriera con la Ducati ufficiale.<br>Andrò a Misano il più cauto possibile, cercando di togliermi pressione perché sappiamo quanto quella pista sia unica. C’è molto grip, ma bisogna essere in forma; non voglio dare false speranze a me stesso né agli altri. Ci andremo con cautela e proveremo a fare il massimo.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Bagnaia spiega che il miglior feeling di domenica a Barcellona – dove l’anno scorso aveva vinto due volte – è dipeso da un cambio di forcellone e da un maggiore grip con il serbatoio pieno in gara.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Come sensazioni, oggi mi sono sentito un po’ meglio,” ha aggiunto.<br>“Questa mattina sono riuscito ad avere un po’ più di grip grazie al forcellone, ma anche grazie al serbatoio pieno. Quel pizzico di aderenza in più mi ha dato la fiducia per entrare in curva più veloce senza il continuo movimento che mi ha infastidito per tutto il weekend.<br>In gara sono partito molto forte e sono riuscito a sorpassare, cosa mai semplice quest’anno, quindi è positivo.<br>Purtroppo, per riprendere Quartararo ho spinto un po’ troppo e non sono riuscito a gestire la gomma posteriore; lui è stato più bravo, e negli ultimi giri io facevo più fatica.<br>Comunque, partendo 21°, ci sono mille incognite.<br>Finire più avanti del settimo oggi era possibile – l’obiettivo poteva essere il quinto posto – ma da lì non ci si può aspettare troppo.”</p>
</blockquote>
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		<item>
		<title>Guenther Steiner rileva Tech3 MotoGP: accordo da 20 milioni con supporto di investitori</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/05/guenther-steiner-rileva-tech3-motogp-accordo-da-20-milioni-con-supporto-di-investitori/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=guenther-steiner-rileva-tech3-motogp-accordo-da-20-milioni-con-supporto-di-investitori</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 11:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[KTM Tech3]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guenther Steiner, ex team principal di Haas in Formula 1, compie il grande salto nel Motomondiale rilevando il team Tech3. L’operazione, dal valore di poco inferiore ai 20 milioni di euro, è stata annunciata al Circuit de Barcelona-Catalunya durante il weekend del Gran Premio di Catalogna. L’acquisizione è stata sostenuta da un consorzio di investitori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.giornalemotori.com/blog/tag/gunther-steiner/" data-type="post_tag" data-id="1184">Guenther Steiner</a>, ex team principal di Haas in Formula 1, compie il grande salto nel Motomondiale rilevando il team Tech3. L’operazione, dal valore di poco inferiore ai 20 milioni di euro, è stata annunciata al Circuit de Barcelona-Catalunya durante il weekend del Gran Premio di Catalogna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’acquisizione è stata sostenuta da un consorzio di investitori gestito dal fondo Apex, che annovera tra i propri partner anche il pilota McLaren F1 Lando Norris e altri nomi di spicco del motorsport. A partire dal 2026 Steiner ricoprirà il ruolo di CEO, mentre Richard Coleman sarà il nuovo team principal. L’attuale proprietario Hervé Poncharal guiderà la squadra fino al termine della stagione prima di assumere l’incarico di consulente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fondata nel 2001 e storicamente legata a Yamaha, Tech3 corre dal 2019 con KTM, di cui rappresenta il team satellite ufficiale. L’accordo prevede il mantenimento della sede in Francia, la conferma dei piloti Maverick Viñales ed Enea Bastianini e la permanenza di tutto lo staff tecnico. Inoltre, Steiner avrebbe ottenuto da Dorna la garanzia di conservare i due slot in griglia oltre il 2025, in vista del nuovo ciclo regolamentare con motori 850cc previsto dal 2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo passaggio segna il ritorno di Steiner a un ruolo manageriale dopo l’addio a Haas nel 2023. Celebre per il suo approccio diretto, divenuto popolare grazie alla serie Netflix <em>Drive to Survive</em>, l’italiano ha dichiarato:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Tech3 è una realtà storica e ambiziosa. Siamo onorati di raccogliere l’eredità di Hervé Poncharal e puntiamo a portare il team e la MotoGP verso nuovi orizzonti”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il movimento arriva in un contesto di forte fermento per il motomondiale, dopo l’ingresso di Liberty Media – già proprietaria della Formula 1 – come azionista di maggioranza di Dorna Sports. Con l’esperienza accumulata in F1 e un network di investitori di alto profilo, Steiner punta a replicare il modello di crescita che ha visto i team F1 raggiungere valutazioni record.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP: Acosta comanda le prime libere a Montmeló, Márquez subito in scia</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/05/motogp-acosta-comanda-le-prime-libere-a-montmelo-marquez-subito-in-scia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-acosta-comanda-le-prime-libere-a-montmelo-marquez-subito-in-scia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 10:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[GP Catalonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pedro Acosta ha inaugurato il Gran Premio di Catalogna firmando il miglior tempo nel primo turno di prove libere. Sul Circuit de Barcelona-Catalunya il rookie spagnolo ha fermato il cronometro in 1’38”979, precedendo di appena 95 millesimi Johann Zarco e di 219 millesimi Marc Márquez, che ha scelto di non effettuare il tradizionale time attack, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2025/09/05/motogp-acosta-comanda-le-prime-libere-a-montmelo-marquez-subito-in-scia/">MotoGP: Acosta comanda le prime libere a Montmeló, Márquez subito in scia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Pedro Acosta ha inaugurato il Gran Premio di Catalogna firmando il miglior tempo nel primo turno di prove libere. Sul Circuit de Barcelona-Catalunya il rookie spagnolo ha fermato il cronometro in <strong>1’38”979</strong>, precedendo di appena <strong>95 millesimi Johann Zarco</strong> e di <strong>219 millesimi Marc Márquez</strong>, che ha scelto di non effettuare il tradizionale <em>time attack</em>, concentrandosi invece sul passo gara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Marc questo fine settimana può avere un peso speciale: con un buon bottino di punti e un risultato opaco del fratello Álex, il pluricampione potrebbe arrivare già a Misano con il primo <em>match-ball</em> per il titolo. Nelle prime fasi di lavoro, su gomma morbida all’anteriore e media al posteriore, i fratelli di Cervera hanno subito alzato il ritmo: <strong>Marc ha segnato 1’39”198</strong>, Álex lo ha seguito a <strong>198 millesimi</strong>, mentre Zarco è apparso il più vicino tra gli altri, ma a oltre quattro decimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante conosca Montmeló fin dall’infanzia, Marc Márquez non ha mai considerato questo tracciato tra i suoi preferiti: le numerose curve veloci a destra hanno storicamente rappresentato un ostacolo per il suo stile di guida. Eppure il suo palmarès parla chiaro: <strong>tre vittorie e dieci podi</strong> qui, con trionfi nel 2010 (125cc), 2014 e 2019 (MotoGP) e piazzamenti d’onore tra il 2011 e il 2024, compreso il podio nella Sprint di quest’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Álex Márquez, al contrario, ha fatto del Montmeló un vero e proprio feudo: vittoria nel 2014 in Moto3, successi in Moto2 nel 2017 e 2019 e terzo posto nel 2018. «Per me il chiaro favorito resta Marc – ha dichiarato giovedì – soprattutto per la fiducia accumulata negli ultimi weekend, tra sprint e gare lunghe. Ha migliorato molto sulle curve veloci a destra e ormai il gap rispetto al passato è minimo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro costante di Marc con le stesse gomme ha mantenuto il riferimento cronometrico fino all’attacco finale delle KTM. Forte anche del recente test svolto in Catalogna, il marchio austriaco ha piazzato <strong>quattro moto nella top-10</strong>. A meno di un minuto dal termine, Acosta si è issato in cima con il tempo poi confermato all’ultimo giro, centrando così la <strong>seconda leadership in un turno di prove</strong> dopo la sessione di pratica in Ungheria e confermando i progressi già intravisti con i podi di Brno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro, giornata difficile per Francesco Bagnaia, solo <strong>23º e penultimo a 1”556</strong> sul tracciato dove in passato aveva firmato un memorabile doppio successo. Anche il campione del mondo Jorge Martín, al rientro dopo soli cinque GP disputati contro i dieci dei rivali, non brilla: <strong>21º a 1”371</strong>. Segnali incoraggianti invece da Aprilia, con <strong>Bezzecchi ottavo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento è per le Libere 2, dove si capirà se Acosta riuscirà a confermare la sorprendente competitività o se i fratelli Márquez decideranno di scoprire tutte le carte.</p>
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		<title>MotoGP, Jack Miller punta a Barcellona: “Pronto a reagire alla grande”</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/04/motogp-jack-miller-punta-a-barcellona-pronto-a-reagire-alla-grande/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-jack-miller-punta-a-barcellona-pronto-a-reagire-alla-grande</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 05:44:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[GP Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Miller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jack Miller arriva al Gran Premio di Catalogna deciso a invertire la rotta dopo quattro gare senza punti. L’australiano del team Pramac, in attesa di conferma ufficiale per il 2026 ma con il futuro che appare solido, conta sui dati raccolti nel test privato di giugno a Montmeló per ritrovare competitività. Barcellona, pista favorevole ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.giornalemotori.com/blog/tag/jack-miller/" data-type="post_tag" data-id="591">Jack Miller</a> arriva al Gran Premio di Catalogna deciso a invertire la rotta dopo quattro gare senza punti. L’australiano del team Pramac, in attesa di conferma ufficiale per il 2026 ma con il futuro che appare solido, conta sui dati raccolti nel <strong>test privato di giugno a Montmeló</strong> per ritrovare competitività.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Barcellona, pista favorevole ma insidiosa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Circuit de Barcelona-Catalunya offre un layout scorrevole, opposto alle piste “stop-and-go” di Red Bull Ring e Balaton Park, teatro delle ultime delusioni. Tuttavia, l’aderenza storicamente bassa del tracciato resta un’incognita per la <strong>Yamaha M1</strong>, che qui ha spesso mostrato il suo tallone d’Achille.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller ha comunque un buon passato in Catalogna: <strong>podio nel 2021 con Ducati</strong> e altre tre top-5.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Montmeló è un circuito che adoro, ho avuto bei duelli e buoni risultati – ha spiegato Miller –. L’Ungheria è stata dura da digerire, ma sono carico per reagire. Il test di giugno ci ha dato dati solidi, sono pronto a rimboccarmi le maniche e regalare spettacolo ai tifosi.”</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Oliveira fiducioso dopo l’Ungheria</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il compagno <strong>Miguel Oliveira</strong> arriva con morale alto dopo il 12° posto di Balaton, miglior risultato stagionale con Yamaha:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Sono motivato per Barcellona, anche se so che il weekend sarà impegnativo. Il test di due mesi fa ci aiuta, daremo tutto.”</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">L’ottimismo del team</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il team manager <strong>Gino Borsoi</strong> sottolinea il buon feeling della squadra:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Il test a giugno è stato positivo. Montmeló si adatta meglio sia alla M1 sia ai nostri piloti rispetto alle piste recenti. Con l’esperienza di Jack e Miguel qui, possiamo puntare a un weekend competitivo.”</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">La situazione in classifica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Miller è <strong>17° nel mondiale</strong>, Oliveira <strong>23°</strong>, mentre tra i due si trova il factory rider <strong>Alex Rins (19°)</strong>. <strong>Fabio Quartararo</strong> guida il plotone Yamaha in <strong>10ª posizione</strong> iridata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il weekend catalano sarà dunque cruciale per rilanciare la stagione del team Pramac e dell’intero progetto Yamaha in MotoGP.</p>
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		<title>MotoGP, Fabio Quartararo cerca il riscatto a Barcellona: “E&#8217; una delle mie piste preferite”</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/04/motogp-fabio-quartararo-cerca-il-riscatto-a-barcellona-e-una-delle-mie-piste-preferite/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-fabio-quartararo-cerca-il-riscatto-a-barcellona-e-una-delle-mie-piste-preferite</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 05:40:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Quartararo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fabio Quartararo arriva al Gran Premio di Catalogna con la voglia di invertire la rotta dopo un’estate complicata. Il francese della Yamaha, che prima della pausa aveva inanellato una serie di piazzamenti in top-6 culminati con il podio Sprint al Sachsenring, nelle ultime quattro gare non è andato oltre il decimo posto. Un tracciato più [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Fabio Quartararo arriva al Gran Premio di Catalogna con la voglia di invertire la rotta dopo un’estate complicata. Il francese della Yamaha, che prima della pausa aveva inanellato una serie di piazzamenti in top-6 culminati con il podio Sprint al Sachsenring, nelle ultime quattro gare non è andato oltre il decimo posto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un tracciato più favorevole alla M1</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I recenti round in <a href="https://www.giornalemotori.com/blog/tag/austria/" data-type="post_tag" data-id="1011">Austria </a>e Ungheria, su circuiti “stop-and-go” poco adatti al carattere della M1, hanno messo a nudo le debolezze della Yamaha. Il Circuit de Barcelona-Catalunya offre invece curve veloci e un layout più scorrevole, storicamente più adatto allo stile di Quartararo, già vincitore qui nel 2020 e nel 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Montmeló è una delle mie piste preferite – ha spiegato El Diablo – ma non arriviamo con il momento che speravamo. Sono curioso di vedere se il grip sarà migliore quest’anno. Puntiamo alla top-10 già dal venerdì, poi vedremo passo dopo passo.”</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nodo dell’aderenza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio l’aderenza, tradizionalmente scarsa sul tracciato catalano, è il principale punto interrogativo per Yamaha. Il team manager Massimo Meregalli lo conferma:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Il grip qui non è mai stato altissimo. Negli ultimi anni abbiamo avuto risultati alterni: bene al mattino, più difficoltà con le temperature elevate. Faremo del nostro meglio per prepararci e non dare nulla per scontato.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La squadra dispone anche dei dati raccolti nei test privati svolti a inizio anno, che potrebbero agevolare il lavoro di messa a punto nelle prime sessioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Uno sguardo al futuro</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quartararo, attualmente decimo in classifica mondiale con otto round ancora da disputare, proverà a rilanciare la propria stagione proprio a Montmeló, prima di testare per la prima volta la <strong>nuova Yamaha V4</strong> nel test ufficiale di Misano il 15 settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con un tracciato teoricamente più adatto e la motivazione di riscattare le ultime uscite, il Gran Premio di Catalogna rappresenta un passaggio chiave per ritrovare fiducia e punti pesanti in campionato.</p>
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		<title>Marquez verso la 14° vittoria consecutiva, Ducati verso il titolo costruttori.</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/03/marquez-verso-la-14-vittoria-consecutiva-ducati-verso-il-titolo-costruttori/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=marquez-verso-la-14-vittoria-consecutiva-ducati-verso-il-titolo-costruttori</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 18:59:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez, sulle ali di una striscia di 14 vittorie consecutive, si avvicina sempre più al sogno del settimo titolo mondiale MotoGP. Se il campione Ducati Lenovo non potrà conquistare il titolo piloti questo weekend a Barcellona, la sua supremazia in stagione permette alla Ducati di chiudere matematicamente il campionato costruttori 2025. L’officina italiana, sconfitta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.giornalemotori.com/blog/tag/marc-marquez/" data-type="post_tag" data-id="242">Marc Marquez</a>, sulle ali di una <strong>striscia di 14 vittorie consecutive</strong>, si avvicina sempre più al sogno del <strong>settimo titolo mondiale MotoGP</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il campione Ducati Lenovo non potrà conquistare il titolo piloti questo weekend a <strong>Barcellona</strong>, la sua supremazia in stagione permette alla <strong>Ducati di chiudere matematicamente il campionato costruttori 2025</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’officina italiana, sconfitta solo due volte quest’anno – a <strong>Le Mans</strong> e <strong>Silverstone</strong> – vanta un vantaggio di <strong>276 punti su Aprilia</strong>. Per assicurarsi il sesto titolo costruttori consecutivo, Ducati dovrà lasciare Barcellona con almeno <strong>259 punti di margine</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gran parte dei punti della Ducati provengono dalle gare vinte da Marquez. Le uniche eccezioni sono state il GP degli <strong>Stati Uniti</strong> e quello di <strong>Jerez</strong>, dove il #93 è caduto, e lo <strong>Sprint di Silverstone</strong>, vinto dal fratello Alex Marquez per Gresini.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Barcellona: una pista insidiosa per Marquez</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Storicamente, il circuito catalano non è stato tra i favoriti del campione spagnolo, che qui ha collezionato solo due vittorie in classe regina, nel 2014 e nel 2019. Tuttavia, dopo aver dominato altre piste “ostiche” come <strong>Qatar, Assen e Austria</strong>, pochi scommetterebbero contro la sua striscia di successi anche in questo fine settimana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non è una delle mie piste migliori, almeno sulla carta, nemmeno per i risultati,” ha ammesso Marquez. “In ogni caso è la mia gara di casa e l’atmosfera dei tifosi è sempre unica e speciale. Dalle prove libere di venerdì cercheremo di capire i reali valori in pista. Rimaniamo concentrati e punteremo a portare a casa più punti possibili, considerando che questa pista valorizza davvero le capacità di guida e tecniche dei nostri avversari.”</p>



<h3 class="wp-block-heading">La corsa verso il titolo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Marquez arriva a Barcellona con un vantaggio di <strong>175 punti su Alex</strong> nella classifica piloti. Per avere una possibilità matematica di conquistare il titolo già al <strong>GP di Misano</strong>, dovrà aumentare il margine a <strong>almeno 185 punti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ducati Lenovo è anche in corsa per il titolo a squadre, dove contano i punti di entrambi i piloti: qui la scuderia italiana guida con un vantaggio di <strong>277 punti su Gresini</strong>, confermando una stagione dominata sotto ogni punto di vista.</p>
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		<title>Bagnaia ritrova fiducia dopo Balaton: “Abbiamo cambiato tanto, ora buone sensazioni”</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/03/bagnaia-ritrova-fiducia-dopo-balaton-abbiamo-cambiato-tanto-ora-buone-sensazioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bagnaia-ritrova-fiducia-dopo-balaton-abbiamo-cambiato-tanto-ora-buone-sensazioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 18:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Bagnaia ha chiuso il Gran Premio d’Ungheria a Balaton Park con un distacco di 14,8 secondi dal compagno di squadra vincente Marc Marquez, ma il fine settimana ha comunque rappresentato una svolta importante per il campione Ducati. Dopo settimane complicate, infatti, un radicale cambio di set-up sulla sua GP25 gli ha permesso di ritrovare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Francesco Bagnaia ha chiuso il Gran Premio d’Ungheria a <strong>Balaton Park</strong> con un distacco di 14,8 secondi dal compagno di squadra vincente Marc Marquez, ma il fine settimana ha comunque rappresentato una svolta importante per il campione Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo settimane complicate, infatti, un <strong>radicale cambio di set-up</strong> sulla sua GP25 gli ha permesso di ritrovare sensazioni positive in sella:<br>“È difficile da spiegare, ma abbiamo modificato di centimetri. Quindi tantissimo. Ho iniziato a sentirmi meglio in frenata e in ingresso curva,” ha spiegato Bagnaia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le difficoltà e i segnali incoraggianti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il weekend ungherese era iniziato con nuove preoccupazioni: le telecamere avevano infatti mostrato la ruota posteriore della Ducati di Bagnaia sollevarsi in fase di staccata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Dai dati è tutto molto chiaro, e se lo si vede già in televisione immaginate cosa rileviamo noi,” ha detto il pilota torinese. “Stiamo cercando una soluzione insieme, anche se è complicato perché altri piloti, come Marc, non hanno i miei stessi problemi.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le caratteristiche dei due ultimi circuiti, più “stop-and-go”, hanno messo ulteriormente in luce le difficoltà di Bagnaia, che però guarda con fiducia al prossimo appuntamento di <strong>Barcellona</strong>, tracciato più scorrevole e a lui favorevole. Non a caso, proprio al Montmeló lo scorso novembre aveva chiuso la stagione con un dominio fatto di pole, Sprint e vittoria in gara.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bagnaia: “Ripartiamo da qui”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Guardando solo la classifica, Balaton è stato uno dei weekend più difficili dell’anno,” ha ammesso Pecco. “Dopo le qualifiche abbiamo deciso di intervenire pesantemente sulla moto e la domenica ho ritrovato un buon feeling. Vogliamo continuare su questa strada, confermando le stesse sensazioni anche qui.”</p>



<h3 class="wp-block-heading">Classifica e pressione da Bezzecchi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Bagnaia resta <strong>terzo in campionato</strong>, a 52 punti dal leader Alex Marquez, ma ora sente il fiato sul collo di Marco Bezzecchi. Il pilota Aprilia ha infatti ridotto il gap a 31 punti, entrando di fatto nella lotta diretta con il campione Ducati.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP Barcellona: Michelin introduce la nuova gomma anteriore hard</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/03/motogp-barcellona-michelin-introduce-la-nuova-gomma-anteriore-hard/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-barcellona-michelin-introduce-la-nuova-gomma-anteriore-hard</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 10:27:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[GP Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Michelin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gran Premio di Catalogna si preannuncia come una sfida complessa per piloti e team, con Michelin pronta a introdurre una novità nella fornitura di pneumatici. Dopo Austria e Ungheria, anche a Barcellona sarà disponibile la nuova gomma anteriore hard, caratterizzata da una carcassa più rigida e robusta. Secondo la casa francese, questa soluzione dovrebbe [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Premio di Catalogna si preannuncia come una sfida complessa per piloti e team, con <a href="https://www.giornalemotori.com/blog/tag/michelin/" data-type="post_tag" data-id="97">Michelin </a>pronta a introdurre una novità nella fornitura di pneumatici. Dopo Austria e Ungheria, anche a Barcellona sarà disponibile la nuova gomma anteriore hard, caratterizzata da una carcassa più rigida e robusta. Secondo la casa francese, questa soluzione dovrebbe garantire maggiore stabilità e sostegno in frenata, mantenendo però livelli di aderenza simili a quelli di una media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finora, l’unico a testarla in gara è stato Alex Rins, pilota Monster Yamaha, al Red Bull Ring.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il GP di Catalogna rappresenta sempre una prova particolare», ha sottolineato Piero Taramasso, responsabile del programma competizioni due ruote di Michelin. «Il tracciato è completo: lunghi rettilinei, curve lente e veloci, cambi di pendenza e persino una curva sopraelevata. Ma la caratteristica che lo distingue è il grip molto basso. Lo slittamento del posteriore è notevole e, se le gomme slittano troppo, la temperatura superficiale aumenta, riducendo ulteriormente l’aderenza e accelerando l’usura».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra variabile sarà la data del GP. Se nel 2024 si corse in maggio, quest’anno la gara è fissata a settembre e sono attese temperature più elevate, con effetti diretti sulla gestione delle gomme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L’anno scorso le nostre coperture hanno funzionato perfettamente e le squadre hanno trovato un buon bilanciamento», ha aggiunto Taramasso. «Quest’anno invece dovranno fare i conti con condizioni più calde. A differenza del Balaton Park, dove l’aderenza è elevata, qui servirà un grande lavoro su assetto, elettronica e gestione della potenza».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante le difficoltà attese, Michelin si dice fiduciosa: «La fornitura 2025, con la nuova anteriore hard, è ancora più adatta alle esigenze di Montmeló. Siamo certi che permetterà ai piloti di esprimere al massimo il loro potenziale, anche se il controllo del grip e dello slittamento resteranno decisivi per l’intero weekend».</p>
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		<item>
		<title>MotoGP, Stoner difende Bagnaia: “Con Gabarrini troverà la strada giusta”</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/03/motogp-stoner-difende-bagnaia-con-gabarrini-trovera-la-strada-giusta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-stoner-difende-bagnaia-con-gabarrini-trovera-la-strada-giusta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 05:41:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[Stoner]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione 2025 di Francesco “Pecco” Bagnaia continua a rivelarsi la più complicata da quando corre con la Ducati ufficiale. Dopo 14 gare, il torinese ha raccolto appena una vittoria e si trova a 227 punti di distacco dal compagno di squadra Marc Márquez, leader iridato. Il punto più basso è arrivato nel recente Gran [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La stagione 2025 di Francesco “Pecco” Bagnaia continua a rivelarsi la più complicata da quando corre con la Ducati ufficiale. Dopo 14 gare, il torinese ha raccolto appena una vittoria e si trova a 227 punti di distacco dal compagno di squadra Marc Márquez, leader iridato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto più basso è arrivato nel recente Gran Premio d’Ungheria, dove <a href="https://www.giornalemotori.com/blog/tag/bagnaia/" data-type="post_tag" data-id="1224">Bagnaia </a>ha faticato per tutto il weekend e non è andato oltre il nono posto nella gara domenicale. Alcuni cambiamenti radicali al set-up gli hanno comunque restituito un minimo di fiducia, soprattutto sul fronte anteriore della GP25, rimasto finora il suo tallone d’Achille.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le parole di Casey Stoner</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A credere nella rinascita di Bagnaia è Casey Stoner, due volte campione del mondo e profondo conoscitore dell’ambiente Ducati. Intervistato durante il weekend del Gran Premio d’Austria, l’australiano ha spiegato come il pilota torinese possa contare sull’esperienza del suo storico capo tecnico Cristian Gabarrini, con cui lui stesso aveva lavorato ai tempi dei suoi successi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È difficile capire esattamente quali siano i problemi,” ha dichiarato Stoner al sito ufficiale della MotoGP. “Ma non è la prima volta che vediamo Pecco faticare nella prima parte di una stagione e poi ritrovare la forma e quello di cui ha bisogno. È un pilota molto metodico e con Gabarrini forma una coppia solida: insieme troveranno la soluzione.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Stoner, la presenza di Marc Márquez nello stesso box sarà in prospettiva un valore aggiunto: “Avere un compagno come Marc ti spinge sempre a migliorare. È una stagione dura per lui, ma si impara di più nei momenti difficili che in quelli vincenti. Quello che porterà a casa da quest’anno potrà renderlo molto più forte in futuro.”</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fiducia per la seconda parte di stagione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il campione australiano non esclude un’inversione di tendenza già nelle ultime gare del 2025: “Se Pecco riuscirà a ritrovare il feeling con l’anteriore, la situazione potrà cambiare molto rapidamente.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Bagnaia, dunque, la strada verso il riscatto passa dal lavoro di squadra con Gabarrini e dalla capacità di trasformare un’annata complicata in un trampolino di crescita per il futuro.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP, ufficiale: Franco Morbidelli rinnova con VR46 Ducati per il 2026</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/09/02/motogp-ufficiale-franco-morbidelli-rinnova-con-vr46-ducati-per-il-2026/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-ufficiale-franco-morbidelli-rinnova-con-vr46-ducati-per-il-2026</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 10:24:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Morbidelli]]></category>
		<category><![CDATA[vr46]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornalemotori.com/?p=161529</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il team VR46 Ducati di Valentino Rossi ha ufficializzato il rinnovo di Franco Morbidelli per la stagione 2026, completando così la propria formazione per il prossimo campionato. Il tre volte vincitore di un gran premio e vicecampione del mondo 2020 aveva raggiunto la squadra di Rossi quest’anno, alla guida di una Desmosedici con specifiche 2024, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2025/09/02/motogp-ufficiale-franco-morbidelli-rinnova-con-vr46-ducati-per-il-2026/">MotoGP, ufficiale: Franco Morbidelli rinnova con VR46 Ducati per il 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il team VR46 Ducati di Valentino Rossi ha ufficializzato il rinnovo di <strong><a href="https://www.giornalemotori.com/blog/2024/02/06/franco-morbidelli-saltera-i-test-di-sepang-e-qatar/" data-type="post" data-id="134961">Franco Morbidelli</a></strong> per la stagione <strong>2026</strong>, completando così la propria formazione per il prossimo campionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tre volte vincitore di un gran premio e vicecampione del mondo 2020 aveva raggiunto la squadra di Rossi quest’anno, alla guida di una Desmosedici con specifiche 2024, dopo l’esperienza con Pramac. La nuova avventura ha già portato frutti: il pilota romano ha conquistato due podi in gara (Argentina e Qatar) e due nelle Sprint (Qatar e Ungheria).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo 14 round della stagione 2025, Morbidelli occupa la <strong>sesta posizione in classifica generale</strong>, con sette punti di vantaggio sul compagno di squadra Fabio Di Giannantonio, che dispone invece della moto ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conferma del pilota italiano era nell’aria da settimane, ma la sua sella era stata oggetto di indiscrezioni che avevano accostato <strong>Pedro Acosta</strong> al team satellite Ducati, soprattutto nei momenti di maggiore tensione tra il talento spagnolo e KTM.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver stuzzicato i tifosi con un teaser nella mattinata di martedì, il team VR46 ha ufficializzato l’atteso rinnovo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Griglia 2026: solo due posti liberi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con Morbidelli blindato in VR46 e l’annuncio di <strong>Honda</strong> sul rinnovo di <strong>Luca Marini</strong> e <strong>Johann Zarco</strong>, rimangono soltanto due posti ancora vacanti sulla griglia 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Honda si prepara infatti a promuovere <strong>Diogo Moreira</strong> dalla Moto2 al team <strong>LCR</strong>, al posto di uno spento <strong>Somkiat Chantra</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte <strong>Pramac Yamaha</strong>, invece, tutto lascia pensare a un ritorno di <strong>Jack Miller</strong>, che affiancherebbe <strong>Toprak Razgatlioglu</strong> nella prossima stagione. La casa di Iwata aveva corteggiato lo stesso Moreira e valutato anche il talento Moto2 <strong>Manuel Gonzalez</strong>, ma la scelta sembra ormai indirizzata verso l’australiano.</p>
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		<title>MotoGP: Marini confermato in Honda, Moreira debutta con LCR</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/08/29/motogp-marini-confermato-in-honda-moreira-debutta-con-lcr/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-marini-confermato-in-honda-moreira-debutta-con-lcr</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 06:04:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Diogo Moreira]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[HRC]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Marini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Honda sembra aver definito la sua line-up MotoGP per il 2026. Luca Marini continuerà al fianco del team ufficiale HRC, mentre il giovane talento di Moto2 Diogo Moreira farà il suo ingresso nel team LCR accanto a Johann Zarco. Il 21enne brasiliano, attualmente in lotta per il titolo Moto2 nella sua seconda stagione nella classe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Honda sembra aver definito la sua line-up MotoGP per il 2026. <a href="https://www.giornalemotori.com/2025/02/08/luca-marini-honda-e-ancora-lontana-dalla-vetta/" data-type="post" data-id="148767">Luca Marini</a> continuerà al fianco del team ufficiale HRC, mentre il giovane talento di Moto2 Diogo Moreira farà il suo ingresso nel team LCR accanto a Johann Zarco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 21enne brasiliano, attualmente in lotta per il titolo Moto2 nella sua seconda stagione nella classe intermedia, ha scelto Honda preferendola alla concorrenza della Yamaha. Intervistato durante il weekend di Balaton Park, Marini ha commentato:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Penso che sia un pilota molto bravo, è una grande opportunità per lui. Sono sicuro che sarà veloce e forte; la nostra moto è facile da imparare all’inizio e ha un ottimo potenziale. Il prossimo anno avrà un pacchetto competitivo rispetto agli anni precedenti.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Moreira prenderà il posto del rookie infortunato Somkiat Chantra, che potrebbe approdare al WorldSBK nella prossima stagione. Nel frattempo, Johann Zarco ha interrotto il digiuno di vittorie della Honda in MotoGP con una vittoria emozionante a Le Mans e, con la conquista della Suzuka 8 Hours, conferma il suo ruolo di pilota di punta della Casa giapponese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta da vedere la durata dei nuovi contratti Honda. Si pensa che la promessa di un accordo pluriennale con possibilità di sedile ufficiale abbia convinto Moreira. Se Marini firmerà un contratto biennale con HRC, <a href="https://www.giornalemotori.com/2025/06/21/https-mugellocircuit-com-it-2/" data-type="post" data-id="155939">Moreira </a>potrebbe affiancarlo nel 2027 a spese dell’attuale compagno Joan Mir. In caso di estensione annuale, il secondo sedile HRC rimarrebbe aperto, lasciando spazio a diverse opzioni: un rinnovo per Marini o Mir, l’arrivo di Zarco o l’ingaggio di una stella esterna come Jorge Martin.</p>
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		<title>MotoGP, Dall’Igna: “Con il nuovo set-up Bagnaia ha ritrovato le sensazioni giuste”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 20:28:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[Dall'Igna]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Weekend difficile ma con un segnale di svolta per Pecco Bagnaia al Gran Premio d’Ungheria. Il pilota italiano ha faticato per tutto il fine settimana sul tracciato di Balaton Park, pagando ancora una volta le difficoltà con l’anteriore della Ducati GP25. Per la prima volta in stagione è stato eliminato già in Q1, chiudendo 13° [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Weekend difficile ma con un segnale di svolta per <strong>Pecco Bagnaia</strong> al Gran Premio d’Ungheria. Il pilota italiano ha faticato per tutto il fine settimana sul tracciato di <strong>Balaton Park</strong>, pagando ancora una volta le difficoltà con l’anteriore della <strong>Ducati GP25</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la prima volta in stagione è stato eliminato già in <strong>Q1</strong>, chiudendo 13° nella Sprint e rimontando fino al nono posto nella gara di domenica. Risultati lontani dalle aspettative, ma accompagnati da un passo in avanti fondamentale: le <strong>profondi modifiche di set-up</strong> introdotte dalla squadra dopo le qualifiche hanno infatti restituito a Bagnaia sensazioni che gli erano mancate dall’inizio del campionato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dall’Igna: “Conta la fiducia, non il risultato”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A confermarlo è stato il direttore generale Ducati <strong>Gigi Dall’Igna</strong>, che nel suo debrief post-gara ha sottolineato come il vero aspetto positivo del weekend non sia stata la posizione al traguardo, ma la nuova confidenza ritrovata dal pilota piemontese.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“È stato un weekend complicato per Pecco, dalle prove fino alla gara – ha spiegato Dall’Igna – ma c’è una nota positiva ed è molto importante: le sensazioni provate in gara con i cambiamenti di set-up fatti dopo le qualifiche.<br>Oggi non conta tanto il risultato, quanto il feeling che ha ritrovato sulla moto. I risultati arriveranno quando avrà recuperato completamente fiducia e potrà tornare a fare cose che dovrebbero essere normali, ma che la configurazione precedente non gli permetteva. Il prossimo appuntamento sarà fondamentale per confermare la strada intrapresa. Noi crediamo in Pecco, e lui lo sa.”</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Dopo le tensioni, un segnale distensivo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il passo avanti tecnico arriva dopo giorni di tensione: in Austria Bagnaia aveva ammesso di stare “perdendo la pazienza” con la Ducati, salvo poi ridimensionare le proprie parole in Ungheria. Il feeling ritrovato al Balaton Park sembra aver riportato serenità all’interno del box, con la consapevolezza che il nuovo assetto possa essere la chiave per tornare protagonista nelle prossime gare.</p>
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		<title>MotoGP Balaton Park: Espargaro batte Bagnaia all’ultimo giro, KTM protagonista</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/08/27/motogp-balaton-park-espargaro-batte-bagnaia-allultimo-giro-ktm-protagonista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-balaton-park-espargaro-batte-bagnaia-allultimo-giro-ktm-protagonista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 05:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Balaton Park]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
		<category><![CDATA[Pol Espargaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pol Espargaro ha chiuso con il sorriso la sua seconda gara da sostituto in MotoGP con il team Tech3 KTM, conquistando l’ottava posizione al Balaton Park dopo un emozionante duello all’ultimo giro con Francesco Bagnaia. Già competitivo nel round di Brno, dove aveva terminato nono, il collaudatore spagnolo si è confermato in forma per tutto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pol Espargaro</strong> ha chiuso con il sorriso la sua seconda gara da sostituto in MotoGP con il team <strong>Tech3 KTM</strong>, conquistando l’ottava posizione al <strong>Balaton Park</strong> dopo un emozionante duello all’ultimo giro con <strong>Francesco Bagnaia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Già competitivo nel round di Brno, dove aveva terminato nono, il collaudatore spagnolo si è confermato in forma per tutto il weekend ungherese. Sabato aveva conquistato un brillante decimo posto nella Sprint, risultando il miglior pilota KTM dopo le cadute di <strong>Pedro Acosta</strong> ed <strong>Enea Bastianini</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In gara domenica, Espargaro ha seguito da vicino il factory rider <strong>Brad Binder</strong> per gran parte della corsa, approfittando delle difficoltà altrui per scalare posizioni. Le KTM hanno poi sopravanzato Bagnaia quando il campione Ducati ha dovuto scontare un <strong>long lap penalty</strong> a metà distanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il finale è stato al cardiopalma: Bagnaia aveva ripreso l’ottava piazza all’ultima tornata, ma un errore in frenata gli ha permesso di essere superato nuovamente da Espargaro.<br>“Stava frenando molto tardi e mi ha passato alla prima curva – ha raccontato lo spagnolo – ma penso abbia esagerato. È andato largo e io ho potuto rientrare all’interno.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pur soddisfatto del risultato, Espargaro ha riconosciuto che il rivale non sta vivendo il suo miglior momento:<br>“Non è normale vedere Pecco lottare con me, non è la sua posizione. Ma presto tornerà davanti e sarà di nuovo protagonista.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per KTM è stata una domenica positiva, con <strong>Pedro Acosta secondo dietro Marc Marquez</strong> e tre RC16 complessivamente in top 8.<br>“È stato un weekend solido per noi – ha aggiunto Espargaro – il lavoro del test team sta dando risultati e i piloti ufficiali hanno trovato la fiducia per esprimersi al meglio.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spagnolo ha poi rivolto un pensiero a <strong>Maverick Viñales</strong>, ancora ai box dopo l’infortunio alla spalla al Sachsenring: “Spero torni presto, magari già a Barcellona.”</p>
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		<title>Fabio Quartararo pronto alla nuova Yamaha V4: “Se sono entro mezzo secondo dall’M1 sarà ok”</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/08/26/fabio-quartararo-pronto-alla-nuova-yamaha-v4-se-sono-entro-mezzo-secondo-dallm1-sara-ok/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fabio-quartararo-pronto-alla-nuova-yamaha-v4-se-sono-entro-mezzo-secondo-dallm1-sara-ok</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 10:48:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Quartararo]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha V4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fabio Quartararo sembra pronto a dare il via alla nuova era Yamaha. Il campione francese ha dichiarato che il prototipo V4 della casa giapponese sarà pronto a sostituire l’attuale M1 se riuscirà a girare entro mezzo secondo dai suoi tempi sul giro durante il test di Misano, previsto il prossimo mese. Nonostante i test privati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Fabio Quartararo sembra pronto a dare il via alla nuova era Yamaha. Il campione francese ha dichiarato che il prototipo V4 della casa giapponese sarà pronto a sostituire l’attuale M1 se riuscirà a girare entro mezzo secondo dai suoi tempi sul giro durante il test di <a href="https://www.giornalemotori.com/tag/misano/" data-type="post_tag" data-id="167">Misano</a>, previsto il prossimo mese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i test privati della V4 non abbiano ancora fornito tempi ufficiali, Yamaha sottolinea che la nuova moto dovrà essere “almeno allo stesso livello” della collaudata Inline4 per poter debuttare nel 2026. Mentre l’attuale M1 è l’ultima evoluzione di una moto vincente di più titoli dal 2002, la V4 è ancora agli inizi del suo sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Se provo la moto e sono a meno di mezzo secondo dal mio tempo, sarà un buon passo,” ha spiegato Quartararo durante il weekend di MotoGP in Ungheria. “Sarà la prima volta che la uso.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il test di Misano si terrà subito dopo il GP di San Marino. È stato confermato che il collaudatore Yamaha Augusto Fernandez darà alla V4 il suo debutto pubblico in gara come wild-card. Prima dell’annuncio, Quartararo non ha escluso di poter guidare lui stesso la V4 in competizione già quest’anno, grazie allo status di concessione D della Yamaha.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Dipende da quanto sarà buona la nostra moto, ma abbiamo bisogno di un cambiamento e sarà utile vedere come va,” ha aggiunto il francese. Quartararo ha ammesso di essere sorpreso di non aver ancora provato la V4, ipotizzando un possibile ritardo nei test: “La mia sensazione era che dovevamo provarla prima, ma non sono io a decidere.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla frenata, Quartararo punta soprattutto sulle prestazioni del motore. “Per me è una delle cose più importanti. Oggi in MotoGP è difficile sorpassare: se non hai il motore per preparare un sorpasso, non ci riesci. Anche se la moto è veloce, ho bisogno di una moto che combatta in gara. Senza la massima potenza, non sarà una moto da combattimento.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">La potenza massima della V4 è ancora sconosciuta. Fernandez aveva spiegato che gli ingegneri Yamaha stanno limitando l’erogazione del motore: “Non ci danno ancora tutta la potenza.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finora, Quartararo ha portato la M1 Inline a quattro pole position e un podio nella stagione in corso, occupando il decimo posto nel mondiale. La Yamaha V4 1000cc sarà in pista solo per il 2026, prima di una versione aggiornata da 850cc prevista per il 2027.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP, Luca Marini pronto al ritorno: test privato a Brno dopo l&#8217;infortunio a Suzuka</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/07/01/motogp-luca-marini-pronto-al-ritorno-test-privato-a-brno-dopo-linfortunio-a-suzuka/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-luca-marini-pronto-al-ritorno-test-privato-a-brno-dopo-linfortunio-a-suzuka</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 10:42:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[Brno]]></category>
		<category><![CDATA[calendario MotoGP 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[infortunio Marini]]></category>
		<category><![CDATA[Jorge Martin]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Marini]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Piloti MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Sachsenring]]></category>
		<category><![CDATA[test privato MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luca Marini si prepara a tornare in sella a una MotoGP dopo il brutto infortunio subito lo scorso maggio durante un test Superbike a Suzuka. Il pilota italiano della Honda prenderà parte a un test privato sul circuito di Brno per valutare la propria condizione fisica in vista del Gran Premio di Germania al Sachsenring, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Luca Marini si prepara a tornare in sella a una MotoGP dopo il brutto infortunio subito lo scorso maggio durante un test Superbike a Suzuka. Il pilota italiano della Honda prenderà parte a un test privato sul circuito di Brno per valutare la propria condizione fisica in vista del Gran Premio di Germania al Sachsenring, in programma dall’11 al 13 luglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marini era stato costretto a uno stop forzato dopo aver riportato una serie di gravi lesioni: lussazione dell’anca, frattura dello sterno, della clavicola e collasso polmonare. Infortuni che lo hanno tenuto lontano dalle gare per tre round consecutivi: Aragon, Mugello e Assen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, però, il rientro sembra più vicino. «La Honda ha in programma un test a Brno dopo Assen, potrebbe essere una buona occasione per capire a che punto sono… l’obiettivo è essere all’80% per il Sachsenring», ha dichiarato Marini nel paddock del Mugello, dove ha fatto un’apparizione pubblica nonostante l’assenza dalla griglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il test di martedì, a cui parteciperanno anche Yamaha e Honda, avrà inoltre una doppia valenza: oltre a verificare la forma di Marini, servirà a raccogliere dati in vista del possibile ritorno del circuito di Brno nel calendario MotoGP, previsto per il fine settimana successivo alla tappa tedesca. Lo storico tracciato ceco è infatti assente dal Motomondiale dal 2020, ma potrebbe presto rientrare a pieno titolo nel calendario ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista sportivo, Marini ha ottenuto finora 38 punti in questa stagione, con un miglior piazzamento all’ottavo posto, ben al di sopra dei 14 punti totalizzati lo scorso anno nel suo difficile esordio in Honda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, il mercato piloti si agita. Il campione del mondo in carica, Jorge Martin – attualmente fermo per infortunio – ha dichiarato di essere “libero” per il 2026 e, secondo indiscrezioni, starebbe puntando proprio al posto di Marini nel team Honda ufficiale, al fianco di Joan Mir. Tuttavia, Aprilia sostiene che il contratto di Martin non può essere sciolto unilateralmente. A fare chiarezza ci ha pensato Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna, spiegando che il pilota potrà lasciare Aprilia in anticipo solo in caso di accordo tra le parti o con l’intervento di un tribunale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il futuro di Marini e Martin, dunque, resta tutto da scrivere, ma intanto l’attenzione è rivolta al test di Brno: una prova decisiva per il rientro del pilota italiano e, forse, anche per il futuro prossimo della MotoGP.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP Mugello: Ducati celebra il Rinascimento con una livrea speciale per Marquez e Bagnaia</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/06/18/motogp-mugello-ducati-celebra-il-rinascimento-con-una-livrea-speciale-per-marquez-e-bagnaia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-mugello-ducati-celebra-il-rinascimento-con-una-livrea-speciale-per-marquez-e-bagnaia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 18:05:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[design moto]]></category>
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		<category><![CDATA[Ducati Lenovo Team]]></category>
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		<category><![CDATA[storia italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gran Premio d’Italia al Mugello, in programma questo fine settimana, vedrà Ducati Lenovo Team scendere in pista con una livrea speciale ispirata al Rinascimento italiano. Saranno Francesco Bagnaia e Marc Marquez a sfoggiare il nuovo design sulle loro Desmosedici GP, in un omaggio alla tradizione artistica e culturale della Toscana. L&#8217;annuncio è arrivato tramite [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Premio d’Italia al Mugello, in programma questo fine settimana, vedrà Ducati Lenovo Team scendere in pista con una livrea speciale ispirata al Rinascimento italiano. Saranno Francesco Bagnaia e Marc Marquez a sfoggiare il nuovo design sulle loro Desmosedici GP, in un omaggio alla tradizione artistica e culturale della Toscana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;annuncio è arrivato tramite i canali social ufficiali di Ducati, che hanno pubblicato un video teaser accompagnato dalla frase: <em>&#8220;La grandezza italiana, fatta di arte e ingegno&#8221;</em>. Il team di Borgo Panigale ha così voluto rendere tributo alla Firenze rinascimentale, culla di geni come Leonardo da Vinci e Niccolò Machiavelli, distante appena 55 km dall’Autodromo Internazionale del Mugello.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Genio rinascimentale e visione Ducati si fondono in un tributo unico. Il 22 giugno al Mugello, Marc e Pecco diventeranno cavalieri moderni in sella alla storia&#8221;</em>, recita il messaggio del team. Le immagini della livrea, ancora top secret, verranno svelate probabilmente sabato sera o domenica mattina, ma il video pubblicato lascia intuire un design ricco di dettagli e colori brillanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contesto storico e culturale sostituisce così l’omaggio sportivo dello scorso anno, quando Bagnaia, Bastianini e l’intero team si vestirono d’azzurro in onore della Nazionale italiana in vista di Europei di calcio e Olimpiadi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista sportivo, Francesco Bagnaia si presenta al Mugello da dominatore: ha vinto le ultime tre edizioni del GP d’Italia, comprese le due Sprint finora disputate sul tracciato toscano. Marc Marquez, invece, è leader del campionato con 32 punti di vantaggio sul fratello Alex, e vanta una sola vittoria al Mugello in MotoGP, ottenuta nel 2014.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida tra i fratelli Marquez, il talento di Bagnaia e la magia della nuova livrea rinascimentale promettono di rendere il weekend del Mugello ancora più spettacolare. Anche se, come suggerisce ironicamente Ducati, <em>“perfino il Rinascimento non può sfuggire all’artiglio verde della Monster”</em>.</p>
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		<title>Pirelli prepara il debutto in MotoGP: primi test a Misano il 16 settembre</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/06/18/pirelli-prepara-il-debutto-in-motogp-primi-test-a-misano-il-16-settembre/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pirelli-prepara-il-debutto-in-motogp-primi-test-a-misano-il-16-settembre</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 16:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il futuro della MotoGP è ormai alle porte e il 2026 segnerà una stagione di transizione verso una nuova era per il Motomondiale. La classe regina si prepara infatti ad affrontare cambiamenti epocali: la cilindrata delle moto verrà ridotta a 850cc e, soprattutto, dopo un decennio di collaborazione, Michelin lascerà il posto a un nuovo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il futuro della <a href="http://www.motogp.com" target="_blank" rel="noopener">MotoGP </a>è ormai alle porte e il 2026 segnerà una stagione di transizione verso una nuova era per il Motomondiale. La classe regina si prepara infatti ad affrontare cambiamenti epocali: la cilindrata delle moto verrà ridotta a 850cc e, soprattutto, dopo un decennio di collaborazione, Michelin lascerà il posto a un nuovo fornitore di pneumatici. Sarà <a href="https://www.giornalemotori.com/2023/10/10/pirelli-e-f1-il-matrimonio-continua-fino-al-2027/" data-type="post" data-id="130884">Pirelli</a>, già presente in Moto2, Moto3 e in Formula 1, a calzare l’intera griglia della massima categoria a partire dal 2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo banco di prova per la casa milanese è già fissato: si terrà il 16 settembre sul circuito di Misano, il giorno successivo ai test ufficiali post-GP di San Marino. Tutti i costruttori saranno presenti — Ducati, Honda, Yamaha, KTM e Aprilia — ma in pista ci saranno solo cinque collaudatori, uno per casa. Le squadre potranno utilizzare esclusivamente moto laboratorio, il più possibile simili a quelle che debutteranno nel 2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa fase iniziale di sviluppo, con ancora un anno e mezzo di tempo prima dell’introduzione del nuovo regolamento, i team dovranno adeguarsi a precise limitazioni: sarà necessario ridurre l’aerodinamica, eliminare i dispositivi di altezza variabile e abbassare la potenza di circa 40-50 cavalli. L’obiettivo è ricreare condizioni di gara realistiche, per permettere a Pirelli di raccogliere dati utili sui nuovi prototipi di pneumatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante il cambio radicale, una cosa resterà invariata: la misura delle ruote, che continueranno a essere da 17 pollici, per semplificare l’adattamento dei costruttori. I test di Misano, inizialmente previsti a MotorLand Aragón, sono stati spostati a causa di divergenze con i team, ma rappresentano comunque un momento cruciale nello sviluppo delle gomme del futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I piloti ufficiali dovranno invece attendere il 2026 per scendere in pista con gli pneumatici Pirelli, quando la fase di test entrerà nel vivo e si cominceranno a delineare le performance in assetto gara. Sarà l’inizio di una nuova sfida tecnica per tutto il paddock MotoGP.</p>
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		<title>Maverick Vinales spiega la nuova aerodinamica KTM e il mass damper nei test MotoGP di Aragon</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/06/09/maverick-vinales-spiega-la-nuova-aerodinamica-ktm-e-il-mass-damper-nei-test-motogp-di-aragon/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=maverick-vinales-spiega-la-nuova-aerodinamica-ktm-e-il-mass-damper-nei-test-motogp-di-aragon</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 19:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aerodinamica MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aggiornamenti tecnici MotoGP]]></category>
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		<category><![CDATA[Mass damper]]></category>
		<category><![CDATA[Maverick Vinales]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Omologazione aerodinamica]]></category>
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		<category><![CDATA[RC16]]></category>
		<category><![CDATA[Salad box]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo KTM]]></category>
		<category><![CDATA[Test MotoGP Aragon]]></category>
		<category><![CDATA[Vibrazioni moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la delusione della gara di domenica, conclusa con una caduta, Maverick Vinales ha risposto con una prestazione di alto livello nel test ufficiale MotoGP di lunedì ad Aragon. Il pilota del team Tech3 KTM ha fatto segnare il miglior tempo della giornata, scendendo sotto il record ufficiale della pista e lasciandosi alle spalle Marco [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo la delusione della gara di domenica, conclusa con una caduta, Maverick Vinales ha risposto con una prestazione di alto livello nel test ufficiale MotoGP di lunedì ad Aragon. Il pilota del team Tech3 KTM ha fatto segnare il miglior tempo della giornata, scendendo sotto il record ufficiale della pista e lasciandosi alle spalle Marco Bezzecchi e Marc Marquez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una giornata all’insegna della sperimentazione per la casa austriaca, che ha portato in pista numerose novità tecniche, tra cui nuove configurazioni aerodinamiche, aggiornamenti al motore e la versione più recente del “mass damper” alloggiato nella cosiddetta &#8220;salad box&#8221;. Tutti i cinque piloti KTM – tra cui il collaudatore Pol Espargaro – hanno avuto modo di testare differenti componenti con l’obiettivo di migliorare la competitività della RC16.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Giornata positiva, abbiamo lavorato tanto per migliorare la moto in fase di inserimento curva,”</strong> ha dichiarato Vinales. <strong>“Era importante mantenere il ritmo e continuare a fare progressi. Sono molto soddisfatto del lavoro fatto con tutta la squadra.”</strong></p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Nuova carenatura e “salad box”: il futuro della KTM passa dai dettagli</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata data alla nuova carenatura aerodinamica, già provata da Vinales. Il pilota spagnolo ha spiegato come il nuovo pacchetto aiuti la moto a girare meglio in fase di rilascio dei freni, anche se con qualche compromesso.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Facciamo fatica a girare la moto quando non siamo sul freno. Con questo nuovo pacchetto miglioriamo tanto in quella fase,”</strong> ha detto. <strong>“Ci sono anche aspetti negativi, come una minore efficacia in frenata e in inserimento a gas aperto, ma si guadagna molto nella percorrenza. Vedremo se omologarlo per il Mugello.”</strong></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Altro punto chiave della giornata è stato il test del nuovo mass damper sviluppato da KTM, ispirato a quello già in uso da Ducati. Questo dispositivo, integrato nella parte posteriore della moto, è pensato per ridurre il chatter e le vibrazioni.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>“È fondamentale farlo funzionare correttamente: quando va bene, riduce le vibrazioni e ti permette di essere più veloce,”</strong> ha spiegato Vinales. <strong>“Il problema è che con il caldo la configurazione può cambiare durante il run, causando un aumento del chatter. Ma quando funziona, è davvero utile.”</strong></p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">KTM analizza i dati in vista del Mugello</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte degli altri piloti KTM, Pedro Acosta ha chiuso la giornata con il quinto miglior tempo, mentre Brad Binder è 13°, Enea Bastianini 16° e Pol Espargaro 19°.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il direttore tecnico KTM, Sebastian Risse, ha tracciato un bilancio positivo dei test:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Ci siamo concentrati su aerodinamica e componenti del telaio. L’obiettivo era avere un quadro completo grazie al lavoro dei nostri quattro piloti, e ci siamo riusciti. Abbiamo trovato alcuni elementi promettenti. Ora analizzeremo i dati per capire come integrare tutto nel modo più efficace e rapido possibile.”</strong></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">KTM guarda ora al prossimo appuntamento del calendario: il Gran Premio d’Italia al Mugello, in programma dal 20 al 22 giugno, su una pista dove la casa di Mattighofen detiene tuttora il record assoluto di velocità in MotoGP.</p>
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		<title>Test Motogp Aragon: Vinales vola e firma il miglior tempo. Debutto positivo per Gonzalez</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/06/09/test-motogp-aragon-vinales-vola-e-firma-il-miglior-tempo-debutto-positivo-per-gonzalez/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=test-motogp-aragon-vinales-vola-e-firma-il-miglior-tempo-debutto-positivo-per-gonzalez</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 16:38:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Test Aragon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il Gran Premio di domenica, il circuito del MotorLand Aragón ha ospitato il secondo test ufficiale in-season del Mondiale MotoGP 2025. Un’occasione preziosa per team e piloti, impegnati a sviluppare le proprie moto in vista della seconda parte di stagione. Marc Marquez, protagonista assoluto del weekend di gara con un dominio totale in tutte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo il <a href="https://www.giornalemotori.com/2025/06/08/motogp-aragon-marc-trionfa-davanti-ad-alex-bagnaia-terzo-in-una-gara-carica-di-duelli-e-sorpassi/" data-type="post" data-id="155332">Gran Premio di domenica</a>, il circuito del MotorLand Aragón ha ospitato il secondo test ufficiale in-season del Mondiale MotoGP 2025. Un’occasione preziosa per team e piloti, impegnati a sviluppare le proprie moto in vista della seconda parte di stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marc Marquez, protagonista assoluto del weekend di gara con un dominio totale in tutte le sessioni, ha continuato a imporsi anche nei test fino agli ultimi 20 minuti, quando Marco Bezzecchi, in sella all’Aprilia, è riuscito a scalzarlo dalla vetta della classifica provvisoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il colpo di scena è arrivato nel finale, con Maverick Vinales che ha fatto segnare un incredibile 1:45.694, tempo più veloce del record ufficiale di Marquez sul tracciato. Il pilota del team Tech3 KTM ha beneficiato di nuove soluzioni aerodinamiche e di un inedito “salad box” di dimensioni maggiorate, dispositivo che funge da smorzatore di massa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tre case europee – Ducati, KTM e Aprilia – hanno sfruttato la giornata per affinare l’unica omologazione aerodinamica concessa in stagione, in un clima di grande intensità tecnica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assenti per infortunio tre nomi importanti: Jorge Martin (Aprilia), Luca Marini (HRC) e il rookie Ai Ogura (Trackhouse). Al loro posto, i riflettori si sono accesi su Manuel Gonzalez, leader della Moto2, che ha debuttato in MotoGP con una partecipazione “una tantum” sulla RS-GP di Ogura. Nonostante una caduta nella prima sessione, il giovane spagnolo ha ben figurato nel pomeriggio, chiudendo davanti a Somkiat Chantra e Pol Espargaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata di test si è svolta in due sessioni, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 13:20 alle 18:00, con ulteriori prove libere previste tra e dopo le sessioni principali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prossimo test ufficiale MotoGP è in programma a Misano, a metà settembre.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2025/06/09/test-motogp-aragon-vinales-vola-e-firma-il-miglior-tempo-debutto-positivo-per-gonzalez/">Test Motogp Aragon: Vinales vola e firma il miglior tempo. Debutto positivo per Gonzalez</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP, Jorge Martin conferma l’addio ad Aprilia a fine 2025: “Chiedo solo che si rispetti il contratto”</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/05/29/motogp-jorge-martin-conferma-laddio-ad-aprilia-a-fine-2025-chiedo-solo-che-si-rispetti-il-contratto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-jorge-martin-conferma-laddio-ad-aprilia-a-fine-2025-chiedo-solo-che-si-rispetti-il-contratto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 10:27:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Premio Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Jorge Martin]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bezzecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Rivola]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Piloti MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[RS-GP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jorge Martin ha ufficializzato la sua intenzione di lasciare Aprilia al termine della stagione 2025. Lo ha fatto con una lunga e dettagliata dichiarazione pubblicata sui propri canali social, confermando le voci circolate nelle ultime settimane circa l’attivazione di una clausola di performance presente nel suo contratto. Le origini della frattura La notizia del possibile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.giornalemotori.com/2025/04/13/motogp-qatar-jorge-martin-contusione-toracica/" data-type="post" data-id="152260">Jorge Martin</a> ha ufficializzato la sua intenzione di lasciare Aprilia al termine della stagione 2025. Lo ha fatto con una lunga e dettagliata dichiarazione pubblicata sui propri canali social, confermando le voci circolate nelle ultime settimane circa l’attivazione di una clausola di performance presente nel suo contratto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le origini della frattura</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia del possibile divorzio tra Martin e Aprilia era esplosa dopo il Gran Premio di Francia, quando la stampa spagnola aveva rivelato che il pilota stava valutando di attivare una clausola per liberarsi in anticipo dal contratto. Tale clausola era legata alle prestazioni del team nelle prime sei gare del campionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante Martin abbia trascorso gran parte della stagione 2025 lontano dalle piste a causa di un grave infortunio, si era parlato della possibilità di prorogare il termine della clausola. Tuttavia, Aprilia aveva cercato di raffreddare le speculazioni rilasciando una nota ufficiale prima del GP di Gran Bretagna, dichiarando in sostanza che il contratto con Martin sarebbe stato rispettato fino al 2025.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La vittoria di Bezzecchi e la risposta del team</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere la situazione ancora più interessante è stata la vittoria di Marco Bezzecchi al GP di Gran Bretagna, accolta dal CEO Massimo Rivola come “una risposta a chi dubita del potenziale vincente della RS-GP”, un messaggio neanche troppo velato indirizzato a Martin.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il comunicato di Jorge Martin</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo giorni di silenzio, Martin ha scelto Instagram per rompere gli indugi. Nel messaggio, il campione del mondo conferma la sua volontà di liberarsi per la stagione 2026, sottolineando che ciò avviene nel pieno rispetto degli accordi firmati con Aprilia.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“A nessun punto ho mai violato il contratto”, scrive Martin. “Ho sempre agito con rispetto e chiarezza. Ho concordato con Aprilia che, se determinate condizioni non si fossero verificate, avrei potuto decidere il mio futuro per il 2026.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota spagnolo spiega anche come la clausola fosse un elemento imprescindibile al momento della firma, avvenuta nella convinzione di poter testare la moto e integrarsi nel progetto prima di legarsi per due anni. L’infortunio ha inevitabilmente condizionato questa fase di valutazione, motivo per cui Martin dichiara di aver proposto una proroga del termine della clausola, aprendo al dialogo con il team.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Non c’è conflitto né rimprovero”, conclude. “Chiedo solo che venga rispettata la volontà reciproca e lo spirito di quanto firmato. Dopo un periodo molto difficile e un infortunio serio, voglio solo guardare avanti con chiarezza.”</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il futuro: Honda in vista?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo fonti vicine al paddock, la destinazione preferita di Martin sarebbe la Honda, attualmente alla ricerca di un top rider per rilanciare il proprio progetto <a href="http://www.motogp.com" target="_blank" rel="noopener">MotoGP</a>. Tuttavia, nulla è ancora ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aprilia, al momento, non ha ancora rilasciato una risposta ufficiale alla dichiarazione di Martin.</p>
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		<item>
		<title>Luca Marini si autocritica dopo il GP: “Ho rovinato una possibile doppietta Honda”</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/05/14/luca-marini-si-autocritica-dopo-il-gp-ho-rovinato-una-possibile-doppietta-honda/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=luca-marini-si-autocritica-dopo-il-gp-ho-rovinato-una-possibile-doppietta-honda</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 05:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[marini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre Johann Zarco riportava la Honda sul gradino più alto del podio per la prima volta dal 2023, Luca Marini usciva dal GP con amarezza e rimpianti. Il pilota italiano del team Repsol Honda, partito con gomme da bagnato come Zarco, ha però deciso di cambiare strategia troppo presto, compromettendo una gara che avrebbe potuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Mentre Johann Zarco riportava la Honda sul gradino più alto del podio per la prima volta dal 2023, Luca Marini usciva dal GP con amarezza e rimpianti. Il pilota italiano del team Repsol Honda, partito con gomme da bagnato come Zarco, ha però deciso di cambiare strategia troppo presto, compromettendo una gara che avrebbe potuto regalarlo tra i protagonisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gara è stata segnata da condizioni meteo imprevedibili. Marini aveva scelto inizialmente le gomme rain, seguendo le previsioni che annunciavano pioggia. Tuttavia, dopo una buona partenza – si trovava attorno all&#8217;ottava posizione – ha deciso di rientrare ai box per montare le slick, impressionato dal passo dei piloti con gomme da asciutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Ho fatto una partenza molto buona ed ero dietro ai piloti con le slick. L’asfalto era asciutto e ho pensato che con le rain non sarei arrivato alla fine… Ma dopo quattro giri ha ricominciato a piovere,”</em> ha spiegato Marini al termine della corsa, visibilmente deluso. Costretto a un secondo cambio moto all’ottavo giro, il pilota italiano si è ritrovato troppo indietro per recuperare posizioni significative, chiudendo in undicesima posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“È stata una grande occasione sprecata. Ho preso quasi ogni decisione in modo sbagliato. Dopo la gara è facile dire che restare con le rain sarebbe stato meglio, ma è la realtà. Avrei dovuto fidarmi della mia scelta iniziale,”</em> ha ammesso con sincerità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando il risultato finale, il rammarico cresce. Zarco, partito con le stesse gomme e addirittura finito ultimo dopo un contatto iniziale, è riuscito a risalire fino alla vittoria. Marini è convinto che, senza l’errore strategico, avrebbe potuto lottare almeno per il podio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Johann era ultimo dopo il primo settore. Io ero ottavo. Se non fossi caduto, come è successo a Miller, avremmo potuto giocarcela per la vittoria o sicuramente per il secondo posto. Il passo c’era.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La gara è stata inoltre segnata dall&#8217;incidente del compagno di squadra Joan Mir, coinvolto alla prima curva e costretto al ritiro con una frattura alla mano destra e dolori al collo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’11° posto ottenuto in gara, Marini occupa ora la tredicesima posizione in classifica iridata, in attesa del prossimo appuntamento a Silverstone, dove cercherà riscatto e continuità.</p>
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		<title>MotoGP, GP di Francia: Marc Márquez vince la Sprint a Le Mans ed è di nuovo leader</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/05/10/motogp-gp-di-francia-marc-marquez-vince-la-sprint-a-le-mans-ed-e-di-nuovo-leader/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-gp-di-francia-marc-marquez-vince-la-sprint-a-le-mans-ed-e-di-nuovo-leader</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2025 13:48:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Sprint Race]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Márquez ha conquistato la vittoria nella gara Sprint del Gran Premio di Francia a Le Mans, firmando il suo sesto successo su sei nelle gare corte. Il pilota di Cervera ha centrato un nuovo record — battendo le cinque vittorie consecutive di Jorge Martín nel 2023 — e si è ripreso la leadership del [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Marc Márquez ha conquistato la vittoria nella gara Sprint del Gran Premio di Francia a Le Mans, firmando il suo sesto successo su sei nelle gare corte. Il pilota di Cervera ha centrato un nuovo record — battendo le cinque vittorie consecutive di Jorge Martín nel 2023 — e si è ripreso la leadership del Mondiale con due punti di vantaggio sul fratello Álex, ancora una volta secondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cielo era nuvoloso ma senza minacce di pioggia. Temperatura ideale: 21 gradi nell’aria, 33 sull’asfalto. Somkiat Chantra e Jorge Martín (sostituito da Lorenzo Savadori) erano assenti, mentre Takaaki Nakagami ha corso come wildcard con Honda. Tutti i piloti hanno scelto gomme dure all’anteriore e morbide al posteriore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla partenza, Marc sembrava poter prendere subito la testa, ma ha allungato leggermente in frenata permettendo a Fabio Quartararo di mantenere la prima posizione dalla pole. Álex Márquez era terzo, seguito da Pecco Bagnaia, che aveva avuto la meglio su Fermín Aldeguer e Maverick Viñales.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma al primo passaggio sulla linea del traguardo, colpo di scena: Bagnaia è caduto nella staccata della chicane Dunlop (curve 3-4), lasciando il GP con zero punti. Il sabato continua a essere un incubo per l’italiano, che finora aveva sempre raccolto punti sia nelle Sprint che nelle gare domenicali. Poco dopo, anche Marco Bezzecchi andava lungo e perdeva molte posizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quartararo cercava la fuga, incitato dal pubblico di casa, ma Marc Márquez non mollava. I due piloti del team Gresini restavano agganciati al gruppo di testa. Brad Binder, che era settimo, è scivolato in modo anomalo, perdendo il posteriore della sua KTM.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marc ha tentato il sorpasso su Quartararo alla chicane 3-4, ma il francese ha risposto con decisione, tra l’esultanza dei tifosi. Tuttavia, poco dopo, Márquez è riuscito a imporsi. Álex, intanto, si era avvicinato, ma ha dovuto allargare la traiettoria per evitare un contatto con il pilota Yamaha.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta in testa, l’otto volte iridato ha subito aperto un piccolo margine. Álex ha superato Quartararo sul rettilineo principale sfruttando la potenza della sua Ducati. Alle loro spalle si avvicinava Aldeguer, pronto ad attaccare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giovane spagnolo ha avuto un acceso duello con Quartararo: i due si sono sfiorati più volte finché, alla curva 7, Aldeguer ha completato il sorpasso costringendo &#8220;El Diablo&#8221; ad alzare la sua M1. La delusione è calata sugli spalti, nonostante la grinta del beniamino di casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marc non poteva rilassarsi: a tre giri dalla fine, i commissari lo hanno avvertito per un’uscita dai limiti della pista. Altri due errori gli sarebbero costati una penalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La bagarre finale era per la quinta posizione, con Viñales e Pedro Acosta protagonisti. Il giovane della KTM è caduto alla curva d’ingresso del traguardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine, Marc Márquez ha trionfato ancora, firmando il sesto successo su sei Sprint disputate. Ancora un doppio podio per i fratelli Márquez, con Álex secondo. Primo podio in MotoGP per Fermín Aldeguer, in continua ascesa. Con questa vittoria, Marc torna in testa al campionato e stabilisce un nuovo primato: sei Sprint vinte consecutivamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>MotoGP Jerez 2025: Marc Marquez svetta nei test ufficiali</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/04/28/motogp-jerez-2025-marc-marquez-svetta-nei-test-ufficiali/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-jerez-2025-marc-marquez-svetta-nei-test-ufficiali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 16:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il Gran Premio di Spagna della MotoGP 2025, vinto da Alex Marquez con il team Gresini, squadre e piloti sono tornati a Jerez per il primo test ufficiale in-season. La giornata di prove è stata suddivisa in due sessioni in pista, dalle 10:00 alle 18:00. Marc Marquez, che domenica era riuscito a rimontare fino [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo il Gran Premio di Spagna della MotoGP 2025, vinto da Alex Marquez con il team Gresini, squadre e piloti sono tornati a Jerez per il primo test ufficiale in-season.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata di prove è stata suddivisa in due sessioni in pista, dalle 10:00 alle 18:00.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marc Marquez, che domenica era riuscito a rimontare fino al 12° posto dopo una caduta nelle prime fasi della gara, ha mostrato tutto il suo potenziale dominando entrambe le sessioni di oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota ufficiale Ducati ha chiuso la mattinata davanti ai francesi Fabio Quartararo e Johann Zarco. Nel pomeriggio, Marquez ha poi firmato il miglior tempo assoluto della giornata, l’unico sotto il muro dell&#8217;1&#8217;35&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Maverick Viñales, in sella alla Tech3 KTM, ha ottenuto il secondo miglior crono, staccato di 0,361s da Marquez. Quartararo, impressionato dalle prestazioni del nuovo motore Yamaha, ha chiuso in terza posizione dopo aver concluso i test nel primo pomeriggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Franco Morbidelli, pilota del team VR46, non è sceso in pista a causa di una contusione al collo riportata nella caduta di domenica.</p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2025/04/Session-for-ES2-MotoGP-FP2.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di Session for ES2 MotoGP FP2."></object><a id="wp-block-file--media-011f3f33-9e21-4750-ac16-8c9e5a0de7cf" href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2025/04/Session-for-ES2-MotoGP-FP2.pdf">Session for ES2 MotoGP FP2</a><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2025/04/Session-for-ES2-MotoGP-FP2.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" aria-describedby="wp-block-file--media-011f3f33-9e21-4750-ac16-8c9e5a0de7cf" download>Download</a></div>



<ul class="wp-block-list"></ul>
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		<title>MotoGP Americhe: Bagnaia sfida Marc Marquez nella sprint e si avvicina al top</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/03/30/motogp-americhe-bagnaia-sfida-marc-marquez-nella-sprint-e-si-avvicina-al-top/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-americhe-bagnaia-sfida-marc-marquez-nella-sprint-e-si-avvicina-al-top</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2025 06:59:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[GP Americhe 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pecco Bagnaia ha dato spettacolo nel GP delle Americhe di MotoGP, affrontando Marc Marquez in un acceso duello durante la sprint. Il pilota Ducati ha dichiarato che per la prima volta nel 2025 ha sentito di poter sfidare il suo rivale, segno dei progressi fatti sulla sua Desmosedici GP25. Bagnaia in crescita: &#8220;Stiamo lavorando per [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Pecco Bagnaia ha dato spettacolo nel GP delle Americhe di MotoGP, affrontando Marc Marquez in un acceso duello durante la sprint. Il pilota Ducati ha dichiarato che per la prima volta nel 2025 ha sentito di poter sfidare il suo rivale, segno dei progressi fatti sulla sua Desmosedici GP25.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bagnaia in crescita: &#8220;Stiamo lavorando per avvicinarci&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un 2024 dominato con 11 vittorie, Bagnaia ha iniziato la nuova stagione con qualche difficoltà. Arrivato al COTA con 31 punti di ritardo in classifica, si è qualificato solo sesto, ma ha mostrato grande aggressività nei primi giri della sprint.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È stato fantastico, perché per la prima volta ho sentito di avere una possibilità. Abbiamo lavorato molto e stiamo facendo passi avanti,” ha dichiarato Bagnaia al sito ufficiale della MotoGP.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sprint GP Americhe: lotta con Marquez e podio per Bagnaia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo giro della sprint, Bagnaia è riuscito a superare Marquez per un breve tratto, ma ha poi concluso terzo, con un distacco di 1,918 secondi dal vincitore. Ancora una volta, il campione Ducati ha faticato nei primi giri, perdendo terreno rispetto ai fratelli Marquez prima di recuperare nel finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ho fatto una partenza ottima e ho provato a spingere. Il tentativo è andato bene, ma devo migliorare nei primi giri, perché ho perso 1,5 secondi da Alex ed era troppo,” ha spiegato Bagnaia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo gara: Bagnaia pronto alla sfida con Alex Marquez</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ora a -36 punti da Marc Marquez nella classifica MotoGP 2025, Bagnaia si prepara al GP di domenica con l’obiettivo di ridurre il gap. Il focus sarà sulla scelta della gomma posteriore e sulla gestione del consumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Domani sarà una gara lunga. Forse la gomma morbida non sarà la scelta giusta per via dell’usura. Marc oggi ha controllato la gara, ma penso che con Alex ci sarà battaglia,” ha concluso Bagnaia.</p>
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		<title>Il ritorno di Jorge Martín: le controversie sul cambiamento del regolamento</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/03/25/il-ritorno-di-jorge-martin-le-controversie-sul-cambiamento-del-regolamento/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-ritorno-di-jorge-martin-le-controversie-sul-cambiamento-del-regolamento</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 06:37:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[Jorge Martin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ritorno di Jorge Martín in MotoGP è ormai vicino, con l&#8217;obiettivo di rientrare per il GP del Qatar, in programma dall&#8217;11 al 13 aprile. Il pilota spagnolo, campione in carica, mira a essere di nuovo in pista dopo un lungo stop per infortunio, e con questa scadenza all&#8217;orizzonte, Aprilia ha iniziato a muoversi per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il ritorno di Jorge Martín in MotoGP è ormai vicino, con l&#8217;obiettivo di rientrare per il <strong>GP del Qatar</strong>, in programma dall&#8217;11 al 13 aprile. Il pilota spagnolo, campione in carica, mira a essere di nuovo in pista dopo un lungo stop per infortunio, e con questa scadenza all&#8217;orizzonte, <strong>Aprilia</strong> ha iniziato a muoversi per agevolare il suo rientro. La casa di Noale ha richiesto una modifica al regolamento per consentire ai piloti infortunati, come Martín, di svolgere una giornata di test per riadattarsi alla moto da competizione, in particolare alla <strong>RS-GP</strong>, che lo spagnolo ha avuto poche occasioni di provare prima dell&#8217;infortunio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Massimo Rivola, CEO di Aprilia, ha avanzato questa proposta, ma <strong>Ducati</strong> si è opposta fermamente. Davide Tardozzi, team manager del <strong>Ducati Lenovo Team</strong>, ha affermato che questa regola potrebbe essere una buona idea per il futuro, magari a partire dal 2026, ma per ora il regolamento non prevede tali concessioni. Tardozzi ha inoltre ricordato come piloti come <strong>Enea Bastianini</strong>, che ha saltato i primi cinque GP del 2023 per infortunio, e <strong>Marc Márquez</strong>, che ha affrontato il più lungo stop per infortunio degli ultimi anni, non abbiano beneficiato di tale opportunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Márquez, otto volte campione del mondo, ha espresso la sua opinione, concordando con la posizione della Ducati. “Quando sono tornato dal mio infortunio nel 2021, questa regola non esisteva. Potrebbe essere una buona norma per il futuro, ma un solo giorno di test sarebbe sufficiente,” ha detto il pilota spagnolo, sottolineando che due giorni sarebbero troppi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La posizione della Ducati può essere spiegata dal fatto che Jorge Martín viene visto come un rivale diretto una volta che tornerà in pista. Tuttavia, il pilota madrileno non ha trovato sostenitori tra le dichiarazioni pubbliche, nemmeno da parte di <strong>Jack Miller</strong>, che si è pronunciato anch’egli contro un cambiamento immediato del regolamento.</p>
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		<item>
		<title>Enea Bastianini: &#8220;Con questa moto posso sfruttare al meglio i miei punti di forza.&#8221;</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2025/03/02/enea-bastianini-con-questa-moto-posso-sfruttare-al-meglio-i-miei-punti-di-forza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=enea-bastianini-con-questa-moto-posso-sfruttare-al-meglio-i-miei-punti-di-forza</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Mar 2025 17:35:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Enea Bastianini]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Enea Bastianini ha sorpreso al suo debutto con la KTM in MotoGP, concludendo nono nel Gran Premio della Thailandia, una prestazione superiore alle sue aspettative. Nonostante un sabato difficile, con Bastianini che aveva finito terz&#8217;ultimo nella Sprint e con un tempo di gara quasi 30 secondi più lento rispetto alla vittoria dell&#8217;anno precedente a Buriram, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Enea Bastianini ha sorpreso al suo debutto con la <a href="https://www.giornalemotori.com/tag/ktm/" data-type="post_tag" data-id="58">KTM </a>in MotoGP, concludendo nono nel Gran Premio della Thailandia, una prestazione superiore alle sue aspettative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante un sabato difficile, con Bastianini che aveva finito terz&#8217;ultimo nella Sprint e con un tempo di gara quasi 30 secondi più lento rispetto alla vittoria dell&#8217;anno precedente a Buriram, il pilota della Tech3 ha ottenuto un eccellente risultato nella gara a distanza completa. Ha tagliato il traguardo al nono posto, a soli 0,124 secondi dal veterano KTM Brad Binder, che ha concluso in ottava posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bastianini ha parlato della sua gara dopo il Gran Premio, esprimendo soddisfazione per il miglioramento nel corso del weekend: &#8220;È andata un po&#8217; meglio di quanto mi aspettassi&#8221;, ha dichiarato. &#8220;La parte centrale della gara è stata particolarmente positiva, dove sono riuscito a essere più veloce dei piloti nelle prime sette posizioni.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota ha spiegato anche dove ha trovato margini di miglioramento, riconoscendo che la perdita di velocità nel mezzo della curva, specialmente nelle curve lente, ha influito sulle sue prestazioni, in particolare quando le gomme erano nuove. &#8220;Perdiamo 5-6 km/h in quelle sezioni e l&#8217;uscita non è ottimale&#8221;, ha aggiunto Bastianini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota della Tech3 ha evidenziato il suo recupero durante la gara: &#8220;Fino al giro 14 ero 16°, ma poi sono riuscito a entrare nella top-10 già al giro 22&#8221;, ha spiegato. &#8220;Nel mezzo della gara ho cambiato mappa e ho cercato di essere più fluido senza usare troppo il freno motore, migliorando le prestazioni della moto.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i progressi, Bastianini ha sottolineato che c&#8217;è ancora molto da imparare sul suo rapporto con la KTM RC16. &#8220;Ora so come la moto si comporta su questa pista, ma voglio testarla su altre piste per vedere se le cose migliorano&#8221;, ha affermato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, Bastianini ha riconosciuto il potenziale della moto, anche se ha evidenziato che Ducati e Marc Marquez sono stati molto competitivi su questa pista. Tuttavia, il pilota della Tech3 è ottimista per il futuro, convinto che la KTM RC16 possa offrire ottime prestazioni nelle gare future.</p>
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		<title>KTM: si ipotizza il ritiro dalla MotoGP nel 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 21:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2024]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ritiro di KTM dalla MotoGP è previsto per il 2026, come indicato da recenti rapporti dei media austriaci. Questa decisione si inserisce nel contesto del processo di ristrutturazione che la casa motociclistica sta affrontando a causa di una grave crisi finanziaria. KTM, che si trova ad affrontare debiti superiori ai 3 miliardi di euro, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il ritiro di KTM dalla MotoGP è previsto per il 2026, come indicato da recenti rapporti dei media austriaci. Questa decisione si inserisce nel contesto del processo di ristrutturazione che la casa motociclistica sta affrontando a causa di una grave crisi finanziaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">KTM, che si trova ad affrontare debiti superiori ai 3 miliardi di euro, è stata costretta a entrare in amministrazione controllata nelle ultime settimane per evitare la bancarotta. Durante la prima udienza con i creditori, tenutasi all’inizio del mese, è stato approvato il proseguimento del piano di ristrutturazione, consentendo all’azienda di continuare le operazioni nella sua forma attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, un rapporto dell&#8217;Associazione dei Creditori Alpini (AKV) ha rivelato che tra le misure previste nel piano di riorganizzazione c’è anche l’abbandono della <a href="https://www.giornalemotori.com/tag/motogp/" data-type="post_tag" data-id="1020">MotoGP </a>da parte di KTM. In una dichiarazione ufficiale, l’azienda ha ribadito il proprio impegno nel campionato fino al 2025, ma non ha fornito dettagli sui programmi per gli anni successivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il quotidiano austriaco <em>Der Standard</em>, KTM lascerà ufficialmente la MotoGP nel 2026, alla scadenza dell’attuale contratto con Dorna Sports. La dirigenza dell’azienda teme che un’uscita anticipata potrebbe causare danni significativi all’immagine del marchio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte sportivo, KTM ha contratti con Brad Binder fino al 2026, mentre Pedro Acosta, Enea Bastianini e Maverick Viñales hanno accordi pluriennali. Nonostante ciò, il Boston Consulting Group ha sottolineato che l’interruzione del programma MotoGP potrebbe generare un risparmio annuo di 46 milioni di euro, una cifra significativa per i piani di rilancio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, diversi investitori hanno mostrato interesse a contribuire con un totale di 700 milioni di euro per supportare il piano di ristrutturazione, che richiede il rimborso del 30% dei debiti. Le offerte potranno essere presentate entro la terza settimana di gennaio e saranno fondamentali per il futuro della società. Il piano definitivo verrà votato dai creditori a fine febbraio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’ulteriore nota interessante riguarda le trattative tra KTM e Lewis Hamilton. Il responsabile motorsport di KTM, Pit Beirer, ha confermato che ci sono stati contatti concreti con il sette volte campione del mondo di Formula 1, il quale potrebbe investire nel marchio. Hamilton, che è stato recentemente associato alla Ferrari e al team Gresini, ha anche espresso interesse per un coinvolgimento in MotoGP tramite Liberty Media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">KTM si trova quindi in una fase cruciale della sua storia, dove le decisioni prese nei prossimi mesi saranno determinanti per il futuro del marchio e del suo impegno nelle competizioni motociclistiche.</p>
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		<title>Carmelo Ezpeleta contro il monopolio nel Motomondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erica Zizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 19:17:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In seguito alla pubblicazione del calendario 2025 e dell’annuncio dell’ultima sella occupata dall’australiano Jack Miller che lo vedrà sulla Yamaha del team Pramac, Carmelo Ezpeleta, responsabile Dorna ha dichiarato che sulla griglia di partenza ci siano troppi spagnoli e italiani. Stessa questione riguarda le categorie minori, Moto 3 e Moto 2. Tutto ciò non favorisce [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In seguito alla pubblicazione del calendario 2025 e dell’annuncio dell’ultima sella occupata dall’australiano Jack Miller che lo vedrà sulla Yamaha del team Pramac, Carmelo Ezpeleta, responsabile Dorna ha dichiarato che sulla griglia di partenza ci siano troppi spagnoli e italiani. Stessa questione riguarda le categorie minori, Moto 3 e Moto 2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto ciò non favorisce il campionato che per essere veramente globale, come desidera l’organizzazione Dorna, dovrebbe coinvolgere più piloti provenienti anche da altre Nazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti l’azienda guidata da Carmelo Ezpeleta, pur essendo spagnola, non desidera il monopolio sulle griglie di partenza, ma predilige un campionato veramente mondiale che coinvolga diverse Nazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Direttore esecutivo ha proseguito poi con un confronto con le Olimpiadi: “ <em>Alle Olimpiadi, se sei americano e sei quarto nel tuo paese, non vai”, </em> sottolineando come invece chi è spagnolo ha più possibilità e fortuna di occupare una casella nel motomondiale. Carmelo Ezpeleta in seguito si è appellato, senza fare nomi, a piloti di origine spagnola, che non dovrebbero gareggiare nel campionato mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha concluso prendendo le difese di Jack Miller, criticato di ricoprire non meritatamente un posto nel motomondiale. Ezpeleta ha sottolineato come invece il pilota australiano abbia meritato nel 2025 la Yamaha del team Pramac poiché vincitore di diversi Gran Premi nel Moto Gp.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In merito al calendario di impegni per l’anno 2025 il Direttore esecutivo di Dorna ha dichiarato che per evitare un “monopolio” spagnolo nelle varie categorie sia necessario rivedere anche i circuiti su cui si girerà. Infatti la prossima stagione prevede quattro circuiti spagnoli sui ventidue appuntamenti che vedranno coinvolti i piloti e i loro team.</p>
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		<title>Jack Miller detta la strada alla KTM per lottare contro la Ducati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jan 2024 11:34:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Miller]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jack Miller ha offerto uno spaccato delle caratteristiche necessarie in una moto per sfidare il dominio della Ducati. Anche quest&#8217;anno la Casa italiana avrà otto piloti sulla griglia di partenza della MotoGP e la loro Desmosedici è stata chiaramente la migliore moto dello scorso anno e nonostante gli sforzi e progressi della KTM durante la stagione, le moto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Jack Miller ha offerto uno spaccato delle caratteristiche necessarie in una moto per sfidare il dominio della Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche quest&#8217;anno la Casa italiana avrà otto piloti sulla griglia di partenza della MotoGP e la loro Desmosedici è stata chiaramente la migliore moto dello scorso anno e nonostante gli sforzi e progressi della KTM durante la stagione, le moto austriache non sono state mai in grado di impensierire seriamente quelle di Borgo Panigale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Jack Miller, uno dei piloti della KTM ufficiale, è stato chiesto quanto sia stato influente il suo feedback nell&#8217;evoluzione della KTM lo scorso anno in una moto più lunga e più alta, in stile Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Devi solo scattare una foto della mia moto nel 2022 e confrontarla con la moto 2023 per capire quanto impatto abbia avuto&#8221;</em>, ha detto a <a href="https://www.speedweek.com/motogp/news/217496/Jack-Miller-Man-muss-nur-meine-Bikes-vergleichen.html" target="_blank" rel="noopener">Speedweek</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Se si mettono le due una sopra l&#8217;altra, sono quasi identici nella geometria. Certo, i componenti sono ancora realizzati in stile KTM, ma se parliamo di una moto da corsa nel 2023, bisogna andare in quella direzione. Soprattutto con l&#8217;aerodinamica, i freni, le ali e tutto il resto. Hai bisogno di potenza, devi essere in grado di usarla e devi essere in grado di frenare il più forte possibile. Queste sono le tre componenti principali. Girare è un&#8217;altra cosa, il nostro comportamento di sterzata non è male. Non abbiamo mai avuto problemi con esso&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla domanda se gli piacciono le moto reattive, Miller ha risposto: <em>&#8220;Mi piacciono, ho guidato una Honda in passato, non mi dispiace. Il problema è: se vuoi avere una moto competitiva oggi, contro otto Ducati, allora hai bisogno di qualcosa per poterle combattere&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo anno di Miller da quando ha lasciato il team ufficiale Ducati per KTM si è concluso all&#8217;11° posto nella classifica della MotoGP. Un podio iniziale in Spagna è stato un inizio promettente, ma alla fine è stato superato dal compagno di squadra Brad Binder. La stagione di Miller si è conclusa con la caduta quando era in testa della corsa nell&#8217;ultimo <a href="https://www.giornalemotori.com/2023/11/28/motogp-valencia-francesco-bagnaia-elogia-il-nuovo-motore-ducati/">Gran Premio di Valencia</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller però promette una versione migliore di se stesso per quest&#8217;anno: <em>&#8220;I risultati potrebbero non rifletterlo, ma ogni anno sento che sto migliorando sempre di più. Sto diventando sempre più forte. Un approccio diverso, una mentalità diversa, una strategia diversa: lo sento ogni singolo anno, fisicamente e mentalmente.&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Ho 28 anni. In un mondo in cui siamo sempre così concentrati sulle novità, la maggior parte delle persone vive i suoi anni migliori a metà dei 20 o all&#8217;inizio dei 30 anni. Sento che i miei anni migliori devono ancora venire. E questo arriva con la maturità, il lavoro, la strategia nel suo complesso. Ho imparato dai miei errori. Queste sono cose che puoi portare con te e usare per diventare una persona migliore&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: Mazzocco Alessio</p>
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		<item>
		<title>MotoGP Olanda: TV, orari e dove guardare le gare di Assen</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2023/06/19/motogp-olanda-tv-orari-e-dove-guardare-le-gare-di-assen/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-olanda-tv-orari-e-dove-guardare-le-gare-di-assen</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 07:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Campionato del Mondo MotoGP arriva al GP d&#8217;Olanda questo fine settimana. Il leggendario circuito di Assen ospita l&#8217;ultimo Gran Premio della stagione prima della pausa estiva e lo fa dopo un GP di Germania un po&#8217; accidentato per Marc Márquez. L&#8217;ilerdense è caduto fino a cinque volte durante il fine settimana, l&#8217;ultima nel &#8220;warm up&#8221; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Campionato del Mondo MotoGP arriva al GP d&#8217;Olanda questo fine settimana. </strong>Il leggendario circuito di Assen ospita l&#8217;ultimo Gran Premio della stagione prima della pausa estiva e lo fa dopo un GP di Germania un po&#8217; accidentato per Marc Márquez. L&#8217;ilerdense è caduto fino a cinque volte durante il fine settimana, l&#8217;ultima nel &#8220;warm up&#8221; di domenica in cui ha rimediato una piccola frattura al pollice sinistro e ha deciso di non correre la gara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In chiave puramente sportiva,<strong> Jorge Martín ha realizzato una doppietta</strong> (ha vinto la gara sprint e la gara di domenica) che lo colloca secondo assoluto a 16 punti da Francesco Bagnaia. In Moto2, Pedro Acosta ha spazzato di nuovo la concorrenza e ha chiuso davanti ad Arbolino, anche se l&#8217;italiano continua a dominare la generale. La Moto3 si è risolta al traguardo, con Öncü che ha superato Sasaki, che aveva condotto l&#8217;intera gara, e ha ottenuto la sua prima vittoria nel campionato del mondo. Il leader della generale è Holgado.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-orari-gran-premio-olanda-motogp"><strong>ORARI GRAN PREMIO OLANDA MOTOGP</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>VENERDÌ 23 GIUGNO</strong><br>Ore 08.25-08.45, MotoE, Prove libere 1<br>Ore 09.00-09.35, Moto3, Prove libere 1<br>Ore 09.50-10.30, Moto2, Prove libere 1<br>Ore 10.45-11.30, MotoGP, Prove libere 1<br>Ore 12.25-12.45, MotoE, Prove libere 2<br>Ore 13.15-13.50, Moto3, Prove libere 2<br>Ore 14.05-14.45, Moto2, Prove libere 2<br>Ore 15.00-16.00, MotoGP, Prove libere 2<br>Ore 17.00-17.10, MotoE, Qualifiche – Q1<br>Ore 17.20-17.30, MotoE, Qualifiche – Q2</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SABATO 24 GIUGNO</strong><br>Ore 08.40-09.10, Moto3, Prove libere 3<br>Ore 09.25-09.55, Moto2, Prove libere 3<br>Ore 10.10-10.40, MotoGP, Prove libere 3<br>Ore 10.50-11.05, MotoGP, Qualifiche – Q1<br>Ore 11.15-11.30, MotoGP, Qualifiche – Q2<br>Ore 12.15, MotoE, GARA-1<br>Ore 12.50-13.05, Moto3, Qualifiche – Q1<br>Ore 13.15-13.30, Moto3, Qualifiche – Q2<br>Ore 13.45-14.00, Moto2, Qualifiche – Q1<br>Ore 14.10-14.25, Moto2, Qualifiche – Q2<br>Ore 15.00, MotoGP, SPRINT RACE<br>Ore 16.10, MotoE, GARA-2</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DOMENICA 25 GIUGNO</strong><br>Ore 9.45, MotoGP, Warm Up<br>Ore 11.00, Moto3, GRAN PREMIO<br>Ore 12.15, Moto2, GRAN PREMIO<br>Ore 14.00, MotoGP, GRAN PREMIO</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il canale in chiaro <strong>TV8</strong> (125 di Sky e 8 del Digitale Terrestre) trasmetterà <strong>gratis</strong> e in <strong>diretta</strong> le qualifiche, la Sprint e il Gran Premio. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sky Sport MotoGP (208)</strong> garantirà <strong>la diretta integrale</strong> dell’appuntamento di Assen. Dunque, oltre alle qualifiche, alla Sprint race e al GP, saranno visibili anche le prove libere e il warm-up.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP Phillip Island: Pecco Bagnaia nuovo leader del mondiale. GP d’Australia ad Alex Rins con la Suzuki</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2022/10/16/motogp-phillip-island-pecco-bagnaia-nuovo-leader-del-mondiale-gp-daustralia-ad-alex-rins-con-la-suzuki/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-phillip-island-pecco-bagnaia-nuovo-leader-del-mondiale-gp-daustralia-ad-alex-rins-con-la-suzuki</link>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2022 05:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Marquez]]></category>
		<category><![CDATA[Phillip Island]]></category>
		<category><![CDATA[quartararo]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il GP d’Australia regala emozioni su emozioni e ribalta la classifica iridata. Francesco “Pecco” Bagnaia torna dal nuovo continente nel ruolo di nuovo leader del mondiale, quando mancano solo due round alla chiusura di stagione. Fabio Quartararo cade e colleziona un nuovo zero. Il tutto al termine di una gara combattuta e tirata, con un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il GP d’Australia regala emozioni su emozioni e ribalta la classifica iridata. Francesco “Pecco” Bagnaia torna dal nuovo continente nel ruolo di nuovo leader del mondiale, quando mancano solo due round alla chiusura di stagione. Fabio Quartararo cade e colleziona un nuovo zero. Il tutto al termine di una gara combattuta e tirata, con un trenino di sette piloti sul finale a giocarsi la vittoria. La spunta meritatamente Alex Rins. Lo spagnolo vince riportando al vertice la Suzuki pronta ad abbandonare il mondiale a fine stagione. Alle sue spalle, di poco, Marc Marquez e proprio il nostro Bagnaia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gara che ribalta la classifica vede anche gli altri italiani protagonisti. Appena fuori dal podio infatti troviamo Marco Bezzecchi, Enea Bastianini e Luca Marini. Tutti su Ducati. La moto di Borgo Panigale mette sei moto nelle prime otto posizioni. Tutto bello, tutto positivo. Il mondiale parla italiano e ci regale emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi invece torna a casa con parecchi problemi è Fabio Quartararo. Il francese oggi va a terra e non porta a casa punti. Sembra quasi che il finale si stagione lo abbia messo veramente in crisi e sotto pressione. Ora il pilota francese si ritrova a recuperare 14 punti in due gare, con Bagnaia che potrebbe già festeggiare il titolo a Sepang. Occorre per entrambi non commettere più errori. Mentre Aleix Espargaro, pur rimanendo matematicamente in corsa per il titolo, deve sperare più nel miracolo o nella cattiva sorte degli avversari. Il gap dello spagnolo è ora di 27 punti dopo il nono posto ottenuto oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando alla gara vediamo che Quartararo ha imboccato una giornata veramente no. Un lungo al quarto giro lo relega in 22esima posizione, costringendolo a forzare il ritmo e tentare una rimonta disperata. Davanti invece Miller prova il recupero e si riporta a ridosso della testa della corsa, dove Martin, Marquez e Bagnaia dettano il ritmo. Chi invece vola in pista è Rins, che risale presto dal decimo al terzo posto, dopo un bel sorpasso su Miller e Bagnaia. La corsa di Miller finisce però al nono giro, quando Alex Marquez urta l’australiano. Piloti a terra e gara finita per entrambi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo un giro per vedere il colpo di scena che scuote il mondiale. All’undicesimo passaggio è Fabio Quartararo ad assaggiare la ghiaia australiana. Alla seconda curva perde l’anteriore e finisce a terra. In testa alla corsa invece continuano a scambiarsi le posizioni Bagnaia, Rins e Marquez, con il pilota Honda che pare essersi dimenticato di tutti i problemi al braccio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel trenino dei primi si incollano anche Bezzecchi, bravissimo e nuovo Rookie of the year, Marini e Bastianini. Il finale è da cardiopalma, con Bagnaia che si trova al primo posto all’inizio dell’ultimo giro. Passa prima Rins, poi si infila Marquez e in volata via verso il traguardo, che vede una Suzuki nuovamente e finalmente prima sotto la bandiera a scacchi. Rins vince su Marquez (+0.186), terzo Bagnaia (+0.224). A seguire in poco meno di 9 decimi Bezzecchi, Bastianini, Marini e Martin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondiale si prepara alla trasferta malese di Sepang con Bagnaia leader con 233 punti, seguito da Quartararo 219 punti ed Espargaro 206 punti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico ©Lulop.com</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="542" height="472" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2022/10/arrivo.jpg" alt="arrivo" class="wp-image-118286" title="MotoGP Phillip Island: Pecco Bagnaia nuovo leader del mondiale. GP d’Australia ad Alex Rins con la Suzuki 5" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2022/10/arrivo.jpg 542w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2022/10/arrivo-300x261.jpg 300w" sizes="(max-width: 542px) 100vw, 542px" /><figcaption>MotoGP Phillip Island: Pecco Bagnaia nuovo leader del mondiale. GP d’Australia ad Alex Rins con la Suzuki 6</figcaption></figure>
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		<title>Moto2 Phillip Island: la Spagna domina la prima fila. Aldeguer, Fernandez e Lopez nell’ordine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2022 05:29:45 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">La Spagna domina in classe Moto2 sul circuito australiano di Phillip Island. Una prima fila tutta per i colori giallo rosso. Sulla prima casella in griglia Fermin Aldeguer, che strappa la pole con il tempo di 1’32.233. Segue Augusto Fernandez a +0.073 e chiude Alonso Lopez con un gap di +0.310. I tre piloti erano già stati i protagonisti nella sessione FP 3 del mattino, con Lopez davanti a tutti. Nella qualifica decisiva è stato il pilota in sella alla Boscoscuro Beta Tools Speed Up ad avere la meglio sul portacolori Red Bull KTM Ajo e sul compagno di squadra. Un’ottima prestazione, nonostante la pole mancata, per Fernandez per corsa al titolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo in MotoGP infatti troviamo una classifica accorciata, ma anche nella Moto2 il titolo è ancora da decidere proprio tra Augusto Fernandez e Ai Ogura. I due sono separati da solo 1 punto e mezzo. Ma per Ogura la qualifica oggi non è stata delle migliori. Il giapponese non va oltre il 13esimo tempo, trovandosi ad aprire la quinta fila e dovendo puntare tutto su una difficile rimonta da centro gruppo. Bene invece il nosto Tony Arbolino, primo tra gli italiani e quarto assoluto alle spalle del terzetto spagnolo, nonostante un gap da Aldeguer prossimo al mezzo secondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aron Canet è quinto, davanti a Celestino Vietti, sesto a chiudere la seconda fila. Resta poi un grande distacco prima di vedere gli altri nostri piloti. Occorre infatti scorrere fino alla sesta fila e cercare il diciottesimo tempo di Lorenza Dalla Porta, a quasi due secondi dal poleman. 23esima posizione invece per Simone Corsi e per la sua MV Agusta. Chiudono lo schieramento Niccolò Antonelli (27esimo) ed Alessandro Zaccone (28esimo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre le curiosità da registrare in questa qualifica Q2 va segnalata l’invasione pacifica di animali in pista. Invasione che ha causato l’interruzione della sessione per pista non sicura. La fauna australiana continua a tenere banco anche in Moto2, con volatili in pista, dopo il canguro che ha rischiato di provocare un incidente ieri con Aleix Espargaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico pagina Facebook Fermin Aldeguer 54</p>
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		<title>MotoGP Phillip Island: Jorge Martin davanti a tutti. Marquez e Bagnaia in prima fila</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2022 04:27:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C’è una Ducati ufficiale in prima fila al via della GP d’Australia previsto per domani. Quella di Francesco “Pecco” Bagnaia. Il pilota sulla rossa del Ducati Lenovo Team chiuderà infatti la prima linea della griglia con il terzo tempo. Un risultato che fa ben sperare in vista della gara e soprattutto della corsa al titolo [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">C’è una Ducati ufficiale in prima fila al via della GP d’Australia previsto per domani. Quella di Francesco “Pecco” Bagnaia. Il pilota sulla rossa del Ducati Lenovo Team chiuderà infatti la prima linea della griglia con il terzo tempo. Un risultato che fa ben sperare in vista della gara e soprattutto della corsa al titolo che nel finale si stagione si fa sempre più emozionante ed incerto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il protagonista della qualifica resta però <a href="https://www.giornalemotori.com/tag/jorge-martin/" data-type="post_tag" data-id="1377">Jorge Martin</a>. Lo spagnolo centra la pole e riporta la sua Ducati con i colori Pramac facendo registrare il tempo di 1’27.767. Record del circuito per la classe MotoGP e prima posizione allo start. Il tutto dopo un venerdì dove Martin non aveva di certo brillato. Il riscatto è arrivato oggi, dopo aver chiuso al terzo posto la FP3 ed al settimo la FP4. Nella qualifica decisiva il giro che gli è valsa la pole position. Il tutto mentre alle sue spalle Marc Marquez tentava il tutto per tutto per mettere la sua Honda sulla prima casella. Jorge Martin ha provato anche a tirare il compagno di team Zarco. I due alfieri della scuderia Pramac hanno anche occupato i primi due posti della tabella tempi quando mancavano circa 6  minuti alla fine del turno. Martin tiene il passo, Zarco no, e deve accontentarsi del sesto posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi invece ha fatto grandi cose è stato Marc Marquez, che si prende la seconda posizione mancando la pole per soli 13 millesimi. Un battito di ciglia. Marquez si dimostra ancora una volta molto determinato nella serie di giri veloci in qualifica e riesce anche ad approfittare del “gancio” offerto da Bagnaia, sfruttandone la scia. Resta l’incognita come sempre sulla tenuta per l’intera durata della gara, ma lo spagnolo sembra essere della partita per giocarsi la vittoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bene Francesco “Pecco” Bagnaia, che chiude la prima fila con un distacco inferiore ai 2 decimi (+0.186). Poteva essere un secondo posto, ma Marquez ha sfruttato al meglio la situazione in pista. In ogni caso ruote davanti al diretto avversario per la lotta al titolo. Fabio Quartararo è infatti in seconda fila con il quinto tempo e poco più di 2 decimi di gap da Martin. Tra i due contendenti si piazza Aleix Espargaro con l’Aprilia, che ad onor del vero resta anche lui matematicamente in corsa per il titolo iridato. I tre piloti sono separati da un nulla: 50 millesimi contengono i tre riders.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luca Marini apre la terza fila con il settimo tempo. Marco Bezzecchi la chiude con il nono posto. Tra di loro l’altra Ducati ufficiale di Jack Miller. Prestazione difficile da interpretare per Enea Bastianini, che in qualifica non va oltre la 15esima posizione. Bastianini manca l’ingresso in Q2 a causa di una incomprensione con Oliveira che lo ostacola proprio nel giro lanciato. La mancata presenza in Q2 lo relega nelle retrovie costringendolo domani ad una gara tutta in salita. Fabio Di Giannantonio è 20esimo, mentre Franco Morbidelli prenderà il via dall’ultima fila, in penultima posizione, la 23esima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico pagina Facebook Pramac Racing</p>
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		<title>MotoGP Australia: il venerdì è francese. Davanti a tutti c’è Johann Zarco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 06:19:24 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Attesa per il finale della stagione. Il circus vola a Phillip Island con la classifica iridata decisamente accorciata nelle posizioni di vertice. Gli occhi sono puntati sulla bandiera francese e quella italiana. Quartararo e Bagnaia si giocano tutto nelle ultime gare. E proprio a conclusione della prima giornata in terra australiana, in vetta alle classifiche della combinata, sventola un tricolore: quello francese, sì, ma non quello del pilota Yamaha attualmente leader del mondiale. Davanti a tutti al termine della FP2 c’è infatti Johann Zarco. Il portacolori del team Prima Pramac Racing in sella alla Ducati chiude infatti al primo posto con il tempo di 1’29.475, migliorando nella seconda sessione di quasi un secondo. Il tutto su una pista non facilissima, con asfalto umido ma soprattutto con vento forte. Dietro al francese, che aveva chiuso al primo posto anche la FP1, troviamo il nostro tricolore, con la Ducati di Marco Bezzecchi a soli 38 millesimi. Un soffio che divide anche il terzo pilota di giornata, Pol Espargaro, con la Honda Repsol. Lo spagnolo è a 52 millesimi da Zarco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al quarto posto troviamo il primo protagonista della volata finale per il titolo. Fabio Quartararo era partito un pochino in sordina nella FP1, chiudendo la classifica tempi al 12esimo posto. Nella seconda sessione trova il passo giusto e nonostante il vento firma il quarto tempo di giornata in 1’29.614. Un segno della voglia di riscatto dopo la debacle fatta registrare in Thailandia. Più staccato il suo diretto avversario, Francesco “Pecco” Bagnaia. Il pilota Ducati non va oltre l’ottavo posto di giornata. I distacchi sono veramente risicati, con la rossa di Borgo Panigale a 3 decimi e 63 millesimi da Zarco. In meno di 5 decimi troviamo infatti ben 12 piloti. Bagnaia però è parso un pochino più in difficoltà con l’assetto. Ma è presto per sentenziare giudizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella lotta al titolo, anche se deve recuperare 20 punti, c’è anche Aleix Espargaro. Lo spagnolo fa meglio di Bagnaia e si porta a casa il settimo posto nella classifica combinata dei tempi. Il tutto grazie alla sua determinazione ed ad una Aprilia che pare essere ben a punto per la pista australiana. Lo dimostra anche il quinto posto fatto registrare da Maverick Vinales, che risale dal 14esimo posto in cui si trovava al termine della FP1. Alle sue spalle Marc Marquez, che controlla la situazione degli altri piloti e risparmia forse il fisico in vista della qualifica di domani e della gara di domenica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Enea Bastianini è il terzo pilota italiano in classifica al termina della combinata. Per lui il nono tempo alle spalle di Bagnaia. Fabio di Giannantonio è 17esimo e Franco Morbidelli è 19esimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico ©lulop.com</p>
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		<title>MotoGP Austria: Francesco Bagnaia cala il tris. Terza vittoria consecutiva per il pilota Ducati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Aug 2022 13:11:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giornata storica per Ducati. Francesco “Pecco” Bagnaia vince il GP d’Austria e cala il tris di vittorie consecutive per la casa di Borgo Panigale. Non accedeva dai tempi di Casey Stoner, ormai 15 anni fa, quando il pilota australiano firmò la tripletta nella stagione 2007 e poi 2008. Bagnaia vince di forza, prendendosi la gara [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Giornata storica per Ducati. Francesco “Pecco” Bagnaia vince il GP d’Austria e cala il tris di vittorie consecutive per la casa di Borgo Panigale. Non accedeva dai tempi di Casey Stoner, ormai 15 anni fa, quando il pilota australiano firmò la tripletta nella stagione 2007 e poi 2008.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bagnaia vince di forza, prendendosi la gara allo spegnersi dei semafori su Bastianini, e resistendo agli attacchi del compagno di squadra Jack Miller, prima, e alla rimonta di Fabio Quartararo, sul finale. Una vittoria che ha comunque un retrogusto un po’ amaro, per i colori italiani, per il problema tecnico che ha messo fuori dai giochi Enea Bastianini, autore della pole position. Un problema alla ruota anteriore, con il cerchio danneggiato che fa perdere pressione allo pneumatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto un cielo che minaccia pioggia parte la gara della MotoGP, con i box già in allerta per un eventuale Flag to Flag. Enea Bastianini perde subito la prima posizione ottenuta con la pole position di ieri. A passare al comando è infatti Francesco “Pecco” Bagnaia. Cade Mir, ma i problemi più grossi sono davanti, con Bastianini che commette qualche errore di troppo e deve cedere posizioni a Miller e Martin. A seguire le quattro Ducati c’è Fabio Quartararo, che approfitta di un errore di Vinales per risalire in quinta posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il colpo di scena per la lotta alla vittoria e per i colori italiani al sesto giro. La Ducati di Enea Bastianini accosta e si ferma. Un problema al cerchio della ruota anteriore ferma la corsa di Bastianini, lasciano a Bagnaia l’onore italiano, con “Pecco” impegnato a guardarsi dagli attacchi del compagno di squadra Miller. Bagnaia resiste e riesce a crearsi un piccolo margine di sicurezza, mentre Martin si accoda a Miller. Quartararo studia la situazione e approfitta di un errore dello spagnolo per prendersi la terza posizione e poi mettersi al secondo posto nel tentativo di ricucire su Bagnaia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ritmo è serrato per la corsa al podio. Jorge Martin forza troppo e cade all’ultimo giro. Francesco Bagnaia vince il GP d’Austria, seguito da Fabio Quartararo (+0.492) e da Jack Miller (+2.163).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ottima la prova di Luca Marini, quarto al traguardo dopo una gara in crescendo e tenendo a bada Zarco sul finale. Aleix Espargaro, con l’Aprilia è sesto. Buona la gara anche di Marco Bezzecchi, che entra in top-ten con il nono posto. All’undicesimo posto l’altra guida del Team Gresini, Fabio Di Giannantonio. Andrea Dovizioso chiude la gara austriaca al 15esimo posto, mentre Lorenzo Savadori sulla terza Aprilia è 19esimo. Ritirato Franco Morbidelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La classifica iridata vede Fabio Quartararo sempre al comando con 200 punti, seguito da Aleix Espargaro a quota 168 punti ed ancora ampiamente in lotta per il titolo. Grazie alla nuova vittoria odierna Bagnaia conferma il terzo posto a 44 lunghezze dal francese (156). Vicini tra loro gli inseguitori: Johann Zarco (125) e Jack Miller (123), con Enea Bastianini che con lo zero di oggi resta fermo al sesto posto con 118 punti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico archivio Lulop.com</p>
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		<title>Moto2 Austria: il Sol Levante domina anche qua. Successo di Ai Ogura. Caduta per Celestino Vietti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Aug 2022 12:28:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto2]]></category>
		<category><![CDATA[ai ogura]]></category>
		<category><![CDATA[austria]]></category>
		<category><![CDATA[celestino vietti]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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		<category><![CDATA[vietti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come in Moto3 (leggi qua) anche in Moto2 il Giappone domina. La vittoria di oggi nella categoria “di mezzo” al GP d’Austria va infatti ad Ai Ogura, pilota del Idemitsu Honda Team Asia. Non solo vittoria di giornata, ma anche scossone nella classifica iridata, con il pilota giapponese che diventa nuovo leader al termine del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Come in Moto3 (<a href="https://www.giornalemotori.com/2022/08/21/moto3-austria-sasaki-vince-dopo-una-rimonta-pazzesca/">leggi qua</a>) anche in Moto2 il Giappone domina. La vittoria di oggi nella categoria “di mezzo” al GP d’Austria va infatti ad Ai Ogura, pilota del Idemitsu Honda Team Asia. Non solo vittoria di giornata, ma anche scossone nella classifica iridata, con il pilota giapponese che diventa nuovo leader al termine del 13esimo round. Giochi comunque ancora largamente aperti per la conquista del titolo, con Ogura che ha un vantaggio di un solo punto su Augusto Fernandez (183 punti il primo contro i 182 dello spagnolo). In ottica campionato invece giornata amara per Celestino Vietti, che oggi porta a casa zero punti e si attesta al terzo posto nella classifica generale con 156 punti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un vero peccato, perché Vietti era perfettamente in linea per puntare alla vittoria. La caduta quando mancano 7 giri dal termine, mentre era in lotta per il la seconda posizione. Una scivolata che ha tolto Vietti dai giochi, lasciando a Chantra il secondo gradino del podio per completare la festa del Team Asia. Il distacco sotto la bandiera a scacchi è di +0.173 tra i due team mate. A completare il podio, con il terzo posto, Jake Dixon (+7.854), in duello fino all’ultimo contro Pedro Acosta, primo di un quartetto tutto spagnolo che vede a seguire Fernandez, Canet e Lopez. Augusto Fernandez, con il quinto posto,&nbsp; deve pertanto cedere la leadership provvisoria in generale per un solo punto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giornata deludente per gli italiani, che, Celestino Vietti a parte, non riescono a mettersi in luce sulla pista austriaca. La gara per i colori italiani inizia subito male, e con la giusta dose di apprensione, per la caduta di Alessandro Zaccone, con tanto di barella per prestare soccorso all’italiano e successivi accertamenti in clinica mobile per una forte contusione al piede destro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul finale di gara cade Celestino Vietti, ma non solo. Anche Tony Arbolino e Lorenzo Dalla Porta assaggiano il duro asfalto austriaco. Nonostante le moto in posizione pericolosa la corsa continua, con Vietti costretto al ritiro dopo essere ripartito dal fondo. Al traguardo solo due nostri piloti. Il primo è Niccolò Antonelli, 16esimo, poi Simone Corsi, 20esimo. Credito fotografico Twitter</p>
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		<title>MotoGP Assen: Bagnaia conquista la decima pole con il nuovo record del circuito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jun 2022 15:34:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pecco Bagnaia si è assicurato la decima pole position in MotoGP con un veloce giro di 1&#8217;31.504 sul circuito del TT di Assen. L&#8217;italiano comanda la griglia di partenza di domenica davanti al campione in carica Fabio Quartararo e Jorge Martin di Pramac con Marco Bezzecchi di Mooney VR46 che impressiona al quarto posto.  Le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Pecco Bagnaia si è assicurato la decima pole position in MotoGP con un veloce giro di 1&#8217;31.504 sul circuito del TT di Assen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;italiano comanda la griglia di partenza di domenica davanti al  campione in carica Fabio Quartararo e Jorge Martin di Pramac con Marco Bezzecchi di Mooney VR46 che impressiona al quarto posto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le qualifiche della MotoGP sono iniziate sotto la minaccia della pioggia e con Enea Bastianini che ha sofferto un problema tecnico all&#8217;uscita della sua Ducati Gresini Racing.&nbsp;Il team si affretta a riportare la sua seconda moto sull&#8217;asciutto mentre l&#8217;italiano è scattato in pitlane con il kit completo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brad Binder della Red Bull KTM ha stabilito il ritmo iniziale mentre il debuttante Tech3 Remy Gardner e il compagno di squadra ufficiale Miguel Oliveira si sono seduti secondo e terzo con Fabio di Giannantonio che ha superato Franky Morbidelli tra i primi cinque.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seconda volta e Oliveira ha preso il comando dal sudafricano con Joan Mir della Suzuki Ecstar alla deriva nella terza. Andrea Dovizioso sale al quarto posto sulla Yamaha WithU davanti a Gardner e Alex Marquez mentre Morbidelli della Monster Energy Yamaha è sceso al settimo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bastianini è rientrato in azione a metà sessione con il decimo posto, appena dietro al suo compagno di squadra Gresini Di Giannantonio, quando Mir è caduto alla curva cinque al suo primo giro lanciato. L&#8217;italiano è migliorato fino al settimo posto al giro successivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luca Marini di Mooney VR46 è salito al quarto posto con tre minuti rimanenti mentre Stefan Bradl ha trovato il sesto posto sulla Repsol Honda. Binder ancora una volta in testa ai tempi, con un 1&#8217;32.485, quando Diggia ha conquistato il sesto posto dal tedesco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marini ha continuato la sua scalata al terzo posto prima di iniziare un altro giro ma l&#8217;italiano non è stato all&#8217;altezza nel secondo settore mentre si è accontentato del 13° posto sulla griglia di partenza di domenica. Delusione anche per Diggiannantonio e Bastianini con quinto e sesto dietro a Mir.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La KTM si è unito alla lotta per la Q2 quando Martin ha stabilito un nuovo record sul giro di tutti i tempi con un 1&#8217;31.708 al suo primo tentativo. Anche Quartararo della Yamaha ha centrato il record del suo ex compagno di squadra mentre la sessione si è accesa con Jack Miller al terzo posto sulla Ducati Lenovo prima che Bagnaia rubasse la posizione al suo collega di fabbrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bezzecchi ha continuato a mostrare la sua crescente fiducia da rookie dal quinto posto davanti alla coppia Aprilia di Aleix Espargaro e al poleman dell&#8217;anno scorso Viñales con Johann Zarco di Pramac che ha diviso la coppia al settimo posto.&nbsp;Alex Rins ha fatto circolare la Suzuki al nono posto con le KTM e Takaaki Nakagami completando la top 12 a metà della pausa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Espargaro è uscito subito dai blocchi sulla RS-GP mentre le seconde manche hanno preso velocità. Bagnaia ha attraversato l&#8217;ultima chicane per un 1&#8217;31.504 per prendere il suo secondo record del circuito in tante settimane mentre Bezzecchi è migliorato ancora, questa volta al quarto, il proprio sforzo anche sotto i migliori dell&#8217;anno scorso. Il capitano dell&#8217;Aprilia ha ottenuto il quinto posto quando Martin è scivolato fuori alla curva cinque con Miller a terra alla stessa curva la prossima volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quartararo ha promosso la M1 al secondo posto con un 1&#8217;31.620 al conto alla rovescia, con la propria quinta salva per giunta ma il dominio di Bagnaia non sarebbe stato messo in discussione.&nbsp;Martin ha tenuto duro per la sua prima partenza in prima fila da Austin, nonostante l&#8217;incidente in ritardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bezzecchi si è preparato per la seconda fila per la gara di 26 giri di domani con Espargaro e Miller in compagnia, su Zarco, Oliveira e Rins.&nbsp;Binder, Vinales e Nakagami completano la top 12 dopo che il pilota Aprilia è caduto nelle fasi finali delle bandiere gialle.</p>
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		<title>GP GERMANIA MOTOGP: ASSOLO DI QUARTARARO. BAGNAIA CADE.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2022 12:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come nelle classi precedenti, anche la MotoGP affronterà il Gran Premio di Germania col gran caldo, ma che non ha scoraggiato il pubblico tedesco a riempire gli spalti del Sachsenring. Vedere le tribune piene di pubblico è sempre una bella immagine e segno che il tifo in Germania dipende dalla passione verso il motomondiale e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Come nelle classi precedenti, anche la MotoGP affronterà il Gran Premio di Germania col gran caldo, ma che non ha scoraggiato il pubblico tedesco a riempire gli spalti del Sachsenring. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Vedere le tribune piene di pubblico è sempre una bella immagine e segno che il tifo in Germania dipende dalla passione verso il motomondiale e non verso un pilota come in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo spegnimento dei semafori, Quartararo parte a razzo e si porta al comando ai danni di Bagnaia che deve accordarsi al pilota Yamaha. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro al duo di testa si porta Espargaro su Aprilia ma deve fare i conti con la Ducati di Zarco che, nel corso del primo passaggio, avrà la meglio sullo spagnolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lotta per la vittoria è un affare riservato solamente tra Quartararo e Bagnaia e l&#8217;italiano tenta di superare il collega francese già alla fine del primo giro alla prima curva, ma il ducatista arriva troppo lungo e Quartararo si riprende la posizione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quartararo e Bagnaia iniziano a scavare un discreto margine su Zarco in terza posizione ma il ritmo di Quartararo, in questa fase della gara, è migliore della Ducati n°65.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 27 giri dalla fine, colpo di scena: Pecco forza troppo il ritmo e cade alla prima curva: la sua Ducati perde aderenza al posteriore e l&#8217;italiano finisce la gara nella ghiaia. Qualche istante dopo, stesso punto, scivola anche Mir sull&#8217;unica Suzuki in gara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quartararo ora ha strada libera e Zarco si trova ad oltre 1 secondo. Ma mancano ancora 26 giri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un paio di giri più tardi e cade nuovamente Nakagami, ma questa volta senza tirare giù altri avversari come nella gara precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle retrovie la lotta per l&#8217;ottava posizione si fa serrata tra Luca Marini e Binder con l&#8217;italiano che tenta in più di qualche occasione di avere la meglio sul rivale, ma invanamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quartararo è al comando, in solitaria, e la sua gara non viene disturbata da nessuno. Intanto Vinales si riporta su ed arriva negli scarichi del compagno Espargaro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo a metà gara: <a href="https://www.giornalemotori.com/2022/04/23/qualifiche-motogp-portogallo-zarco-in-pole-bagnaia-cade-ed-e-ultimo/" data-type="post" data-id="113862">Zarco </a>rosicchia qualche decimo su Quartararo mentre continua la sfida in casa Aprilia con Miller che sta raggiungendo il tandem di Noale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle retrovie si innesca un&#8217;altra battaglia tra Martin, Diggianantonio e Marini, col Diggia che si prende la sesta posizione a danni del ducatista Pramac.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro colpo di scena a 10 giri dalla fine: Vinales si ritira dopo aver accusato dei problemi di inserimento e stabilità all&#8217;anteriore. Le immagini mostrano la moto di Noale molto bassa nella parte posteriore e dai box confermano la rottura dell&#8217;abbassatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Peccato, perchè Maverick stava facendo una ottima gara e lascia la lotta per il terzo posto a Miller ed Espargaro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ducatista tenta di mettersi davanti all&#8217;Aprilia quando mancano otto giri dalla fine, ma arriva troppo lungo alla curva uno e deve riaccodarsi agli scarichi della moto di Noale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro al duo Espargaro-Miller si porta Luca Marini, che supera un dolorante Jorge Martin, e inizia a recuperare decimi importanti ad ogni settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller riprova a superare Espargaro a cinque giri dalla fine, ma finisce nuovamente lungo alla prima curva. E intanto Marini ringrazia, avvicindandosi sempre di più per la lotta del terzo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tre giri dalla fine sbaglia Espargaro e finisce lungo alla prima curva, spalancando la porta del terzo a Miller e deve anche guardarsi alla spalle da un feroce Luca Marini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quartararo trionfa in solitaria il Gran Premio di Germania al Sachsenring, dietro di lui, in seconda posizione, giunge Zarco su Ducati Pramac ma staccato di oltre 5 secondi. Il podio viene completato da Miller che vince la sfida su Espargaro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ottima prestazione per Luca Marini, quinto al traguardo, davanti a Martin, Binder, Diggianantonio, Oliveria e Bastianini che completa la top10.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gara impressionante per Quartararo, un vero e proprio martello per tutta la durata della corsa: mai un errore, mai un calo di concentrazione, mai una minima sbavatura. Un binomio Quartararo-Yamaha che mette paura a tutti i rivali.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP: Miller guida un doppietta Ducati nelle FP1 del GP di Germania</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2022/06/17/motogp-miller-guida-un-doppietta-ducati-nelle-fp1-del-gp-di-germania/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-miller-guida-un-doppietta-ducati-nelle-fp1-del-gp-di-germania</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 10:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[FP1]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Miller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jack Miller ha dato il via al weekend del Gran Premio di Germania della MotoGP con il miglior tempo delle FP1 e l&#8217;australiano, pilota KTM dalla prossima stagione, ha guidato una doppietta Ducati. Johann Zarco&#160;di Pramac ha stabilito il ritmo iniziale sulla sua Ducati nelle FP1: il pilota francese ha rimosso&#160;Franco Morbidelli&#160;della Yamaha dalla vetta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2022/06/17/motogp-miller-guida-un-doppietta-ducati-nelle-fp1-del-gp-di-germania/">MotoGP: Miller guida un doppietta Ducati nelle FP1 del GP di Germania</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Jack Miller ha dato il via al weekend del Gran Premio di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Germania" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Germania </a>della MotoGP con il miglior tempo delle FP1 e l&#8217;australiano, pilota KTM dalla prossima stagione, ha guidato una doppietta Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Johann Zarco&nbsp;di Pramac ha stabilito il ritmo iniziale sulla sua Ducati nelle FP1: il pilota francese ha rimosso&nbsp;Franco Morbidelli&nbsp;della Yamaha dalla vetta della classifica con un 1m22.081 a poco più di cinque minuti dall&#8217;inizio delle FP1, prima di migliorare ulteriormente a 1m21.791.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zarco ha poi trovato un 1m21.719 prima che&nbsp;Aleix Espargaro&nbsp;<a href="https://www.aprilia.com/it_IT/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dell&#8217;Aprilia</a> prendesse il sopravvento con un 1m21.699, anche se è stato per un breve periodo in testa alla classifica, dato che Zarco è ritornato in vantaggio un attimo dopo con un 1m21.655.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A poco meno di mezz&#8217;ora dalla fine, Miller del team ufficiale Ducati è andato più veloce con un 1&#8217;21.479.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller arriva nel weekend in Germania&nbsp;dopo aver annunciato un accordo biennale con KTM a partire dal prossimo anno&nbsp;, con l&#8217;australiano che ha rivelato giovedì di essere stato assicurato dalla Ducati che continuerà a ricevere aggiornamenti sulla moto nel 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andrea Dovizioso di&nbsp;<a href="https://www.giornalemotori.com/2022/05/28/rnf-sara-team-satellite-dellaprilia-in-motogp-dal-2023/" data-type="post" data-id="114479" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RNF Racing</a>&nbsp;è&nbsp;caduto dalla sua Yamaha alla curva 1 a 21 minuti dalla fine, prima che&nbsp;Pol Espargaro&nbsp;della Honda lo seguisse pochi minuti dopo. Pochi istanti dopo,&nbsp;Alex Rins&nbsp;della Suzuki ha avuto un incidente identico alla curva 1. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Pol Espargaro ha subito una seconda caduta alla curva 1 a poco meno di 10 minuti dalla fine con il posteriore della sua Honda che si lasciava andare in frenata e lo spingeva in un highside da cui ha impiegato pochi minuti per riprendersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 1m21.479 di Miller è rimasto incontrastato fino alla bandiera a scacchi poiché la maggior parte non è passata alle gomme nuove durante le FP1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il compagno di squadra della Ducati&nbsp;Francesco Bagnaia&nbsp;lo ha seguito di 0,015 secondi, con il campione del mondo in carica e attuale leader di punti&nbsp;Fabio Quartararo&nbsp;che ha completato i primi tre sulla sua Yamaha.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zarco è scivolato al quarto posto davanti a <a href="https://www.giornalemotori.com/2021/11/18/test-motogp-jerez-honda-splende-con-nakagami-nel-primo-giorno-di-test/" data-type="post" data-id="110845" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nakagami</a>, con Aleix Espargaro sesto sulla sua Aprilia davanti a&nbsp;Luca Marini&nbsp;della VR46, che ha corso su gomma fresca alla fine delle FP1, e Dovizioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Jorge Martin, che ha subito un intervento chirurgico al polso dopo la gara di Barcellona, ​​era a 0,256 secondi dal ritmo e al nono posto sulla seconda delle Pramac Ducati davanti ad&nbsp;Alex Marquez&nbsp;della LCR Honda .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Maverick Vinales chiude 11° su un&#8217;Aprilia con una nuova carenatura aerodinamica sul fianco della RS-GP, con Pol Espargaro 12° dopo la sua doppia caduta davanti a&nbsp;Joan Mir&nbsp;e Morbidelli della Suzuki.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brad Binder&nbsp;è stato il miglior pilota della KTM al 15° posto davanti al duo Gresini&nbsp;Enea Bastianini&nbsp;e&nbsp;Fabio Di Giannantonio&nbsp;, mentre Rins è stato 19° dopo la caduta.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2022/06/17/motogp-miller-guida-un-doppietta-ducati-nelle-fp1-del-gp-di-germania/">MotoGP: Miller guida un doppietta Ducati nelle FP1 del GP di Germania</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP: Miller passa in KTM con un contratto biennale</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2022/06/09/motogp-miller-passa-in-ktm-con-un-contratto-biennale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-miller-passa-in-ktm-con-un-contratto-biennale</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 07:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Miller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jack Miller passerà alla KTM nel 2023 dopo aver firmato un contratto biennale con la casa austriaca. Il 27enne si schiera accanto a Brad Binder e correrà la sua nona e decima stagione nella classe regina sulla KTM RC16 dopo aver firmato un contratto che lo vede ancora una volta con i colori della Red [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Jack Miller passerà alla KTM nel 2023 dopo aver firmato un contratto biennale con la casa austriaca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 27enne si schiera accanto a Brad Binder e correrà la sua nona e decima stagione nella classe regina sulla KTM RC16 dopo aver firmato un contratto che lo vede ancora una volta con i colori della Red Bull KTM Factory Racing.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Ovviamente conosciamo Jack da quando ha esordito con Aki e il nostro programma Moto3 ed è un grande piacere portare un pilota delle sue capacità nella nostra struttura MotoGP&#8221;,</em> ha affermato Pit Beirer, capo della KTM.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Ci ha lasciato un&#8217;impressione positiva e siamo rimasti in contatto.&nbsp;L&#8217;approccio e l&#8217;atteggiamento di Jack nei confronti delle corse sono molto simili ai nostri.&nbsp;Sono molto orgoglioso che torni di nuovo alla Red Bull KTM e sarà una grande aggiunta alla nostra missione”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller ha compiuto 27 anni lo scorso gennaio, ma ha già più di un decennio di esperienza nei Gran Premi, tra cui nove vittorie e quasi 30 podi in entrambe le classi Moto3 e MotoGP.&nbsp;Il 2014 è stato il periodo più prolifico della sua carriera fino a quando una unione con la squadra Red Bull KTM Ajo di Aki Ajo lo ha visto ottenere sei vittorie e perdere solo il titolo Moto3 e passando in MotoGP la stagione successiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller si lavorerà di nuovo con Francesco Guidotti dopo aver lavorato con l&#8217;attuale Team Manager della Red Bull KTM Factory Racing per tre dei suoi otto anni in MotoGP al Pramac Ducati.</p>
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		<title>MotoGP: Espargaro porta l&#8217;Aprilia in pole al GP di Catalogna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jun 2022 15:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aleix Espargaro (Aprilia Racing) mette la RS-GP numero 41 in pole per il GP Monster Energy di Barcellona. Lo spagnolo, autore del nuovo record della pista, precede Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) e Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP). Quarto Johann Zarco (Prima Pramac Ducati), quinto un sorprendente Fabio Di Giannantonio (Gresini Racing MotoGP™): dopo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Aleix Espargaro (Aprilia Racing) mette la RS-GP numero 41 in pole per il GP Monster Energy di Barcellona. Lo spagnolo, autore del nuovo record della pista, precede Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) e Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quarto <a href="https://www.giornalemotori.com/tag/zarco/" data-type="post_tag" data-id="188">Johann Zarco</a> (Prima Pramac Ducati), quinto un sorprendente Fabio Di Giannantonio (Gresini Racing MotoGP™): dopo aver conquistato la pole nello scorso GP del Mugello in condizioni miste, il rookie italiano si conferma così a suo agio sul giro secco. Dietro di lui, sesto, Jorge Martin (Prima Pramac Racing). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il primo girone di assalti, a metà turno, Quartararo guidava la lista dei tempi con un 1:39.055, di appena 10 millesimi più veloce di Bagnaia, di 12 più rapido dell’Aprilia di Espargaro. Martin e Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) in quarta e quinta posizione provvisoria, avevano un ritardo di meno di un decimo dal campione del mondo in carica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma le cose erano destinate a cambiare: a meno di tre minuti dalla fine, Bagnaia saliva in prima posizione. Il suo tempo resisteva per meno di due minuti: Aleix Espargaro firmava infatti l’1:38.742 che lo metteva in pole position per la gara di domani davanti all’italiano, per 31 millesimi. Terzo Quartararo, che scatterà insieme ai due dalla prima fila.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MotoGP Q2 Top 10:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Aleix Espargaro (Aprilia Racing) – 1:38.742<br>2. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) + 0.031<br>3. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.217<br>4. Johann Zarco (Prima Pramac Racing) + 0.285<br>5. Fabio Di Giannantonio (Gresini Racing) + 0.357<br>6. Jorge Martin (Prima Pramac Racing) + 0.400<br>7. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 0.403<br>8. Maverick Viñales (Aprilia Racing) + 0.655<br>9. Luca Marini (Mooney VR46 Racing) + 0.709<br>10. Pol Espargaro (Repsol Honda Team) + 0.735</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.motogp.com/en/gp-results/2022/CAT/MotoGP/Q2/Classification" target="_blank" rel="noopener">QUI LA CLASSIFICA COMPLETA!</a></strong></p>
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		<title>MotoGP: Doppietta Aprilia nelle libere del venerdì del GP di Catalogna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 14:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Catalogna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aleix Espargaro ha guidato una doppietta Aprilia al termine delle seconde prove libere del Gran Premio di Catalogna della MotoGP dopo aver dominato la sessione con 0,303 secondi di vantaggio sul compagno di squadra Vinales. Il pilota Ducati VR46&#160;Marco Bezzecchi&#160;ha dettato il ritmo iniziale sulla sua GP21, salendo fino al quinto posto nell&#8217;ordine combinato prima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Aleix Espargaro ha guidato una doppietta <a href="https://www.giornalemotori.com/tag/aprilia/" data-type="post_tag" data-id="28">Aprilia </a>al termine delle seconde prove libere del Gran Premio di Catalogna della MotoGP dopo aver dominato la sessione con 0,303 secondi di vantaggio sul compagno di squadra Vinales.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota Ducati VR46&nbsp;Marco Bezzecchi&nbsp;ha dettato il ritmo iniziale sulla sua GP21, salendo fino al quinto posto nell&#8217;ordine combinato prima di migliorare al terzo posto con un 1m40.577s  che ha messo il rookie italiano al terzo posto assoluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è stato così fino a metà della sessione pomeridiana di 45 minuti a Barcellona, quando il miglior sforzo di&nbsp;Alex Rins&nbsp;dalle FP1 è stato rovesciato da&nbsp;Aleix Espargaro&nbsp;di Aprilia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il favorito di casa è passato in vantaggio con un 1m40.067s, che è stato il punto di riferimento fino agli ultimi sette minuti quando il compagno di squadra Maverick Vinales ha sparato un tempone nel primo tentativo della giornata con gomme morbide.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vinales ha infranto la barriera dei 1m40s con un 1m39.884s, migliorando a 1m39.705s nel giro seguente prima che il resto del gruppo scendesse in pista nei minuti finali su gomma morbida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tempi sul giro inesorabilmente scesi, ma è stato Espargaro sull&#8217;Aprilia il più veloce e ha siglato un 1m39.402s per battere Vinales di 3 decimi di secondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Enea Bastainini ha completato i primi tre con la sua Ducati Gresini, seguito da <a href="https://www.giornalemotori.com/2022/05/29/gp-italia-motogp-sventola-il-tricolore-sul-cielo-del-mugello-trionfo-della-ducati-di-bagnaia/" data-type="post" data-id="114550" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Francesco Bagnaia</a> in quarta posizione sulla Ducati ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Jorge Martin&nbsp;si è ripreso dalla sua caduta nelle FP1 per finire quinto sulla sua Ducati Pramac, anche se a 0.587 secondi dal tempo di Espargaro, con&nbsp;Brad Binder&nbsp;che ha portato la KTM in sesta posizione con un ritardo di 1m40.083s.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Jack Miller&nbsp;è stato settimo con l&#8217;altra Ducati ufficiale davanti al campione del mondo in carica&nbsp;<a href="https://www.giornalemotori.com/2022/06/02/motogp-quartararo-rinnova-per-altri-due-anni-con-yamaha/" data-type="post" data-id="114627" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fabio Quartararo</a>, fresco di rinnovo con Yamaha, e alla Suzuki di Rins.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota Suzuki è stato seguito da&nbsp;Johann Zarco&nbsp;di Pramac, ma il francese è stato retrocesso al 17 ° posto dopo che il suo ultimo giro è stato annullato a causa di un&#8217;infrazione alla bandiera gialla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ha promosso&nbsp;Franco Morbidelli&nbsp;della Yamaha fino al 10 ° posto davanti al miglior pilota della Honda&nbsp;Pol Espargaro&nbsp;in 11 °.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Bezzecchi ha avuto un giro annullato che lo ha portato al 14 ° posto davanti al compagno di squadra&nbsp;Luca Marini&nbsp;e al campione del mondo 2020&nbsp;Joan Mir&nbsp;sull&#8217;altra Suzuki.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico: MotoGP</p>
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		<title>Stagione finita per Marc Marquez! Quarto intervento al braccio e lungo periodo di recupero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2022 15:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[intervento]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
		<category><![CDATA[Marquez]]></category>
		<category><![CDATA[motogp mugello]]></category>
		<category><![CDATA[Mugello]]></category>
		<category><![CDATA[Operazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Mugello non si fa in tempo a festeggiare per la pole di Fabio Di Giannantonio, e per la prima fila tutta italiana, che l&#8217;attenzione si sposta subito su Marc Marquez. E non per la caduta, l&#8217;ennesima a dire il vero, che lo ha visto coinvolto all&#8217;inizio dell&#8217;ultima sessione, con la sua Honda in fiamme [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Al Mugello non si fa in tempo a festeggiare per la pole di Fabio Di Giannantonio, e per la prima fila tutta italiana, che l&#8217;attenzione si sposta subito su Marc Marquez. E non per la caduta, l&#8217;ennesima a dire il vero, che lo ha visto coinvolto all&#8217;inizio dell&#8217;ultima sessione, con la sua Honda in fiamme a bordo pista. I motivi sono altri e purtroppo ben più seri. In una conferenza stampa convocata dal Team, Marc Marquez ed Alberto Puig hanno comunicato la decisione di interrompere la stagione in corso. Marquez infatti dovrà sottoporsi ad un nuovo intervento chirurgico, il quarto, per cercare di risolvere, si spera in maniera definitiva, i problemi che l&#8217;affliggono ormai dal&#8217;infortunio patito a Jerez nella stagione 2020.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tempistiche di recupero non giocano a favore del pilota. Si parla di un percorso riabilitativo stimato in circa 5 mesi, che impedirebbe di fatto un rientro in pista di Marquez nel corso di questa stagione. Una stagione, ad onor del vero, non certo iniziata al giusto livello per un campione del calibro di Marquez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intervento potrebbe essere già programmato per la prossima settimana, così come dichiarato da Marc durante la conferenza. Il pilota ha spiegato le limitazioni a cui ha dovuto far fronte fin dal primo incidente, senza mai riuscire, in tutto questo tempo, a recuperare energie e forze, in modo da guidare secondo le sue possibilità. Inoltre Marquez ha spiegato che i disagi al braccio hanno sovvracaricato il lavoro dell&#8217;altra spalla, la sinistra, creando problemi anche a questa. Ora è tempo per cercare di intervenire in maniera definitiva, abbandonando la stagione per prendersi il giusto tempo di recupero senza fretta e senza pressioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Alberto Puig conferma che le prestazioni di Marc Marquez, nonostante il lavoro fatto fino ad ora, non sono al 100%. Il problema principale è infatti la condizione dell&#8217;arto. Dopo un consulto con medici e specialisti e dopo aver analizzato la situazione è emerso che le ossa sono pronte per sottoporsi all&#8217;intervento e che quindi, dopo la gara del Mugello, Marquez si opererà e si prenderà il giusto periodo di pausa per il recupero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico Lulop.com</p>
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		<item>
		<title>Moto2 Mugello: davanti a tutti Aron Canet. Celestino Vietti partirà dalla quarta posizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2022 14:51:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto2]]></category>
		<category><![CDATA[Aron Canet]]></category>
		<category><![CDATA[celestino vietti]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[motogp mugello]]></category>
		<category><![CDATA[Mugello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;incertezza della pioggia che poteva cadere sul Mugello, Aron Canet firma la pole position della classe Moto2. Suo il miglior tempo al termine della sessione di composizione della griglia. Lo spagnolo ferma il cronometro sul minuto, 51 secondi e 121 millesimi e si aggiudica la prima casella. Segue il connazionale in sella alla KTM Pedro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;incertezza della pioggia che poteva cadere sul Mugello, Aron Canet firma la pole position della classe Moto2. Suo il miglior tempo al termine della sessione di composizione della griglia. Lo spagnolo ferma il cronometro sul minuto, 51 secondi e 121 millesimi e si aggiudica la prima casella. Segue il connazionale in sella alla KTM Pedro Acosta, con un gap di +0.125. Chiude la prima fila Sam Lowes (+0.158).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la grande giornata all&#8217;insegna del tricolore nella classe MotoGP, la prima bandiera italiana in Moto2 sventola sul quarto posto ottenuto da Celestino Vietti con i colori del Mooney VR46 Racing Team. Alle sue spalle Mattia Pasini con la Gas Gas del Team Aspar, che si porta a casa la quinta posizione in griglia dopo aver ottenuto l&#8217;accesso in Q2 con il miglior tempo alla fine della Q1, davanti a Tony Arbolino. Il pilota dell&#8217;Elf Marc VDS Racing Team in Q2 riesce a conquistare l&#8217;ottavo tempo alle spalle di Ogura e Roberts.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lorenzo Dalla Porta è 11esimo, Alessandro Zaccone 22esimo, Simone Corsi 25esimo, mentre Niccolò Antonelli è solo 28esimo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>MotoGP Mugello: offerta tricolore 3&#215;3! Prima fila tutta italiana: in pole Fabio Di Giannantonio davanti a Marco Bezzecchi e Luca Marini</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2022/05/28/motogp-mugello-offerta-tricolore-3x3-prima-fila-tutta-italiana-in-pole-fabio-di-giannantonio-davanti-a-marco-bezzecchi-e-luca-marini/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-mugello-offerta-tricolore-3x3-prima-fila-tutta-italiana-in-pole-fabio-di-giannantonio-davanti-a-marco-bezzecchi-e-luca-marini</link>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2022 13:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[bastianini]]></category>
		<category><![CDATA[dovizioso]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Marini]]></category>
		<category><![CDATA[Marquez]]></category>
		<category><![CDATA[motogp mugello]]></category>
		<category><![CDATA[Mugello]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grande Mugello! Almeno in tempo di qualifica! Gli italiani dettano legge sulla pista di casa e fanno registrare una sessione per la composizione della griglia degna dei tempi che furono. Tre italiani davanti a tutti: Fabio Di Giannantonio, Marco Bezzecchi e Luca Marini. Tre Ducati in prima fila, alle quali si aggiungono quelle di Johann [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Grande Mugello! Almeno in tempo di qualifica! Gli italiani dettano legge sulla pista di casa e fanno registrare una sessione per la composizione della griglia degna dei tempi che furono. Tre italiani davanti a tutti: Fabio Di Giannantonio, Marco Bezzecchi e Luca Marini. Tre Ducati in prima fila, alle quali si aggiungono quelle di Johann Zarco e Francesco Bagnaia in quarta e quinta posizione. Insomma: se questo è l&#8217;antipasto di quello che potrebbe succedere domani in gara sappiamo fin da ora che lo spettacolo sarà assicurato. Nonostante sia finita l&#8217;epoca Rossi e nonostante le colline del Mugello oggi appaiono meno assiepate di tifosi rispetto al passato, lo show in pista non è certo mancato in questo sabato toscano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I piloti italiani tengono la testa della classifica cronometrata dall&#8217;inizio della sessione e solo Zarco prova ad intromettersi per vedersi scavalcare subito da chi in pista sta dettando il passo. Con la sessione interrotta dalla caduta di Marc Marquez e con il rischio pioggia sempre più concreto, a trovare il passo migliore è Fabio Di Giannantonio, che riporta in prima posizione i colori del Gresini Racing MotoGP Team. Di Giannanatonio chiude la pole con il crono di 1.46,159. Il tutto dopo aver ottenuto l&#8217;accesso in Q2 dopo il primo tempo in Q1 ottenuto davanti a Marc Marquez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marc Marquez che infiamma (è il caso di dirlo) il pubblico con una caduta nelle prime fasi della Q2. Moto avvolta dalle fiamme, pilota OK e bandiera rossa ad interrompere la sessione mentre le nuvole si infittiscono sempre di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sessione riprende e si chiude con un continuo incremento di “caschi rossi”. Tutti i piloti migliorano e i portacolori del Mooney VR46 Racing Team sono della partita, con Marco Bezzecchi e Luca Marini a chiudere nell&#8217;ordine la prima fila con distacchi rispettivamente di +0.088 e +0.171. Johann Zarco mette la Ducati Pramac davanti a quella ufficiale di Francesco Bagnaia, mentre la moto gemella di Jack Miller non va oltre la dodicesima casella. La prima moto non italiana è la Yamaha di Fabio Quartaro, sesto, davanti all&#8217;Aprilia di Aleix Espargaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Team Gresini festeggia con Di Giannantonio mettendo in contraltare la prestazione di Enea Bastianini. Il “Bestia” oggi si accontenta della decima casella in griglia, anche dopo la scivolata subita in curva 15 durante le FP4. Per lui una posizione in meno rispetto a Marc Marquez, solo 11esimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pattuglia tricolore si completa con il 13eimo posto di Michele Pirro, il 22esimo di Lorenzo Savadori, il 23esimo di Franco Morbidelli ed il 26esimo ed ultimo posto di Andrea Dovizioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico pagina Facebook Fabio Di Giannantonio</p>
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		<title>Moto3: la prima pole al Mugello è quella firmata da Deniz Oncu. Prima fila per Dennis Foggia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2022 12:35:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto3]]></category>
		<category><![CDATA[dennis foggia]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tempo di pole in quel del Mugello. Il circuito immerso nelle colline toscane ospita l&#8217;ottavo appuntamento del Campionato del Mondo e le piccole Moto3 sono le prime a scendere in pista per la sessione valida al componimento della grigli di partenza. Davanti a tutti, domani, allo spegnersi dei semafori, ci sarà Deniz Oncu. Il turco [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tempo di pole in quel del Mugello. Il circuito immerso nelle colline toscane ospita l&#8217;ottavo appuntamento del Campionato del Mondo e le piccole Moto3 sono le prime a scendere in pista per la sessione valida al componimento della grigli di partenza. Davanti a tutti, domani, allo spegnersi dei semafori, ci sarà Deniz Oncu. Il turco in sella alla KTM firma infatti la prima pole di giornata e conquista la prima casella con il tempo di 1.56,811. Secondo posto per Daniel Holgado, con la KTM Ajo a solo 97 millesimi. <strong>Chiude la prima fila il nostro bravissimo Dennis Foggia</strong>, con i colori Leopard sulla sua Honda, con un gap di +0.283.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ottima la prestazione di Foggia, che già da ieri si era dimostrato veloce tra le curve ed i sali-scendi del Mugello. Ieri il pilota romano aveva chiuso al primo posto la combinata dei tempi tra FP1 ed FP2, spuntando il miglior tempo nella prima sessione con il tempo di 1.56,916 migliorandolo in FP3 oggi in 1.56,576. Nella qualifica definitiva gran lavoro per Foggia che si porta a casa la terza posizione senza l&#8217;aiuto delle scie. Anzi, grazie al suo lavoro gli altri alle sue spalle hanno avuto vita facile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brilla infatti Deniz Oncu, che ottiene la sua seconda pole stagionale. Il turco con la KTM Tech3 gioca la carta vincente nella qualifica, dopo turni di libere decisamente sottotono. In FP1 Oncu aveva infatti registrato solo il 17esimo tempo, migliorandosi in FP2 con l&#8217;ottavo tempo. Stamattina nel terzo turno decimo tempo. Alle sue spalle Daniel Holgado è bravo a sfruttare la situazione ed il passo di chi lo precede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Apre la seconda fila Sergio Garcia, che precede il compagno di team, con i colori del Valresa GasGas Aspar Team, Izan Guevara. I due precedono il pupillo di Max Biaggi sulla Husqvarna Sterilgarda, ovvero John McPhee. Il primo italiano dopo Foggia è Riccardo Rossi, che chiude la Q2 in ottava posizione, e che quindi scatterà dalla terza fila. Matteo Bertelle è 13esimo, Andrea Migno 16esimo, Stefano Nepa 18esimo. Elia Bartolini scatterà dalla 24esima casella, mentre chiude lo schiaramento, alle spalle di Ana Carrasco, Alberto Surra, 29esimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico Lulop.com</p>
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		<title>MotoGP, Marc Marquez: &#8220;Lavorando possiamo tornare a vincere&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 20:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione 2022 non è facile per entrambi, né per Marc Marquez né per la Honda, e il campione spagnolo non è mai arrivato a podio nelle gare finora disputate. La prossima gara si disputerà al Mugello, una pista completamente diversa da quella di Le Mans e anche qui sia la Honda che Marquez dovranno [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La stagione 2022 non è facile per entrambi, né per Marc Marquez né per la Honda, e il campione spagnolo non è mai arrivato a podio nelle gare finora disputate. La prossima gara si disputerà al Mugello, una pista completamente diversa da quella di Le Mans e anche qui sia la Honda che Marquez dovranno capire la RC213V per tirare fuori tutto il potenziale della moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Marquez non vuole sbilanciarsi e rimane con i piedi ben saldi al terreno, sperando che il fine settimana italiano sia più dolce di quello francese. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;E&#8217; sempre bello correre al Mugello, un tracciato molto veloce e quando si spinge nel lungo rettilineo con una MotoGP, si ha una sensazione incredibile. Vedremo cosa riusciremo a fare qui in Italia. Dobbiamo valutare la situazione e vedere dove saremo rispetto agli altri, ma so che continuando a lavorare sodo con la squadra possiamo tornare ad essere competitivi e a lottare per la vittoria.&#8221;</em> ha fatto sapere Marc Marquez alla vigilia del Gran Premio d&#8217;Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non se la passa bene nemmeno Pol Espargarò e anche lui non vede l&#8217;ora di scendere in pista al Mugello per cancellare un avvio di stagione deludente</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Lo scorso anno al Mugello abbiamo avuto una gara un pò complicata e mi auguro che quest&#8217;anno le cose vadano per il meglio. Mi sono allenato a casa mia per essere pronto a questa nuova sfida. In Francia abbiamo raccolto meno di quello che volevamo e vogliamo riscattarci in Italia. Abbiamo in calendario due gare e un test in due settimane e passeremo molto tempo sulla moto e questa sarà una cosa positiva.&#8221;</em></p>
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		<title>MotoGP GP di Spagna: Bagnaia infrange il record sul giro di Jerez battendo Quartararo per la pole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 14:02:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Bagnaia della Ducati ha infranto il record sul giro di Jerez conquistando la sua prima pole della stagione 2022 al Gran Premio di Spagna della MotoGP davanti a Fabio Quartararo. Dopo aver conquistato il primo posto nelle FP3 questa mattina, l&#8217;atteso scontro per la pole tra Bagnaia e il campione del mondo in carica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Francesco Bagnaia della Ducati ha infranto il record sul giro di Jerez conquistando la sua prima pole della stagione 2022 al Gran Premio di Spagna della MotoGP davanti a Fabio Quartararo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver conquistato il primo posto nelle FP3 questa mattina, l&#8217;atteso scontro per la pole tra Bagnaia e il campione del mondo in carica Quartararo si è scatenato all&#8217;inizio delle qualifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Joan Mir della Suzuki ha stabilito il primo punto di riferimento con un 1m37.616, che ha migliorato a 1m37.369 mentre ad una manciata di piloti erano stati cancellati i giri veloci per non aver rallentato con bandiera gialla alla curva 1 per l&#8217;incidente iniziale di Jorge<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.autosport.com/driver/jorge-martin/841443/" target="_blank"> </a>Martin<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.autosport.com/driver/jorge-martin/841443/" target="_blank"> .</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">A poco meno di nove minuti dalla fine dei 15 minuti della Q2, Bagnaia è stato il più veloce con un 1m36.863, per poi essere immediatamente superato da Quartararo con un 1m36.760.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale era il ritmo di entrambi i piloti, il terzo classificato Aleix Espargaro era a quasi quattro decimi dai primi due.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla sua seconda corsa contro il tempo, Bagnaia ha scavato in profondità per produrre un potente record sul giro di 1&#8217;36.170 che lo ha portato a sette decimi da Quartararo con poco meno di tre minuti dalla fine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quartararo ha ridotto quel deficit, ma era ancora a oltre quattro decimi da Bagnaia e non ha avuto risposta per il pilota Ducati quando è uscita la bandiera a scacchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aleix Espargaro dell&#8217;Aprilia ha completato la prima fila per il secondo weekend consecutivo, riportando al quarto posto Jack Miller della Ducati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marc Marquez ha prodotto un giro di 1&#8217;37.145 abbastanza buono per un quinto posto che limita i danni sulla sua travagliata Honda, con Johann Zarco di Pramac proveniente dalla Q1 per qualificarsi sesto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Takaaki Nakagami è stato settimo sulla sua Honda LCR davanti al debuttante della Ducati VR46 Marco Bezzecchi – che ha superato la Q1 con Johann Zarco – e Mir della Suzuki, caduto in ritardo alla curva 1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Martin è riuscito solo 10° dopo la sua caduta precedente, il pilota Pramac ha battuto Enea Bastianini di Gresini Ducati, anch&#8217;egli caduto in ritardo. Maverick Vinales di Aprilia ha completato la top 12.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pol Espargaro della Honda era in corsa per un posto in Q1 dopo essere stato secondo quando è uscita la bandiera a scacchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma un miglioramento in ritardo per Zarco che l&#8217;ha portato in testa alla Q1, ha portato Espargaro al 13° posto davanti ad Alex Rins della Suzuki , che sarà ancora una volta costretto a una gara di rimonta dopo essere arrivato dal 23° al quarto posto l&#8217;ultima volta in Portogallo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brad Binder è stato il miglior pilota KTM nelle qualifiche al 15 ° posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il compagno di squadra Miguel Oliveira è stato trattenuto in pitlane nei primi 10 minuti della Q1 a causa di un problema tecnico, ed è riuscito solo 21esimo quando finalmente è uscito in pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il debuttante di Tech3 KTM Remy Gardner chiude al 18° posto dopo essere caduto alla curva 1 nelle fasi finali della Q1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sventure di Franco Morbidelli sulla Yamaha lo relegano al 16° posto davanti al debuttante del team Gresini Fabio Di Giannantonio , mentre Luca Marini della VR46 Ducati e il collaudatore HRC Stefan Bradl hanno diviso Gardner e Oliveira.</p>
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		<title>MotoGP: Suzuki velocissime nelle FP1 del GP di Spagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 11:39:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[GP Spagna prove libere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Joan Mir del Team Suzuki Ecstar ha dato il meglio di sé nelle FP1 del Gran Premio di Spagna conquistando il miglior tempo grazie al crono di 1:38.194. Il penultimo giro dello spagnolo è stato abbastanza buono per tenere a bada la carica in extremis del compagno di squadra Alex Rins, che è finito solo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Joan Mir del Team Suzuki Ecstar ha dato il meglio di sé nelle FP1 del Gran Premio di Spagna conquistando il miglior tempo grazie al crono di 1:38.194.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il penultimo giro dello spagnolo è stato abbastanza buono per tenere a bada la carica in extremis del compagno di squadra Alex Rins, che è finito solo a 0,025 secondi da Mir, e da Alex Marquez della Honda di LCR Castrol, che ha contribuito a sollevare l&#8217;umore in HRC con un&#8217;impressionante prestazione del venerdì mattina. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La sessione è stata segnata da un episodio che a coinvolto Fabio Quartararo: il francese era comodamente in testa alla classifica quando è scivolato all&#8217;ultima curva su una chiazza bagnata. Nella scivolata, il francese è stato colpito all&#8217;inguine dalla ruota posteriore della sua M1 ma nonostante questo è riuscito a ritornare in pista chiudendo in quinta posizione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>SUZUKI E HONDA IMPRESSIONANO</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sia Suzuki che HRC sono le moto che hanno impressionato di più nelle FP1 con il marchio azzurro primo e secondo, mentre HRC, nonostante abbia avuto un weekend da dimenticare a Portimao, ha avuto tre piloti nella top ten. Mir, Rins e Alex Marquez sono stati i primi tre, con gli altri piloti Honda Takaaki Nakagami (LCR Idemitsu Honda) e Pol Espargaro (Repsol Honda Team) rispettivamente sesto e ottavo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aleix Espargaro dell&#8217;Aprilia Racing chiude a due decimi da Mir al quarto posto, con il Red Bull KTM Factory Racing solo 0,068 più indietro del vincitore del Gran Premio d&#8217;Argentina al settimo posto. A completare una top ten che comprende tutte e sei le case costruttrici in MotoGP è stato Jack Miller (Ducati Lenovo Team) al decimo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MotoGP Top 10 nelle FP1:</strong><br>1. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) – 1:38.194<br>2. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 0.025<br>3. Alex Marquez (LCR Honda Castrol) + 0.174<br>4. Aleix Espargaro (Aprilia Racing) + 0.232<br>5. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP™) + 0.245<br>6. Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu) + 0.264<br>7. Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) + 0.308<br>8. Pol Espargaro (Team Repsol Honda) + 0.327<br>9. Maverick Vinales (Aprilia Racing) + 0.433<br>10. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 0.560</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.motogp.com/en/gp-results/2022/SPA/MotoGP/FP1/Classification" target="_blank" rel="noopener">CLICCA QUI PER I RISULTATI COMPLETI!</a></strong></p>
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		<title>MotoGP: in Portogallo trionfo di Quartararo. Podio per l&#8217;Aprilia di Espargaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Apr 2022 19:41:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[GP Portogallo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un inizio di stagione difficile, Fabio Quartararo trionfa in modo convicente nel GP del Portogallo e si porta al comando della classifica iridata. A podio anche la Ducati Pramac di Johann Zarco e l&#8217;Aprilia di Espargaro mentre è da segnalare la grande rimonta di Rins, quarto al traguardo dopo essere partito dalla 23° posizione. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo un inizio di stagione difficile, Fabio Quartararo trionfa in modo convicente nel GP del Portogallo e si porta al comando della classifica iridata. A podio anche la Ducati Pramac di Johann Zarco e l&#8217;Aprilia di Espargaro mentre è da segnalare la grande rimonta di Rins, quarto al traguardo dopo essere partito dalla 23° posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Portimao aveva sempre trionfato chi fosse scattato dalla pole position e per Zarco non è stata vita facile rispettare questa tradizione, messo sotto pressione fin da subito da Joan Mir e Quartararo. Il pilota della Suzuki è stato autore di una partenza perfetta, così come il pilota Yamaha, prendendo il comando della gara fin dal primo giro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Enea Bastianini doveva rimontare dalla retrovie e ben presto è arrivato nella top 10 partendo dalla 18° posizione. Ma il romagnolo ha messo troppa foga nella rimonta ed ha vanificato tutto scivolando alla curva 8. Weekend difficile anche per Bagnaia, dolorante ad una spalla in gara dopo un terribile high side nella Q1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il duo di testa Mir e Quartararo hanno fatto gara a sé scavando un importante divario dagli inseguitori e il francese è riuscito a superare la Suzuki n°36 alla fine del rettilineo nel corso del quarto passaggio con il francese che presto si è dato alla fuga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Weekend deludente per la Ducati nonostante il lavoro di Jack Miller e la rimonta di Bagnaia che torna dal Portogallo con una gara sottotono, complice anche la caduta di Martin al quinto passaggio: per il pilota spagnolo si tratta del terzo zero di fila.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con Quartararo in testa, la lotta per il podio riguardava Mir e Zarco, coinvolti in un avvincente duello che ha visto Miller avvicinarsi sempre di più ai due rivali. Sulla loro scia, Aleix e Rins hanno fatto lo stesso. Zarco ha approfittato alla fine del rettilineo per prendersi il secondo posto a nove giri dalla fine. Solo un paio di tornate più tardi, nello stesso punto, Miller ha portato fuori Mir nel tentativo di un sorpasso all’interno che, però, ha visto la chiusura dell’anteriore della sua GP22. Un finale crudele per Mir che registra la prima caduta in assoluto della stagione. Poco dopo anche Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) ha visto finire la sua gara sulla ghiaia della curva 11. La battaglia per il podio ha visto così come protagonisti: Aleix, Rins e l&#8217;eroe locale Miguel Oliveira (Red Bull KTM Factory Racing).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla lotta per il podio, la gara a Portimao ha visto altri duelli stellari, come quello tra i fratelli Marquez in lotta per il sesto posto, che ha visto Marc avere la meglio, seguiti da Pol e Bagnaia. Pecco, nel frattempo, ha battuto il #44 all&#8217;ultimo giro prendendosi un prezioso bottino di punti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie ad una solida vittoria, Quartararo vince davanti a Zarco e ad Aleix Espargaro che regala un altro podio ad Aprilia. Ora la casa di Noale è ad un passo dal perdere le concessioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rins resta ai piedi del podio seguito da Oliveira che si assicura una piazza nella top 5 nella sua gara casalinga. Seguono in sesta e settima posizione i fratelli Marc e Alex Marquez. Dopo una rimonta epica, Bagnaia è ottavo davanti a Polyccio e a Maverick Viñales (Aprilia Racing) che chiude la top 10.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I primi 10 classificati:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP)<br>2. Johann Zarco (Pramac Racing) + 5.409<br>3. Aleix Espargaro (Aprilia Racing) + 6.068<br>4. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 9.633<br>5. Miguel Oliveira (Red Bull KTM Factory Racing) + 13.573<br>6. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 16.163<br>7. Alex Marquez (LCR Castrol Honda) + 16.183<br>8. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) + 16.511<br>9. Pol Espargaro (Repsol Honda Team) + 16.769<br>10. Maverick Viñales (Aprilia Racing) + 18.063</p>
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		<title>Qualifiche MotoGP Portogallo: Zarco in pole. Bagnaia cade ed è ultimo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2022 18:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti i 12 piloti della MotoGP impegnati nella Q2 hanno affrontato la qualifica del Gran Premio del Portogallo con le gomme slick. Il turno si è concluso con 30 secondi di pura emozione che ha visto quattro piloti assicurarsi, provvisoriamente, la pole position. Alla fine, ad avere la meglio su tutti è stato Johann Zarco (Pramac Racing). Il francese [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tutti i 12 piloti della MotoGP impegnati nella Q2 hanno affrontato la qualifica del Gran Premio del Portogallo con le gomme slick. Il turno si è concluso con 30 secondi di pura emozione che ha visto quattro piloti assicurarsi, provvisoriamente, la pole position. Alla fine, ad avere la meglio su tutti è stato <strong>Johann Zarco</strong> (Pramac Racing). Il francese ha negato a <strong>Joan Mir</strong> (Team Suzuki Ecstar) la sua prima pole in <strong>MotoGP</strong> per pochi millesimi vedendo anche <strong>Aleix Espargaro</strong> (Aprilia Racing) unirsi alla prima fila.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Promossi dalla Q1,&nbsp;<strong>Alex Marquez</strong>&nbsp;(LCR Castrol Honda) e&nbsp;<strong>Luca Marini</strong>&nbsp;(Mooney VR46 Racing), si sono uniti agli altri dieci piloti su una pista progressivamente sempre più asciutta. Quando mancavano tre minuti&nbsp;<strong>Zarco</strong>&nbsp;ha raggiunto la vetta per la prima volta ma è stato scavalcato, 30 secondi più tardi, da&nbsp;<strong>Mir</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;avvicinarsi alla fine del turno, in soli 90 secondi abbiamo assistito agli ultimi giri lanciati.&nbsp;<strong>Jack Miller</strong>&nbsp;(Ducati Lenovo Team) si è unito alla festa insieme a un altro specialista in queste condizioni:&nbsp;<strong>Marc Marquez</strong>&nbsp;(Repsol Honda Team) che ha spinto al massimo per fare sua la pole. Ma, mentre era impegnato nel suo miglior giro, il suo compagno di squadra&nbsp;<strong>Pol Espargaro</strong>&nbsp;è finito a terra vedendo così i marshall esporre le bandiere gialle.&nbsp;<strong>Marquez</strong>&nbsp;è stato quindi superato nella classifica dei tempi da&nbsp;<strong>Fabio Quartararo</strong>&nbsp;(Monster Energy Yamaha) ma entrambi i giri sono stati rapidamente cancellati a causa delle bandiere gialle.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miller</strong>&nbsp;aveva ancora la pole, ma è stato usurpato, con la bandiera a scacchi vedendo così&nbsp;<strong>Mir</strong>&nbsp;passare in testa ma, anche in questo caso, le bandiere gialle hanno visto la cancellazione del suo giro. A pochi secondi dalla fine,&nbsp;<strong>Zarco</strong>&nbsp;ha firmato un giro da&nbsp;<strong>1:42.003</strong>&nbsp;quanto è bastato per firmare la sua prima pole dal Gran Premio della Germania dello scorso anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pur essendo in cima alla classifica dei tempi alla bandiera a scacchi,&nbsp;<strong>Miller</strong>&nbsp;non è riuscito a mantenere la prima fila, con&nbsp;<strong>Aleix Espargaro</strong>&nbsp;passato in terza posizione. L&#8217;australiano sarà affiancato in seconda fila dal campione del mondo&nbsp;<strong>Fabio Quartararo</strong>&nbsp;e dal rookie&nbsp;<strong>Marco Bezzecchi</strong>&nbsp;che ha fatto nascere un grande sorriso sul volto del suo mentore a bordo pista,&nbsp;<strong>Valentino Rossi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i primi giri,&nbsp;<strong>Alex Marquez</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Luca Marini</strong>&nbsp;alla fine sono scivolati al settimo e all&#8217;ottavo posto.&nbsp;<strong>Marc Marquez</strong>, nel frattempo, si è qualificato nono.&nbsp;<strong>Pol Espargaro</strong>&nbsp;è in fine decimo davanti a un paio di&nbsp;<strong>KTM</strong>&nbsp;leggermente sottotono: quelle di&nbsp;<strong>Miguel Oliveira</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>Brad Binder</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La top 10:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Johann Zarco (Pramac Racing) &#8211; 1:42.003<br>2. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) + 0.195<br>3. Aleix Espargaro (Aprilia Racing) + 0.232<br>4. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 0.500<br>5. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.713<br>6. Marco Bezzecchi (Mooney VR46 Racing Team) + 0.713<br>7. Alex Marquez (LCR Castrol Honda) + 0.900<br>8. Luca Marini&nbsp;(Mooney VR46 Racing Team) + 1.176<br>9. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 1.572<br>10. Pol Espargaro (Repsol Honda Team) + 1.829</p>
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		<title>MotoGP Portogallo: Marc Marquez domina una FP1 bagnata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 10:34:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le FP1 del Gran premio del Portogallo della MotoGP sono state accompagnate dalla pioggia e in queste condizioni difficili è emerso il talento mostruoso di Marc Marquez, che ha piazzato la sua Honda davanti a tutti nella lista dei tempi. Dietro a Marquez, staccato di tre decimi, troviamo la Suzuki di Joan Mir mentre il [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le FP1 del Gran premio del Portogallo della MotoGP sono state accompagnate dalla pioggia e in queste condizioni difficili è emerso il talento mostruoso di Marc Marquez, che ha piazzato la sua Honda davanti a tutti nella lista dei tempi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro a Marquez, staccato di tre decimi, troviamo la Suzuki di Joan Mir mentre il nostro Marco Bezzecchi porta la Ducati del team VR46 in terza posizione. A mezzo secondo da Marquez e in quarta posizione troviamo la Ducati Pramac di Zarco mentre il pilota di casa Miguel Oliveira conclude in quinta posizione in sella alla sua KTM.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Maverick Vinales porta l&#8217;Aprilia in sesta posizione a poco più di sei decimi dalla vetta. In settima, ottava e nona posizione troviamo ben tre Ducati e sono quelle di Jorge Martin, Francesco Bagnaia e Jack Miller. La casa di Borgo Panigale piazza ben cinque moto nelle prime dieci posizioni, con la top10 che viene completata da Alex Marquez.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da segnalare diverse scivolate e cadute, complice le condizioni difficili della pista, con l&#8217;impressionante high side di Nakagami alla curva 9.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati della top 10:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Marc Marquez (Repsol Honda Team) – 1:50.666<br>&nbsp;2. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) + 0.0365<br>&nbsp;3. Marco Bezzecchi (Mooney VR46 Racing Team) + 0.470<br>&nbsp;4. Johann Zarco (Pramac Racing) + 0.504<br>&nbsp;5. Miguel Oliveira (Red Bull KTM Factory Racing) + 0.557<br>&nbsp;6. Maverick Viñales (Aprilia Racing) + 0.643<br>&nbsp;7. Jorge Martin (Pramac Racing) + 0.677<br>&nbsp;8. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) + 0.721<br>&nbsp;9. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 0.771<br>&nbsp;10. Alex Marquez (LCR Honda Castrol) + 0.982</p>



<p class="wp-block-paragraph">Copyright foto: MotoGP</p>
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		<title>MotoGP Indonesia: Oliveira vince sul bagnato davanti a Quartararo e Zarco. Assente Marc Marquez.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 09:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oliveria trionfa a Mandalika e si aggiudica il Gran Premio dell&#8217;Indonesia 2022 davanti alla Yamaha di Quartararo e alla Ducati di Zarco dopo una gara partita in ritardo a causa dell&#8217;abbondante pioggia che stava cadendo sul tracciato e accorciata da 27 a 20 giri. I colpi di scena iniziano prima della gara con Marc Marquez [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Oliveria trionfa a Mandalika e si aggiudica il Gran Premio dell&#8217;Indonesia 2022 davanti alla Yamaha di Quartararo e alla Ducati di Zarco dopo una gara partita in ritardo a causa dell&#8217;abbondante pioggia che stava cadendo sul tracciato e accorciata da 27 a 20 giri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I colpi di scena iniziano prima della gara con Marc Marquez che cade rovinosamente nel warm up rimediando una commozione cerebrale. Il pilota è stato portato in ospedale per degli accertamenti medici e nonostante non abbia subito dei traumi pesanti, non gli è stato dato l’ok a prendere parte alla gara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gara della MotoGP è stata poi accorciata da 27 giri a 20 per timori di sicurezza sulle condizioni del circuito nel caldo estremo, prima che la pioggia battente portasse a un ritardo della partenza di un&#8217;ora e 15 minuti costringendo tutta la griglia a partire con le gomme da bagnato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il poleman Quartararo mantiene la testa della corsa con Oliveira subito dietro davanti alla Ducati di Miller e ad uno strepitoso Rins protagonista di una ottima partenza con la sua Suzuki.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller supera Quartararo in fuga oltre la linea per iniziare il secondo giro mentre il pilota Yamaha apparentemente ha commesso un errore uscendo dall&#8217;ultima curva &#8211; qualcosa che avrebbe fatto nel tour successivo, che lo ha fatto uscire dal podio al quinto posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al secondo giro Miller prende il comando della gara dopo un errore di Quartararo all’ultima curva, sbaglio che il pilota francese ha commesso anche nel passaggio successivo relegandolo al quinto posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto Oliveira supera Quartararo e mette nel mirino la Ducatona di Miller e i due ben presto si distanziano dal gruppone posteriore, ma il ritmo del pilota della KTM era troppo indiavolato e al quinto giro la KTM prende il comando della gara in solitaria, tracciando un vantaggio di oltre 4 secondi sull’australiano inseguitore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller ha dovuto controllarsi le spalle da Zarco, Rins e Quartararo, con quest’ultimo che arriva a superare Zarco e Miller per portarsi al secondo posto e cercare di riprendere Oliveira.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Oliveira ha mantenuto il suo vantaggio sopra i due secondi per rivendicare la sua quarta vittoria in MotoGP mentre Quartararo ha ottenuto il suo miglior risultato sul bagnato di sempre nella classe regina in seconda posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zarco su Ducati Pramac ha completato il podio davanti a Jack Miller e alle due Suzuki di Rins e Mir.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Franco Morbidelli chiude settimo sulla seconda delle Yamaha ufficiali mentre Brad Binder ha prevalso in una battaglia selvaggia per l&#8217;ottavo posto sulla sua KTM.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Binder ha battuto l&#8217;Aprilia di Aleix Espargaro e il fratello Darryn Binder su RNF Racing Yamaha, mentre Enea Bastianini mantiene un sottile vantaggio di due punti in campionato dopo una gara difficile in 11a posizione per il pilota del team Gresini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pol Espargaro è riuscito a gestire solo il 12° posto sulla sola Repsol Honda rimasta davanti ad Alex Marquez (LCR Honda), il pilota Ducati VR46 Luca Marini e Francesco Bagnaia della Ducati, che ha avuto la fortuna di rimanere in sella dopo essere quasi caduto in curva 1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fuori dalla zona punti troviamo Maverick Vinales su Aprilia, con il rookie Tech3 Raul Fernandez a guidare Fabio Di Giannantono, Takaaki Nakagami di LCR, Marco Bezzecchi (VR46) e Remy Gardner di Tech3.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Jorge Martin è caduto alla curva 1 all&#8217;ottavo giro  mentre Andrea Dovizioso della RNF è stato costretto al ritiro per un problema meccanico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: <a href="https://www.motogp.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Motogp.com</a></p>
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		<title>MotoGP: trionfo di Bastianini in Qatar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2022 17:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Qatar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A un anno dalla scomparsa dell’amatissimo Fausto Gresini, Enea Bastianini (Gresini Racing MotoGP™) firma una prestazione eccezionale e nel Gran Premio del Qatar va a prendersi la sua prima vittoria nella classe regina. Alle spalle del riminese che regala al team Gresini Racing il primo successo in MotoGP™ nel segno di Fausto &#8211; troviamo Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) – [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A un anno dalla scomparsa dell’amatissimo <strong>Fausto Gresini,</strong> <strong>Enea Bastianini</strong> (Gresini Racing MotoGP™) firma una prestazione eccezionale e nel <strong>Gran Premio del Qatar</strong> va a prendersi la sua prima vittoria nella classe regina. Alle spalle del riminese che regala al team Gresini Racing il primo successo in MotoGP™ nel segno di Fausto &#8211; troviamo <strong>Brad Binder</strong> (Red Bull KTM Factory Racing) – staccato di soli tre decimi – e <strong>Pol Espargaro</strong> (Repsol Honda Team).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Jorge Martin (Pramac Racing) non parte benissimo dalla pole position mentre&nbsp;<strong>Marc Marquez</strong>&nbsp;(Repsol Honda Team) e il suo compagno di box&nbsp;<strong>Pol Espargaro</strong>&nbsp;sono subito protagonisti. Brad Binder parte alla grande, mentre Bastianini è quarto.&nbsp;<strong>Fabio Quartararo</strong>&nbsp;(Monster Energy Yamaha MotoGP™) è ottavo e si trova in lotta con Martin mentre il campione del mondo 2020&nbsp;<strong>Joan Mir</strong>&nbsp;(Team Suzuki Ecstar) guadagna rapidamente terreno.&nbsp;<strong>Francesco Bagnaia</strong>&nbsp;e il suo compagno di squadra in casa Ducati Lenovo Team&nbsp;<strong>Jack Miller</strong>&nbsp;si trovano ad affrontare una gara tutta in salita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pol Espargaro al quarto giro si trova al comando davanti a Marc Marquez, Brad Binder, Mir, Bastianini,&nbsp;<strong>Aleix Espargaro</strong>&nbsp;(Aprilia Racing) e Martin.&nbsp;<strong>Alex Rins</strong>&nbsp;(Team Suzuki Ecstar) sul dritto passa Quartararo ed è ottavo mentre Pecco torna in top ten.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marc Marquez al sesto giro va lungo e permette così a Brad Binder di portatrsi in seconda posizione, poi alla prima curva nel corso della successiva tornata viene superato da Bastianini: alle loro spalle ci sono Aleix Espargaro e Mir. Alla fine del settimo giro Miller si ritira.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla curva 1 nel corso del 12° giro Bagnaia tenta l’attacco su Martin ma finisce per perdere l’anteriore e stende lo spagnolo. Fortunatamente i due non riportano conseguenze ma per il team ufficiale Ducati si tratta di una domenica da dimenticare. Miller, Pecco, Martin e&nbsp;<strong>Marco Bezzecchi</strong>&nbsp;(Mooney VR46 Racing Team) non tagliano il traguardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A dieci giri dalla fine Pol Espargaro ha un secondo di vantaggio nei confronti di Brad Binder. Bastianini passa il pilota KTM e poi si mette all’inseguimento del catalano. A cinque giri dalla fine il riminese firma il giro veloce della gara mentre Aleix Espargaro supera Marc Marquez per il quarto posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quattro giri dal termine Bastianini sorpassa Pol Espargaro sul rettilineo. Pol Espargaro va larghissimo alla curva 1 e cede la posizione a Brad Binder che approfitta dell’errore dello spagnolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due giri alla fine: Enea ha un secondo e due decimi su Binder mentre Aleix Espargaro punta al terzo posto di suo fratello Pol.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ultimo giro: il vantaggio di Bastianini scende a sei decimi, Binder si avvicina ancora ma sotto i riflettori del Qatar Enea regala un eccezionale successo al team di Fausto Gresini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle spalle di Brad Binder troviamo Pol Espargaro: per lo spagnolo si tratta del secondo podio con il Team HRC.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli altri in zona punti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Aleix Espargaro termina a soli otto decimi dal podio e si mette alle spalle Marc Marquez e le due Suzuki di Mir e Rins.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quartararo termina nono alle spalle di&nbsp;<strong>Johann Zarco</strong>&nbsp;(Pramac Racing): un inizio di 2022 deludente per il campione del mondo e per Yamaha. 10° posto per&nbsp;<strong>Takaaki Nakagami</strong>&nbsp;(LCR Honda Idemitsu) davanti a&nbsp;<strong>Franco Morbidelli</strong>&nbsp;(Monster Energy Yamaha MotoGP™),&nbsp;<strong>Maverick Viñales</strong>&nbsp;(Aprilia Racing),&nbsp;<strong>Luca Marini</strong>&nbsp;(Mooney VR46 Racing Team),&nbsp;<strong>Andrea Dovizioso</strong>&nbsp;(WithU Yamaha RNF MotoGP™ Team) e il campione del mondo Moto2™&nbsp;<strong>Remy Gardner</strong>&nbsp;(Tech3 KTM Factory Racing) che chiude la zona punti.&nbsp;<strong>Darryn Binder</strong>&nbsp;(WithU Yamaha RNF MotoGP™ Team), (Gresini Racing MotoGP™) e&nbsp;<strong>Raul Fernandez</strong>&nbsp;(Tech3 KTM Factory Racing) completano la classifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miguel Oliveira</strong>&nbsp;(Red Bull KTM Factory Racing) e&nbsp;<strong>Alex Marquez</strong>&nbsp;(LCR Honda Castrol) sono caduti alla curva 1 senza riportare conseguenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Alex Rins ancora il più veloce nelle FP3 in Qatar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 12:08:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[FP3]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Qatar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) è il pilota più veloce nelle prove libere della MotoGP al Gran Premio del Qatar dopo che il suo 1:53.432 di venerdì è rimasto imbattuto. Marc Marquez (Repsol Honda Team) e Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) completano la top 3 in una classifica i cui primi quattro piloti restano gli stessi che abbiamo visto piazzarsi in testa alle FP3. Il campione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alex Rins </strong>(Team Suzuki Ecstar) è il pilota più veloce nelle prove libere della <strong>MotoGP</strong> al <strong>Gran Premio del Qatar</strong> dopo che il suo <strong>1:53.432</strong> di venerdì è rimasto imbattuto. <strong>Marc Marquez</strong> (Repsol Honda Team) e <strong>Joan Mir</strong> (Team Suzuki Ecstar) completano la top 3 in una classifica i cui primi quattro piloti restano gli stessi che abbiamo visto piazzarsi in testa alle FP3. Il campione del mondo in carica <strong>Fabio Quartararo</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP™) è il primo degli esclusi dalla top 10.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Quanta bagarre per entrare in Q2</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo a miglioratore nelle fasi iniziali della FP3 è stato&nbsp;<strong>Luca Marini</strong>&nbsp;(Mooney VR46 Racing Team). La classifica combinata, almeno nelle prime 10 posizioni, è rimasta invariata quando&nbsp;<strong>Johann Zarco</strong>&nbsp;(Pramac Racing) è passato dal 18° al 16° posto a 14 minuti dalla fine. Il francese era a un secondo dal tempo stabilito da&nbsp;<strong>Rins</strong>&nbsp;nelle&nbsp;<strong>FP2</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sessione si è poi animata a cinque minuti dalla fine.&nbsp;<strong>Enea Bastianini</strong>&nbsp;(Gresini Racing MotoGP™) ha recuperato dieci posizioni portandosi in testa alla classifica dei tempid ella FP3 mentre&nbsp;<strong>Francesco Bagnaia</strong>&nbsp;(Ducati Lenovo Team) era impegnato a recuperare ritmo per essere tra i primi 10 vedendosi cancellare il miglior giro per aver superato i limiti della pista.&nbsp;<strong>Pecco</strong>&nbsp;è poi salito fino al sesto posto.&nbsp;<strong>Bastianini</strong>&nbsp;è quindi quinto nella combinata seguito da&nbsp;<strong>Pol Espargaro</strong>&nbsp;(Repsol Honda Team) che, come il romagnolo, ha fatto un importante paso avanti n FP3. Gli sforzi di&nbsp;<strong>Quartararo&nbsp;</strong>sono stati vani vedendosi bloccato all’11° posto per 20 millesimi di secondo. Per la quarta volta in carriera il francese passerà per la Q1.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>I primi qualificati automatici Q2 del 2022</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Jorge Martin</strong> (Pramac Racing) piazza la prima <strong>Ducati</strong> all’appello assicurandosi il quarto posto. <strong>Pol Espargaro</strong> precede l&#8217;unica <strong>Yamaha</strong> automaticamente in Q2, quella di <strong>Franco Morbidelli</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP). Il romano è anche stato protagonista di una caduta alla curva 6. <strong>Bagnaia</strong> è ottavo nella combinata con 15 millesimi di secondo di vantaggio sul suo compagno di squadra <strong>Jack Miller</strong>, nono davanti ad <strong>Aleix Espargaro</strong> (Aprilia Racing).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi 10 della combinata:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) &#8211; 1:53.432<br>2. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 0.035<br>3. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) + 0,147<br>4. Jorge Martin (Pramac Racing) + 0,220<br>5. Enea Bastianini (Gresini Racing MotoGP) + 0.358<br>6. Pol Espargaro (Repsol Honda Team) + 0,371<br>7. Franco Morbidelli (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.413<br>8. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) + 0,423<br>9. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 0,438<br>​10. Aleix Espargaro (Aprilia Racing) + 0,454</p>
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		<title>MotoGP: riparte la stagione 2022. Ecco gli orari del GP del Qatar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 17:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Qatar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo mesi di attesa, il letargo è finalmente finito e il Campionato del Mondo MotoGP torna in scena questo fine settimana. Dopo i Test Ufficiali a Sepang e a Mandalika, i team della MotoGP e i loro rispettivi piloti stanno facendo il conto alla rovescia per la prima sfida di quella che promette di essere una stagione emozionante. Come è diventato tradizione, l&#8217;atteso GP del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo mesi di attesa, il letargo è finalmente finito e il <strong>Campionato del Mondo MotoGP </strong>torna in scena questo fine settimana. Dopo i <strong>Test Ufficiali </strong>a <strong>Sepang </strong>e a <strong>Mandalika</strong>, i team della <strong>MotoGP</strong> e i loro rispettivi piloti stanno facendo il conto alla rovescia per la prima sfida di quella che promette di essere una stagione emozionante. Come è diventato tradizione, l&#8217;atteso <strong><a href="https://www.giornalemotori.com/2021/11/20/gp-qatar-verstappen-convocato-dai-commissari-per-non-aver-rispettato-le-bandiere-gialle/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GP del Qatar</a> </strong>darà il via alla nuova stagione <strong>2022</strong>.  </p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-venerdi-4-marzo"><strong>VENERDÌ&nbsp;4 MARZO</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">09:50-10:30 &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto3 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; FP1&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>10:45-11:25 &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto2 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; FP1&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>11:40-12:25 &nbsp; &nbsp; &nbsp; MotoGP&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; FP1<br>14:10-14:50 &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto3 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; FP2&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>15:05-15:45 &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto2 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; FP2&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>16:00-16:45 &nbsp; &nbsp; &nbsp; MotoGP&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; FP2</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-sabato-5-marzo"><strong>SABATO 5 MARZO</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">09:25-10:05 &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto3 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; FP3&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>10:20-11:00 &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto2 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; FP3&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>11:15-12:00 &nbsp; &nbsp; &nbsp; MotoGP&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; FP3&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>13:30-13:45 &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto3 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Q1&nbsp;&nbsp;<br>13:55-14:10 &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto3 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Q2&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>14:25-14:40 &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto2 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Q1&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>14:50-15:05 &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto2 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Q2&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>15:20-15:50 &nbsp; &nbsp; &nbsp; MotoGP&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; FP4&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>16:00-16:15 &nbsp; &nbsp; &nbsp; MotoGP&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Q1<br>16:25-16:40 &nbsp; &nbsp; &nbsp; MotoGP&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Q2</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-domenica-6-marzo"><strong>DOMENICA 6 MARZO</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">11:00-11:10&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto3 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Warm Up&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>11:20-11:30&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto2 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Warm Up&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>11:40-12:00&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; MotoGP&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Warm Up&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>13:00 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto3  &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Gara (18 giri)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>14:20 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Moto2&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Gara (20 giri)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>16:00 &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; MotoGP&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Gara (22 giri)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte le sessioni del campionato&nbsp;del Mondo&nbsp;<strong>MotoGP</strong>&nbsp;saranno trasmesse in&nbsp;<strong>Italia</strong>&nbsp;da&nbsp;<strong>Sky&nbsp;Sport MotoGP</strong>&nbsp;dove potrai seguire dirette e trasmissioni&nbsp;approfondimento sul canale 208&nbsp;della piattaforma&nbsp;<strong>SKY</strong>.</p>
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		<title>DISCHI, PINZE E POMPE PER TUTTI I TEAM: ECCO LE INNOVAZIONI DEGLI IMPIANTI FRENANTI BREMBO PER IL CAMPIONATO DI MOTOGP 2022</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2022/02/28/dischi-pinze-e-pompe-per-tutti-i-team-ecco-le-innovazioni-degli-impianti-frenanti-brembo-per-il-campionato-di-motogp-2022/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dischi-pinze-e-pompe-per-tutti-i-team-ecco-le-innovazioni-degli-impianti-frenanti-brembo-per-il-campionato-di-motogp-2022</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2022 19:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie all’esperienza accumulata in 44 campionati del mondo in classe regina (MotoGP e 500) nel corso dei quali le moto con freni Brembo hanno conquistato 33 campionati del mondo piloti, 34 campionati del mondo costruttori e trionfato in oltre 500 GP con i principali team protagonisti, Brembo fornirà anche nel 2022 sistemi frenanti personalizzati a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Grazie all’esperienza accumulata in 44 campionati del mondo in classe regina (MotoGP e 500) nel corso dei quali le moto con freni Brembo hanno conquistato 33 campionati del mondo piloti, 34 campionati del mondo costruttori e trionfato in oltre 500 GP con i principali team protagonisti, <strong>Brembo fornirà anche nel 2022 sistemi frenanti personalizzati a tutti i 24 piloti che parteciperanno al 21° campionato di MotoGP</strong>, classe introdotta nel 2002 in sostituzione della prestigiosa 500.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I 12 team hanno deciso di affidarsi nuovamente agli elevati livelli di performance, affidabilità e sicurezza garantiti dai componenti degli impianti frenanti Brembo: pinze freno, dischi freno, pompe freno, pompe frizione e pastiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la stagione 2022, l’ampia gamma di soluzioni tecniche di Brembo consentirà a ciascun pilota di personalizzare l’impianto frenante della propria moto in funzione del proprio stile di guida, delle caratteristiche del tracciato e della strategia di gara, combinando al meglio le caratteristiche delle componenti dell’impianto frenante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pinza GP4</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte dei piloti continuerà a prediligere l’utilizzo della <strong>GP4</strong>, <strong>la nuova pinza a 4 pistoni dedicata al campionato MotoGP introdotta nel 2020</strong>: si tratta di una pinza monoblocco in alluminio interamente ricavata dal pieno, con attacco radiale a 4 pistoni. È diventata la pinza di riferimento per la maggior parte dei piloti di MotoGP, anche se alcuni di essi continuano a prediligere l’utilizzo della pinza 2019 per questioni di abitudine e di performance diverse della moto stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La GP4, oltre a essere contraddistinta da un design estremo &#8211; la presenza di alette sul corpo esterno &#8211; presenta una progettazione innovativa: si tratta di una pinza amplificata con sistema anti-drag. La pinza è caratterizzata da un sistema che permette di amplificare la coppia frenante: questa particolarità, durante l’azione frenante, consente di generare una forza che si somma a quella creata dalla pressione idraulica del fluido freni sui pistoni. A parità di forza sulla leva del pilota quindi, la coppia frenante è amplificata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema anti-drag permette invece, grazie a un device a molla, di ridurre fortemente il fenomeno di coppia residua ed evitare il contatto tra pastiglie e disco in assenza di pressione nell’impianto: questo evita il formarsi di forze indesiderate che tendono a rallentare involontariamente la moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dodici soluzioni di dischi freno in carbonio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brembo mette a disposizione dei team un’ampia scelta di dischi freno: sei geometrie di disco e ogni geometria di disco con due specifiche di materiale (High Mass e Standard), per un totale di dodici soluzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte dei piloti dovrebbe orientarsi su dischi da 340 mm, dividendosi tra High Mass (a fascia alta) e Standard Mass (a fascia bassa). Alcuni team invece continueranno ad utilizzare i dischi Standard e High Mass da 320 mm.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra queste sei geometrie c’è anche la novità che Brembo metterà a disposizione dei team proprio a partire da questa stagione e che è già stata provata durante i test di Sepang e Mandalika: si tratta di <strong>un disco ventilato in carbonio con diametro da 355 mm</strong>. La caratteristica di questo disco è appunto la maggiore ventilazione che ha l’obiettivo di aumentare lo scambio termico e quindi migliorare il raffreddamento del disco stesso. Si tratta di una soluzione studiata ad hoc affinché i team possano utilizzarla nei circuiti che si prefigurano molto severi per l’impianto frenante come Spielberg, Motegi, Sepang o Buriram.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale soluzione è anche disponibile nella versione del disco con diametro da 340 mm, già introdotta nel 2021 in Austria: rispetto al disco da 320 mm e al disco da 355 mm, questo è dunque l’unico disco, all’interno gamma offerta da Brembo, che si presenta sia in formato standard sia in formato ventilato, a seconda della preferenza dei team.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brembo ricorda che il carbonio assicura un triplice vantaggio: riduzione delle masse non sospese, coefficiente d’attrito identico dalla partenza all’arrivo e assenza di problemi di coppia residua che possono affliggere i dischi in acciaio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’importanza del feeling di frenata</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brembo, grazie alle diverse tipologie di pompe freno messe a disposizione dei team in termini di interasse, è in grado di adattare sia la corsa sia la “reattività” del comando in funzione del feeling del pilota. Su ogni moto è inoltre presente il remote adjuster, utilizzato dal pilota con la mano sinistra per regolare la posizione della leva freno, anche con la moto in movimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Brembo segnala che oltre un terzo dei piloti della MotoGP usa regolarmente la pompa pollice</strong>. Questa soluzione tecnica, introdotta da Brembo negli anni Novanta per aiutare Mick Doohan, permette l’attivazione del freno posteriore premendo un’apposita leva posta sul semi-manubrio sinistro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due sono le varianti di impianto con pompa pollice in uso nel 2022: la più diffusa si caratterizza per un unico circuito della pompa pollice e del pedale, servendosi di una pinza posteriore a due pistoni. L’alternativa, invece, dispone di due circuiti separati, ciascuno dei quali agisce su due dei quattro pistoni della pinza posteriore. Nel primo caso un sistema esclude l’altro, nel secondo possono operare in contemporanea. Ulteriore variante della pompa pollice classica, è la pompa push &amp; pull, introdotta nel 2019: progettata con un nuovo design ottimizzato per garantire la massima efficienza, ha un doppio funzionamento e può essere azionata sia a pollice sia a indice, a seconda della preferenza del pilota. L’utilizzo di questa pompa mediante l’indice prevede che venga montata sulla leva con una rotazione di 180° rispetto all’uso a pollice: questo ne aumenta la modulabilità e la presa sulla leva in fase di decelerazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I cerchi Marchesini</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per la stagione 2022 <strong>i cerchi in magnesio forgiato Marchesini equipaggiano la maggior parte dei piloti della MotoGP, ben 8 team su 12</strong>. I cerchi Marchesini sono a 5 razze a Y o a 7 razze per quanto riguarda l’anteriore e a 7 razze per il posteriore. I cerchi Marchesini, brand del Gruppo Brembo, assicurano alle moto un risparmio di peso, favorendo l’accelerazione e la maneggevolezza nei cambi di direzione e durante le fasi più critiche: in entrata curva a freno tirato, in percorrenza curva a elevati angoli di rollio (fino a 60°) e in uscita curva a gas aperto, sempre con la moto inclinata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brembo rafforza il proprio impegno anche in Moto2 e in Moto3 con la presenza di SBS Friction e J.Juan</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a></a> Dopo i test svolti a Jerez e a Portimao, <strong>Brembo conferma la propria presenza come leader di impianti frenanti anche nelle categorie minori del Motomondiale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’azienda bergamasca fornirà il 100% dei team con pinze, circa il 50% con dischi in acciaio, l’80% con pastiglie, il 90% con pompe e poco meno del 50% con cerchi Marchesini ai 15 team di Moto2 e ai 15 team di Moto3 che gareggeranno nel 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche SBS Friction e J.Juan, i due brand recentemente acquisti dal Gruppo Brembo, forniscono un importante contributo ad alcuni team di Moto2 e di Moto3. Nello specifico SBS Friction è leader nello sviluppo, produzione e vendita di pastiglie freno aftermarket e materiali d’attrito per motociclette, scooter, ATV/UTV, auto speciali e applicazioni industriali mentre J.Juan è leader nello sviluppo e produzione di tubi freno in treccia metallica e componenti di sistemi frenanti per il settore delle motociclette.</p>
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		<title>Il Mooney VR46 Racing Team è pronto per la stagione 2022.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 11:27:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Su il sipario allo storico&#160;Teatro Rossini di Pesaro&#160;per la presentazione della stagione 2022 del&#160;Mooney VR46 Racing Team,&#160;live questa mattina su tutti i canali social della squadra di Tavullia.&#160;&#160; Una&#160;congiunzione quasi ossimorica,&#160;dall’atmosfera unica e in&#160;una cornice&#160;storica, quella andata in scena alla casa della musica operistica&#160;di Rossini: da una parte l’avanguardia&#160;tecnologica della&#160;Ducati Desmosedici GP&#160;e della&#160;Kalex, dall’altra l’esibizione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2022/02/25/il-mooney-vr46-racing-team-e-pronto-per-la-stagione-2022/">Il Mooney VR46 Racing Team è pronto per la stagione 2022.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Su il sipario allo storico&nbsp;<strong>Teatro Rossini di Pesaro</strong>&nbsp;per la presentazione della stagione 2022 del&nbsp;<strong>Mooney VR46 Racing Team,&nbsp;</strong>live questa mattina su tutti i canali social della squadra di Tavullia.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una&nbsp;congiunzione quasi ossimorica,&nbsp;dall’atmosfera unica e in&nbsp;una cornice&nbsp;storica, quella andata in scena alla casa della musica operistica&nbsp;di Rossini: da una parte l’avanguardia&nbsp;tecnologica della<strong>&nbsp;Ducati Desmosedici GP</strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>Kalex</strong>, dall’altra l’esibizione dal vivo&nbsp;dell’<strong>Orchestra Sinfonica&nbsp;G.&nbsp;Rossini,</strong>&nbsp;che ha performato insieme a<strong>&nbsp;Dj Ralf</strong>&nbsp;per un unveiling in crescendo e ricco di emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla vigilia della partenza per il Qatar per il vero debutto del&nbsp;<strong>Mooney VR46 Racing Team</strong>&nbsp;(4/6 Marzo prossimi),&nbsp;Pesaro, città&nbsp;a pochissimi chilometri da Tavullia, cuore pulsante del&nbsp;nuovo progetto MotoGP e Moto2, diventa per un giorno capitale delle due ruote.&nbsp;Una&nbsp;vera&nbsp;giornata di passione motoristica&nbsp;<strong>Made in Italy,&nbsp;</strong>con&nbsp;<strong>Dj Albertino&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Vic&nbsp;</strong>a tenere le fila&nbsp;del gruppo e&nbsp;alla presenza&nbsp;di&nbsp;<strong>Valentino Rossi,</strong>&nbsp;Team Owner, che ha sugellato ufficialmente&nbsp;la&nbsp;nuova&nbsp;partnership con Mooney&nbsp;insieme ad&nbsp;<strong>Emilio&nbsp;Petrone</strong>&nbsp;(CEO di Mooney),&nbsp;<strong>Salvatore Borgese</strong>&nbsp;(General Manager – Commercial &amp; Banking Services&nbsp;di Mooney),&nbsp;<strong>Alessio Salucci</strong>&nbsp;(Team Director) e&nbsp;<strong>Alberto Tebaldi</strong>&nbsp;(CFO).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spazio poi ai veri protagonisti della stagione racing: i piloti e le moto che scenderanno in pista con la nuova grafica Mooney VR46 Racing Team. Dopo il bilancio più che positivo ai primi test tra Malesia e Indonesia, e accompagnati sul palco dal Team Manager&nbsp;<strong>Pablo Nieto</strong>, non vedono l’ora di tornare al lavoro&nbsp;<strong>Luca Marini&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Marco Bezzecchi</strong>&nbsp;che correranno nella classe regina del Motomondiale con le giallissime livree delle Ducati Desmosedici GP, disegnate dal reparto grafico della VR46. Il giallo fluo e nero di VR46 si mescolano al giallo ocra e al grigio scuro di Mooney per&nbsp;un&nbsp;gioco di contrasti&nbsp;che&nbsp;ridisegna in maniera più aggressiva la veste&nbsp;grafica dell’intero Team. Motivo che si ripete anche sulle Kalex del Team Moto2 con&nbsp;<strong>Celestino Vietti Ramus</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Niccolò Antonelli,&nbsp;</strong>insieme al neo Team Manager&nbsp;<strong>Luca Brivio,</strong>&nbsp;pronti ad essere nella scia dei più veloci. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Valentino Rossi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“È stata una lunga strada dalla Moto3, ma ora siamo pronti ad esordire in MotoGP con un Team targato VR46 e quattro giovani piloti che so daranno il massimo. È la chiusura di un cerchio per me e anche per tutte le persone che in questi anni hanno lavorato con tanta passione a questo progetto. Allo stesso tempo è un grande debutto e l’inizio di un nuovo capitolo di questa bella storia in MotoGP. Siamo qui grazie anche al supporto di tutti i noi nostri partner e sono contento di dare il benvenuto a Mooney: ci siamo incontrati questo inverno al Ranch, c’è stato subito feeling e ora ci ritroviamo qui su questo palco con queste bellissime moto con i nostri colori”.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Luca Marini &nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Sarà una stagione molto importante per me e tutto il Mooney VR46 Racing Team: ho iniziato a prendere confidenza con la nuova Ducati GP22 e a capirne il potenziale negli ultimi test. Le sensazioni sono più che positive, l’obiettivo è riuscire a stare costantemente nel gruppo di vertice, lottare per la Top5 e rimanere sempre nella Top10. Mi piacerebbe salire sul podio poi, so che è un obiettivo molto ambizioso ma ho fiducia nella squadra. Il clima è ottimo, mi sono trovato bene con tutti, ci siamo divertiti e si respira una bella aria. Anche i colori della moto mi piacciono molto, sono quelli della VR46 da sempre”.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Marco Bezzecchi &nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Mancano pochi giorni al Qatar e dovrò imparare a gestire la pressione, positiva, che ne verrà. È stata una lunga attesa e la carica di adrenalina ora è tanta. Sono contento di come sono andati i test, certo ho ancora tanto da fare, abbiamo fatto una sola simulazione di gara ad ora e i primi GP saranno impegnativi. La squadra mi piace, sono affiatati e il clima è buono. Il titolo di Rookie dell’anno è un grande obiettivo, più che altro mi piacerebbe lottare fino alla fine. Sarà una grande emozione scendere in pista in sella a questa moto: ha i colori di Valentino e della famiglia VR46 e dell’italianità di Mooney e della Ducati”.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pablo Nieto&nbsp;&nbsp;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Una stagione importante alle porte, tante aspettative e un nuovo Team che farà il suo debutto presto in Qatar. Partiamo dai piloti, ognuno di loro deve porsi un obiettivo: da un lato Luca, che ha già un anno di esperienza in MotoGP, dall’altro Marco, un Rookie. Luca scenderà in pista con una moto Ducati GP22 factory, può e deve divertirsi prima di tutto. Marco invece può aspirare ad essere Rookie of the Year, ha un bel potenziale, ma sarà difficile perché si misurerà con una concorrenza di piloti molto talentuosi e velocissimi che arrivano dalle classi inferiori. Al nostro fianco ci sarà Ducati con cui abbiamo iniziato a costruire un bellissimo rapporto, ci hanno accolto nella loro famiglia e parliamo una lingua davvero molto simile. Il gruppo di lavoro ha il DNA di VR46: molti dei tecnici e meccanici di questo Team arrivano dalla Moto2 e lavorano con noi da moltissimi anni. Un’opportunità di crescita per tanti dei nostri ragazzi, un ulteriore motivo di orgoglio per me”.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Celestino Vietti Ramus</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Sarà una stagione da vivere tutta d’un fiato: un anno di esperienza sulle spalle, un gruppo di lavoro motivato, quello del Mooney VR46 Racing Team, e delle sensazioni davvero positive dopo i primi test. Non vedo l’ora di arrivare in Qatar, tra l’altro uno dei miei tracciati preferiti, per mettermi alla prova. Il ritmo è buono, l’obiettivo è essere costante e preciso il più possibile, caratteristiche cruciali per essere competitivo in Moto2”.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Niccol</strong><strong>ò Antonelli</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Una nuova categoria, un nuovo Team, il Mooney VR46 Racing Team, e tanti nuovi stimoli e voglia di fare bene. Abbiamo lavorato sodo nei test per arrivare quanto più possibile pronti alla prima gara in Qatar. La squadra mi sta aiutando a prendere le misure con la nuova categoria e ad essere a mio agio alla guida: c’è tanto da fare, ma non abbiamo fretta. Continuiamo in questa direzione, in maniera graduale per poter essere competitivo quanto prima”.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Luca Brivio</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Sarà una stagione interessante: Celestino è al secondo anno in Moto2 in sella alla Kalex, ha chiuso in crescendo nel 2021, ha fatto bene nella preseason e speriamo possa essere competitivo da subito. Salto di categoria invece per Niccolò: ha una squadra molto solida e di esperienza alle spalle, ha un buon potenziale&nbsp;&nbsp;e l’obiettivo primario è divertirsi, non avere troppe pressioni e crescere passo dopo passo. Tanti motivi per fare bene, anche per ripagare Vale, Uccio, Pablo e tutta la VR46 per questa bella opportunità: sono arrivato in questo Team tanti anni fa, all’inizio di questo progetto, e ora è per me un grandissimo vanto poter rivestire questo nuovo ruolo di responsabilità”.</em></p>
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		<title>Bagnaia e Ducati rinnovano fino al 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 11:53:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La notizia era nell’aria, ora è ufficiale. Il Ducati Lenovo Team ha annunciato il rinnovo per le stagioni 2023 e 2024 con Pecco Bagnaia. Nato a Torino nel 1997, Pecco Bagnaia ha debuttato in MotoGP™ nel 2019 con la Desmosedici GP del Pramac Racing Team, scuderia con la quale ha preso parte anche alla stagione 2020, ottenendo il suo primo podio, il secondo posto al GP Lenovo di San [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La notizia era nell’aria, ora è ufficiale. Il Ducati Lenovo Team ha annunciato il rinnovo per le stagioni <strong>2023 </strong>e <strong>2024 </strong>con Pecco Bagnaia. Nato a <strong>Torino</strong> nel <strong>1997</strong>, Pecco Bagnaia ha debuttato in <strong>MotoGP™</strong> nel <strong>2019</strong> con la <strong>Desmosedici GP</strong> del Pramac Racing Team, scuderia con la quale ha preso parte anche alla stagione <strong>2020</strong>, ottenendo il suo primo podio, il secondo posto al GP Lenovo di San Marino e della Riviera di Rimini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Promosso nella squadra ufficiale <strong>Ducati</strong> nel <strong>2021</strong>, il pilota torinese, dopo aver conquistato la <em>pole position</em> ed un terzo posto nel GP inaugurale della stagione 2021 in Qatar, ha continuato a mettersi in luce diventando presto uno dei principali protagonisti del Campionato. Con nove podi, quattro vittorie e sei pole position, Bagnaia ha chiuso il 2021 in seconda posizione, ed è ora impaziente di iniziare la nuova stagione il prossimo <strong>6 marzo</strong> sul <strong>Lusail International Circuit</strong> di Doha, in Qatar.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="francesco-bagnaia"><strong>Francesco Bagnaia</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Essere un pilota Ducati in MotoGP™ è sempre stato il mio sogno e sapere di poter continuare nel Ducati Lenovo Team per altre due stagioni mi rende davvero contento e orgoglioso. Nella squadra ufficiale ho trovato un ambiente sereno: mi sento in sintonia con la mia squadra e so che insieme potremo fare grandi cose. Ora posso concentrami solamente a fare bene in questo Campionato. Un grazie davvero di cuore a Claudio, Gigi, Paolo e Davide e a tutto lo staff di Ducati Corse. Cercherò di ripagare con i miei risultati in pista la loro fiducia!”</em></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="luigi-dall-igna-direttore-generale-di-ducati-corse"><strong>Luigi Dall’Igna,&nbsp;<em>Direttore Generale di Ducati Corse</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Siamo davvero felici di avere Bagnaia con noi per altre due stagioni. Fin dal suo arrivo in Ducati nel 2019, Pecco ha dimostrato un grande talento e di saper interpretare molto bene la nostra Desmosedici GP, adattandosi a guidarla in qualsiasi condizione. Lo ha fatto soprattutto nell’ultima stagione, durante la quale ha registrato una crescita davvero importante, arrivando a giocarsi il titolo mondiale. Il modo in cui ha saputo gestire le gare di Aragon, Misano, ma anche Portimao e Valencia, centrando quattro fantastiche vittorie, è la dimostrazione della sua maturità come pilota. Con queste grandi qualità siamo sicuri che abbia tutto il potenziale per poter puntare insieme a noi al titolo iridato”.</em></p>
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		<title>Il team Repsol Honda pronta per la sfida del 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 13:12:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione 2022 inizia con tanta motivazione per il Team Repsol Honda. Nonostante le difficoltà sia dentro che fuori pista durante il 2021, negli ultimi 12 mesi ci sono stati momenti da ricordare, tra cui una pole position, tre vittorie e cinque podi in totale. Il 2021 ha visto il trionfale ritorno alle competizioni per Marc Marquez, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La stagione 2022 inizia con tanta motivazione per il Team Repsol Honda. Nonostante le difficoltà sia dentro che fuori pista durante il 2021, negli ultimi 12 mesi ci sono stati momenti da ricordare, tra cui una pole position, tre vittorie e cinque podi in totale. Il 2021 ha visto il trionfale ritorno alle competizioni per Marc Marquez, tornato a vincere 581 giorni dopo la sua ultima vittoria e Pol Espargaro ha ottenuto il suo miglior risultato in MotoGP e ha guadagnato la sua prima pole position in sella della RC213V.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marc Marquez inizia il 2022 completamente recuperato dalla diplopia che ha concluso in anticipo la sua stagione 2021. Le ultime due stagioni colpite da infortuni non hanno placato la sua fame e l&#8217;otto volte campione del mondo è determinato a lottare per il titolo nella sua decima stagione con il Repsol Honda Team come nella sua prima stagione. Da quando è passato alla classe regina nel 2013, Marquez ha vinto sei titoli mondiali MotoGP,  59 gare, è salito sul podio 99 volte e ha ottenuto la pole position in 62 occasioni, il tutto. Sono tutti numeri che il #93 punta ad aumentare nel 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pol Espargaro entra nel suo secondo anno con il Repsol Honda Team dopo un anno di apprendimento nel 2021. Una pole position al GP di Gran Bretagna e il suo miglior piazzamento nella classe regina fino ad oggi con il secondo posto al GP dell&#8217;Emilia Romagna, sono stati indubbi momenti salienti di un anno pieno di progressi e crescite costanti per il Campione del Mondo Moto2 2013. Continuare a migliorare e combattere in ogni gara rimane l&#8217;obiettivo del #44 per questa nuova stagione poiché mira a portare ulteriore successo al team Repsol Honda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Honda HRC celebra il suo 40° anniversario nel 2022 ed è un anno di cambiamenti. Oltre a un nuovo logo, gli sforzi per ritornare al successo di Honda sono stati portati sotto l&#8217;iconico stendardo HRC. Una livrea rivista decora una Repsol Honda RC213V 2022 pesantemente aggiornata: la moto è un nuovo progetto di Saitama mentre mira a tornare alla loro posizione ai vertici del mondo delle corse motociclistiche. La nuova aerodinamica è stata progettata per completare il telaio rivisto e il motore aggiornato per il 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i test a Sepang, Marc Marquez e Pol Espargaro si stanno preparando per una nuova sfida sul circuito di Mandalika in Indonesia. Entrambi i piloti avranno altri tre giorni di prove prima dell&#8217;inizio del Campionato del Mondo MotoGP 2022 sul Circuito Internazionale di Losail, in Qatar, domenica 06 marzo.</p>
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		<item>
		<title>BASTIANINI RECORD NELLA SECONDA GIORNATA DI TEST MOTOGP A SEPANG</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2022 11:16:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Test Sepang]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella seconda giornata di test della MotGP a Sepang è Enea Bastianini a registrare, non solo il giro più veloce della sessione, ma anche il nuovo record della pista di Sepang. Il pilota del Gresini Racing MotoGP ha stabilito il nuovo record della pista sul Sepang International Circuit grazie al crono di 1:58.131, battendo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nella seconda giornata di test della MotGP a Sepang è <strong>Enea Bastianini </strong>a registrare, non solo il giro più veloce della sessione, ma anche il nuovo record della pista di Sepang.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota del <a href="https://www.gresiniracing.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Gresini Racing</strong> <strong>MotoGP</strong></a> ha stabilito il nuovo record della pista sul Sepang International Circuit grazie al crono di 1:58.131, battendo di appena 26 millesimi l&#8217;Aprilia di <strong><a href="https://www.giornalemotori.com/2022/02/05/motogp-dominio-aprilia-nella-prima-giornata-di-test-a-sepang/" data-type="post" data-id="112270">Aleix Espargaro</a></strong> che invece aveva dominato la sessione di ieri. Terza posizione per la Ducati del team Pramac di Jorge Martin e guardando la classifica ci si accorge che i primi 18 piloti sono racchiusi in 8 decimi di secondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Benissimo anche <strong>Fabio Di Giannantonio </strong>che ha chiuso ad un secondo dal compagno di squadra e che ha soprattutto continuato il percorso di apprendimento che lo vedrà protagonista tra meno di una settimana anche al Mandalika International Circuit di Lombok. Un po’ di sfortuna con la pioggia del pomeriggio che ha tolto altri minuti e chilometri importanti al numero 49.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I piloti si sono avventurati a fare alcuni &#8216;time attack&#8217; consegnandoci, a metà giornata, tre millesimi di differenza tra il primo e il 12° pilota nella classifica dei tempi e con i sei costruttori racchiusi in mezzo secondo. Dopo poche ore dal ritorno in pista, è già chiaro che il 2022 sarà un anno incredibilmente competitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Joan Mir&nbsp;</strong>(Team Suzuki Ecstar) e&nbsp;<strong>Marco Bezzecchi</strong>&nbsp;(Mooney VR46 Racing Team), il rookie più veloce finora, sono entrambi scivolati alla curva 15 in mattinata. Il romagnolo è attualmente 16°, a solo mezzo secondo dal record assoluto di&nbsp;<strong>Bastianini</strong>&nbsp;a&nbsp;<strong>Sepang</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pioggia ha fatto la sua apparizione nella seconda metà della giornata, quindi difficilmente vedremo i tempi migliorare nelle prossime ore. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ENEA BASTIANINI #23 &#8211; (1’58.131s – 25 giri)</strong><br><em>“Tornare in moto è stato una bella emozione. Siamo stati molto veloci sia ieri che oggi: se ieri abbiamo tolto un po’ di ruggine, oggi abbiamo lavorato sulla velocità. Causa pioggia abbiamo fatto un solo time attack, ma è andato abbastanza bene. In questi giorni abbiamo dato un occhio anche al passo di gara, con qualche piccola modifica di setup siamo migliorati parecchio pur partendo da un’ottima base. Ora tocca provare una nuova pista, partiremo tutti da zero e lavoreremo sicuramente in ottica gara: vogliamo essere veloci anche lì”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi 10 classificati:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Enea Bastianini (Gresini Racing MotoGP™) – 1:58.131<br>&nbsp;2. Aleix Espargaro (Aprilia Racing) + 0.026<br>&nbsp;3. Jorge Martin (Pramac Racing) + 0.112<br>&nbsp;4. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 0.130<br>&nbsp;5. Maverick Viñales (Aprilia Racing) + 0.130<br>&nbsp;6. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) + 0.134<br>&nbsp;7. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.182<br>&nbsp;8. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 0.201<br>&nbsp;9. Johann Zarco (Pramac Racing) + 0.282<br>&nbsp;10. Pol Espargaro (Repsol Honda Team) + 0.289</p>
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		<title>Il Team Suzuki Ecstar si prepara per la stagione 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 10:22:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’inizio della nuova stagione della MotoGP, il Team Suzuki Ecstar si appresta ad affrontare il 2022 schierando al via Joan Mir e Alex Rins. La GSX-RR dal nuovo look è rinnovata non solo nelle forme ma anche sotto le carene, tutto il team è pronto ed affamato di vittorie. Il 2021 è stata una [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Con l’inizio della nuova stagione della MotoGP, il Team Suzuki Ecstar si appresta ad affrontare il 2022 schierando al via Joan Mir e Alex Rins. La GSX-RR dal nuovo look è rinnovata non solo nelle forme ma anche sotto le carene, tutto il team è pronto ed affamato di vittorie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2021 è stata una sfida difficile, ma l’impegno costante della squadra ha portato a chiudere la stagione passata con Joan Mir nella Top 3. Ora l’obiettivo per il 2022 è molto semplice: ottenere podi, premi e punti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due alfieri spagnoli di Suzuki metteranno la nuova GSX-RR alla prova nei prossimi test in programma sulla pista di Sepang e i primi feedback hanno dato a entrambi i piloti una spinta in più che hanno descritto una moto equilibrata e dalle molte qualità, con una grande competitività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sia Joan Mir sia Alex Rins hanno trascorso la sosta invernale nel migliore dei modi, alternando giornate di riposo, con duri allenamenti e sessioni in pista. Dopo aver chiuso il campionato in terza posizione lo scorso anno, Joan ha un obiettivo preciso per il 2022: combattere per il primo posto. Alex desidera invece aggiungere una maggior concretezza, alla sua indiscutibile velocità e alle sue prestazioni brillanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 2022 la GSX-RR sfoggia una veste grafica inedita, con nuovi inserti neri che aggiungono grinta all’elegante &#8211; e ormai familiare &#8211; livrea blu e grigio ardesia. Un logo ridisegnato, che abbina stilemi rétro ad altri più moderni ma sempre tipicamente Suzuki, è poi presente sulle divise e sui camion della squadra, oltre che sulle moto e sulle tute dei piloti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti questi elementi trovano una sintesi perfetta nel nuovo hashtag che fa da slogan per la stagione 2022:&nbsp;<strong>#GearingUp</strong>, letteralmente “cambiare marcia”. Questa frase è stata pensata per spingere i fan a stare vicino al team che si prepara a vivere un’annata ricca di emozioni e per mettere in chiaro le sue ambizioni, ovvero un miglioramento delle prestazioni e la volontà di affrontare ogni cosa con una marcia in più rispetto al 2021.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi test pre-campionato si svolgeranno venerdì 5 e sabato 6 febbraio presso il Sepang International Circuit e dall’11 al 13 febbraio saranno seguiti da tre ulteriori giornate di prove sul Mandalika Circuit in Indonesia, dove il circus del Motomondiale approderà per la prima volta. La stagione della MotoGP si aprirà invece con la prima gara in Qatar, il 6 marzo prossimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’annata 2022 sarà molto impegnativa per tutti, anche perché il mondo intero sta ancora affrontando la pandemia Covid-19. In questo scenario, chi lavora nei paddock si accinge a fronteggiare il campionato più lungo della storia, con ben 21 gare in calendario e il debutto di alcuni nuovi circuiti, come quelli della citata Indonesia e della Finlandia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Joan Mir &#8211;&nbsp; Pilota del Team Suzuki Ecstar<br></strong>“<em>Mi sono preso un po’ di tempo quest’inverno per rilassarmi e per staccare dopo una stagione 2021 travagliata. Sono stato felice di finire terzo in campionato ma desidero di più, ed è stato importante azzerare tutto in modo che ora io possa concentrarmi al 100% per dare il mio massimo. La mia preparazione pre-campionato è andata bene e io mi sento in forma e pronto ad attaccare. Non vedo l’ora di risalire sulla mia moto; i test che si sono svolti alla fine dello scorso anno hanno mostrato un miglioramento nelle prestazioni che mi ha soddisfatto e ora è il momento di scoprire la nuova livrea e inanellare altri giri prima che la stagione inizi nel giro di circa un mese</em>.”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alex Rins &#8211;&nbsp; Pilota del Team Suzuki Ecstar<br></strong>“<em>La nuova GSX-RR ha un look meraviglioso e va anche molto bene! Sono davvero felice che si stia avvicinando l’inizio della nuova stagione. Ho fatto molti allenamenti durante la pausa non soltanto in palestra ma anche con la mia GSX-R1000R stradale. Nulla può essere però paragonato alla nostra moto da corsa in pista. È bello ritrovarsi insieme al team, tutti siamo concentrati sullo stesso obiettivo e io ho fiducia in loro, tutti abbiamo dimostrato che siamo pronti a fare grandi cose.&nbsp; Le giornate di test saranno importanti ma siamo impazienti che ci sia la prima gara in Qatar!”<br><br></em><strong>Shinichi Sahara&nbsp;</strong><strong>– Team Suzuki Ecstar Project Leader and Team Director<br></strong>“<em>La sosta invernale è stata piena di impegni, con tanto duro lavoro, sia in Europa sia in Giappone. Tutti sono stati chiamati a compiere un grande sforzo in preparazione a una nuova stagione nella quale noi contiamo di essere più competitivi. Abbiamo tanta fiducia nel nostro progetto, così come nei nostri due piloti, e siamo entusiasti che la stagione stia per iniziare, non solo con i test ma anche con le gare. La nostra GSX-RR sembra straordinaria e con il supporto dei nostri sponsor principali, dei tifosi e di ogni membro del team noi la vogliamo portare sul gradino più alto del podio appena possibile. Durante gli ultimi test a Jerez abbiamo notato che i nuovi componenti hanno un enorme potenziale e i feedback del test rider Sylvain Guintoli, così come quelli di Joan e Alex, sono stati piuttosto positivi. In virtù di ciò abbiamo iniziato la pausa invernale con ottime sensazioni e con il morale alto. Ora vedremo che cosa potremo esprimere in questa emozionante nuova stagione</em>.”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ken Kawauchi – Team Suzuki Ecstar Technical Manager<br></strong>“<em>Devo iniziare prima di tutto ringraziando l&#8217;intera squadra e l’azienda per il lavoro che hanno fatto durante questa breve pausa invernale. La nostra moto 2021 era ben bilanciata e competitiva, ma era importante compiere un grande passo avanti nel 2022 per centrare i nostri obiettivi. Come abbiamo visto, la MotoGP è incredibilmente equilibrata, con tanti piloti veloci e molte squadre valide, e noi vogliamo garantirci un posto sul podio. La GSX-RR 2022 adotta una base tecnica simile a quella della moto dello scorso anno ma con alcuni aggiornamenti fondamentali, specie per quanto riguarda le prestazioni del motore. Abbiamo cercato di mantenere la grande gestibilità della nostra moto, che è sempre stata ottima sia tra le curve sia in termini di stabilità, aumentando nello stesso tempo la potenza erogata. Grazie al contributo di tutti gli ingegneri in Giappone e in Europa ci sembra di aver ottenuto questo risultato e ora è giunto il momento di verificarlo in pista con i nostri piloti</em>.”</p>
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		<title>Viñales il più veloce nella seconda giornata di test in Malesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 11:52:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al&#160;Sepang International Circuit&#160;si conclude la seconda giornata del&#160;Test Shakedown&#160;che vede come miglior crono quello realizzato dal portacolori Aprilia Racing&#160;Maverick Viñales&#160;che firma un 1:59.883. Aprilia è l’unica Casa che vanta delle concessioni e quindi questo fa sì che sia Viñales che&#160;Aleix Espargaro&#160;possano scendere in pista insieme ai collaudatori e agli esordienti in occasione dello Shakedown. Oltre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Al&nbsp;<strong>Sepang International Circuit</strong>&nbsp;si conclude la seconda giornata del&nbsp;<strong>Test Shakedown&nbsp;</strong>che vede come miglior crono quello realizzato dal portacolori Aprilia Racing&nbsp;<strong>Maverick Viñales</strong>&nbsp;che firma un 1:59.883.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aprilia è l’unica Casa che vanta delle concessioni e quindi questo fa sì che sia Viñales che&nbsp;<strong>Aleix Espargaro</strong>&nbsp;possano scendere in pista insieme ai collaudatori e agli esordienti in occasione dello Shakedown. Oltre a Viñales, Aprilia ha lavorato con il collaudatore&nbsp;<strong>Lorenzo Savadori</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il collaudatore Ducati Lenovo Team&nbsp;<strong>Michele Pirro</strong>&nbsp;è tornato in pista insieme alla Casa di Bologna lavorando sull’aerodinamica.&nbsp;Pirro è tornato a utilizzare le ali e la carena laterale&nbsp;con le specifiche del 2021: insieme a Ducati va alla ricerca di conferme se il pacchetto aerodinamico del 2022 rappresenta o meno un passo avanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il collaudatore HRC&nbsp;<strong>Stefan Bradl&nbsp;</strong>– che ieri non ha preso parte alla prima giornata dello Shakedown – con la sua nuova RC213V ha lavorato sul secondo telaio 2022 già visto a fine 2021 a Jerez. Rispetto al test andato in scena in terra andalusa sono stati apportati degli aggiornamenti anche agli scarichi e alla parte della coda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi l’esordiente più veloce è stato il pilota del Mooney VR46 Racing Team <strong>Marco Bezzecchi </strong>che in 2:00.734 ha preceduto di poco <strong>Raul Fernandez</strong> (Tech3 KTM Factory Racing), staccato di 85 millesimi. <strong>Darryn Binder</strong> (WithU Yamaha RNF MotoGP™ Team) continua il suo adattamento alla MotoGP™ come anche <strong>Remy Gardner</strong> (Tech3 KTM Factory Racing), alle prese con i postumi legati all’infortunio al polso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune novità per Yamaha all’aerodinamica. In gran parte si tratta della stessa ma adesso si estende per tutta la parte anteriore della presa d&#8217;aria, in modo simile al setup della Aprilia RS-GP. Le nuove ali sono uno dei temi di grande interesse anche nel caso del Team Suzuki Ecstar che ha mandato in pista il collaudatore <strong>Sylvain Guintoli.</strong></p>
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		<title>Miller positivo al Covid. Ducati potrebbe ritardare la presentazione della nuova moto.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2022 10:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Miller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jack Miller è rimasto bloccato in Australia dopo essere risultato positivo al Covid-19 e questo stop forzato del pilota australiano potrebbe costringere la Ducati a rinviare la presentazione della moto 2022. Miller era tornato in Australia ai primi di dicembre per essere al via dell&#8217;ultima gara del Campionato australiano di Superbike al Bend Motorsport Park, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Jack Miller è rimasto bloccato in <a href="https://thecommonwealth.org/our-member-countries/australia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Australia </a>dopo essere risultato positivo al Covid-19 e questo stop forzato del pilota australiano potrebbe costringere la Ducati a rinviare la presentazione della moto 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller era tornato in Australia ai primi di dicembre per essere al via dell&#8217;ultima gara del Campionato australiano di <a href="https://www.giornalemotori.com/2021/09/26/superbike-doppietta-di-razgatlioglu-ad-jerez-il-turco-vola-nel-mondiale/" data-type="post" data-id="109702" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Superbike </a>al Bend Motorsport Park, ovviamente in sella sempre ad una <a href="https://www.giornalemotori.com/2021/12/16/axel-bassani-anche-nel-2022-correra-con-la-ducati-del-motocorsa-racing/" data-type="post" data-id="111425">Ducati </a>Panigale V4 R, dove era arrivato sul podio in Gara 2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller doveva essere in Europa entro venerdì prossimo per poter essere presente alla presentazione della nuova Ducati di MotoGP ma ora le tempistiche sono tutte da rivedere dopo la sua positività al covid.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller ha assicurato i suoi tifosi di stare bene attraverso un video apparso sui suoi canali social, ammette di essere asintomatico e che sta continuando la sua preparazione fisica in ottica della stagione 2022 ma questo non gli consentirà di essere presente entro il 28 di gennaio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large td_quote_box td_box_center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow" style="margin-top:0px"><p>&#8220;Sfortunatamente, come potete vedere, sono ancora qui a casa in Australia a causa della mia positività al covid. Al momento non sono in grado di viaggiare e mi mancherà la presentazione della squadra. Volevo solo farvi sapere che sto bene, che sono senza sintomi e sono in grado di continuare con il mio allenamento, ma incapace di viaggiare in questo momento. Mi mancate tutti e non vedo l&#8217;ora di vedervi molto presto.&#8221;</p><cite>Jack Miller</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Con tutta probabilità, Ducati presenterà la squadra e la moto 2022 dopo il primo test in pista previsto per il 5 febbraio in Malesia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller cercherà di lasciare l&#8217;Australia all&#8217;inizio di febbraio per prendere parte ai test MotoGP di Sepang per Ducati che si svolgeranno il 5-6 febbraio, prima di un altro test sulla nuova pista di Mandalika in Indonesia l&#8217;11-13 febbraio.</p>



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		<title>IL TEAM GRESINI RACING APRE LA STAGIONE MOTOGP 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 18:13:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato oggi in diretta streaming a livello mondiale il neonato Team Gresini Racing MotoGP, con la squadra fondata e cresciuta da Fausto Gresini che torna nella massima categoria del mondiale con un team indipendente sette anni dopo la sua ultima apparizione. Un progetto capitanato da Nadia Padovani Gresini, Team owner, e sostenuto dallo zoccolo duro della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2022/01/15/il-team-gresini-racing-apre-la-stagione-motogp-2022/">IL TEAM GRESINI RACING APRE LA STAGIONE MOTOGP 2022</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Presentato oggi in diretta streaming a livello mondiale il neonato Team Gresini Racing MotoGP, con la squadra fondata e cresciuta da Fausto Gresini che torna nella massima categoria del mondiale con un team indipendente sette anni dopo la sua ultima apparizione.<br> <br>Un progetto capitanato da Nadia Padovani Gresini, Team owner, e sostenuto dallo zoccolo duro della Gresini Racing, che in questa stagione conterà con il ritorno in famiglia di Enea Bastianini, già a podio nel 2021 con la Ducati, e con il neopromosso nella classe regina Fabio Di Giannantonio.<br> <br>Entrambi correranno con la Ducati Desmosedici GP21 nella prossima stagione, moto “assaggiata” nei test di Jerez de la Frontera a fine novembre nei quali Bastianini ha già dimostrato di poter essere super competitivo, mentre Di Giannantonio ha dato subito segnali di grande compatibilità con la sua nuova compagna.<br> <br>Proprio il numero 49 sarà il primo a scendere in pista nei primi test a Sepang dedicati esclusivamente ai rookie della categoria. Si comincia il 31 gennaio con tre giorni di “shakedown” dove il team azzurro sarà già protagonista.</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>ENEA BASTIANINI #23</strong><br> <br>&#8220;I nuovi colori della moto sono veramente particolari, quando l’ho vista per la prima volta mi ha fatto veramente strano, però adesso che la rivedo dal vivo è fantastica. Una moto così bella non può che andare forte! Tra una ventina di giorni partiamo per i test, manca davvero poco fortunatamente, perché sono carico e non vedo l’ora di tornare in sella alla mia Ducati. Con la squadra abbiamo già avuto modo di conoscerci e di lavorare assieme durante il primo test, e posso dire di avere un team fantastico. Credo che sarà una stagione molto interessante, sono convinto che faremo dei grandissimi risultati. Non vedo l’ora di iniziare!&#8221;<br> <br><strong>FABIO DI GIANNANTONIO #49</strong><br> <br><em>&#8220;2022. Ci siamo. Mi aspetto una grande stagione, la mia prima in MotoGP: sarà una figata! Dovrò imparare tanto, mi aspetto di crescere gara dopo gara e magari vediamo, possiamo toglierci anche qualche soddisfazione. Tra poco si torna in pista per i test, andiamo in Malesia e poi in Indonesia. Non vedo l’ora di riguidare questa bella bestia. L’inverno è sempre troppo lungo, sto contando i giorni, le ore! Poi la moto è stupenda, forse la più bella che abbia mai guidato, la più bella che abbia mai visto. Con questo unico colore principale sembra un po’ una moto degli anni 70, retrò style, sicuramente saremo riconoscibili in pista. Particolarissima, originalissima, BELLA. Un’emozione unica&#8221;.<br></em> <br><strong>NADIA PADOVANI GRESINI</strong><br><br><em>“Finalmente presentiamo un progetto a cui abbiamo creduto fortemente e in cui abbiamo lavorato senza sosta da ormai un anno a questa parte. Siamo molto motivati, siamo arrivati ad essere il primo team MotoGP a presentarsi e credo che le nostre moto siano davvero bellissime…Spero piacciano anche agli altri! Mi piace pensare che Fausto ci stia guardando e sono convinta che sia orgoglioso della sua famiglia, ormai non faccio nemmeno distinzione da famiglia naturale e famiglia lavorativa, siamo un tutt’uno. Devo dire che ho visto sia Diggia che Enea in gran forma e con una gran voglia di iniziare: puntiamo ad essere un team protagonista e a farci vedere qualche volta nei parc fermé…”</em></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Ancora un ultimo ostacolo per Marc Marquez prima del Test in Malesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 11:47:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez&#160;(Repsol Honda Team) ha svelato che solo un ostacolo è ancora presente sulla sua strada prima di scendere in pista per il Test Ufficiale pre 2022 in programma in Malesia. Lo spagnolo punta a riprendersi da quello che descrive come “il momento più difficile della sua carriera”. L’otto volte campione del mondo ha dichiarato [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Marc Marquez</strong>&nbsp;(Repsol Honda Team) ha svelato che solo un ostacolo è ancora presente sulla sua strada prima di scendere in pista per il Test Ufficiale pre 2022 in programma in Malesia. Lo spagnolo punta a riprendersi da quello che descrive come “il momento più difficile della sua carriera”. L’otto volte campione del mondo ha dichiarato che se riuscirà a trascorrere una giornata senza problemi su uno dei circuiti che fanno parte del calendario allora probabilmente gli verrà dato il via libera per tornare in sella a una MotoGP™ dopo che l’ultima volta era stata in occasione del Gran Premio dell’Emilia Romagna disputato a ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marquez è tornato in sella a una moto da cross a inizio settimana dopo&nbsp;<strong><em>&#8220;un chiaro miglioramento nella visione&#8221;</em></strong>&nbsp;come confermato dal Dottor Sánchez Dalmau.&nbsp;Il suo recupero dal problema della diplopia continua a procedere bene e ora salgono le possibilità di vederlo in pista nei test pre stagione in programma in Malesia e Indonesia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Prima di tutto, sono davvero contento dopo tre mesi difficili,&#8221; ha spiegato lo spagnolo in occasione della presentazione del team 2022.&nbsp;&#8220;Un problema alla vista non è mai una cosa semplice. Nell’ultimo mese ho iniziato a sentirmi sempre meglio e si tratta di una bella sensazione. Da quando mi sono infortunato è stata dura ma ho semplicemente seguito il consiglio del mio medico, lo stesso che nel 2011 mi ha messo a posto la vista. Si tratta di un percorso molto lento ma sapevo che sarebbe stato così nel momento in cui mi sono infortunato dato che si tratta di un nervo che condiziona direttamente il muscolo. Si tratta dello stesso nervo legato all’infortunio che ho patito nel 2011”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Da quel momento è stata dura dato che non si sa mai ma in questo ultimo mese e soprattutto nell’ultima settimana ho avvertito dei miglioramenti. In questa settimana mi sono sottoposto a un controllo medico e le mie sensazioni in sostanza hanno trovato dei riscontri nei risultati del controllo. Sono rimasto molto contento del fatto che mi abbia permesso di tornare di nuovo in sella alla moto e ho scelto una moto da cross dato che è proprio quella che guidavo quando mi sono fatto male”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il motocross è davvero impegnativo, devi essere molto preciso e compiere dei salti, delle salite e delle discese e provare tutti gli aspetti legati alla tua vista. Adesso non vedo l’ora di compiere il prossimo step. Repsol Honda sta provando a organizzare un test con una CBR1000 o forse con la RCV. Vediamo se riusciremo a organizzarlo in tempi brevi per provarla su un circuito tra quelli presenti in calendario”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Da quando mi sono infortunato, il mio obiettivo è stato quello di essere presente al primo test o alla prima gara e sembra che siamo su questa strada. Ora ho bisogno di una giornata di test su una pista tra quelle presenti in calendario per svolgere un’intera giornata con tanti giri per vedere se quando mi stanco accuso dei problemi. Dobbiamo valutare queste cose prima di avere il via libera per essere presente nel Test in programma in Malesia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il numero 93 ha anche descritto le difficoltà a livello mentale che ha affrontato da quando gli è stata diagnosticata la diplopia per la seconda volta. Ha ammesso che nella sua testa sono emersi dei seri dubbi legati al suo futuro in MotoGP™.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Forse è stato il momento più difficile della mia carriera. Questo è il quarto inverno che mi vede infortunato. Prima, la spalla destra, poi la sinistra, poi il braccio e quando tutto sembrava andare sempre meglio è arrivato un altro infortunio dopo aver vinto ad Austin e Misano nel momento in cui mi sentivo bene, ma nella vita non si sa mai. È stata dura, è vero. Non auguro a nessuno questo tipo di sensazioni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non si tratta di qualcosa con cui puoi giocare dicendo ‘sì, ok, ci proverò’. O ci vedi bene oppure no. Il dottore non mi diceva ‘ci vorrà un mese, tre mesi o sei’, non lo sapeva. Tutte le ipotesi erano sul tavolo:&nbsp;un intervento, il tempo e&nbsp;anche la possibilità di non guidare una moto. È stato un periodo difficile dato che non conoscevo il mio futuro&#8221;.</p>
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		<title>Aprilia, molto lavoro da fare per essere al top in MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2022 13:13:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Aprilia ha chiuso la stagione 2021 di MotoGP, la settima nella classe regina da quando è ritornata nel Motomondiale, dimostrando ulteriori passi in avanti sul fronte prestazionale e questo grazie anche al fatto che la casa di Noale è stato uno dei due costruttori a realizzare una moto interamente nuova nonostante il congelamento agli sviluppi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Aprilia ha chiuso la stagione 2021 di MotoGP, la settima nella classe regina da quando è ritornata nel Motomondiale, dimostrando ulteriori passi in avanti sul fronte prestazionale e questo grazie anche al fatto che la casa di Noale è stato uno dei due costruttori a realizzare una moto interamente nuova nonostante il congelamento agli sviluppi imposto dal COVID.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aleix Espargaro è arrivato costantemente tra i primi otto in tutta la stagione e ha portato l&#8217;Aprilia a conquistare il primo podio grazie al terzo posto al Gran Premio di Gran Bretagna e lo spagnolo ha chiuso la stagione all&#8217;ottavo posto in classifica con 120 punti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Sì, è stata sicuramente una buona stagione rispetto al passato e siamo impazienti di lottare per il 2022. Saremo una squadra ufficiale nel campionato, ma se guardiamo ai nostri progressi dal 2019, 2020 e 2021 speriamo che nel 2022 mantengano quella progressione per cercare di chiudere il divario con i primi, anche se abbiamo molta strada da fare.&#8221;</em> ha detto Rivola</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stagione 2021 di Aprilia è stata instabile con il marchio scosso dalla morte a febbraio di Fausto Gresini la cui squadra ha gestito l&#8217;ingresso di Aprilia dal 2015 al 2021..</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima della morte di Gresini, Aprilia ha dovuto affrontare anche la squalifica per doping di Iannone, trovando poche alternative per rimpiazzare il pilota italiano e rimediano una serie di rifiuti da parte dei piloti, tra cui Andrea Dovizioso. La scelta è caduta poi su Savadori, rimpiazzato da Vinales dal <a href="https://www.giornalemotori.com/2021/09/12/motogp-super-bagnaia-ad-aragon-trionfa-dopo-un-duello-con-marquez/" data-type="post" data-id="109463">Gran Premio di Aragon</a> dopo che quest&#8217;ultimo è stato appiedato dalla Yamaha.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vinales ha ottenuto un ottavo posto al GP dell&#8217;Emilia Romagna andando a punti in altre due occasioni nelle ultime sei gare mentre cercava di adattarsi alla RS-GP. Ma Rivola è convinto che Aprilia riuscirà a far emergere il talento di Maverick.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>L&#8217;approccio che abbiamo avuto con Maverick è stato quello di fare le gare come un test, quindi provare diverse parti e configurazioni di set-up per capire cosa fosse meglio per lui. Questo è sicuramente sacrificare i risultati della gara, e un po&#8217; la sua fiducia, che è stata un po&#8217; più difficile da costruire. Ma sono sicuro che abbiamo in Maverick un super talento e sono convinto che troveremo il modo di abbinare le nostre risorse con il suo talento&#8221;.</em></p>
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		<item>
		<title>Mooney nuovo title sponsor del VR46 Racing Team</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 18:44:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[vr46]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mooney, la prima realtà italiana di Proximity Banking &#38; Payments, sarà il nuovo&#160;title sponsor&#160;del&#160;VR46 Racing Team, la squadra corse creata da Valentino Rossi e protagonista nelle categorie del motomondiale MotoGP e Moto2. In seguito all’accordo, il naming del team sarà&#160;Mooney VR46 Racing Team&#160;e verrà utilizzato in tutte le immagini del Team (incluse moto e tute [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mooney</strong>, la prima realtà italiana di Proximity Banking &amp; Payments, sarà il nuovo&nbsp;<strong><em>title sponsor</em>&nbsp;</strong>del<strong>&nbsp;VR46 Racing Team</strong>, la squadra corse creata da Valentino Rossi e protagonista nelle categorie del motomondiale MotoGP e Moto2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seguito all’accordo, il naming del team sarà&nbsp;<strong>Mooney VR46 Racing Team</strong>&nbsp;e verrà utilizzato in tutte le immagini del Team (incluse moto e tute dei piloti) e nelle comunicazioni ufficiali. Ulteriori informazioni saranno svelate il 3 gennaio prossimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mooney</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mooney è la prima realtà italiana di Proximity Banking &amp; Payments che eredita l’esperienza di due eccellenze in settori differenti ma complementari: SisalPay, nel settore dei pagamenti, e Banca 5 (Gruppo Intesa Sanpaolo), nel settore bancario. Grazie a una rete capillare di oltre 45.000 esercizi convenzionati e completamente integrata con l’ecosistema digitale, Mooney svolge un importante ruolo sociale garantendo alla comunità di accedere in modo semplice, veloce e sicuro ad un’ampia gamma di operazioni di pagamento &#8211; come bollette, carte prepagate, ricariche telefoniche &#8211; e servizi, prima disponibili solo nelle filiali bancarie – come prelievi, bonifici e MAV.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>VR46 Racing Team</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il VR46 Racing Team nasce nel 2014 con lo scopo di supportare i giovani talenti delle due ruote dalla Moto3 alla MotoGP. L’approdo nella classe regina avviene già nel 2021 con Luca Marini ma è nel 2022 che il VR46 Racing Team entrerà a far parte ufficialmente della entry list della top class. Ad oggi sono 10 i piloti italiani ad aver mosso i loro primi passi in questo Team. Tra questi, Francesco Bagnaia il primo pilota a vincere il titolo Mondiale con il Team Moto2 nel 2018.</p>
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		<title>Mercedes-Red Bull: la diatriba continua fuori pista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2021 11:35:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formula 1]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gran Premio dei veleni del Brasile prosegue a pochi giorni da quello del Qatar. La guerra tra Mercedes e Red Bull è più calda che mai e le promesse di Toto Wolff di rinunciare alla diplomazia non sono state parole campate in aria. Il sorpasso di cattiveria di Verstappen su Hamilton, dove i due [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Premio dei veleni del <a href="https://www.giornalemotori.com/2021/11/14/f1-gp-brasile-vittoria-di-forza-di-lewis-hamilton/" data-type="post" data-id="110821">Brasile</a> prosegue a pochi giorni da quello del Qatar. La guerra tra Mercedes e Red Bull è più calda che mai e le promesse di Toto Wolff di rinunciare alla diplomazia non sono state parole campate in aria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sorpasso di cattiveria di Verstappen su Hamilton, dove i due concorrenti sono andati larghi nella via di fuga, dovrà essere analizzato nei dettagli nella giornata di oggi dopo una richiesta di revisione da parte di Mercedes.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo avviene dopo che la F1 ha deciso di rendere pubblico il filmato dalla cameracar di Verstappen, video che non era disponibile domenica durante la gara per poter analizzare in maniera approfondita la manovra dell&#8217;olandese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un rappresentante della Mercedes è tenuto a presentarsi alla FIA in videoconferenza alle 17:00 ora locale giovedì 18 novembre, come da documento dello steward rilasciato mercoledì prima del Gran Premio del Qatar.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La FIA ha affermato che l&#8217;udienza è per determinare se la Mercedes ha il diritto di riesaminare il caso, il che dipenderà dalla presentazione di un nuovo elemento significativo e rilevante che non era disponibile per le parti che chiedevano il riesame al momento della decisione in questione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le riprese delle F1 sono limitate ad un solo feed in tempo reale per ogni vettura e, al momento dell&#8217;incidente, la Red Bull di Verstappen stava trasmettendo l&#8217;inquadratura del retro della vettura.&nbsp;Il filmato della telecamera frontale dell&#8217;incidente avvenuto al giro 48, era disponibile per il download solo dopo la gara e finalmente reso pubblico dalla F1 martedì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la FIA dovesse accettare che Verstappen ha infranto le regole sportive con la sua guida, allora è possibile che possa rimediare una penalità di tempo per la gara in Brasile o imporre delle posizioni di penalità in griglia per il prossimo evento in Qatar.</p>
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		<title>MotoGP, Qualifiche Valencia: Jorge Martin porta la Ducati in pole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Nov 2021 15:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[GP Valencia]]></category>
		<category><![CDATA[Qualificazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il turno di qualifica del&#160;Gran Premio Motul de la Comunitat Valenciana&#160;vede&#160;Jorge Martin&#160;(Pramac Racing) firmare il miglior tempo stabilendo un incredibile&#160;1:29.936&#160;accompagnato in prima fila dal duo ufficiale del Ducati Lenovo Team,&#160;Francesco Bagnaia&#160;e&#160;Jack Miller, entrambi scivolati dopo aver firmato il proprio miglior tempo personale. Ducati alla conquista del Circuit Ricardo Tormo Nelle prime cinque posizioni ci sono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2021/11/13/qualifiche-motogp-valencia-jorge-martin-porta-la-ducati-in-pole/">MotoGP, Qualifiche Valencia: Jorge Martin porta la Ducati in pole</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il turno di qualifica del&nbsp;<strong>Gran Premio Motul de la Comunitat Valenciana</strong>&nbsp;vede&nbsp;<strong>Jorge Martin&nbsp;</strong>(Pramac Racing) firmare il miglior tempo stabilendo un incredibile&nbsp;<strong>1:29.936</strong>&nbsp;accompagnato in prima fila dal duo ufficiale del Ducati Lenovo Team,&nbsp;<strong>Francesco Bagnaia&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Jack Miller</strong>, entrambi scivolati dopo aver firmato il proprio miglior tempo personale.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-ducati-alla-conquista-del-circuit-ricardo-tormo"><strong><em>Ducati alla conquista del Circuit Ricardo Tormo</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle prime cinque posizioni ci sono quattro Desmo, grazie al quinto tempo di&nbsp;<strong>Johann Zarco</strong>&nbsp;(Pramac Racing) che si trova incastrato tra il duo del Team Suzuki Ecstar, preceduto da&nbsp;<strong>Joan Mir&nbsp;</strong>e seguito da&nbsp;<strong>Alex Rins</strong>&nbsp;promosso dalla Q1.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-l-ultimo-ballo-inizia-dalla-decima-piazza"><strong><em>L’ultimo ballo, inizia dalla decima piazza</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Si avvicina il momento dell’ultima uscita in pista di<strong>&nbsp;Valentino Rossi</strong>&nbsp;(Petronas Yamaha SRT) da pilota professionista nel Campionato del Mondo MotoGP™. Dopo aver inseguito Pecco per alcune tornate, il Dottore ha ipotecato l’ottava piazza per poi terminare la qualifica col decimo miglior tempo.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-yamaha-e-ktm-una-qualifica-sottotono"><strong><em>Yamaha e KTM, una qualifica sottotono</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un venerdì complesso, il campione del mondo&nbsp;<strong>Fabio Quartararo</strong>&nbsp;(Monster Energy Yamaha MotoGP) cerca di riscattarsi il sabato ma in qualifica non riesce a fare meglio dell’ottavo posto piazzando la prima Yamaha all’appello in Q2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segue in nona posizione&nbsp;<strong>Takaaki Nakagami&nbsp;</strong>(LCR Honda Idemitsu) leader della FP4, seguito da Rossi e da&nbsp;<strong>Franco Morbidelli&nbsp;</strong>(Monster Energy Yamaha MotoGP) mentre&nbsp;<strong>Aleix Espargaro&nbsp;</strong>(Aprilia Racing Team Gresini) è 12°.</p>



<p class="wp-block-paragraph">KTM vede la luce grazie al settimo tempo di&nbsp;<strong>Brad Binder&nbsp;</strong>(Red Bull KTM Factory Racing) entrato in Q2 dopo essere passato per la Q1. Il compagno di squadra del sudafricano,&nbsp;<strong>Miguel Oliveira</strong>&nbsp;(Red Bull KTM Factory Racing), chiude lo schieramento mentre&nbsp;<strong>Danilo Petrucci</strong>&nbsp;(Tech 3 KTM Factory Racing) che, come Rossi affronterà l’ultima gara in MotoGP™ prima di passare all’<em>off-road</em>, scatterà 16° preceduto dal suo compagno di squadra&nbsp;<strong>Iker Lecuona</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="h-repsol-honda-team-senza-rappresentanti"><strong><em>Repsol Honda Team senza rappresentanti</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come già annunciato prima dell’inizio del GP, Marc Marquez ha rinunciato all’ultimo evento della stagione 2021.&nbsp;<strong>Pol Espargaro</strong>, unico rappresentante per il Repsol Honda Team, è stato protagonista di un pesante&nbsp;<em>‘highside’</em>&nbsp;in FP3 e dopo i primi accertamenti al centro medico è stato accompagnato in ospedale per dei controlli più accurati. Il quadro generale dello spagnolo è incoraggiante ma resta ancora da capire se riuscirà o meno a disputare la gara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi 10 qualificati:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Jorge Martin (Pramac Racing) – 1:29.936<br>2. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) + 0.064<br>3. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 0.064<br>4. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) + 0.459<br>5. Johann Zarco (Pramac Racing) + 0.482<br>6. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 0.539<br>7. Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) + 0.573<br>8. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.573<br>9. Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu) + 0.708<br>10. Valentino Rossi (Petronas Yamaha SRT) + 0.810<br>11. Franco Morbidelli (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.845<br>12. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) + 1.088</p>
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		<title>Zarco svetta nelle FP1 bagnate a Misano.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Oct 2021 10:26:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fine settimana di Misano per Johann Zarco (Pramac Racing) inizia come meglio non si potrebbe, ovvero realizzando il primo tempo alla fine della sessione che apre il Gran Premio Nolan del Made in Italy e dell&#8217;Emilia-Romagna. Sul bagnato in riva all’Adriatico in 1:42.374 precede di un secondo e quattro decimi Marc Marquez (Repsol Honda Team). Terzo crono per Jack Miller (Ducati [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il fine settimana di Misano per<strong> Johann Zarco</strong> (Pramac Racing) inizia come meglio non si potrebbe, ovvero realizzando il primo tempo alla fine della sessione che apre il <strong>Gran Premio Nolan del Made in Italy e dell&#8217;Emilia-Romagna</strong>. Sul bagnato in riva all’Adriatico in 1:42.374 precede di un secondo e quattro decimi <strong>Marc Marquez</strong> (Repsol Honda Team). Terzo crono per <strong>Jack Miller</strong> (Ducati Lenovo Team) mentre <strong>Francesco Bagnaia</strong> cade alla curva 8.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Jorge Martin</strong>&nbsp;(Pramac Racing) è quarto davanti a&nbsp;<strong>Franco Morbidelli</strong>&nbsp;(Monster Energy Yamaha MotoGP): il vicecampione del mondo 2020 è il miglior portacolori Yamaha. Dietro di lui troviamo Bagnaia mentre il leader della classifica&nbsp;<strong>Fabio Quartararo</strong>&nbsp;(Monster Energy Yamaha MotoGP) è 18°.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alex Marquez</strong> (LCR Honda Castrol) e <strong>Brad Binder</strong> (Red Bull KTM Factory Racing) sono finiti a terra a inizio sessione senza riportare conseguenze. Caduta anche per <strong>Lorenzo Savadori </strong>(Aprilia Racing Team Gresini).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi sono i primi dieci alla fine della FP1 della MotoGP:<br>1. Johann Zarco (Pramac Racing) – 1:42.374<br>2. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 1.417<br>3. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 1.625<br>4. Jorge Martin (Pramac Racing) + 1.667<br>5. Franco Morbidelli (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 1.680<br>6. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) + 1.809<br>7. Miguel Oliveira (Red Bull KTM Factory Racing) + 1.869<br>8. Danilo Petrucci (Tech3 KTM Factory Racing) + 1.950<br>9. Iker Lecuona (Tech3 KTM Factory Racing) + 2.031<br>10. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) + 2.139</p>
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		<title>Bagnaia non si arrende. A Misano tenterà di bissare il successo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2021 10:23:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Restano sole tre gare alla fine della stagione 2021 del Campionato del Mondo MotoGP™ che ha come favorito per la conquista di uno storico primo titolo nella classe regina il portacolori del team Monster Energy Yamaha&#160;Fabio Quartararo. Il francese ha 52 punti di margine su&#160;Francesco Bagnaia&#160;(Lenovo Ducati Team), il quale però non si arrenderà prima [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Restano sole tre gare alla fine della stagione 2021 del Campionato del Mondo MotoGP™ che ha come favorito per la conquista di uno storico primo titolo nella classe regina il portacolori del team Monster Energy Yamaha&nbsp;<strong>Fabio Quartararo</strong>. Il francese ha 52 punti di margine su&nbsp;<strong>Francesco Bagnaia</strong>&nbsp;(Lenovo Ducati Team), il quale però non si arrenderà prima del tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per laurearsi campione del mondo 2021 a Bagnaia servirà una vera impresa anche se il piemontese ritiene che la pressione sia tutte sulle spalle di Quartararo. &#8220;Sono più rilassato di Fabio,&#8221; ha spiegato il pilota di Chivasso dopo il settimo podio dell’anno conquistato al Circuit of the Americas, ritenendo che le alte aspettative del francese che punta a chiudere i giochi a Misano possano in realtà andare in suo favore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Di sicuro non mi arrenderò,&#8221; ha esordito Bagnaia. &#8220;Fabio quest’anno ha svolto un gran lavoro. In partenza è il più veloce ed è anche il pilota più costante fino alla bandiera a scacchi. È veramente un ottimo pilota, quindi senza dubbio avrà la possibilità di vincere. Sappiamo dove abbiamo perso questi punti. Nelle ultime tre o quattro gare stiamo facendo davvero un ottimo lavoro. Stiamo migliorando, stiamo imparando. Siamo più competitivi ma penso che anche Fabio stia facendo un ottimo lavoro”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Proverò semplicemente a ridurre le distanze. Sembra impossibile ma ci sto provando. Penso di essere più rilassato di Fabio dato che Fabio deve pensare al Campionato. Tutto quello a cui devo pensare è essere il più competitivo possibile. Non sto dicendo che Fabio non sia rilassato ma penso di essere più calmo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di un’altra vittoria per Bagnaia al Misano World Circuit Marco Simoncelli i giochi per il successo finale resterebbero aperti almeno fino a Portimao. Il portacolori del team ufficiale Ducati spera che una sua ulteriore vittoria possa mettere ancora più pressione al <em>Diablo</em>. Al massimo tra un mese sapremo chi sarà il nuovo campione del mondo nella classe regina.</p>
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		<title>Dominio di Marquez al GP delle Americhe. Quartararo e Bagnaia a podio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Oct 2021 20:45:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Circuit Of The Americas è una pista talismano per Marc Marquez (Repsol Honda Team) e lo ribadisce in occasione del Red Bull Grand Prix of the Americas dominando la corsa dal primo all’ultimo giro. Lo spagnolo torna sul podio firmando la seconda vittoria dal suo ritorno dall’infortunio. Sul podio insieme all’otto volte iridato troviamo anche Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) e Francesco [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2021/10/03/dominio-di-marquez-al-gp-delle-americhe-quartararo-e-bagnaia-a-podio/">Dominio di Marquez al GP delle Americhe. Quartararo e Bagnaia a podio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Circuit Of The Americas</strong> è una pista talismano per <strong>Marc Marquez </strong>(Repsol Honda Team) e lo ribadisce in occasione del <strong>Red Bull Grand Prix of the Americas</strong> dominando la corsa dal primo all’ultimo giro. Lo spagnolo torna sul podio firmando la seconda vittoria dal suo ritorno dall’infortunio. Sul podio insieme all’otto volte iridato troviamo anche <strong>Fabio Quartararo </strong>(Monster Energy Yamaha MotoGP) e <strong>Francesco Bagnaia </strong>(Ducati Lenovo Team) che rimonta dopo un inizio gara complesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Cronaca della gara</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pecco</strong>&nbsp;scatta dalla prima casella dello schieramento ma è&nbsp;<strong>Marquez&nbsp;</strong>ad andare subito in testa mentre&nbsp;<strong>Bagnaia</strong>&nbsp;scivola al quarto posto a vantaggio di&nbsp;<strong>Alex Rins</strong>&nbsp;(Team Suzuki Ecstar) che è terzo.&nbsp;<strong>Jorge Martin</strong>&nbsp;(Pramac Racing) resta incollato al compagno di marca del team ufficiale in attesa del momento giusto per attaccare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto&nbsp;<strong>Joan Mir</strong>&nbsp;(Team Suzuki Ecstar) supera&nbsp;<strong>Brad Binder</strong>&nbsp;(Red Bull KTM Factory Racing) passando così in settima posizione, alle spalle di&nbsp;<strong>Takaaki Nakagami</strong>&nbsp;(LCR Honda Idemitsu).&nbsp;<strong>Jack Miller</strong>&nbsp;(Ducati Lenovo Team) è nono davanti a&nbsp;<strong>Johann Zarco</strong>&nbsp;(Pramac Racing). All’inizio del secondo giro&nbsp;<strong>Martin</strong>&nbsp;supera&nbsp;<strong>Bagnaia</strong>&nbsp;e il contendente al titolo è quinto, pochi passaggi dopo&nbsp;<strong>Nakagami</strong>&nbsp;scivola alla curva 12.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Martin</strong>&nbsp;firma il giro veloce alla terza tornata riducendo il distacco da&nbsp;<strong>Rins</strong>, è solo questione di qualche passaggio e il&nbsp;<em>rookie</em>&nbsp;entra in&nbsp;<em>bagarre</em>&nbsp;col connazionale. In palio c’è il terzo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo&nbsp;<strong>Miller</strong>&nbsp;centra un doppio sorpasso su&nbsp;<strong>Binder</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Mir</strong>&nbsp;si porta alla sesta piazza, alle spalle del suo compagno di squadra. Alla quinta tornata&nbsp;<strong>Zarco</strong>&nbsp;scivola alla curva 1 mentre si trova in nona posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo sei giri&nbsp;<strong>Martin</strong>&nbsp;tenta il primo attacco su&nbsp;<strong>Quartararo</strong>&nbsp;per il secondo posto. Mentre&nbsp;<strong>Miller</strong>&nbsp;recupera una posizione ed è quarto.&nbsp;<strong>Bagnaia</strong>&nbsp;fatica più del previsto ed è sesto, alle spalle di&nbsp;<strong>Rins</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Enea Bastianini</strong>&nbsp;(Avintia Esponsorama) rimonta fino alla nona posizione attaccandosi alle ruote di&nbsp;<strong>Mir</strong>. In testa&nbsp;<strong>Marquez</strong>&nbsp;continua indisturbato con un secondo e otto di vantaggio a dominare la corsa. A metà gara&nbsp;<strong>Aleix Espargaro</strong>&nbsp;(Aprilia Racing Team Gresini) finisce a terra mentre&nbsp;<strong>Bagnaia</strong>&nbsp;inizia a recuperare superando&nbsp;<strong>Rins</strong>&nbsp;e portandosi in quinta piazza, mettendosi sulla scia del suo compagno di squadra. Così come aveva fatto sabato per trovare i riferimenti,&nbsp;<strong>Pecco</strong>&nbsp;segue&nbsp;<strong>Miller</strong>&nbsp;che non ne ha per rispondere agli attacchi e&nbsp;<strong>Bagnaia</strong>&nbsp;si porta ai margini della zona podio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rimonta di&nbsp;<strong>Pecco</strong>&nbsp;continua attaccandosi alla ruota posteriore di&nbsp;<strong>Martin</strong>&nbsp;che sembra in difficoltà. Lo spagnolo non ha fatto la traiettroia corretta tra la curva 4 e la 5 e per questo gli viene attribuito un&nbsp;<em>long lap penalty</em>&nbsp;ma prima che lo spagnolo sconti la penalità,&nbsp;<strong>Bagnaia</strong>&nbsp;lo supera prendendosi il terzo posto. Lo spagnolo fa il&nbsp;<em>long lap</em>&nbsp;all’ultimo giro arrivando quinto al traguardo, alle spalle di&nbsp;<strong>Rins</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>I piloti a punti ad Austin</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Resta ai margini del podio&nbsp;<strong>Rins</strong>, vincitore dell’ultimo evento al COTA, seguito da&nbsp;<strong>Martin</strong>&nbsp;che chiude la top 5 davanti ad uno strepitoso&nbsp;<strong>Bastianini&nbsp;</strong>che, scattato dalla 16° casella, recupera 10 posizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un duello acceso,&nbsp;<strong>Mir</strong>&nbsp;taglia il traguardo in settima posizione a scapito di&nbsp;<strong>Miller</strong>&nbsp;ma l’azione del campione in carica viene penalizzata dalla&nbsp;<em>Race Direction&nbsp;</em>e alla fine è l’australiano è settimo davanti al maiorchino. Nono posto per&nbsp;<strong>Binder&nbsp;</strong>mentre&nbsp;<strong>Pol Espargaro&nbsp;</strong>(Repsol Honda Team) chiude in decima posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Miguel Oliveira&nbsp;</strong>(Red Bull KTM Factory Racing) è 11° davanti ad&nbsp;<strong>Alex Marquez</strong>&nbsp;(LCR Honda Castrol) che precede&nbsp;<strong>Andrea Dovizioso&nbsp;</strong>(Petronas Yamaha SRT) capace di ottenere i primi punti con la Yamaha e guidando un trio azzurro visto che in 14° posizione c’è&nbsp;<strong>Luca Marini</strong>&nbsp;(SKY VR46 Avintia) e&nbsp;<strong>Valentino Rossi&nbsp;</strong>(Petronas Yamaha SRT) è 15°.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Danilo Petrucci&nbsp;</strong>(Tech 3 KTM Factory Racing) e&nbsp;<strong>Franco Morbidelli</strong>&nbsp;(Monster Energy Yamaha MotoGP) restano fuori dalla zona punti trovandosi rispettivamente in 18° e in 19° piazza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prossimo appuntamento è a&nbsp;<strong>Misano</strong>, dal 22 al 24 ottobre per il&nbsp;<strong>Gran Premio Nolan del Made in Italy e dell&#8217;Emilia-Romagna</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi 10:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Marc Marquez (Repsol Honda Team)<br>2. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 4.679<br>3. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) + 8.547<br>4. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 11.098<br>5. Jorge Martin (Pramac Racing) + 11.752<br>6. Enea Bastianini (Avintia Esponsorama) + 13.269<br>7. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 14.722<br>8. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) + 13.406*<br>9. Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) + 15.832<br>10. Pol Espargaro (Repsol Honda Team) + 20.265<br><em>*Retrocesso di una posizione</em></p>
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		<title>Super Pecco! Ad Austin ottiene la terza pole consecutiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Oct 2021 20:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Super Pecco!&#160;Francesco Bagnaia&#160;(Ducati Lenovo Team), lontano dai riflettori nel corso delle libere del&#160;Red Bull Grand Prix of the Americas, balza in testa alla classifica dei tempi in Q2 firmando un giro da&#160;2:02.781&#160;firmando così la terza&#160;pole position&#160;consecutiva e diventando il primo pilota italiano a firmare questo risultato dal 2009, quando questo primato lo stabilì&#160;Valentino Rossi&#160;(Petronas Yamaha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Super Pecco!&nbsp;Francesco Bagnaia&nbsp;(Ducati Lenovo Team), lontano dai riflettori nel corso delle libere del&nbsp;Red Bull Grand Prix of the Americas, balza in testa alla classifica dei tempi in Q2 firmando un giro da&nbsp;2:02.781&nbsp;firmando così la terza&nbsp;pole position&nbsp;consecutiva e diventando il primo pilota italiano a firmare questo risultato dal 2009, quando questo primato lo stabilì&nbsp;Valentino Rossi&nbsp;(Petronas Yamaha SRT).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due contendenti al titolo sono in prima fila, con&nbsp;<strong>Fabio Quartararo&nbsp;</strong>(Monster Energy Yamaha MotoGP) che termina la Q2 con tre decimi e mezzo da&nbsp;<strong>Pecco</strong>. Chiude la prima fila&nbsp;<strong>Marc Marquez&nbsp;</strong>(Repsol Honda Team).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>La nuvola rossa sul Texas</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla pista che vanta il rettilineo più lungo di tutto il Campionato, le Ducati fanno la differenza. Oltre a&nbsp;<strong>Pecco&nbsp;</strong>in&nbsp;<em>pole</em>, la seconda fila è aperta da&nbsp;<strong>Jorge Martin&nbsp;</strong>(Pramac Racing), mentre&nbsp;<strong>Johann Zarco&nbsp;</strong>(Pramac Racing) è sesto, preceduto da&nbsp;<strong>Takaaki Nakagami</strong>&nbsp;(LCR Honda Idemitsu). Qualifica sottotono per&nbsp;<strong>Jack Miller&nbsp;</strong>(Ducati Lenovo Team) che dopo aver dominato la FP3 e la FP4, termina la qualifica col decimo tempo a meno di un secondo dal suo compagno di squadra. Dopo aver dominato la Q1,&nbsp;<strong>Luca Marini&nbsp;</strong>(SKY VR46 Avintia) è nono, assicurandosi una delle sue migliori qualifiche da quando è in classe regina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo a stabilire il riferimento è&nbsp;<strong>Jorge Martin</strong>&nbsp;(Pramac Racing) con un giro da&nbsp;<strong>2:03.278</strong>&nbsp;mentre si avvicinava alla vetta il sei volte vincitore del COTA,&nbsp;<strong>Marquez</strong>&nbsp;che ha poi retrocesso il&nbsp;<em>rookie&nbsp;</em>mentre&nbsp;<strong>Takaaki Nakagami</strong>&nbsp;(LCR Honda Idemitsu) si è portato al terzo posto provvisorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo a stabilire il riferimento è&nbsp;<strong>Jorge Martin</strong>&nbsp;(Pramac Racing) con un giro da&nbsp;<strong>2:03.278</strong>&nbsp;mentre si avvicinava alla vetta il sei volte vincitore del COTA,&nbsp;<strong>Marquez</strong>&nbsp;che ha poi retrocesso il&nbsp;<em>rookie&nbsp;</em>mentre&nbsp;<strong>Takaaki Nakagami</strong>&nbsp;(LCR Honda Idemitsu) si è portato al terzo posto provvisorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i primi giri&nbsp;<strong>Miller</strong>&nbsp;era ottavo posto a 0.511 da&nbsp;<strong>Marquez</strong>. Intanto,&nbsp;<strong>Quartararo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Bagnaia</strong>&nbsp;erano rispettivamente quinto e sesto,&nbsp;<strong>Zarco</strong>&nbsp;in quarta posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pecco</strong>&nbsp;era a 0.295 &nbsp;dal tempo di riferimento firmato da&nbsp;<strong>Marquez</strong>&nbsp;limando decimi su decimi ad ogni settore portandosi in testa alla classifica dei tempi relegando&nbsp;<strong>Quartararo</strong>&nbsp;al secondo posto. Il #93 non è stato in grado di migliorare il suo tempo sul giro restando al terzo posto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>La classifica della Q2</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I due piloti del Team Suzuki Ecstar,&nbsp;<strong>Alex Rins</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Joan Mir</strong>, aprono la terza fila affiancati da&nbsp;<strong>Marini</strong>&nbsp;mentre&nbsp;<strong>Miller</strong>&nbsp;deve accontentarsi del 10° tempo, un risultato inaspettato visto quanto fatto dall’australiano nelle libere.&nbsp;<strong>Brad Binder</strong>&nbsp;(Red Bull KTM Factory Racing) e&nbsp;<strong>Pol Espargaro</strong>&nbsp;(Repsol Honda Team) partiranno dall’11° e dalla 12° casella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risultati del Q2:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) &#8211; 2:02.781<br>2. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.348<br>3. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 0.428<br>4. Jorge Martin (Pramac Racing) + 0,497<br>5. Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu) + 0,511<br>6. Johann Zarco (Pramac Racing) + 0,598<br>7. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 0,672<br>8. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) + 0,747<br>9. Luca Marini (SKY VR46 Avintia) + 0,765<br>10. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 0,939<br>11. Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) + 1.000<br>12. Pol Espargaro (Repsol Honda Team) + 1.094</p>
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		<title>Maverick Viñales salterà il GP delle Americhe</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2021/09/30/maverick-vinales-saltera-il-gp-delle-americhe/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=maverick-vinales-saltera-il-gp-delle-americhe</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 05:54:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il portacolori dell’Aprilia Racing Team Gresini&#160;Maverick Viñales&#160;non prenderà parte al Red Bull Grand Prix of the Americas&#160;in programma questo weekend. Meno di una settimana è trascorsa dalla tragica scomparsa di Dean Berta Viñales, il giovane cugino di Maverick: pochi giorni non ancora sufficienti per recuperare quella serenità necessaria per correre. Viñales, con il pieno e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il portacolori dell’Aprilia Racing Team Gresini&nbsp;<strong>Maverick Viñales</strong>&nbsp;non prenderà parte al Red Bull Grand Prix of the Americas&nbsp;in programma questo weekend.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meno di una settimana è trascorsa dalla tragica scomparsa di Dean Berta Viñales, il giovane cugino di Maverick: pochi giorni non ancora sufficienti per recuperare quella serenità necessaria per correre. Viñales, con il pieno e incondizionato supporto di Aprilia Racing, ha inoltre deciso di prendersi una pausa nel suo percorso di adattamento alla moto e al team di Noale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intera famiglia Aprilia Racing appoggia questa decisione ed è al fianco di Viñales&nbsp;e dei suoi cari. Ci saranno altri momenti e altri Gran Premi per riprendere il percorso intrapreso insieme. Un percorso che deve essere totalmente rispettoso di coloro che sono coinvolti e dei loro sentimenti.</p>
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		<title>MotoGP, Bagnaia guida la doppietta Ducati nelle qualifiche di Misano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Sep 2021 14:28:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Impeccabile.&#160;Francesco Bagnaia&#160;(Ducati Lenovo Team) prepara il bis. Dopo la&#160;pole&#160;e la vittoria ad Aragon, si presenta al&#160;GP Octo di San Marino e della Riviera di Rimini&#160;carico e concentrato. Il sabato lo vede firmare le libere e poi la qualifica con un incredibile passaggio da&#160;1:31.065. Trovandosi su una delle piste di riferimento per la casa di Borgo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Impeccabile.&nbsp;<strong>Francesco Bagnaia</strong>&nbsp;(Ducati Lenovo Team) prepara il bis. Dopo la&nbsp;<em>pole&nbsp;</em>e la vittoria ad Aragon, si presenta al&nbsp;<strong>GP Octo di San Marino e della Riviera di Rimini</strong>&nbsp;carico e concentrato. Il sabato lo vede firmare le libere e poi la qualifica con un incredibile passaggio da&nbsp;<strong>1:31.065</strong>. Trovandosi su una delle piste di riferimento per la casa di Borgo Panigale,&nbsp;<strong>Jack Miller&nbsp;</strong>(Ducati Lenovo Team) allieta l’atmosfera portandosi a due decimi e mezzo dal suo compagno di squadra e scatterà davanti a&nbsp;<strong>Fabio Quartararo</strong>&nbsp;(Monster Energy Yamaha MotoGP).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Ducati prepara la festa casalinga</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Venerdì la pioggia ha fatto da protagonista, sabato c’è stato il sole ma il meteo è ancora incerto in vista della gara. Ad ogni modo i piloti&nbsp;<strong>Ducati</strong>&nbsp;sono pronti a tutto.&nbsp;<strong>Pecco&nbsp;</strong>domina gran parte della Q2 e, nei momenti decisivi della sessione,&nbsp;<strong>Marc Marquez</strong>&nbsp;(Repsol Honda Team) ha provato a sfruttare il suo traino fino a quando non è scivolato alla curva 9 quando mancavano quattro minuti dal termine. Il quarto posto ipotecato dallo spagnolo si è concluso con al settimo posto portandosi alle spalle del suo compagno di squadra&nbsp;<strong>Pol Espargaro</strong>. Nonostante l’uscita di scena dell’otto volte iridato&nbsp;<strong>Bagnaia&nbsp;</strong>continua indisturbato limando via decimi su decimi fino a centrare la&nbsp;<em>pole position</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insieme a&nbsp;<strong>Miller</strong>, come già detto secondo, anche&nbsp;<strong>Jorge Martin&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Johann Zarco&nbsp;</strong>(Pramac Racing) sono pronti a fare bella figura sulla pista romagnola firmando rispettivamente il quarto e il quinto tempo. Risultato dolceamaro per&nbsp;<strong>Enea Bastianini&nbsp;</strong>(Avintia Esponsorama) che, dopo aver dominato la Q1, ha infilato una serie di giri interessanti senza però riuscire ad andare oltre il 12° tempo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>La soddisfazione in Aprilia e le perplessità in casa Suzuki</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Visti i risultati recenti ottenuti dall’Aprilia, è bene notare che, dopo il test svolto al Misano World Circuit Marco Simoncelli,&nbsp;<strong>Maverick Vi</strong><strong>ñales</strong>&nbsp;(Aprilia Racing Team Gresini) è stato molto consistente e scatterà dalla decima casella.&nbsp;<strong>Aleix Espargaro</strong>&nbsp;(Aprilia Racing Team Gresini) scatterà invece dall&#8217;ottava&nbsp;posizione dopo essere scivolato a pochi secondi dalla fine del turno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il campione del mondo in carica&nbsp;<strong>Joan Mir</strong>&nbsp;(Team Suzuki Ecstar) scatterà dall’11° casella mentre&nbsp;<strong>Alex Rins&nbsp;</strong>è nono. I due spagnoli hanno mostrato un buon passo nella FP4 ed essendo entrambi molto capaci di rimonte epiche non è da escludere che in gara ci riserveranno delle sorprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi 12 qualificati:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) &#8211; 1:31.065<br>2. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 0.249<br>3. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.302<br>4. Jorge Martin (Pramac Racing) + 0.598<br>5. Johann Zarco (Pramac Racing) + 0.771<br>6. Pol Espargaro (Repsol Honda Team) + 0.858<br>7. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 0.870<br>8. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) + 0.872<br>9. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 0.952<br>10. Maverick Viñales (Aprilia Racing Team Gresini) + 1.056</p>
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		<title>Le Ducati dettano il ritmo a Misano nelle FP2 della MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 14:34:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo giorno del GP Octo di San Marino e della Riviera di Rimini mette alla prova i piloti della classe regina impegnati in condizioni miste al mattino e sul bagnato nel pomeriggio. Al termine della FP2, Johann Zarco (Pramac Racing) si assicura il miglior tempo con un vantaggio di 0.553 secondi sui compagni di marca Francesco Bagnaia e Jack Miller (Ducati Lenovo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il primo giorno del <strong>GP Octo di San Marino e della Riviera di Rimini </strong>mette alla prova i piloti della classe regina impegnati in condizioni miste al mattino e sul bagnato nel pomeriggio. Al termine della FP2, <strong>Johann Zarco</strong> (Pramac Racing) si assicura il miglior tempo con un vantaggio di 0.553 secondi sui compagni di marca <strong>Francesco Bagnaia</strong> e <strong>Jack Miller</strong> (Ducati Lenovo Team) grazie a un miglior passaggio da <strong>1:42.097</strong>. Quello del francese è un riferimento che non gli permette di battere il passaggio firmato da <strong>Maverick Viñales</strong> (Aprilia Racing Team Gresini) stabilito in FP1.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Cronaca del turno</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo alcuni spiragli di sole pomeridiani, è di nuovo tornata la pioggia per l’inizio della FP2 della classe regina, una condizione che non ha permesso a molti piloti di migliorare rispetto al mattino. Ad ogni modo, la FP2 ha offerto la possibilità di fare un po&#8217; di pratica sul bagnato visto che non è una condizione esclusa per questo fine settimana e in&nbsp;<strong>Ducati</strong>&nbsp;hanno già trovato un’ottima base di partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In testa alla classifica dei tempi pomeridiani c’è sempre stata una&nbsp;<strong>GP21</strong>, con&nbsp;<strong>Jack Miller</strong>&nbsp;che ha tenuto il comando per gran parte della FP2. L&#8217;australiano è ben noto per le sue prodezze sul bagnato e potrebbe benissimo essere tra i protagonisti domenica se si confermassero queste condizioni. Tuttavia, il vincitore del GP d&#8217;Aragona,&nbsp;<strong>Bagnaia</strong>&nbsp;conferma il suo attuale stato di massima forma eliminando il suo compagno di squadra dal primo posto a soli due minuti dalla fine. Entrambi i piloti ufficiali sono poi stati superati da&nbsp;<strong>Zarco</strong>&nbsp;che ha gestito bene i dolori alle braccia dovuti alla sindrome compartimentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fabio Quartararo</strong>&nbsp;(Monster Energy Yamaha MotoGP) terrà d&#8217;occhio le previsioni del tempo per il fine settimana, visto che ha lottato con le difficili condizioni terminando la FP2 col 17° tempo.&nbsp; Il leader del Campionato non è stato l&#8217;unico pilota a lottare contro la pioggia, infatti&nbsp;<strong>Enea Bastianini</strong>&nbsp;(Avintia Esponsorama) ed&nbsp;<strong>Iker Lecuona</strong>&nbsp;(Tech3 KTM Factory Racing) sono entrambi finiti a terra mentre&nbsp;<strong>Marc Marquez&nbsp;</strong>(Repsol Honda Team) fatica a mantenere il controllo della sua RC213V alla&nbsp;<em>chicane</em>&nbsp;della curva 1.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Chi ipoteca il passaggio diretto in Q2?</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio a causa del maltempo la classifica combinata non cambia molto rispetto a quanto visto nella FP1.&nbsp;<strong>Maverick Viñales</strong>&nbsp;(Aprilia Racing Team Gresini) resta quindi in testa davanti a&nbsp;<strong>Joan Mir</strong>&nbsp;(Team Suzuki Ecstar) e alle Ducati&nbsp;<strong>Bagnaia</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Miller</strong>.&nbsp;<strong>Alex Rins</strong>&nbsp;(Team Suzuki Ecstar) è seguito da&nbsp;<strong>Pol Espargaro</strong>&nbsp;(Repsol Honda Team).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quartararo</strong> è settimo nella combinata grazie al tempo stabilito al mattino e si trova davanti alle Honda di <strong>Stefan Bradl</strong> e di <strong>Marc Marquez</strong>, mentre <strong>Aleix Espargaro</strong> (Aprilia Racing Team Gresini) completa la top 10. Il leader della FP2, <strong>Zarco</strong> è 11°.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La top 10 della classifica combinata:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Maverick Vinales (Aprilia Racing Team Gresini) &#8211; 1:32.666<br>2. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) + 0.080<br>3. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) + 0.135<br>4. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 0.193<br>5. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 0.219<br>6. Pol Espargaro (Repsol Honda Team) + 0.353<br>7. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.358<br>8. Stefan Bradl (Repsol Honda Team) + 0.381<br>9. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 0.434<br>10. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) + 0.436</p>
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		<title>MotoGP: Vinales davanti a tutti dopo le FP1 a Misano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 10:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo turno di libere del GP Octo di San Marino e della Riviera di Rimini viene segnato dalla pioggia che, a pochi minuti dal termine del turno, ha interrotto il lavoro che i protagonisti della classe regina stavano svolgendo. Quando le bandiere hanno annunciato la pioggia, Maverick Viñales (Aprilia Racing Team Gresini) si trovava in testa alla classifica [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il primo turno di libere del <strong>GP Octo di San Marino e della Riviera di Rimini</strong> viene segnato dalla pioggia che, a pochi minuti dal termine del turno, ha interrotto il lavoro che i protagonisti della classe regina stavano svolgendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando le bandiere hanno annunciato la pioggia, <strong>Maverick Viñales</strong> (Aprilia Racing Team Gresini) si trovava in testa alla classifica dei tempi dominando così il proprio primo turno dal suo passaggio in <strong>Aprilia</strong>. Lo spagnolo ha registrato un giro da <strong>1:32.666</strong> con gomme <em>slick</em>, lasciandolo a 0.080 decimi <strong>Joan Mir</strong> (Team Suzuki Ecstar) in seconda posizione, mentre il vincitore del GP di Aragon <strong>Francesco Bagnaia</strong> (Ducati Lenovo Team) è terzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Jack Miller</strong> (Ducati Lenovo Team) segue il suo compagno di squadra tenendosi a 58 millesimi, mentre <strong>Alex Rins</strong> (Team Suzuki Ecstar) completa la top 5. Con la pioggia sempre più insistente, solo quattro piloti sono tornati in azione: il duo Suzuki insieme a <strong>Pol Espargaro</strong> e <strong>Marc Marquez</strong> (Repsol Honda Team). Nessuno di loro ha migliorato il proprio passo ma i due portacolori di HRC sono comunque tra i primi 10 preceduti da <strong>Stefan Bradl</strong> autore dell’ottavo tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fabio Quartararo</strong>&nbsp;(Monster Energy Yamaha MotoGP) è settimo mentre&nbsp;<strong>Aleix Espargaro</strong>&nbsp;(Aprilia Racing Team Gresini) completa la top 10. Le condizioni non hanno reso il ritorno in pista ideale per&nbsp;<strong>Andrea Dovizioso</strong>, nuovo arrivato nel Petronas Yamaha SRT che termina la FP1 col 24° tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi 10 classificati:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Maverick Vinales (Aprilia Racing Team Gresini) &#8211; 1:32.666<br>2. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) + 0.080<br>3. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) + 0.135<br>4. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 0.193<br>5. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 0.219<br>6. Pol Espargaro (Repsol Honda Team) + 0.353<br>7. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.358<br>8. Stefan Bradl (Repsol Honda Team) + 0.381<br>9. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 0.434<br>10. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) + 0.436</p>
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		<title>Morbidelli in Yamaha ufficiale fino al 2023</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2021/09/16/morbidelli-in-yamaha-ufficiale-fino-al-2023/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=morbidelli-in-yamaha-ufficiale-fino-al-2023</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2021 11:05:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yamaha conferma il passaggio di Franco Morbidelli al Team Yamaha Factory Racing MotoGP per il resto della stagione 2021, così come per le stagioni 2022 e 2023. L&#8217;italiano farà il suo atteso ritorno dall&#8217;infortunio debuttando col Monster Energy Yamaha MotoGP Team questo fine settimana al Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini. Morbidelli&#160;ha mostrato grande stile e motivazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Yamaha conferma il passaggio di <strong>Franco Morbidelli</strong> al Team Yamaha Factory Racing MotoGP per il resto della stagione 2021, così come per le stagioni <strong>2022</strong> e <strong>2023</strong>. L&#8217;italiano farà il suo atteso ritorno dall&#8217;infortunio debuttando col Monster Energy Yamaha MotoGP Team questo fine settimana al <strong>Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Morbidelli</strong>&nbsp;ha mostrato grande stile e motivazione finora nelle sue tre stagioni trascorse con Yamaha nel Campionato del Mondo MotoGP™. La collaborazione di successo lo ha portato al secondo posto assoluto nel 2020, ottenendo cinque podi di cui tre vittorie in quella stessa stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>2021</strong>&nbsp;del pilota impegnato col Petronas Yamaha Sepang Racing Team è stato ostacolato da un infortunio. Il romano ha quindi deciso di sottoporsi a un intervento chirurgico al menisco e al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro lo scorso 25 giugno, saltando poi i GP di Olanda, Stiria, Austria, Gran Bretagna e Aragona. Dopo aver seguito un programma di riabilitazione,&nbsp;<strong>Morbidelli</strong>&nbsp;è ora pronto a tornare in azione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo fine settimana, il 26enne si riunirà con l&#8217;ex compagno di squadra Petronas Yamaha SRT&nbsp;<strong>Fabio Quartararo</strong>, questa volta come parte del&nbsp;<strong>Monster Energy Yamaha MotoGP Team</strong>. Il suo obiettivo è quello di utilizzare il resto della stagione&nbsp;<strong>2021</strong>&nbsp;per adattarsi al nuovo ambiente della squadra e alla YZR-M1 Factory-spec 2021, lavorando gradualmente fino al raggiungere di nuovo il 100% della sua forma fisica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con altri due anni come pilota Factory all&#8217;orizzonte dopo la stagione 2021,&nbsp;<strong>Morbidelli</strong>&nbsp;può contare sul pieno supporto di&nbsp;<strong>Yamaha</strong>&nbsp;per raggiungere grandi traguardi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Lin Jarvis</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Prima di tutto, vogliamo ringraziare Petronas Yamaha SRT per aver permesso a Franky di realizzare il suo sogno facendolo passare al team Factory prima del previsto. Originariamente, avevamo pianificato il passaggio di Franky dal 2022 in poi, ma a seguito di un improvviso cambio di formazione dei piloti a metà stagione, abbiamo avuto la possibilità di lasciarlo aggiornare in anticipo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In secondo luogo, voglio dare un caloroso benvenuto a Franky. È un talento eccezionale. Questo è stato ulteriormente evidenziato l&#8217;anno scorso quando si è assicurato il secondo posto in campionato e ha ottenuto cinque podi e tre vittorie sulla Yamaha satellite. Mostra il tipo di pilota che è: impegnato ad estrarre il meglio dalla YZR-M1 in ogni circostanza&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Abbiamo già definito i nostri piani per il 2022 e il 2023, con Franky che riceverà il pieno appoggio della Yamaha Motor Company. Siamo certi che un pilota abile, calmo ed esperto come lui rafforzerà il Yamaha Factory Racing MotoGP Team e godrà di grandi successi in futuro.&#8221;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Franco Morbidelli</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Sono molto contento e felice di affrontare questo weekend e questo attesissimo nuovo capitolo col team Factory Yamaha. Ho cercato di recuperare il più possibile per la fase finale di questo campionato. Volevo fare il mio ritorno su una pista che conosco bene e di cui ho grandi ricordi, come Misano&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non vedo l&#8217;ora di salire in moto e iniziare il mio viaggio col Monster Energy Yamaha MotoGP Team. Naturalmente, voglio ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile tutto questo, a partire da Ito-san, Lin, Maio, Sumi-san, la VR46 Riders Academy e tutte le altre persone che hanno reso possibile questa collaborazione&#8221;.</p>
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		<title>MotoGP Silverstone: Pol Espargaró si aggiudica la pole dopo la retrocessione di Martin. Bagnaia al via dalla seconda casella davanti a Quartararo</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2021/08/28/motogp-silverstone-pol-espargaro-si-aggiudica-la-pole-dopo-la-retrocessione-di-martin-bagnaia-al-via-dalla-seconda-casella-davanti-a-quartararo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-silverstone-pol-espargaro-si-aggiudica-la-pole-dopo-la-retrocessione-di-martin-bagnaia-al-via-dalla-seconda-casella-davanti-a-quartararo</link>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2021 14:59:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Espargaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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		<category><![CDATA[Silverstone]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A scattare dalla prima casella in griglia di partenza, domani a Silvestone, ci sarà una Honda Repsol ufficiale: la numero 44 di Pol Espargaró. Il pilota spagnolo trova la conferma della pole position con il tempo di 1&#8217;58.889. Il tutto dopo qualche minuto di “attesa” che ha portato alla retrocessione di Jorge Martin dalla prima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A scattare dalla prima casella in griglia di partenza, domani a Silvestone, ci sarà una Honda Repsol ufficiale: la numero 44 di<strong> Pol Espargaró</strong>. Il pilota spagnolo trova la conferma della pole position con il tempo di 1&#8217;58.889. Il tutto dopo qualche minuto di “attesa” che ha portato alla <strong>retrocessione di Jorge Martin</strong> dalla prima alla quarta posizione. Jorge Martin infatti era al comando al termine del tempo utile con un tempo record di 1&#8217;58.008. La Direzione Gara però si accorge che il pilota in sella alla Ducati di Pramac Racing, nel giro record, ha tagliato la curva 8, ottenendo così un vantaggio non dovuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Lo slittamento in quarta posizione permette così al connazionale di aprire la prima fila in compagnia del nostro<strong> Francesco “Pecco” Bagnaia</strong> (Ducati Lenovo Team) e di <strong>Fabio Quartararo</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP). I distacchi cronometrici tra i tre piloti sono da brivido: 22 millesimi separano Bagnaia da Espargaró, e 36 sono quelli di gap tra il francese e lo spagnolo. Per Pol Espargaró si tratta della prima pole in carriera nella massima serie, dove la migliore prestazione fino ad oggi era un modesto ottavo posto in griglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda fila, tutta spagnola, si apre quindi con Martin (1&#8217;59.074), che deve accontentarsi di un quarto posto, ma che dimostra feeling e passo per dire la sua in vista del GP di domani. Alle sue spalle <strong>Marc Marquez </strong>(1&#8217;59.086) che precede l&#8217;Aprilia di <strong>Aleix Espargaró </strong>(1&#8217;59.273). Settimo posto per l&#8217;altra Ducati ufficiale affidata a<strong> Jack Miller</strong>, un pochino più in affanno e staccato dal poleman di +0.479.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Valentino Rossi mette a segno una buona qualifica </strong>ottenendo l&#8217;ottavo posto in griglia. Il suo tempo non fa gridare al miracolo con 1&#8217;59.531 con un gap assoluto da Espargaró di +0.642, ma che ha permesso al dottore di dimostrare una certa velocità e sicurezza che andrà verificata sul passo gara. Chiude la terza fila Johann Zarco (+0.690). La Q2 viene completata con le posizioni di Rins, decimo, seguito da Mir e da Binder.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Enea Bastianini</strong> chiude la qualifica con il 13esimo tempo, seguito da <strong>Luca Marini</strong>. Ultimo dei nostri portacolori Danilo <strong>Petrucci,</strong> che scatterà dalla 16esima casella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Pol Espargaró (Repsol Honda Team) – 1:58.889<br>2. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) + 0.022<br>3. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha Team) + 0.036<br>4. Jorge Martin (Pramac Racing) + 0.185<br>5. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 0.197<br>6. Aleix Espargaró (Aprilia Racing Team Gresini) + 0.384<br>7. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 0.479<br>8. Valentino Rossi (Petronas Yamaha SRT) + 0.642<br>9. Johann Zarco (Pramac Racing) + 0.690<br>10. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 0.750</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito Fotografico ©Lulop.com</p>
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		<title>Vinales e Yamaha si separano a fine stagione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2021 13:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Maverick Vinales]]></category>
		<category><![CDATA[Monster Energy Yamaha MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È ufficiale: il Monster Energy Yamaha MotoGP ha annunciato la separazione da Maverick Viñales al termine della stagione 2021. Si vociferava questo annuncio già da domenica 27 giugno, giorno della gara del Motul TT Assen. Il fatto che la notizia ora sia ufficiale, apre la strada di Aprilia a Viñales per il Campionato del Mondo MotoGP™ 2022. La rescissione dell’accordo è di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">È ufficiale: il Monster Energy Yamaha MotoGP ha annunciato la separazione da <strong>Maverick Viñales</strong> al termine della stagione <strong>2021</strong>. Si vociferava questo annuncio già da domenica 27 giugno, giorno della gara del <strong>Motul TT Assen</strong>. Il fatto che la notizia ora sia ufficiale, apre la strada di Aprilia a <strong>Viñales</strong> per il Campionato del Mondo MotoGP™ <strong>2022</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rescissione dell’accordo è di un anno e arriva in seguito alla richiesta dello spagnolo e&nbsp;<strong>Yamaha</strong>&nbsp;ha accettato di anticipare la fine del contratto biennale. Impegnati nella loro quinta stagione insieme,&nbsp;<strong>Viñales</strong>&nbsp;dal&nbsp;<strong>2017</strong>&nbsp;ad oggi ha ottenuto otto vittorie con&nbsp;<strong>Yamaha</strong>. L’ex campione del mondo della Moto3™ si è classificato tra i primi sei a fine stagione, terminando col terzo posto nel&nbsp;<strong>2017</strong>&nbsp;e nel&nbsp;<strong>2019</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, dopo essere arrivato ultimo al Gran Premio della Germania, il rapporto si è chiaramente incrinato. Nemmeno il secondo posto al&nbsp;<strong>Motul TT Assen</strong>&nbsp;ha salvato il matrimonio e&nbsp;<strong>Viñales</strong>&nbsp;è ora, sicuramente, orientato verso&nbsp;<strong>Aprilia</strong>&nbsp;per la prossima stagione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Maverick Viñales</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Questa collaborazione è stata molto significativa per me negli ultimi cinque anni e si è rivelata una decisione difficile quella di separarsi. In queste stagioni insieme, abbiamo vissuto sia grandi successi che momenti difficili. Tuttavia, il sentimento di fondo è di reciproco rispetto e apprezzamento. M’impegno e mi sforzerò per raggiungere i migliori risultati per il resto della stagione”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Lin Jarvis,&nbsp;<em>Managing Director of Yamaha Motor Racing</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“È con tristezza che diremo addio a Maverick alla fine dell’anno. Siamo nel mezzo della nostra quinta stagione insieme e nel corso degli anni abbiamo raggiunto molti alti ma anche dovuto gestire molti bassi. Dopo il GP della Germania, che è stato il weekend più difficile della nostra collaborazione, abbiamo avuto importanti discussioni ad&nbsp;<strong>Assen</strong>&nbsp;e siamo giunti alla conclusione che sarebbe nell’interesse di entrambe le parti prendere strade diverse.&nbsp;<strong>Yamaha</strong>&nbsp;metterà il massimo sforzo &#8211; come abbiamo sempre fatto &#8211; per dare pieno supporto a Maverick e finire questa stagione nel miglior modo possibile”.</p>
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		<title>Nasce l’Aramco Racing Team VR46 e sarà in MotoGP dal 2022</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2021/06/24/nasce-laramco-racing-team-vr46-e-sara-in-motogp-dal-2022/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nasce-laramco-racing-team-vr46-e-sara-in-motogp-dal-2022</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 16:24:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[vr46]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La&#160;VR46 Riders Academy, un progetto nato nel 2014 per sostenere i giovani talenti del motociclismo&#160;made in Italy, ha registrato una crescita costante dai campionati inferiori, alla Moto2™ fino ai primi passi in classe regina. Ora si realizza la missione portata avanti negli ultimi otto anni: sbarcare in MotoGP™ all’insegna del tricolore. Tante novità in arrivo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2021/06/24/nasce-laramco-racing-team-vr46-e-sara-in-motogp-dal-2022/">Nasce l’Aramco Racing Team VR46 e sarà in MotoGP dal 2022</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>VR46 Riders Academy</strong>, un progetto nato nel 2014 per sostenere i giovani talenti del motociclismo&nbsp;<strong>made in Italy</strong>, ha registrato una crescita costante dai campionati inferiori, alla Moto2™ fino ai primi passi in classe regina. Ora si realizza la missione portata avanti negli ultimi otto anni: sbarcare in MotoGP™ all’insegna del tricolore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tante novità in arrivo per il 2022, ma obiettivi e passione immutati per il neonato&nbsp;<strong>Aramco Racing Team VR46</strong>: dalla firma dell’accordo&nbsp;<strong>quinquennale</strong>&nbsp;per la partecipazione al&nbsp;<strong>Campionato del Mondo MotoGP</strong><strong>™</strong><strong>&nbsp;tra la VR46</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Dorna Sports,&nbsp;</strong>si unisce il&nbsp;<strong>contratto triennale</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>Ducati&nbsp;</strong>per portare in alto le&nbsp;<strong>eccellenze italiane del motociclismo</strong>&nbsp;e i&nbsp;<strong>giovani talenti del vivaio nazionale</strong>, da sempre tra gli obiettivi della&nbsp;<strong>VR46 Riders Academy.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Aramco Racing Team VR46 sarà&nbsp;<strong>Team Satellite</strong>&nbsp;della casa di Borgo Panigale con due moto schierate sulla griglia di partenza per la stagione 2022. Promosso alla guida della squadra MotoGP™ nel ruolo di&nbsp;<strong>Team Manager, Pablo Nieto&nbsp;</strong>è legato ai talenti della VR46 Riders Academy e dello&nbsp;<strong>Sky Racing Team VR46</strong>&nbsp;dal 2015 e ha accompagnato il team e i suoi piloti nelle categorie Moto3™ e Moto2™.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo consolida la collaborazione tra la&nbsp;<strong>VR46 e Tanal Entertainment Sport&amp;Media</strong>, la&nbsp;<em>joint venture</em>&nbsp;con&nbsp;<strong>Saudi Aramco</strong>&nbsp;e rientra nei piani di investimento di Tanal Entertainment Sport&amp;Media connessi alla&nbsp;<strong>Saudi Vision 2030</strong>. Questi includono grandi progetti urbanistici legati al brand&nbsp;<strong>KSA New Cities</strong>, ricerca e avanguardia tecnologica con il coinvolgimento di&nbsp;<strong>MAIC Technologies</strong>,&nbsp;<strong>KMHG</strong>&nbsp;e altri partner internazionali e progetti volti alla sostenibilità anche nel settore del Motorsport.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Alessio Salucci,&nbsp;<em>VR46 Riders Academy</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Siamo felici di poter annunciare che nel 2022 correremo in MotoGP™ con un Team di due piloti dai colori della VR46. Un percorso iniziato poco più di otto anni fa con la nascita della VR46 Riders Academy, una bellissima avventura condivisa con Sky, un viaggio lungo, impegnativo, ma ricco di soddisfazioni e che ci rende molto orgogliosi. Questo traguardo ha un significato davvero singolare, ma non è un punto d’arrivo. Anno dopo anno, dal 2014, siamo cresciuti, siamo riusciti a scrivere delle belle pagine del nostro sport tra Moto3™ e Moto2™ incrociando la nostra strada con tanti giovani talenti del motociclismo italiano che abbiamo avuto il privilegio di poter sostenere nel loro percorso di crescita e che continueremo a supportare dalle classi inferiori fino alla MotoGP™. Un momento chiave della nostra storia che non sarebbe stato possibile senza Carmelo Ezpeleta che ha sempre creduto in questo progetto e a Ducati per la fiducia che ci ha accordato per il futuro”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Carmelo Ezpeleta, CEO Dorna Sports</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Avere il piacere di accogliere il Team VR46 nella categoria MotoGP™ nel 2022 è emozionante sia per i fan di tutto il mondo sia per il paddock della MotoGP™ che hanno seguito l’incredibile carriera di Valentino Rossi e la crescita della VR46 Riders Academy dall’inizio. Valentino è e continuerà ad essere una parte molto importante del Campionato Mondiale FIM MotoGP™ e ora, con il suo Team che arriva in classe regina, la sua straordinaria eredità continuerà a ispirare nuove generazioni di piloti e fan. Diamo loro il benvenuto nella Premier Class e attendiamo con impazienza molti grandi risultati in futuro”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Luigi Dall’Igna,&nbsp;<em>Direttore Generale di Ducati Corse</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Siamo molto soddisfatti di aver raggiunto questo accordo con VR46 per i prossimi tre anni. La loro Academy ha sempre lavorato seriamente e con grande professionalità, dando la possibilità a molti piloti di fare esperienza in Moto2™ e Moto3™, ed oggi può essere orgogliosa di avere portato in MotoGP™ tre giovani piloti di grande talento. VR46 ha inoltre dimostrato di saper gestire con competenza e successo il suo Team in Moto3™ e Moto2™, quindi ci impegneremo per fornire il massimo supporto tecnico alla loro nuova squadra in MotoGP™, convinti di avere trovato in VR46 un partner ambizioso e motivato come noi, con l’obiettivo comune di ottenere insieme dei grandi risultati”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sua Altezza Reale</strong><strong>&nbsp;Prince Abdulaziz bin Abdullah Al Saud</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Per comunicare la bellezza della Vision 2030 dell’Arabia Saudita, dalla nostra storia millenaria ai grandi progetti che sono stati annunciati per i prossimi anni, abbiamo scelto VR46 per una&nbsp;<em>joint venture</em>&nbsp;di cinque anni quale partner strategico per competere da protagonisti nel Campionato Mondiale MotoGP™ organizzato da Dorna Sports. L’accordo appena siglato tra il Team e Ducati per la fornitura delle moto per le stagioni 2022-2024 è certamente una notizia che accogliamo in maniera molto positiva. Ducati è un’azienda che ha un grande valore sia in Italia che all’estero oltre ad aver dimostrato un’incredibile competitività. Sarebbe per me fantastico che Valentino Rossi possa competere nei prossimi anni come pilota del nostro Aramco Racing Team VR46 insieme a suo fratello Luca Marini che già quest’anno gareggia con la sponsorship dei nostri marchi KSA New Cities, MAIC Technologies, TANAL Entertainment Sport&amp;Media. TANAL Entertainment Sport&amp;Media e Aramco nei prossimi giorni annunceranno dall’Arabia Saudita una collaborazione nei progetti del Motorsport a carattere internazionale ed i dettagli del progetto con VR46 nel mondiale MotoGP™ e Moto2™&nbsp;con l’augurio di poter estendere ancora la presenza nel motomondiale che rappresenta uno spettacolo fantastico per formare in un futuro imminente anche giovani campioni sauditi”.</p>
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		<title>Oliveira domina il venerdì al Sachsenring davanti alle Yamaha</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 15:44:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Germania]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
		<category><![CDATA[Sachsenring]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gran Premio di Germania è entrato nel vivo e troviamo&#160;Miguel Oliveira&#160;(Red Bull KTM Factory Racing) in testa alla classifica dei tempi della classe regina con un tempo da&#160;1:20.690. A due decimi di distacco dal portoghese troviamo l’attuale leader del Campionato&#160;Fabio Quartararo&#160;(Monster Energy Yamaha MotoGP) seguito dal suo compagno di squadra&#160;Maverick Viñales. Chi è in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Gran Premio di Germania è entrato nel vivo e troviamo&nbsp;<strong>Miguel Oliveira</strong>&nbsp;(Red Bull KTM Factory Racing) in testa alla classifica dei tempi della classe regina con un tempo da&nbsp;<strong>1:20.690</strong>. A due decimi di distacco dal portoghese troviamo l’attuale leader del Campionato&nbsp;<strong>Fabio Quartararo</strong>&nbsp;(Monster Energy Yamaha MotoGP) seguito dal suo compagno di squadra&nbsp;<strong>Maverick Viñales</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Chi è in top 10?</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In pista dopo aver saltato il GP di casa troviamo&nbsp;<strong>Alex Rins&nbsp;</strong>(Team Suzuki Ecstar) col quarto tempo e con 0.031 decimi di secondo di vantaggio su&nbsp;<strong>Pol Espargaro</strong>&nbsp;(Repsol Honda Team) primo rappresentante Honda all’appello nel venerdì al Sachsenring.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche&nbsp;<strong>Takaaki Nakagami</strong>&nbsp;(LCR Honda Idemitsu) ipoteca il passaggio diretto alla Q2 al termine del venerdì grazie al sesto tempo provvisorio. Settima piazza per&nbsp;<strong>Aleix Espargaro&nbsp;</strong>(Aprilia Racing Team Gresini) che si piazza davanti alle Ducati di&nbsp;<strong>Johann Zarco</strong>&nbsp;(Pramac Racing) e di&nbsp;<strong>Jack Miller</strong>&nbsp;(Ducati Lenovo Team) che si è dimostrato costantemente il più veloce nei due settori iniziali ma non ha potuto mantenere il ritmo per completare il miglior tempo complessivo. Mentre&nbsp;<strong>Franco Morbidelli</strong>&nbsp;(Petronas Yamaha SRT) chiude la top 10 con appena&nbsp;<strong>0.538</strong>&nbsp;di distacco dalla vetta assicurando la presenza di tre&nbsp;<strong>Yamaha</strong>&nbsp;nel passaggio diretto alla Q2.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Chi rischia il passaggio per la Q1?</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Danilo Petrucci&nbsp;</strong>(Tech 3 KTM Factory Racing) termina la giornata con l’11° tempo dopo aver affrontato la giornata col nuovo telaio&nbsp;<strong>KTM</strong>&nbsp;per la prima volta, una base solida che potrebbe consolidare nella FP3. Dopo aver dominato il turno mattutino,&nbsp;<strong>Marc Marquez</strong>&nbsp;(Repsol Honda Team) è 12° ma non ha spinto al massimo nei passaggi finali della sessione. Il campione del mondo in carica,&nbsp;<strong>Joan Mir</strong>&nbsp;(Team SUZUKI ECSTAR) è solo 16 ° nella classifica combinata dei tempi e spera di poter fare un passo avanti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Il venerdì degli italiani</em></strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Luca Marini</strong>&nbsp;(SKY VR46 Avintia) è stato autore di due cadute, una alla curva 13 e poi ha fatto un grande&nbsp;<em>highside</em>&nbsp;alla 7, e termina la giornata col 18° crono seguito da quattro connazionali iniziando col compagno di squadra&nbsp;<strong>Enea Bastianini&nbsp;</strong>(Avintia Esponsorama),&nbsp;<strong>Lorenzo Savadori</strong>&nbsp;(Aprilia Racing Team Gresini),&nbsp;<strong>Valentino Rossi</strong>&nbsp;(Petronas Yamaha SRT) che, come il fratello è scivolato ma alla curva 1, e da&nbsp;<strong>Francesco Bagnaia&nbsp;</strong>(Ducati Lenovo Team).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi 10 della combinata:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Miguel Oliveira (Red Bull KTM Factory Racing) 1:20.690<br>2. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.220<br>3. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.333<br>4. Alex Rins (Team SUZUKI ECSTAR) + 0.387<br>5. Pol Espargaro (Repsol Honda Team) + 0.418<br>6. Takaaki Nakagami (LCR Honda IDEMITSU) + 0.441<br>7. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) + 0.453<br>8. Johann Zarco (Pramac Racing) + 0.491<br>9. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) + 0.502<br>10. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) + 0.538</p>
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		<title>Marquez al comando dopo le FP1 al Sachsenring</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 09:58:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[FP1]]></category>
		<category><![CDATA[Sachsenring]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il&#160;Gran Premio di Germania&#160;al&#160;Sachsenring&#160;per la MotoGP inizia con la FP1 dove alla bandiera a scacchi&#160;Marc Marquez&#160;(Repsol Honda Team) in 1’21.660 dimostra di trovarsi ancora una volta perfettamente a suo agio sulla pista tedesca. Alle sue spalle a meno di due decimi&#160;troviamo il leader della classifica piloti&#160;Fabio Quartararo&#160;(Monster Energy Yamaha MotoGP). Il francese è caduto senza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;Gran Premio di Germania&nbsp;al&nbsp;Sachsenring&nbsp;per la MotoGP inizia con la FP1 dove alla bandiera a scacchi&nbsp;<strong>Marc Marquez</strong>&nbsp;(Repsol Honda Team) in 1’21.660 dimostra di trovarsi ancora una volta perfettamente a suo agio sulla pista tedesca. Alle sue spalle a meno di due decimi&nbsp;troviamo il leader della classifica piloti&nbsp;<strong>Fabio Quartararo</strong>&nbsp;(Monster Energy Yamaha MotoGP). Il francese è caduto senza conseguenze e si mette alle spalle un’altra Honda, quella guidata da&nbsp;<strong>Takaaki Nakagami</strong>&nbsp;(LCR Honda IDEMITSU).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Subito dopo è la volta di un’altra moto della Casa alata grazie al quarto crono messo a segno da&nbsp;<strong>Pol Espargaro</strong>&nbsp;(Repsol Honda Team), finito a terra alla curva 3. Il numero 44 precede il fratello&nbsp;<strong>Aleix Espargaro</strong>&nbsp;(Aprilia Racing Team Gresini). Sesto tempo per la Ducati di&nbsp;<strong>Jack Miller</strong>&nbsp;(Ducati Lenovo Team) che si mette dietro il rientrante&nbsp;<strong>Alex Rins&nbsp;</strong>(Team SUZUKI ECSTAR). Caduta alla curva 12 – senza conseguenze – nei primi dieci minuti del turno per lo spagnolo&nbsp;<strong>Jorge Martin</strong>&nbsp;(Pramac Racing).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi sono i primi dieci alla fine della FP1 della classe regina:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Marc Marquez (Repsol Honda Team) 1’21.660<br>2. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) +0.168<br>3. Takaaki Nakagami (LCR Honda IDEMITSU) +0.276<br>4. Pol Espargaro (Repsol Honda Team) +0.350<br>5. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Gresini Team) +0.380<br>6. Jack Miller (Ducati Lenovo Team) +0.391<br>7. Alex Rins (Team SUZUKI ECSTAR) +0.416<br>8. Johann Zarco (Pramac Racing) +0.488<br>9. Joan Mir (Team SUZUKI ECSTAR) +0.512<br>10. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) +0.593</p>
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		<title>MotoGP Portimao: Pecco Bagnaia davanti a tutti dopo le libere del venerdì. Torna in pista Marc Marquez</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2021 16:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una Ducati si dimostra ancora una volta la moto più incisiva al termine delle libere del venerdì. Come già accaduto nei primi due appuntamenti in Qatar, dove Jack Miller si era aggiudicato la combinata dei tempi in entrambe le occasioni, anche a Portimao una moto di Borgo Panigale chiude al primo posto la classifica di [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una Ducati si dimostra ancora una volta la moto più incisiva al termine delle libere del venerdì. Come già accaduto nei primi due appuntamenti in Qatar, dove Jack Miller si era aggiudicato la combinata dei tempi in entrambe le occasioni, anche a Portimao una moto di Borgo Panigale chiude al primo posto la classifica di giornata. <strong>Al primo posto questa volta troviamo però il nostro Francesco “Pecco” Bagnaia</strong>, che con la moto ufficiale Lenovo Team chiude con il tempo di tutto rispetto di 1&#8217;39.866. Unico pilota in grado oggi di abbattere il muro del minuto e 40 secondi. Alle sue spalle il distacco infatti si fa già interessante per Fabio Quartararo, secondo con la Yamaha Factory con i colori Monster Energy a +0.340.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sette decimi sono racchiusi ben 13 piloti. Al terzo e quarto posto della classifica combinata il Team Suzuki Ecstar, che piazza nell&#8217;ordine il Campione del Mondo in carica Joan Mir (+0.419) ed Alex Rins (+0.462). Quinto posto per l&#8217;altra Ducati ufficiale di Jack Miller (+0.470).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Al sesto posto il rientrato Marc Marquez</strong> (+0.473) a soli 3 millesimi dalla Ducati di Miller. Marquez ha subito dimostrato a tutti un buon feeling alla guida della sua Honda, nonostante le battute pre-prova in cui dichiarava di non diversi aspettare molto dal week-end. Certo è che nelle libere si è tolto subito la ruggine di dosso, mettendo a tacere molte malelingue. Lo spagnolo è stato capace di firmare il terzo tempo assoluto nelle prime libere del mattino, alle spalle di Rins e di Viñales, primo della sessione. Ora sarà curioso vedere come Marquez riuscirà a comportarsi nella qualifica decisiva di domani, e soprattutto quanto riuscirà a resistere sul passo di gara domenica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle spalle di Marquez si piazza Maverick Viñales (+0.560). Per vedere il primo italiano oltre a Bagnaia occorre scorrere la tabella tempi fino al 13esimo posto di <strong>Luca Marini</strong>, staccato dal leader di +0.895. <strong>Valentino Rossi</strong> è il primo pilota sopra il minuto e 41 secondi. Suo infatti il 15esimo tempo, con un gap già pesante di +1.259. Segue <strong>Lorenzo Savadori</strong>, con l&#8217;Aprilia del Team Gresini, 16esimo. Binder fa da spartiacque per l&#8217;altro gruppo di italiani: <strong>Danilo Petrucci</strong>, <strong>Franco Morbidelli</strong> ed <strong>Enea Bastianini</strong> seguono nell&#8217;ordine occupando dalla 18esima alla 20esima posizione, con Enea in maggiore difficoltà con un distacco prossimo ai 2 secondi (+1.970).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico – Twitter Ducati Corse</p>
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		<title>MotoGP Qatar: sogno infranto per Bagnaia. Vince Maverick Viñales. Sprofonda Rossi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 18:37:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Ci ha creduto e ci abbiamo creduto, ma alla fine <strong>Francesco “Pecco” Bagnaia</strong> ha dovuto dire addio al sogno della vittoria e lasciare il trionfo nella mani di<strong> Maverick Viñales</strong>. Un vero dispiacere che viene in parte consolato dal terzo posto ottenuto con un moto di orgoglio e di carattere al termine di una gara comunque incredibile per il piemontese. Bagnaia che resta comunque quale miglior protagonista del week-end qatariota. Sul Losail International Circuit la Ducati numero 63 vola in qualifica, ottiene la pole e tiene banco per gran parte della gara. Il sogno si infrange quando Viñales rompe gli indugi al 13esimo giro liberandosi prima di Zarco e Quartararo e mettendo nel mirino il leader della gara. Il sorpasso vincente al giro successivo, momento che porterà lo spagnolo ad aggiudicarsi il primo GP stagionale e riportando alla vittoria la Yamaha Factory Monster Energy.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il podio non resta scontato: alle spalle di Viñales si continua a fare sul serio e Zarco, Mir e Bagnaia si giocano tutto nella volata. La spunta Zarco, con Bagnaia che trova il guizzo per uscire dalla scia di Mir e prendersi uno stra-meritato terzo posto finale. I distacchi sono limitatissimi: Zarco a +1.092, Bagnaia a +1.129 e Mir a +1.222. Più staccati gli altri piloti, con Quartararo, Rins, Aleix Espargaro, Pol Esparagaro, Miller ed <strong>Enea Bastianini</strong> a chiudere la top-ten.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sprofonda invece Valentino Rossi</strong>, che ieri aveva fatto gridare, forse troppo in fretta, al miracolo del suo ritorno nel gruppo di testa. Scattato dalla quarta casella Rossi perde subito posizioni ritrovandosi intorno alla settima posizione. Da qui una discesa verso l&#8217;inferno del centro gruppo, con Rossi che addirittura assapora l&#8217;amaro del 16esimo posto, fuori dalla zona punti. Solo nel finale Rossi trova quel qualcosa in più che gli permettere di leccare le ferite con un modestissimo 12esimo posto finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non va per niente meglio al compagno di squadra <strong>Franco Morbidelli</strong>, decisamente in ombra in una gara senza storia dove chiude in 18esima e penultima posizione. Poco migliore la prestazione di <strong>Luca Marini</strong>, in sella alla Ducatri con i colori SKY VR46 Esponsorama, 16esimo a traguardo. Chiude il gruppo<strong> Lorenzo Savadori</strong> con l&#8217;Aprilia. Fuori dai giochi al primo giro <strong>Danilo Petrucci</strong>, caduto senza conseguenze a chiusura di un week-end completamente da dimenticare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico – Twitter Monster Energy Yamaha MotoGP</p>
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		<title>Moto2 Qatar: Sam Lowes come da pronostico. Vittoria in solitaria a Losail. Fabio Di Giannantonio sul podio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 17:04:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non ci sono sorprese nella classe Moto2 e come da pronostico il vincitore è Sam Lowes. Lo avevamo già anticipato ieri, al termine delle qualifiche, dicendo che il britannico era il canditato numero uno alla vittoria finale. E così è stato. Sam Lowes vince facile dopo una gara in solitaria e con un margine sul [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Non ci sono sorprese nella classe Moto2 e come da pronostico<strong> il vincitore è Sam Lowes</strong>. Lo avevamo già anticipato ieri, al termine delle qualifiche, dicendo che il britannico era il canditato numero uno alla vittoria finale. E così è stato. Sam Lowes vince facile dopo una gara in solitaria e con un margine sul traguardo difficile da colmare per gli inseguitori. È infatti di oltre 2 secondi (+2.260) il gap dal secondo classificato, Remy Gardner, che porta ancora i colori Red Bull KTM Ajo sul podio dopo la vittoria ed il secondo posto ottenuti nella gara di Moto3. Solitario al traguardo anche Gardner, lasciando alle sue spalle un pirotecnico spettacolo tutto italiano.<strong> Sul terzo gradino del podio sale Fabio Di Giannantonio,</strong> con i colori del compianto Fausto Gresini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio la lotta per il terzo posto ha animato il finale di gara. Di Giannantonio deve vedersela con <strong>Marco Bezzecchi</strong>, o forse è il caso di dire il contrario. Bezzecchi parte forte e sembra poter puntare a tenere il passo di Lowes, mentre Di Giannantonio deve rimontare dall&#8217;ottava posizione in griglia. La rimonta del pilota in sella alla Kalex Federal Oil Gresini lo porta a ridosso del gruppo di testa, dove Gardner riesce a fare la differenza lasciando ai ferri corti i due italiani. Alla fine un soffio divide i due sotto la bandiera a scacchi: 13 millesimi fanno la differenza tra il terzo posto e l&#8217;amaro quarto posto di consolazione per Marco Bezzecchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli altri italiani restano fuori dalla top-ten finale.<strong> Celestino Vietti</strong> e <strong>Tony Arbolino</strong>, al loro debutto nella classe Moto2, chiudono rispettivamente con un buon 12esimo posto e forse un meno felice 16esimo posto. Seguono <strong>Lorenzo Dalla Porta</strong>, 18esimo,<strong> Stefano Manzi</strong>, 19esimo, e <strong>Yari Montella</strong>, 20esimo. Ultimo al traguardo <strong>Nicolò Bulega</strong>. Caduta invece per <strong>Lorenzo Baldassarri</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico – Twitter Elf Marc VDS Racing Team</p>
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		<title>Moto3 Qatar: la bandiera a scacchi premia Masia al fotofinish sul sorprendente Acosta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 15:33:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo vincitore della nuova stagione Moto3 è Jeume Masia. Lo spagnolo mette a segno la vittoria del Barwa Grand Prix of Qatar e sigla il successo dopo una gara veramente ricca di colpi di scena, come ormai ci ha abituato la categoria cadetta. Masia strappa al fotofinish la vittoria ai danni di un sorprendente [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il primo vincitore della nuova stagione Moto3 è <strong>Jeume Masia</strong>. Lo spagnolo mette a segno la vittoria del Barwa Grand Prix of Qatar e sigla il successo dopo una gara veramente ricca di colpi di scena, come ormai ci ha abituato la categoria cadetta. Masia strappa al fotofinish la vittoria ai danni di un sorprendente Pedro Acosta, al suo debutto nel mondiale. Un pilota che quindi andrà tenuto in considerazione per le prossime gare e che ha da subito dimostrato la giusta determinazione per puntare immediatamente alla vittoria. Terzo gradino del podio per il poleman di ieri, Darryn Binder, anche lui protagonista della volata finale a tre sotto la bandiera a scacchi. Distacchi ridotti ai minimi termini dunque per decretare il primo vincitore della stagione: Masia vince su Acosta per soli 42 millesimi, Binder ci prova fino all&#8217;ultimo e paga solo 94 millesimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più staccati, si fa per dire, gli inseguitori. Sergio Garcia è quarto con la GasGas (+0.435), seguito da Gabriel Rodrigo (+0.880) che regola di poco <strong>il nostro migliore italiano, Niccolò Antonelli</strong> (+0.899). Antonelli che riesce anche a portarsi al comando durante la gara, me deve cedere al passo del trio di testa. Per trovare un altro italiano dobbiamo arrivare all&#8217;<strong>undicesimo posto di Romano Fenati</strong>, con una gara in rimonta dopo il 18esimo posto ottenuto ieri ed una doppia penalità da scontare con il Long Lap per la partenza anticipata. <strong>Stefano Nepa</strong> chiude sotto la bandiera a scacchi in 18esima posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli altri italiani la cattiva sorte ha precluso ogni risultato. <strong>Dennis Foggia</strong> va fuori al primo giro alla curva 3. Ritirati anche <strong>Riccardo Rossi</strong> ed <strong>Andrea Migno</strong>, un una gara difficile un po&#8217; per tutti con un elenco di non classificati che vede anche Sasaki, Artigas, McPhee ed Alcoba.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico – Twitter Red Bull KTM Ajo</p>
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		<title>MotoGP Qatar: incredibile Bagnaia! Sua la prima pole stagionale. Valentino Rossi torna protagonista ed è quarto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2021 18:39:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Inizia sotto il tricolore la stagione 2021 della MotoGP. Almeno per quanto riguarda la prima pole stagionale, poi in gara vedremo domani come finirà. Quel che conta è che oggi l&#8217;Italia è protagonista sotto i riflettori del Losail International Circuit. Francesco “Pecco” Bagnaia e la sua Ducati Lenovo del Team ufficiale conquistano la pole position [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Inizia sotto il tricolore la stagione 2021 della MotoGP. Almeno per quanto riguarda la prima pole stagionale, poi in gara vedremo domani come finirà. Quel che conta è che oggi l&#8217;Italia è protagonista sotto i riflettori del Losail International Circuit. <strong>Francesco “Pecco” Bagnaia e la sua Ducati Lenovo del Team ufficiale conquistano la pole position</strong> e scatteranno dalla prima casella allo spegnersi dei semafori per il via del Barwa Grand Prix of Qatar. Un successo più che meritato, dopo aver già fatto vedere il suo potenziale al termine delle FP2 di ieri, dove il piemontese aveva ottenuto il secondo posto nella combinata alle spalle del team-mate Jack Miller. La replica perfetta oggi, con Bagnaia che stoppa il cronometro sul nuovo record del circuito in 1&#8217;52.772.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A completamento della prima fila le due Yamaha Factory con i colori Monster Energy. Fabio Quartararo ottiene il secondo posto, pagando però un distacco già rilevante di +0.266. Terzo posto per il compagno di squadra Maverick Viñales a +0.316. Un ottimo avvio di stagione, quindi per le M1 ufficiali, ma la sorpresa più grande, e forse la più desiderata, arriva dalla testa della seconda fila.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Valentino Rossi sorprende tutti </strong>e mette a tacere un po&#8217; di gente nel paddock ottenendo un brillante quarto posto. Il pluri-iridato si conferma quindi ancora competitivo e desideroso si dire la sua anche in pista. Il quarto tempo a +0.342 da Bagnaia, ma soprattutto ad una manciata di millesimi dalle Factory Monster Energy la dicono lunga sul cuore e sul polso del Dottore, pronto ad essere ancora protagonista in questa sua ennesima stagione. Alle sue spalle le Ducati di Jack Miller e di Joahnn Zarco, con i colori Pramac.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;altra Petronas Yamaha SRT, affidata a<strong> Franco Morbidelli </strong>(+0.541), apre la terza fila completata da Aleix Espargaro in sella all&#8217;Aprilia e Alex Rins con la Suzuki. Suzuki che un po&#8217; delude, non riuscendo ad andare oltre la nona posizione di Rins e piazzando il Campione del Mondo in carica Joan Mir in decima posizione. Undicesimo posto per Nakagami, mentre la prima Honda ufficiale del team Repsol è solo 12esima con Pol Espargaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Enea Bastianini</strong> ottiene il 13esimo posto, mentre <strong>Luca Marini</strong> non va oltre la 18esima casella in griglia alle spalle di Bradl con la seconda Honda Repsol. Poca luce in fondo al tunnel per <strong>Danilo Petrucci </strong>che con la sua KTM gestita dal team Tech 3 scatterà dalla 20esima posizione. Chiude il gruppo <strong>Lorenzo Savadori</strong> con la Aprilia del Team Gresini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico – Facebook Ducati</p>
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		<title>MotoGP Qatar: le Ducati volano al debutto. Jack Miller davanti a tutti e poi subito Francesco Bagnaia. Rossi è nono</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2021/03/26/motogp-qatar-le-ducati-volano-al-debutto-jack-miller-davanti-a-tutti-e-poi-subito-francesco-bagnaia-rossi-e-nono/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-qatar-le-ducati-volano-al-debutto-jack-miller-davanti-a-tutti-e-poi-subito-francesco-bagnaia-rossi-e-nono</link>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 19:37:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Debutto vincente per le Ducati a Losail. Al termine delle due sessioni di prove del venerdì sono le due moto ufficiali affidate a Jack Miller e Francesco “Pecco” Bagnaia a chiudere, nell&#8217;ordine, la classifica della combinata. Un&#8217;apertura di stagione in grande stile per le moto della casa di Borgo Panigale, da subito protagonista in pista. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Debutto vincente per le Ducati a Losail. Al termine delle due sessioni di prove del venerdì sono le due moto ufficiali affidate a<strong> Jack Miller </strong>e <strong>Francesco “Pecco” Bagnaia</strong> a chiudere, nell&#8217;ordine, la classifica della combinata. Un&#8217;apertura di stagione in grande stile per le moto della casa di Borgo Panigale, da subito protagonista in pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Miller chiude la combinata dei tempi al termine della FP2 con il primo tempo, grazie al cronometro stoppato a 1&#8217;53.387. Solo 35 millesimi separano la seconda Ducati di Bagnaia. Un&#8217;ottima prestazione quella del pilota italiano, che si prende la rivalsa dopo una prima sessione giocata in difesa. La presa di contatto sulla pista di Losail per Bagnaia si era conclusa con l&#8217;ottavo tempo, mentre Miller si dimostrava più a suo agio chiudendo la FP1 al terzo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle spalle di Miller e Bagnaia si piazza Fabio Quartararo, con la Yamaha in livrea Monster Energy. Il distacco del francese è contenuto in poco meno di 2 decimi, così come quello del connazionale Johann Zarco, in sella sempre alla Ducati, ma con i colori del Team Pramac. Seguono due spagnoli: Alex Rins, con la Suzuki, e Maverick Viñales, con la seconda Yamaha ufficiale a +0.252 dal tempo di Miller.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Franco Morbidelli</strong> è il primo del binonio “pilota italiano – Petronas Yamaha SRT”. Il “Morbido” chiude in testa la classifica della FP1 per poi firmare il settimo tempo con il crono di 1&#8217;53.676. Tempo di 2 decimi migliori del compagno di squadra<strong> Valentino Rossi</strong>, che per oggi deve accontentarsi del nono tempo alle spalle di Pol Espargaro in sella alla Honda Repsol ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giornata in salita per il Campione del Mondo in carica <strong>Joan Mir</strong>. In sella alla sua Suzuki lo spagnolo non va oltre l&#8217;undicesimo tempo assoluto, dopo aver ottenuto un più brillante quinto tempo al termine delle FP1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli altri italiani in pista chiudono le FP2 e la combinata tempi del venerdì con il 15esimo posto di Bastianini, il 17esimo posto di Marini, il 20esimo posto di Petrucci, poco a suo agio oggi in sella alla KTM Factory Racing affidata al Team Tech 3, e a Savadori, che chiude con l&#8217;ultimo posto, il 22esimo, in sella alla Aprili Racing Team Gresini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico – Facebook Ducati</p>
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		<title>Moto2 Qatar: subito duello tra Marco Bezzecchi e Sam Lowes. Il britannico però è il più veloce a fine giornata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 18:18:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Parte in maniera entusiasmante la nuova stagione della Moto2. Tra i protagonisti di questa prima giornata subito un italiano a far battere forte il cuore ai tifosi. Si tratta di Marco Bezzecchi, che in sella alla Kalex con i colori dello SKY Racing Team VR46, si mette a duellare da subito con Sam Lowes. L&#8217;italiano [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Parte in maniera entusiasmante la nuova stagione della Moto2. Tra i protagonisti di questa prima giornata subito un italiano a far battere forte il cuore ai tifosi. Si tratta di <strong>Marco Bezzecchi</strong>, che in sella alla Kalex con i colori dello SKY Racing Team VR46, si mette a duellare da subito con <strong>Sam Lowes</strong>. L&#8217;italiano parte forte aggiudicandosi la FP1 con solo 16 millesimi di vantaggio sul pilota dell&#8217;Elf Marc VDS Racing Team. Il britannico però si prende la rivincita nel secondo turno, chiudendo le FP2 con il tempo di 1&#8217;58.959 che gli valgono il primo posto nella combinata dei tempi. Bezzecchi contiene i danni con un distacco comunque minimo, solo +0.104 da Lowes, mentre gli altri a seguire pagano tutti gap a partire dai 3 decimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Terzo di giornata Roberts, seguito da Vierge e Garned, tutti sotto i 4 decimi di distacco. Per trovare un altro tricolore occorre scorrere la classifica fino al settimo posto ottenuto da Nicolò Bulega.<strong> Debutto interessante nella classe intermedia per Tony Arbolino</strong>. Il vice campione della Moto3 chiude la prima giornata di Moto2 con il 12esimo tempo finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luca Baldassarri, con la MV Agusta affidata a Forward Racing, è 15esimo davanti a Fabio Di Giannantonio. Il pilota in sella alla Kalex con i colori di Federal Oil Gresini aveva fatto ben sperare al termine della FP1, dove aveva chiuso terzo alle spalle di Lowes con il tempo di 2&#8217;00.547. Nella seconda sessione Di Giannantonio riesce a limare il suo tempo fino a 1&#8217;59.876, accontentandosi di un posto a metà classifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli altri italiani li troviamo dalla 18esima posizione di Dalla Porta in poi. Vietti chiude 19esimo, Corsi 20esimo, Manzi 23esimo e Montella 28esimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico – Twitter Elf Marc VDS Racing Team</p>
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		<title>Rossi afferma che i primi giri con il team SRT Petronas sono stati strani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 10:49:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2021]]></category>
		<category><![CDATA[test qatar]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valentino Rossi ha fatto il suo debutto in pista con i colori del team SRT sul circuito internazionale di Losail durante i test pre-stagionali, terminando la giornata in 14° con il miglior giro di 1m55.584s e 54 giri completati. Rossi è passato dal team ufficiale Yamaha ad un team satellite seppure con il supporto ufficiale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Valentino Rossi ha fatto il suo debutto in pista con i colori del team SRT sul circuito internazionale di Losail durante i test pre-stagionali, terminando la giornata in 14° con il miglior giro di 1m55.584s e 54 giri completati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossi è passato dal team <a href="http://www.google.it" target="_blank" rel="noopener">ufficiale </a>Yamaha ad un team satellite seppure con il supporto ufficiale della casa madre il pesarese afferma che nel complesso non è cambiato molto, ma ammette che la sua prima uscita con il suo nuovo team è stata strana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Sì, questa mattina ero molto emozionato perché era l&#8217;inizio di una nuova avventura. Nuovi colori, nuova squadra, nuovo tutto, e questo mi dà molta motivazione e molta forza per lavorare. È stato strano all&#8217;inizio ma alla fine la moto è sempre la mia M1. Quindi, anche se cambia il vestito il resto è lo stesso.” </em>ha detto Rossi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossi dovrà abituarsi a lavorare anche con persone diverse rispetto ai suoi giorni in Yamaha ufficiale visto che solamente tre membri, il capo equipaggio David Munoz, l&#8217;allenatore del pilota Idalio Gavira e l&#8217;analista di dati Matteo Flamigni, lo hanno seguito in SRT.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma parlando del suo nuovo staff tecnico, Rossi è rimasto entusiasmato da quello che ha visto anche se sente che ci sono molte cose da sistemare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Mi mancano molto i miei meccanici australiani Alex Briggs e Kiwi Brent Stephens, ma ho visto una grande passione e un grande desiderio&#8221;</em>, ha detto Rossi del suo nuovo equipaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Sono molto buoni. Hanno lavorato molto bene, e hanno lavorato sodo, anche se ci sono molte cose da sistemare. Poi ci sono tutte le procedure da scoprire e sarà speciale anche la prima volta che saremo in griglia insieme.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Valentino Rossi si unisce al suo pupillo Franco Morbidelli alla SRT Petronas nel <a href="https://www.giornalemotori.com/2021/02/22/motogp-il-repsol-honda-team-e-pronto-per-il-2021/" data-type="post" data-id="103938">2021</a>, con l&#8217;italiano che si è preso il settimo posto nella giornata di apertura dei test di sabato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossi afferma che il triplo vincitore della MotoGP è il miglior compagno di squadra a cui potesse pensare , ma ammette che il suo ritmo oggi è stato spaventoso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Per me, Morbidelli, è il miglior compagno di squadra a cui potessi pensare, perché ci conosciamo bene, siamo amici e ci sfidiamo a casa con tutti i tipi di moto&#8221;, ha aggiunto. &#8220;Fa paura, perché ancora oggi è andato molto veloce. Ma sono molto felice di essere in squadra con lui, perché c&#8217;è un rapporto speciale. Speriamo di essere entrambi competitivi.”</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2021/03/07/rossi-afferma-che-i-primi-giri-con-il-team-srt-petronas-sono-stati-strani/">Rossi afferma che i primi giri con il team SRT Petronas sono stati strani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>Inizia il 2021 del team Yamaha MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 19:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La realtà virtuale fa da sfondo alla presentazione 2021 del Monster Energy Yamaha MotoGP. La parola chiave è stata #InItToWinIt, un hashtag che rende chiare le intenzioni di Maverick Viñales e Fabio Quartararo che sono già concentrati sul primo appuntamento dell’anno in Qatar. Il 2021 è il 60° anno di competizioni nel Campionato del Mondo per la Yamaha e il team [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La realtà virtuale fa da sfondo alla presentazione 2021 del Monster Energy Yamaha MotoGP. La parola chiave è stata #InItToWinIt, un hashtag che rende chiare le intenzioni di Maverick Viñales e Fabio Quartararo che sono già concentrati sul primo appuntamento dell’anno in Qatar.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2021 è il 60° anno di competizioni nel Campionato del Mondo per la Yamaha e il team Monster Energy Yamaha MotoGP è impaziente di dare inizio a quest’annata speciale. Viñales è entrato a far parte della Yamaha Factory nel 2017 e ha subito conquistato due vittorie consecutive assicurandosi il terzo posto in campionato. Anche se la stagione successiva si è rivelata complessa, lo spagnolo ha mantenuto alta la motivazione vincendo a Phillip Island. Il 2018 l’ha visto concludere al quarto posto, a soli cinque punti dal suo compagno di squadra, terzo in classifica. Nel 2019, ha incassato due vittorie, una ad Assen e una a Sepang, raccogliendo la medaglia di bronzo a fine della stagione. Il 2020 è stato un altro anno impegnativo. Pur essendo in lizza per il titolo fino a due gare dalla fine, il catalano ha poi concluso col sesto posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quartararo è il nuovo arrivato nel Factory Team ma è già un nome familiare tra gli appassionati di MotoGP™ grazie ai successi conquistati col Petronas Yamaha SRT. Nell’anno del suo debutto in classe regina, nel 2019, ha ottenuto sette podi (cinque secondi posti e due terzi posti), concludendo la sua prima stagione con la YZR-M1 al quinto posto e guadagnandosi il titolo di <em>Rookie of the Year</em>. Il francese ha iniziato il 2020 in grande stile assicurandosi la prima vittoria nella categoria dei pesi massimi al round inaugurale a Jerez e ha ripetuto la performance la settimana successiva sulla stessa pista. La terza vittoria è arrivata in Catalunya ma non è stato in grado di mettere il suo marchio sul Campionato dovendosi accontentare dell’ottavo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Le grafiche e la moto rimangono invariate per il 2021, la YZR-M1, il box e le tute dei piloti sfoggeranno i colori del “Monster Energy” affiancati al blu del “Yamaha Factory Racing”, una fusione perfetta, immediatamente riconoscibile, e rappresentata nel logo del team Monster Energy Yamaha MotoGP e sulle uniformi. Una collaborazione basata sulla comune passione per la competizione consolidata dalla firma di un accordo stipulato nel 2018 dalle due parti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il team è anche lieto di annunciare che per tutta la stagione 2021 la moto continuerà a presentare i loghi di Thai Yamaha Motor Co., Ltd. e Yamaha Motor Philippines, Inc. a partire dai test ufficiali del 6-7 marzo e il 10-12 marzo 2021 in Qatar.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cal Crutchlow, nuovo collaudatore del Yamaha Factory Racing MotoGP, si unirà a Viñales e Quartararo al Losail International Circuit. Dopo un intervallo di sette anni, il pilota di grande esperienza della classe regina tornerà a guidare la YZR-M1 il 5 marzo 2021 nello <em>shakedown</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Fabio Quartararo</strong></em>: </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Sono entusiasta di iniziare la stagione, soprattutto perché sono in una nuova squadra. Nel corso della mia carriera sono sempre passato da un box all’altro e mi piace questo. È emozionante lavorare con nuove persone e imparare nuove cose. Non vedo l’ora che arrivi il test del Qatar! Finalmente potrò provare la mia Monster Energy Yamaha YZR-M1 per la prima volta. Ho visto un sacco di grafiche col mio numero sulla moto Factory Yamaha sui social media ma, per quanto bene siano fatte, niente è paragonabile alla sensazione che ho avuto quando ho visto quella reale per la prima volta”.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><em><strong>Maverick Viñales</strong></em></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“L’anno scorso è stato un anno incredibile per tutti noi. Ora ce lo siamo lasciato alle spalle e ci concentreremo su quello che verrà. Con i due test di Sepang cancellati, dovrò aspettare ancora un po’ per guidare di nuovo la mia M1. È una lunga pausa invernale, quindi mi sento impaziente di tornare al lavoro. Dopo aver goduto di un po’ di riposo durante la pausa invernale, siamo tutti entusiasti di ricominciare a lavorare. Non abbiamo molte opportunità di test, solo quello in Qatar, dovremo essere subito al massimo”.</em></p>
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		<title>Moto2: Stefano Manzi è il poleman a Valencia. Paura per Sam Lowes in FP3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2020 16:31:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto2]]></category>
		<category><![CDATA[bastianini]]></category>
		<category><![CDATA[lowes]]></category>
		<category><![CDATA[manzi]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[mv agusta]]></category>
		<category><![CDATA[Valencia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stefano Manzi è il pilota più veloce al termine delle sessioni di qualifiche che determinano la griglia di partenza per il GP de la Comunitat Valenciana in programma domani. Il pilota in sella alla MV Agusta Forward Racing ha ottenuto il miglior tempo in 1&#8217;34.418 precedendo lo spagnolo Hector Garzo sulla Kalex del team Flexbox [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Stefano Manzi è il pilota più veloce al termine delle sessioni di qualifiche che determinano la griglia di partenza per il GP de la Comunitat Valenciana in programma domani. Il pilota in sella alla MV Agusta Forward Racing ha ottenuto il miglior tempo in 1&#8217;34.418 precedendo lo spagnolo Hector Garzo sulla Kalex del team Flexbox HP 40 (+0.013). Chiude la prima fila Marco Bezzecchi (SKY Racing Team VR46) distanziato da Manzi di 76 millesimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stefano Manzi riporta in alto il nome della MV Agusta e diventa uno dei protagonisti in vista della gara di domani. Gara che potrebbe essere decisiva per le sorti del mondiale. Enea Bastianini conduce infatti la classifica generale con 184 punti, mentre il suo inseguitore, Sam Lowes (178 punti) oggi non ha avuto vita facile in pista. Il britannico è stato autore in FP3 di una spaventosa caduta. La moto imbizzarita ha finito per colpire il casco ed il braccio del pilota, facendo temere in un primo momento una frattura al polso. Accompagnato al centro medico della pista dopo un&#8217;accesa discussione con i commissari di gara. Dopo i controlli di rito è stata esclusa qualsiasi frattuta e Lowes è tornato in pista per la qualifica ottenendo il 18esimo tempo totale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando alla griglia di partenza da segnalare l&#8217;ottimo quarto posto di Fabio Di Giannantonio (1&#8217;34.524) che apre la seconda fila composta da Martin e Ramirez. Terza fila per Lorenzo Baldassarri, ottavo, mentre Luca Marino è decimo davanti a Simone Corsi. Enea Bastianini partirà dal centro dello schieramento in 12esima posizione, con il compito appunto di tenere a bada un Lowes forse deconcentrato dalla prestazione odierna. Nicolò Bulega è 14esimo, Lorenzo Dalla Porta 24esimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In vista della corsa al titolo ricordiamo che restano ancora matematicamente in gioco anche Luca Marini, attualmente terzo con 165 punti, e Marco Bezzecchi, quarto a quota 155 punti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito Fotografico &#8211; Twitter MV Agusta Forward Racing</p>
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		<title>MotoGP: e alla fine arriva il Morbido. Franco Morbidelli firma la pole a Valencia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2020 15:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Dovizioso]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Morbidelli]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
		<category><![CDATA[Valencia]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una Yamaha partirà davanti a tutti domani a Valencia per il penultimo appuntamento di questa travagliata stagione 2020. Franco Morbidelli si aggiudica infatti la pole, la seconda dopo quella ottenuta nel GP di Catalunya disputato il 26 settembre. Il pilota in sella alla Yamaha Petronas SRT ferma il cronometro sul tempo di 1&#8217;30.191 e mette [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una Yamaha partirà davanti a tutti domani a Valencia per il penultimo appuntamento di questa travagliata stagione 2020. Franco Morbidelli si aggiudica infatti la pole, la seconda dopo quella ottenuta nel GP di Catalunya disputato il 26 settembre. Il pilota in sella alla Yamaha Petronas SRT ferma il cronometro sul tempo di 1&#8217;30.191 e mette in riga sulla prima fila Jack Miller (Ducati Pramac Racing a +0.096) ed il solito ormai velocissimo Takaaki Nakagami (Honda LCR Idemitsu a +0.222).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una giornata in pista, questa di sabato, caratterizzata da condizioni non proprio ottimali per via dell&#8217;asfalto umido, che ha causato non pochi problemi. Soffrono infatti un po&#8217; tutti a cercare il passo giusto, e soprattutto i piloti ancora in lotta per il titolo paiono essere quelli che hanno faticato maggiormente a trovare il ritmo. Il leader del mondiale Joan Mir è apparso decisamente in difficoltà, non riuscendo ad ottenere che il 12esimo posto in griglia, staccato di quasi 8 decimi da Morbidelli. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è andata troppo meglio a Fabio Quartararo, che porta la Yamaha gemella di quella guidata dal Morbido in 11esima posizione. Mir ha sofferto forse maggiormente la scelta delle gomme, su di un asfalto umido, che non gli hanno permesso di trovare il giusto feeling. Situazione complicata anche per l&#8217;altra Suzuki di Rins, a pari punti in campionato con Quartararo. Lo spagnolo non va oltre la 14esima posizione e per lui, come per il compagno di squadra ed il diretto avversario si preannuncia una gara decisamente in salita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va meglio per Maverick Vinales, al via dalla seconda fila in sesta posizione alle spalle di Johann Zarco, quarto, e Pol Espargaro sulla KTM al quinto posto. Francesco Bagnaia, con la Ducati Pramac,conquista l&#8217;ottava casella in griglia di partenza, mentre continua il periodo nero per le Ducati ufficiali, troppo lontane dalla vetta: Danilo Petrucci è 15esimo, Andrea Dovizioso, forse troppo afflitto dai pensieri sul proprio futuro, non va oltre alla 17esimo posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valentino Rossi, tornato a Valencia dopo il balletto dei tamponi, si qualifica in 16 posizione. Chiude lo schieramento Lorenzo Savadori, 21esimo alle spalle di Alex Marquez, autore tra l&#8217;altro di uno spaventoso highside alla curva 11 durante la Q1. Grande botta e rischio di essere investito da Dovizioso e da Binder che seguivano a pochissima distanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito Fotografico – Twitter Petronas SRT</p>
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		<title>Moto3 Valencia: Binder conquista la pole e beffa Tony Arbolino, solo 13esimo. Migno al via dalla seconda fila</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2020 14:55:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto3]]></category>
		<category><![CDATA[arbolino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci si aspettava molto da Tony Arbolino, autore ieri del miglior tempo nella classifica combinata tra FP1 ed FP2. Oggi però il pilota milanese non è riuscito ad andare oltre la 13esima posizione in griglia. Davanti a tutti troviamo invece Derryn Binder, autore della sua prima pole position in Moto3 con il tempo record di [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ci si aspettava molto da Tony Arbolino, autore ieri del miglior tempo nella classifica combinata tra FP1 ed FP2. Oggi però il pilota milanese non è riuscito ad andare oltre la 13esima posizione in griglia. Davanti a tutti troviamo invece Derryn Binder, autore della sua prima pole position in Moto3 con il tempo record di 1&#8217;38.286. Un pole conquistata con determinazione, arrivando in Q2 dopo il quarto posto ottenuto in Q1. Proprio nella sessione decisiva Binder ha trovato il set-up giusto per aggiudicarsi la prima casella in griglia di partenza e per firmare il nuovo record della pista. Alle spalle del sudafricano si piazza Kaito Toba, distanziato di soli 43 millesimi. Completa la prima fila l&#8217;altra KTM con i colori Red Bull Ajo affidata a Raul Fernandez, vincitore una settimana fa sul circuito valenciano, a+0.161.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In seconda fila troviamo il primo italiano, Andrea Migno (+0.286). Per lui un quinto posto alle spalle di Jaume Masia (+0.204). in sesta posizione si piazza il leader del mondiale Albert Arenas (+0.291), che riesce per solo 1 millesimo a mettersi davanti al rivale diretto in campionato Ai Ogura. Al limite della top-ten si piazzano Celestino Vietti, nono, e Niccolò Antonelli, decimo. Tony Arbolino è il primo pilota fuori dalla forbice di mezzo secondo che raccoglie ben 12 piloti. Romano Fenati, fresco di rinnovo contratto con il Max Racing Team di Max Biaggi, ottiene il 14esimo posto in griglia. Rossi 18esimo, Nepa 19esimo, Pizzoli 25esimo e Foggia 27esimo chiudono l&#8217;elenco degli italiani al via.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ottica campionato gli occhi saranno puntati ovviamente su Arenas ed Ogura, distanziati da solo 3 punti e praticamente con lo stesso tempo di qualifica. Ci si aspetta quindi una gara di studio cercando di capitalizzare punti importanti senza commettere errori che aprirebbero inevitabilmente la strada verso al titolo per uno dei due contendenti al titolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito Fotografico &#8211; Twitter</p>
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		<title>Moto3: venerdì all&#8217;attacco per Tony Arbolino. La combinata è sua davanti a Masia e Garcia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 19:20:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto3]]></category>
		<category><![CDATA[arbolino]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Valencia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parte nel migliore dei modi il week-end valenciano per Tony Arbolino. Il pilota del Rivacold Snipers Team si aggiudica la combinata dei tempi grazie ad un&#8217;ottima prestazione offerta nella prima sessione delle FP1. Il tempo è di quelli record: 1&#8217;38.413, risultato che strappa la migliore resa cronometrica appartenuta nella categoria in precedenza a Jorge Martin. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Parte nel migliore dei modi il week-end valenciano per Tony Arbolino. Il pilota del Rivacold Snipers Team si aggiudica la combinata dei tempi grazie ad un&#8217;ottima prestazione offerta nella prima sessione delle FP1. Il tempo è di quelli record: 1&#8217;38.413, risultato che strappa la migliore resa cronometrica appartenuta nella categoria in precedenza a Jorge Martin. Tempo che però non è riuscito a migliorare nelle FP2, sessione in cui il pilota milanese chiude al 20esimo posto, pagando un gap di 0.590 a Jaume Masia, primo con il tempo di 1&#8217;38.479. Al secondo posto nel FP2 Sergio Garcia (1&#8217;38.496). Al termine della giornata resterà dunque Arbolino il leader del venerdì, seguito appunto dai due spagnoli nell&#8217;ordine.</p>
<p>Giornata dal sapore amaro per il leader del mondiale Albert Arenas. Lo spagnolo in sella alla KTM chiude il venerdì di Valencia al 15esimo posto in classifica combinata, dopo aver ottenuto il 12esimo tempo in FP1 ed il 13esimo nella sessione pomeridiana. Di poco migliore la prestazione offerta dal suo inseguitore, Ai Ogura, distanziato in generale di soli 3 punti. Il giapponese è nono di giornata, grazie al sesto tempo ottenuto in FP2.</p>
<p>La nutrita pattuglia di piloti italiani vede nella combinata Fenati e Antonelli occupare la quinta e la sesta piazza. Vietti è appena fuori dalla top-ten con l&#8217;undicesimo tempo. Migno è 14esimo. Nepa e Foggia si spartiscono nell&#8217;ordine la 16esima e la 17esima posizione. Rossi è solo 24esimo, mentre Pizzoli chiude al 30esimo e penultimo posto.</p>
<p>Credito fotografico – Twitter Tony Arbolino</p>
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		<title>MotoGP: a Valencia il più veloce del venerdì è Jack Miller. Bagnaia è terzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 17:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnaia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parte bene il secondo week-end a Valencia per la Ducati. Nei piani alti della classifica combinata però non ci sono le rosse ufficiali, ma troviamo invece le moto affidate al team Pramac Racing. Davanti a tutti Jack Miller, che ottiene il miglior tempo in 1&#8217;30.622. Terzo il compagno di squadra Francesco Bagnaia, staccato di 0.120. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Parte bene il secondo week-end a Valencia per la Ducati. Nei piani alti della classifica combinata però non ci sono le rosse ufficiali, ma troviamo invece le moto affidate al team Pramac Racing. Davanti a tutti Jack Miller, che ottiene il miglior tempo in 1&#8217;30.622. Terzo il compagno di squadra Francesco Bagnaia, staccato di 0.120. Tra di loro si inserisce la Honda di Takaaki Nakagami. Per trovare la prima moto di Borgo Panigale ufficiale occorre scendere in sesta posizione, dove Andrea Dovizioso resta attardato di poco più di 3 decimi di secondo. Davanti a lui, in quarta posizione, Pol Espargaro, seguito da Johann Zarco.</p>
<p>La classifica combinata scompiglia decisamente quanto visto invece nella prima sessione di prove libere. Takaaki Nakagami si è dimostrato veloce anche nella prima frazione, chiudendo in testa la classifica tempi. Alle sue spalle invece sembravano essere le Yamaha le moto tra le più performanti. Franco Morbidelli e Maverick Vinales seguivano nell&#8217;ordine, non riuscendo però a ripetere le loro performances anche nella FP2. L&#8217;italiano infatti è poi retrocesso con l&#8217;ottavo tempo assoluto, mentre lo spagnolo non è andato oltre la decima posizione. Discorso inverso invece per Bagnaia, autore del 19esimo tempo in FP1 per poi risalire, come visto, in terza posizione al termine delle FP2. Soffre anche l&#8217;altra Ducati ufficiale di Danilo Petrucci. 18esimo e poi 14esimo nel finale.</p>
<p>In netta difficoltà invece Valentino Rossi, rientrato a Valencia dopo la “strana” giostra di esiti sui tamponi effettuati. Il Dottore paga seriamente la sua condizione con un 13esimo tempo ottenuto in FP1 e con una modestissima 18esima posizione a fine giornata.</p>
<p>In ottica gara, e quindi in ottica campionato, preoccupa la resa odierna di Quartararo. Il francese chiude con il 16esimo tempo finale, il peggiore tra i quattro contendenti il titolo, che ad onor del vero oggi non hanno brillato. Joan Mir è 12esimo, complice anche una caduta, Vinales, come detto, è decimo, mentre il migliore del venerdì è risultato essere Alex Rins, nono.</p>
<p>Credito fotografico – Twitter Jack Miller</p>
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		<title>Moto2: uno strepitoso Lowes si aggiudica la pole ad Aragon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 14:54:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Imprendibile! Non ci sono altre parole per descrivere Sam Lowes, che oggi si aggiudica la Pole ad Aragon dopo una sessione perfetta. Già durante le FP3 disputate questa mattina Lowes aveva fatto intuire il suo stato di forma. Nella qualifiche valide per la composizione della griglia di partenza Lowes non ha fatto altro che confermare [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Imprendibile! Non ci sono altre parole per descrivere Sam Lowes, che oggi si aggiudica la Pole ad Aragon dopo una sessione perfetta. Già durante le FP3 disputate questa mattina Lowes aveva fatto intuire il suo stato di forma. Nella qualifiche valide per la composizione della griglia di partenza Lowes non ha fatto altro che confermare tutto questo. Una qualifica caratterizzata da un costante suo miglioramento che l&#8217;ha portato a stoppare il cronometro sul tempo di 1:51.296. Un tempo inarrivabile per gli altri, tanto che Lowes ha preso la strada dei box in anticipo, talmente era sicuro di sé, evitando così di prendersi ulteriori rischi in pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rischi che invece si è preso Jorge Navarro, che cade nella battute finali, ma che riesce nonostante tutto a portarsi a casa la seconda casella a +0.216 da Lowes. Chiude la prima fila Remy Gardner (+0.415). Ad aprire la seconda fila il primo degli italiani: Fabio Di Giannantonio sulla Speed Up a +0.424. Il leader del Mondiale Enea Bastianini ottiene il sesto posto, mentre si complica la situazione per gli altri piloti italiani. Luca Marini non va oltre l&#8217;11esimo tempo, Marco Bezzecchi è 14esimo, mentre Baldassarri e Manzi chiudono la Q2 in 17esima e 18esima posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta interessante al fine della classifica generale la gara di domani. Lowes ha dimostrato un gran passo e se non si presenteranno colpi di scena sembra il predestinato a giocarsi la vittoria. Una situazione scomoda per Bastianini, che comanda con solo 2 punti di vantaggio. Una gara da giocare in difesa per contenere i danni oppure tentare il tutto per tutto per conservare la leadership a costo di rischiare qualcosa in più? Situazione non facile anche per Marini, terzo in classifica generale a solo 5 punti dalla vetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico Twitter – Team EG 0,0 Marc VDS</p>
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		<title>MotoGP: Nakagami affonda il colpo ad Aragon. Sua la pole davanti a Morbidelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 14:10:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aragon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Takaaki Nakagami firma la pole del GP de Teruel. Il pilota giapponese sorprende tutti prendendosi il primo posto proprio quando la Q2 sembrava destinata ad essere terra di conquista per le Yamaha. La Honda del Team LCR Honda Idemitsu bissa la prestazione offerta già nelle libere del venerdì, quando Nakagami aveva chiuso al primo posto [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Takaaki Nakagami firma la pole del GP de Teruel. Il pilota giapponese sorprende tutti prendendosi il primo posto proprio quando la Q2 sembrava destinata ad essere terra di conquista per le Yamaha. La Honda del Team LCR Honda Idemitsu bissa la prestazione offerta già nelle libere del venerdì, quando Nakagami aveva chiuso al primo posto la classifica combinata tra FP1 ed FP2. Alle sue spalle il nostro Franco Morbidelli, che già nella sessione mattutina di oggi aveva fatto vedere buon passo e ottimo feeling con il pacchetto moto-pista. La prima fila si chiude con Alex Rins e con la sua Suzuki, a caccia di conferme nella gara di domani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sessione di qualifica vede Pol Espargaro e Johann Zarco prendersi i due posti disponinili dalla Q1. Una sessione che mette in luce nuovamente il momento di crisi delle altre Ducati. Miller chiude la frazione con il quarto tempo, ma spaventa la debacle dei due ufficiali. Dovizioso è settimo, Petrucci nono. Tra loro Francesco Bagnaia, mentre l&#8217;altra moto di Borgo Panigale affidata al team Esponsorama Racing e portata in pista da Tito Rabat è decima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Q2 sembra destinata ad essere comandata dal gruppo Yamaha, com Vinales, Mobidelli e Quartararo subito veloci. Nella seconda parte della qualifica i gap iniziano ad accorciarsi. Vinales prende le redini della situazione, ma all&#8217;ultimo giro utile ecco Nakagami strappare il suo best lap. Un tempo di 1:46.882 che vale al giapponese la sua prima pole position in carriera. Risposta di Franco Morbidelli, anche lui autore del best lap nel corso dell&#8217;ultimo giro, che ottiene la seconda posizione con un distacco veramente minimo di soli 63 millesimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Moto di orgoglio per Alex Rins (+0.273) che conquista la terza casella in griglia a chiudere la prima fila. Apre la seconda fila invece Maverick Vinales (+0.359). Alle sue spalle un sorprendente Zarco. Il pilota francese risale dalla Q1 per prendersi una delle posizioni di testa, prima di cadere nelle ultime battute della sessione. Zarco porta anche alla migliore prestazione assoluta una Ducati in una giornata sicuramente da dimenticare. Chiude la seconda fila Fabio Quartataro. Joan Mir, l&#8217;attuale leader del Mondiale, non va oltre il 12esimo tempo. Una gara quindi in salita per lui, nel tentativo di difendere il modesto vantaggio di soli 6 punti che lo separano dal Maverick Vinales.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Credito Fotografico – Twitter Takaaki Nakagami</p>
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		<title>Moto2: Sam Lowes è il più veloce nelle FP3 ad Aragon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 11:33:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto2]]></category>
		<category><![CDATA[lowes]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sam Lowes è il pilota più veloce nell&#8217;ultima sessione di prove libere in vista delle qualifiche per il GP de Teruel. Il britannico ferma il cronomentro sul tempo di 1:51.576 dopo un duello sul filo dei millesimo contro Edgar Pons, a soli 64 millesimi. Terzo posto, con un distacco di quasi 3 decimi per un [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sam Lowes è il pilota più veloce nell&#8217;ultima sessione di prove libere in vista delle qualifiche per il GP de Teruel. Il britannico ferma il cronomentro sul tempo di 1:51.576 dopo un duello sul filo dei millesimo contro Edgar Pons, a soli 64 millesimi. Terzo posto, con un distacco di quasi 3 decimi per un altro spagnolo: Marcos Ramirez. Un turno, quello delle FP3, che non sorride ai piloti italiani. Marco Bezzecchi è il primo azzurro con l&#8217;ottavo tempo. Il pegno da pagare è un ritardo sul miglior tempo di mezzo secondo. Decimo posto per Enea Bastianini, che precede Lorenzo Baldassarri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A metà classifica delle FP3 un gruppo compatto di italiani capitanati da Luca Marini, 15esimo. Alle sue spalle, nell&#8217;ordine: Bulega, Di Giannantonio, Corsi, Dalla Porta e Manzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Posizioni che si complicano in ottica combinata, con Marini e compagni scendere oltre la 17esima posizione. Il riscatto dovrà quindi passare per i quattro posti disponibili nel passaggio da Q1 a Q2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico Twitter – Team EG 0,0 Marc VDS</p>
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		<title>MotoGP: Franco Morbidelli leader delle FP3 ad Aragon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 10:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aragon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una Yamaha davanti a tutti nell&#8217;ultima sessione di prove libere ad Aragon. In vista delle qualifiche per il GP di Teruel è la moto numero 21 di Franco Morbidelli a far registrare il miglior tempo con 1:47.333. Un Morbidelli che era già apparso aggressivo e competitivo al pari del compagno di box Fabio Quartararo. I [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una Yamaha davanti a tutti nell&#8217;ultima sessione di prove libere ad Aragon. In vista delle qualifiche per il GP di Teruel è la moto numero 21 di Franco Morbidelli a far registrare il miglior tempo con 1:47.333. Un Morbidelli che era già apparso aggressivo e competitivo al pari del compagno di box Fabio Quartararo. I due team-mate hanno da subito imposto il ritmo nelle battute iniziali del turno, salvo poi cedere il passo a Takaaki Nakagami. Il giapponese in sella alla Honda del Team LCR sembrava sul punto di bissare la prestazione offerta ieri, quando aveva chiuso al primo posto la classifica tempi della FP2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Morbidelli però ha trovato il guizzo nelle battute finali, riapproppiandosi per soli 59 millesimi la prima posizione proprio su Nakagami. Terzo posto a soli 68 millesimi, quindi ad un soffio dal giapponese, per Fabio Quartararo, che precede l&#8217;altra Yamaha, quella ufficiale, di Maverick Vinales (+0.140). Un segno di una ritrovata competitività, o per lo meno di una migliore messa a punto, delle moto di Iwata sul tracciato di Aragon. A chiudere la Top-Five di questa sessione ci pensa Alex Marquez, che paga in termini di tempo un gap pari a +0.213. Lecuna precede il vincitore dello scorso GP, Alex Rins.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Continua invece la crisi Ducati, già anticipata dalle modestissime prestazioni offerte ieri in pista. Per trovare la prima moto di Borgo Panigale occorre scorrere la classifica fino oltre la decima posizione, dove con l&#8217;undicesimo tempo troviamo Jack Milles con i colori Pramac Racing a pagare un prezzo superiore a 4 decimi da Morbidelli. L&#8217;ufficiale Andrea Dovizioso è 14esimo ad oltre mezzo secondo, mentre Danilo Petrucci staziona al 17esimo posto precedendo Francesco Bagnaia. Ultimo in questa sesione Johann Zarco, 21esimo a +1.168. Il francese nella giornata di ieri per ironia della sorte era stato il pilota Ducati più veloce con il 13esimo tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credito fotografico Twitter – Petronas SRT</p>
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		<title>MotoGP GP di San Marino e della Riviera di Rimini: Yamaha veloce nelle prima giornata di libere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2020 15:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Splende il sole e la temperatura dell’aria è di 28°. Con queste condizioni i piloti della massima categoria affrontano la prima sessione di libere, un turno dominato con differenza da Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) che firma un tempo da 1’32”198. A mezzo secondo dallo spagnolo si piazza il leader del campionato Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT). Il GP di casa ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Splende il sole e la temperatura dell’aria è di 28°. Con queste condizioni i piloti della massima categoria affrontano la prima sessione di libere, un turno dominato con differenza da Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) che firma un tempo da 1’32”198. A mezzo secondo dallo spagnolo si piazza il leader del campionato Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT).</p>
<p>Il GP di casa ha sempre un sapore speciale, squadre e piloti sono spinti da una motivazione in più per balzare nella parte alta della classifica. In questo caso, i numerosi test svolti a Misano sono stati d’aiuto ma il risultato della FP1 strappa comunque un sorriso al box dell’Aprilia Racing Team Gresini. Aleix Espargaro firma il terzo miglior tempo girando sul 1’32”949 un riferimento simile a quello stabilito durante le prove private, così come ha affermato Massimo Rivola ai microfoni di Sky Sport MotoGP. Quinta piazza per Bradley Smith che si trova alle spalle di Johann Zarco (Esponsorama Racing) impegnato a sua volta a dare il meglio di sé visto che, ufficialmente, è ancora libera la sella che lascerà Andrea Dovizioso (Ducati Team) a fine stagione. Il forlivese trascorre del tempo al box per risolvere dei problemi di elettronica e termina col 14° tempo.</p>
<p>Resta fuori dalla top 5 Joan Mir (Suzuki Ecstar) ma sarà uno dei piloti da tenere d’occhio perché al Misano World Circuit Marco Simoncelli ha tutte le possibilità di fare la differenza. Segue il maiorchino Jack Miller (Pramac Racing) che torna a condividere il box con Francesco Bagnaia, solo 18° ma con ampio margine di miglioramento. Il piemontese è di nuovo in pista dopo l’operazione alla tibia destra recuperata a Brno. Così come Pecco, anche Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) è passato per il centro medico giovedì 10 settembre ottenendo il via libera dei medici per affrontare il GP. Dopo essere stato dichiarato idoneo, il britannico ha confessato di prendere la prima sessione di libere come riferimento per capire se i dolori post-operatori della sindrome compartimentale fossero sopportabili o meno. L’ottavo tempo sembra essere un buon motivo per continuare in questo evento.</p>
<p>Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) termina col nono tempo seguito da Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu) appena 39 millesimi di secondo più veloce rispetto a Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) e 40 rispetto a Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT). Giornata emozionalmente complessa per Danilo Petrucci (Ducati Team) che scende in pista a poche ore dalla scomparsa di suo nonno. Il ternano termina la FP1 registrando il 17° tempo.</p>
<p>Anche la sessione pomeridiana ha confermato lo stato di forma dei piloti Yamaha, primo tra tutti il leader della giornata: Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT). La seconda è trovare le quattro KTM nella top 10, a ribadire ancora una volta lo stravolgente lavoro svolto dal costruttore austriaco.</p>
<p>Andiamo con ordine. El Diablo si piazza al comando della classifica combinata con un tempo impressionante da 1’32”189 stabilito negli ultimi passaggi della FP2. Questo colpo di reni permette al francese di superare di Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP), secondo nella combinata grazie al riferimento che l’ha visto al comando della FP1. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) è un decimo più lento rispetto al compagno di squadra e termina il venerdì col terzo posto assoluto. Terzo crono nella FP2 per Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) seguito dal rookie della casa austriaca, Iker Lecuona (Red Bull KTM Tech 3), entrambi perdono una posizione nella classifica combinata ma sono inseriti solidamente nella top 5 dopo due turni di libere.</p>
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<p>Quinto posto pomeridiano per Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) che scivola al sesto nella combinata. Settimo tempo assoluto per Danilo Petrucci (Ducati Team), il #9 riesce a migliorare il proprio passo rispetto al mattino balzando nella top 10. Seguono il ternano le altre due RC16, quella di Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) è ottavo seguito da Miguel Oliveira (Red Bull KTM Tech 3) mentre Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) si assicura la permanenza nel gruppo di testa ipotecando il passaggio diretto alla Q2.</p>
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<p>Continua ad accusare problemi di elettronica Andrea Dovizioso (Ducati Team), 11°, davanti al primo pilota Honda, Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu). Dopo essere stato nelle prime posizioni nel turno mattutino, Johann Zarco (Esponsorama Racing) è 14° incasellato tra i due piloti del Suzuki Ecstar, Alex Rins e Joan Mir.</p>
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<p>I primi 10 qualificati nella combinata:</p>
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<p>1. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) – 1:32.189<br />
2. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.009<br />
3. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) + 0.178<br />
4. Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) + 0.287<br />
5. Iker Lecuona (Red Bull KTM Tech 3) + 0.486<br />
6. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.543<br />
7. Danilo Petrucci (Ducati Team) + 0.636<br />
8. Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) + 0.731<br />
9. Miguel Oliveira (Red Bull KTM Tech 3) + 0.746<br />
10. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) + 0.747</p>
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		<title>Test a Misano per Ducati, KTM e Aprilia</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2020/08/27/test-a-misano-per-ducati-ktm-e-aprilia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=test-a-misano-per-ducati-ktm-e-aprilia</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2020 19:32:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Misano]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un inizio frenetico della stagione 2020, il Campionato del mondo MotoGP si prende ora una breve pausa dopo gli appuntamenti a Brno e al Red Bull Ring. L’esito di questi tre GP è stato sorprendente dimostrando che non ci sono favoriti assoluti per il titolo di questa stagione ma tutti i costruttori e gran parte dei piloti hanno il potenziale per primeggiare. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un inizio frenetico della stagione 2020, il Campionato del mondo MotoGP si prende ora una breve pausa dopo gli appuntamenti a <a href="https://www.giornalemotori.com/2020/08/09/motogp-a-brno-prima-storica-vittoria-della-ktm-firmata-da-binder/">Brno</a> e al <a href="https://www.giornalemotori.com/2020/08/16/motogp-dovizioso-trionfa-al-gran-premio-daustria/">Red Bull Ring</a>. L’esito di questi tre GP è stato sorprendente dimostrando che non ci sono favoriti assoluti per il titolo di questa stagione ma tutti i costruttori e gran parte dei piloti hanno il potenziale per primeggiare. La breve pausa permetterà alle case di lavorare sui dettagli per portare miglioramenti e/o soluzioni in vista dei prossimi Gran Premi.</p>
<p>È il caso di Ducati, KTM e Aprilia che hanno affrontato un test al <a href="https://www.misanocircuit.com/" target="_blank" rel="noopener">Misano</a> World Circuit Marco Simoncelli con tre giorni di test svolti da martedì 25 a giovedì 27 agosto, tornando al lavoro sulla pista romagnola dopo il precedente test svolto a fine di giugno insieme a Suzuki.</p>
<p>Questa volta sono solo quattro i piloti in azione. KTM ha due rappresentanti: i collaudatori Mika Kallio e Dani Pedrosa, entrambi lodati nelle ultime settimane visti i risultati ottenuti dalle RC16. La Ducati, invece, sta lavorando con Michele Pirro impegnato anche nelle recenti gare per sostituire Francesco Bagnaia (Pramac Racing). Nel caso di Aprilia, il lavoro sulla RS-GP è tutto sulle spalle di Lorenzo Savadori.</p>
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<p>Pirro, che ha avuto l’opportunità di testare la GP20 a Misano già a fine giugno, si sta assumendo la grande responsabilità di spianare la strada ai piloti Ducati in vista del doppio appuntamento di casa per il costruttore emiliano. Il Gran Premio Lenovo di San Marino e della Riviera di Rimini si terrà dall’11 al 13 settembre e una settimana dopo sarà il momento di assistere al Gran Premio dell’Emilia Romagna e della Riviera di Rimini.</p>
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<p>Ducati, KTM e Aprilia si stanno già preparando per fare la differenza, non ci resta che aspettare per assistere ad altri due appuntamenti epici!</p>
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		<title>Marc Marquez rimarrà fuori dalle corse per un paio di mesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2020 15:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Honda HRC]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez si era fratturato l&#8217;omero nello scorso Gran Premio di Spagna sul tracciato di Jerez, intitolato ad Angel Nieto. Il Campione del Mondo era stato operato il giorno dopo e aveva saltato la gara, ma era pronto a rientrare in sella alla sua Honda RC213V sette giorni dopo, tentando un gesto eroico, quasi disumano. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
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<p><strong>Marc Marquez</strong> si era fratturato l&#8217;omero nello scorso Gran Premio di Spagna sul tracciato di Jerez, intitolato ad Angel Nieto. Il Campione del Mondo era stato operato il giorno dopo e aveva saltato la gara, ma era pronto a rientrare in sella alla sua Honda <a href="http://www.google.it" target="_blank" rel="noopener">RC213V</a> sette giorni dopo, tentando un gesto eroico, quasi disumano.</p>
<p>Ma il pilota di Cervera ha dovuto fare i conti con i forti dolori al braccio, rinunciando alla gara e rimediano una <a href="https://www.giornalemotori.com/2020/08/03/motogp-marquez-operato-per-la-seconda-volta/">seconda operazione al braccio</a> dopo che la placca inserita nel primo intervento si è rotta.</p>
<p>Dopo il secondo interventi, sembrava che Marquez fosse pronto per rientrare in pista a <strong>Misano</strong>, ma alla viglia del <strong>Gran Premio della Stiria</strong>, che si disputa sul Red Bull Ring, la Honda HRC ha fatto sapere che MM99 non sarà pronto per Misano e che utilizzerà le prossime settimane per recuperare al 100% dopo l&#8217;infortunio.</p>
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<p>Nel comunicato viene riportato: <em>“Il Campione del mondo del MotoGP insieme alla HRC, hanno consultato e confrontato le opinioni di alcuni specialisti in merito alla lesione riportata da Marc all’omero destro il 19 luglio al Gran Premio di Spagna. Di conseguenza, tutte le parti hanno deciso di modificare il processo di recupero preventivato. L’obiettivo sia di Marquez che del Repsol Honda Team è quello di tornare nelle fila del Campionato del mondo quando il braccio di Marc sarà completamente guarito dalla grave lesione avvenuta a Jerez. Si stima che ci vorranno dai due ai tre mesi prima che Marc possa tornare in sella alla <strong>RC213V</strong>. HRC non ha fissato un Gran Premio per il ritorno del campione del mondo in carica e continuerà a valutare l’evoluzione del suo recupero”. </em></p>
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<p>Alberto Puig, team manager: <em>“Si è parlato molto del recupero di Marc e delle varie scadenze ma dal primo giorno dopo la seconda operazione abbiamo detto che l’unico obiettivo che esiste è che sia al cento per cento. Non vogliamo metterci fretta. Una volta che Marc sarà in grado di tornare e di competere al livello al livello a cui è abituato, allora penseremo al prossimo obiettivo”.</em></p>
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		<title>Qualifiche MotoGP: Espargaro ottiene la pole. Nakagami ottimo secondo posto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2020 14:18:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Premio della Stiria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sabato del Gran Premio della Stiria non poteva andare meglio per Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) e per la KTM che insieme girano sul 1’23”580 assicurandosi la partenza dalla prima casella dello schieramento del Red Bull Ring. Sia per il pilota che per il costruttore, si tratta della prima pole position in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sabato del <a href="https://www.giornalemotori.com/2020/08/21/motogp-espargaro-il-piu-veloce-nelle-libere-del-gran-premio-della-stiria/">Gran Premio della Stiria</a> non poteva andare meglio per Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) e per la KTM che insieme girano sul 1’23”580 assicurandosi la partenza dalla prima casella dello schieramento del Red Bull Ring. Sia per il pilota che per il costruttore, si tratta della prima pole position in classe regina. La qualifica non è speciale solo per il binomio austro-spagnolo, ma anche per la struttura di Lucio Cecchinello che vede Takaaki Nakagami (<a href="https://www.lcr.mc/" target="_blank" rel="noopener">LCR Honda Idemitsu</a>) firmare il secondo tempo, con un distacco di appena 22 millesimi dal capolista. Taka è il primo pilota giapponese a piazzarsi in prima fila dal 2006 quando Shinya Nakano firmò il secondo posto in Australia. Chiude la prima fila Johann Zarco (Esponsorama Racing) che, nonostante questo, dovrà scattare dalla pit lane per scontare una penalità quindi tutti i piloti che lo seguono guadagneranno una posizione al via.</p>
<p>Anche in questa gara, non sarà da sottovalutare Joan Mir (Suzuki Ecstar) che registra il quarto miglior tempo, piazzandosi a meno di un decimo dalla vetta, ma lo vedremo partire dalla prima fila vista la retrocessione del francese. Quinto in qualifica Jack Miller (Pramac Racing) che, dopo la caduta fatta in FP3, rinuncia alla FP4 e affronta la sessione lottando contro il forte dolore alla spalla. Sesto crono per il poleman di una settimana fa, Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) che scatterà però dalla quinta piazza.</p>
<p>Settimo nella classifica dei tempi, Alex Rins (Suzuki Ecstar) seguito da Miguel Oliveira (Red Bull KTM Tech 3) e dal vincitore della gara di domenica scorsa, Andrea Dovizioso (Ducati Team). Chiude la top 10 il leader della classifica generale Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) piazzandosi davanti al suo compagno di squadra Franco Morbidelli mentre Danilo Petrucci, passato per il Q1, firma il 12° tempo anche se scatterà dall’11° casella.</p>
<p>Peccato per Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) che resta bloccato in Q1 a causa di una caduta fatta alla curva 9 negli ultimi istanti disponibili per assicurarsi il passaggio alla Q2. Il Dottore scatterà dalla 12° casella alle spalle di Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) e di Iker Lecuona (Red Bull KTM Tech 3).</p>
<p>I primi 10 qualificati:<br />
1. Pol Espargaro &#8211; (Red Bull KTM Factory Racing) – 1:23.580<br />
2. Takaaki Nakagami &#8211; (LCR Honda Idemitsu) + 0.022<br />
3. Johann Zarco &#8211; (Esponsorama Racing) + 0.052<br />
4. Joan Mir &#8211; (Team Suzuki Ecstar) + 0.098<br />
5. Jack Miller &#8211; (Pramac Racing) + 0.120<br />
6. Maverick Viñales &#8211; (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.198<br />
7. Alex Rins &#8211; (Team Suzuki Ecstar) + 0.202<br />
8. Miguel Oliveira &#8211; (Red Bull KTM Tech 3) + 0.217<br />
9. Andrea Dovizioso &#8211; (Ducati Team) + 0.269<br />
10. Fabio Quartararo &#8211; (Petronas Yamaha SRT) + 0.286</p>
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		<title>Bradl al posto di Marquez anche al Gp della Stiria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2020 09:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[GP Stiria]]></category>
		<category><![CDATA[Honda HRC Repsol]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stefan Bradl, collaudatore della Honda HRC, sostituirà Marc Marquez anche per il prossimo Gran Premio della Stiria. Il pilota tedesco aveva sostituito il Campione del Mondo, che si era infortunato alla spalla, sia a Brno che nell&#8217;ultima gara in Austria. Il tedesco è arrivato 17° al termine della prima gara al Red Bull Ring prendendo la bandiera a scacchi a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stefan Bradl, collaudatore della Honda HRC, sostituirà Marc Marquez anche per il prossimo Gran Premio della Stiria. Il pilota tedesco aveva sostituito il Campione del Mondo, che si era infortunato alla spalla, sia a Brno che nell&#8217;ultima gara in Austria.</p>
<p>Il tedesco è arrivato 17° al termine della prima gara al Red Bull Ring prendendo la bandiera a scacchi a poco più di un decimo di distacco dal suo compagno di marca Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol), arrivato 15° al traguardo. L’ex campione del mondo in Moto2 continuerà il suo lavoro al Red Bull Ring anche il prossimo venerdì, 21 agosto, quando tutti i piloti scenderanno in pista alle 09:55 per le FP1.</p>
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<p><em>“È stato un fine settimana difficile per noi, non abbiamo avuto la velocità di cui avevamo bisogno ma abbiamo comunque testato molti pezzi &#8211; </em>spiega Bradlall’ufficio stampa del Repsol Honda Team<em> &#8211; Questo ha limitato il nostro tempo per la preparazione in vista della gara, quindi non eravamo così competitivi come avremmo potuto. In ogni caso, abbiamo imparato molto da questo fine settimana e vedremo cosa succederà il prossimo, quando potrò di nuovo correre per il Repsol Honda Team”. </em></p>
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<p><em>“Ora è il momento di sedersi e analizzare i dati. Spero che Morbidelli e tutti gli altri piloti che sono caduti in gara stiano bene. Sono arrivato alla curva dell’incidente poco dopo e c’erano molti pezzi che volavano dappertutto. È stato un momento davvero spaventoso. Non ho visto l’incidente ma vedere le moto distrutte in quel modo genera sempre grande preoccupazione”. </em></p>
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		<title>Danilo Petrucci: “Questo campionato sarà una sorpresa per tutti”</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2020/04/02/danilo-petrucci-questo-campionato-sara-una-sorpresa-per-tutti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=danilo-petrucci-questo-campionato-sara-una-sorpresa-per-tutti</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 13:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[danilo petrucci]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre continua l’attesa per l’inizio del Campionato MotoGP 2020, il pilota del Ducati Team ha svelato in questa intervista come sta trascorrendo le sue giornate e cosa si aspetta dalla nuova stagione La stagione MotoGP 2020 per il Ducati Team sarebbe dovuta iniziare circa un mese fa in Qatar, dove poche settimane prima si erano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre continua l’attesa per l’inizio del Campionato MotoGP 2020, il pilota del Ducati Team ha svelato in questa intervista come sta trascorrendo le sue giornate e cosa si aspetta dalla nuova stagione</p>
<p>La stagione MotoGP 2020 per il Ducati Team sarebbe dovuta iniziare circa un mese fa in Qatar, dove poche settimane prima si erano conclusi gli ultimi test invernali precampionato. Purtroppo, nello stesso periodo l’emergenza Covid-19 ha fortemente colpito l’Europa, fermando non solo il mondo dello sport, ma anche interi paesi, tra cui l’Italia, uno degli stati maggiormente colpiti dal virus.</p>
<p>Per contrastarne la diffusione, il Governo Italiano ha imposto un periodo di isolamento obbligatorio e anche Danilo Petrucci lo sta, ovviamente, osservando nella sua casa di Terni: “Sicuramente stare così tanto tempo in casa e lontano dai nostri amici non è la situazione ideale. Ma al momento è l’unica soluzione che abbiamo per riuscire a risolvere insieme il problema. Stando a casa e seguendo le istruzioni del Governo possiamo realmente aiutarci a vicenda. La situazione è difficile, ma potrà migliorare solo se resisteremo”.</p>
<p>Il pilota del Ducati Team ha anche spiegato come sta trascorrendo questi giorni in casa: <em>“Sto cercando di utilizzare questo tempo per risolvere alcuni problemi fisici, tra cui quelli avuti alla spalla lo scorso anno a Valencia, ed ho anche alcuni problemi ad una gamba. Sto facendo fisioterapia in casa, allenamento leggero e mi sto concentrando anche sulla mia dieta”.</em></p>
<p>In questi giorni costretto in casa, Petrucci non ha modo di allenarsi in moto e ha dichiarato di sentire soprattutto la mancanza degli allenamenti di motocross insieme al compagno di squadra Andrea Dovizioso: “Sento Andrea molto spesso, ci mandiamo molti messaggi. In questo periodo mi manca soprattutto non poter fare motocross con lui e i nostri allenamenti insieme, anche perché in questo periodo non ho modo di girare con nessuna moto!”.</p>
<p>Per i piloti del Ducati Team, l’ultima volta in sella alle Desmosedici GP20 è stata più di un mese fa, in occasione degli ultimi test invernali dal 22 al 24 febbraio 2020 in Qatar: <em>“Sono stato molto soddisfatto dei test che abbiamo svolto a Losail. Penso di essere stato uno dei pochi piloti a compiere un’intera simulazione di gara percorrendo 22 giri. La moto è un’evoluzione di quella dello scorso anno, ma la grande differenza quest’anno sono le gomme. Abbiamo lavorato molto per cercare di adattare il setup della moto e lo stile di guida”.</em></p>
<p>Parlando invece del futuro, Petrucci ha dichiarato quali sono gli obiettivi per il 2020 e cosa si aspetta da questo campionato, ora che il calendario prevederà una parte molto intensa soprattutto sul finale di stagione: <em>“Questo è il mio secondo anno con il Ducati Team e ne sono molto fiero. Quest’anno vorrei poter migliorare la mia prestazione rispetto alla scorsa stagione. Nel 2019 ho ottenuto la mia prima vittoria in MotoGP e ho lottato per la terza posizione in classifica generale fino a due gare dal termine. Quest’anno vorrei poter rimanere in lotta per quel piazzamento per tutto il campionato. Sicuramente questa stagione sarà una sorpresa per tutti. Non siamo abituati a un programma così intenso! Avremo un calendario molto fitto, soprattutto negli ultimi mesi, quindi dovremo prepararci bene sia mentalmente che fisicamente e riposare ora finché ne abbiamo il tempo! Sinceramente, non vedo l’ora di affrontare questo calendario difficile!”.</em></p>
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		<title>Honda: eravamo pronti per la nuova stagione al contrario di Ducati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 12:34:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il team manager della Honda MotoGP Alberto Puig ha reagito alle affermazioni fatte dal boss della Ducati Gigi Dall&#8217;Igna secondo cui il ritardo nell&#8217;inizio della stagione andrà a beneficio di HRC e Marc Marquez. In una recente intervista con Sky Italia , Dall&#8217;Igna ha affrontato le potenziali implicazioni sportive della pausa indotta dal coronavirus, una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="ms-article_preview ms-mb"><span class="notranslate">Il team manager della Honda MotoGP Alberto Puig ha reagito alle affermazioni fatte dal boss della Ducati Gigi Dall&#8217;Igna secondo cui il ritardo nell&#8217;inizio della stagione andrà a beneficio di HRC e Marc Marquez.</span></p>
<div class="ms-article-content-wrapper ms-mtb">
<div class="ms-article-content">
<p><span class="notranslate"> In una recente intervista con <a href="https://www.sky.it/" target="_blank" rel="noopener"><em>Sky Italia</em></a> , Dall&#8217;Igna ha affrontato le potenziali implicazioni sportive della pausa indotta dal coronavirus, una volta iniziata la nuova stagione.</span></p>
<p><span class="notranslate"> Ha subito suggerito che <a href="https://www.giornalemotori.com/2020/03/16/ducati-marquez-e-honda-beneficeranno-della-partenza-ritardata-della-motogp/">i principali beneficiari del ritardo di un mese sarebbero stati la Honda e il campione del mondo Marquez</a> , dopo che lo spagnolo ha ammesso che un infortunio alla spalla stava ancora causando problemi durante i test pre-stagionali in Qatar.</span></p>
<p><span class="notranslate"> Puig, tuttavia, ha respinto tale affermazione, sottolineando il fatto che Honda è stata l&#8217;unica squadra a fornire i suoi documenti di omologazione del motore ai funzionari durante quell&#8217;ultimo test.</span></p>
<p><span class="notranslate"><em> &#8220;Quello che la Ducati avrebbe dovuto fare era prepararsi alla sfida che avrebbero dovuto affrontare in Qatar&#8221;</em>, ha detto Puig</span><em><span class="notranslate"> &#8220;Siamo stati gli unici a consegnare i disegni in tempo, quando richiesto. Da allora in poi, se c&#8217;è qualche sospetto che un produttore abbia fatto qualcosa di strano con il suo motore, è chiaro che non sarà la Honda.&#8221;</span></em></p>
<p><span class="notranslate"> La Honda è stata l&#8217;unica squadra a lasciare il personale in Qatar dopo il test, mentre la maggior parte del team Ducati è tornato in Italia.</span></p>
</div>
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		<title>Si lavora sul rinnovo di Petrucci in Ducati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 10:01:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[petrucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver ottenuto una proroga di un anno per il suo contratto con il marchio di Borgo Panigale dopo la vittoria del Mugello dell&#8217;anno scorso, Petrucci si stava preparando ad affrontare un&#8217;altra stagione cruciale per il suo futuro in casa Ducati. Ma il peggioramento della situazione COVID-19 in tutto il mondo ha messo in pausa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver ottenuto una proroga di un anno per il suo contratto con il marchio di Borgo Panigale dopo la vittoria del Mugello dell&#8217;anno scorso, Petrucci si stava preparando ad affrontare un&#8217;altra stagione cruciale per il suo futuro in casa Ducati.</p>
<p>Ma il peggioramento della situazione COVID-19 in tutto il mondo ha messo in pausa il motomondiale almeno fino al Gran Premio di Spagna di maggio a Jerez, anche se il direttore sportivo Ducati, Paolo Ciabatti, si aspetta che il ritardo sia ancora più lungo.</p>
<p>Le possibilità di Petrucci di essere ancora pilota Ducati assieme a Dovizioso sono aumentate quando la Yamaha ha annunciato Maverick Vinales e Fabio Quartararo per il 2020, ma l&#8217;italiano deve ancora fare i conti una concorrenza agguerrita del calibro di Jack Miller, suo compagno di squadra quando correva per il team Pramac.</p>
<p><em>&#8220;Non abbiamo ancora avviato colloqui di contratto con la Ducati, ma sicuramente lo avremmo fatto se il campionato fosse iniziato&#8221;,</em> ha detto Petrucci a Sky Italia.</p>
<p><em>&#8220;Tutto sarà rinviato a luglio e agosto, nella parte centrale del campionato per vedere meglio quali sono i risultati in pista. È chiaro che mi piacerebbe continuare a correre con la Ducati, sono stato con loro dal 2015 e ho sempre voluto essere nella posizione in cui mi trovo ora. So che ci sono molti piloti forti che vogliono la mia moto, ma l&#8217;obiettivo è di rimanere qui per molti anni. Il rinnovo è nelle mie mani, tutto dipende dai miei risultati, ma se non faccio abbastanza bene dovrò guardarmi intorno. &#8220;</em></p>
<p>La posizione di Petrucci potrebbe essere ulteriormente indebolita dal fatto che diverse gare in cui si è comportato bene negli ultimi anni potrebbero essere rinviate dalla pandemia.</p>
<p><em>&#8220;Non so a livello fisico come sarà avere così tante gare alla fine del campionato. A partire da Jerez, mi piacciono le piste che seguono; ho sempre fatto bene a Le Mans, Mugello, Barcellona e ad ​​Assen. È chiaro che non avremo una pausa estiva, vedremo climi che non abbiamo mai visto prima in Argentina, Stati Uniti e Valencia, ma nessuno sa come reagiremo&#8221;.</em></p>
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		<title>Ducati: Marquez e Honda beneficeranno della partenza ritardata della MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 21:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sia Marc Marquez che la Honda hanno il massimo da guadagnare da un&#8217;avvio di stagione ritardato indotto dal coronavirus, questo è il pensiero del direttore generale della Ducati Gigi Dall&#8217;Igna. Il peggioramento della pandemia di COVID-19 ha messo in pausa l&#8217;inizio della stagione 2020, con la gara di apertura in Qatar che ha visto correre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="notranslate">Sia Marc Marquez che la Honda hanno il massimo da guadagnare da un&#8217;avvio di stagione ritardato indotto dal coronavirus, questo è il pensiero del direttore generale della Ducati Gigi Dall&#8217;Igna.<br />
</span></p>
<p><span class="notranslate">Il peggioramento della pandemia di COVID-19 ha messo in pausa l&#8217;inizio della stagione 2020, con la gara di apertura </span><span class="notranslate">in Qatar che ha visto correre solamente Moto2 e Moto3 e i successivi tre round in Tailandia, Austin e Argentina che sono stati tutti rinviati a fine anno .</span></p>
<p><span class="notranslate"> Attualmente la stagione dovrebbe iniziare a Jerez all&#8217;inizio di maggio, anche se un inizio ancora più tardivo della stagione sembra probabile con il deteriorarsi della situazione in Europa.</span></p>
<p><span class="notranslate"> Il ritardo nella nuova stagione significa che Marquez ha più tempo per riprendersi dal suo infortunio alla spalla, lo spagnolo ha ammesso che gli stava ancora causando problemi nei test più recenti in Qatar, dando anche alla Honda tempo extra per affrontare i problemi che aveva con la sua moto 2020.</span></p>
<p><span class="notranslate"><em> &#8220;Penso che Marc Marquez ne trarrà beneficio perché è stato lui a dover recuperare fisicamente di più degli altri&#8221;</em>, ha dichiarato Dall&#8217;Igna durante un&#8217;intervista con Sky Italia.</span> <em><span class="notranslate"> &#8220;Con questi mesi di ulteriore preparazione sarà più pronto. Questo stop permette ai pochi team che avevano problemi di prestazioni e di affidabilità di interventire. </span><span class="notranslate">Mi riferisco di sicuro alla Honda, ma anche ad Aprilia, che ha migliorato abbastanza la moto, ma ha avuto alcuni problemi con l&#8217;affidabilità e sarà in grado di rimediare da questo punto di vista&#8221;.</span></em></p>
<p><span class="notranslate">L&#8217;annullamento della gara in Qatar è stato un duro colpo per la Ducati, che ha vinto le ultime due edizioni con Andrea Dovizioso, aiutato da un tracciato che riproduce i tradizionali punti di forza della Desmosedici, ovvero massima velocità e accelerazione.</span></p>
<p><span class="notranslate"> Se la gara di Losail si fosse regolarmente disputata, Dall&#8217;Igna pensa che sia Dovizioso che Danilo Petrucci sarebbero stati pronti per un&#8217;altra forte prestazione.</span></p>
<p><span class="notranslate"><em> &#8220;Dopo gli ultimi test, ero fiducioso&#8221;</em>, ha detto l&#8217;italiano.</span> <em><span class="notranslate"> &#8220;Dovizioso nella simulazione di gara con pneumatici usati, insieme a Petrucci, era andato bene. </span><span class="notranslate">Verso la fine i tempi erano un po &#8216;più alti, ma sono convinto che Andrea avrebbe potuto fare bene, come ha fatto negli ultimi due anni. </span><span class="notranslate">Ho visto anche un Danilo migliorato rispetto a Sepang. </span><span class="notranslate">Mi sarebbe piaciuto fare la gara del Qatar perché avremmo potuto fare bene&#8221;.</span></em></p>
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		<title>MotoGP: cancellato il Gran Premio del Qatar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2020 19:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FIM, IRTA e Dorna annunciano la cancellazione di tutte le sessioni e della gara del Grand Prix of Qatar per il MotoGP. Vista la diffusione del coronavirus, il Qatar ha aumentato le restrizioni per i viaggiatori che provengono dai paesi più colpiti dal virus, tra cui l’Italia. A partire da oggi, domenica 1 marzo 2020, tutti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
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<p>FIM, IRTA e Dorna annunciano la cancellazione di tutte le sessioni e della gara del Grand Prix of Qatar per il MotoGP.</p>
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<p>Vista la diffusione del coronavirus, il Qatar ha aumentato le restrizioni per i viaggiatori che provengono dai paesi più colpiti dal virus, tra cui l’Italia. A partire da oggi, domenica 1 marzo 2020, tutti i passeggeri diretti a Doha partiti dall’Italia o che sono stati nel nostro paese nelle ultime due settimane, verranno portati direttamente in quarantena per almeno 14 giorni. L’Italia gioca un ruolo fondamentale nel paddock del MotoGP ragione per cui, si è giunti a questa decisione.</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>Le squadre e i piloti della Moto2 e della Moto3 sono già in Qatar, dove oggi hanno concluso il Test Ufficiale al Losail International Circuit. Entrambe le categorie disputeranno regolarmente il Gran Premio che inizierà venerdì 6 marzo con la prima sessione di prove libere per poi concludersi domenica 8 marzo con la gara. Lo stesso avverrà con la Idemitsu Asia Talent Cup che vedrà i suoi piloti impegnati nelle prime due gare della Coppa, così come da programma.</p>
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		<item>
		<title>Vinales è il pilota di riferimento Yamaha</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Dec 2019 19:27:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo Esteban Garcia, capotecnico di Vinales, tra Fabio Quartararo e Maverick Vinales il pilota di riferimento per il casa di Iwata rimane il pilota spagnolo. La straordinaria stagione di Quartararo sul team satellite SRT Petronas Yamaha, è stata una delle trame principali della stagione 2019 di MotoGP, con il francese che è diventato il più [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Secondo Esteban Garcia, capotecnico di Vinales, tra Fabio Quartararo e Maverick Vinales il pilota di riferimento per il casa di Iwata rimane il pilota spagnolo.</p>



<p class="ms-article_preview ms-mb wp-block-paragraph"><span class="notranslate">La straordinaria stagione di Quartararo sul team satellite SRT Petronas Yamaha, è stata una delle trame principali della stagione 2019 di MotoGP, con il francese che è diventato il più giovane poleman di sempre oltre che ad essere costantemente nelle posizioni di rilievo a fine gara.</span></p>



<p class="ms-article_preview ms-mb wp-block-paragraph">Ma mentre Quartararo non è riuscito ad ottenere alcun successo nella sua stagione da rookie, le due uniche due affermazioni 2019 della Yamaha portano la firma di Vinales che si è imposto ad <a href="https://www.giornalemotori.com/2019/06/30/motogp-vinales-porta-in-alto-la-yamaha-ad-assen/">Assen</a> e Sepang, terminando terzo nella classifica piloti, ovvero due posizioni più avanti di Quartararo e ben quattro davanti al compagno di box, <a href="https://www.giornalemotori.com/2019/12/24/valentino-rossi-dobbiamo-essere-competitivi-nel-2020-se-voglio-continuare-in-motogp/">Valentino Rossi</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla domanda se Quartararo fosse diventato il punto di riferimento per i piloti Yamaha nel 2019, Garcia ha ammesso: <em>&#8220;L&#8217;ho sentito dire molte volte che Fabio è veloce e che gli altri devono spingere come dannati per stargli dietro. Ma non è un campanello d&#8217;allarme. </em><em>Siamo stati il ​​punto di riferimento perché siamo quelli che hanno vinto il maggior numero di gare. Ci siamo concentrati sui nostri problemi e su come migliorare. È vero che quando hai piloti come Rossi, Franco Morbidelli o Quartararo intorno, ti confronti sempre e cerchi di vedere cosa stanno facendo meglio di te.&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Garcia ha sostituito Ramon Forcada come parte di un rinnovamento dello staff tecnico per Vinales nella precedente stagione, e il team manager Lin Jarvis crede che questo abbia giocato un ruolo più importante nel miglioramento dello spagnolo rispetto alla motivazione aggiunta derivante dall&#8217;ascesa di Quartararo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Abbiamo apportato queste modifiche lo scorso inverno con il suo staff tecnico. Maverick è qualcuno che ha bisogno di sentirsi a casa, ha bisogno di sentire che tutti lavorano per lui. </em><em>Quindi penso che questo sia stato il motivo principale per cui i suoi risultati sono migliorati &#8220;</em>, ha detto Jarvis.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“In passato aveva un grande capo tecnico con Ramon Forcada, e poi Wilco Zeelenberg era anche il suo analista delle prestazioni. Entrambi ragazzi fantastici, ragazzi molto capaci ma non c&#8217;era quella sensazione di gruppo super forte e penso che sia stato lo stimolo principale. Detto questo, penso all&#8217;inizio della stagione quando Maverick stava lottando con alcune cose, quindi sicuramente il fatto che Quartararo fosse lì, davanti a lui, divenne una frustrazione e divenne una forza trainante per lui. A volte tornava e diceva &#8216;non è possibile, devo essere la Yamaha più veloce&#8217;. Quindi penso che lo abbia spronato, ma non è il pilota principale. &#8220;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Garcia, da parte sua, ha indicato di aver sentito che Vinales aveva già un forte ritmo all&#8217;inizio della stagione e quindi non aveva bisogno di ulteriori motivazioni da parte di Quartararo.</p>



<p class="ms-article_preview ms-mb wp-block-paragraph"><em>“Nella prima gara eravamo in pole e Quartararo non era ancora lì. In Argentina abbiamo avuto la capacità di lottare per la vittoria, ma abbiamo avuto problemi in gara e siamo stati portati fuori all&#8217;ultimo giro da Morbidelli. Ad Austin potevamo lottare per la vittoria se non rimediavamo un Drive-Through, poichè avevamo un ritmo migliore rispetto alla Suzuki di Alex Rins che ha vinto. Poi è arrivato Jerez, una pista che a Maverick non piace, eppure abbiamo finito a podio. Da quel momento in poi abbiamo iniziato a risolvere il problema con le partenze. A Le Mans abbiamo lottato in condizioni contrastanti nel Q2, poi siamo stati portati fuori da Francesco Bagnaia durante il recupero in gara. </em><em>A Barcellona siamo stati nuovamente eliminati da Jorge Lorenzo e ad Assen abbiamo vinto. Prima di questa vittoria non vedevamo il potenziale che avevamo, perchè abbiamo avuto molta sfortuna.&#8221;</em><span class="notranslate"><br></span></p>
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		<title>Valentino Rossi: &#8220;Dobbiamo essere competitivi nel 2020 se voglio continuare in MotoGP&#8221;</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/12/24/valentino-rossi-dobbiamo-essere-competitivi-nel-2020-se-voglio-continuare-in-motogp/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=valentino-rossi-dobbiamo-essere-competitivi-nel-2020-se-voglio-continuare-in-motogp</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2019 11:23:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valentino Rossi afferma che è meglio non rinnovare il suo contratto con la Yamaha MotoGP a meno che i suoi risultati non migliorino nella prima parte della stagione 2020. Rossi ha affrontato ad una seconda metà della stagione 2019 abbastanza difficile, venendo regolarmente surclassato dal suo compagno di team Maverick Vinales e dalla Yamaha clienti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="notranslate">Valentino Rossi afferma che è meglio non rinnovare il suo contratto con la Yamaha MotoGP a meno che i suoi risultati non migliorino nella prima parte della stagione 2020.</span></p>
<p><span class="notranslate"> Rossi ha affrontato ad una seconda metà della stagione 2019 abbastanza difficile, venendo regolarmente surclassato dal suo compagno di team Maverick Vinales e dalla Yamaha clienti di Fabio Quartaro e chiudendo settimo in classifica iridata, ovvero il suo peggior piazzamento dalla sua prima stagione con la Ducati nel 2011.<br />
</span></p>
<p><span class="notranslate"> L&#8217;italiano, che compirà 41 anni a febbraio, è sotto contratto per il 2020 e ammete che dovrà fare una scelta sull&#8217;opportunità di prolungare il suo rapporto con Yamaha.</span></p>
<p><span class="notranslate"> Parlando alla 12 Ore del Golfo di Abu Dhabi, dove è arrivato terzo in una Ferrari 488 GT3 preparata da Kessel Racing insieme al fratellastro Luca Marini e al socio di lunga data Uccio Salucci, Rossi ha riconosciuto che i risultati in pista devono migliorare per poter proseguire in MotoGP.<br />
</span></p>
<p><em><span class="notranslate"> &#8220;Il prossimo anno sarà cruciale&#8221;, </span></em><span class="notranslate">ha detto.</span> <em><span class="notranslate">&#8220;Alla fine del 2020 il mio contratto termina, quindi sfortunatamente dovrò decidere presto cosa fare, se continuare o no. </span><span class="notranslate">Logicamente, la decisione di continuare o meno dipenderà molto dai risultati. </span><span class="notranslate">Abbiamo apportato modifiche al team, quindi vedremo se siamo in grado di essere più competitivi e più veloci. </span><span class="notranslate">Per rinnovare dobbiamo essere più forti di quanto lo siamo stati quest&#8217;anno. Se non lo siamo, meglio non rinnovare.&#8221;</span></em></p>
<p><span class="notranslate">Un fattore che potrebbe influire sulla decisione di Rossi è se il suo ex compagno di squadra, Jorge Lorenzo, diventasse collaudatore Yamaha dopo aver terminato la sua carriera da pilota.<br />
</span></p>
<p><span class="notranslate"> Si pensa che lo spagnolo sia stato fatto un&#8217;offerta dalla Yamaha a seguito della scissione del marchio con il precedente collaudatore Jonas Folger.</span></p>
<p><span class="notranslate"><em> &#8220;Se tornasse sulla M1 sarebbe forte&#8221;</em>, ha detto Rossi sulla possibilità che Lorenzo si unisca alla Yamaha durante il weekend del GP di Valencia.</span></p>
<p><em><span class="notranslate"> &#8220;Il problema è che vuole molti soldi e per Yamaha è un po &#8216;difficile! </span><span class="notranslate">Mi piacerebbe avere Lorenzo come tester perché è un pilota molto veloce e potrebbe aiutarci.&#8221;</span></em></p>
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		<title>L&#8217;arrivo di Rivola ha cambiato l&#8217;Aprilia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2019 11:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
		<category><![CDATA[rivola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aleix Espargaro afferma che l&#8217;ex direttore sportivo della Ferrari di Formula 1 Massimo Rivola ha cambiato l&#8217;immagine del team Aprilia MotoGP, in difficoltà dal suo arrivo. Rivola ha trascorso 20 anni in F1, lavorando con Minardi prima di trasferirsi in Toro Rosso e poi alla Ferrari come direttore sportivo nel &#8217;09, dove ha poi contribuito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="ms-article_preview ms-mb"><span class="notranslate">Aleix Espargaro afferma che l&#8217;ex direttore sportivo della Ferrari di Formula 1 Massimo Rivola ha cambiato l&#8217;immagine del team Aprilia MotoGP, in difficoltà dal suo arrivo.</span></p>
<div class="ms-article-content-wrapper ms-mtb">
<div class="ms-article-content">
<p><span class="notranslate"> Rivola ha trascorso 20 anni in F1, lavorando con Minardi prima di trasferirsi in Toro Rosso e poi alla Ferrari come direttore sportivo nel &#8217;09, dove ha poi contribuito alla crescita della stella Charles Leclerc nella Ferrari Driver Accademy.<br />
</span></p>
<p><span class="notranslate"> È entrato in Aprilia come CEO all&#8217;inizio del 2019, ed Espargaro che ha notato che Rivola ha reso la squadra molto più seria anche se non è stato in grado di fare tutto ciò che voleva nel suo primo anno.</span></p>
<p><span class="notranslate"><em> &#8220;Penso che Massimo non sia stato in grado di fare tutto ciò che voleva, perché quando arrivi in ​​un posto nuovo devi capire prima come funziona&#8221;</em>, ha detto Espargaro.</span></p>
<p><em><span class="notranslate"> “Per una persona intelligente come Massimo, ascoltano molto, aspettano e sono pazienti.</span> <span class="notranslate"> Quindi, questo richiede più tempo.</span> <span class="notranslate"> Ma il modo in cui è arrivato e l&#8217;impatto della prima stagione, sono molto contento.</span> <span class="notranslate"> La squadra è molto più seria, il box è 10 volte più professionale rispetto alle altre stagioni.</span></em></p>
<p><em><span class="notranslate"> “L&#8217;immagine del team è cambiata e stiamo cercando di cambiare anche la competitività della moto e quindi i risultati in pista. Ma arriveranno anche questi perché quest&#8217;anno in Aprilia in due mesi sono arrivati ​​più ingegneri che negli ultimi 10 anni.&#8221;</span></em></p>
<p><span class="notranslate"> Commentando ciò che Rivola ha portato dalla F1 ad Aprilia in termini di metodo di lavoro, Espargaro ha sottolineato l&#8217;introduzione delle radio nel casco durante il test di Jerez  per consentirgli di parlare con tutti i suoi ingegneri.</span></p>
<p><em><span class="notranslate"> &#8220;Abbiamo provato un paio di cose provenienti dalla F1&#8221;,</span></em><span class="notranslate"> ha aggiunto il pilota spagnolo.</span> <em><span class="notranslate">“Penso che siano molto meglio organizzati di noi.</span> <span class="notranslate"> In termini di comunicazione stiamo provando molte cose in questo test con le radio nel mio casco per fornire migliori informazioni agli ingegneri quando arrivo ai box.</span> <span class="notranslate"> Stiamo provando idee diverse che sono più che benvenute.</span></em></p>
<p><em><span class="notranslate"> “All&#8217;interno del box stiamo usando le radio ma n</span><span class="notranslate">on in moto poichè è vietato</span><span class="notranslate">.</span> <span class="notranslate"> Ma nel box puoi farlo e se abbiamo 10 ingegneri attorno a noi, non tutti possono ascoltare quello che sto dicendo, è impossibile. Ma ora possono ascoltare appieno quello che sto dicendo e in queso modo possono iniziare a lavorare immediatamente. Anche se sono piccoli dettagli, sono i benvenuti perchè renderanno la vita più facile agli ingegneri.&#8221;</span></em><span class="notranslate"><br />
</span></p>
<h5><em>Foto: Giornalemotori (Mazzocco-Bellanca)</em></h5>
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		<title>Zarco con la Ducati del team Reale Avintia Racing nel 2020</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/12/11/zarco-con-la-ducati-del-team-reale-avintia-racing-nel-2020/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=zarco-con-la-ducati-del-team-reale-avintia-racing-nel-2020</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 00:05:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Johann Zarco]]></category>
		<category><![CDATA[zarco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mancava solo l’ufficialità ed eccola arrivata. Johann Zarco torna in pista nel 2020 avendo trovato un accordo col Reale Avintia Racing dopo settimane di trattative. Lo annuncia lo stesso pilota con un post su Instagram. Il due volte campione del mondo in Moto2 ha fatto parlare molto di sé nel corso del 2019 fin dall’inizio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mancava solo l’ufficialità ed eccola arrivata. Johann Zarco torna in pista nel 2020 avendo trovato un accordo col Reale Avintia Racing dopo settimane di trattative. Lo annuncia lo stesso pilota con un post su Instagram.</p>
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<p>Il due volte campione del mondo in Moto2 ha fatto parlare molto di sé nel corso del 2019 fin dall’inizio della stagione iniziata da pilota ufficiale col Red Bull KTM Factory Racing, un’esperienza più complicata del previsto per la quale ha chiesto la riduzione del contratto a fine anno. A partire dal Gran Premio di Aragon, la casa austriaca ha deciso di dare al collaudatore Mika Kallio la moto del francese. A quel punto, Zarco continuava ad essere pilota KTM ma senza la possibilità di disputare le ultime gare del campionato con la casa di Mattighofen.</p>
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<p>L’assenza di Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu) è un’occasione d’oro per il francese che viene scelto per disputare gli ultimi tre Gran Premi della stagione grazie al via libera ricevuto dal manager della scuderia, Pit Beirer.</p>
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<p>A Valencia, ultimo appuntamento dell’anno, Jorge Lorenzo annuncia il suo ritiro e il francese spera di poterlo sostituire. Per tutto il fine settimana si specula su chi sarà il prescelto per sostituire il cinque volte campione del mondo nel Repsol Honda Team. Alla vigilia dei primi test invernali al Circuit Ricardo Tormo viene annunciato l’ingaggio di Alex Marquez, il campione del mondo in Moto2, al fianco di Marc Marquez.</p>
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<p>A quel punto, le voci del paddock vedevano Zarco ad un bivio: trattare col Reale Avintia Racing restando in classe regina, oppure prendere il posto del neo promosso Alex Marquez in Moto2 nel EG 0,0 Marc VDS. Dopo alcuni giorni di calma apparente, la squadra belga annuncia l’arrivo di Augusto Fernandez che, a sua volta, rescinde il contratto col FlexBox HP 40. Negli stessi giorni Karel Abraham annuncia la sua assenza in vista del 2020 con un post sui social. Quest’ultima notizia è stata quella decisiva per il Reale Avintia Racing che, poche settimane dopo, annuncia l’arrivo del francese nel proprio box.</p>
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<p>Zarco ha corso nella massima categoria con tre costruttori diversi: nel 2017 debutta col Monster Yamaha Tech 3, per poi passare al Red Bull KTM Factory Racing ed infine con la Honda del LCR Idemitsu. Nel 2020 il francese salirà in sella alla Ducati Desmosedici GP del Reale Avintia Racing.</p>
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		<title>Casey Stoner svela i suoi problemi di salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2019 01:06:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Stoner]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presentatore australiano e commentatore delle gare motociclistiche, Greg Rust, ha ospitato numerosi piloti nei suoi podcast Rusty’s Garage come Troy Bayliss, Jonathan Rea e Mick Doohan. In una delle recenti puntate ha intervistato il due volte campione del mondo in MotoGP Casey Stoner. In un’intervista pubblicata in due parti, il leggendario pilota australiano parla della sua mentalità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
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<p>Il presentatore australiano e commentatore delle gare motociclistiche, Greg Rust, ha ospitato numerosi piloti nei suoi podcast Rusty’s Garage come Troy Bayliss, Jonathan Rea e Mick Doohan. In una delle recenti puntate ha intervistato il due volte campione del mondo in MotoGP Casey Stoner. In un’intervista pubblicata in due parti, il leggendario pilota australiano parla della sua mentalità nell’affrontare rivali come Valentino Rossi e del suo ritiro dalle competizioni. Oltre all’aspetto agonistico, Stoner svela i suoi problemi di salute dicendo che si sta battendo contro la fatica cronica.</p>
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<p>Senza troppi giri di parole, Stoner confessa a Greg Rust: <em>“Ho avuto dei problemi di salute in questi ultimi anni”</em> aggiungendo di essere impegnato a lottare anche con la memoria. <em>“Non ricordo una passione o un’emozione”</em> precisa a riguardo. L’australiano torna a parlare delle difficoltà affrontate nel 2009 quando gli venne diagnosticata un’intolleranza al lattosio. <em>“Quell’anno avevo grandi difficoltà, vomitavo dopo ogni gara e fisicamente faticavo molto. Non avevo idea del motivo, sono stato dal dottore un sacco di volte per cercare di capire che cosa mi stesse succedendo”.</em></p>
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<p>Stoner svela un&#8217;altra problematica: <em>“Soffro di stanchezza cronica e non è un bene. Ne sono soggetto da agosto dell’anno scorso. Ho notato qualcosa di strano giocando a golf perché mi risultava sempre più difficile fisicamente. Ho provato a prendere diverse medicine per affrontare la situazione al meglio”.</em></p>
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<p>La stanchezza ha colpito pesantemente Stoner che, dopo aver vinto due titoli mondiali, fatica a coltivare alcuni dei suoi hobby: <em>“Non salgo su un kart da più di un anno, non ho la forza per farlo. Se lo facessi per una sola volta avrei poi bisogno di stare una settimana sul divano per recuperare”.</em></p>
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<p>L’ultima volta che Stoner ha guidato una MotoGP è stato in occasione del test a Sepang nel 2018, come lui stesso ricorda. <em>“La prima volta che sono tornato in sella per la prima volta dopo i test dell’anno scorso, è stato un paio di settimane fa per un evento di Alpinestar negli Stati Uniti </em>&#8211; racconta l’australiano &#8211;<em> Abbiamo fatto qualche giro con i ragazzi. Non abbiamo spinto ma per me è stato già abbastanza”.</em></p>
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		<title>MotoGP: Vinales chiude al comando la seconda giornata di test ad Jerez</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/11/26/motogp-vinales-chiude-al-comando-la-seconda-giornata-di-test-ad-jerez/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-vinales-chiude-al-comando-la-seconda-giornata-di-test-ad-jerez</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 17:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Test Jerez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lavoro in pista si è concluso per questo 2019. Dopo due giorni trascorsi a Valencia e gli ultimi due al Circuito de Jerez &#8211; Angel Nieto, è arrivato il momento in cui gli ingegneri si mettono al lavoro per analizzare i dati raccolti dai piloti e dalle square per rendere le moto ancora più [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro in pista si è concluso per questo 2019. Dopo due giorni trascorsi a Valencia e gli ultimi due al Circuito de Jerez &#8211; Angel Nieto, è arrivato il momento in cui gli ingegneri si mettono al lavoro per analizzare i dati raccolti dai piloti e dalle square per rendere le moto ancora più veloci ed efficienti prima del prossimo test a Sepang dal 7 al 9 febbraio 2020. La seconda giornata sulla pista andalusa è stata accorciata dalla pioggia limitando il lavoro in pista.</p>
<p>Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) lascia la pista andalusa col miglior tempo nella classifica combinata dopo aver registrato il miglior crono da 1’37”131 seguito a più di sei decimi da Marc Marquez (Repsol Honda Team) e da Alex Rins (Team Suzuki Ecstar). Se la nazionalità dei primi tre piloti è la stessa, non lo sono le moto con cui partecipano al mondiale. Viñales conferma lo stato di grande forma dimostrato nelle ultime settimane del campionato e promuove gran parte delle prime novità del prototipo 2020 della M1. Marquez accoglie il fratello e campione del mondo della Moto2 Alex in squadra ma la sua attenzione è concentrata sul nuovo telaio. Nel box Suzuki invece si lavora sul motore 2020 e, dopo i primi due test, si possono già vedere dei risultati interessanti.</p>
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<p>Continua ad essere veloce il rookie del 2019, Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) che precede Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) per 74 millesimi. Già a partire dalla seconda metà di stagione lo spagnolo ha iniziato a consolidare la sua crescita in classe regina e si può già intuire che sarà tra i protagonisti nel 2020. Andrea Dovizioso (Ducati Team) è il primo pilota italiano e il primo rappresentante per la casa di Borgo Panigale. Il forlivese ha confermato le prime novità provate a Valencia. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) lascia la pista andalusa col settimo tempo piazzandosi davanti a Jack Miller (Pramac Racing) e a Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) mentre Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) chiude la top 10.</p>
<p>Anche a Jerez, Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha) continua a concentrarsi sullo sviluppo della M1 e sulle novità arrivate da Iwata. Le prime impressioni condivise dal pesarese anticipano una Yamaha più competitiva rispetto a quella vista nel 2019. Segue il nove volte iridato col 12° tempo, Danilo Petrucci (Ducati Team), impegnato a fare numerose comparative tra la moto del 2019 e il prototipo 2020.</p>
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<p>Si avvicina alla pausa natalizia con un miglior crono da 1’38”442 Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini) a 58 millesimi di vantaggio dal suo compagno di squadra Aleix Espargaro.</p>
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<p>Nell’ultima giornata in pista, Alex Marquez (Repsol Honda Team) è il rookie che percorre il maggior numero di giri, 36, e chiude il 17° tempo nella classifica combinata mentre i due esordienti su KTM lo seguono: Iker Lecuona (Red Bull KTM Tech 3) è 21° e Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) è 22° a 63 millesimi dal suo compagno di marca.</p>
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		<title>Test Jerez MotoGP: Vinales il più rapido nella prima giornata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 18:35:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Test Jerez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I piloti e le squadre della classe regina concludono la prima giornata di lavoro a Jerez. Le temperature in Andalusia sono più alte rispetto a quelle trovate a Valencia meno di una settimana fa ma intorno alla 15:20 sono cadute alcune gocce di pioggia ma senza compromettere il lavoro dei protagonisti. Maverick Viñales (Monster Energy [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
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<p>I piloti e le squadre della classe regina concludono la prima giornata di lavoro a Jerez. Le temperature in Andalusia sono più alte rispetto a quelle trovate a Valencia meno di una settimana fa ma intorno alla 15:20 sono cadute alcune gocce di pioggia ma senza compromettere il lavoro dei protagonisti.</p>
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<p>Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) chiude questo lunedì 25 novembre in testa alla classifica dei tempi con un miglior crono da 1’37”131 dopo aver concluso 68 giri, gli stessi registrati da Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT). Registra il terzo tempo di giornata Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) a otto decimi dal capolista, piazzandosi davanti al suo compagno di squadra Alex Rins (Team Suzuki Ecstar).</p>
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<p>Termina col quinto tempo Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT), il pilota più presente in pista avendo registrato 75 tornate. Marc Marquez (Repsol Honda Team) è sesto dopo essere caduto alle 13:20 alla curva 13. Lo spagnolo è stato accompagnato al centro medico ma non ha riportato conseguenze, è quindi tornato in pista per continuare a lavorare il suo lavoro di sviluppo. A 26 millesimi dal campione del mondo in carica si piazza Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) seguito da Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing), anche lui come Marquez, è caduto alla curva 7 ma senza nessuna conseguenza.</p>
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<p>Terminano la top 10 le due Desmosedici ufficiali di Danilo Petrucci e di Andrea Dovizioso (Ducati Team) mentre Jack Miller (Pramac Racing) è 11° ad appena 18 millesimi dal forlivese. Manca all’appello Pecco Bagnaia (Pramac Racing) a causa della frattura al polso sinistro.</p>
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<p>Seguono le due Aprilia, Aleix Espargaro precede il compagno di squadra Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini), 13°, dopo aver trascorso 49 giri. Ad otto millesimi dall’abruzzese si piazza Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) che ha trascorso la giornata lavorando sul prototipo 2020 della M1.</p>
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<p>Il pesarese è stato l’unico alfiere Yamaha a lavorare col forcellone in carbonio. La sorpresa di questa prima giornata a Jerez sono le Suzuki, entrambe nelle prime quattro posizioni a dimostrare la validità dei primi aggiornamenti apportati in vista del 2020.</p>
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<p>Il rookie della KTM, Iker Lecuona (Red Bull KTM Tech 3) cade alla curva 4, alle 15:00, viene esposta la bandiera rossa per assicurarsi che non ci siano residui d’olio in pista. Lo spagnolo riesce a tornare in pista e, così come aveva dimostrato a Valencia, dimostra anche a Jerez di avere un buon ritmo.</p>
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<p>Qualche ora di riposo e tutti i piloti e le loro squadre torneranno al lavoro per l’ultima giornata di test del 2019.</p>
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		<title>MotoGP, a Jerez l&#8217;ultimo test stagionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Nov 2019 00:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Valencia a Jerez per altre due giornate di lavoro in pista. I piloti e le squadre della massima categoria del mondiale si spostano in Andalusia per continuare a lavorare sulle prime novità introdotte in vista della stagione 2020. La Yamaha ha lasciato il Circuit Ricardo Tormo in testa alla classifica dei tempi con Maverick [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Valencia a Jerez per altre due giornate di lavoro in pista. I piloti e le squadre della massima categoria del mondiale si spostano in Andalusia per continuare a lavorare sulle prime novità introdotte in vista della stagione 2020. La Yamaha ha lasciato il Circuit Ricardo Tormo in testa alla classifica dei tempi con Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) che si è piazzato davanti ai due alfieri del Petronas Yamaha SRT, Fabio Quartararo e Franco Morbidelli. Tanto Viñales come Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) continueranno a lavorare sul prototipo 2020 già testato a Valencia.</p>
<p>Marc Marquez (Repsol Honda Team) a Valencia ha provato alcuni pezzi per la moto con cui cercherà di difendere il titolo il prossimo anno e a Jerez continuerà col lavoro già iniziato. Il suo nuovo compagno di squadra, il fratello Alex, sarà impegnato a familiarizzare sempre di più con la massima cilindrata per arrivare preparato alla sua stagione d’esordio in MotoGP.</p>
<p>a Ducati presentato il nuovo telaio a Valencia e, nel frattempo, cercano di trovare una risposta alle attuali difficoltà che i piloti hanno nella percorrenza di curva. Andrea Dovizioso (Ducati Team) si è detto soddisfatto del lavoro svolto col prototipo 2020 ma utilizzerà i due giorni a Jerez per raccogliere ancora più dati prima di volare al test di Sepang all’inizio del 2020. Il suo compagno di squadra Danilo Petrucci spererà recuperare in tempo per l’appuntamento andaluso visto che a Valencia non ha potuto girare a lungo visto il forte dolore alla spalla sinistra. In ogni caso, Jack Miller (Pramac Racing) darà il suo contributo per rendere la Desmosedici sempre più potente.</p>
<p>Insieme ad Alex Rins e a Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) ci sarà anche il pilota collaudatore Sylvain Guintoli per continuare a lavorare sul motore e sul telaio 2020 già testato dai due ufficiali a Valencia, così come ha spiegato il team manager Davide Brivio. Nel frattempo, Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) anticipa che a Jerez proverà alcuni articoli nuovi. Aprilia invece lavorerà principalmente sull’elettronica prima vi lavorare sul prototipo 2020 a Sepang.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Test MotoGP Valencia: Le Yamaha dettano il passo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 17:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[test valencia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) inaugura i test invernali con un importante colpo di cronometro registrato al Circuit Ricardo Tormo di Valencia che lo vede volare in testa alla classifica dei tempi girando sul 1’29”849. Le Yamaha monopolizzano le prime tre posizioni, infatti, seguono lo spagnolo i piloti del Petronas Yamaha SRT, Fabio Quartararo, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) inaugura i test invernali con un importante colpo di cronometro registrato al Circuit Ricardo Tormo di Valencia che lo vede volare in testa alla classifica dei tempi girando sul 1’29”849. Le Yamaha monopolizzano le prime tre posizioni, infatti, seguono lo spagnolo i piloti del Petronas Yamaha SRT, Fabio Quartararo, ad un decimo e mezzo, e Franco Morbidelli, a due e mezzo dal leader della giornata.</p>
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<p>Alex Marquez (Repsol Honda Team) è il pilota che conclude il maggior numero di giri, il rookie firma 79 tornate terminando la seconda giornata con la RC213V col 20° tempo. Ma, il migliore dei <em>rookie</em> è il valenciano Iker Lecuona (Red Bull KTM Tech3) che, con un totale di 57 giri, si piazza in 15° posizione con un miglior tempo da 1’32”515, mentre il suo nuovo compagno di marca, Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) è 22°.</p>
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<p>I piloti KTM sono stati i primi a scendere in pista. I due esordienti seguono Espargaro per alcuni giri. La stessa tecnica la usano i fratelli e compagni di squadra Marquez, ma in questo caso, è stato Marc a seguire Alex per osservare il suo stile di guida con una MotoGP.</p>
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<p>Per quanto riguarda Aprilia, la giornata non è stata delle più semplici. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) cade la mattina e poco più tardi, Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini) vede la sua moto andare in fiamme ma evitando il peggio. Lo spagnolo termina la giornata col 16° crono, mentre l’abruzzese è 19° dopo aver perso una parte della sessione per rimettere a posto la moto.</p>
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<p>Tra i primi a scendere in pista è il collaudatore di Honda Stefan Bradl (Honda Test Team) che dopo 54 tornare si piazza davanti The Maniac.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP test Valencia: Quartararo è leader della prima giornata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 18:32:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[test valencia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2020 del Campionato MotoGP inizia con i test ufficiali a Valencia. L’attenzione è focalizzata sulle novità introdotte dai diversi costruttori e dalle reazioni in pista dei rispettivi piloti. La giornata si conclude con tre Yamaha al comando della classifica dei tempi. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) è in testa registrando un crono da 1’30”163 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
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<p>Il 2020 del Campionato MotoGP inizia con i test ufficiali a Valencia. L’attenzione è focalizzata sulle novità introdotte dai diversi costruttori e dalle reazioni in pista dei rispettivi piloti. La giornata si conclude con tre Yamaha al comando della classifica dei tempi. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) è in testa registrando un crono da 1’30”163 dopo aver svolto 82 giri, è il pilota che trascorre più tempo in assoluto in pista. Il pilota di Nizza prova un nuovo forcellone in carbonio insieme a nuove parti del telaio e cade alla curva 10 alle 15:40 ma non si fa male e riesce a non perdere troppo tempo.</p>
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<p>Anche il suo compagno di squadra Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) prova le novità portate dalla casa di Iwata. Il pilota romano trascorre tutta la giornata nelle prime cinque posizioni concludendo col terzo tempo da 1’30”650.</p>
<p>Ad infilarsi tra i due piloti della squadra satellite è Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) ad un decimo e mezzo da Quartararo dopo aver concluso 66 tornate. Lo spagnolo trascorre gran parte della giornata in sella alla M1 2020. Per quanto riguarda Valentino Rossi, non dovrà lavorare solo sulle novità riguardanti la M1 ma anche sulla squadra visto che questo è il primo giorno col nuovo capotecnico, David Muñoz. Il Dottore completa una giornata consistente di lavoro col nono tempo. Tanto il pesarese come Viñales provano la Yamaha 2020 che presenta un nuovo <em>air box</em> e la terza generazione del motore 2020.</p>
<p>Per quanto riguarda Ducati, svolge i test con due piloti in meno: Pecco Bagnaia è tornato in Italia per recuperare dalla caduta fatta in FP3 e Danilo Petrucci che compie solo 10 giri perché il dolore alla spalla non gli permette di continuare il lavoro in pista non è assicurata la sua presenza per il mercoledì. Andrea Dovizioso è il quarto pilota più veloce in pista. La nuova moto presentata dalla casa di Borgo Panigale ha un telaio completamente nuovo che hanno provato sia Petrucci che Dovizioso. È una giornata produttiva quella del romagnolo che, oltre al nuovo telaio, familiarizza con nuove parti del motore e dell’elettronica. Jack Miller prova le novità concludendo 43 giri e piazzandosi nella top 10.</p>
<p>In questi ultimi giorni il Repsol Honda Team è stato al centro dell’attenzione. Giovedì Jorge Lorenzo annuncia il ritiro dalle competizioni e lunedì sera, prima di iniziare i test viene ufficializzato l’ingaggio di Alex Marquez per il 2020. La giornata dell’esordiente è iniziata con una caduta alla curva 10 dopo pochi minuti in pista ma il campione in carica della Moto2 riesce a tornare in pista nel pomeriggio concludendo 23 giri familiarizzando con la Honda 2019 del LCR. Marc Marquez cade alla curva 13 mentre provava la moto 2020 terminando il martedì col quinto tempo assoluto dopo aver riprovato le stesse novità già testate durante i test di Misano svolti a settembre. A finire a terra è anche il collaudatore Stefan Bradl che prova un telaio diverso rispetto a quello provato da Marc. Cal Crutchlow (LCR Honda CASTROL) è 11° dopo aver trascorso la giornata a provare la nuova moto.</p>
<p>Suzuki presenta un nuovo motore ed è nel pomeriggio che registra picchi di velocità. Joan Mir deve fare i conti con un problema tecnico che ha limitato i progressi dello spagnolo che termina comunque col sesto posto assoluto piazzandosi davanti al suo compagno di squadra Alex Rins per un decimo e mezzo. Entrambi i piloti Suzuki fanno un passo avanti nel corso della giornata e continueranno a lavorare sulle prime novità anche la seconda giornata di test.</p>
<p>Giornata positiva per la KTM, che si presenta con un telaio completamente nuovo, costruito in modo diverso ma conservando il tubolare in acciaio. Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) piazza così il quinto produttore nella top 8 dopo aver svolto 58 giri. Il suo nuovo compagno di squadra Brad Binder è 21°, il suo lavoro è mirato a familiarizzare con la MotoGP. Il collaudatore Dani Pedrosa è 17° mentre Mika Kallio non scende in pista. Iker Lecuona è sensazionale terminando il primo giorno di test col 13° tempo a meno di un secondo e mezzo dal leader della classifica dei tempi.</p>
<p>Non ci sono novità in casa Aprilia. Andrea Iannone è 14° a poco più di un secondo e mezzo dal più veloce della giornata mentre Aleix Espargaro è 16° e il collaudatore Bradley Smith 20° a due secondi da Quartararo. Il britannico è caduto alla curva 9 all’inizio della giornata e la sessione viene interrotta momentaneamente dalla bandiera rossa ma il pilota non ha riportato conseguenze.</p>
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		<item>
		<title>MotoGP: Alex Marquez al posto di Lorenzo in Honda HRC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2019 20:27:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alex Marquez, fratello del plurititolato Marc Marquez e vincitore del Titolo in Moto2, farà il suo debutto in MotoGP nella prossima stagione nel team Honda, prendendo il posto di Jorge Lorenzo e affiancando così il suo fratello maggiore. Il tre volte Campione del Mondo della MotoGP, Jorge Lorenzo, aveva annunciato il suo ritiro nella conferenza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alex Marquez, fratello del plurititolato Marc Marquez e vincitore del Titolo in Moto2, farà il suo debutto in MotoGP nella prossima stagione nel team Honda, prendendo il posto di Jorge Lorenzo e affiancando così il suo fratello maggiore.</p>
<p class="ms-article_preview ms-mb"><span class="notranslate">Il tre volte Campione del Mondo della MotoGP, Jorge Lorenzo, <a href="https://www.giornalemotori.com/2019/11/14/motogp-lorenzo-annuncia-il-ritiro/">aveva annunciato il suo ritiro</a> nella conferenza stampa di giovedi a Valencia con una rapida speculazione su chi avrebbe preso il suo posto. Inizialmente si era fatto il nome di Johann Zarco come possibile favorito, ma l&#8217;ipotesi di avere due fratelli nello stesso team, con Alex a fianco di Marc, era quella più plausibile e confermata da voci insistenti nel paddock di Valencia.</span></p>
<p>E così è stato, tanto che la Honda, prima dei test pre-campionato che andranno in scena domani, ha confermato che nel 2020 saranno i due Marquez a correre per la casa giapponese. E per la prima volta nella storia della MotoGP, troviamo due fratelli a competere fra di loro nella stessa classe. E nello stesso team.</p>
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<p>Ora gli aspetta la MotoGP e non sarà un&#8217;impresa facile la sua: dovrà scontrarsi prima di tutto col suo compagno di box che figura essere anche suo fratello&#8230;e i paragoni, soprattutto da parte dei media, non verranno di certo a mancare.</p>
<p>Spetta a lui a non montarsi la testa e a non affrettare le cose: il talento ce l&#8217;ha e deve solamente rimanere con i piedi per terra affinchè riesca ad esprimerlo al meglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MotoGP Valencia: Quartararo ancora in pole, Marquez secondo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2019 14:45:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[GP Valencia]]></category>
		<category><![CDATA[Qualifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Seconda pole position consecutiva, sesta nella sua stagione d’esordio. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) conferma ancora una volta di essere l’uomo da battere quando è il momento di conquistare la partenza dalla prima casella dello schieramento. Il rookie dell’anno fa segnare al cronometro un tempo da 1’29”978. Il pilota di Nizza ha la meglio su [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Seconda pole position consecutiva, sesta nella sua stagione d’esordio. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) conferma ancora una volta di essere l’uomo da battere quando è il momento di conquistare la partenza dalla prima casella dello schieramento. Il rookie dell’anno fa segnare al cronometro un tempo da 1’29”978. Il pilota di Nizza ha la meglio su Marc Marquez (Repsol Honda Team) per 32 millesimi, ma è molto veloce anche Jack Miller (Pramac Racing) ad un decimo dal capolista.</p>
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<p>Sono rappresentati tre costruttori in prima fila ed in sella a queste moto ci sono dei piloti molto spettacolari quando si tratta di battersi nel corpo a corpo. L’ultima gara della stagione ha tutti gli ingredienti per essere un appuntamento spettacolare.</p>
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<p>Cercheranno la rimonta i rivali come Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) che apre la seconda fila seguito dalla M1 di Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) e dalla Ducati ufficiale di Andrea Dovizioso (Ducati Team). A meno di sei decimi dal poleman si piazza Joan Mir che precede il suo compagno di squadra Alex Rins (Team Suzuki Ecstar). Cal Crutchlow (LCR Honda CASTROL) chiude la terza fila alle spalle dei due piloti Suzuki.</p>
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<p>Scatterà dalla decima casella Danilo Petrucci (Ducati Team) seguito da Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing), passato per il Q1 con Rins, mentre Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) è dodicesimo concludendo una complicata sessione di qualifica.</p>
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<p>In gara l’attenzione sarà concentrata sui titoli ancora in palio dove la Yamaha è impegnata su due fronti. Da un lato sono coinvolti i suoi quattro piloti visto che la casa di Iwata aspira a strappare la seconda posizione alla Ducati, al momento in vantaggio di un punto nella classifica costruttori. Dall’altro lato la sfida è centrata su chi sarà il pilota a chiudere il podio iridato e la sfida è tra Viñales e Rins dove il catalano del Monster Energy Yamaha MotoGP si trova con un vantaggio di sette punti sul suo connazionale.</p>
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		<title>MotoGP: Lorenzo annuncia il ritiro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 17:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[GP Valencia]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La decisione è presa. Quella di domenica sarà l’ultima gara di Jorge Lorenzo (Repsol Honda Team) in MotoGP. Il cinque volte campione del mondo comunica la sua decisione in un’emozionante conferenza stampa tenutasi al Circuit Ricardo Tormo di Valencia. Ad accompagnare il pilota maiorchino nel dare questo importante annuncio, c’era il CEO di Dorna Sports, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La decisione è presa. Quella di domenica sarà l’ultima gara di Jorge Lorenzo (Repsol Honda Team) in MotoGP. Il cinque volte campione del mondo comunica la sua decisione in un’emozionante conferenza stampa tenutasi al Circuit Ricardo Tormo di Valencia.</p>
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<p>Ad accompagnare il pilota maiorchino nel dare questo importante annuncio, c’era il CEO di Dorna Sports, Carmelo Ezpeleta. Lorenzo ha ringraziato tutti i presenti dicendo di essere <em>“Felice e orgoglioso”</em> vedendo tante persone.</p>
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<p><em>“Ho sempre pensato che ci siamo quattro giorni che, più di tutti gli altri, sono importanti nella carriera di un pilota: il primo è quando debutti, il secondo è quando vinci la prima gara, il terzo è quando vinci il mondiale e il quarto è quando si annunci il tuo ritiro”.</em></p>
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<p><em>“Come potete immaginare, questo giorno è arrivato per me e sono qui per annunciare che questa sarà la mia ultima gara in MotoGP e che dopo questa gara mi ritirerò come pilota professionista”</em> continua Lorenzo, prima che nasca un applauso spontaneo dai presenti alla conferenza stampa, affollata dai media, ma anche da molti colleghi e tecnici insieme a numerosi membri del paddock.</p>
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<p>Così lo spagnolo comunica il suo addio al mondo delle competizioni. Una scelta tutt’altro che facile da prendere ma, come spiega lo stesso Lorenzo ripercorrendo la sue esperienza nel mondo delle competizioni, iniziata all’età di tre anni. <em>“Quasi trent’anni di piena dedicazione a questo sport. Le persone che hanno lavorano con me sanno quanto sia perfezionista &#8211; puntualizza il maiorchino sottolineando che il suo perfezionismo è stato uno stimolo di “automotivazione”.</em></p>
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<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-87340" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/48035156208_2f1546645d_b-300x200.jpg" alt="48035156208 2f1546645d b" width="450" height="300" title="MotoGP: Lorenzo annuncia il ritiro 10" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/48035156208_2f1546645d_b-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/48035156208_2f1546645d_b-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/48035156208_2f1546645d_b-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/48035156208_2f1546645d_b.jpg 1024w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" />Lo ‘Spartano’ continua analizzando la difficile stagione affrontata con Honda e dove “Le lesioni sono arrivate molto presto giocando un ruolo importante” nel suo rendimento e influenzando i suoi risultati. <em>“Non riuscivo ad avere delle condizioni fisiche normali per poter essere veloce e competitivo”</em> commenta, ricordando inoltre, che non è mai arrivato a sentire la moto “naturale” per il suo stile di guida, ma nonostante questo <em>“Non ho mai perso la pazienza, in nessun momento”.</em></p>
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<p><em>“Quando ho iniziato a vedere la luce alla fine del tunnel, ho fatto una brutta caduta al Montmelo, e alcune settimane dopo un’altra persino peggiore ad Assen. Tutti sappiamo le conseguenze che ha comportato”</em> ricorda prima di ammettere che, è stato in quel momento che ha iniziato a pensare di smettere:<em> “Devo ammettere che mentre rotolavo sulla ghiaia, mi sono detto Che diavolo stai facendo qui? Ne vale veramente la pena? Questo deve finire”</em>. Una decisione del genere dev’essere presa col giusto tempo ed è quello che ha fatto Lorenzo, si è preso delle settimane per riflettere per essere assolutamente sicuro.</p>
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<p><em>“La verità è che dopo la caduta, la montagna è diventata molto più alta per me</em>&#8211; ammette, consapevole di non riuscire “A ritrovare la motivazione e la pazienza” per ribaltare la situazione<em>. “Tutti sapete che mi piace guidare, adoro la competizione, mi adoro questo sport però, soprattutto, amo vincere. Nel momento in cui mi sono reso conto che questo non era possibile o, almeno, non lo era nel breve periodo con Honda”.</em></p>
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<p><em>“In questa fase della mia carriera era impossibile per me trovare la motivazione</em> &#8211; confessa Lorenzo, prima di dimostrare la sua gratitudine a Honda. <em>“Devo dire che mi dispiace molto per Honda, soprattutto per Alberto (Puig) che mi ha offerto quest’opportunità</em>” precisa prima di ricordare uno degli incontri avuti col manager Honda per valutare il passaggio alla casa alata:<em> “Purtroppo, ho deluso Alberto e anche Takeo, Kuwata e Nomura San</em> &#8211; continua Jorge prima di sottolineare che il suo ritiro <em>“È la decisione migliore</em>” per lui e per la squadra perché <em>“Honda e Lorenzo non possono battersi per qualche punto. Tutti e due meritiamo di batterci per vincere”</em> puntualizza.</p>
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<p>Visibilmente emozionato nel tenere il suo discorso, Lorenzo dice si sentirsi<em> “Molto fortunato”</em> per i traguardi raggiunti e per aver avuto l’opportunità di <em>“battermi contro piloti incredibili che non hanno avuto tanto successo come me e alcuni invece sì che hanno potuto conquistare il campionato mondiale”.</em> <em>“Mi sentirò sempre molto fortunato per aver avuto quest’occasione</em>” commenta il maiorchino prima di ringraziare tutte le persone coinvolte nella sua carriera, a partire da Dorna e dal suo CEO, Carmelo Ezpeleta.</p>
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<p>Non manca un elogio ai costruttori con cui ha corso, Derbi, Aprilia, Yamaha, Ducati e Honda, insieme alle emozionanti parole d’affetto pronunciate per i suoi familiari, così come ai suoi tifosi, soprattutto al Fan Club, oltre agli appassionati del motociclismo e altre persone chiave nella sua carriera. Dopo il suo discorso e la visione di un video celebrativo della sua storia agonistica, Carmelo Ezpeleta prende la parola dicendo che il maiorchino diventerà MotoGP Legend in occasione del prossimo appuntamento a Jerez. Com’era prevedibile, la sala stampa si è alzata in piedi per applaudire il cinque volte campione del mondo Jorge Lorenzo.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-87341" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/48035165866_1cacf398a6_b.jpg" alt="48035165866 1cacf398a6 b" width="450" height="300" title="MotoGP: Lorenzo annuncia il ritiro 11" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/48035165866_1cacf398a6_b.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/48035165866_1cacf398a6_b-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/48035165866_1cacf398a6_b-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/48035165866_1cacf398a6_b-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<h3><strong>LE CIFRE DELLA SUA CARRIERA</strong></h3>
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<p>&#8211; All’appuntamento in Giappone del 2019, Jorge Lorenzo ha corso il suo 200° Gran Premio nella classe regina, diventando il settimo pilota a raggiungere questo traguardo nella massima categoria ed è il secondo pilota spagnolo insieme a Dani Pedrosa a vantare questo primato.</p>
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<p>&#8211; Avendo 32 anni e 169 giorni quando ha corso il GP a Motegi nel 2019, Lorenzo è diventato il pilota più giovane a raggiungere il traguardo delle 200 presenze in classe regina, battendo il record di Dani Pedrosa che aveva 32 anni e 170 giorni quando corse il GP del Qatar nel 2018.</p>
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<p> &#8211; Lorenzo  ha vinto 47 gare ed è il secondo pilota spagnolo con il maggior numero di trionfi in MotoGP piazzandosi alle spalle di Marquez che ne ha 55.</p>
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<p>&#8211; Lorenzo (20 anni, 345 giorni) è il terzo pilota più giovane a vincere in tre categorie piazzandosi alle spalle di Marc Marquez (20 anni 63 giorni) e Pedrosa (20 anni 227 giorni).</p>
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<p>&#8211; Inoltre, a 20 anni di 345 giorni, Lorenzo è sesto nella lista dei più giovani piloti a vincere una gara in classe regina, preceduto da Randy Mamola (20 anni 239 giorni).</p>
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<p>&#8211; Lorenzo (18 anni 326 giorni) è il quarto pilota più giovane a vincere nella classe di mezzo trionfando in Spagna, nel 2006, intraprendendo la strada per diventare il secondo pilota più giovane a conquistare il titolo nella categoria intermedia (19 anni e 178 giorni) dietro Pedrosa (19 anni e 18 giorni).</p>
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<p>&#8211; Lorenzo è il pilota più giovane a disputare una gara nel mondiale. Esordisce in 125cc all’età di 15 anni e 1 giorno a Jerez nel 2002.</p>
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<p>&#8211; Con cinque titoli mondiali (due ottenuti in 250cc, tre vinti in MotoGP), Lorenzo è il terzo pilota spagnolo più iridato nella storia del motociclismo, è preceduto da Marquez (8) e Angel Nieto (12 + 1).</p>
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<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-87342" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/11/48035280402_bf1ee462b8_b.jpg" alt="48035280402 bf1ee462b8 b" width="450" height="300" title="MotoGP: Lorenzo annuncia il ritiro 12" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/48035280402_bf1ee462b8_b.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/48035280402_bf1ee462b8_b-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/48035280402_bf1ee462b8_b-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/11/48035280402_bf1ee462b8_b-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" />&#8211; Dal 2008, Lorenzo ha concluso il campionato col secondo posto in tre occasioni (2009, 2011, 2013) e si è classificato tra i primi tre in otto occasioni (dal 2009 al 2016), mentre il suo anno migliore è stato il 2010 quando ha vinto il titolo MotoGP™ con 383 punti (nove vittorie, 16 podi e sette pole position).</p>
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<p>&#8211; Nel 2010, Lorenzo è diventato il secondo pilota spagnolo a conquistare un titolo mondiale nella massima categoria dopo Alex Criville (1999 / 500cc).</p>
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<p>&#8211; Al Mugello, nel 2018, Lorenzo è diventato il secondo pilota della storia a vincere sia con Yamaha che con la Ducati, così come fece anche Loris Capirossi.</p>
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<p>&#8211; Lorenzo ha corso 24 gare prima di vincere con la Ducati. Solo due piloti hanno avuto bisogno di meno tempo prima di salire sul gradino più alto del podio con la moto di Borgo Panigale: Capirossi (6) e Casey Stoner (1).</p>
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<p>&#8211; La vittoria di Lorenzo al Mugello nel 2018 è stata la 25° volta delle sue 47 vittorie totali, in cui lo spagnolo ha tagliato per primo il traguardo dopo aver passato al comando tutta la corsa, ed era la quinta volta che lo faceva al Mugello (2012, 2013, 2015, 2016 e 2018).</p>
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<p>&#8211; A Barcellona, nel ​​2018, Lorenzo è diventato il quarto pilota a raggiungere il traguardo dei 150 podi così come hanno fatto prima di lui Valentino Rossi, Giacomo Agostini e Pedrosa. È diventato il secondo pilota spagnolo a riuscirci.</p>
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<p>&#8211; Nell’appuntamento in Austria nel 2018 Lorenzo ha vinto la prima gara al Red Bull Ring, che è diventato il 17° circuito dove è stato il primo pilota in pista a passare sotto la bandiera a scacchi in una gara della classe regina.</p>
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<p>&#8211; La vittoria di Lorenzo in Austria nel 2018 è stata la 29° volta delle sue 47 vittorie in classe regina prendersi il primo posto pur non scattando dalla pole position.</p>
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<p>&#8211; A Barcellona, ​​nel 2018, Lorenzo è diventato l’ottavo pilota a qualificarsi in pole position con due moto diverse in MotoGP dal 2002. Altri piloti prima di lui hanno centrato questo obiettivo: Rossi, Andrea Dovizioso, Stoner, Max Biaggi, Sete Gibernau e Aleix Espargaro.</p>
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<p>&#8211; Nel 2015, Lorenzo è diventato il terzo pilota a conquistare il titolo della classe regina all’ultima gara dell’anno col minor distacco di punti così com’era successo a Wayne Rainey (1992) e a Nicky Hayden (2006).</p>
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<h5>Foto: Mazzocco Alessio &#8211; Bellanca Alessio</h5>
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		<title>Dovizioso: “Oggi serviva salire sul podio”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2019 14:24:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[dovizioso]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se c’era qualcuno che sperava in una gara sul bagnato, quello era Andrea Dovizioso (Ducati Team) che in Malesia è sempre stato primatista con questa condizione. Invece, contro ogni pronostico meteorologico, il fine settimana del Shell Malaysia Motorcycle Grand Prix si svolge sull’asciutto e con temperature alte, l’esatto contrario di quello che si augurava di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se c’era qualcuno che sperava in una gara sul bagnato, quello era Andrea Dovizioso (Ducati Team) che in Malesia è sempre stato primatista con questa condizione. Invece, contro ogni pronostico meteorologico, il fine settimana del Shell Malaysia Motorcycle Grand Prix si svolge sull’asciutto e con temperature alte, l’esatto contrario di quello che si augurava di trovare Dovi.</p>
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<p>Non potendo cambiare i 44° dell’asfalto e i 32° dell’atmosfera, Desmodovi si concentra per dare il meglio sé. Il romagnolo scatta dalla decima casella dello schieramento passando in quarta posizione al termine della prima tornata per chiudere la corsa col terzo posto dopo essersi battuto con Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) e Alex Rins (Team Suzuki Ecstar).</p>
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<p><em>“Sono molto contento perché è stata la gara più veloce che abbiamo fatto a Sepang in condizione di asciutto &#8211; racconta Dovi una volta arrivato al parco chiuso -Quindi dobbiamo essere soddisfatti di questo risultato”.</em></p>
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<p>Quella del sabato è la qualifica più difficile per Dovizioso a Sepang da quando corre in Ducati, non era mai scattato dalla quarta fila. In questo fine settimana, il romagnolo era pronto a ribaltare ogni statistica registrata su questa pista ed è così che riesce a trasformare un sabato complicato in una domenica eccezionale: <em>“Sapevamo che con una buona partenza potevamo giocarci qualcosa di importante”</em> precisa il romagnolo che torna sul podio a Sepang dopo le due vittorie del 2016 e del 2017 e il sesto posto dell’anno scorso. Essendosi avvicinato così tanto alle posizioni di comando, Dovi ha provato ad ottenere persino qualcosa di più del terzo posto: <em>“In gara non ho trovato le stesse sensazioni che avevo in prova: le gomme si sono consumate e non potevo stare con Viñales e Marquez. È stato un peccato perché mi aspettavo di essere lì, ma sono davvero contento di questo podio, molto importante per me”.</em></p>
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<p>Il costruttore bolognese lascia la Malesia con entrambi i suoi piloti ufficiali nella top 10, visto il nono posto di Danilo Petrucci (Ducati Team), e con i portacolori del Pramac Racing a punti. Jack Miller è ottavo al traguardo dopo essere stato in lotta per le prime quattro posizioni nella parte iniziale della corsa. Francesco Bagnaia è 12° concludendo un altro Gran Premio a punti.</p>
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		<title>MotoGP: Vinales tigre della Malesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2019 09:44:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Malesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Malesia ottiene la vittoria che gli è sfuggita la scorsa settimana in Australia. A Sepang, Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) domina la corsa e taglia per primo il traguardo con tre secondi di vantaggio su Marc Marquez (Repsol Honda Team) che scatta dall’undicesima casella dello schieramento per recuperare nove posizioni in una sola tornata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Malesia ottiene la vittoria che gli è sfuggita la scorsa settimana in Australia. A Sepang, <strong>Maverick Viñales</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) domina la corsa e taglia per primo il traguardo con tre secondi di vantaggio su <strong>Marc Marquez</strong> (Repsol Honda Team) che scatta dall’undicesima casella dello schieramento per recuperare nove posizioni in una sola tornata confermandosi davanti ad <strong>Andrea Dovizioso</strong> (Ducati Team), impegnato in una lotta agguerrita con <strong>Valentino Rossi</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) che termina la corsa ai piedi del podio.</p>
<p>Il Dottore è impegnato in numerose battaglie in pista tanto con Dovi come con <strong>Alex Rins</strong> (Team Suzuki Ecstar) scattato alle sue spalle, dalla settima casella. Dopo un fine settimana da primatisti <strong>Franco Morbidelli</strong> e <strong>Fabio Quartararo</strong> (Petronas Yamaha SRT) sono sesto e settimo mancando l’obiettivo podio che si erano prefissati per celebrare il Gran Premio di casa della loro squadra. Si piazzano alle loro spalle <strong>Jack Miller </strong>(Pramac Racing) e <strong>Danilo Petrucci</strong> (Ducati Team) mentre <strong>Joan Mir</strong> (Team Suzuki Ecstar) chiude con la decima piazza.</p>
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<p><strong>Quartararo </strong>scatta dalla pole davanti a <strong>Viñales </strong>e a <strong>Morbidelli </strong>ma è <strong>Miller </strong>dalla quarta posizione ad andare al comando seguito dallo spagnolo della Yamaha che perde posizioni scivolando ai limiti della top 10. Lo stesso succede a Rossi, sesto alla partenza, e al primo giro si trova in nona piazza davanti a Morbidelli e Rins. Mentre Quartararo è ottavo seguito da Petrucci e da Zarco.</p>
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<p>All’inizio della quarta tornata <strong>Viñales </strong>è<strong> </strong>al comando seguito da <strong>Marquez </strong>e da <strong>Dovizioso </strong>mentre <strong>Miller </strong>che precede <strong>Rossi</strong> e <strong>Rins </strong>che entra su <strong>Morbidelli </strong>prendendosi il sesto posto. Lo spagnolo della Suzuki tenta il tutto per tutto provando a superare <strong>Miller </strong>e passa così in quinta posizione alle spalle del nove volte campione del mondo.</p>
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<p>Finisce al 13° giro la corsa di <strong>Andrea Iannone</strong> (Aprilia Racing Team Gresini) che cade alla curva 9 mentre, il Dottore entra su Dovi ma il romagnolo risponde subito difendendo il terzo posto. Ed è proprio a metà gara che i due italiani iniziano a battersi per il podio.</p>
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<p>Finisce con una caduta la gara malese di <strong>Cal Crutchlow</strong> (LCR Honda CASTROL) scivolato alla curva 15. Nel frattempo, <strong>Zarco</strong> parte all’attacco provando a prendersi l’ottava posizione di <strong>Miller</strong> ma poi il francese si trova impegnato a battersi con <strong>Joan Mir</strong> (Team Suzuki Ecstar), primatista nel warm up. Il rookie spagnolo entra sul pilota di Cannes, lo tocca e Zarco finisce a terra. Il pilota della Suzuki viene punito con un ‘long lap penalty’.</p>
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<p>Nella parte finale della gara Dovi e Rossi monopolizzano l’attenzione battendosi per il terzo posto. Il Dottore prova un attacco all’interno su DesmoDovi ma il pesarese va largo e rischia di essere preso anche da Rins. Nel frattempo Quartararo commette un errore e perdere decimi preziosi permettendo a Morbidelli di consolidare consolida la sesta posizione.</p>
<p>Termina in undicesima posizione la gara di <strong>Pol Espargaro</strong> (Red Bull KTM Factory Racing) che chiude davanti a <strong>Francesco Bagnaia</strong> (Pramac Racing) e ad <strong>Aleix Espargaro</strong> (Aprilia Racing Team Gresini) che unico pilota Aprilia ad ottenere punti a Sepang vista l&#8217;uscita di scena di Iannone a metà gara.</p>
<p>Col secondo posto odierno, Marquez stabilisce un nuovo record ottenendo il maggior numero di punti in una sola stagione portandosi a 395 punti in 18 Gran Premi, primato fino ad ora detenuto da Jorge Lorenzo (Repsol Honda Team) che a Sepang arriva 14° al traguardo.</p>
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		<title>MotoGP: Quartararo ancora in pole a Sepang</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 10:31:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Malesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La qualifica del Shell Malaysia Motorcycle Grand Prix è una guerra tra un pluricampione del mondo e la rivelazione dell’anno e ad avere la meglio è il rookie del 2019 Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) firmando la pole position stabilendo il nuovo record della pista, dopo averlo già abbassato durante le libere del venerdì, mentre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La qualifica del Shell Malaysia Motorcycle Grand Prix è una guerra tra un pluricampione del mondo e la rivelazione dell’anno e ad avere la meglio è il rookie del 2019 <strong>Fabio Quartararo </strong>(Petronas Yamaha SRT) firmando la pole position stabilendo il nuovo record della pista, dopo averlo già abbassato durante le libere del venerdì, mentre <strong>Marc Marquez</strong> (Repsol Honda Team) finisce a terra alla curva 2 chiudendo la qualifica con l’undicesimo tempo.</p>
<p>Lo spagnolo cerca la scia del francese che decide di non cedere al ricatto e rinuncia ad un paio di minuti di qualifica, passa per la corsia box nel tentativo di liberarsi di Marquez ma non c’è niente da fare perché il catalano continua a seguirlo a ruota. Tornano in pista ed è lì che Marquez perde il controllo della sua Honda facendo un high side alla curva 2. Ormai libero, Quarta approfitta degli ultimi minuti per spingere al massimo prendendosi la pole e vincendo una guerra psicologica che preannuncia essere appena iniziata.</p>
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<p>Il Gran Premio di casa per il Petronas Yamaha SRT non potrebbe essere più emozionante. Quarta è in pole, una pole particolarmente complicata, <strong>Franco Morbidelli</strong> (Petronas Yamaha SRT) è terzo dopo aver dominato le prime due sessioni del sabato al comando della classifica dei tempi. A completare una prima fila tutta Yamaha si piazza <strong>Maverick Viñales</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP), secondo, pronto per una nuova sfida.</p>
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<p>Continua a confermare la sua crescita <strong>Jack Miller</strong> (Pramac Racing), quarto, piazzando la prima Ducati sullo schieramento seguito dalla migliore Honda, quella di <strong>Cal Crutchlow</strong> (LCR Honda CASTROL), e dalla M1 di <strong>Valentino Rossi</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) che chiude la seconda fila.</p>
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<p>Settima piazza per <strong>Alex Rins</strong> (Team Suzuki Ecstar), <strong>Johann Zarco </strong>(LCR Honda IDEMITSU) s’infila tra i due piloti del Ducati Team, <strong>Danilo Petrucci</strong> lo precede in ottava posizione mentre <strong>Andrea Dovizioso</strong> chiude la top 10.</p>
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<p>Undicesimo tempo per <strong>Marc Marquez</strong> (Repsol Honda Team) davanti a <strong>Pecco Bagnaia</strong> (Pramac Racing).</p>
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		<title>MotoGP: Marquez brilla in un duello epico con Viñales in Australia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Oct 2019 09:55:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[philip island]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez (Repsol Honda Team) sale sul gradino più alto del podio per l’undicesima volta in questa stagione dopo aver avuto la meglio in un duello incredibile con Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) che cade all’ultimo giro nel tentativo di prendere il connazionale e la posizione di comando. Torna sul podio Cal Crutchlow (LCR [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marc Marquez</strong> (Repsol Honda Team) sale sul gradino più alto del podio per l’undicesima volta in questa stagione dopo aver avuto la meglio in un duello incredibile con <strong>Maverick Viñales</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) che cade all’ultimo giro nel tentativo di prendere il connazionale e la posizione di comando. Torna sul podio <strong>Cal Crutchlow</strong> (LCR Honda CASTROL) dopo il GP della Germania insieme al padrone di casa <strong>Jack Miller</strong> (Pramac Racing) acclamato dai suoi tifosi che per la prima volta lo vedono sul podio da quando corre in classe regina.</p>
<p><strong>Pecco Bagnaia</strong> (Pramac Racing) e <strong>Joan Mir</strong> (Team SUZUKI ECSTAR), due dei rookie in classe regina, firmano il miglior risultato della giovane carriera in MotoGP™ piazzandosi rispettivamente in quarta e quinta posizione. Sesto è <strong>Andrea Iannone</strong> (Aprilia Racing Team Gresini) autore del miglior risultato dell’anno che, insieme ad <strong>Aleix Espargaro</strong>, decimo al traguardo, firmano il miglior risultato del 2019 con le due RS-GP in top 10. Le modifiche introdotte dal costruttore veneto permettono ai suoi due alfieri di battersi con il gruppo dei cinque piloti più veloci dimostrando di aver ridotto vertiginosamente il distacco dai rivali.</p>
<p>Questa a Phillip Island è una gara indimenticabile anche per <strong>Valentino Rossi</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) che torna a scrivere una pagina di storia. Il Dottore è l’unico pilota ad aver disputato 400 Gran Premi nel corso dei quali ha vinto nove titoli iridati e stabilito numerosi primati. La gara australiana del pesarese termina con l’ottava piazza dopo una lunga lotta per il podio. <strong>Andrea Dovizioso</strong> (Ducati Team) precede il pesarese in settima posizione.<strong> </strong></p>
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<p>La pista di Phillip Island regala sempre grandi competizioni ed è difficile prevedere quale sarà l’ordine di arrivo al traguardo ma questa è stata davvero una domenica bestiale.</p>
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<p><strong>Fabio Quartararo</strong> (Petronas Yamaha SRT) parte dalla seconda casella e fa un’ottimo scatto così come Viñales ma è Rossi a monopolizzare l&#8217;attenzione visto che alla prima curva infila i tre rivali che lo precedono andando al comando del gruppo. Anche Iannone parte subito all&#8217;attacco dall’ottava casella. All’ingresso della seconda curva, <strong>Danilo Petrucci</strong> (Ducati Team) e il rookie dell’anno escono di scena con una caduta dalla quale entrambi i piloti escono senza lesioni.</p>
<p>Al termine della prima tornata Crutchlow supera Iannone, così come fa Marquez che si prende il terzo posto a svantaggio dell’abruzzese. Il britannico mantiene lo slancio per prendere il comando e mettendo la sua Honda davanti alla M1 del Dottore all’inizio del quarto giro. Il duello diventa tutto italiano: Rossi e Iannone sono il lotta per il secondo posto. Al quinto giro Marquez sale dalla quinta piazza per superare l’Aprilia di Iannone e le due Yamaha ufficiali.</p>
<p>Iannone prova l’attacco su Marquez e si riprende il secondo posto alla spalle di Crutchlow mentre Aleix è quinto davanti ad <strong>Alex Rins </strong>(Team SUZUKI ECSTAR) e a Rossi. Dovizioso scatta dalla decima casella e in sette giri recupera due posizioni iniziando a limare il distacco dal pesarese. Miller segue la Desmosedici di Dovi e precede il suo compagno di squadra Bagnaia. Viñales studia la traiettoria di Marquez, lo infila all’ingresso curva e, non contento, prende anche Crutchlow aggiudicandosi il primo posto mentre, alle loro spalle, Iannone insegue dalla quarta piazza per poi superare il britannico all’inizio dell’undicesimo.</p>
<p>Una tornata più tardi lo spagnolo della Yamaha e il suo rivale di sempre, Marquez, iniziano a distaccarsi dai rivali mentre Rossi risale fino alla quinta piazza alle spalle di Rins e davanti a Iannone Bagnaia sale fino a prendersi il settimo posto alle spalle del di Miller mentre davanti a loro Dovi e Rossi si battono per il quarto posto. Al 19° giro, Dovi è quarto seguito da Miller e Bagnaia che supera chirurgicamente Rossi passato in settima posizione. I nuovi rivali del Dottore sono i due piloti della Suzuki e Iannone.</p>
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<p>Non si ferma più Bagnaia che passa in quarta posizione superando Miller e Dovizioso mentre in testa Viñales e Marquez fanno una gara a parte lontani di oltre sei secondi dai rivali. All’inizio dell’ultimo giro, il campione del mondo in carica passa lo spagnolo della Yamaha sul rettilineo e prova a scappare ma il connazionale è al limite e cade alla curva 9 mentre percorre l’ultimo giro concludendo così un fine settimana da protagonista assoluto.</p>
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<p>La battaglia si sposta per il terzo posto dove i due piloti del Pramac si contendono la medaglia di bronzo, il padrone di casa Miller ha la meglio su Bagnaia che firma il suo miglior risultato in classe regina così come Mir che chiude col quinto posto.</p>
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		<title>MotoGP: Podio n°100 per Dovizioso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2019 10:03:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[dovizioso]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Andrea Dovizioso (Ducati Team) rimonta dalla settima casella dello schieramento al Gran Premio del Giappone e taglia il traguardo alle spalle di Marc Marquez (Repsol Honda Team) e Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) salendo sul podio per la centesima volta in carriera. Col terzo posto firmato in Giappone, Dovi si dirige al parco chiuso, al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea Dovizioso (Ducati Team) rimonta dalla settima casella dello schieramento al Gran Premio del Giappone e taglia il traguardo alle spalle di Marc Marquez (Repsol Honda Team) e Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) salendo sul podio per la centesima volta in carriera.</p>
<p>Col terzo posto firmato in Giappone, Dovi si dirige al parco chiuso, al termine di una gara, per l’ottava volta in questa stagione, tanto in Qatar come al Red Bull Ring è stato il primo a tagliare il traguardo. In Giappone, DesmoDovi non riesce a battersi col campione del mondo in carica ma ottiene comunque un risultato che rende questo podio speciale visto che gli permette di consolidare il suo secondo posto in campionato.</p>
<p>Il romagnolo è salito 15 volte sul podio in 125cc e 26 in 250cc prima di fare il grande salto alla categoria regina nel 2008. Da quel momento in poi è sempre stato tra i primi tre al tragurado almeno una volta a stagione, fatta eccezione per il 2013, il suo primo anno in Ducati. Dopo di ché, DesmoDovi ha incasellato 37 podi col costruttore bolognese.<br />
A parte i nove podi ottenuti nel 2018 e le sei vittorie del 2017, il miglior anno del romagnolo è stato il 2004 quando vinse il titolo mondiale in 125cc con la Honda sommando 11 podi di cui cinque vittorie. Due anni dopo, già in 250cc, torna sul podio in 11 volte diventando vice campione della categoria.</p>
<p>Se Dovi sarà costantemente tra i primi tre a passare sotto la bandiera a scacchi in Australia, Malesia e Valencia, tornerà a sommare 11 podi stagionali e, in questo caso, otterrebbe più punti di quelli totalizzati nelle ultime due stagioni 261 (2017) e 245 (2018). Al termine della gara giapponese è a quota 231, per cui ottenere di più rispetto alle ultime due annate è un obiettivo del tutto raggiungibile.</p>
<p>Con 23 vittorie, 39 secondi posti e 38 terzi, Dovi conferma essere uno dei piloti più costanti degli ultimi anni.</p>
<h5>Foto: Mazzocco Alessio &#8211; Bellanca Alessio</h5>
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		<title>MotoGP Motegi: Marquez trionfa, Honda Campione Costruttori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2019 08:37:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di solito, la gara dopo aver vinto il titolo piloti, Marc Marquez (Repsol Honda Team) finiva a terra, invece al Motul Grand Prix of Japan vince permettendo così alla Honda di festeggiare il titolo costruttori 2019 sulla pista di casa. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) è secondo e si laurea rookie dell’anno. Andrea Dovizioso (Ducati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Di solito, la gara dopo aver vinto il titolo piloti, <strong>Marc Marquez</strong> (Repsol Honda Team) finiva a terra, invece al Motul Grand Prix of Japan vince permettendo così alla <strong>Honda </strong>di <strong>festeggiare </strong>il <strong>titolo costruttori 2019</strong> sulla pista di casa. <strong>Fabio Quartararo</strong> (Petronas Yamaha SRT) è secondo e si laurea rookie dell’anno. <strong>Andrea Dovizioso</strong> (Ducati Team) è terzo salendo sul <strong>podio </strong>per la <strong>centesima volta in carriera </strong>e consolida il vantaggio in classifica generale per il secondo posto a fine stagione.</p>
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<div>
<p>Marquez firma la pole in un fine settimana dove le Yamaha sono state protagoniste fin dal venerdì. Al suo fianco ci sono <strong>Franco Morbidelli</strong> (Petronas Yamaha SRT) e <strong>Quartararo</strong>. Il francese parte bene ma è l’otto volte campione del mondo ad andare al comando della corsa mentre <strong>Jack Miller </strong>(Pramac Racing) supera Morbidelli. Il romano risponde all’australiano poche curve più tardi e i due iniziano a sfidarsi per aggiudicarsi il terzo posto.</p>
</div>
<div>
<p>All’inizio del <strong>secondo giro Dovi</strong>, partito dalla settima casella, recupera due piazze e si trova <strong>alle spalle di Miller</strong> mentre <strong>Danilo Petrucci</strong> (Ducati Team) è <strong>ottavo </strong>cercando di ridurre il distacco da <strong>Maverick Viñales</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) e <strong>Cal Crutchlow </strong>(LCR Honda CASTROL) scattato dalla quinta casella.</p>
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<div>
<p>A cinque giri dal via, Morbidelli è in mezzo alle Ducati di Miller e di Dovizioso. Tra le <strong>sfide </strong>ancora <strong>aperte </strong>prima che termini il campionato, c’è quella per il secondo e terzo posto iridato. Dovi è in vantaggio in vantaggio ma la progressiva crescita di <strong>Alex Rins </strong>(Team SUZUKI ECSTAR) non permette al forlivese grande margine di errore. Sabato, lo spagnolo passa per il <strong>Q1</strong> e in qualifica ottiene solo l’<strong>11° posto</strong> ma sà di avere <strong>un buon passo</strong> e lo <strong>dimostra </strong>domenica mattina già nel <strong>warm up</strong>. <strong>Rins </strong>è <strong>veloce </strong>durante <strong>tutta la gara </strong>e firma il <strong>settimo </strong>posto.</p>
</div>
<div>
<p>Dopo otto giri dallo spegnimento dei semafori, <strong>Dovi </strong>si trova <strong>davanti a Viñales</strong>, si avvicinano sempre di più a Morbidelli mente <strong>Miller </strong>resta al comando del gruppo in <strong>terza </strong>posizione. <strong>Andrea Iannone</strong> (Aprilia Racing Team Gresini), decimo nel warm up, <strong>cade </strong>alla curva 9 a metà gara mentre si stava avvicinando alla top 10 dopo essere partito ultimo.</p>
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<div>
<p>Nel frattempo, <strong>Morbidelli </strong>si riprende il <strong>terzo </strong>posto a svantaggio di <strong>Miller </strong>ma anche <strong>Dovi </strong>e <strong>Viñales </strong>aspirano al podio. È proprio il <strong>forlivese </strong>ad aspettare il momento ideale per <strong>attaccare Morbidelli</strong>.</p>
</div>
<div>
<p>A questo punto il <strong>duello per il quarto posto </strong>è una questione che riguarda la M1 ufficiale di <strong>Viñales </strong>e quella di <strong>Morbido </strong>ma lo <strong>spagnolo </strong>riesce a <strong>scappare </strong>e cerca di aggrapparsi alle ruote di DesmoDovi. Quando mancano quattro giri dal termine <strong>Valentino Rossi</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) <strong>cade </strong>alla <strong>curva 1 </strong>mentre si trovava in undicesima posizione terminando nel peggiore dei modi una domenica davvero complicata per il Dottore.</p>
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<p>Avvicinandoci al finale della gara la situazione al comando della corsa è la stessa: <strong>Marquez </strong>è in testa <strong>seguito </strong>da <strong>Quartararo </strong>che inizia ad accusare il consumo degli pneumatici ma ha abbastanza <strong>margine </strong>da <strong>Dovi </strong>per non prendere rischi.</p>
</div>
<div>
<p><strong>Viñales </strong>riesce a staccarsi dal duello alle sue spalle e firma il quarto posto mentre <strong>Crutchlow strappa la quinta piazza a Morbidelli </strong>tagliando il traguardo. Alle spalle del romano si piazzano le due Suzuki, settimo posto per <strong>Rins </strong>e ottavo per <strong>Mir</strong>. <strong>Petrucci </strong>è il secondo pilota Ducati al traguardo precedendo <strong>Miller </strong>che dopo una prima parte di gara da protagonista chiude col <strong>decimo </strong>posto.</p>
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<div>
<p><strong>Pol Espargaro</strong> (Red Bull KTM Factory Racing) chiude ai margini della top 10 davanti al compagno di marca <strong>Miguel Oliveira</strong> (Red Bull KTM Tech 3) e a <strong>Pecco Bagnaia</strong> (Pramac Racing) mentre <strong>Mika Kallio</strong> (Red Bull KTM Factory Racing) e <strong>Aleix Espargaro</strong> (Aprilia Racing Team Gresini) terminano la zona punti, obiettivo che mancano il padrone di casa <strong>Takaaki Nakagami</strong> (LCR Honda IDEMITSU), alla sua ultima gara della stagione prima di farsi operare alla spalle, e <strong>Jorge Lorenzo </strong>(Repsol Honda Team) che concludre il suo 200° GP col 17° posto.</p>
</div>
<div>
<p>Quella ottenuta a Motegi è la 54° vittoria di Marquez che eguaglia i successi ottenuti da <strong>Mick Doohan</strong> e da <strong>Dani Pedrosa</strong> permettendo inoltre alla Honda di ottenere i punti necessari per vincere in casa il 25° titolo in classe regina.</p>
</div>
<div>
<p>I primi dieci classificati:<br />
1. <strong>Marc Marquez </strong>(Repsol Honda Team)<br />
2. <strong>Fabio Quartararo </strong>(Petronas Yamaha SRT) + 0.870<br />
3. <strong>Andrea Dovizioso </strong>(Ducati Team) + 1.325<br />
4. <strong>Maverick Viñales </strong>(Monster Energy Yamaha MotoGP) + 2.608<br />
5. <strong>Cal Crutchlow </strong>(LCR Honda Castrol) + 9.140<br />
6. <strong>Franco Morbidelli </strong>(Petronas Yamaha SRT) + 9.187<br />
7. <strong>Alex Rins </strong>(Team Suzuki Ecstar) + 9.306<br />
8. <strong>Joan Mir </strong>(Team Suzuki Ecstar) + 10.695<br />
9. <strong>Danilo Petrucci </strong>(Team Ducati) + 14.216<br />
10. <strong>Jack Miller </strong>(Pramac Racing) + 18.909</p>
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		<title>MotoGP: Marquez ottiene la pole a Motegi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Oct 2019 09:52:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche dopo aver vinto otto titoli mondiali c’è il bello di battersi per ottenere un risultato inedito. È quanto successo a Marc Marquez (Repsol Honda Team) al Gran Premio del Giappone che firma la sua prima pole position a Motegi, la 62esima in carriera e la decima di questa stagione. In vista della gara, lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>Anche dopo aver vinto otto titoli mondiali c’è il bello di battersi per ottenere un risultato inedito. È quanto successo a Marc Marquez (Repsol Honda Team) al Gran Premio del Giappone che firma la sua prima pole position a Motegi, la 62esima in carriera e la decima di questa stagione. In vista della gara, lo spagnolo dovrà tenere in considerazione il ‘pericolo’ Yamaha. Franco Morbidelli e Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) lo seguono in seconda e terza posizione a coronare due giornate in crescita. È la terza volta in questa stagione che la coppia di piloti italo-francese si qualifica in prima fila, così come avevano fatto a Jerez e Barcellona.</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>Manca la linea che apre lo schieramento per un decimo Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) che scatterà al fianco di Cal Crutchlow (LCR Honda CASTROL). Il britannico passa per il Q1 per poi centra il quinto tempo in una giornata che conclude con risultati in progressiva crescita. È incoraggiante anche il progresso di Jack Miller (Pramac Racing), l’australiano è sesto in qualifica e si focalizza per centrare un altro podio su una pista dove non è mai arrivato al traguardo tra i primi tre.</p>
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<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>La terza fila è occupata dai due costruttori italiani: Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci (Ducati Team) scattano dalla settima e dall’ottava casella seguiti da Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini). I rappresentanti della casa bolognese dimostrano di avere un buon ritmo sul bagnato, come abbiamo visto nella FP3, e sull’asciutto ma partire in terza fila li obbliga a fare una buona partenza per raggiungere il gruppo di testa. Dopo il quinto tempo del venerdì, Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) chiude la top 10 davanti ai due piloti del Team SUZUKI ECSTAR, Alex Rins, passato per il Q1, e a Joan Mir.</p>
</div>
</div>
<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>Alle loro spalle troviamo il pilota locale Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu) che affronta la sua ultima gara della stagione visto che verrà operato alla spalla. Pecco Bagnaia (Pramac Racing) si piazza alle spalle del giapponese davanti a Pol Espargaró (Red Bull KTM Factory Racing).</p>
</div>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>I primi dieci classificati:<br />
1.<strong> Marc Marquez </strong>(Repsol Honda Team) – 1:45.763<br />
2. <strong>Franco Morbidelli</strong> (Petronas Yamaha SRT) + 0.132<br />
3.<strong> Fabio Quartararo </strong>(Petronas Yamaha SRT) + 0.181<br />
4. <strong>Maverick Viñales</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.327<br />
5. <strong>Cal Crutchlow</strong> (LCR Honda Castrol) + 0.426<br />
6. <strong>Jack Miller</strong> (Pramac Racing) + 0.574<br />
7. <strong>Andrea Dovizioso</strong> (Ducati Team) + 0.647<br />
8. <strong>Danilo Petrucci </strong>(Ducati Team) + 0.664<br />
9.<strong> Aleix Espargaro</strong> (Aprilia Racing Team Gresini) + 0.795<br />
10. <strong>Valentino Rossi</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.795</p>
</div>
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		<item>
		<title>MotoGP: Quartararo conquista il venerdì di Motegi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 17:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I samurai della Yamaha sono i principali protagonisti della prima giornata di libere del GP del Giappone a Motegi. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) è il primo a confermare lo stato di grazia della casa di Iwata. Il francese è il più veloce in assoluto del venerdì imponendosi su Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I samurai della Yamaha sono i principali protagonisti della prima giornata di libere del GP del Giappone a Motegi. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) è il primo a confermare lo stato di grazia della casa di Iwata. Il francese è il più veloce in assoluto del venerdì imponendosi su Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) per tre decimi. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) l’aveva detto giovedì che su questa pista può ottenere buoni risultati e inizia a puntare alla prima fila prendendosi il quinto posto provvisorio. Lo segue Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) terzo nella FP1 e sesto crono al temrine del primo giorno.</p>
<p>Ad infilarsi tra le M1 sono due piloti impegnati a farsi notare in questo fine settimana. Stiamo parlando dell’otto volte campione del mondo Marc Marquez (Repsol Honda Team), terzo, e Andrea Dovizioso (Ducati Team), quarto, che vuole ipotecare il prima possibile la medaglia d&#8217;argento. I primi sei classificati stabilisco il proprio miglior tempo con la gomma morbida all’anteriore e al posteriore fatta eccezione per Quartararo che sceglie la media per la gomma davanti.</p>
<p>L’appuntamento giapponese inizia in modo positivo anche per la Ducati con tre dei suoi piloti candidati al Q2. Oltre a Dovi in quarta posizione, troviamo Jack Miller (Pramac Racing), settimo nonostante una caduta fatta alla curva nove. Alle spalle dell’australiano c’è Danilo Petrucci (Ducati Team) in netto miglioramento rispetto alla mattina. Pecco Bagnaia (Pramac Racing) è 14° riuscendo a fare un importante passo avanti nel pomeriggio.</p>
<p>Joan Mir (Team SUZUKI ECSTAR) cade alla curva 5 ma nonostante questo prova a mantenere aperta la sfida per aggiudicarsi il titolo rookie dell’anno, classifica al momento capeggiata da Quartararo, piazzandosi in nona posizione a otto decimi dal rivale francese.  Pur non essendo una pista facile per la RS-GP, Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) riesce a firmare il decimo crono per nove millesimi a svantaggio del connazionale Alex Rins (Team SUZUKI ECSTAR) che potrebbe passare per la Q1 ma molto dipenderà dalla pioggia, incognita che, se si verificasse, mescolerebbe ogni previsione per la giornata di sabato.</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>Insieme allo spagnolo della Suzuki, ci sono altri piloti abituati ad accedere direttamente al Q2 come Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) e Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing). Il pilota KTM, rientrato a Buriram dopo un’operazione al polso, aspira alla top 10 iridata trovandosi a dieci punti di distacco da Morbidelli.</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>Il padrone di casa, Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu), che verrà sostituito da Johann Zarco dal prossimo Gran Premio perché si opererà alla spalla dopo la gara di domenica, è 15° davanti a Jorge Lorenzo (Repsol Honda Team) che migliora i suoi parametri rispetto alla FP1.</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>Gli unici due piloti più veloci nella FP1 che nella FP2 sono Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini) e Mika Kallio (Red Bull KTM Factory Racing) che si aggiungono al gruppo di coloro che dovranno battersi nella Q2 per assicurarsi l&#8217;accesso al Q1.</p>
<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>I primi dieci classificati nella combinata:</p>
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</div>
<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>1. <strong>Fabio Quartararo</strong> (Petronas Yamaha SRT) – 1:44.764<br />
2. <strong>Maverick Viñales</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.321<br />
3. <strong>Marc Marquez</strong> (Repsol Honda Team) + 0.336<br />
4. <strong>Andrea Dovizioso</strong> (Ducati Team) + 0.650<br />
5. <strong>Valentino Rossi</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.702<br />
6.<strong> Franco Morbidelli</strong> (Petronas Yamaha SRT) + 0.798<br />
7. <strong>Jack Miller </strong>(Pramac Racing) + 0.813<br />
8. <strong>Danilo Petrucci </strong>(Ducati Team) + 0.855<br />
9. <strong>Joan Mir </strong>(Team Suzuki Ecstar) + 0.877<br />
10. <strong>Aleix Espargaro </strong>(Aprilia Racing Team Gresini) + 0.957</p>
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		<title>MotoGP: Zarco al posto di Nakagami per le ultime gare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2019 00:59:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[zarco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Takaaki Nakagami dovrà farsi operare alla spalla dopo il Motul Grand Prix of Japan e, di conseguenza, salterà gli ultimi tre Gran Premi del 2019. Il LCR Honda IDEMITSU Team scommette nel francese Johann Zarco per prendere così il posto del giapponese per le ultime gare in calendario: Australia, Malesia e Valencia. Il due volte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>Takaaki Nakagami dovrà farsi operare alla spalla dopo il Motul Grand Prix of Japan e, di conseguenza, salterà gli ultimi tre Gran Premi del 2019. Il LCR Honda IDEMITSU Team scommette nel francese Johann Zarco per prendere così il posto del giapponese per le ultime gare in calendario: Australia, Malesia e Valencia.</p>
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<p>Il due volte campione del mondo in Moto2 e rookie della classe regina nel 2017 accetta la proposta di Lucio Cecchinello e sale in sella alla Honda RC213V difendendo i colori IDEMITSU.</p>
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<p><strong>Lucio Cecchinello, Team Principal LCR Honda</strong>: <em>“Ci dispiace molto per Nakagami che è costretto a saltare gli ultimi tre appuntamenti per farsi operare, ma sappiamo che gli interventi chirurgici fanno parte di questo sport. Ho proposto al Direttore della HRC, Tetsuhiro Kuwata, e al Team Manager, Alberto Puig, di ingaggiare Zarco per quest’occasione e hanno accettato. Quando ho contattato Zarco ha mostrato subito interesse e insieme lavoreremo passo passo in questo progetto che si concluderà a Valencia. Da parte nostra, assicureremo il massimo supporto a Johann, un pilota che ha dimostrato un immenso talento e grande professionalità nel corso della sua carriera”.</em></p>
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<p><strong>Johann Zarco</strong>: <em>“Che opportunità poter correre le ultime gare della stagione con la moto del IDEMITSU LCR Honda. Sono davvero grato di avere questa possibilità e farò del mio meglio per ottenere buoni risultati e godermi l’esperienza perché queste potrebbero essere le ultime tre gare per un po’ di tempo. Vorrei ringraziare KTM per avermi dato il modo modo di poter fare queste gare su un’altra moto. Vediamo cosa posso fare. Innanzitutto, so che la pista di Phillip Island mi piace, è un circuito veloce e penso che le sensazioni saranno buone. Incrociamo le dita e vedremo cos’è possibile fare. L’obiettivo è avere un buon ritmo e trovare le buone sensazioni che ho avuto in passato”.</em></p>
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		<item>
		<title>La MotoGP torna a Rio de Janeiro nel 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2019 18:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dorna Sports è lieta di annunciare che il MotoGP tornerà in Brasile dal 2022 per cinque anni. Questo è l’accordo stipulato con Rio Motorsports (RMS) che garantirà il ritorno del campionato motociclistico a Rio de Janeiro fino al 2026. Il nuovissimo Rio Motorpark verrà costruito a Deodoro e ospiterà un Gran Premio dopo 15 anni. [&#8230;]</p>
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<p>Dorna Sports è lieta di annunciare che il MotoGP tornerà in Brasile dal 2022 per cinque anni. Questo è l’accordo stipulato con Rio Motorsports (RMS) che garantirà il ritorno del campionato motociclistico a Rio de Janeiro fino al 2026. Il nuovissimo Rio Motorpark verrà costruito a Deodoro e ospiterà un Gran Premio dopo 15 anni.</p>
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<p>In passato, il Brasile e Rio de Janeiro sono già stati lo scenario di alcuni capitoli emozionanti di questo sport, il più recente risale al 2004 sulla pista di Jacarepaguá, presente nel calendario dal 1995. La costruzione del nuovo circuito, che sostituirà Jacarepaguá, convertito in un Parco Olimpico, sarà un progetto entusiasmante tanto per lo sport come per la città.</p>
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<p>Il Rio Motorpark dovrebbe essere concluso nel 2021 e avrà un layout da 4,5 chilometri con sette curve a sinistra e sei a destra, il tempo stimato di percorrenza per la MotoGP è di un minuto 38 secondi.</p>
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<p><strong>Marcelo Crivella &#8211; Sindaco di Rio de Janeiro</strong>: <em>“Il fatto di avere già una prima competizione in programma per la nuova pista di Rio, col MotoGP, confermata per il 2022, rappresenta una svolta per la nostra città. La costruzione del circuito di Deodoro è un progetto spettacolare, ci sarà un investimento straordinario che genererà sette mila posti di lavoro e farà recuperare a Rio un ruolo da protagonista nelle principali competizioni. Svilupperemo una la zona ovest per promuovere il turismo. Tutto questo senza che la città metta un soldo nel progetto perché tutte le risorse saranno esterne”.</em></p>
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<p><strong>JR Pereira &#8211; CEO de Rio Motorsports</strong>: <em>“Dorna è stato un partner estremamente leale in tutte le conversazioni che abbiamo avuto. Ora stiamo completando lo studio dei locali e l’impatto ambientale mentre la commissione che analizzerà la situazione è già in zona seguendo le politiche regolamentari della INEA (Agenzia per l’Ambiente dello Stato di Rio de Janeiro). Abbiamo formalizzato un accordo su cui si è lavorato per più di due anni. Siamo molto grati a Carmelo e alla sua squadra per realizzare il sogno di portare di nuovo il MotoGP a Rio”.</em></p>
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<p><strong>Carmelo Ezpeleta &#8211; CEO di Dorna Sports</strong>: <em>“Sono molto orgoglioso di annunciare il ritorno del MotoGP a Rio de Janeiro una delle città più iconiche del mondo e situata in un paese incredibile. Il Brasile è un mercato importante per il motociclismo e per gli sport motoristici, vanta una storia di cui essere orgogliosi, nonché un futuro brillante e di cui sono entusiasta di vedere che la MotoGP™ svolgerà un ruolo così importante col nostro ritorno nel 2022”.</em></p>
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		<title>GP Thailandia MotoGP: Marquez vince gara e titolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2019 09:23:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[GP thailandia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buona la prima. Il match point numero uno per aggiudicarsi la corona iridata era in occasione del GP di Thailandia della Motogp e Marc Marquez (Repsol Honda Team) non perde l’occasione di fare una doppietta di vittorie tagliando per primo il traguardo e, di conseguenza, aggiudicandosi il titolo iridato con quattro gare d’anticipo. Fabio Quartararo [&#8230;]</p>
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<p>Buona la prima. Il <a href="https://www.giornalemotori.com/2019/10/05/marquez-diventa-campione-se/">match point</a> numero uno per aggiudicarsi la corona iridata era in occasione del GP di Thailandia della Motogp e Marc Marquez (Repsol Honda Team) non perde l’occasione di fare una doppietta di vittorie tagliando per primo il traguardo e, di conseguenza, aggiudicandosi il titolo iridato con quattro gare d’anticipo.</p>
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<p>Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) conferma ancora una volta il suo talento e ce la mette tutta per vincere la sua prima gara in classe regina ma gli sfugge, così come avevamo visto al GP di San Marino, all’ultima curva.</p>
<p>Perde una posizione rispetto a quella ottenuta in qualifica, Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) che chiude il podio di Buriram. Andrea Dovizioso (Ducati Team) non riesce invece a frenare la corsa di Marquez verso il titolo nonostante la rimonta dalla settima casella per arrivare quarto al traguardo.</p>
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<p>La tensione è più alta che mai prima dello spegnimento dei semafori per la gara della MotoGP in Thailandia. In pole position c’è Quartararo concentrato per vincere la sua prima gara in classe regina su un pista dov’è stato veloce durante tutto il fine settimana, al suo fianco Viñales che vuole riportare la sua moto ufficiale davanti a quella del francese e il leader della classifica generale a chiudere la prima fila.</p>
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<p>Dopo il warm up, la moto di Jack Miller (Pramac Racing) si spegne e l’australiano deve partire dal box. Tutto è pronto, si spengono le luci dei semafori. Inizia lo spettacolo.</p>
<p>I piloti in prima fila fanno un’ottima partenza, Marquez supera subito il connazionale mettendosi alle spalle di Quartararo che resta al comando.</p>
<p>Grazie ad una buona partenza, Dovizioso risale in quarta posizione. All’inizio della seconda tornata Marquez prova un sorpasso all’esterno su ‘El Diablo’ ma va largo e resta secondo.</p>
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<p>Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) parte alla carica dalla nona posizione, dopo una qualifica rovinata da una caduta, può contare su un buon setup per ridurre il distacco dal gruppo di testa. Il Dottore si avvicina a Joan Mir (Team SUZUKI ECSTAR), in settima posizione.</p>
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<p>Dopo quattro giri, Quartararo ha quattro decimi di vantaggio da Marquez mentre Dovi compie uno dei giri più veloci andando a caccia della terza posizione.</p>
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<p>Il decimo giro è il più veloce registrato da Quartararo in gara con un crono da 1’30”966 mentre, alle sue spalle, Mir supera di nuovo Rossi riprendendosi il settimo posto. Alex Rins (Team SUZUKI ECSTAR) parte nono e a metà gara si piazza in sesta posizione alle spalle di Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) e di Dovi. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) torna al box al 18° giro a causa di un problema di elettronica.</p>
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<p>Il livello di adrenalina si alza a quattro giri dal termine Marquez tenta il primo sorpasso su Quartararo che gli chiude la porta. Lo spagnolo non si dà per vinto e nelle curve successive studia il francese da vicino per attaccarlo al momento opportuno. Il rookie francese dimostra grande maestria nei punti di frenata aspettando di toccare la leva del freno all’ultimo millimetro di pista disponibile cercando di mettere in difficoltà il rivale. Marquez resta in seconda posizione fino a due curve dalla fine quando supera il francese ma Quarta torna in testa. All’ultima curva non c’è più niente da fare: Marquez supera Quartararo, taglia per primo il traguardo della pista di Buriram e diventa campione del mondo del 2019 per l’ottava volta in carriera.</p>
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<p>I primi dieci classificati:</p>
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<p>1.Marc Marquez (Repsol Honda Team)<br />
2.Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) +0.171<br />
3.Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) +1.380<br />
4.Andrea Dovizioso (Ducati Team) +11.218<br />
5.Alex Rins (Team SUZUKI ECSTAR) +11.449<br />
6.Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) +14.466<br />
7.Joan Mir (Team SUZUKI ECSTAR) +16.729<br />
8.Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) +19.162<br />
9.Danilo Petrucci (Ducati Team) +23.425<br />
10.Takaaki Nakagami (LCR Honda IDEMITSU) +29.423</p>
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		<title>Marquez diventa campione se…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2019 16:50:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mancano ancora cinque gare prima che la bandiera a scacchi del Gran Premio Motul de la Comunitat Valenciana sventoli per segnare la fine del campionato 2019 ma Marc Marquez (Repsol Honda Team) è pronto fin da questo fine settimana a firmare il suo ottavo titolo iridato, il sesto in classe regina. Lo spagnolo si presenta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mancano ancora cinque gare prima che la bandiera a scacchi del Gran Premio Motul de la Comunitat Valenciana sventoli per segnare la fine del campionato 2019 ma Marc Marquez (Repsol Honda Team) è pronto fin da questo fine settimana a firmare il suo ottavo titolo iridato, il sesto in classe regina.</p>
<p>Lo spagnolo si presenta all’appuntamento thailandese con 98 punti di vantaggio su Andrea Dovizioso (Ducati Team), secondo in classifica e, con altri 125 ancora in palio, il catalano ha buone possibilità di lasciare la Thailandia col sesto titolo in MotoGP già in tasca.<br />
Di fatto, Dovi è l’unico che potrebbe mettere in difficoltà Marquez in termini di campionato visto che il terzo in classifica è Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) a 144 puntos dal connazionale, un distacco insormontabile a questo punto della stagione.</p>
<p>Dopo aver vinto in solitaria trascorrendo tutta la gara al comando al MotorLand, per Marquez si presenta ora il primo match ball in Buriram, pista dove nel 2018 ha tagliato per primo il traguardo. Il campione del mondo in carica si presenta al quindicesimo appuntamento dell’anno con una lista di risultati davvero notevoli: nel corso di questa stagione ha vinto otto gare e, in mancanza del primo posto, è arrivato secondo incassando un solo zero dovuto alla caduta fatta ad Austin.</p>
<p>Abbiamo fatto qualche calcolo su come dovrebbero andare le cose perché Marquez diventi il campione del mondo mondo 2019 in Buriram:</p>
<p>&#8211; Se vince, indipendentemente dal piazzamento di Dovizioso.<br />
&#8211; Se arriva 2°, 3° o 4°, Dovizioso deve piazzarsi almeno una posizione indietro.<br />
&#8211; Se arriva 5°, Dovizioso deve arrivare almeno settimo o peggio.<br />
&#8211; Se arriva 6º, 7º, 8º, 9º, 10º, 11º, 12º o 13º e Dovizioso deve avere almeno due posizioni in meno rispetto a Marquez.<br />
&#8211; Se arriva 14° e Dovizioso non ottiene nessun punto.</p>
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		<item>
		<title>Qualifiche MotoGP Buriram: Quartararo fa poker di pole position</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2019 09:38:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[GP thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[Qualifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le qualifiche della MotoGP a Buriram, vedono Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) firmare la quarta pole position della sua stagione d’esordio in classe regina davanti a Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) e a Marc Marquez (Repsol Honda Team). Le Yamaha, competitive fin dal prima sessione di libere, sono tutte nelle prime dieci posizioni. Franco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le qualifiche della MotoGP a Buriram, vedono Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) firmare la quarta pole position della sua stagione d’esordio in classe regina davanti a Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) e a Marc Marquez (Repsol Honda Team).</p>
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<p>Le Yamaha, competitive fin dal prima sessione di libere, sono tutte nelle prime dieci posizioni. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) è consistente e apre la seconda fila seguito da Danilo Petrucci (Ducati Team) che passa per la Q1 ma poi assicura una casella di riguardo per il via in vista della gara mentre la Ducati di Jack Miller (Pramac Racing) chiude l’allineamento.</p>
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<p>Settimo crono per Andrea Dovizioso (Ducati Team) che nella FP3 che fatica a trovare un buon ritmo in qualifica. Ottavo posto per Joan Mir (Team SUZUKI ECSTAR) seguito da uno sfortunato Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) che non ha il tempo di migliorare il suo tempo a causa di una caduta alla curva 5.</p>
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<p>Il Dottore non è il solo a finire sulla ghiaia in questo punto della pista perché un paio di minuti più tardi anche Marquez e per lo spagnolo si tratta della seconda volta in questo fine settimana. Questo della Thailandia è il terzo GP in cui il leader della classifica generale colleziona due cadute, le altre sono state in Qatar e in Francia. Pur finendo a terra, Quartararo non vede compromesso il suo risultato. Il francese aveva già ottenuto il miglior tempo e si preparava a migliorarlo ancora prima di andare al parco chiuso.</p>
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<p>Alex Rins (Team SUZUKI ECSTAR) è decimo seguito dai fratelli Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) e Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) che permettono anche alla casa austriaca e a quella veneta di piazzarsi nella Q2.</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>I primi dieci classificati:</p>
</div>
</div>
<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>1. Fabio Quartararo &#8211; (Petronas Yamaha SRT)<br />
2. Maverick Viñales &#8211; (Monster Energy Yamaha MotoGP) +0.106<br />
3. Marc Marquez &#8211; (Repsol Honda Team) +0.212<br />
4. Franco Morbidelli &#8211; (Petronas Yamaha SRT) +0.712<br />
5. Danilo Petrucci &#8211; (Ducati Team) +0.803<br />
6. Jack Miller &#8211; (Pramac Racing) +0.878<br />
7. Andrea Dovizioso &#8211; (Ducati Team) +0.973<br />
8. Joan Mir &#8211; (Team Suzuki Ecstar) +1.016<br />
9. Valentino Rossi &#8211; (Monster Energy Yamaha MotoGP) +1.022<br />
10. Alex Rins &#8211; (Team Suzuki Ecstar) +1.059</p>
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		<item>
		<title>MotoGP: Yamaha le più veloci nella prima giornata a Buriram</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/10/04/motogp-yamaha-le-piu-veloci-nella-prima-giornata-a-buriram/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-yamaha-le-piu-veloci-nella-prima-giornata-a-buriram</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 10:25:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[GP thailandia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche in Thailandia sono i piloti della casa di Iwata ad occupare le posizioni di comando. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) registra il miglior crono da 1’30”404 piazzandosi davanti al pilota ufficiale Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP), leader della FP1, e al compagno di squadra Franco Morbidelli. Nella combinata, Jack Miller (Pramac Racing) si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Anche in Thailandia sono i piloti della casa di Iwata ad occupare le posizioni di comando. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) registra il miglior crono da 1’30”404 piazzandosi davanti al pilota ufficiale Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP), leader della FP1, e al compagno di squadra Franco Morbidelli. Nella combinata, Jack Miller (Pramac Racing) si piazza alle spalle del romano e davanti a Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP).</p>
</div>
<div>
<p>Dopo uno spaventoso <em>highside</em>, Marc Marquez (Repsol Honda Team) è stato visitato dai medici dell’ospedale di Buriram e torna in pista per la FP2 registrato il sesto crono del venerdì. Un incidente inaspettato che arriva nel fine settimana in cui lo spagnolo ha la possibilità di fare il suo primo <em>match ball</em> per diventare campione il mondo 2019.</p>
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<p>Guarda di nuovo lo spaventoso highside dello spagnolo al Chang International Circuit durante la FP1 e dai un’occhiata ai dati telemetrici</p>
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<p>Settimo Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) motivato dall’ottimo risultato firmato ad Aragon. Andrea Dovizioso (Ducati Team) è ottavo seguito dai due piloti del Team SUZUKI ECSTAR, Joan Mir e Alex Rins che chiudono la top 10.</p>
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<div>
<p>Continua ad essere in difficoltà Danilo Petrucci (Ducati Team), undicesimo, ad oltre mezzo secondo da Quartararo e ad appena 0.039 da Pecco Bagnaia (Pramac Racing).</p>
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<p>In pista dopo l’operazione al polso fratturato ad Aragon, Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) è 15° davanti ad Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini).</p>
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<p>Questa è la seconda volta che il MotoGP™ corre a Buriram, al Chang International Circuit, nel 2018 le Yamaha sono state molto competitive, se ne piazzarono tre nelle prime cinque posizioni. Sono quindi da tenere d’occhio nel corso di questo appuntamento.</p>
</div>
<div>
<p>I primi dieci classificati nella FP2:</p>
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<div>
<p>1. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) 1’30.404<br />
2. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) +0.193<br />
3. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) +0.221<br />
4. Jack Miller (Pramac Racing) +0.294<br />
5. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) +0.329<br />
6. Marc Marquez (Repsol Honda Team) +0.487<br />
7. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) +0.603<br />
8. Andrea Dovizioso (Ducati Team) +0.623<br />
9. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) +0.682<br />
10. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) +0.690</p>
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		<title>Valentino Rossi: il suo futuro tiene banco a Buriram</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 16:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella conferenza stampa del Gran Premio di Thailandia non sono mancate notizie scottanti, come quella di Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) pronto per tornare super competitivo nel 2020 accogliendo come capo meccanico David Muñoz già parte della VR46 attualmente al fianco Nicolo Bulega (SKY Racing Team VR46) e con Pecco Bagnaia (Pramac Racing) nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
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<p>Nella conferenza stampa del <a href="https://www.giornalemotori.com/2019/10/02/motogp-gli-orari-per-seguire-il-gp-della-thailandia-in-tv/">Gran Premio di Thailandia</a> non sono mancate notizie scottanti, come quella di Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) pronto per tornare super competitivo nel 2020 accogliendo come capo meccanico David Muñoz già parte della VR46 attualmente al fianco Nicolo Bulega (SKY Racing Team VR46) e con Pecco Bagnaia (Pramac Racing) nel 2018 quando ha vinto il titolo in Moto2.</p>
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<p>Il prossimo anno il pesarese avrà 41 anni e questa decisione dimostra la sua voglia di mettersi di nuovo in gioco, provare ancora a ricorre il decimo titolo iridato.</p>
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<p>Lo stesso Valentino Rossi spiega con precisione come sia arrivata alla fine del rapporto con Silvano Galbusera, suo capotecnico dal 2014. <em>“Dopo la gara di Misano ho incontrato Silvano per capire che cosa avremmo dovuto fare per diventare più forti. E questa decisione nasce da un insieme di fattori. Silvano voleva continuare a lavorare con Yamaha ma con un compito meno stressante e potendo passare più tempo a casa; Yamaha voleva rafforzare il test team per il prossimo anno e aumentare il lavoro di sviluppo in Europa”.</em></p>
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<p>Quindi, nel 2020 vedremo l’attuale capo tecnico di Niccolò Bulega in Moto2, Muñoz al fianco del nove volte iridato che spiega le ragioni per cui abbia scelto il tecnico spagnolo: <em>“L’anno scorso ha fatto un ottimo lavoro con Pecco, riesce a lavorare bene anche quando la pressione si fa sentire. Per esempio, a poche gare della fine del campionato Pecco iniziava ad essere nervoso e pensava di non riuscire a vincere ma David era sempre calmo, mi piace il suo atteggiamento”</em>. Un cambio così radicale non può che confermare la voglia di Rossi di tornare di nuovo al vertice per affrontare un 2020 da grande protagonista.</p>
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<p>Dopo aver vinto nove gare insieme, Rossi continua a parlare della separazione da Galbusera: <em>“Onestamente, non pensavo che le nostre strade si sarebbero divise ma ne abbiamo parlato e deciso che Silvano passerà al team test e io avrò un nuovo capo meccanico. Sono emozionato per questa nuova avventura, lui (David Muñoz n.d.r.) non ha esperienza in MotoGP ma ha delle buone idee e, alla fine, siamo tutti molto felici. Anche Silvano è contento di entrare a far parte del test team, proviamo, e vediamo che cosa succederà”.</em></p>
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<p>Guardando al 2020, il pesarese è ottimista e fiducioso, e continua parlando del suo futuro capo tecnico: <em>“È stato il primo a cui abbiamo pensato perché ci conosciamo già bene, ho visto come lavora nella nostra squadra. È un peccato per il nostro team perché è una figura davvero molto importante ma è una prova che volevamo fare, adesso stiamo a vedere”.</em></p>
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<p>La notizia arriva a meno di 24 ore dalla prima sessione di libere del PTT Thailand Grand Prix, un appuntamento dove Rossi è stato molto competitivo nel 2018 scattando dalla prima fila e restando per tutta la corsa nel gruppo di testa. Che cosa riserverà questo fine settimana per il Dottore?</p>
<h5>Foto: Mazzocco Alessio &#8211; Bellanca Alessio</h5>
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		<title>MotoGP, gli orari per seguire il GP della Thailandia in TV</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 01:58:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Orari TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo meno di due settimane dalla gara al MotorLand, squadre e piloti sono in viaggio verso la Thailandia per affrontare una nuova sfida, quella che vedrà tutti impegnati sulla pista di Buriram per il PTT Thailand Grand Prix. Il quindicesimo appuntamento della stagione si svolgerà con gli orari thailandesi, quindi, attenzione al fuso orario. Come [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo meno di due settimane dalla gara al MotorLand, squadre e piloti sono in viaggio verso la Thailandia per affrontare una nuova sfida, quella che vedrà tutti impegnati sulla pista di Buriram per il PTT Thailand Grand Prix. Il quindicesimo appuntamento della stagione si svolgerà con gli orari thailandesi, quindi, attenzione al fuso orario.</p>
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<p>Come sempre sarà la conferenza stampa dei piloti ad inaugurare ufficialmente il fine settimana di gare. L’appuntamento è giovedì 3 ottobre alle 17:00 ora locale (12:00 ora italiana) parteciperanno Marc Marquez (Repsol Honda Team), Andrea Dovizioso (Ducati Team), Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha), Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT), Jack Miller (Pramac Racing) e Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini).</p>
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<p>L’azione inizia venerdì 4 ottobre, quando i piloti della Moto3 scenderanno in pista per la prima sessione di libere alle 09:00 ora locale, a seguire alle 09:55 toccherà ai protagonisti della MotoGP ed infine alle 10:55 saranno i piloti della Moto2. La giornata continua con la FP2, la classe regina inizia la sessione alle 14:10 (09:10 ora italiana).</p>
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<p>Sabato 5 ottobre entriamo nel vivo con le ultime libere e a seguire ci saranno le qualifiche. I primi a definire la griglia di partenza saranno i piloti della categoria cadetta alle 12:35, mentre scopriremo il poleman della classe regina a partire dalla 14:10, quando i due piloti più veloci della Q1 passeranno alla Q2 al via alle 14:50 locali. Concluderanno la giornata i protagonisti della categoria intermedia impegnati con la Q1 dalle 15:05. Non dimenticare di controllare a che ora si svolgeranno le diverse sessioni nel tuo paese.</p>
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<p>Il meglio del fine settimana è domenica 6 ottobre quando al International Chang Circuit i piloti delle tre categorie saranno impegnati nelle gare. Il warm up della Moto3 inizia alle 08:40, seguito dai piloti della Moto2 alle 09:10 ed in fine è il momento per i piloti della MotoGP alle 09:40. Le gare inizieranno alle 11:00 quando si spegneranno i semafori per dare inizio alla gara della Moto3, alle 12:20 sarà il momento per i protagonisti della Moto2, in fine alle 14:00 vedremo i grandi della MotoGP dare spettacolo a Buriram (09:00 ora italiana).</p>
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<p>Gli orari del PTT Thailand Grand Prix (ora locale) sono i seguenti:</p>
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<p><strong>Venerdì</strong><strong> 4 ottobre</strong>:<br />
09:00-09:40 – Moto3 &#8211; FP1<br />
09:55-10:40 – MotoGP &#8211; FP1<br />
10:55-11:35 – Moto2 &#8211; FP1<br />
13:15-13:55 – Moto3 &#8211; FP2<br />
14:10-14:55 – MotoGP &#8211; FP2<br />
15:10-15:55 – Moto2 FP2</p>
</div>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>Sabato5 ottobre:</strong><br />
09:00-09:40 – Moto3 &#8211; FP3<br />
09:55-10:40 – MotoGP &#8211; FP3<br />
10:55-11:35 – Moto2 &#8211; FP3<br />
12:35-12:50 – Moto3 &#8211; Q1<br />
13:00-13:15 – Moto3 &#8211; Q2<br />
13:30-14:00 – MotoGP &#8211; FP4<br />
14:10-14:25 – MotoGP &#8211; Q1<br />
14:35-14:50 – MotoGP &#8211; Q2<br />
15:05-15:20 – Moto2 &#8211; Q1<br />
15:30-15:45 – Moto2 &#8211; Q2</p>
</div>
</div>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>Domenica 6 ottobre:</strong><br />
08:40-09:00 – Moto3 &#8211; Warm Up<br />
09:10-09:30 – Moto2 &#8211; Warm Up<br />
09:40-10:00 – MotoGP &#8211; Warm Up<br />
11:00 – Moto3 &#8211; Gara<br />
12:20 – Moto2 &#8211; Gara<br />
14:00 – MotoGP &#8211; Gara<br />
15:45 – MotoGP &#8211; Conferenza stampa</p>
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		<item>
		<title>MotoGP: primo match ball di Marquez a Buriram</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 09:26:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[gp tahilandia]]></category>
		<category><![CDATA[Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il campionato del mondo MotoGP si sposta in Asia, la prima tappa sarà il PTT Thailand Grand Prix dove Marc Marquez (Repsol Honda Team) potrebbe già scrivere una nuova pagina di storia aggiudicandosi l’ottavo titolo iridato con quattro gare d’anticipo. Dopo aver vinto senza rivali ad Aragon il suo 200° GP, il campione in carica [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il campionato del mondo MotoGP si sposta in Asia, la prima tappa sarà il PTT Thailand Grand Prix dove Marc Marquez (Repsol Honda Team) potrebbe già scrivere una nuova pagina di storia aggiudicandosi l’ottavo titolo iridato con quattro gare d’anticipo.</p>
<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>Dopo aver vinto senza rivali ad Aragon il suo 200° GP, il campione in carica vola in Asia con 300 punti in classifica, 98 dal secondo, Andrea Dovizioso (Ducati Team). Ottenendo due punti in più rispetto al romagnolo, Marquez diventerà matematicamente campione del mondo al Chang International Circuit firmando così il suo sesto titolo in classe regina.</p>
</div>
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<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>Gestire la pressione non è facile quando la posta in gioco è così alta ma per il catalano non è una novità presentarsi a Valencia, ultima tappa del calendario, già da campione iridato come ha dimostrato nel 2018 e nel 2016 quando si laureò vincitore del titolo a Motegi.</p>
<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>Nel corso di questa stagione Marquez è caduto ad Austin mentre negli atri appuntamenti è sempre arrivato primo (otto volte) o secondo cumulando così 300 punti e prendendo lo slancio per conquistare un altro titolo mondiale.</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>Nel 2018 in Buriram è stato proprio Marquez a tagliare per primo la linea del traguardo dopo aver superato Dovi all’ultimo giro ma il pilota Ducati vuole firmare il terzo primo posto della stagione dopo aver vinto in Qatar e al Red Bull Ring ma soprattutto ci proverà con ancora più grinta dopo il secondo posto conquistato ad Aragon rimontando dalla decima casella dello schieramento.</p>
<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>Il podio è anche nel mirino di Danilo Petrucci (Ducati Team), non solo a quello del Buriram ma anche a quello della classifica generale dove, al momento, è stato superato da Alex Rins (Team Suzuki Ecstar), terzo con 156 punti, uno in più rispetto al ternano che negli ultimi appuntamenti non è riuscito ad esprimersi come avrebbe voluto in sella alla sua DesmosediciA cinque lunghezze dal francese si piazza uno dei protagonisti della gara di Aragon, Jack Miller (Pramac Racing) davanti a Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) e a Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) che chiude la top 10 dopo essere finito a terra ad Aragon a causa di un contatto avuto con Rins..</p>
</div>
</div>
<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>In quinta posizione troviamo Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) a 147 punti, 10 in più rispetto al suo compagno di squadra Valentino Rossi seguito dal rookie Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT).</p>
<p>Foto: Micaela Naldi</p>
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		<title>MotoGP: Jack Miller in cerca di conferme dopo i tre podi stagionali</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/09/26/motogp-jack-miller-in-cerca-di-conferme-dopo-i-tre-podi-stagionali/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-jack-miller-in-cerca-di-conferme-dopo-i-tre-podi-stagionali</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Lunardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2019 04:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[ducati pramac]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Miller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quella di quest&#8217;anno è la sua migliore stagione in MotoGP. 3 podi ed una costanza spaventosa in sella ad una Ducati veramente molto competitiva. Di chi stiamo parlando? Ovviamente di Jack Miller ! I punti in gara ed i dati lo dimostrano. Quest&#8217;anno Miller ha sempre terminato le gare (fino all&#8217;ultima manche, ad Aragon) dentro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2019/09/26/motogp-jack-miller-in-cerca-di-conferme-dopo-i-tre-podi-stagionali/">MotoGP: Jack Miller in cerca di conferme dopo i tre podi stagionali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">Quella di quest&#8217;anno è la sua migliore stagione in MotoGP. 3 podi ed una costanza spaventosa in sella ad una Ducati veramente molto competitiva. Di chi stiamo parlando? Ovviamente di Jack Miller ! I punti in gara ed i dati lo dimostrano. Quest&#8217;anno Miller ha sempre terminato le gare (fino all&#8217;ultima manche, ad Aragon) dentro le prime nove posizioni, eccezion fatta per i tre ritiri patiti in Qatar, Jerez e a Spielberg.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">È durante la sua seconda stagione, in forza al team ufficioso &#8211; satellite della Ducati Pramac Racing, che Miller ha firmato il prolungamento di contratto che lo legherà fino alla fine della stagione 2020 in MotoGP scongiurando ogni dubbio che si era creato intorno al suo futuro. Giravano voci, in seguito sfatate, che avvicinavano Jorge Lorenzo alla Pramac di Borgo Panigale. Il tutto metteva, però, a forte rischio il futuro dell&#8217;australiano in MotoGP.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Mancano cinque gare al termine della stagione sportiva, e Miller ha già ottenuto 34 punti in più rispetto al punteggio totalizzato alla fine del 2018. Ad oggi, il suo miglior risultato stagionale nella classe regina è stato l11° posto ottenuto nel 2017. Attualmente, però, Jack Miller è 8° ed in cerca di nuove conferme che, chissà, potrebbero portarlo ad afferrare anche la top 5. Ci sono 30 punti, infatti, tra lui e Maverick Vinales, attualmente occupante la quinta posizione.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">L&#8217;ultimo anno che ottenne risultati così di rilievo, fu nel 2013, in Moto3 in sella alla moto del team FTR Honda. L&#8217;anno successivo, in KTM, Miller si classificò secondo dietro ad un tale Alex Marquez. Abbiamo solo estrapolato alcuni dati dagli archivi, non vogliamo fare previsioni e nemmeno rassicurare i tifosi. La MotoGP è uno sport imprevedibile. Si conosce il vincitore solo quando questo passa sotto la bandiera a scacchi.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><strong>Matteo Favaro</strong></div>
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			</item>
		<item>
		<title>MotoGP &#8211; Puig: “Stiamo aiutando Lorenzo in tutti i modi”</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/09/25/motogp-puig-stiamo-aiutando-lorenzo-in-tutti-i-modi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-puig-stiamo-aiutando-lorenzo-in-tutti-i-modi</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 18:05:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornalemotori.com/?p=85978</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo di Lorenzo alla Honda al fianco di Marc Marquez tanti giornali e siti specializzati parlarono di ‘Dream Team’ perché la coppia di piloti schierata dalla casa alata, insieme, vanta 12 titoli mondiali, otto dei quali in classe regina. Invece, le cose stanno andando diversamente. Da un lato Marquez vince in solitaria su sempre [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>Con l’arrivo di Lorenzo alla Honda al fianco di Marc Marquez tanti giornali e siti specializzati parlarono di ‘Dream Team’ perché la coppia di piloti schierata dalla casa alata, insieme, vanta 12 titoli mondiali, otto dei quali in classe regina.</p>
</div>
</div>
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<p>Invece, le cose stanno andando diversamente. Da un lato <a href="https://www.giornalemotori.com/2019/09/22/motogp-aragon-marquez-dominatore-assoluto/">Marquez vince in solitaria</a> su sempre più piste, come abbiamo visto domenica ad Aragon, dall’altra Lorenzo continua ad essere in difficoltà e il distacco dal suo compagno di squadra al traguardo è sempre rilevante.</p>
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<p>Nessuno meglio di Alberto Puig, team manager della squadra, potrebbe fare un’analisi più dettagliata su quale sia realmente lo stato attuale nel box: <em>“La strategia era cercare di essere veloci e mantenere il vantaggio stando al comando.</em> <em>Durante le prove abbiamo visto che il ritmo che aveva Marc rispetto agli altri gli avrebbe permesso di aprire un varco che sarebbe andato crescendo&#8221; riassume lo spagnolo parlando di un fine settimana che ha visto il pilota di punta vincere in solitaria come ha fatto numerose volte ad Austin o al Sachsenring.</em></p>
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<p>Dall’altra parte invece, la situazione è completamente opposta: “<em>Jorge non si sente bene con la nostra moto, stiamo cercando di aiutarlo in tutti i modi possibili.</em> <em>Sappiamo che è forte, però sfortunatamente non è andata come speravamo. Dobbiamo trovare una soluzione diversa per il prossimo Gran Premio”.</em></p>
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<p>Al MotorLand, il maiorchino è arrivato al traguardo con 46” di distacco da Marquez, tagliando il traguardo in 20esima posizione. Il leader della classifica generale ha vinto la sua ottava gara dell’anno, la seconda consecutiva; Lorenzo finisce la settima gara a punti e tutti i suoi piazzamenti in questa stagione sono stati fuori dalla top 10.</p>
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<p>Il prossimo appuntamento sarà tra due settimane in Thailandia e, proprio in questa occasione, Marquez avrà la prima possibilità di vincere l’ottavo titolo mondiale.</p>
<h5>Foto: Mazzocco Alessio &#8211; Bellanca Alessio</h5>
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		<title>MotoGP Aragon: Marquez dominatore assoluto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 12:45:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Aragon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez (Repsol Honda Team) celebra il 200° GP con la pole position, giro veloce e  la vittoria senza rivali, con quasi cinque secondi di vantaggio dal secondo, un immenso Andrea Dovizioso (Ducati Team) autore di una rimonta dopo due giornate complicate seppur migliori rispetto al fine settimana di Misano. Terzo gradino per Jack Miller [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
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<p>Marc Marquez (Repsol Honda Team) celebra il 200° GP con la pole position, giro veloce e  la vittoria senza rivali, con quasi cinque secondi di vantaggio dal secondo, un immenso Andrea Dovizioso (Ducati Team) autore di una rimonta dopo due giornate complicate seppur migliori rispetto al fine settimana di Misano. Terzo gradino per Jack Miller (Pramac Racing), miglior pilota Ducati nel corso del sabato e autore di un sorpasso all’ultima curva che gli permette di tornare sul podio dopo il GP di Brno.</p>
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<p>Partono bene i tre piloti in prima fila, Marquez prende subito lo slancio per andare in testa, alle sue spalle mantengono la posizione Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) e Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT).</p>
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<p>Il compagno di squadra del rookie francese, Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) finisce a terra a causa di un contatto avuto con Alex Rins (Team (SUZUKI ECSTAR) alla curva 12. Nelle posizioni più avanti, Miller non perde tempo e, scattato dalla quarta piazza, cerca subito di attaccare Viñales che gli chiude la porta e difende il suo piazzamento.</p>
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<p>Dopo sei giri, Dovi, scattato dalla decima casella, è quinto seguito da Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) e da Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP). Al MotorLand le Aprilia dimostrano un ottimo passo, infatti, poche posizioni più indietro Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini) è nono nonostante il dolore alla spalla infortunata a Misano ma non per questo rinuncia alla bagarre con Miguel Oliveira (Red Bull KTM Tech 3). Nel frattempo a Rins viene segnalata la ‘long lap penalty’ ed è costretto a rientrare mentre si trova in 12esima piazza.</p>
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<p>All’ottavo giro Viñales riesce a prendere Miller e la seconda posizione mentre Marquez è al comando con quattro secondi e otto di vantaggio rispetto al secondo.</p>
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<p>Alla nona tornata, Dovi supera Quartararo e si trova ad inseguire il compagno di marca Miller, determinato a salire sul podio. Mentre Espargaro è in sesta piazza deve difendersi da Cal Crutchlow (LCR Honda CASTROL). Scende in ottava posizione il Dottore in difficoltà con la gomma dura montata al posteriore, mentre Danilo Petrucci (Ducati Team) chiude la top 10.</p>
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<p>Rins è 11° dopo aver scontato la sua penalità, mentre si trova in 14esima posizione l’unico pilota ufficiale in pista del Red Bull KTM Factory Racing, Mika Kallio.</p>
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<p>A nove giri dalla fine, Dovi passa in terza posizione parte a caccia di Viñales ma l’australiano è molto vicino. DesvmoDovi mantiene la calma, guarda avanti, ai 58 millesimi che lo separano dallo spagnolo della Yamaha.</p>
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<p>Una tornata più tardi, Rossi è ancora fisso in ottava posizione seguito da Rins e Petrucci. Più avanti, si scambiano le posizioni Crutchlow ed Espargaro, l’inglese passa in sesta piazza mentre, davanti a tutti; Marquez fa un’altra gara con sei secondi di vantaggio.</p>
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<p>La tensione è sempre più alta quando mancano solo tre giri prima di vedere esposta la bandiera a scacchi: Dovi sfrutta tutta la potenza del motore della Desmosedici fa una traiettoria larga che gli permette comunque di mantenere il vantaggio su Viñales ipotecando il secondo posto, il forlivese manca dal podio dalla vittoria dell’Austria, poi c’è stata la caduta di Silverstone e il sesto posto di Misano. La lotta per andare al parco chiuso non finisce qui, Miller aspetta l’ultimo giro per tirare fuori le unghie, prendere Viñales con una staccata al limite.</p>
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<p>Si conclude con col quarto posto la gara dello spagnolo che manca il terzo podio consecutivo in MotoGP, seguito da Quartararo e Crutchlow.</p>
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<p>Ottima gara per le Aprilia, Aleix è settimo al traguardo mentre Iannone è 11° dopo aver dimostrato le sue capacità di difesa e attacco nel corpo a corpo.</p>
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<p>Ottavo Rossi che paga la scelta degli pneumatici, nono posto per Rins seguito da Nakagami.</p>
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<p>Passa 12° al traguardo Danilo Petrucci (Ducati Team) mentre l’altro pilota del Pramac Racing, Francesco Bagnaia è 16° e non riesce a prendere nemmeno un punto.</p>
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<p>Miguel Oliveira (Red Bull KTM Tech 3) è il miglior pilota KTM al traguardo grazie al 13° posto dopo aver lottato a lungo con Iannone. Questa non è stata una settimana semplice per la casa austriaca che in pochi giorni annuncia il divorzio anticipato con Johann Zarco e la frattura al polso sinistro di Pol Espargaro nella FP4.</p>
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		<title>MotoGP qualifiche Aragon: Marquez è in pole ma le Yamaha non lo fanno scappare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 14:12:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Aragon]]></category>
		<category><![CDATA[Qualifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gran Premio Michelin de Aragon vede uno dei padroni di casa scattare dalla prima casella dello schieramento. È Marc Marquez (Repsol Honda Team) che però non può permettersi di abbassare la guardia perché le Yamaha continuano ad essere la sua principale minaccia. Secondo miglior tempo per Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) seguito da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Gran Premio Michelin de Aragon vede uno dei padroni di casa scattare dalla prima casella dello schieramento. È Marc Marquez (Repsol Honda Team) che però non può permettersi di abbassare la guardia perché le Yamaha continuano ad essere la sua principale minaccia. Secondo miglior tempo per Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) seguito da Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) distaccati da appena tre decimi tra il primo e il terzo.</p>
<p>Qualifica complicata per la Ducati, Jack Miller (Pramac Racing) piazza la prima Desmosedici in quarta posizione, mentre i due ufficiali, Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, sono relativamente in decima e 15esima posizione. La situazione è molto diversa al box Aprilia Racing Team Gresini visto che per la prima volta entrambe le Aprilia sono state in Q2. Aleix Espargaro è quinto mentre Andrea Iannone è 11°.</p>
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<p>Chiude la seconda fila Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) distaccato di 329.3 rispetto al poleman. Firma una buona qualifica Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) che, dopo essere passato per la Q1, chiude con l’ottavo tempo davanti a Joan Mir (Team SUZUKI ECSTAR) mentre il suo compagno di box non va oltre il 13° tempo.</p>
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<p>Manca all’appello Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) caduto nella FP4, è stato accompagnato all’ospedale di Barcellona per degli accertamenti e per valutare se il polso si è rotto o solo fratturato.</p>
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<p>Non perderti la gara dal MotorLand, i piloti della classe regina scenderanno in pista alle 13:00 per affrontare il 14° GP dell’anno.</p>
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		<title>MotoGP: Marquez il più veloce del venerdì ad Aragon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2019 19:20:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Aragon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sessione pomeridiana della MotoGP vede tre Yamaha in testa: Maverick Viñales registra il miglior crono seguito dal compagno di box Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) e Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT). Quarto crono per Marc Marquez (Repsol Honda Team) caduto a metà sessione, seguito da Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) e [&#8230;]</p>
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<p>La sessione pomeridiana della MotoGP vede tre Yamaha in testa: Maverick Viñales registra il miglior crono seguito dal compagno di box Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) e Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT).</p>
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<p>Quarto crono per Marc Marquez (Repsol Honda Team) caduto a metà sessione, seguito da Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) e a Jack Miller (Pramac Racing).</p>
<p>La prima Ducati ufficiale è quella di Andrea Dovizioso (Ducati Team) ottavo preceduto da Cal Crutchlow (LCR Honda CASTROL) e seguito dall’unico pilota Suzuki nella top 10, Joan Mir (Team SUZUKI ECSTAR) mentre Alex Rins la manca per un soffio registrando l’11° crono. Decimo crono per Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini), è invece 15° Andrea Iannone non ancora al massimo della forma dopo la caduta fatta a Misano.</p>
<p>Tra gli ufficiali fuori dai primi dieci ci sono Danilo Petrucci (Ducati Team) che ha provato una gomma morbida col la quale non riesce a guidare come vorrebbe; Mika Kallio (Red Bull KTM Factory Racing) nuovo pilota della casa austriaca per il resto della stagione e Jorge Lorenzo (Repsol Honda Team).</p>
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<p>Analizzando la combinata, troviamo Marquez in testa alla classifica dei tempi, crono da 1’46”869 registrato nella FP1, mentre nel pomeriggio è caduto alla curva 8 a 16 minuti dal termine. Il secondo tempo è quello di Viñales e il terzo di Rossi che durante la prima sessione di libere ha fatto i conti con dei problemi di elettronica poi sistemati in vista della prova pomeridiana.</p>
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<p>A meno di una settimana dalla sua miglior qualifica con la KTM, Pol Espargaro registra il quinto miglior tempo combinato piazzandosi alle spalle di Quartararo, molto competitivo anche ad Aragon.</p>
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<p>Le Ducati migliorano ma la coppia di ufficiali è preceduta da Miller, sesto a mezzo secondo da Marquez, mentre Dovi è ottavo a 0.035 dall’australiano.</p>
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<p>I primi 10 della combinata:</p>
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<p>1. Marc Marquez (Repsol Honda Team) 1:46.869<br />
2. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 1.145<br />
3. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 1.202<br />
4. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) + 1.248<br />
5. Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) + 1.523<br />
6. Jack Miller (Pramac Racing) + 1.573<br />
7. Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) + 1.581<br />
8. Andrea Dovizioso (Ducati Team) + 1.608<br />
9. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) + 1.772<br />
10. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) + 1.835</p>
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		<title>MotoGP: Kallio sostituirà Zarco per il resto della stagione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 16:37:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[kallio]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
		<category><![CDATA[zarco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cambi importanti nel Red Bull KTM Factory Racing. Johann Zarco, che aveva già detto di non voler continuare il suo percorso con KTM la prossima stagione modificando i termini del contratto, non tornerà in sella alla RC16 per il resto del 2019 come comunicato dal costruttore austriaco questo stesso martedì che precede il GP di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
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<p>Cambi importanti nel Red Bull KTM Factory Racing. Johann Zarco, <a href="https://www.giornalemotori.com/2019/08/12/motogp-ktm-zarco-matrimonio-finito/">che aveva già detto di non voler continuare il suo percorso con KTM la prossima stagione modificando i termini del contratto</a>, non tornerà in sella alla RC16 per il resto del 2019 come comunicato dal costruttore austriaco questo stesso martedì che precede il GP di Aragon.</p>
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<p>A prendere il posto del francese sarà Mika Kallio. Zarco e la KTM decisero ad agosto di mettere fine ai propri vincoli contrattuali al termine del 2019 però l’evoluzione e il lavoro attuale hanno dato esigenza ad altre priorità. Come riportato dal comunicato, il francese sarà esonerato dai suoi obblighi in MotoGP però il suo contratto con KTM resterà valido fino alla fine della stagione.</p>
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<p>La casa austriaca si trova in una fase cruciale del suo progetto in MotoGP e nello sviluppo della RC16. A Mattighofen considerano molto l’esperienza di Kallio sviluppata durante i test e credono che abbia un ruolo fondamentale per ottenere dati relativi alle prestazioni in gara insieme a Pol Espargaro che si è qualificato sette volte in top 10 nel corso del 2019 ha ottenuto il secondo miglior tempo al Octo di San Marino e della Riviera di Rimini GP.</p>
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<p>Kallio, che ha esordito con la KTM in MotoGP a Valencia nel 2016 ha contribuito allo sviluppo della RC16 disputando, sette wildcard tra il 2016 e il 2018. Con due piazzamenti nella top 10, un totale di 16 vittorie e 49 podi nelle categorie inferiori, Kallio è lieto di offrire un nuovo slancio alla KTM in classe regina per affrontare insieme il finale di stagione 2019.</p>
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<p><strong>Pit Beirer &#8211; Direttore sportivo KTM Motorsport</strong>: <em>&#8220;Dobbiamo prendere decisione per assicurarci di usare al meglio le nostre risorse e, in questo momento, stiamo sulla buona strada con la nostra struttura MotoGP™. Crediamo fermamente che Mika possa aiutarci in questa tappa grazie alla sua conoscenza ed esperienza. È estremamente importante verificare i risultati dei nostri test in condizioni reali di gara per iniziare la nostra stagione 2020 nel miglior modo possibile.</em></p>
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<p><em>Mika ha dimostrato grandi abilità sulla RC16 e siamo contenti di vederlo tornare a far parte della nostra squadra come pilota. Senza dubbio entreremo in una nuova fase con la moto #82 mente ci batteremo per ottenere punti nel corso delle ultime gare della stagione. Allo stesso tempo, vogliamo ringraziare Johann per i suoi sforzi da quando si è unito a questo ambizioso progetto a novembre dello scorso anno. Adesso dobbiamo pensare al futuro e fare un passo in questa direzione. KTM continuerà ad appoggiare fino alla fine del 2019 e gli auguriamo il meglio per il suo futuro”.</em></p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2019/09/17/motogp-kallio-sostituira-zarco-per-il-resto-della-stagione/">MotoGP: Kallio sostituirà Zarco per il resto della stagione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>MotoGP: Yamaha in forma a Misano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 11:53:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[gp misano]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le qualifiche del sabato sono state molto positive per la casa dei tre diapason, lo è stata altrettanto la gara anche se a tagliare per prima il traguardo sia stata una Honda. Al comando per 20 giri, Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) ha sperato di poter essere il vincitore ma nel corso dell’ultima tornata Marc [&#8230;]</p>
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<p>Le qualifiche del sabato sono state molto positive per la casa dei tre diapason, lo è stata altrettanto la gara anche se a tagliare per prima il traguardo sia stata una Honda.</p>
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<p>Al comando per 20 giri, Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) ha sperato di poter essere il vincitore ma nel corso dell’ultima tornata Marc Marquez (Repsol Honda Team) ha avuto la meglio nel duello.</p>
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<p>Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) conquista la pole position e, al termine della qualifica, sembra fiducioso in vista del grande appuntamento del fine settimana: “Abbiamo fatto un buon lavoro. Abbiamo dato il massimo, non è stato sufficiente ma abbiamo fatto una buona partenza perché stiamo facendo passi avanti ed è questo quello che conta”.</p>
<p>Il risultato in gara di Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) rispecchia le aspettative che il Dottore e la sua squadra si erano prefissati anche se salire sul podio sarebbe stata la ciliegina sulla torta nel suo GP di casa. Il pesarese è scattato dalla settima casella per finire la gara col quarto posto: “Speravo di poter lottare per il podio, sarebbe stato bellissimo qui davanti a tutti questi tifosi, ma la gara è stata un po’ quella che ci aspettavamo &#8211; spiega il nove volte iridato &#8211; I primi tre sono stati più veloci di noi per tutto il fine settimana mentre noi non siamo riusciti a migliorare tanto. Siamo un po’ lontani dai primi, dobbiamo lavorare”.</p>
<p>La quinta Yamaha al traguardo è quella di Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT), consistente durante tutto il fine settimana e impegnato a migliorare ad ogni appuntamento: “Sono molto soddisfatto del risultato &#8211; spiega il pilota romano &#8211; Siamo stati veloci durante tutto il fine settimana e avevo buone sensazioni in moto ma purtroppo in gara le temperature dell’asfalto sono aumentate e hanno ridotto il mio grip rispetto a quello che avevo in prova per cui ho dovuto rallentare il ritmo per assicurarmi il risultato”. Col quinto posto il suo GP numero 100.</p>
<p>Tra meno di una settimana i piloti Yamaha saranno di nuovo in pista, impegnati a confermare i risultati ottenuti a Misano.</p>
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		<title>Qualifiche MotoGP Misano: Viñales strappa la pole ad Espargaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2019 15:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[gp misano]]></category>
		<category><![CDATA[Qualifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Misano World Circuit Marco Simoncelli sono i protagonisti della MotoGP™ ad alzare le temperature. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) firma il miglior tempo togliendo la pole position provvisoria a Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) che è comunque felice di regalare la prima fila alla casa austriaca grazie alla seconda piazza. Terzo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al Misano World Circuit Marco Simoncelli sono i protagonisti della MotoGP™ ad alzare le temperature. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) firma il miglior tempo togliendo la pole position provvisoria a Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) che è comunque felice di regalare la prima fila alla casa austriaca grazie alla seconda piazza. Terzo è Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) dopo aver trascorso parte della sessione in testa alla classifica dei tempi.</p>
<p>Apre la seconda fila Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) veloce durante tutta la qualifica. Alle sue spalle si piazza Marc Marquez (Repsol Honda Team) davanti ad Andrea Dovizioso che riesce a portare la Ducati in sesta posizione. Non è stato un fine settima semplice fino ad ora per la squadra emiliana ma il vincitore della gara di Misano nel 2018 sembra essere riuscito a trovare una soluzione per scattare dalla seconda fila mentre i suoi compagni di squadra sono fuori dai primi dieci, Michele Pirro è 12° mentre Danilo Petrucci non ha avuto accesso alla Q2.</p>
<p>Settimo crono per Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP). Il Dottore non vince a Misano dal 2009 e, dieci stagioni più tardi, salire sul gradino più alto del podio è il suo principale obiettivo per la gara di casa. Una rimonta del pesarese è possibile pur partendo dalla terza fila visto che su questa pista le M1 hanno dimostrato di essere le padrone di casa restando costantemente tra le prime nove posizioni in tutte le sessioni di questo fine settimana.</p>
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<p>Splende il sole nel box Red Bull KTM Factory Racing perché, oltre al secondo posto di Espargaro, anche Johann Zarco ottiene il suo miglior risultato della stagione firmando l’ottavo tempo. Chiude la terza fila Alex Rins (Team SUZUKI ECSTAR)  ad un secondo esatto di distacco da Viñales seguito dal suo compagno di box Joan Mir.</p>
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<p>Finisce in anticipo il fine settimana per Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini) dichiarato <em>unfit</em> dopo la caduta fatta durante la FP3.1. Maverick Viñales &#8211; <em>(Monster Energy Yamaha)</em> &#8211; 1:32.265</p>
<p>2. Pol Espargaró &#8211; <em>(Red Bull KTM Factory Racing)</em> &#8211; +0.295<br />
3. Fabio Quartararo &#8211; <em>(Petronas Yamaha SRT)</em> &#8211; +0.306<br />
4. Franco Morbidelli &#8211; <em>(Petronas Yamaha SRT)</em> &#8211; +0.445<br />
5. Marc Márquez &#8211; <em>(Repsol Honda Team)</em> &#8211; +0.477<br />
6. Andrea Dovizioso &#8211; <em>(Ducati Team)</em> &#8211; +0.773<br />
7. Valentino Rossi &#8211; <em>(Monster Energy Yamaha)</em> &#8211; +0.814<br />
8. Johann Zarco &#8211; <em>(Red Bull KTM Factory Racing)</em> &#8211; +0.858<br />
9. Álex Rins &#8211; <em>(Team Suzuki Ecstar)</em> &#8211; +1.000<br />
10. Joan Mir &#8211; <em>(Team Suzuki Ecstar)</em> &#8211; +1.166</p>
<p>Foto: Andrea Bonora Photoagency</p>
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		<title>MotoGP: è subito battaglia tra Yamaha e Marquez nel primo giorno di libere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2019 17:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che il Misano World Circuit Marco Simoncelli fosse una pista dove la casa dei tre diapason fosse competitiva lo dimostrano le statistiche e durante la seconda sessione di prove libere i suoi piloti lo hanno confermato. Primo tra tutti Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) che ha registrato il miglior crono da 1’32”775 seguito dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che il Misano World Circuit Marco Simoncelli fosse una pista dove la casa dei tre diapason fosse competitiva lo dimostrano le statistiche e durante la seconda sessione di prove libere i suoi piloti lo hanno confermato. Primo tra tutti Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) che ha registrato il miglior crono da 1’32”775 seguito dal leader della FP1, Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) e al leader della classifica generale, Marc Marquez (Repsol Honda Team).</p>
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<p>Il campione del mondo in carica è andato subito al comando della FP2 ma poco dopo Quartararo ha battuto il suo miglior tempo. Nella prima parte della sessione anche Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) è stato nella top 10 insieme a Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) e a Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP).</p>
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<p>Durante la FP2 i piloti hanno provato diversi tipi di gomme in vista della gara di domenica. Ma è stato a dieci minuti dal termine della sessione che tutti hanno iniziato a spingere.</p>
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<p>Rossi e Viñales hanno montato sulle rispettive M1 un nuovo scarico in carbonio. Questo fine settimana sarà importante per la squdra ufficiale Yamaha che, dopo i due giorni di test della scorsa settimana, è pronta a tornare sul podio. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) registra il quinto miglior tempo pomeridiano su una pista dove spera di ottenere ottimi risultati.</p>
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<p>Conclude una giornata positiva Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing), sesto nelle FP2 dopo aver chiuso anche la sessione mattutina nella top 10. La situazione è invece molto diversa per i piloti del Ducati Team, Danilo Petrucci, settimo, davanti al compagno di squadra Andrea Dovizioso a più di un secondo di distacco dallo spagnolo leader della sessione. Michele Pirro, miglior ducatista della FP1, registra il 15° tempo nel pomeriggio ed è preceduto dalla Ducati di Francesco Bagnaia (Pramac Racing). Alex Rins (Team SUZUKI ECSTAR) e Cal Crutchlow (LCR Honda CASTROL) chiudono la top 10 della FP2.</p>
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<p>La maggior parte dei piloti ha migliorato i propri paramentri nel corso della sessione pomeridiana fatta eccezione per Pirro, settimo, e Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) nono assoluto.</p>
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<p>La top 10 della classifica combinata:</p>
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<p>1. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) 1:32.775<br />
2. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) + 0.057<br />
3. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 0.396<br />
4. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.695<br />
5. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) + 0.749<br />
6. Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) + 0.849<br />
7. Michele Pirro (Ducati Team) + 0.929<br />
8. Danilo Petrucci (Ducati Team) + 0.953<br />
9. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) + 0.987<br />
10. Andrea Dovizioso (Ducati Team) + 1.051</p>
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<p>Foto: Andrea Bonora Photoagency</p>
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		<title>MotoGP: Brembo ci porta alla scoperta di Misano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2019 00:02:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Misano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ad inaugurare l’ultimo terzo del Mondiale della MotoGP è il GP di San Marino e della Riviera di Rimini, in programma dal 13 al 15 settembre al Misano World Circuit Marco Simoncelli. Situato ad una ventina di chilometri da Rimini e a un paio di chilometri dal Mare Adriatico, è intitolato dal 2012 allo sfortunato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ad inaugurare l’ultimo terzo del Mondiale della MotoGP è il GP di San Marino e della Riviera di Rimini, in programma dal 13 al 15 settembre al Misano World Circuit Marco Simoncelli.</p>
<p>Situato ad una ventina di chilometri da Rimini e a un paio di chilometri dal Mare Adriatico, è intitolato dal 2012 allo sfortunato pilota che ha perso la vita 8 anni fa a Sepang.<br />
Progettato nel 1969, l’autodromo di Misano ha subito diverse modifiche fino ad arrivare nel 2008 alla configurazione attuale da 4.226 metri.<br />
Su questo tracciato gareggia anche il Mondiale Superbike ma pur usando la stessa configurazione l’impiego dei freni è differente: la più grande discrepanza riguarda il Curvone (curva 11) perché i piloti MotoGP sono costretti a dare una toccatina ai freni (1,3 secondi), indispensabile per perdere una cinquantina di km/h, mentre quelli Superbike possono affrontarla in pieno, complice la minore velocità.<br />
Naturalmente, anche gli spazi di frenata delle MotoGP sono inferiori grazie ai freni in carbonio che invece sono banditi da regolamento in Superbike.<br />
Ciò però richiede ai piloti della MotoGP uno sforzo maggiore ogni volta che tirano la leva del freno. L’estrema tortuosità della pista impedisce di raggiungere, anche solo in un punto, i 300 km/h. Essendo però presenti 5 curve da affrontare ad un massimo di 90 km/h le decelerazioni sono comunque significative.<br />
​Un ulteriore problema, in termini di raffreddamento degli impianti, è dato dalle temperature ambientali: durante la gara del 2016 la temperatura dell’asfalto era di 43 gradi.</p>
<p>Secondo i tecnici Brembo che assistono il 100 per cento dei piloti della MotoGP 2019, il Misano World Circuit Marco Simoncelli rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, valore identico, fra le gare restanti, solo a Buriram e Valencia.​</p>
<h3><strong>L’impegno dei freni durante il GP</strong></h3>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-85390 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/09/13_italia.gif" alt="13 italia" width="480" height="600" title="MotoGP: Brembo ci porta alla scoperta di Misano 14">Alle 16 curve del tracciato corrispondono 11 frenate, una diversa dall’altra: ce n’è una che richiede 4 secondi e mezzo, altre di poco superiori al secondo, ed altre ancora di 3 secondi.</p>
<p>Durante un intero giro le MotoGP usano i freni per 28 secondi come le Superbike. Sui 27 giri di gara ciascuna MotoGP fa ricorso ai freni per oltre 12 minuti e mezzo.</p>
<p>Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva Brembo del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera i 1.050 kg, a fronte degli 834 kg dei piloti Superbike che però gareggiano su una distanza di 21 giri.</p>
<p>​Sul singolo giro lo sforzo vede prevalere le MotoGP sulle Superbike: 39,2 kg a 39,7 kg. La media delle decelerazioni massime della MotoGP su questa pista è di 1,19 g a fronte degli 1,08 g della Superbike: gli 1,19 g possono sembrare un valore modesto ma sono superiori di 0,05 g alla massima decelerazione ottenibile con la Infiniti FX45.</p>
<h3><strong>Le frenate più impegnative</strong></h3>
<p>Delle 11 frenate del Misano World Circuit Marco Simoncelli 3 sono considerate altamente impegnative per i freni mentre 2 sono di media difficoltà e le restanti 6 sono light.</p>
<p>A differenza della Superbike, per la MotoGP la frenata alla Quercia (curva 8) è la più difficile della pista: le MotoGP frenano da 294 km/h a 82 km/h in 4,5 secondi durante i quali percorrono 213 metri.<br />
Alle Superbike, pur arrivando con 24 km/h in meno servono invece 5 metri in meno.<br />
In questa curva la MotoGP prevale sulla Superbike anche alla voce decelerazione massima (1,5 g contro 1,3 g) ma riesce a contenere la pressione del liquido freno Brembo HTC 64T a 10,5 bar mentre il liquido freno Brembo della Superbike tocca gli 10,7 bar.</p>
<p>Alla prima curva dopo il traguardo la frenata è di 190 metri: la velocità persa è di 158 km/h, da 276 km/h a 118 km/h.<br />
Per le Superbike il delta di velocità è più basso (146 km/h), ma l’uso dei dischi in acciaio si traduce in uno spazio di frenata più alto, 192 metri.</p>
<h3><strong>Prestazioni Brembo</strong></h3>
<p>Dal 2007, anno in cui è tornato in pianta stabile nel Mondiale, il Misano World Circuit Marco Simoncelli ha visto sempre trionfare in MotoGP le moto con freni Brembo.</p>
<p>Tre volte ciascuno hanno vinto Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, 2 Dani Pedrosa e Marc Marquez.<br />
​La Ducati ha vinto nel 2018 con Andrea Dovizioso. Maverick Viñales invece non vi ha mai vinto, nemmeno nelle classi inferiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Misano segnerà l’anno zero di Lorenzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 19:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Misano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non siamo abituati a vedere il nome di Jorge Lorenzo (Repsol Honda Team) in 19eisma posizione nella classifica di campionato e con 21 punti complessivi. Il cinque volte campione del mondo si prepara alla sfida di Misano, un circuito dove in passato ha ottenuto ottimi risultati. Fino ad ora, ogni pronostico è stato smentito, ma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non siamo abituati a vedere il nome di Jorge Lorenzo (Repsol Honda Team) in 19eisma posizione nella classifica di campionato e con 21 punti complessivi. Il cinque volte campione del mondo si prepara alla sfida di Misano, un circuito dove in passato ha ottenuto ottimi risultati.</p>
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<p>Fino ad ora, ogni pronostico è stato smentito, ma in visto del Gran Premio Octo di San Marino e della Riviera di Rimini, Lorenzo potrebbe tornare a fare importanti passi avanti. I numeri dimostrano che quella di Misano è una pista dove lo spagnolo è stato spesso protagonista.</p>
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<p>Dal suo esordio in classe regina, nel 2008 con la Yamaha, ‘Por Fuera’ è salito otto volte sul podio, tre delle quali sul gradino più alto (dal 2011 al 2013), si è classificato quattro volte secondo (nel 2008, 2009, 2010 e 2014) e una sola volta terzo (2016). Gli anni neri in questo appuntamento sono stati il 2015, 2017 e il 2018 quando non ha ottenuto nessun punto.</p>
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<p>Analizzando le qualifiche, Lorenzo è scattato cinque volte dalla pole position, una delle quali con la Ducati nel 2018, in quattro occasioni dalla seconda casella dello schieramento e due volte ha chiuso la prima fila. La sua peggior qualifica a Misano è stata quella del 2017 quando partì quinto. Ma i dati su cui si concentreranno lo spagnolo e la sua squadra sono molto più recenti, ossia quelli raccolti durante gli ultimi test svoltisi durante la pausa tra il Gran Premio del Regno Unito e quello di San Marino sulla pista romagnola.</p>
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<p><em>“Ogni giorno mi sento più forte e posso spingere di più rispetto a quello precedente e la pausa tra le gare mi ha aiutato. Ho voglia di salire di nuovo in moto e vedere come mi sento fisicamente in sella alla RC213V”. Afferma Lorenzo. “Anche se non ho affrontato tutto il test, abbiamo comunque ottenuto informazioni valide per poter iniziare bene il fine settimana. In passato, quella di Misano è stata una buona tappa per me, quindi spero che durante questi giorni possiamo continuare a ridurre il distacco”.</em></p>
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		<title>MotoGP Silverstone: Rins trionfa davanti a Marquez</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2019 15:13:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[gp inghilterra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) vince il GP di Gran Bretagna dopo un duello emozionante con Marc Marquez (Repsol Honda). Una gara che da subito riserva un colpo di scena, al via due sicuri protagonisti della bagarre escono di scena: Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) cade e Andrea Dovizioso (Ducati Team) non può evitare il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) vince il GP di Gran Bretagna dopo un duello emozionante con Marc Marquez (Repsol Honda). Una gara che da subito riserva un colpo di scena, al via due sicuri protagonisti della bagarre escono di scena: Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) cade e Andrea Dovizioso (Ducati Team) non può evitare il suo prototipo. Per il forlivese è un pesante zero iridato e una brutta botta alla schiena.</p>
<p>Al via è Marquez che detta il passo dopo la partenza dalla pole. Sarà il tema della gara, il pilota Honda è inseguito però da Alex Rins. Una prova maiuscola quella dei due iberici che monopolizzano l’attenzione. Marquez vola sull’1:59s, Rins risponde; sarà il tema della corsa con qualche tentativo di Rins di rubargli la leadership.</p>
<p>Nelle battute finali, il pilota Suzuki prova un attacco all’esterno dell’ultima curva (dirà che pensava fosse l’ultimo giro) ritentando la stessa manovra all’interno nel corso dell’ultimo passaggio. Taglia il traguardo come primo con un vantaggio di un metro su Marquez e regala a Suzuki la seconda vittoria annuale. Ancora una volta, dopo il 2016, Silverstone regala gioie alla marca di Hamamatsu.</p>
<p>Con l’uscita di scena di Quartararo, sono le Yamaha ufficiali le candidate al podio. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) prova a stare nelle zone calde della corsa ma è superato dal collega di box Maverick Viñales. È il numero 12 a farsi sotto al duo di testa ma senza mai impensierirlo veramente. Taglia il traguardo come terzo, dopo un grande recupero nei giri conclusivi chiudendo a 0,6s da Rins. Per Rossi, partito dalla seconda casella, il quarto posto.</p>
<p>Chiude la top 5 Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT). Sesto posto per Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol), settimo è Danilo Petrucci (Ducati Team) e ottavo per Jack Miller (Pramac Racing) che aveva brillato in qualifica con il terzo tempo ma in gara non raccoglie quanto sperato. Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini) è decimo davanti a Francesco Bagnaia (Pramac Racing).</p>
<p>La prova di Jorge Lorenzo (Repsol Honda) è in salita. Il maiorchino chiude il GP del rientro dall’infortunio con un sofferto 14esimo tempo.</p>
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		<title>Qualifiche MotoGP Silverstone: Marquez in pole seguito da Rossi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Aug 2019 16:41:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[gp silverstone]]></category>
		<category><![CDATA[qualfiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez detta il passo in qualifica a Silverstone. Il leader della categoria e pilota Repsol Honda infligge un distacco di 0,42s agli avversari diventando il riferimento della Q2 con il crono di 1:58.168s. È la pole numero 8 della stagione che lo innalza ad una percentuale marziana di partenze al palo in MotoGP, ossia, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Marc Marquez detta il passo in qualifica a Silverstone. Il leader della categoria e pilota Repsol Honda infligge un distacco di 0,42s agli avversari diventando il riferimento della Q2 con il crono di 1:58.168s. È la pole numero 8 della stagione che lo innalza ad una percentuale marziana di partenze al palo in MotoGP, ossia, il 50% dei suoi inizi gara sono stati dalla prima casella (60 su 120).</p>
<p>Primo degli avversari di Marquez è un agguerrito Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP), autore di una prestazione maiuscola e di un giro perfetto. I due compiono il giro lanciato praticamente in parallelo con lo spagnolo nella scia del Dottore. Vicino a Rossi si posiziona Jack Miller (Pramac Racing), che chiude la prima fila pagando un distacco di 0,43s.</p>
<p>Escono ridimensionati dalla Q2 britannica, Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT), grande protagonista delle libere ma, probabilmente frenato di un problema tecnico e costretto al cambio di moto, questa volta autore del quarto tempo e Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP), sesto. Tra i due piloti di Iwata la GSX – RR di Alex Rins.</p>
<p>Apre la terza fila Andrea Dovizioso (Ducati Team), arrivato nella lotta per la pole dalla Q2 e mette a referto l’ottavo crono Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT).</p>
<p>Caduta di Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) alla curva sette. Per il pilota di casa e alfiere LCR Honda Castrol il via dalla nona casella.</p>
<p>1. Marc Marquez (Repsol Honda Team) 1:58.168<br />
2. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.428<br />
3. Jack Miller (Pramac Racing) + 0.434<br />
4. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) + 0.444<br />
5. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 0.502<br />
6. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.594<br />
7. Andrea Dovizioso (Ducati Team) + 0.594<br />
8. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) + 0.928<br />
9. Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) + 1.075<br />
10. Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu) + 1.259<br />
11. Danilo Petrucci (Ducati Team) + 1.319<br />
12. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) + 1.452</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MotoGP: a Silverstone nelle prime libere Quartararo è imprendibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Lunardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 15:39:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[BritishGP]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Quartararo]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tempo stratosferico quello messo a segno da Fabio Quartararo in questo venerdì di prove libere in quel di Silverstone. Nelle prime due sessioni di libere, Quartararo ha siglato un 1:59:225 che gli ha permesso di stampare un nuovo fenomenale giro record. El Diablo conclude, così, in testa la giornata di venerdì staccando Marc Marquez [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un tempo stratosferico quello messo a segno da Fabio Quartararo in questo venerdì di prove libere in quel di <a href="https://www.giornalemotori.com/2019/08/22/motogp-brembo-ci-porta-tra-le-curve-di-silverstone/">Silverstone</a>. Nelle prime due sessioni di libere, Quartararo ha siglato un 1:59:225 che gli ha permesso di stampare un nuovo fenomenale giro record. El Diablo conclude, così, in testa la giornata di venerdì staccando Marc Marquez di un quarto di secondo. Il tempo del pilota spagnolo, infatti, si è fermato a 251 millesimi di secondo da quello di Quartararo. Chiude la top 3 Maverick Vinales.</p>
<p>La FP1 sono iniziate sotto le nuvole inglese ed i piloti della MotoGP non hanno potuto testare al meglio il circuito inglese. Già dal termine della prima sessione di libere, Quartararo si è imposto con uno strepitoso tempo a più di mezzo secondo da Marc Marquez ma nessuno si aspettava anche il bis. Molti sono stati i piloti, però, che si sono migliorati nella seconda sessione di libere e che sono riusciti a scendere, addirittura, sotto il muro dei 2 minuti. Nelle FP1 solo Quartararo è riuscito a sfondare tale soglia.</p>
<h4>Marquez a terra, Ducati &#8220;ni&#8221;</h4>
<p>Nelle FP2, infatti, troviamo sotto il muro dei 2 minuti i primi 5: Quartararo, Marquez, Vinales, Rossi e Crutchlow. Nelle FP2 siamo stati, poi, partecipi di un evento tanto solito quanto vedere la morte di un papa. Marc Marquez scivola a terra per la prima volta dal Q2 di Le Mans. Fortunatamente nessun problema per l&#8217;alfiere del team Honda Repsol che è ritornato ai box pronto a ripartire.</p>
<p>Buoni posizionamenti anche per le Ducati con Andrea Dovizioso in 6° posizione nelle due sessioni e migliore alfiere rosso in pista. Petrucci e Miller chiudono la top 10 nelle FP1 mentre le FP2 vedono l&#8217;australiano azzannare la 9° posizione mentre l&#8217;italiano slittare in 10°. Cambio di posizione per i due piloti del team di Borgo Panigale. Brutta prestazione, ancora, per Francesco Bagnaia solo 14° e 16° lontanissimo dalla vetta.</p>
<p>I tempi di Quartararo, Rossi e Nakagami, inizialmente cancellati per aver superato i limiti della pista, vengono restituiti ai piloti dopo attenta visione. La classifica resta quella confermata al termine delle FP2</p>
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		<title>MotoGP, Brembo ci porta tra le curve di Silverstone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2019 09:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Brembo]]></category>
		<category><![CDATA[gp silverstone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La MotoGP torna sulla pista di Silverstone per il 12° appuntamento stagionale dal 23 al 25 agosto. Edificato dopo la Seconda Guerra Mondiale su un vecchio aeroporto, appena fuori dal villaggio di Silverstone (2.100 abitanti oggi), è stato teatro del GP inaugurale del Mondiale di Formula 1, nel 1950. ​ Le moto del Mondiale vi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La MotoGP torna sulla pista di Silverstone per il 12° appuntamento stagionale dal 23 al 25 agosto. Edificato dopo la Seconda Guerra Mondiale su un vecchio aeroporto, appena fuori dal villaggio di Silverstone (2.100 abitanti oggi), è stato teatro del GP inaugurale del Mondiale di Formula 1, nel 1950. ​</p>
<p>Le moto del Mondiale vi sono però arrivate solo nel 1977 perché in precedenza il GP Gran Bretagna era organizzato all’Isola di Man. ​La pista usata dalla MotoGP misura 5,9 km, valore che la rende la più lunga del Mondiale. ​</p>
<p>Un altro elemento caratteristico è la pioggia che solitamente fa capolino almeno una volta durante il week-end: nel 2015 le precipitazioni condizionarono la gara vinta da Valentino Rossi mentre nel 2016 la Q2 si disputò sotto un autentico nubifragio. ​</p>
<p>Ma se in passato, in presenza di pioggia, i piloti della MotoGP si affidavano ai dischi in acciaio, non è detto che lo facciano anche quest’anno. ​</p>
<p>Come si è già visto nel 2017 a Misano e Motegi, infatti, i dischi Brembo in carbonio di ultimissima generazione sembrano adatti anche all’impiego sul bagnato. ​</p>
<p>Secondo i tecnici Brembo che assistono il 100 per cento dei piloti della MotoGP 2019, il Silverstone Circuit rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni.</p>
<p>​In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, valore identico, fra le gare restanti, solo a Misano, Buriram e Valencia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>L’impegno dei freni durante il GP </strong></h3>
<p>Alle 18 curve del tracciato corrispondono 10 frenate e per 7 di queste i freni vengono usati per più di 3 secondi. Durante un intero giro le MotoGP usano i freni per 34 secondi che si traducono in oltre 11 minuti nel corso di tutta la gara. In altri termini, ciascuna moto percorrerà in tutto 33 km con l’impianto frenante in funzione.</p>
<p>Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva Brembo del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore sfiora gli 800 kg: in pratica, quindi, per ogni minuto di gara lo sforzo ammonta a 20 kg. La media delle decelerazioni massime della MotoGP su questa pista è di 1,11 g ma il valore sarebbe più alto senza 3 curve in cui la decelerazione ammonta a 0,6-0,7 g.</p>
<p>​Ciò nonostante la media della MotoGP al GP Bretagna supera di 0,1g la decelerazione della Tesla Model X.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dati: <a href="http://www.brembo.com" target="_blank" rel="noopener">Brembo</a></p>
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		<title>Rossi ottimista: “Silverstone, pista amica della Yamaha”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2019 18:12:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[gp silverstone]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel Regno Unito il meteo sarà una variabile determinante. Lo scorso anno infatti non ha permesso di disputare le gare a causa della pioggia torrenziale. Ora i piloti si preparano alla sfida del GoPro British Grand Prix in programma a Silverstone questo fine settimana. Valentino Rossi è pronto a recuperare terreno in uno dei suoi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Regno Unito il meteo sarà una variabile determinante. Lo scorso anno infatti non ha permesso di disputare le gare a causa della pioggia torrenziale. Ora i piloti si preparano alla sfida del GoPro British Grand Prix in programma a Silverstone questo fine settimana.</p>
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<p>Valentino Rossi è pronto a recuperare terreno in uno dei suoi Gran Premi preferiti: “Amo Silverstone, è una delle mie cinque piste preferite. Mi piace molto perché è un circuito vecchio stile”. Nel 2017, il pesarese aveva ottenuto il terzo posto a meno di otto decimi di distacco dal vincitore, Andrea Dovizioso (Ducati Team) e a circa mezzo secondo dal suo compagno di squadra, Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP).</p>
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<p>Pur arrivando in Inghilterra come miglior pilota Yamaha nella classifica generale, il Dottore non potrà permettersi di abbassare al guardia visto che non si tratta di una pista che permette grandi margini d’errore: <em>“È molto lunga e tecnica; fare il giro veloce non è semplice perché ogni tornata è come intraprendere un viaggio. Quando riesci ad andare veloce è un vero piacere guidare qui. Ho dei ricordi bellissimi su questa pista ma tutto dipende dal tempo”.</em></p>
<p>Il meteo inglese è noto per essere variabile ed imprevedibile ma, in ogni caso, si è dimostrato essere determinante nello svolgimento delle gare: <em>“Guidare a Silverstone con delle condizioni meteorologiche complesse è pericoloso perché è un circuito veloce, per questo speriamo di trovare delle condizioni simili a quelle del 2017. Per essere veloci qui hai bisogno di avere buone sensazioni con la moto e stabilità”.</em></p>
<p>L’unica cosa che può fare Rossi è trovare il miglior assetto possibile adattandolo alla sua moto per poter così ottenere punti preziosi nella classifica generale:<em> “Ci sono molte curve veloci e lunghe quindi possiamo dire che sia una pista dove la Yamaha può essere molto competitiva. Speriamo che ci sia bel tempo perché l&#8217;anno scorso è stato un incubo e mi auguro che quest&#8217;anno sia un buon fine settimana anche per i fan”.</em></p>
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		<title>MotoGP, conclusi i test al KymiRing</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/08/20/motogp-conclusi-i-test-al-kymiring/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-conclusi-i-test-al-kymiring</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2019 17:04:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il secondo e ultimo giorno di test al nuovissimo KymiRing in Finlandia si è concluso prima del previsto a causa della forte pioggia caduta appena dopo le 16:00 ora locale. Tuttavia, la luce del sole e le temperature ben al di sopra dei venti gradi all&#8217;inizio della giornat, hanno permesso a tutti e sei i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="notranslate">Il secondo e ultimo giorno di test al nuovissimo KymiRing in Finlandia si è concluso prima del previsto a causa della forte pioggia caduta appena dopo le 16:00 ora locale.</span> <span class="notranslate"> Tuttavia, la luce del sole e le temperature ben al di sopra dei venti gradi all&#8217;inizio della giornat, hanno permesso a tutti </span><span class="notranslate">e sei i piloti della MotoGP di girare in condizioni asciutte.</span></p>
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<p><span class="notranslate">Alla fine della giornata, Bradley Smith è stato il più veloce grazie al tempo di 1:47.540, oltre dodici secondi più veloce di quanto sia riuscito nelle condizioni di bagnato di ieri, il che significa che il tester Aprilia lascia la Finlandia come detentore del record non ufficiale.</span> <span class="notranslate"> Il britannico, ora pronto a correre nel suo Gran Premio di casa con la squadra Petronas Sprinta Racing Moto2, è stato l&#8217;unico pilota in pista quando ha iniziato a piovere in maniera incessante tanto che si è ritrovato a metà tracciato con le gomme slick e la pista completamente allagata.</span></p>
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<p><span class="notranslate"> Il tester della Honda Stefan Bradl è terminato al secondo posto a 0,324 secondi dietro a Smith.</span></p>
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<p><span class="notranslate">Il collaudatore della Ducati, Michele Pirro, ha avuto una giornata intensa, concludendo al terzo posto.</span> <span class="notranslate"> L&#8217;italiano, che è sceso in pista con una carena modificata, è stato vittima di una caduta alla curva 11 senza tuttavia subire alcuna conseguenza fisica.<br />
</span></p>
<p><span class="notranslate">S</span><span class="notranslate">ylvain Guintoli su Suzuki, sostituto di Joan Mir per il Gran Premio di Gran Bretagna, ha chiuso la giornata al quarto posto a poco più di un decimo da Pirro.</span></p>
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<p><span class="notranslate"> Mika Kallio della KTM è stato di nuovo il primo pilota in pista questa mattina, per la gioia dei fan finlandesi presenti, e ha completato il maggior numero di giri della giornata con. Jonas Folger della Yamaha è solo un decimo dietro a Kallio, con tutti sei i piloti separati da poco più di un secondo e mezzo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Jorge Lorenzo torna in sella a Silverstone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2019 11:39:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[gp silverstone]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“È un bene essere pronto per tornare in pista”, sono le parole di Jorge Lorenzo a pochi giorni dal rientro nel GP di Gran Bretagna. Il numero 99 Repsol Honda ha finito la convalescenza e il recupero sembra ottimo dopo l’infortunio di ormai un mese fa. “È passato veramente tanto tempo da Assen, mi sarebbe [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“È un bene essere pronto per tornare in pista”</em>, sono le parole di Jorge Lorenzo a pochi giorni dal rientro nel GP di Gran Bretagna. Il numero 99 Repsol Honda ha finito la convalescenza e il recupero sembra ottimo dopo l’infortunio di ormai un mese fa. <em>“È passato veramente tanto tempo da Assen, mi sarebbe piaciuto tornare prima ma la natura dell’infortunio mi ha costretto ad una pausa più lunga”.</em> Per Lorenzo la frattura a due vertebre, riposo e successivamente allenamento per essere pronto alla seconda parte di campionato.</p>
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<p><em>“Ho lavorato duramente lontano dalla pista per essere pronto il prima possibile per Silverstone e so che avrò bisogno di un po’ di tempo per riabituarmi alla velocità. Sono felice di tornare a far parte della squadra, possiamo migliorare e raggiungere i risultati tanto attesi”</em>. Ha terminato il pilota Honda.</p>
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<p>Per Lorenzo ora lo step successivo sarà la visita medica e l’OK dei dottori del circuito.</p>
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		<title>MotoGP, Miller rinnova con Pramac</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Aug 2019 18:08:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[miller]]></category>
		<category><![CDATA[pramac]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jack Miller e Pramac Racing continuano la loro avventura e l’australiano sarà ancora pilota satellite Ducati per una stagione. Nel 2020 il numero 43 avrà una moto come quelle di fabbrica. L’annuncio affonda quindi le voci sul possibile ritorno di fiamma tra Ducati, via Pramac e Jorge Lorenzo. Per Miller invece, la rinnovata possibilità di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Jack Miller e Pramac Racing continuano la loro avventura e l’australiano sarà ancora pilota satellite Ducati per una stagione. Nel 2020 il numero 43 avrà una moto come quelle di fabbrica. L’annuncio affonda quindi le voci sul possibile ritorno di fiamma tra Ducati, via Pramac e Jorge Lorenzo. Per Miller invece, la rinnovata possibilità di dimostrare il suo lavoro nella formazioni più che satellite di Borgo Panigale.</p>
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<p><em>“Sono molto felice di aver raggiunto questo accordo”</em>. Dice Miller. <em>“Pramac Racing è un team che mi ha fatto sentire a mio agio fin dall’inizio e il mio rapporto con Ducati è sempre stato molto stretto. Avrò di nuovo una moto ufficiale a mia disposizione e farò del mio meglio per ottenere grandi risultati. Desidero ringraziare Ducati e il mio team per l’ottimo lavoro che hanno fatto finora”.</em></p>
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<p>Prosegue, Francesco Guidotti, il Team Manager Pramac Racing. <em>“Il nostro obiettivo principale è quello di far crescere i giovani piloti e dare loro la possibilità di guidare un giorno la Ducati ufficiale. Jack sta dimostrando di avere un grande talento e la sua posizione attuale nella classifica piloti ne è la conferma. Siamo orgogliosi di averlo con noi anche nella prossima stagione, ed ora vogliamo restare concentrati sul nostro lavoro per raggiungere altri risultati importanti in questa stagione”.</em></p>
<p>La parola alla Casa di Borgo Panigale, Paolo Ciabatti, direttore sportivo Ducati Corse afferma: <em>“Siamo davvero contenti di aver raggiunto un accordo con Pramac Racing che permetterà al nostro ‘factory supported team’ di mettere in campo le Desmosedici GP 20 sia per Jack che per Pecco nella prossima stagione. Per la prima volta Ducati avrà quattro moto identiche in MotoGP, due per la squadra Ducati ufficiale e due per Pramac Racing: questo eccezionale sforzo ci aiuterà a raccogliere e condividere maggiori informazioni e a migliorare il processo di sviluppo, con l’obiettivo di ottenere risultati ancora migliori e stimolare una competizione leale e positiva tra i nostri piloti”.</em> Termina. <em>“Siamo molto contenti che Jack continui con noi il prossimo anno, perché ha mostrato continui progressi da quando si è unito a noi nel 2018, e desideriamo ringraziare Pramac Racing per il loro continuo impegno con Ducati”.</em></p>
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		<title>MotoGP, KTM-Zarco, matrimonio finito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2019 11:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[KTM]]></category>
		<category><![CDATA[zarco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>KTM ha annunciato che Johann Zarco lascerà la KTM alla fine del 2019, romepndo quindi il contratto di due anni che era stato stipulato fra di loro. Il costruttore austriaco aveva ingaggiato per le stagioni 2019 e 2020 il due volte Campione della Moto2 Johann Zarco, dopo le due stagioni di debutto in MotoGP con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="ms-article_preview ms-mb"><span class="notranslate">KTM ha annunciato che Johann Zarco lascerà la KTM alla fine del 2019, romepndo quindi il contratto di due anni che era stato stipulato fra di loro.<br />
</span></p>
<div class="ms-article-content-wrapper ms-mtb">
<div class="ms-article-content">
<p><span class="notranslate"> Il costruttore austriaco aveva ingaggiato per le stagioni 2019 e 2020 il due volte Campione della Moto2 Johann Zarco, dopo le due stagioni di debutto in MotoGP con la Yamaha clienti del team Tech 3, dove aveva impressionato per le sue prestazioni (6 podi in due stagioni e quattro secondi posti come miglior risultato).<br />
</span></p>
<p><span class="notranslate">Ma con la KTM RC16 Zarco non è stato in grado di ripetere le prestazioni delle annate precedenti, segnando solamente 22 punti contro i 61 del suo compagno di squadra Pol Espargaro.<br />
</span></p>
<p><span class="notranslate"> Le prestazioni e l&#8217;approccio del francese <span data-bubbles="article" data-value="4383575">sono stati criticati dall&#8217;amministratore delegato della KTM Stefan Pierer,</span> e mentre la recente aggiunta <span data-bubbles="article" data-value="4389753">del nuovo manager e coach Jean-Michel Bayle</span> mirava a migliorare la situazione, Zarco e KTM hanno ora deciso di interrompere il loro matrimonio.</span></p>
<p><span class="notranslate"><em> &#8220;Zarco ha cercato di adattare il suo stile di guida alla KTM RC16 e il team ha cercato incessantemente di plasmare la moto secondo i desideri e le esigenze del francese mentre il compagno di squadra Pol Espargaro ha fatto regolari apparizioni nella Q2 e ha gareggiato costantemente per le prime 10 posizioni&#8221;</em>, si legge nella dichiarazione di KTM .</span></p>
<p><em><span class="notranslate"> &#8220;Alla fine, sia Johann che il team hanno deciso di non procedere con il loro progetto comune per il 2020 e ora si concentreranno sul dare il massimo per gli otto round finali e i restanti mesi della stagione 2019.&#8221;</span></em></p>
<p><span class="notranslate"> Pierer aveva confermato a <em>Speedweek</em> durante il weekend di Zeltweg che Zarco aveva richiesto una risoluzione anticipata dell&#8217;accordo, sebbene non fosse stato chiaro a KTM se il francese era intenzionato a terminare la stagione in corso, con il tester Mika Kallio come un opzione di backup.</span></p>
<p><span class="notranslate"> Deve ancora essere confermato chi prenderà il posto di Zarco per il 2020, anche se il debuttante della Tech 3 Miguel Oliveira, che ha concluso ottavo al Red Bull Ring,sembra l&#8217;opzione più ovvia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MotoGP: Dovizioso imperatore d&#8217;Austria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Aug 2019 17:58:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Austria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia si ripete, il Red Bull Ring è ancora pista Ducati e Andrea Dovizioso batte Marc Marquez all’ultima curva. Fotocopia del duello 2017 e simile, anche a quello del 2018, ma era un Marquez – Lorenzo. Ad ogni modo ila legge desmodromica continua a regnare a Spielberg. Marquez resta primo in campionato e Dovi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La storia si ripete, il Red Bull Ring è ancora pista Ducati e Andrea Dovizioso batte Marc Marquez all’ultima curva. Fotocopia del duello 2017 e simile, anche a quello del 2018, ma era un Marquez – Lorenzo. Ad ogni modo ila legge desmodromica continua a regnare a Spielberg. Marquez resta primo in campionato e Dovi torna a vincere dopo la gara apertura stagione a Losail. Sul podio anche Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT), al terzo arrivo utile nella classe regina. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) è quarto e torna primo pilota Yamaha in campionato.</p>
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<p>Le fasi iniziali della prova a Spielberg sono bellissime e la bagarre è subito accesa. Dalla pole scatta bene Marquez ed è subito duello con le Ducati. Jack Miller (Pramac Racing) esce di scena con una caduta dopo essere rimasto in corsa per il podio. Le Yamaha sono lì ed è Quartararo, ad attaccare dopo il via dalla seconda casella. Il rookie guida la corsa ma presto paga il motore poco muscolare della M1, resta terzo fino alla fine ma adesso primeggia nella classifica dei satellite.</p>
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<p>Sono Dovi e Marquez che salgono in cattedra, il nizzardo resta in terza posizione e alle sue spalle, Rossi non molla dopo la partenza dalla decima casella. Vale è lì, sembra che possa attaccare per raggiungere il podio ma i motori a V prendono il largo da metà gara con oltre 4 secondi di vantaggio. Quartararo resta terzo e si guarda le spalle dal nove volte campione. Tutto resta così: l’esordiente, la leggenda, Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) e Alex Rins (Team SUZUKI ECSTAR).</p>
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<p>Il focus si sposta sul duello finale Marquez – Dovi, e si risolve dopo che il forlivese di era messo al comando. Lo spagnolo attacca, Dovi risponde, si ripete e all’ultima curva il ducatista entra senza chiedere permesso e fa sua la gara. Perfezione muscolare e sono 25 punti che tengono aperte le speranze iridate.</p>
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<p>Seconda Ducati al traguardo è quella Francesco Bagnaia (Pramac Racing SRT), già alle migliori qualifiche e oggi alla miglior gara nella sua stagione d’esordio e chiusa al settimo posto.</p>
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<p>Ottavo Miguel Oliveira (Red Bull KTM Tech 3), chiude come nono Danilo Petrucci (Ducati Team), reduce da un fine settimana non facile. Decimo posto per Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT).</p>
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<p>Fanalino di coda Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini). Ritirati oltre a Miller, Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) e Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol).</p>
<p>Top 10:<br />
1. Andrea Dovizioso (Ducati Team)<br />
2. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 0.213<br />
3. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) + 6.117<br />
4. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 7.719<br />
5. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 8.674<br />
6. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 8.695<br />
7. Francesco Bagnaia (Pramac Racing) + 16.021<br />
8. Miguel Oliveira (Red Bull KTM Tech 3) + 16.206<br />
9. Danilo Petrucci (Ducati Team) + 17.350<br />
10. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) + 20.510</p>
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		<title>MotoGP: Lorenzo ritorna in Ducati?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 11:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Austria]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il GP d’Austria si apre nel nome di Jorge Lorenzo. Il numero 99 è assente, rientrerà a Silverstone, ma tengono banco le voci sul suo futuro. Futuro che potrebbe tingersi di rosso, rosso Ducati, ma con i colori della scuderia satellite Pramac Racing. “Pensavo che arrivasse il contratto, invece stiamo ancora aspettando”, Sono le parole [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il GP d’Austria si apre nel nome di Jorge Lorenzo. Il numero 99 è assente, rientrerà a Silverstone, ma tengono banco le voci sul suo futuro. Futuro che potrebbe tingersi di rosso, rosso Ducati, ma con i colori della scuderia satellite Pramac Racing.</p>
<p><em>“Pensavo che arrivasse il contratto, invece stiamo ancora aspettando”</em>, Sono le parole di Jack Miller, al quale Lorenzo teoricamente dovrà rubare il posto in sella alla DesmosediciGP. <em>“C’è di più quindi, vediamo quando tornerà Jorge dalle Maldive o da dove si trova ora”</em>. Sicuramente per Lorenzo non ci sono sconti ma è il grande presente di queste ore e occupa tutta la scena. <em>“A quel punto scopriremo che cosa ci aspetta ma io adesso mi concentro solo su quello che posso fare”</em>, Termina Miller. <em>“Posso dire che, guidando così, sarò ancora qui l’anno prossimo e che prima di questo fine settimana io e Pecco (Bagnaia, ndr) sapevamo che avremmo avuto la moto 2020 per la prossima stagione”.</em></p>
<p>Ne parla anche l’attuale compagno di box del maiorchino, Marc Marquez (Repsol Honda) leader della classifica generale e pronto ad un altro grande GP. <em>“Quello che so è che Jorge ha un altro anno in più con Honda. È un grande pilota, un campione ed è su una moto da titolo. Deve tornare a dimostrare il suo potenziale”</em>, prosegue Marquez. <em>“Penso che il suo ego e le sue ambizioni lo faranno restare, oppure, non compirà il suo sogno. Quando sposi un progetto come quello HRC è perché vuoi vincere gare e campionati”.</em></p>
<p>Andrea Dovizioso (Ducati Team), ex compagno di box di Lorenzo, dà ragione a Marquez mentre dice la sua sul tema, rispondendo alla stampa, Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP). <em>“Per me è una vera sorpresa sentire questa cosa”</em>, le parole del nove volte campione. <em>“Se guardiamo i risultati che ha avuto fino ad ora avrebbe senso il cambio. Ha avuto molti problemi con la Honda. L’anno scorso andava molto bene con la Ducati e, eccetto qualche caduta e infortunio, era molto competitivo”</em>, prosegue il Dottore.<em> “È nella scuderia Honda ufficiale, e credo che possa guidare questa moto al massimo ma deve modificare qualcosa. Ha anche avuto poca fortuna ed è arrivato all’inizio della stagione già infortunato. Quello è un momento fondamentale del campionato”. Termina Rossi. “La sua situazione non è facile ma con più tempo e più fortuna potrà essere competitivo”.</em></p>
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		<item>
		<title>MotoGP: a Brno Marquez festeggia la 50° vittoria in carriera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 18:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Brno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vincitore del Monster Energy Grand Prix České republiky è Marc Marquez (Repsol Honda Team), il campione del mondo in carica raggiunge un altro traguardo: a 26 anni è il quarto pilota nella storia a vincere 50 gare in classe regina. Dopo aver firmato la pole position numero 58, eguagliando quelle di Mick Doohan, lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
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<p>Il vincitore del Monster Energy Grand Prix České republiky è Marc Marquez (Repsol Honda Team), il campione del mondo in carica raggiunge un altro traguardo: a 26 anni è il quarto pilota nella storia a vincere 50 gare in classe regina.</p>
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<p>Dopo aver firmato la pole position numero 58, eguagliando quelle di Mick Doohan, lo spagnolo ha vinto una gara in solitaria vedendosi inseguire per tutto il tempo da Andrea Dovizioso (Ducati Team) e da Jack MILLER (Pramac Racing) che torna sul podio dopo il GP del Texas.</p>
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<p>L’inizio della gara è stato posticipato perché dopo la premiazione della Moto2 è piovuto per alcuni minuti rendendo le condizioni della pista miste e di conseguenza poco sicure. Il primo settore e le ultime curve erano bagnate mentre il resto del circuito era asciutto. La Direzione Gara ha così deciso di posticipare la partenza in modo che tutta la pista diventasse omogenea e di ridurre di tre tornate la corsa accorciandola a 20 giri complessivi.</p>
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<p>Mentre Marquez è andato subito al comando, un contatto tra Johann Zarco  (Red Bull KTM Factory Racing) e Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) ha visto i due piloti finire a terra causando la caduta di Joan Mir (Team SUZUKI ECSTAR) al primo giro. Il francese è poi riuscito a tornare in pista chiudendo la gara in 14esima piazza.</p>
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<p>Nella prima parte della corsa, Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP), scattato dalla settima casella, ha recuperato due posizioni e dopo quattro giri era quinto alle spalle di Jack Miller (Pramac Racing) ma poi Cal Crutchlow (LCR Honda CASTROL) ha superato il pesarese prendendosi la quinta piazza; le posizioni dell’inglese e del dottore sono rimaste invariate fino alla bandiera a scacchi.</p>
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<p>Dopo dieci giri, Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) era settimo seguito da Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) e da Danilo Petrucci (Ducati Team) poi ottavo al traguardo davanti a Takaaki Nakagami (LCR Honda IDEMITSU).</p>
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<p>Il GP della Repubblica Ceca ha visto un Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) lontano dalle posizioni di testa. Dopo essersi qualificato nono, durante la corsa lo spagnolo è passato ad essere 11° per poi chiudere la top 10 sotto la bandiera a scacchi. Invece, Pecco Bagnaia (Pramac Racing) può lasciare la Repubblica Ceca col sorriso visto che ha registrato il suo secondo miglior risultato in gara da quando corre in classe regina. Il torinese, 12° al traguardo, conclude la quarta gara a punti nella sua stagione d’esordio in MotoGP™.</p>
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<p>Vincendo la sesta gara dell’anno, Marquez vola a 210 punti consolidando il suo vantaggio in campionato dove Dovizioso si trova a meno 63 lunghezze dal catalano, mentre conferma il terzo posto Petrucci a quota 129.</p>
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<p>1. Marc Márquez &#8211; (Repsol Honda Team) &#8211; 39:24.430</p>
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<p>3. Jack Miller &#8211; (Pramac Racing) &#8211; +3.497</p>
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<p>3. Jack Miller &#8211; (Pramac Racing) &#8211; +3.497</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>4. Álex Rins &#8211; (Team Suzuki Ecstar) &#8211; +4.858</p>
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<p>5. Cal Crutchlow &#8211; (LCR Honda Castrol) &#8211; +6.007</p>
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<p>6. Valentino Rossi &#8211; (Monster Energy Yamaha) &#8211; +9.083</p>
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<p>7. Fabio Quartararo &#8211; (Petronas Yamaha SRT) &#8211; +12.092</p>
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<p>8. Danilo Petrucci &#8211; (Ducati Team) &#8211; +13.976</p>
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<p>9. Takaaki Nakagami &#8211; (LCR Honda Idemitsu) &#8211; +15.724</p>
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<p>10. Maverick Viñales &#8211; (Monster Energy Yamaha) &#8211; +16.558</p>
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		<title>MotoGP: Lorenzo ritorna in pista a Silverstone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2019 16:05:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ritorno in pista di Jorge Lorenzo (Repsol Honda), fuori dalle competizioni a causa di una frattura a due vertebre sofferta ad Assen, si posticipa a Silverstone. Inizialmente la previsione di ritorno all’azione del pilota HRC era data per Brno, primo GP dopo la pausa estiva, ma a livello precauzionale si è scelto di aspettare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ritorno in pista di Jorge Lorenzo (Repsol Honda), fuori dalle competizioni a causa di una frattura a due vertebre sofferta ad Assen, si posticipa a Silverstone. Inizialmente la previsione di ritorno all’azione del pilota HRC era data per Brno, primo GP dopo la pausa estiva, ma a livello precauzionale si è scelto di aspettare almeno due appuntamenti: quello ceco appunto e il successivo al Red Bull Ring (GP d’Austria).</p>
<p>Lorenzo, convalescente ma determinato a tornare in sella della sua RC213V il prima possibile, sta effettuando diverse sedute di fisioterapia atte a portarlo al 100% della condizione per il fine settimana britannico a fine agosto.</p>
<p>Continuerà a correre il tester Stefan Bradl, già in pista al posto di Lorenzo al Sachsenring e che nei piani Honda doveva correre in Repubblica Ceca come wild card.</p>
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		<title>MotoGP: Marquez vince e allunga in classifica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2019 17:36:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez (Repsol Honda) vince il GP di Germania e fa sua per la decima volta la prova al Sachsenring. È il settimo successo nella classe regina sulla pista sassone e il record di Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) al Mugello, raggiunto. Sul podio, con il sempre più leader della categoria (58 punti di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Marc Marquez (Repsol Honda) vince il GP di Germania e fa sua per la decima volta la prova al Sachsenring. È il settimo successo nella classe regina sulla pista sassone e il record di Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) al Mugello, raggiunto.</p>
<p>Sul podio, con il sempre più leader della categoria (58 punti di vantaggio) Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) e Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol).</p>
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<p>La corsa perde subito un protagonista, Fabio Quartararo cade alla curva 3 dopo essere scattato dalla prima fila. Il rookie portacolori Yamaha Petronas SRT paga le non perfette condizioni fisiche dopo il sabato di qualifiche.</p>
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<p>Oltre ad un Marquez che estende il suo dominio sulla pista sassone, la gara ci offre un Rins e una GSX – RR in grado di lottare per la vittoria. Una conferma che però sfuma quando il numero 42 esce di scena con una caduta alla curva 11.</p>
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<p>Cal Crutchlow torna sul podio dopo il primo GP in Qatar e il difficile precampionato all’insegna di un infortunio. Una gara in recupero dopo</p>
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<p>Prova perfetta di Viñales che non molla dopo la partenza dalla prima fila e resta in vista della piazza d’onore magistralmente difesa con un passo costante dagli attacchi di Crutchlow. Il numero 12 è quinto in campionato dietro a Rins.</p>
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<p>Dietro, battaglia desmodromica con Danilo Petrucci, Andrea Dovizioso (Ducati Team) e Jack Miller (Pramac Racing) decisi a prendersi quello che rimane. Tra le moto italiane si prova ad inserire Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) ma senza colpo ferire. Petrucci è quarto, poi Dovizioso, Miller e il rookie. La classifica generale presenta una bella battaglia in famiglia per la piazza d’onore. Dovizioso è secondo a 127 punti inseguito da Petrucci a 121.</p>
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<p>Rossi prova a metter in pista una gara di rimonta dopo la partenza dalla undicesima piazza. È ottavo davanti a Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT). Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini) tredicesimo.</p>
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<p>GP non facile per Francesco Bagnaia (Pramac Racing), fuori corsa per una caduta nelle fasi iniziali torna in pista e chiude come diciassettesimo.</p>
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<p>Top 10:<br />
1. Marc Marquez (Repsol Honda Team)<br />
2. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 4.587<br />
3. Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) + 7.741<br />
4. Danilo Petrucci (Ducati Team) + 16.577<br />
5. Andrea Dovizioso (Ducati Team) + 16.669<br />
6. Jack Miller (Pramac Racing) + 16.836<br />
7. Joan Mir (Team Ecstar Suzuki) + 17.156<br />
8. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 19.110<br />
9. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) + 20.634<br />
10. Stefan Bradl (Repsol Honda Team) + 22.708</p>
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		<item>
		<title>MotoGP: Petrucci confermato in Ducati per il 2020</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/07/04/motogp-petrucci-confermato-in-ducati-per-il-2020/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-petrucci-confermato-in-ducati-per-il-2020</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2019 18:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[petrucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Danilo Petrucci sarà ancora pilota Ducati anche nella prossima stagione. Il ternano e la scuderia ufficiale di Borgo Panigale confermano l’estensione del rapporto anche per la stagione prossima. La formazione della scuderia desmodromica quindi resta la stessa, con il Petrux che dividerà il box con Andrea Dovizioso. A comunicarlo la squadra italiana nel giorno di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Danilo Petrucci sarà ancora pilota Ducati anche nella prossima stagione. Il ternano e la scuderia ufficiale di Borgo Panigale confermano l’estensione del rapporto anche per la stagione prossima. La formazione della scuderia desmodromica quindi resta la stessa, con il Petrux che dividerà il box con Andrea Dovizioso.</p>
<p>A comunicarlo la squadra italiana nel giorno di apertura del GP di Germania. Petrucci, ducatista nel DNA, in sella alla moto bolognese ha raccolto nove podi (sei dei quali con il team satellite Pramac Racing). Con il team ufficiale son tre e tra questi una vittoria, al Mugello, in questa stagione.</p>
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<p>“Era il mio obiettivo da quando ho iniziato questa avventura”,  Le prime parole di Petrucci dopo la conferma. “In questa prima parte di campionato sono stato capace di migliorare e l’armonia con il team è grande. Rinnovare prima della pausa estiva mi dà serenità per il futuro e mi rende ancor più concentrato per finire il campionato bene. Sono terzo in classifica e il mio obbiettivo è chiudere sul podio iridato”.</p>
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<p>“Sono molto felice di essere arrivato ad un accordo con Petrucci”, afferma Luigi Dall’Igna, DG Ducati Corse. “Ha dimostrato di essere professionale e con grande talento sin dal primo giorno che è salito sulla nostra moto ufficiale. Tutti hanno visto le sue qualità”, termina. “Con Danilo e Andrea nel box il nostro obiettivo è il titolo, pilota e costruttori”.</p>
<p>Foto: Mazzocco-Bellanca</p>
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		<title>MotoGP: Vinales porta in alto la Yamaha ad Assen</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/06/30/motogp-vinales-porta-in-alto-la-yamaha-ad-assen/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-vinales-porta-in-alto-la-yamaha-ad-assen</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jun 2019 18:26:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il TT di Assen va a Maverick Viñales (Monster Yamaha MotoGP) che ha la meglio sul Marc Marquez (Repsol Honda) e Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT). Il numero 12 torna al successo dopo Phillip Island 2018 ed è il quinto vincitore in otto gare. Dietro le Ducati ufficiali divise da Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT). [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il TT di Assen va a Maverick Viñales (Monster Yamaha MotoGP) che ha la meglio sul Marc Marquez (Repsol Honda) e Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT). Il numero 12 torna al successo dopo Phillip Island 2018 ed è il quinto vincitore in otto gare.</p>
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<p>Dietro le Ducati ufficiali divise da Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT). Valentino Rossi (Monster Yamaha MotoGP) costretto al ritiro a causa di una caduta.</p>
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<p>Al via sono le Suzuki di Alex Rins e Joan Mir a prendere la testa della corsa ma i piloti del Team Suzuki Ecstar usciranno presto di scena. Il numero 42, che era leader, cade mentre il rookie perde posizioni. Resterà comunque in zona del podio per poi chiudere come ottavo.</p>
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<p>Quartararo, con la strada libera, è in testa alla corsa e prova a staccarsi. Ma gli inseguitori lo braccano complice anche la poca e visibile stabilità della sua M1 in ingresso della curva sei. Subisce il ritorno di Marquez e poi di Viñales. Sarà comunque un podio, il secondo di fila. È la rivelazione della stagione.</p>
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<p>Campo aperto quindi per accendere una delle rivalità più forti della classe regina. Marquez e Viñales lottano fino a cinque giri dalla fine quando il pilota Yamaha infila il leader della classifica iridata e lo costringe alla seconda piazza. Le tornate seguenti servono a Viñales per prendere alcuni metri di sicurezza e vincere la sua prima gara stagionale. Il pilota di Roses non saliva sul gradino più alto del podio da Phillip Island 2018 mentre per Marquez sono 20 punti d’oro per allungare in campionato su Dovizioso.</p>
<p>I ducatisti ci provano fino alla fine a restare con i primi. Desmo Dovi e Danilo Petrucci inseguono dalla quarta e quinta posizione ma sul finale devono subire il ritorno di un efficace Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT). Sotto la bandiera a scacchi i tre completano le posizioni sotto il podio: Dovizioso, Morbidelli, Petrucci. Settimo Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol).</p>
<p>La gara di Rossi finisce anticipatamente. Il Dottore si tocca con Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu) in ingresso alla curva 8 e finisce ad alta velocità fuori dalla pista. È il suo terzo zero di fila.</p>
<p>Jack Miller (Pramac Racing) è nono davanti ad Andrea Iannone. Il pilota Aprila Racing Team Gresini è al suo miglior risultato stagionale e in grande recupero.</p>
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<p>Francesco Bagnaia (Pramac Racing) è quattordicesimo.</p>
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<p><strong>Top 10:</strong><br />
1. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP)<br />
2. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 4.854<br />
3. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) + 9.738<br />
4. Andrea Dovizioso (Ducati Team) + 14.147<br />
5. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) + 14.467<br />
6. Danilo Petrucci (Ducati Team) + 14.794<br />
7. Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) + 18.361<br />
8. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) + 24.268<br />
9. Jack Miller (Pramac Racing) + 26.496<br />
10. Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini) + 26.997</p>
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		<title>MotoGP incredibile ad Assen: Fabio Quartararo firma la Pole, mentre Marc Marquez non sarà in prima fila. Male Valentino Rossi</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/06/29/motogp-incredibile-ad-assen-fabio-quartararo-firma-la-pole-mentre-marc-marquez-non-sara-in-prima-fila-male-valentino-rossi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=motogp-incredibile-ad-assen-fabio-quartararo-firma-la-pole-mentre-marc-marquez-non-sara-in-prima-fila-male-valentino-rossi</link>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jun 2019 16:21:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Assen]]></category>
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		<category><![CDATA[Valentino Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sorprese e conferme per la composizione della griglia di partenza della classe MotoGP ad Assen. La prima fila riserva una sorpresa, e non stiamo parlando del primo posto di Fabio Quartararo. Per il rookie in sella alla Yamaha del Team Petronas SRT si tratta di una piacevole conferma. Il pilota francese firma la sua terza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Sorprese e conferme per la composizione della griglia di partenza della classe MotoGP ad Assen. La prima fila riserva una sorpresa, e non stiamo parlando del primo posto di Fabio Quartararo. Per il rookie in sella alla Yamaha del Team Petronas SRT si tratta di una piacevole conferma. Il pilota francese firma la sua terza pole stagionale, mettendo in riga tutti gli avversari con il tempo di 1:32,017. Regolato di misura Maverick Vinales, con la Yamaha ufficiale, che paga un distacco finale di +0,140, dopo una sessione caratterizzata da un bel duello sulla scia dei millesimi. Terzo tempo per una Suzuki ancora in crescendo, che va a chiudere la terza fila ad Assen con Alex Rins a +0,441.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">La grande sorpresa arriva dalla quarta posizione, dove troviamo insolitamente Marc Marquez (+0,714). Il Campione Spagnolo segna la prima assenza dalla prima fila, ma il passo di gara, nonostante tutto, potrebbe giocare ovviamente a suo favore. Partiranno invece da centro gruppo le Ducati, con Danilo Petrucci settimo ad oltre 1 secondo e 2 decimi (+1,265) ed Andrea Dovizioso incapace di andare oltre all&#8217;undicesima posizione (+1,675). Tra i due si qualifica Franco Morbidelli con l&#8217;altra Yamaha Petronas (+1,297).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Giornata ancora da dimenticare per Valentino Rossi, solo quattordicesimo in griglia. Il Dottore non riesce a centrare la Q2. La sua qualifica si ferma in Q1 con tanto di penalizzazione per “exceeding track limit”</span></span></p>
<p><strong><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>La Q2:</b></span></span></span></strong><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">1. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) – 1:32.017</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">2. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 0.140</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">3. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 0.441</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">4. Marc Marquez (Repsol Honda Team) + 0.714</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">5. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) + 1.068</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">6. Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) + 1.211</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">7. Danilo Petrucci (Ducati Team) + 1.265</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">8. Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu) + 1.278</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">9. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) + 1.297</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">10. Jack Miller (Pramac Racing) + 1.306</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">11. Andrea Dovizioso (Ducati Team) + 1.675</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span><span style="color: #212121"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">12. Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) + 1.745</span></span></span></p>
<p>Photo Twitter @FabioQ20</p>
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		<title>MotoGP Barcellona: Marquez trionfa nella gara di casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2019 13:47:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il GP di Catalogna va a Marc Marquez che fa sua la gara di casa e allunga in campionato. È il successo numero 48 per il portacolori Repsol Honda, il quarto della stagione e l’annata 2019 diventa la sua seconda migliore dopo il granitico 2014. Sul podio con lui, la bella sorpresa della classe regina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
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<p>Il GP di Catalogna va a Marc Marquez che fa sua la gara di casa e allunga in campionato. È il successo numero 48 per il portacolori Repsol Honda, il quarto della stagione e l’annata 2019 diventa la sua seconda migliore dopo il granitico 2014.</p>
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<p>Sul podio con lui, la bella sorpresa della classe regina Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) che parte dalla pole e raccoglie il suo primo podio in MotoGP™. Terzo Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati) che prosegue la striscia positiva di tre arrivi che contano di fila.</p>
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<p>Al secondo giro però, il colpo di scena. Jorge Lorenzo (Repsol Honda), che era partito benissimo, prova l’attacco ma scivola e abbatte Maverick Viñales (Movistar Energy Yamaha MotoGP), Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati) e Valentino Rossi (Movistar Energy Yamaha MotoGP). In un colpo solo sono fuori gara quattro protagonisti della corsa e del campionato, specialmente il numero 4 Ducati.</p>
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<p>È la chiave di volta della gara, una prova che per Marquez diventa una cavalcata in solitaria e vittoriosa. Sono + 37 punti su Andrea Dovizioso.</p>
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<p>Si accende la lotta per il podio tra i rimasti in gara. Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati) duella con Alex Rins (Team Suzuki Ecstar). Fuori dai problemi anche da Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) che dalla pole resta lì pronto per il podio. Il rookie transalpino ha la meglio su Petrucci che è costretto a gestire. Per il numero 20 Yamaha un grande arrivo che conta. Simile per Petrucci che fa la gara su Rins e chiude al terzo posto.</p>
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<p>È infatti lotta accesissima anche quando Rins va lungo perdendo posizioni. Recupera e deve lottare con il collega di box Joan Mir. Le due Suzuki sono divise da Jack Miller (Pramac Racing) e sono quarto, quinto e sesto.</p>
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<p>Ben 10 corridori sono costretti al ritiro, tra questi Francesco Bagnaia (Pramac Racing), Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT), Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) e</p>
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<p>Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) che rientra ai box dolorante colpito ad una gamba dal collega di merca Bradley Smith, vittima di una scivolata.</p>
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		<title>MotoGP: a Barcellona è già sfida Marquez-Yamaha</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2019 16:17:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le prime libere della classe regina a Montmeló vanno a Fabio Quartararo che, nonostante la recente operazione al braccio, è velocissimo in FP2 e con il tempo di 1:40.079s strappa il primato della combinata a Marc Marquez (Repsol Honda). Il pilota HRC inizia il GP di casa come l’indiscusso dominatore segnando il passo in FP1 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le prime libere della classe regina a Montmeló vanno a Fabio Quartararo che, nonostante la recente operazione al braccio, è velocissimo in FP2 e con il tempo di 1:40.079s strappa il primato della combinata a Marc Marquez (Repsol Honda).</p>
<p>Il pilota HRC inizia il GP di casa come l’indiscusso dominatore segnando il passo in FP1 ma, impegnati nel tentativo di spodestarlo dalla vetta sono i piloti di Iwata e Ducati. Ci riesce il numero 20 del team Petronas Yamaha SRT al quale si accoda Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati) autore del secondo tempo (+0,2s). Chiude il podio della combinata un pilota su RC213V, Takaaki Nakagami, a 0,3s.</p>
<p>Marquez infatti è staccato dai più veloci (+ 0,6s) e per il primo della classe ‘solo’ il nono tempo con un lavoro già in ottica gara con gomme usate. Il campione del mondo è l’unico pilota che non abbasserà i suoi crono rispetto alla mattinata.</p>
<p>Sono infatti molti a fare meglio del numero 93 Repsol Honda, tra questi volti nuovi e protagonisti in ascesa. Come Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) che festeggia il GP di casa marcando il terzo miglior tempo.</p>
<p>Libere particolari e combattute, che si svolgono sotto pesanti nubi di pioggia ma le condizioni dell’asfalto restano ottimali e portano ad una curiosa divisione per settori relativo ai primati cronometrici. A svettare del T1 al T4 sono infatti una Ducati, una Honda, una KTM e una Yamaha.</p>
<p>A chiudere la top 5 troviamo gli ottimi Francesco Bagnaia (Pramac Racing) e Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT), poi Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP), Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati) e Marquez, appunto.</p>
<p>Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP), che era stato veloce nel corso della FP1 resta staccato dai primi, così come Jorge Lorenzo (Repsol Honda), nonostante le importanti novità di ergonometria montate sul suo prototipo.</p>
<p>Da segnalare la caduta senza conseguenze dei piloti del team Suzuki Ecstar. Migliore dei quali sarà Alex Rins, autore dell’undicesimo tempo.</p>
<p>La top 10:<br />
1. Fabio Quartararo &#8211; (Petronas Yamaha SRT) &#8211; 1:40.079<br />
2. Andrea Dovizioso &#8211; (Mission Winnow Ducati) &#8211; +0.281<br />
3. Takaaki Nakagami &#8211; (LCR Honda Idemitsu) &#8211; +0.302<br />
4. Pol Espargaró &#8211; (Red Bull KTM Factory Racing) &#8211; +0.314<br />
5. Francesco Bagnaia &#8211; (Pramac Racing) &#8211; +0.392<br />
6. Franco Morbidelli &#8211; (Petronas Yamaha SRT) &#8211; +0.438<br />
7. Valentino Rossi &#8211; (Monster Energy Yamaha) &#8211; +0.441<br />
8. Danilo Petrucci &#8211; (Mission Winnow Ducati) &#8211; +0.520<br />
9. Cal Crutchlow &#8211; (LCR Honda Castrol) &#8211; +0.623<br />
10. Álex Rins &#8211; (Team Suzuki Ecstar) &#8211; +0.648</p>
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		<title>Qualifiche MotoGP: Marquez conquista anche il Mugello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2019 13:59:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mugello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez (Repsol Honda) mette a referto la sua quarta pole della stagione, la seconda di fila. Avviene nel sabato al Mugello dove a sognare la seconda partenza la palo di classe regina è Fabio Quartararo. Il rookie del team Petronas Yamaha SRT, firma il nuovo record della pista ma sbatte contro all’ 1:45.519s messo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Marc Marquez (Repsol Honda) mette a referto la sua quarta pole della stagione, la seconda di fila. Avviene nel sabato al Mugello dove a sognare la seconda partenza la palo di classe regina è Fabio Quartararo.</p>
<p>Il rookie del team Petronas Yamaha SRT, firma il nuovo record della pista ma sbatte contro all’ 1:45.519s messo a segno dal campione del mondo. Bene comunque, e tanta soddisfazione provando ad essere uno dei protagonisti della gara.</p>
<p>Nella giornata dell’esclusioni degli illustri, rilegati alla Q1, prova a cercare la miglior qualifica Andrea Dovizioso. Il pilota della scuderia Mission Winnow Ducati però, una volta arrivato in Q2, non sfonda e chiude come nono alle spalle della promessa desmodromica Francesco Bagnaia (Pramac Racing).</p>
<p>Conferma invece per Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati) che difende il nome Ducati mettendo a referto il terzo miglior tempo.</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>Continua a fare bene Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT), autore del quarto tempo e che inizierà la gara di casa dalla quarta casella. Quinta per Jack Miller (Pramac Racing).</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>La top 10:</strong></p>
</div>
</div>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>1. Marc Márquez &#8211; <em>(Repsol Honda Team)</em> &#8211; 1.45.519<br />
2. Fabio Quartararo &#8211; <em>(Petronas Yamaha SRT)</em> &#8211; +0.214<br />
3. Danilo Petrucci &#8211; <em>(Mission Winnow Ducati)</em> &#8211; +0.362<br />
4. Franco Morbidelli &#8211; <em>(Petronas Yamaha SRT)</em> &#8211; +0.440<br />
5. Jack Miller &#8211; <em>(Pramac Racing)</em> &#8211; +0.510<br />
6. Cal Crutchlow &#8211; <em>(LCR Honda Castrol)</em> &#8211; +0.560<br />
7. Maverick Viñales &#8211; <em>(Monster Energy Yamaha)</em> &#8211; +0.662<br />
8. Francesco Bagnaia &#8211; <em>(Pramac Racing)</em> &#8211; +0.741<br />
9. Andrea Dovizioso &#8211; <em>(Mission Winnow Ducati)</em> &#8211; +0.774<br />
10. Takaaki Nakagami &#8211; <em>(LCR Honda Idemitsu)</em> &#8211; +0.868</p>
</div>
</div>
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		<item>
		<title>MotoGP: Petrucci domina le FP3 al Mugello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2019 10:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mugello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le terze libere della classe regina al Mugello vedono Danilo Petrucci segnare un netto primato. 1:46.863s il crono del numero 9 del team Mission Winnow Ducati al termine di una sessione caratterizzata dal grande ardore e che esclude dalla Q1 nomi importanti. Il primatista del venerdì, Francesco Bagnaia (Pramac Racing) conserva il biglietto per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le terze libere della classe regina al Mugello vedono Danilo Petrucci segnare un netto primato. 1:46.863s il crono del numero 9 del team Mission Winnow Ducati al termine di una sessione caratterizzata dal grande ardore e che esclude dalla Q1 nomi importanti.</p>
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<p>Il primatista del venerdì, Francesco Bagnaia (Pramac Racing) conserva il biglietto per la Q2 e chiude con il decimo tempo mentre a completare il terzetto di testa troviamo un ancora efficace Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) e Marc Marquez (Repsol Honda). 0,207s e 0,22s è il loro ritardo da Petrucci.</p>
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<p>Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu) e Jack Miller (Pramac Racing) completano la top 5.</p>
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<p>Quella di Valentino Rossi, che come tradizione ha portato in pista un casco speciale per il GP casalingo, è una lenta costante rimonta per trovare la via della top 10 e della Q2. Ci prova ma dando il massimo commette un errore all’ultima curva e chiude come tredicesimo.</p>
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<p>Stesso tentativo per il suo collega di box Maverick Viñales che a fine sessione è però settimo e con lui, al nono posto Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT).</p>
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<p>A lottare nella Q1 per le qualifiche che contano, anche Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati) autore di prestazioni opposte rispetto al primatista compagno di box e Jorge Lorenzo (Repsol Honda). Saranno undicesimo e dodicesimo.</p>
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<p><strong>La top 10:</strong><br />
1. Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati) 1’46.056<br />
2. Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) +0.207<br />
3. Marc Marquez (Repsol Honda Team) +0.224<br />
4. Takaaki Nakagami (LCR Honda IDEMITSU) +0.400<br />
5. Jack Miller (Pramac Racing) +0.422<br />
6. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) +0.432<br />
7. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) +0.453<br />
8. Cal Crutchlow (LCR Honda CASTROL) +0.460<br />
9. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) 0.462<br />
10. Francesco Bagnaia (Pramac Racing) 0.657</p>
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		<title>MotoGP Mugello: i ducatisti tengono a bada Marquez</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2019 16:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le prime libere della classe regina al Mugello vanno a Marc Marquez. Il leader della categoria firma il tempo di 1:47.558s. Sole splendente sulla pista toscana ed è già duello, Marquez contro Ducati. Insegue il campione del mondo Danilo Petrucci. Il numero 9 del team Mission Winnow paga un ritardo di 0,19s. Terzo tempo per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le prime libere della classe regina al Mugello vanno a Marc Marquez. Il leader della categoria firma il tempo di 1:47.558s.</p>
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<p>Sole splendente sulla pista toscana ed è già duello, Marquez contro Ducati. Insegue il campione del mondo Danilo Petrucci. Il numero 9 del team Mission Winnow paga un ritardo di 0,19s.</p>
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<p>Terzo tempo per Michele Pirro (Mission Winnow Ducati). Il collaudatore e corridore del team italiano porta in pista una novità tecnica alle ruote confermando il primato del reparto corse di Borgo Panigale nella corsa all’innovazione. Il suo distacco dalla vetta sarà di 0,2s.</p>
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<p>Ottimo inizio di GP per Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT), quarto e ancora una volta tra i migliori. Il rookie francese ormai non è più una sorpresa. Chiude la top 5 Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini), in sella ad una RS-GP che sembra in grande crescita.</p>
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<p>Decimo tempo per Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati) con Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) che paga un ritardo più grande dalla vetta.</p>
<p>Nella seconda ora di prove libere, la magia del GP d’Italia regala a Francesco Bagnaia il miglior tempo delle libere 2 del venerdì. 1:46.732s il crono dell’esordiente campione e portacolori Pramac Racing.</p>
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<p>Ad incalzarlo, un altro volto nuovo della categoria, Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) che paga un ritardo di 0,046s. Era dal GP del Qatar 2008 che due rookie non dominavano una sessione e allora furono Jorge Lorenzo e James Toseland.</p>
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<p>Dietro al binomio di testa troviamo Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati) a 0,13s. Al quarto posto un’altra mezza sorpresa: Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) che domina anche la tabella tempi per alcuni passaggi e termina come quarto.</p>
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<p>Quinto Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) che si mette davanti a Marc Marquez (Repsol Honda). Il settimo crono di Alex Rins (Team Suzuki ECSTAR) fa entrare tutte le marche eccetto Aprilia nelle prime dieci posizioni.</p>
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<p>Non facile il primo approccio al GP d’Italia per alcuni nomi attesi. Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati) non va più il là dell’undicesimo crono. Mentre Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP), Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini) e Jorge Lorenzo (Repsol Honda) occupano la 18esima, 19esima e ventesima posizione e sono fuori dalla Q2 teorica.</p>
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<p>Caduta per Jack Miller (Pramac Racing) alla curva 12 e, in precedenza, va nella ghiaia Johann Zarco (Red Bull KTM Factory Racing).</p>
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<p><strong>La Top 10:</strong><br />
1. Francesco Bagnaia &#8211; <em>(Pramac Racing)</em> &#8211; 1:46.732<br />
2. Fabio Quartararo &#8211; <em>(Petronas Yamaha SRT)</em> &#8211; +0.046<br />
3. Danilo Petrucci &#8211; <em>(Mission Winnow Ducati)</em> &#8211; +0.131<br />
4. Pol Espargaró &#8211; <em>(Red Bull KTM Factory Racing)</em> &#8211; +0.234<br />
5. Maverick Viñales &#8211; <em>(Monster Energy Yamaha)</em> &#8211; +0.241<br />
6. Marc Márquez &#8211; <em>(Repsol Honda Team)</em> &#8211; +0.330<br />
7. Álex Rins &#8211; <em>(Team Suzuki Ecstar)</em> &#8211; +0.435<br />
8. Cal Crutchlow &#8211; <em>(LCR Honda Castrol)</em> &#8211; +0.438<br />
9. Jack Miller &#8211; <em>(Pramac Racing)</em> &#8211; +0.453<br />
10. Franco Morbidelli &#8211; <em>(Petronas Yamaha SRT)</em> &#8211; +0.536</p>
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		<title>Brembo svela il GP Italia 2019 della MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2019 02:42:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Brembo]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 31 maggio al 2 giugno l’Autodromo del Mugello ospita il 6° appuntamento del Mondiale 2019 della MotoGP.​ Dal 1976 la pista in provincia di Firenze ospita i GP del Campionato del Mondo, ma solo dal 1994 è sede permanente del GP Italia.​ Valentino Rossi vi corre dal 1996 e ha conquistato 9 vittorie in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 31 maggio al 2 giugno l’Autodromo del Mugello ospita il 6° appuntamento del Mondiale 2019 della MotoGP.​ Dal 1976 la pista in provincia di Firenze ospita i GP del Campionato del Mondo, ma solo dal 1994 è sede permanente del GP Italia.​ Valentino Rossi vi corre dal 1996 e ha conquistato 9 vittorie in tutte le classi sempre impiegando le pinze, i dischi e le pastiglie Brembo.​</p>
<p>I 5.245 metri del tracciato che si snoda sulle colline toscane sono contraddistinti da frequenti cambi di inclinazione: se nelle curve in salita il rischio è di arrivare senza la necessaria velocità perché si è frenato troppo, in quelle in discesa c’è il pericolo opposto, ossia di finire nelle vie di fuga per aver staccato troppo tardi.​ La pista vanta anche uno dei rettilinei più lunghi del Mondiale (1.141 metri) che richiede un motore potente e naturalmente un impianto frenante di prim’ordine per non perdere in frenata quanto si potrebbe aver guadagnato sul dritto. ​</p>
<p>Ciò spiega la scelta del 100 per cento dei piloti della MotoGP di affidarsi ad impianti Brembo, una scelta valida per tutte le gare del Mondiale 2019. ​Le 14 curve restanti sono invece posizionate in maniera abbastanza uniforme lungo il tracciato, permettendo ai dischi in carbonio di raffreddarsi, nonostante le alte temperature dell’asfalto che solitamente si raggiungono. Secondo i tecnici Brembo, l’Autodromo del Mugello rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni.​ In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, valore ottenuto anche da Le Mans che pur ha rettilinei molto più corti e da altre 8 piste. ​</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-83249" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/05/06_italia-240x300.gif" alt="06 italia" width="350" height="438" title="Brembo svela il GP Italia 2019 della MotoGP 16"></p>
<h3>
<strong>L’impegno dei freni durante il GP</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così come per il GP Qatar, anche l’Autodromo del Mugello ha una frenata da oltre 350 km/h e tutte le altre inferiori ai 270 km/h. ​</p>
<p>In totale i piloti della MotoGP usano i freni Brembo 9 volte al giro, per un totale di 30 secondi, valore che corrisponde al 28 per cento della durata complessiva della gara. Di tutti i GP disputati quest’anno è la percentuale più bassa: a Jerez ha raggiunto il 31 per cento e in altre tre piste il 30 per cento. ​La decelerazione media è di 1,11 g, identica a quella di Silverstone e Aragon.​ D​urante un giro al Mugello i piloti esercitano uno sforzo di oltre 36 kg sulla leva del freno.</p>
<h3>
<strong>Le frenate più impegnative</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Delle 9 frenate del Circuito del Mugello 2 sono classificate come impegnativa per i freni, 4 sono di media difficoltà; mentre le restanti 3 hanno un’incidenza leggera sugli impianti frenanti.​ La staccata più dura è quella alla San Donato (curva 1): preceduta da uno scollinamento, vede le MotoGP arrivare a 355 km/h (qualcosa di più con la scia) ed entrare in curva a 93 km/h. Per riuscirci i piloti si attaccano ai freni per 6 secondi durante i quali percorrono 334 metri. La decelerazione è brutale, 1,5 g e supera di 0,18 g quella della Porsche 911 GT3.​</p>
<p>Il carico sulla leva è di 6,4 kg e la pressione del liquido freno Brembo HTC 64T di 13,7 bar. La pressione di quest’ultimo tocca invece i 9,1 bar nelle curve 10 (Scarperia) e 12 (Correntaio): in entrambi i casi le moto vi arrivano a meno di 240 km/h e frenano per meno di 5 secondi ma il carico sulla leva è sempre di 4,2 kg. Da segnalare anche i 209 metri della frenata alla curva 15 (Bucine) dovuti alla discesa che la contraddistingue: le MotoGP passano da 262 km/h a 112 km/h in 4,3 secondi e la decelerazione massima tocca gli 1,4 g.</p>
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		<title>GP Francia MotoGP: Marquez si impone a Le Mans, a podio le Ducati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 May 2019 13:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez (Repsol Honda) vince la gara a Le Mans e allunga in campionato. Il campione del mondo ha dettato legge in qualifica e segnato la sua 55esima partenza al palo in carriera. Il successo del talento di Cervera, il terzo stagionale, è il numero 300 per le moto alate. Sul podio con Marquez, Andrea [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Marc Marquez (Repsol Honda) vince la gara a Le Mans e allunga in campionato. Il campione del mondo ha dettato legge in qualifica e segnato la sua 55esima partenza al palo in carriera. Il successo del talento di Cervera, il terzo stagionale, è il numero 300 per le moto alate.</p>
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<p>Sul podio con Marquez, Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci (Ducati Team). Data la mala domenica di Alex Rins (Team Suzuki Ecstar). Il forlivese è secondo in campionato a meno otto punti dallo spagnolo.</p>
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<p>Dopo il via, Marquez attacca subito e duella con Petrucci. Il fuoco per il primato non sembra spegnersi quando è Jack Miller (Pramac Racing) ad andare all’attacco della testa della corsa. Ma il numero 93 resta davanti e allunga mettendo a referto giri veloci su giri veloci. Taglia il traguardo con 1,9s di vantaggio ma solo dopo aver abbassato il passo evitando possibili errori.</p>
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<p>Il migliore allo spegnersi del semaforo è però Petrucci. Il duello con Marquez nel corso dei primi giri non sembra pregiudicare il resto della sua corsa. Si stacca dai primi, m prova ad aver la meglio su Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) che occupava la quinta posizione. Lo supera a meno 15 passaggi dal termine e si cala nella lotta per la piazza d’onore con il collega di team.</p>
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<p>Nelle battute finali è la tenzone tra ducatisti ufficiali a tenere in sospeso le sorti della corsa. Dovizioso rintuzza tutti gli attacchi del ternano, sono secondo e terzo finali separati da 0,1s. Quarto Miller che dopo le fiammate inziali difende la posizione.</p>
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<p>Ottimo avvio dalla quinta casella di Rossi che conquista subito le prime posizioni. Il Dottore è un’altra volta protagonista di un fine settimana in crescendo ma non riesce ad inserirsi nel duello tra le desmodromiche per il podio. Resta quarto in campionato alle spalle di Rins, alla fine decimo.</p>
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<p>Dalle libere è Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) ad essere uno dei protagonisti principali della MotoGP. Dopo pochi passaggi è in piena lotta per la top 5 e la centra per la seconda nella stagione.</p>
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<p>Anche Fabio Quartararo aveva fatto bene nel Warm Up, la sua gara si accende alla fine quando ha la meglio su Jorge Lorenzo (Repsol Honda) in crisi di buone sensazioni e su Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol). Il transalpino è ottavo alle spalle del collega di box Franco Morbidelli.</p>
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<p>GP da dimenticare per Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha SRT). Il numero 12 già in difficoltà dopo le qualifiche viene in contatto con Francesco Bagnaia (Pramac Racing) alla curva 12.</p>
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<p>Dopo qualche passaggio, Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini) è costretto a gettare a spugna. Troppo grande il dolore al piede sinistro post Jerez.</p>
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<p><strong>Top 10:</strong><br />
1. Marc Marquez (Repsol Honda Team)<br />
2. Andrea Dovizioso (Ducati Team) + 1.984<br />
3. Danilo Petrucci (Ducati Team) + 2.142<br />
4. Jack Miller (Pramac Racing) + 2.940<br />
5. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 3.053<br />
6. Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) + 5.935<br />
7. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) + 7.187<br />
8. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) + 8.439<br />
9. Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) + 9.853<br />
10. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 13.709</p>
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		<title>Qualifiche MotoGP: Marquez in pole seguito dalle Ducati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2019 13:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez (Repsol Honda) detta il passo in qualifica a Le Mans, scommette subito sulle gomme da pioggia, spinge al massimo, segna il primato che poi sarà quello definitivo, ma cade alla curva 6. La caduta non lo separa però dall’ennesima pole, la terza stagionale e la numero 55 nella massima serie. Con questo numero, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Marc Marquez (Repsol Honda) detta il passo in qualifica a Le Mans, scommette subito sulle gomme da pioggia, spinge al massimo, segna il primato che poi sarà quello definitivo, ma cade alla curva 6. La caduta non lo separa però dall’ennesima pole, la terza stagionale e la numero 55 nella massima serie. Con questo numero, Marquez raggiunge Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) come partenze al palo nella categoria regina.</p>
<p>Seguono i ducatisti: Danilo Petrucci (Ducati Team), Jack Miller (Pramac Racing) e Andrea Dovizioso (Ducati Team), poi il Dottore a chiudere la top5. Le moto di Borgo Panigale si dimostrano ancora una volta efficaci nelle condizioni miste e i tre desmodromici pagano un distacco di 0,3s, 0,4s e 0,6s da Marquez, per l’australiano anche una caduta alla curva 3 senza conseguenze. Saranno i degni avversari di Marquez in gara se le condizioni meteo resteranno le stesse?</p>
<p>Ma sono piloti Yamaha, eccetto Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT), che tentano l’azzardo ad inizio sessione. Provano la prima uscita con le gomme da asciutto. Ma la mossa dura solo un giro dato il ritorno della pioggia. Una tattica che aveva beneficiato a Rossi la prima posizione in Q1. Il Dottore questa volta è quinto, in agguato in seconda fila e pronto ad un’altra rimonta.</p>
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<p>Dietro a Rossi, scatterà dalla seconda fila Morbidelli (la seconda stagionale) mentre è meno efficace il suo collega di team Fabio Quartararo, decimo.</p>
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<p>Ottavo tempo e terza fila per Jorge Lorenzo (Repsol Honda), poco distante dai migliori mentre non raccoglie quanto dimostrato fino ad ora, Maverick Viñales. Il pilota Monster Energy Yamaha SRT, che aveva fatto il passo nelle libere e si era messo in luce sul bagnato è solo undicesimo.</p>
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<p>Caduta alla curva 6, la terza del GP, per Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing). Una scivolata mette fuori dai giochi anche Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu).</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>Francesco Bagnaia (Pramac Racing) è tredicesimo e Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini), convalescente dall’infortunio di Jerez, chiude la griglia di partenza.</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>La Top 10 della Q2:</strong><br />
1. Marc Márquez &#8211; <em>(Repsol Honda Team)</em> &#8211; 1.40.952<br />
2. Danilo Petrucci &#8211; <em>(Ducati Team)</em> &#8211; +0.360<br />
3. Jack Miller &#8211; <em>(Pramac Racing)</em> &#8211; +0.414<br />
4. Andrea Dovizioso &#8211; <em>(Ducati Team)</em> &#8211; +0.600<br />
5. Valentino Rossi &#8211; <em>(Monster Energy Yamaha)</em> &#8211; +0.703<br />
6. Franco Morbidelli &#8211; <em>(Petronas Yamaha SRT)</em> &#8211; +0.729<br />
7. Takaaki Nakagami &#8211; <em>(LCR Honda Idemitsu)</em> &#8211; +1.107<br />
8. Jorge Lorenzo &#8211; <em>(Repsol Honda Team)</em> &#8211; +1.115<br />
9. Aleix Espargaró &#8211; <em>(Aprilia Racing Team Gresini)</em> &#8211; +1.498<br />
10. Fabio Quartararo &#8211; <em>(Petronas Yamaha SRT)</em> &#8211; +1.557</p>
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		<title>MotoGP: Quartararo e Vinales i piu rapidi della giornata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2019 16:01:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il GP di Francia inizia nel segno dell’atteso Fabio Quartararo che mette a referto il primo tempo della FP1. 1:31.986s il crono del rookie portacolori Petronas Yamaha SRT, ancora protagonista dopo Jerez. Attese e veloci le Ducati. Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci segnano il secondo e terzo crono con un ritardo di 0,1 e 0,2s. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-82978" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/05/20-fabio-quartararo_dsc0239.gallery_full_top_fullscreen-300x200.jpg" alt="20 fabio quartararo dsc0239.gallery full top fullscreen" width="300" height="200" title="MotoGP: Quartararo e Vinales i piu rapidi della giornata 18" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/20-fabio-quartararo_dsc0239.gallery_full_top_fullscreen-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/20-fabio-quartararo_dsc0239.gallery_full_top_fullscreen-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/20-fabio-quartararo_dsc0239.gallery_full_top_fullscreen-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/20-fabio-quartararo_dsc0239.gallery_full_top_fullscreen-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/20-fabio-quartararo_dsc0239.gallery_full_top_fullscreen.jpg 1136w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il GP di Francia inizia nel segno dell’atteso Fabio Quartararo che mette a referto il primo tempo della FP1. 1:31.986s il crono del rookie portacolori Petronas Yamaha SRT, ancora protagonista dopo Jerez. Attese e veloci le Ducati. Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci segnano il secondo e terzo crono con un ritardo di 0,1 e 0,2s.</p>
<p>Quarto Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP), vicinissimo ai migliori e a suo agio sulla pista d’oltralpe.</p>
<p>Il GP di Francia inizia male per Jorge Lorenzo. Il maiorchino del team Repsol Honda è vittima di una chiusura dell’anteriore alla curva 8. Il numero 99, come ha sottolineato nel giorno prima del GP, è ancora lontano dal miglior feeling con la moto nipponica.</p>
<p>Sempre alla 8 la storia è differente per Marc Marquez. Il collega di box del maiorchino però mette tutte le sue capacità, tira su la moto e si salva da una caduta. Per il campione del mondo anche la prova di un nuovo forcellone, totalmente diverso da quello delle altre Honda. Marquez sarà quinto, Lorenzo più distante.</p>
<p>Franco Morbidelli porta in pista un nuovo aggiornamento aerodinamico come quello montato dai piloti ufficiali di Iwata. Il numero 21 del team Petronas Yamaha SRT è dodicesimo mentre, sorpresa della sessione, Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing), sesto ma più volte nella top3.</p>
<p>Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) è frenato da un problema tecnico. Il Dottore è costretto ad un ritorno dai box in scooter dopo che la catena della sua M1 è saltata. Nonostante il problema, per Valentino sarà la decima posizione.</p>
<p>Rientra in pista dopo l’infortunio sofferto nel GP di Spagna, Andrea Iannone. Il pilota Aprilia Racing Team Gresini, ci prova ma è ancora dolorante al piede.</p>
<p>La seconda sessione di prove libere sono nel segno di Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP). 1:32.203s il tempo dello spagnolo al quale si accodano Marc Marquez (Repsol Honda) e Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) che chiudono il podio della sessione con un ritardo di 0,19s e 0,2s. Notizia del pomeriggio: torna a brillare Jorge Lorenzo, il cinque volte iridato del team Repsol Honda è autore del quarto crono.</p>
<p>Seguono le due Ducati ufficiali. Andrea Dovizioso fa meglio del collega di box Danilo Petrucci. Caduta nel corso del primo giro del numero 9. Il ternano del Ducati Team mette le ruote sul cordolo e va a terra. Nulla di grave per lui che a meno 35 minuti dalla fine è già in pista.</p>
<p>Valentino Rossi è protagonista di un pomeriggio non facile. Il pilota Monster Energy Yamaha MotoGP è temporaneamente fuori dalla Q2 con il quattordicesimo tempo messo a referto.</p>
<p>Scivola per ben due volte uno dei protagonisti del venerdì, Pol Espargaro va nella ghiaia alla curva 11. Il catalano del team Red Bull KTM Factory Racing, che sarà settimo, porta in pista anche un nuovo forcellone in carbonio.</p>
<p>Fuori pista anche per Jack Miller (Pramac Racing), pilota che chiude la top10.</p>
<p>Nelle prime dieci posizioni entra Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini); per Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) e Francesco Bagnaia (Pramac Racing) l’undicesimo e il tredicesimo crono.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MotoGP, Brembo ci svela il tracciato francese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2019 03:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Brembo]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 17 al 19 maggio il Circuito Le Mans Bugatti Grand Prix (Francia) ospita il 5° appuntamento del Mondiale 2019 della MotoGP.​ Il circuito francese è stato costruito nel 1965 attorno alla pista della 24 Ore di Le Mans, con cui condivide un terzo del tracciato. Intitolato ad Ettore Bugatti, ha ospitato per la prima [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 17 al 19 maggio il Circuito Le Mans Bugatti Grand Prix (Francia) ospita il 5° appuntamento del Mondiale 2019 della MotoGP.​</p>
<p>Il circuito francese è stato costruito nel 1965 attorno alla pista della 24 Ore di Le Mans, con cui condivide un terzo del tracciato. Intitolato ad Ettore Bugatti, ha ospitato per la prima volta il Campionato del Mondo della 500 nel 1969, ma solo dal 2000 è sede permanente del GP Francia.​</p>
<p>Lungo quasi 4,2 km, ha però un rettilineo d’arrivo che misura solo 674 metri ma la presenza di numerosi altri rettilinei permette ai piloti di raffreddare agevolmente i dischi in carbonio Brembo. Per scongiurare il rischio opposto, molti dei piloti potrebbero adottare dischi freno con fascia frenante bassa.</p>
<p>Brembo infatti mette a disposizione di tutti i piloti dischi in carbonio con diametro di 320mm e con diametro di 340mm, a fascia alta e bassa, per garantire in ogni tracciato il corretto range di funzionamento in termini di temperatura. ​</p>
<p>In particolare i dischi da 340mm a fascia bassa hanno un comportamento termico simile ai dischi da 320mm a fascia alta, ma, variando il diametro del disco, danno la possibilità di generare coppie frenanti superiori a pari pressione di esercizio. ​</p>
<p>Anche in caso di pioggia, i piloti dovrebbero scegliere dischi in carbonio, opportunamente protetti da specifiche cover che hanno la funzione di garantire ai dischi in carbonio il corretto range di funzionamento, in termini di temperatura. ​</p>
<p>Secondo i tecnici Brembo che assistono per il quarto anno consecutivo tutti i piloti della MotoGP, il Circuito Le Mans è mediamente impegnativo per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, valore ottenuto anche da altri 9 circuiti.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-82922 size-large aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/05/brembo-1024x490.png" alt="brembo" width="1024" height="490" title="MotoGP, Brembo ci svela il tracciato francese 20" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/brembo-1024x490.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/brembo-768x367.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/brembo-300x143.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/brembo-696x333.png 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/brembo.png 1073w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>L’impegno dei freni durante il GP</strong></p>
<p>Ogni giro i piloti utilizzano i freni 9 volte per un totale di 28 secondi, un valore non disprezzabile considerando che si tratta della terza pista più corta del Mondiale: solo il Sachsenring e Valencia vantano una minor lunghezza.​</p>
<p>Infatti l’uso dei freni occupa il 30 per cento della gara. Molto alta è la media delle decelerazioni massime sul giro: gli 1,2 g sono oltre tutto superiori alla decelerazione che offre una supercar come la Chevrolet Corvette Z06.</p>
<p>Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva Brembo del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera i 9 quintali, valore simile ad Aragon: in pratica ogni minuto di gara un pilota è chiamato ad uno sforzo di oltre 22 kg. ​</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rossi punta al podio per il GP di Francia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2019 13:41:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valentino Rossi è tra i più attesi del GP di Francia. Il pluri-iridato del team Monster Energy Yamaha MotoGP arriva all’appuntamento transalpino dopo i produttivi test a Jerez de la Frontera e forte del quarto posto iridato inseguendo, anche, quello che sarebbe il terzo podio della stagione. Un risultato che farebbe tornare il Dottore in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-82918" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/05/rossi2.gallery_full_top_md-300x200.jpg" alt="rossi2.gallery full top md" width="300" height="200" title="Rossi punta al podio per il GP di Francia 22" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/rossi2.gallery_full_top_md-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/rossi2.gallery_full_top_md-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/rossi2.gallery_full_top_md-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/rossi2.gallery_full_top_md.jpg 864w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Valentino Rossi è tra i più attesi del GP di Francia. Il pluri-iridato del team Monster Energy Yamaha MotoGP arriva all’appuntamento transalpino dopo i produttivi test a Jerez de la Frontera e forte del quarto posto iridato inseguendo, anche, quello che sarebbe il terzo podio della stagione. Un risultato che farebbe tornare il Dottore in piena lotta per la vetta della classifica.</p>
<p>In Francia, Valentino può fregiarsi di tre vittorie nella classe regina (nel 2002, 2005 e nel 2008) con sei secondi posti all&#8217;attivo e quattro terze piazze, la ultima nella stagione scorsa. Un passato positivo, mentre un ricordo non particolarmente felice che però fu di grande impatto emotivo, è il duello del 2017 che Rossi accese con il collega di box Maverick Viñales. Una tenzone che andò al giovane pilota spagnolo ma che dimostrò il grande spessore agonistico del Dottore fuori dai giochi sono dopo una caduta.</p>
<p><em>“I test di Jerez sono stati abbastanza positivi</em>”, commenta Rossi alla vigilia di un GP che potrebbe essere all’insegna delle novità.<em> “Credo che possiamo mettere in pista qualche cosa di importante che abbiamo trovato, già da questo fine settimana. Le Mans è una pista che mi piace e normalmente, Yamaha è competitiva lì”.</em> L’obiettivo è fare un ottimo GP, Rossi ne è convinto. <em>“Dobbiamo interpretare un bel fine settimana, l’anno scorso abbiamo tenuto un bel passo gara e lavoreremo nella direzione corretta sin dalla FP1, voglio essere veloce dal giorno1. Speriamo nel meteo favorevole in modo da dimostrare tutto il nostro potenziale”; </em>termina.<em> “Ho voglia di tornare sul podio”</em></p>
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		<title>MotoGP Jerez: Quartararo porta in pole la Yamaha. Male Rossi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 May 2019 13:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[gp jerez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lotta della Q2 a Jerez va a Fabio Quartararo, è il migliore delle qualifiche andaluse e il più giovane pilota in pole dell’era moderna la dove fece la prima pole in Moto3™. Dietro al rookie francese il suo compagno di box Petronas Yamaha SRT, Franco Morbidelli, sempre più in crescendo sulla M1 satellite. Era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-82695" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/05/20-fabio-quartararo_dsc5976_0.big_-300x200.jpg" alt="20 fabio quartararo dsc5976 0.big" width="300" height="200" title="MotoGP Jerez: Quartararo porta in pole la Yamaha. Male Rossi. 24" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/20-fabio-quartararo_dsc5976_0.big_-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/20-fabio-quartararo_dsc5976_0.big_-1024x681.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/20-fabio-quartararo_dsc5976_0.big_-768x511.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/20-fabio-quartararo_dsc5976_0.big_-696x463.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/20-fabio-quartararo_dsc5976_0.big_.jpg 1136w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La lotta della Q2 a Jerez va a Fabio Quartararo, è il migliore delle qualifiche andaluse e il più giovane pilota in pole dell’era moderna la dove fece la prima pole in Moto3™. Dietro al rookie francese il suo compagno di box Petronas Yamaha SRT, Franco Morbidelli, sempre più in crescendo sulla M1 satellite. Era dal 2017 che non c’era una doppietta Yamaha in qualifica al Mugello (Viñales – Rossi).</p>
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<p>Se le moto non ufficiali dei tre diapason sono le protagoniste del sabato andaluso, quelle ufficiali sono più lente. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) è quinto mentre Valentino Rossi inizierà la gara della quinta fila.</p>
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<p>Terzo, ancora una volta non in pole a Jerez e con il suo record battuto, Marc Marquez. Il numero 93 Repsol Honda ci prova ma dovrà far strada al due su M1.</p>
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<p>Anche le Ducati sono competitive e Andrea Dovizioso (Ducati Team), leader della categoria, mette a referto il quarto crono. Chiude la seconda fila Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol).</p>
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<p>Jorge Lorenzo (Repsol Honda) era stato efficace nelle prime libere, poi prova ad essere tra i protagonisti anche delle qualifiche nel giorno del suo trentaduesimo compleanno, sarà undicesimo dopo una caduta senza particolari conseguenze alla curva 2.</p>
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<p>Una scivolata alla 1 costa le migliori qualifiche anche a Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati) era stato il pilota più incisivo della libere e inizierà la gara dalla settima casella.</p>
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<p>Miglior qualifica della sua carriera in classe regina per Francesco Bagnaia (Pramac Racing), decimo.</p>
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<p>Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini), è costretto alla defezione dopo la caduta in FP4. Sarà sottoposto ad accertamenti all’ospedale di Jerez.</p>
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		<title>MotoGP Jerez: duello Ducati-Marquez nella prima giornata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2019 17:34:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[gp jerez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Danilo Petrucci mette a referto il primo crono delle libere. 1:37.909s il tempo del pilota Ducati Mission Winnow. La lotta è tra piloti Honda e ducatisti ufficiali, con Jorge Lorenzo che sembra aver trovato le migliori sensazioni in sella alla RC213V. Nella classifica della FP2, Andrea Dovizioso è in scia del collega di box, mentre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-82670" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/05/dsc2879.gallery_full_top_fullscreen-300x200.jpg" alt="dsc2879.gallery full top fullscreen" width="300" height="200" title="MotoGP Jerez: duello Ducati-Marquez nella prima giornata 26" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/dsc2879.gallery_full_top_fullscreen-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/dsc2879.gallery_full_top_fullscreen-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/dsc2879.gallery_full_top_fullscreen-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/dsc2879.gallery_full_top_fullscreen-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/05/dsc2879.gallery_full_top_fullscreen.jpg 1136w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Danilo Petrucci mette a referto il primo crono delle libere. 1:37.909s il tempo del pilota Ducati Mission Winnow. La lotta è tra piloti Honda e ducatisti ufficiali, con Jorge Lorenzo che sembra aver trovato le migliori sensazioni in sella alla RC213V. Nella classifica della FP2, Andrea Dovizioso è in scia del collega di box, mentre in combinata a dividere i due desmodromici ufficiali c’è Marc Marquez (Repsol Honda).</p>
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<p>Oltre alla notizia di 19 corridori divisi da solo un secondo, le libere vedono il ritorno nelle posizioni che contano di Jorge Lorenzo. Il cinque volte campione del team HRC firma il secondo tempo nella mattinata e nel pomeriggio è quarto. Uno dei grandi protagonisti della classe regina è tornato.</p>
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<p>Quinto tempo per Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) e bene il suo collega di box Takaaki Nakagami, il migliore dei test invernali a Jerez.</p>
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<p>Le prime libere della classe regina a Jerez vanno in scena in un pomeriggio dove la temperatura va salendo. Fa caldo, l’asfalto diventa rovente, i tempi restano di riferimento quelli della FP1 anche se la tabella tempi subisce dei cambi.</p>
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<p>Il gran calore sembra frenare le Yamaha. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) è sesto della FP2 mentre Franco Morbidelli è oltre la quindicesima posizione. In combinata Maverick Viñales è sesto grazie al crono della mattinata con Valentino Rossi più attardato. Yamaha vive gli incubi del passato a Jerez?</p>
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<p>Alex Rins (Team Suzuki Ecstar), vincitore del GP al COTA, è dodicesimo davanti a Francesco Bagnaia (Pramac Racing). Pecco fa meglio delle due Aprila che occupano la quindicesima (Andrea Iannone) e la diciassettesima (Aleix Espargaro) piazza.</p>
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<p>La sessione è fermata dopo la caduta di Karel Abraham (Reale Avintia Racing) e, soprattutto, dopo quella di Bradley Smith (Aprilia Racing Team Gresini). Nulla di grave per i due piloti. Nella ghiaia ad inizio FP2 anche due portacolori KTM, quella di Johann Zarco sarà la seconda caduta.</p>
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<p>Le Yamaha ufficiali e le Aprila hanno provato il deflettore al forcellone.</p>
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<p>Top 10:<br />
1. Danilo Petrucci &#8211; <em>(Mission Winnow Ducati)</em> &#8211; 1.37.909<br />
2. Andrea Dovizioso &#8211; <em>(Mission Winnow Ducati)</em> &#8211; +0.097<br />
3. Cal Crutchlow &#8211; <em>(LCR Honda Castrol)</em> &#8211; +0.195<br />
4. Marc Márquez &#8211; <em>(Repsol Honda Team)</em> &#8211; +0.238<br />
5. Maverick Viñales &#8211; <em>(Monster Energy Yamaha)</em> &#8211; +0.332<br />
6. Fabio Quartararo &#8211; <em>(Petronas Yamaha SRT)</em> &#8211; +0.461<br />
7. Stefan Bradl &#8211; <em>(Team HRC)</em> &#8211; +0.464<br />
8. Takaaki Nakagami &#8211; <em>(LCR Honda Idemitsu)</em> &#8211; +0.505<br />
9. Jorge Lorenzo &#8211; <em>(Repsol Honda Team)</em> &#8211; +0.536<br />
10. Francesco Bagnaia &#8211; <em>(Pramac Racing)</em> &#8211; +0.684</p>
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		<title>Brembo svela il GP Spagna 2019 della MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2019 00:06:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Brembo]]></category>
		<category><![CDATA[Gp Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accantonate le 3 tappe extraeuropee la MotoGP sbarca in Spagna per il 4° appuntamento del Mondiale 2019, in programma dal 3 al 5 maggio sul Circuito de Jerez. Inaugurato l’8 dicembre 1985, ospita la classe regina dal 1987: curiosamente, però, nel 1988 la gara è stata etichettata GP Portogallo perché il GP Spagna si è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-82657" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/05/04_spagna.gif" alt="04 spagna" width="480" height="600" title="Brembo svela il GP Spagna 2019 della MotoGP 28">Accantonate le 3 tappe extraeuropee la MotoGP sbarca in Spagna per il 4° appuntamento del Mondiale 2019, in programma dal 3 al 5 maggio sul Circuito de Jerez. Inaugurato l’8 dicembre 1985, ospita la classe regina dal 1987: curiosamente, però, nel 1988 la gara è stata etichettata GP Portogallo perché il GP Spagna si è disputato a Jarama. Nel 1992 è diventato il primo circuito del Mondiale a sostituire le balle di paglia con gli airfence.​</p>
<p>Sui 4.423 metri della pista si alternano curve lente, veloci e velocissime: le 13 curve (8 a destra, 5 a sinistra) rappresentano il 31 per cento della lunghezza totale ed offrono numerosi punti utili per i sorpassi. I notevoli cambi di pendenza richiedono una moto maneggevole e ben bilanciata, oltre che stabile in frenata.​</p>
<p>Anche quest’anno il 100% delle moto che partecipano al campionato MotoGP è equipaggiato con freni Brembo i cui tecnici hanno assegnato un indice di difficoltà per i freni a ciascun circuito del campionato.​</p>
<p>Secondo i tecnici Brembo che assistono tutti i piloti della MotoGP, il Circuito de Jerez è il più impegnativo per i freni del primo terzo di campionato, cioè dei primi 6 GP. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4, valore che spetta anche ad Aragon e ​Brno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’impegno dei freni durante il GP</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni giro i piloti sono chiamati ad usare i freni 10 volte per un totale di 30 secondi: in termini assoluti il valore non è altissimo, specie se confrontato con i 37 secondi al giro di Austin e i 39 secondi di Sepang.​</p>
<p>In queste due piste però i record sul giro oscillano tra 1’59’’ e 2’04’’ mentre a Jerez si gira in 1’38’’.​</p>
<p>La presenza di 2 frenate di modesta entità, ossia in cui si perdono meno di 25 km/h, si traduce in una decelerazione media del GP di soli 1,13 g: ad abbassare la media sono proprio gli 0,7 g della curva 4 ​e gli 0,8 g della curva 10.</p>
<p>Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva Brembo del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera i 9 quintali e mezzo, valore raggiunto anche da Losail: in pratica ogni giro un pilota è chiamato ad uno sforzo di 38 kg.</p>
<p><strong> Le frenate più impegnative</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Delle 10 frenate del Circuito de Jerez 2 sono classificate come impegnative per i freni, 5 di media difficoltà, mentre le restanti 3 hanno un’incidenza leggera sugli impianti frenanti. ​</p>
<p>La staccata più complessa è quella alla sesta curva (Dry Sack)​: i piloti iniziano a frenare a 293 km/h e concludono l’operazione solo dopo 5,3 secondi in cui percorrono 242 metri</p>
<p>Per scendere a 68 km/h esercitano un carico di 5,4 kg sulla leva del freno e subiscono una decelerazione massima di 1,5 g. Molto difficile anche la frenata alla prima curva (Expo 92): le MotoGP passano da 282 km/h a 86 km/h in 219 metri e 4,6 secondi.​</p>
<p>In questa frenata sono però più alti il carico sulla leva (5,6 kg), la pressione del liquido freno Brembo HTC 64T (11,9 bar) e la decelerazione ​è comunque di 1,5 g, superiore di oltre 0,3 g alla decelerazione da 200 a 0 km/h di una Porsche 993 Turbo.</p>
<p>Notevoli anche i 9,4 bar di pressione dell’impianto frenante alla seconda curva. ​Le MotoGP frenano per 3,3 secondi per impostare la curva a 67 km/h ma la decelerazione è di soli 1,1 g.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dati forniti da <a href="http://www.brembo.com" target="_blank" rel="noopener">Brembo</a></p>
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		<title>MotoGP, Miller: “Voglio assicurarmi una sella in un team factory”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2019 01:13:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[miller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Red Bull Gran Prix of the Americas, Jack Miller (Pramac Racing) è salito sul podio, dopo quasi tre anni, l’ultima volta era stata ad Assen nel 2016. Questo risultato non può che aver dato all’australiano nuove motivazioni e la voglia di puntare ad obiettivi ancora più ambiziosi. Miller è stato il miglior pilota Ducati [&#8230;]</p>
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<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-82238" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/04/dsc4841_1.big_-300x200.jpg" alt="dsc4841 1.big" width="300" height="200" title="MotoGP, Miller: “Voglio assicurarmi una sella in un team factory” 30" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/dsc4841_1.big_-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/dsc4841_1.big_-1024x681.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/dsc4841_1.big_-768x511.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/dsc4841_1.big_-696x463.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/dsc4841_1.big_.jpg 1136w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Al Red Bull Gran Prix of the Americas, Jack Miller (Pramac Racing) è salito sul podio, dopo quasi tre anni, l’ultima volta era stata ad Assen nel 2016. Questo risultato non può che aver dato all’australiano nuove motivazioni e la voglia di puntare ad obiettivi ancora più ambiziosi.</p>
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<p>Miller è stato il miglior pilota Ducati ad Austin piazzandosi davanti ai due piloti ufficiali Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati) quarto e Danilo Petrucci sesto al traguardo, mentre il rookie Pecco Bagnaia è arrivato nono.</p>
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<p>In seguito a questo risultato l’australiano ha iniziato ad immaginare un possibile passaggio al team ufficiale. La cosa non è poi così impossibile visto che Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati) ha un contratto da un anno e nel 2020 Andrea Dovizioso potrebbe condividere il box con un nuovo compagno di squadra. Le possibilità sono: una riconferma di Petrucci, oppure una promozione del campione del mondo in carica della Moto2™ Francesco Bagnaia (Pramac Racing) o di Jack Miller.</p>
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<p><em>“Ovviamente, il mio obiettivo principale è quello di assicurarmi una sella con un team factory &#8211; </em>ha dichiarato Miller nella conferenza stampa dopo la gara <em>&#8211; Mi piacerebbe continuare a correre con Ducati. Fino ad ora ho avuto risultati migliori di lui (Petrucci ndr) tanto nelle qualifiche come nelle gare”.</em></p>
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<p>Pur fantasticando sul futuro, Miller rimane realista e ha continuato ricordando che nelle ultime due stagioni ha fatto un ottimo inizio ma senza mantenere lo stesso ritmo per tutta la stagione, come lui stesso ha spiegato: <em>“A partire dal Mugello ho iniziato ad avere un calo. Però questa volta speriamo di continuare così come stiamo facendo”.</em></p>
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<p>Al momento Miller ha un punto in meno rispetto a Petrucci in classifica, scopriremo chi dei due avrà la meglio sull’altro già a partire dalla prossima gara a Jerez. La stagione è ancora all’inizio e sarà interessante seguire i prossimi passi dei piloti Ducati.</p>
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		<title>MotoGP Austin: incredibile vittoria di Alex Rins, che spezza il sogno di Rossi. Marquez KO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2019 20:12:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Rins]]></category>
		<category><![CDATA[Austin]]></category>
		<category><![CDATA[Marquez]]></category>
		<category><![CDATA[rins]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
		<category><![CDATA[Valentino Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una gara incredibile quella della classe MotoGP vista ad Austin. Succede di tutto in pista all&#8217;insegna dello spettacolo e per una volta qualsiasi pronostico viene cancellato. Vince a sorpresa, ma meritatamente, Alex Rins in sella alla Suzuki, che centra la sua prima vittoria nella classe regina. Il pilota di Barcellona, classe 1995, spezza il sogno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2019/04/14/motogp-austin-incredibile-vittoria-di-alex-rins-che-spezza-il-sogno-di-rossi-marquez-ko/">MotoGP Austin: incredibile vittoria di Alex Rins, che spezza il sogno di Rossi. Marquez KO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Una gara incredibile quella della classe MotoGP vista ad Austin. Succede di tutto in pista all&#8217;insegna dello spettacolo e per una volta qualsiasi pronostico viene cancellato. Vince a sorpresa, ma meritatamente, Alex Rins in sella alla Suzuki, che centra la sua prima vittoria nella classe regina. Il pilota di Barcellona, classe 1995, spezza il sogno di Valentino Rossi, che per oltre metà gara guida la corsa assaporando il ritorno alla vittoria, dopo un lungo digiuno iniziato ad Assen nel lontano 2017. Terzo posto per Jack Miller sulla Ducati Pramac, staccato dai primi ed impossibilitato a gettarsi nella mischia.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Una gara incredibile, come detto, che vede soprattutto abdicare il re del COTA. Marc Marquez in Texas ha sempre fatto il bello ed il cattivo tempo, andando a vincere ininterrottamente per 6 volte consecutive, cioè da quando la MotoGP è arrivata qui nel 2013. Lo spagnolo parte forte, allunga, si prepara alla solita, monotona cavalcata solitaria, ma al nono giro perde il posteriore alla curva 12 e finisce a terra. Impossibile ripartire. Uno zero pesante in classifica e spazio aperto agli inseguitori. Rossi si trova a comandare una gara che potrebbe essere facile se non fosse per Rins, nel ruolo dell&#8217;outsider.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Rossi e Rins allungano e lasciano metri di asfalto e secondi di distacco ad avversari incapaci di tenere il loro ritmo. Animano le retrovie Dovizioso e Morbidelli, che ingaggiano un duello, che vede la Ducati ufficiale uscirne vincitrice per lanciarsi all&#8217;inseguimento di Miller. Le posizioni si congelano, facendo spostare l&#8217;attenzione al duo di testa.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il messaggio è chiaro: Rins a tutte le carte in regola non solo per tenere il passo di Valentino Rossi, ma per tentare l&#8217;attacco e portare a casa la sua prima vittoria in MotoGP. La carica suona a 5 giri dal termine, quando i tecnici Suzuki indicato a Rins di cambiare mappatura. Poche curve ed ecco il primo attacco, difeso da Rossi. In poco più di un giro si decidono le sorti della gara: Rins passa Rossi con una staccata vincente, Rossi non riesce ad approfittare di un piccolo errore del pilota Suzuki ed infine prova il tutto per tutto con una staccata al limite che però lo porta largo. Alex Rins prende i metri necessari per gestire il finale e vincere su Valentino Rossi (+0,462). Terzo Jack Miller (+8,454).</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Quarto posto per Andrea Dovizioso (+9,420) ora nuovo leader del Mondiale. Franco Morbidelli è quinto, davanti a Danilo Petrucci. Nono Francesco Bagnaia, 12esimo Andrea Iannone. La giornata da dimenticare per Honda Repsol si chiude con il ritiro di Jorge Lorenzo a 10 giri dal termine. Caduto anche Cal Crutchlow.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La classifica iridata vede ora Dovizioso a quota 54 punti, seguito da Rossi (51), Rins (49), Marquez (45) e Petrucci (30).</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Photo @lulop.com</span></p>
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		<title>MotoGP Austin: pole di Marquez davanti a Rossi e Crutchlow</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 20:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Austin]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Marquez]]></category>
		<category><![CDATA[pole]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna a splendere il sole su Austin e torna a sotto il sole brilla la Honda numero 93 di Marc Marquez che in Texas firma la sua 54esima pole in MotoGP. Tutto perfetto, a partire da un tracciato che, dopo il diluvio che si è abbattuto sul Texas, è andato via via migliorando. Un tracciato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-82024 alignleft" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/04/5cb1145e0513a1-54262210-300x200.jpg" alt="5cb1145e0513a1 54262210" width="300" height="200" title="MotoGP Austin: pole di Marquez davanti a Rossi e Crutchlow 32" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/5cb1145e0513a1-54262210-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/5cb1145e0513a1-54262210-768x512.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/5cb1145e0513a1-54262210-696x464.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/5cb1145e0513a1-54262210.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Torna a splendere il sole su Austin e torna a sotto il sole brilla la Honda numero 93 di Marc Marquez che in Texas firma la sua 54esima pole in MotoGP. Tutto perfetto, a partire da un tracciato che, dopo il diluvio che si è abbattuto sul Texas, è andato via via migliorando. Un tracciato da sempre favorevole a Marquez che qui non ha mai perso in gara. Lo spagnolo parte quindi nuovamente come il favorito per la gara di domani, anche se dovrà vedersela con un agguerrito Valentino Rossi, che chiude secondo davanti a Cal Crutchlow.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif">Marquez ritrova la prima posizione, dopo aver ceduto il miglior tempo del venerdì a Maverick Viñales, già nelle FP4, infliggendo distacchi pesanti agli inseguitori. Nella Q2 lo spagnolo abbassa ulteriormente i tempi e ferma il cronometro a 2&#8217;03,787. Valentino Rossi si difende bene contenendo il distacco a +0,273. Nel giro di mezzo secondo chiudono Crutchlow, Miller, Pol Espargaro con la KTM, Viñales e Rins.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif">In difficoltà le Ducati ufficiali. Danilo Petrucci accede alle Q2 e chiude ottavo, mentre Andrea Dovizioso si ferma alla Q1 con un tempo decisamente lontano dal poleman di giornata, con il cronometro a segnare 2&#8217;05,907.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif">Jorge Lorenzo sembra faticare ancora a trovare il giusto feeling con la HRC ufficiale e dovrà accontentarsi di una partenza dall&#8217;undicesima casella, alle spalle di Franco Morbidelli e davanti a Francesco Bagnaia.</span></p>
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		<title>MotoGP: la Dorna ritira il numero 69. Nessuno correrà più con il numero di Hayden</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 09:28:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[69]]></category>
		<category><![CDATA[Austin]]></category>
		<category><![CDATA[hayden]]></category>
		<category><![CDATA[Nicky Hayden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il numero 69 applicato su una MotoGP rimarrà per sempre legato a Nicky Hayden, Campione del Mondo nella classe regina nel 2006. Il ragazzo sorridente del Kentucky è scomparso tragicamente il 22 maggio 2017 a seguito dei traumi riportati nell&#8217;incidente del 16 maggio, durante un allenamento in bicicletta nei pressi del Misano World Circuit intitolato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-large wp-image-82003 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/04/IMG_6807-1024x683.jpg" alt="IMG 6807" width="1024" height="683" title="MotoGP: la Dorna ritira il numero 69. Nessuno correrà più con il numero di Hayden 35"></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium">Il numero 69 applicato su una MotoGP rimarrà per sempre legato a Nicky Hayden, Campione del Mondo nella classe regina nel 2006. Il ragazzo sorridente del Kentucky è scomparso tragicamente il 22 maggio 2017 a seguito dei traumi riportati nell&#8217;incidente del 16 maggio, durante un allenamento in bicicletta nei pressi del Misano World Circuit intitolato alla memoria di Marco Simoncelli.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium">La decisione, in accordo con la famiglia, è stata presa da Carmelo Ezpeleta, CEO della Dorna, ed è stata attuata con una cerimonia toccante durante un breve conferenza stampa alla presenza della famiglia Hayden.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium">Una cerimonia che già nel 2016 era stata realizzata per ritirare il numero 58 del Sic, alla vigilia del GP di San Marino e della Riviera di Rimini.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium">Commozione in sala, dove il primo a parlare è stato proprio Ezpeleta: “</span></span><em><span style="color: #0a0a0a"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium"><i>Da quando l’abbiamo perso in quell’incidente in Italia abbiamo pensato a qualcosa di speciale per lui. Il rapporto con lui, il suo apporto alla categoria sono stati fantastici. Abbiamo deciso, in accordo con la famiglia, di ritirare il 69, che rimarrà per sempre di Nicky Hayden.</i></span></span></span></em><em><span style="color: #0a0a0a"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium">”</span></span></span></em></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium">Parole di ringraziamento anche da parte della famiglia Hayden, con il padre Earl molto provato che esprime il suo riconoscimento per il gesto legato al figlio: “</span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium"><i>È un grande onore ricevere questo riconoscimento. Siamo felici che questo avverrà durante la tappa della MotoGP che si corre qua negli Stati Uniti, perché le gare di casa avevano un grande significato per Nicky. Per me questo sarà un evento molto caro, perchè il 69 è stato anche il mio numero di gara quando correvo ed è stato un orgoglio vedere correre Nicky con lo stesso numero</i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium">”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium">Tocca poi al fratello Tommy Hayden: “</span></span><em><span style="color: #0a0a0a"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium"><i>Nicky amava la MotoGP, adorava le piste e ha lasciato una forte impronta in questo campionato, così come nei tifosi. Il 69 ha fatto parte della nostra famiglia da sempre, da mio padre a vari parenti, a me, mio fratello e le mie sorelle. Tutti abbiamo corso anche con quel numero. Ringrazio tutte le persone che hanno reso possibile questo evento</i></span></span></span></em><em><span style="color: #0a0a0a"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium">”.</span></span></span></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-82006" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/04/IMG_8437-1024x683.jpg" alt="IMG 8437" width="1024" height="683" title="MotoGP: la Dorna ritira il numero 69. Nessuno correrà più con il numero di Hayden 36"></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: medium">All photos @Fabrizio Carrubba</span></span></p>
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		<title>MotoGP Austin: in Texas vola Maverick Viñales</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio carrubba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 20:58:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Austin]]></category>
		<category><![CDATA[dovizioso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiude sotto la bandiera spagnola la prima giornata di MotoGP ad Austin, Texas. A sorpresa però non è il solito Marc Marquez a far registrare il miglior crono a fine giornata, ma il pilota Yamaha Maverick Viñales, in sella alla M1 gemella di Valentino Rossi. Al termine delle Free Practice 2 del Red Bull [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif"><img decoding="async" class="size-full wp-image-81995 alignleft" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/04/Viñales.jpg" alt="Viñales" width="400" height="225" title="MotoGP Austin: in Texas vola Maverick Viñales 38" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/Viñales.jpg 400w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/Viñales-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif">Si chiude sotto la bandiera spagnola la prima giornata di MotoGP ad Austin, Texas. A sorpresa però non è il solito Marc Marquez a far registrare il miglior crono a fine giornata, ma il pilota Yamaha Maverick Viñales, in sella alla M1 gemella di Valentino Rossi.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif">Al termine delle Free Practice 2 del Red Bull Grand Prix of the Americas, Viñales ferma il cronometro con un best lap in 2&#8217;03,857 precedendo di Marc Marquez a +0,044 (2&#8217;03,901). Terzo tempo per Valentino Rossi che non riesce ad abbattere il muro dei 2&#8217;04 e resta attardato di +0,146 con Jack Miller sulla Ducati Pramac Racing a soli 2 millesimi di distacco.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif">Bene Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia, rispettivamente ottavo e decimo. In crisi le Ducati ufficiali, entrambe fuori dalla top ten: Andrea Dovizioso paga i problemi accusati nel primo turno e chiude con l&#8217;undicesimo tempo, mentre Danilo Petrucci non va oltre la tredicesima posizione.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif">Nella Free Practice 1 il più veloce era stato Marquez (2&#8217;05,311) che aveva preceduto Viñales, Miller e Dovizioso, fermato a metà turno da noie tecniche e tornato in pista con il muletto, con il quale ha ottenuto il quarto tempo. Rossi aveva chiuso il primo turno in pista con il quinto tempo.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif">Week-end che si preannuncia nuovamente in salita per Jorge Lorenzo, che non va oltre la 16esima posizione assoluta al termine delle FP2.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif">Particolare interessante le velocità di punta registrate su un tracciato che non brilla certo per regolarità del fondo nonostante i recenti lavori eseguiti che però non hanno risolto il problema delle marcate buche in pista. La moto più veloce è risultata la Honda di Cal Crutchlow, con 345,3 Km/h di velocità massima. Le Yamaha ufficiali di Rossi e Viñales non sono riuscite invece ad abbattere il muro dei 340 Km/h.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif">Degna di nota anche la nuova appendice aerodinamica all&#8217;attacco del forcellone in pieno stile Ducati portata in pista da Marquez sulla Honda ufficiale.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif"> </span></p>
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		<title>MotoGP Argentina: trionfo di Marquez, duello Rossi-Dovi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 05:59:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il GP d’Argentina va a Marc Marquez (Repsol Honda). Vittoria con grande distacco per il campione del mondo che sin dai primi passaggi va in fuga e taglia il traguardo con 10 secondi di vantaggio circa. È il dominatore indiscusso del fine settimana, con giro veloce e pole position. Sono 25 punti che lo mandano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81823" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/04/dsc4103_0.middle-300x169.jpg" alt="dsc4103 0.middle" width="300" height="169" title="MotoGP Argentina: trionfo di Marquez, duello Rossi-Dovi 40" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/dsc4103_0.middle-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/dsc4103_0.middle-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/dsc4103_0.middle-696x392.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/04/dsc4103_0.middle.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></em>Il GP d’Argentina va a Marc Marquez (Repsol Honda). Vittoria con grande distacco per il campione del mondo che sin dai primi passaggi va in fuga e taglia il traguardo con 10 secondi di vantaggio circa. È il dominatore indiscusso del fine settimana, con giro veloce e pole position. Sono 25 punti che lo mandano in testa al campionato.</p>
<p>Sul podio, Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati) e Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP). Il duello tra i due è il secondo tema della gara oltre la prova di forza del campione.</p>
<p>Soffre Jorge Lorenzo (Repsol Honda) dopo una partenza da dimenticare e dalla quarta fila. E rimonta potente di Alex Rins (Team Suzuki Ecstar).</p>
<p>Marquez parte come un fulmine dalla prima casella, al terzo giro ha già 3 secondi, otto a meno quattordici dalla fine e chiude con 9,8s sui rivali. Quella del campione del mondo è una gara a parte. Una volta accumulato un vantaggio di tranquillità, controlla e chiude con 25 punti che gli danno il primato in classifica.</p>
<p>Rossi è molto reattivo al via, lotta con Dovizioso da subito con Desmo Dovi che anche lui scatta bene dalla prima fila. È un duello corretto e spettacolare, che va al Dottore solo grazie ad un attacco di questi alla curva 7 nel corso dell’ultimo giro. Perde il primato ma resta in piazza d’onore</p>
<p>Parte invece male Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) che però recupera. Resta settimo, guardando la lotta per lotta per il podio. Paga la scelta della doppia soft quando va dritto al diciassettesimo giro e la sua gara finisce con insieme a quella di Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT). Il pilota VR46 Academy inizia la cosa dalla sua miglior qualifica, sesto posto, e lotta per il podio anche con il maestro Rossi. Tampona Viñales alla fina quando la lotta era per il quinto posto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fasi concitate di fine gara a Termas, il tamponamento tra i due piloti Yamaha costa caro</p>
<p>Esce di scena presto Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) che, tra i candidati alla vittoria, deve scontare la penalità del passaggio dai box per partenza anticipata.</p>
<p>Quarta posizione per Jack Miller (Pramac Racing) e quinto Rins, che dalla sesta fila recupera fino a mettere nel mirino il terzo posto. Sesto Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati).</p>
<p>Non facile per Francesco Bagnaia (Pramac Racing) quattordicesimo e per Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La top 15:<br />
1. Marc Marquez (Repsol Honda Team)<br />
2. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) + 9.816<br />
3. Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati) + 10.530<br />
4. Jack Miller (Pramac Racing) + 12.140<br />
5. Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) + 12.563<br />
6. Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati) + 13.750<br />
7. Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu) + 18.160<br />
8. Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) + 20.403<br />
9. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) + 25.292<br />
10. Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) + 25.679<br />
11. Miguel Oliveira (Red Bull KTM Tech 3) + 25.855<br />
12. Jorge Lorenzo (Repsol Honda Team) + 27.497<br />
13. Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) + 31.398<br />
14. Francesco Bagnaia (Pramac Racing) + 32.893<br />
15. Johann Zarco (Red Bull KTM Factory Racing) + 33.372</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MotoGP Argentina: Marquez strappa la pole ma gli altri sono vicini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2019 19:59:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[GP Argentina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le qualifiche del GP d’Argentina vanno a Marc Marquez (Repsol Honda) con il tempo di 1:38.304s. Una prova che non può definirsi maiuscola vista la rivalità degli avversari. Il numero 93 centra la sua prima pole stagionale, la 53esima in MotoGP. Condizioni climatiche stabili ma per la giornata di gara si preannuncia un cambio meteo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81802" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/03/93-marc-marquez-esp_dsc5583.big_-300x200.jpg" alt="93 marc marquez esp dsc5583.big" width="300" height="200" title="MotoGP Argentina: Marquez strappa la pole ma gli altri sono vicini 42" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/93-marc-marquez-esp_dsc5583.big_-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/93-marc-marquez-esp_dsc5583.big_-1024x681.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/93-marc-marquez-esp_dsc5583.big_-768x511.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/93-marc-marquez-esp_dsc5583.big_-696x463.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/93-marc-marquez-esp_dsc5583.big_.jpg 1136w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le qualifiche del GP d’Argentina vanno a Marc Marquez (Repsol Honda) con il tempo di 1:38.304s. Una prova che non può definirsi maiuscola vista la rivalità degli avversari. Il numero 93 centra la sua prima pole stagionale, la 53esima in MotoGP.</p>
<div class="layoutSlice ">
<div class="slicePosition w-100">
<p>Condizioni climatiche stabili ma per la giornata di gara si preannuncia un cambio meteo con l&#8217;arrivo della pioggia. In prima fila con lui, Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) e Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati). Tre moto diverse dividono la prima fila e la distanza tra i tre è risicata.</p>
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<p>Cosi come quella con gli altri due piloti che chiudono la top 5. 0,2s separano il primo dal quinto, un efficace Jack Miller (Pramac Racing) che per tutto il fine settimana dimostra di essere a suo agio su una pista dove lo ha visto protagonista nel 2018.</p>
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<p>Splendido nelle FP4 come ritmo e veloce in qualifica, Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP). Il Dottore è quarto e pronto per una grande domenica dopo la rimonta a Losail.</p>
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<p>Sesto tempo per Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT), alla miglior qualifica nella classe regina. Questa volta il pilota VR46 Academy ruba la scena a Fabio Quartararo, suo compagno di box e settimo davanti a Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol).</p>
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<p>Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati) apre la quarta fila in chiusura della quale troviamo Jorge Lorenzo (Repsol Honda). Curioso siparietto ad inizio sessione quando Marquez e Lorenzo girano vicini con il primo che quasi, insegna, le traiettorie al secondo.</p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p>Sesta fila per Francesco Bagnaia (Pramac Racing) e ultima casella per Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Brembo svela il GP Argentina 2019 della MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 22:46:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Brembo]]></category>
		<category><![CDATA[GP Argentina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un inizio scoppiettante di stagione, la MotoGP vola in SudAmerica per il GP Argentina che si disputa dal 29 al 31 marzo all’Autódromo de Termas de Rio Hondo. Situato nella provincia di Santiago del Estero, nell’Argentina settentrionale, il circuito è stato disegnato dall’italiano Jarno Zaffelli. E italiani, naturalmente Brembo, sono anche i freni scelti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un inizio scoppiettante di stagione, la MotoGP vola in SudAmerica per il GP Argentina che si disputa dal 29 al 31 marzo all’Autódromo de Termas de Rio Hondo.</p>
<p>Situato nella provincia di Santiago del Estero, nell’Argentina settentrionale, il circuito è stato disegnato dall’italiano Jarno Zaffelli. E italiani, naturalmente Brembo, sono anche i freni scelti da tutti i team e i piloti della classe regina.​</p>
<p>Ogni anno l’Autódromo de Termas de Rio Hondo ospita decine di competizioni per le auto e così quando le MotoGP sbarcano in Argentina si trovano di fronte ad una pista sporchissima: nella prima sessione di libere del 2016 la sabbia presente in grande quantità sull’asfalto ha prodotto tempi sul giro nell’ordine dell’1’43’’-1’44’’, valore abbassato di oltre 3 secondi in poco meno di 24 ore e di un ulteriore secondo nella Q2.​</p>
<p>Secondo i tecnici Brembo, l’Autódromo de Termas de Rio Hondo rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, identico a quelli ottenuti da altre 9 piste, inclusa quella di Losail che ha ospitato la gara inaugurale della stagione.</p>
<p><strong>L’impegno dei freni durante il GP</strong></p>
<p>Alle 14 curve della pista corrispondono 8 punti di frenata, di cui 3 nel T4 che malgrado questi rallentamenti è l’intertempo più veloce dei quattro in cui è suddivisa la pista.​</p>
<p>Solo Phillip Island, Spielberg e Buriram con 7 frenate al giro ​presentano un minor numero di frenate di Termas de Rio Hondo. Ogni giro i piloti utilizzano i freni per circa 30 secondi, valore eguagliato da Jerez, Mugello e Assen. Il totale per l’intero GP Argentina è di 12 minuti e mezzo, pari al 30 per cento della durata complessiva della gara.</p>
<p>La media sul giro delle decelerazioni massime è di 1,2 g ma questo valore sarebbe più alto senza la toccatina ai freni della curva 11 (da 202 km/h a 156 km/h) che con 0,9 g abbassa la media. Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno Brembo dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera i 7 quintali e mezzo: solo a Phillip Island l’impegno fisico richiesto ai piloti è minore.​</p>
<p>Ma comunque lo sforzo del GP Argentina per i piloti MotoGP, alle prese con dischi in carbonio Brembo con diametro di 320mm o 340mm, è superiore a quello generalmente richiesto ai piloti Superbike (dischi in acciaio): meno di 5 quintali al Round1 in Australia e 7 quintali nel Round 2 in Thailandia​.<img decoding="async" class="wp-image-81753 size-large aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/03/02_argentina-819x1024.jpg" alt="02 argentina" width="819" height="1024" title="Brembo svela il GP Argentina 2019 della MotoGP 44" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/02_argentina-819x1024.jpg 819w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/02_argentina-768x960.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/02_argentina-300x375.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/02_argentina-696x870.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/02_argentina.jpg 909w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></p>
<p><strong>Le frenate più impegnative</strong></p>
<p>Delle 8 frenate dell’Autódromo de Termas de Rio Hondo solo due sono considerate altamente impegnative​ per i freni mentre 4 sono di media difficoltà e 2 sono light.</p>
<p>La curva 5 è la più difficile da affrontare perché è preceduta da un rettilineo di 1.076 metri che permette alle MotoGP di raggiungere i 324 km/h: il tornantino obbliga i piloti a scendere a 81 km/h facendo ricorso ai freni per 6 secondi con un carico sulla leva della pompa freno Brembo di 5,1 kg.​</p>
<p>In quell’istante la pressione del fluido freno Brembo HTC 64T raggiunge i 10,9 bar​. Durante la frenata le moto percorrono 297 metri.​</p>
<p>M​erita una citazione anche la prima frenata dopo il traguardo per i 243 metri di spazio di frenata: le MotoGP frenano da 277 km/h a 108 km/h ma la decelerazione è di 1,4 g, a fronte degli 1,5 g della curva 5.</p>
<p><strong>Prestazioni Brembo</strong></p>
<p>L’ultima volta che una moto della 500/MotoGP senza freni Brembo ha vinto il GP Argentina era il 1982. Nel 1987, a Buenos Aires, trionfò Eddie Lawson con la Yamaha del Team Agostini che dall’anno prima si era affidata ai freni Brembo.​</p>
<p>Negli anni Novanta, il GP Argentina è stato vinto 3 volte dalla Honda di Mick Doohan, giovatosi della pompa pollice concepita e realizzata dagli ingegneri Brembo dopo il suo terribile incidente al GP Olanda 1992.</p>
<p>Anche le 5​ edizioni del GP Argentina disputate a Termas de Rio Hondo sono state dominate da MotoGP con freni Brembo: 2 successi per Marc Marquez, 1 per Valentino Rossi, Cal Crutchlow e Maverick Viñales.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte dati: www.brembo.it</p>
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		<title>MotoGP: Dovizioso al fotofinish su Marquez</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2019 19:05:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Qatar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una sciabolata nella notte del deserto di Losail e Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati) porta a casa il primo successo del 2019 dopo aver steso Marc Marquez (Repsol Honda). Lotta da Colosseo quando i protagonisti della massima classe iniziano a spingere per la resa dei conti alla quale partecipa in ‘ritornato’ Cal Crutchlow (LCR Honda [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81597" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/03/dsc2364_0.big_-300x200.jpg" alt="dsc2364 0.big" width="300" height="200" title="MotoGP: Dovizioso al fotofinish su Marquez 46" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/dsc2364_0.big_-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/dsc2364_0.big_-1024x681.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/dsc2364_0.big_-768x511.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/dsc2364_0.big_-696x463.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/dsc2364_0.big_.jpg 1136w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Una sciabolata nella notte del deserto di Losail e Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati) porta a casa il primo successo del 2019 dopo aver steso Marc Marquez (Repsol Honda). Lotta da Colosseo quando i protagonisti della massima classe iniziano a spingere per la resa dei conti alla quale partecipa in ‘ritornato’ Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) e un Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) in pura versione ‘rimonta’. Delusione per Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP), uomo pole.</p>
<p>Dovizioso inizia la prima corsa della stagione dalla seconda casella. Parte bene e detta il passo fino all’attacco di Alex Rins (Team Suzuki Ecstar). Cede al pilota Suzuki ma poi torna davanti. La battaglia finale, come nel 2018 si deciderà tra il forlivese e Marquez che in questa stagione gioca tutta la nuova potenza di motore della RC213V.</p>
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<p>La gara si accende a meno 5 giri dalla fine quando Desmo Dovi cambia marcia. Marquez prova a stare con lui e lo fa anche Rins fino all’errore che gli costerà la lotta per il podio, è quarto.</p>
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<p>Trova la via delle posizioni che contano Crutchlow. Il britannico sembra mettersi alle spalle il difficile precampionato e torna alle gare dopo l’infortunio a Phillip Island. Partito dalla fine della seconda linea di partenza, resta sempre con i primi e chiude con 16 punti.</p>
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<p>Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP), autore della pole, è protagonista di un avvio grigio e perde posizioni. Tenta di restare per con i primi cinque, ma la sua è una gara in decrescita. In grande crescita invece il suo collega di box, Valentino Rossi.</p>
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<p>Il Dottore, immenso 40enne, ancora una volta è l’uomo della domenica. Parte dalla quattordicesima posizione, lotta con il coltello tra i denti e cresce di passaggio in passaggio. Recupera fino alla lotta per il podio e la speranza è tanta. Termina in quinta posizione, a 0,6s dai primi e con la battaglia per la vittoria la sua prova è più bella.</p>
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<p>Grande delusione per Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati) che forse paga la scelta della gomma morbida e dopo l’inizio dalla terza fila è sesto accarezzando la piazza d’onore. Undicesimo Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) dopo la partenza della ottava casella.</p>
<p>Francesco Bagnaia (Alma Pramac Racing) fa l’esordio in MotoGP dividendo la stessa linea del via con Rossi e Jorge Lorenzo (Repsol Honda). Una gara che finisce anticipatamente per problemi tecnici dopo aver perso un’ala aerodinamica al via, va lungo alla 1 e si ritira. Per il maiorchino una gara tutta in salita, reduce dalla doppia caduta del sabato e che chiude in13° posizione.</p>
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		<title>MotoGP: Marquez e Rossi i più rapidi del venerdi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 18:52:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Qatar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valentino Rossi mette a referto il primo tempo nella FP1 a Losail. 1: 55.048s il crono del pilota Monster Energy Yamaha MotoGP. Uno splendido quarantenne si prende la prima discesa in pista della stagione. Seguono Jorge Lorenzo e Marc Marquez (Repsol Honda) già il lotta per il primato, della classe regina come quello del box [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-81566" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/03/lg5_9882_0.big_-300x200.jpg" alt="lg5 9882 0.big" width="300" height="200" title="MotoGP: Marquez e Rossi i più rapidi del venerdi 48" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/lg5_9882_0.big_-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/lg5_9882_0.big_-1024x681.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/lg5_9882_0.big_-768x511.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/lg5_9882_0.big_-696x463.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/lg5_9882_0.big_.jpg 1136w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Valentino Rossi mette a referto il primo tempo nella FP1 a Losail. 1: 55.048s il crono del pilota Monster Energy Yamaha MotoGP. Uno splendido quarantenne si prende la prima discesa in pista della stagione.</p>
<p>Seguono Jorge Lorenzo e Marc Marquez (Repsol Honda) già il lotta per il primato, della classe regina come quello del box HRC. Il maiorchino paga un distacco di 0,079s dall’ex compagno di team Yamaha mente Marc Marquez è a 0,11s.</p>
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<p>Ducati veloci e competitive. Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati Team) resta agganciato alla top3 con un distacco di 0,16s. Lo insegue Danilo Petrucci, collega di team.</p>
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<p>Chiudono le prime sei posizioni Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) e Franco Morbidelli, Petronas Yamaha SRT, che aveva accarezzato anche il podio della FP1.</p>
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<p>Più attardati, Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini) e Pecco Bagnaia (Alma Pramac Racing), quindicesimo e sedicesimo.</p>
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<p>Nella FP2 è Marc Marquez (Repsol Honda) con il tempo d 1:53.380s a dettare il passo.</p>
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<p>Grande battaglia, da subito, quando tutti mettono la gomma morbida al posteriore. Secondo e terzo sono Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) e Jack Miller (Alma Pramac Racing) con un ritardo di 0,4 e 0,5 secondi.</p>
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<p>Il numero 12 Yamaha sembra molto competitivo e, in questa seconda sessione in notturna, è l’opposto del collega di box Valentino Rossi. Il Dottore non riesce a trovare la via della top 10 e rimanda l’attacco alle prime posizioni, dopo il primato in FP1, alle terze libere.</p>
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<p>Le Ducati ufficiali restano nelle posizioni di testa. Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati Team) mette a referto il quarto miglior tempo davanti all’ottimo Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT). Sesto crono per Andrea Dovizioso che prova in varie occasioni a prendere il comando e resta lontano dalla vetta di circa 0,7s.</p>
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<p>Quando mancano poco più di venti minuti alla bandiera a scacchi, Franco Morbidelli è vittima di una caduta alla curva 1. Nulla di preoccupante per il pilota Petronas Yamaha SRT, la cui moto però riporterà gravi danni. Il numero 21 torna in pista e sigla il settimo miglior crono.</p>
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<p>A meno tredici minuti dalla fine prende prepotentemente la vetta della tabella tempi Joan Mir. Il rookie, campione del mondo Moto3, portacolori del Team Suzuki Ecstar domina temporaneamente la sessione prima di essere scalzato dal tempo di Miller. Fa bene anche il suo più esperto collega di box, Alex Rins che centra un sicuro e temporaneo ingresso in Q2 con l’ottavo tempo, decimo per Mir dietro Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini).</p>
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<p>Undicesimo Jorge Lorenzo (Repsol Honda) che cerca le migliori sensazioni sulla RC213V.</p>
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<p>Fatica l’altro pilota di Noale, Andrea Iannone, fuori dalla top15. Vi entra senza brillare Francesco Bagnaia (Alma Pramac Racing), autore del quattordicesimo crono.</p>
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		<title>I FRENI BREMBO PER LA MOTOGP 2019: TUTTE LE TENDENZE RIGUARDANTI I COMPONENTI FRENANTI DELLA CLASSE REGINA</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/03/05/i-freni-brembo-per-la-motogp-2019-tutte-le-tendenze-riguardanti-i-componenti-frenanti-della-classe-regina/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-freni-brembo-per-la-motogp-2019-tutte-le-tendenze-riguardanti-i-componenti-frenanti-della-classe-regina</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2019 01:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Brembo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la quarta stagione consecutiva tutti i 22 piloti della MotoGP hanno deciso di affidarsi agli elevati livelli di performance, affidabilità e sicurezza garantiti dai componenti Brembo: pinze freno, dischi, pompe freno, pompe frizione e pastiglie. Da quando la classe MotoGP è stata introdotta &#8211; nel 2002 &#8211; tutti i 296 GP disputati sono stati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la quarta stagione consecutiva tutti i 22 piloti della MotoGP hanno deciso di affidarsi agli elevati livelli di performance, affidabilità e sicurezza garantiti dai componenti Brembo: pinze freno, dischi, pompe freno, pompe frizione e pastiglie.</p>
<p>Da quando la classe MotoGP è stata introdotta &#8211; nel 2002 &#8211; tutti i 296 GP disputati sono stati vinti da moto dotate di freni Brembo. La serie vincente marchiata Brembo è però ben più lunga nel campionato poiché sin dal 1995 tutti i GP sono stati vinti da moto equipaggiate con freni dell’azienda bergamasca.</p>
<p>L’Azienda leader nella produzione di impianti frenanti prosegue nel lavoro di ricerca e sviluppo, per garantire ai piloti le massime prestazioni, l’ottimizzazione del feeling e l’assoluta sicurezza. Brembo, inoltre, risponde alle richieste dei diversi team, offrendo la maggiore “personalizzazione” possibile dell’impianto frenante, legata alla soddisfazione delle specifiche esigenze dei piloti.</p>
<p>Per la stagione 2019, un’ampia gamma di soluzioni tecniche consentirà a Brembo di garantire a ciascun pilota la possibilità di personalizzare l’impianto frenante della propria moto in funzione del proprio stile di guida, delle caratteristiche del tracciato e della strategia di gara.</p>
<p>I tecnici Brembo, che lavorano a stretto contatto con i team, prevedono un comportamento di frenata non molto mutato rispetto alla scorsa stagione, con numerose opzioni relative ai dischi freno, alle pompe freno e alle ruote.<br />
<img decoding="async" class="size-large wp-image-81458 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/03/Brembo-braking-system-function-in-MotoGP-1-1024x589.png" alt="Brembo braking system function in MotoGP 1" width="1024" height="589" title="I FRENI BREMBO PER LA MOTOGP 2019: TUTTE LE TENDENZE RIGUARDANTI I COMPONENTI FRENANTI DELLA CLASSE REGINA 51" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/Brembo-braking-system-function-in-MotoGP-1-1024x589.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/Brembo-braking-system-function-in-MotoGP-1-768x441.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/Brembo-braking-system-function-in-MotoGP-1-300x172.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/Brembo-braking-system-function-in-MotoGP-1-696x400.png 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/Brembo-braking-system-function-in-MotoGP-1.png 1136w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><br />
<strong>Otto soluzioni di dischi freno in carbonio</strong></p>
<p>La maggior parte dei piloti dovrebbe orientarsi su dischi da 340 mm, dividendosi tra High Mass (a fascia alta) e Standard Mass (a fascia bassa). Alcuni team invece continueranno ad utilizzare i dischi Standard e High Mass da 320 mm. Inoltre, per ciascun formato di disco freno e pastiglia, sono disponibili due diverse mescole di carbonio che differiscono per bite iniziale e resistenza alle alte temperature. Complessivamente, le diverse opzioni che Brembo mette a disposizione dei piloti relativamente alla scelta dei dischi freno sono composte da quattro geometrie di disco e ogni geometria di disco ha due specifiche di materiale (High Mass e Standard), per un totale di otto soluzioni.</p>
<p>Sono ormai sempre di più i piloti che rinunceranno ai dischi in acciaio anche in presenza di precipitazioni atmosferiche. Il carbonio assicura un triplice vantaggio: riduzione delle masse non sospese, coefficiente d’attrito identico dalla partenza all’arrivo e assenza di problemi di coppia residua che invece possono affliggere i dischi in acciaio.</p>
<p><strong>Due tipologie di impianti con pompa pollice</strong></p>
<p>Diversi sono poi le tipologie di pompe freno a disposizione dei team, in termini di interasse. Questa caratteristica permette di adattare sia la corsa sia la “reattività” del comando in funzione del feeling del pilota. Su ogni moto è inoltre presente il remote adjuster, utilizzato dal pilota con la mano sinistra per regolare la posizione della leva freno, anche a moto in movimento. Brembo segnala che oltre un terzo dei piloti della MotoGP usa regolarmente la pompa pollice. Questa soluzione tecnica, introdotta da Brembo negli anni Novanta per aiutare Mick Doohan, permette l’attivazione del freno posteriore premendo un’apposita leva posta sul semi-manubrio sinistro.</p>
<p>Due sono le varianti di impianto con pompa pollice in uso nel 2019: la più diffusa si caratterizza per un unico circuito della pompa pollice e del pedale, servendosi di una pinza posteriore a due pistoni. L’alternativa, invece, dispone di due circuiti separati, ciascuno dei quali agisce su due dei quattro pistoni della pinza posteriore. Nel primo caso un sistema esclude l’altro, nel secondo possono operare in contemporanea. Da quest’anno inoltre è stata introdotta una variante della pompa pollice classica, che prende il nome di pompa push &amp; pull: progettata con un nuovo design ottimizzato per garantire la massima efficienza, ha un doppio funzionamento e può essere azionata sia a pollice sia ad indice, a seconda della preferenza del pilota. L’utilizzo di questa pompa mediante l’indice prevede che venga montata sulla leva con una rotazione di 180° rispetto all’uso a pollice: questo ne aumenta la modulabilità e la presa sulla leva in fase di decelerazione.</p>
<p><strong>Le ruote Marchesini con la novità del cerchione a 5 razze</strong></p>
<p>Anche per la stagione 2019 le ruote in magnesio forgiato Marchesini equipaggiano la maggior parte dei piloti della MotoGP, ben 7 team su 11. I cerchi Marchesini sono a 5 razze a Y o a 7 razze per quanto riguarda l’anteriore e a 7 razze per il posteriore. Le ruote Marchesini, marchio del Gruppo Brembo, assicurano alle moto un risparmio di peso, favorendo l’accelerazione e la maneggevolezza nei cambi di direzione e durante le fasi più critiche: in entrata curva a freno tirato, in percorrenza curva ad angoli di rollio elevati (fino a 60°) e in uscita curva a gas aperto, sempre con la moto inclinata.</p>
<p><img decoding="async" class="size-large wp-image-81460 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/03/Difficulty-of-the-2019-MotoGP-circuits-for-the-braking-systems-859x1024.jpg" alt="Difficulty of the 2019 MotoGP circuits for the braking systems" width="859" height="1024" title="I FRENI BREMBO PER LA MOTOGP 2019: TUTTE LE TENDENZE RIGUARDANTI I COMPONENTI FRENANTI DELLA CLASSE REGINA 52" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/Difficulty-of-the-2019-MotoGP-circuits-for-the-braking-systems-859x1024.jpg 859w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/Difficulty-of-the-2019-MotoGP-circuits-for-the-braking-systems-768x916.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/Difficulty-of-the-2019-MotoGP-circuits-for-the-braking-systems-300x358.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/Difficulty-of-the-2019-MotoGP-circuits-for-the-braking-systems-696x830.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/03/Difficulty-of-the-2019-MotoGP-circuits-for-the-braking-systems.jpg 900w" sizes="(max-width: 859px) 100vw, 859px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Fonte dati: BREMBO</h5>
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		<title>Test MotoGP: Viñales, dominatore in Qatar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 20:20:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Qatar]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiude l’ultimo giorno di test a Losail e il più veloce è Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP). 1:54.208s il crono dello spagnolo che, nonostante il primato, si dice non soddisfatto al 100%. Viñales prova anche diversi tipi di sella; alla pausa è quarto e migliora fino al primato. Il lavoro fatto è tanto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-large wp-image-81243 aligncenter" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/02/12-maverick-vinales-esp_lg54749_0.big_-1024x683.jpg" alt="12 maverick vinales esp lg54749 0.big" width="1024" height="683" title="Test MotoGP: Viñales, dominatore in Qatar 54">Si chiude l’ultimo giorno di test a Losail e il più veloce è Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP). 1:54.208s il crono dello spagnolo che, nonostante il primato, si dice non soddisfatto al 100%. Viñales prova anche diversi tipi di sella; alla pausa è quarto e migliora fino al primato. Il lavoro fatto è tanto per la Casa di Iwata ma ancora molto è da fare in accelerazione come dice il numero 12.</p>
<p>Lo dimostra il quinto crono di Valentino Rossi, collega di box del primatista. Il Dottore fino al tardo pomeriggio è nelle retrovie lavorando sul passo. Quando prova l’attacco alla tabella tempi centra subito le prime cinque posizioni e alla fine pagherà un ritardo di 0,443s.</p>
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<p>Temperature ancora abbastanza alte. L’ultimo giorno sarà poi quello delle simulazioni di gara con l’arrivo della notte. Quasi tutti i piloti attenderanno il fresco per lavorare sul ritmo e preparare il grande via delle ostilità.</p>
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<p>Stupiscono le Suzuki e stupisce Fabio Quartararo, pilota Yamaha satellite. Il transalpino del team Petronas Yamaha SRT, già veloce nella domenica in Qatar, dimostra tutto il suo talento chiudendo a 0,2s da Viñales.</p>
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<p>Come detto, le GSX – RR sono ormai delle concorrenti dirette per il titolo. Joan Mir (Team Suzuki Ecstar) aveva fatto il passo fino a metà giornata e al mutare della classifica combinata di conferma da top 3 il suo collega di scuderia. È una GSX – RR in modalità vittoria, totalmente: Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) mette a referto il secondo crono, temporaneo che diventa terzo. Lo spagnolo conferma le ottime prestazioni dopo aver fatto il passo anche nel secondo giorno di test. Rins cade senza conseguenze alla curva 2 e il suo ritardo dal primo è 0,3s.</p>
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<p>Da registrare è la crescita di Marc Marquez (Repsol Honda), il campione del mondo ha fatto fatica nel primo giorno di prove migliorando poi nel secondo e nel lunedì è pronto ad attaccare la vetta della tabella tempi ma sarà quarto. Il talento di Cervera è vittima anche di una caduta (curva 6) nel corso del pomeriggio. Nulla di grave, ma è in netta ripresa fisica anche se non al 100%. Lui e Honda sono già un binomio molto competitivo.</p>
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<p>Fa molto bene anche il suo collega di box, Jorge Lorenzo, dopo un iniziale presa di confidenza con la RC213V. Il neo-pilota HRC rientra dall’infortunio e arriva a veder vicina la top 7. Cade anche lui alla 2 e pagherà un ritardo di 0,445s dal primo tempo.</p>
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<p>Quella di Marquez è la prima moto con motore a V e il dominio nella top 3 è di prototipi con propulsore in linea. Su una pista di potenza come quella del Qatar, questo particolare ci dice quanto sarà di lotta la stagione considerando anche che i primi 13 piloti in tabella crono sono racchiusi in un secondo.</p>
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<p>Per trovare una Ducati in classifica combinata dobbiamo scendere fino al decimo posto occupato da Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati Team). I piloti di Borgo Panigale hanno provato due simulazioni di gare tra ieri e oggi. Andrea Dovizioso, l’altro pilota desmodromico ufficiale, paga un distacco più grande dai primi mentre dietro a Petrucci ci sono Jack Miller, autore dell’undicesimo tempo, e Francesco Bagnaia, tredicesimo (Alma Pramac Racing).</p>
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<p>Aprilia lavora in vista del debutto in gara. Andrea Iannone e Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini), aiutati dal tester Bradley Smith, hanno continuato con lo sviluppo della RS – GP pagando un ritardo di circa 1 secondo dal crono di rifermento.</p>
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<p>Da segnalare i buoni test di Franco Morbidelli. Il pilota VR46 Academy trova le migliori sensazioni con il passare dei giorni e termina la tre giorni di prove a Losail al settimo posto pagando un ritardo di 0,4s dalla vetta.</p>
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<p><strong>Qui i primi dieci tabella tempi</strong>:</p>
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<p><strong>Maverick Viñales – </strong>Monster Energy Yamaha MotoGP – <strong>1:54.208s</strong></p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>Fabio Quartararo &#8211; </strong>Petronas Yamaha MotoGP – <strong>0,233s</strong></p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>Alex Rins – </strong>Team Suzuki Ecstar<strong> – 0,385s</strong></p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>Marc Marquez – </strong>Repsol Honda <strong>– 0,405s</strong></p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>Valentino Rossi</strong> &#8211; Monster Energy Yamaha MotoGP – <strong>0,443s</strong></p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>Jorge Lorenzo</strong> &#8211; Repsol Honda – <strong>0,445s</strong></p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>Franco Morbidelli</strong> &#8211; Petronas Yamaha MotoGP – <strong>0,452s</strong></p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>Pol Espargaro – </strong>Red Bull KTM Factory Racing – <strong>0,562s</strong></p>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>Takaaki Nakagami – </strong>LCR Honda Idemitsu – <strong>0,581s</strong></p>
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</div>
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<div class="slicePosition w-100">
<p><strong>Danilo Petrucci – </strong>Mission Winnow Ducati Team – <strong>0,610s</strong></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Test MotoGP: Petrucci e la Ducati dettano legge nell&#8217;ultima giornata</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2019/02/08/test-motogp-petrucci-e-la-ducati-dettano-legge-nellultima-giornata/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=test-motogp-petrucci-e-la-ducati-dettano-legge-nellultima-giornata</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 12:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[sepang]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornalemotori.com/?p=80933</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si chiude l’ultima giornata di test a Sepang. Fa il passo Danilo Petrucci con il tempo di 1:58.239s (nuovo record della pista) ma occhi puntati sulle novità tecniche che i box hanno portato in pista sin dalla mattinata. Per il ternano, al lavoro anche su alcuni aggiornamenti di ciclistica, una caduta senza conseguenze e tanta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2019/02/08/test-motogp-petrucci-e-la-ducati-dettano-legge-nellultima-giornata/">Test MotoGP: Petrucci e la Ducati dettano legge nell&#8217;ultima giornata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-80934" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/02/ax20739_uc70494_high.gallery_full_top_sm-300x200.jpg" alt="ax20739 uc70494 high.gallery full top sm" width="300" height="200" title="Test MotoGP: Petrucci e la Ducati dettano legge nell&#039;ultima giornata 56" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/02/ax20739_uc70494_high.gallery_full_top_sm-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/02/ax20739_uc70494_high.gallery_full_top_sm.jpg 634w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Si chiude l’ultima giornata di test a Sepang. Fa il passo Danilo Petrucci con il tempo di 1:58.239s (nuovo record della pista) ma occhi puntati sulle novità tecniche che i box hanno portato in pista sin dalla mattinata. Per il ternano, al lavoro anche su alcuni aggiornamenti di ciclistica, una caduta senza conseguenze e tanta soddisfazione dopo una tre gironi dove è stato costantemente veloce anche sul passo.</p>
<p>Prima dell’arrivo del grande caldo di mezzogiorno, sono le moto di Borgo Panigale a dettar legge: ben quattro DesmosediciGP occupano le prime cinque posizioni della tabella crono e manterranno lo strapotere fino alla fine. C’è il primo verdetto del 2019: il prototipo italiano è il riferimento della classe regina, ma questa non è che una conferma.</p>
<p>Francesco Bagnaia, rookie e campione del mondo Moto2, si aggancia al collega ufficiale con un giro perfetto durante la mattinata. Il suo ritardo è di 0,063s, resterà invariato fino alla bandiera a scacchi. Un passo in avanti impressionate per il pilota VR46 Academy. Al terzo posto troviamo il collega di team Jack Miller (+0,12s) e in quarta posizione, con un distacco di 0,299s, Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati Team). Nel pomeriggio l’australiano è stato vittima anche di una scivolata.</p>
<p>Il rookie campione commenta il suo terzo giorno in Malesia. Scala la tabella tempi fino a pochi passi dalla vetta</p>
<p>Tempi più bassi rispetto alle giornate precedenti e la combinata assume il volto della classifica del terzo giorno. Per il pomeriggio è previsto l’arrivo della pioggia e il programma delle scuderie è attaccare la vetta della tabella tempi prima del cambio meteo per poi dedicarsi ad un lavoro sul passo dopo la pausa. Si prova anche la nuova mescola posteriore morbida che Michelin ha messo a disposizione dei piloti in questi test. I commenti sono positivi.</p>
<p>In Ducati si confermano maestri nell’ innovazione aerodinamica e, dopo poche ore, dall’apertura della pit-lane Desmo Dovi è il primo a portare in pista una nuova carenatura a tripla ala a differenti altezze. Nel corso della giornata la novità (con le dovute modifiche) sarà provata dagli altri tre ducatisti in vetta. Il genio Ducati non si ferma e lo studio si allunga anche al serbatoio con feritoie per dare la massima refrigerazione ai circuiti elettrici.</p>
<p>La prima non desmodromica è la M1 di Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP), più veloce del secondo giorno e ora quinto fino alla fine mentre Valentino Rossi, suo compagno di squadra, resta vicino i primi con un ritardo di circa 0,9s. Nel pomeriggio, il numero 12 sarà protagonista anche di una simulazione di gara dopo aver testato la nuova carenatura aerodinamica che il Dottore aveva provato in apertura prove. Per i due piloti di Iwata la concentrazione è riposta cercando la miglior trazione e per Viñales il record di passaggi della giornata, 79.</p>
<p>Migliora Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini), settimo davanti all’ancora ottimo Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT); Andrea Iannone è fermato dai problemi fisici che non gli consentono di scendere in pista e continuare l’adattamento alla RS-GP.</p>
<p>La soddisfazione di Aleix Espargaro 08/02/2019</p>
<p>La crescita della RS – GP continua e il catalano si dice contento della tre giorni di testa Sepang</p>
<p>Stakanovista fino alla pausa di mezzogiorno, Alex Rins. Il pilota del team Suzuki Ecstar mette a referto il dodicesimo crono finale. Sulla GSX – RR si prova anche una nuova carena aerodinamica, modello ‘squalo martello’. Sia il numero 42 sia Joan Mir, suo collega di box e rookie, sono tra i più attivi in pista durante la mattinata.</p>
<p>Dopo il primato di martedì, Marc Marquez non riesce ad essere incisivo in termini di crono. Il lavoro del campione del mondo è tanto ma rilegato ancora una vola alla sola mezza giornata. Dopo la pausa di mezzogiorno, il suo box annuncia l’uscita di scena anticipata e chiude i battenti. La condizione fisica e la convalescenza dall’operazione alla spalla che Marquez ha sostenuto nel precampionato, preoccupa di più gli uomini Repsol Honda che qualunque piano di lavoro. Programma che ad ogni modo prosegue con l’impego di Stefan Bradl specialmente sul motore. Pare che Honda abbia definito il propulsore di questa stagione.</p>
<p>Grande impegno sulla RC213V anche la scuderia di Lucio Cecchinello. Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) rientra dall’infortunio e si dedica allo sviluppo a pieno regime della moto 2019. Alla fine, sarà sesto in classifica mentre Takaaki Nakagami, su prototipo più del 2018, è nono.</p>
<p>I primi della tabella tempi:</p>
<p>1. Danilo Petrucci (Mission Winnow Ducati Team): 1:58.239s</p>
<p>2. Francesco Bagnaia (Alma Pramac Racing): + 0,063s</p>
<p>3. Jack Miller (Alma Pramac Racing): + 0.127s</p>
<p>4. Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati Team): + 0,299s</p>
<p>5. Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP): + 0,405s</p>
<p>6. Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol): + 0,541s</p>
<p>7. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini): + 0,783s</p>
<p>8. Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT): + 0,902s</p>
<p>9. Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu): + 0,909s</p>
<p>10. Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP): + 0,916</p>
<p>leoaicoaicduihc iSultima giornata di test a Sepang. Fa il passo Danilo Petrucci con il tempo di 1:58.239s (nuovo record della pista) ma occhi puntati sulle novità tecniche che i box hanno portato in pista sin dalla mattinata. Per il ternano, al lavoro anche su alcuni aggiornamenti di ciclistica, una caduta senza conseguenze e tanta soddisfazione dopo una tre gironi dove è stato costantemente veloce anche sul passo.</p>
<p>Prima dell’arrivo del grande caldo di mezzogiorno, sono le moto di Borgo Panigale a dettar legge: ben quattro DesmosediciGP occupano le prime cinque posizioni della tabella crono e manterranno lo strapotere fino alla fine. C’è il primo verdetto del 2019: il prototipo italiano è il riferimento della classe regina, ma questa non è che una conferma.<br />
Francesco Bagnaia, rookie e campione del mondo Moto2, si aggancia al collega ufficiale con un giro perfetto durante la mattinata. Il suo ritardo è di 0,063s, resterà invariato fino alla bandiera a scacchi. Un passo in avanti impressionate per il pilota VR46 Academy. Al terzo posto troviamo il collega di team Jack Miller (+0,12s) e in quarta posizione, con un distacco di 0,299s, Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati Team). Nel pomeriggio l’australiano è stato vittima anche di una scivolata.<br />
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		<title>Test MotoGP: Vinales il più veloce nella seconda giornata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2019 17:45:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si apre il secondo giorno di test a Sepang e a fare il passo è Maverick Viñales. 1:58.897s il crono del pilota Monster Energy Yamaha MotoGP che nelle battute finali scalza dalla vetta un ancora ottimo Alex Rins (Team Suzuki Ecstar), in palla dopo il secondo miglior crono della prima giornata. Le Ducati sono tra [&#8230;]</p>
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<p>Condizioni climatiche stabili nonostante il caldo. Lo scenario ideale per continuare il lavoro del precampionato e la presa di confidenza con le modifiche tecniche stagionali come ad esempio la piattaforma inerziale unificata. Ma c’è tempo anche per la lotta a colpi di crono.</p>
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<p>Le M1 ufficiali, dopo l’ottimo esordio, confermano le alte prestazioni. Viñales e Valentino Rossi (Monster Energy Yamaha MotoGP) arrivano alla pausa con il terzo e il quarto miglior tempo (+,035s e +0,063s). Il Dottore, meno il collega di box, si erano detti soddisfatti della nuova Yamaha: il motore ormai è quello definitivo in linea con le aspettative e lo sviluppo della ciclistica, la vera materia di studio adesso, sembra sulla strada corretta. Viñales al penultimo passaggio dei 63 effettuati balza al comando della tabella tempi ed è l’unico ad abbattere il muro dell’1:59s mentre Rossi resta vicino alle prime cinque posizioni: sarà sesto finale a 0,7s dal collega.</p>
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<p>Il migliore del mercoledì in Malesia era stato Marc Marquez. Anche il campione del mondo e portacolori Repsol Honda è tra i piloti che rientrano dopo il passaggio per la sala operatoria. Il suo ritardo dal rifermento sarà più consistente rispetto al debutto malese: 0,8s e l’ottavo posto in classifica. Come nel primo giorno di test, il numero 93 lascerà l’azione in pista dopo la pausa. Una precauzione volta a non sforzare troppo la spalla sinistra operata a Natale. Per Marquez un lavoro a livello di motoristica con i dettagli del prototipo che saranno provati nel corso dei prossimi test ma una condizione fisica che non sembra ancora arrivata al 100%.</p>
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<p>Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) interpreta una mattinata più votato più al lavoro sulla moto che alla ricerca del tempo; salirà in cattedra nel pomeriggio. Per il box di Hamamatsu anche una nuova carenatura aerodinamica portata in pista dal numero 42 e alcune prove sulla frizione. Parte di ancora da definire.</p>
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<p>Chiude la top 3 Jack Miller (Alma Pramac Racing) a +0,6s da Viñales, seguito da Andrea Dovizioso (Mission Winnow Ducati Team) mentre Danilo Petrucci sarà nono. Come il collega desmodromico, il ternano ha continuato il programma di comparazione con alcune componenti come il telaio 2019. I due piloti di Borgo Panigale lavorano spalla a spalla durante il pomeriggio, Petrucci studia da Dovizioso traiettorie e stile di guida. Il team italiano è totalmente votato alla collaborazione e i due ducatisti provano insieme anche una simulazione di gara; infine, il numero 9 testa alcune modifiche al serbatoio e alla geometria della moto.</p>
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<p>Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol) rientra dall’infortunio e ci mette una giornata per tornare tra i più veloci. Il britannico infatti si posiziona al secondo posto temporaneo lavorando con lo stesso programma dei piloti ufficiali HRC. Crutchlow sarà vittima di una caduta senza conseguenze e chiuderà il giovedì come quinto.</p>
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<p>Durante la mattinata, incidente spettacolare e senza conseguenze per Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) che è disarcionato dalla moto alla curva 1.</p>
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<p>Scivola anche Francesco Bagnaia. Per il rookie del team Alma Pramac Racing nulla di grave e da registrare il suo test, congiuntamente a Miller, di un serbatoio simile a quello che Lorenzo ha usato nella sua esperienza sulla DesmosediciGP. Pecco è il rookie più veloce del secondo giorno con il dodicesimo tempo.</p>
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<p>Prosegue il debutto del team Petronas Yamaha SRT. Fabio Quartararo prova ad entrare nella top 10 ma sarà fuori di quattro posizioni. Veloce come lui anche il collega di box Franco Morbidelli, il pilota VR46 Academy è vittima di una caduta senza conseguenze in apertura giornata. Pare che anche il numero 20 abbia una M1 molto simile a quelle ufficiali (Spec A).</p>
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<p>Fuori dalle prime dieci posizioni Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini, con il tredicesimo tempo. Il catalano e il suo nuovo collega di box, Andrea Iannone hanno anche provato una simulazione di gara. Aprila svolge un programma incentrato sul bilanciamento della moto, il controllo della trazione e alcune nuove componenti.</p>
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<p><strong>I primi della tabella tempi</strong>:</p>
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<p><strong>1. Maverick Viñales</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) – 1:58.897s</p>
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<p><strong>2. Alex Rins</strong> (Team Suzuki Ecstar) + 0,52s</p>
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<p><strong>3.</strong> <strong>Jack Miller</strong> (Alma Pramac Racing) + 0,62s</p>
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<p><strong>4. Andrea Dovizioso</strong> (Mission Winnow Ducati Team) + 0,665s</p>
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<p><strong>5. Cal Crutchlow </strong>(LCR Honda Castrol) + 0,669</p>
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<p><strong>6. Valentino Rossi</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) +0,72</p>
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<p><strong>7. Tito Rabat</strong> (Reale Avintia Racing) + 0,76</p>
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<p><strong>8. Marc Marquez</strong> (Repsol Honda) + 0,8</p>
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<p><strong>9. Danilo Petrucci</strong> (Mission Winnow Ducati Team) + 0,9</p>
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<p><strong>10. Takaaki Nakagami</strong> (LCR Honda Idemitsu) + 1,06s</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Test MotoGP Sepang: Marquez subito in testa nella prima giornata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2019 18:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[sepang]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sole e temperature alte accompagnano la prima giornata di prove a Sepang. È il primo atto della classe regina nel 2019 e, a dettare il passo, è Marc Marquez (Repsol Honda) con il tempo di 1:59.621s. Il re della categoria rientra dall’operazione alla spalla dopo due mesi di pausa e fisioterapia che sembrano averlo mantenuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sole e temperature alte accompagnano la prima giornata di prove a Sepang. È il primo atto della classe regina nel 2019 e, a dettare il passo, è <strong>Marc Marquez (Repsol Honda) con il tempo di 1:59.621s. </strong>Il re della categoria rientra dall’operazione alla spalla dopo due mesi di pausa e fisioterapia che sembrano averlo mantenuto al 100%. Il numero 93 lavora sulle novità HRC come due diverse carenature e gli aggiornamenti alla sua RC213V. Alla pausa di mezzogiorno è davanti a tutti e preferisce chiudere il mercoledì anticipatamente non girando nel pomeriggio.</p>
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<p>Inizia bene il 2019 anche <strong>Alex Rins</strong>. Lo spagnolo del Team Suzuki Ecstar si mette al comando della tabella tempi prima della ‘caduta’ al secondo posto con un ritardo di 0,2s dal connazionale. 1:59.880s il tempo del pilota Suzuki al lavoro sulle piccole evoluzioni della GSX – RR.</p>
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<p>In lotta per entrare nelle prime tre posizione <strong>Valentino Rossi e Maverick Viñales</strong>. Per i due portacolori del team Monster Energy Yamaha MotoGP quasi un esordio con una struttura in larga parte rinnovata e lo spagnolo che mantiene saldamente il terzo posto a + 0,3s dal rivalissimo. Per il Dottore invece il sesto crono, tanto lavoro anche con gomma nuova e 0,4s di ritardo dal rifermento cronometrico.</p>
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<p>Sorpresa dei test e anche lui in moto dopo il bruttissimo infortunio del 2018, <strong>Tito Rabat (Reale Avintia Racing)</strong> che nelle battute finali balza al quarto posto della tabella crono dopo diversi tentativi di imporsi come migliore nel primo settore. Un grande inizio per il barcellonese a 0,32s da Marquez.</p>
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<p>Quinto tempo per <strong>Danilo Petrucci (2:00.051s)</strong>. Il ternano, primatista per quasi tutta la mattinata, fa meglio <strong>di Andrea Dovizioso</strong> autore dell’ottavo passaggio. I piloti del Mission Winnow Ducati Team provano al alcune novità tecniche come due deflettori anteriori votati all’abbassamento della temperatura del motore. Alcune specifiche aerodinamiche e</p>
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<p>Al ritorno in pista dopo il brutto infortunio di fine 2018, <strong>Cal Crutchlow</strong>. Il britannico del team LCR Honda Castrol è visibilmente affaticato quando rientra al box dopo i primi passaggi e a fine giornata pagherà un distacco di oltre 1 secondo dai primi. Fa meglio il suo collega di scuderia, <strong>Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu)</strong>, alla fine settimo.</p>
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<p>Al posto di <strong>Jorge Lorenzo (Repsol Honda)</strong>, fuori per infortunio, lavora nel box HRC <strong>Stefan Bradl</strong>. Il collaudatore tedesco è tra i dieci più veloci e come Marquez testa le diverse novità messe a disposizione da Honda. Non è il solo collaudatore di ‘lusso’ impegnato nei test malesi. Per Yamaha prova anche Jonas Folger, per Aprilia Bradley Smith, con KTM Mika Kallio e Sylvain Guintoli (Team Suzuki Ecstar).</p>
<p>Tra i primi a scendere in pista <strong>Franco Morbidelli</strong>. Dopo gli ottimi test di Valencia e Jerez che hanno segnato il suo debutto con il team Petronas Yamaha SRT, per il pilota VR46 Academy un fitto programma di lavoro volto al pieno adattamento in sella alla YZR – M1. <em>“Sarà importante capire di più la moto durante queste prove”, ha detto il numero 21 a mergine della conferenza stampa con gli altri piloti di Iwata tenutasi in Malesia. “Per dare il massimo possibile, avere i migliori riscontri e trovare il giusto modo di lavorare. Ci restano solo due test con quello a Losail, abbiamo ancora molto lavoro da fare e voglio essere ancora più veloce. In questa tre giorni a Sepang, inoltre, potremo capire come ha lavorato Yamaha durante l’inverno”.</em> Per Morbidelli il dodicesimo tempo e un distacco di circa dai primi di 0,8s. Per <strong>Fabio Quartararo</strong>, suo collega di box, un distacco più grande ma il premio dello stakanovista del primo giorno mettendo a referto 65 passaggi.</p>
<p>Da registrare la prima caduta della giornata: <strong>Andrea Iannone (Aprilia Racing Team Gresini)</strong> esce di pista alla curva 14. Moto distrutta ma nulla di compromettente per il pilota di Vasto che nel pomeriggio lavorerà sulle geometrie e sulle regolazioni del serbatoio. Uscita di scena per un problema tecnico anche per <strong>Francesco Bagnaia</strong> (Alma Pramac Racing). La sua DesmosediciGP è portata ai box. Pecco chiuderà come il miglior rookie della giornata (quindicesimo tempo) mentre il suo compagno di box, <strong>Jack Miller</strong>, sarà vittima di un fuori pista.</p>
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<p>Grande lavoro nel box Red Bull KTM Factory Racing. Nella mattina <strong>Johann Zarco</strong> testa una nuova sella mentre prosegue senza sosta lo sviluppo della RC16 che porta Pol Espargaro a ridosso delle prime posizioni grazie al decimo tempo.</p>
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<p><strong>I primi della tabella tempi</strong>:</p>
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<p><strong>Marc Marquez</strong> (Repsol Honda) &#8211; 1’59’’621s.</p>
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<p><strong>Alex Rins</strong> (Team Suzuki Ecstar) &#8211; 1’59”880s.</p>
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<p><strong>Maverick Viñales</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) &#8211; 1’59”937s.</p>
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<p><strong>Tito Rabat</strong> (Reale Avintia Racing) &#8211; 1’59’’983s.</p>
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<p><strong>Danilo Petrucci</strong> (Mission Winnow Ducati Team) &#8211; 2’00”051s.</p>
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<p><strong>Valentino Rossi</strong> (Monster Energy Yamaha MotoGP) &#8211;  2’00”054s.</p>
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<p><strong>Takaaki Nakagami</strong> (LCR Honda Idemitsu) – 2’00’’158.</p>
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<p><strong>Andrea Dovizioso</strong> (Mission Winnow Ducati Team) &#8211; 2’00”197s .</p>
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<p><strong>Stefan Bradl</strong> (Honda Test Team – HRC) &#8211; 2’00”214s.</p>
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<p><strong>Pol Espargaro</strong> (Red Bull KTM Factory Racing) &#8211; 2’00’’313s.</p>
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<p><strong>Jack Miller</strong> (Alma Pramac Racing) – 2’00’’383s.</p>
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		<title>MotoGP: la nuova Yamaha YZR – M1 è stata svelata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 19:36:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[M1]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[vinales]]></category>
		<category><![CDATA[Yamaha]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jakarta accoglie la presentazione del team Yamaha Factory Racing. Un nuovo sponsor, Monster Energy che dà il nome alla scuderia (Monster Energy Yamaha MotoGP) e infonde grande determinazione per vincere. La formazione, confermata e impossibile da migliorare, è composta da Valentino Rossi e Maverick Viñales che, nell’evento indonesiano, sono saliti in sella per la prima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="layoutSlice ">
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-80883 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/02/2019_yzr-m1-12-46_02_0.big_.jpg" alt="2019 yzr m1 12 46 02 0.big" width="1200" height="675" title="MotoGP: la nuova Yamaha YZR – M1 è stata svelata 60" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/02/2019_yzr-m1-12-46_02_0.big_.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/02/2019_yzr-m1-12-46_02_0.big_-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/02/2019_yzr-m1-12-46_02_0.big_-768x432.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/02/2019_yzr-m1-12-46_02_0.big_-300x169.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/02/2019_yzr-m1-12-46_02_0.big_-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />Jakarta accoglie la presentazione del team Yamaha Factory Racing. Un nuovo sponsor, Monster Energy che dà il nome alla scuderia (Monster Energy Yamaha MotoGP) e infonde grande determinazione per vincere. La formazione, confermata e impossibile da migliorare, è composta da Valentino Rossi e Maverick Viñales che, nell’evento indonesiano, sono saliti in sella per la prima volta alla nuova YZR – M1.</p>
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<p>Il prototipo presenta una livrea tutta nuova rispetto alla moto del 2018 ma quello che ci si aspetta è che sotto ‘la pelle’ la moto torni ad essere il riferimento della classe regina. Equilibrio di prestazioni e maneggevolezza hanno reso la M1, tornata l’anno scorso sul gradino più alto del podio con Viñales dopo una lunga astinenza, una delle creazioni più vincenti nella storia del campionato del mondo. Anche i cambi di organizzazione nel reparto corse di Iwata puntano ad un solo obiettivo: tornare ad essere i migliori della classe regina.</p>
<p><em>“La scorsa stagione è stata impegnativa ma siamo stati in grado di tornare a vincere”</em>, esordisce Lin Jarvis direttore Yamaha Racing. <em>“In Giappone hanno lavorato su alcune modifiche importanti che ci hanno fatto migliorare le prestazioni. Mai mollare è stato il nostro imperativo. Quanto abbiamo vissuto possa essere di grande aiuto in futuro”. Il manager britannico prosegue: “Sono stati cambiati alcuni livelli dell’organizzazione Yamaha in Giappone, promuovendo più iterazione tra la Casa e la sede in Europa (è in Italia, ndr). Inoltre, la creazione di una formazione dedicata appositamente allo studio dell’elettronica e la nascita del test team europeo, con Jonas Folger, ci ha già portato notevole benefici”.</em></p>
<p>Jarvis ha parlato anche dei cambi nei box come ad esempio l’arrivo di Esteban Garcia a lato di Maverick Viñales in qualità di responsabile del team. Mentre per Valentino si è registrata l’uscita di scena di Luca Cadalora, suo coach di pista, e l’approdo in squadra di Idalio Gavira, allenatore dei giovani della VR46 Academy.</p>
<p>Assente alla presentazione Massimo Meregalli, il team manager Monster Energy Yamaha MotoGP è rimasto in Malesia per pianificare i test che partiranno mercoledì 6 febbraio. Prove fondamentali per iniziare una stagione che tutti voglio sia grande. Ruolo da protagonista invece per Mitch Covington, vice presidente Monster Energy Sports Marketing, all&#8217;evento per salutare la collaborazione con la scuderia ufficiale di Iwata.</p>
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<p>Kouichi Tsuji, capo della Yamaha Motor Racing, prosegue: “Nelle ultime gare, dopo la Thailandia, abbiamo fatto dei cambiamenti vincenti sulla moto che ci hanno permesso di lottare per il successo. Un salto in avanti che vogliamo mantenere in questa stagione”. Il dirigente parla della nuova M1. <em>“L’anno scorso abbiamo lavorato sull’elettronica e sul telaio. La chiave è stata rafforzare il centro di sviluppo Italia ed avere un doppio team di collaudatori. Folger ci darà un grande contributo già a partire dai prossimi giorni”.</em></p>
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<p>Un cambio di sponsor e un legame forte votato alla vittoria quello tra Monster Energy e i tre diapason, ma che già da tempo stava calcando la scena del MotoGP con il team satellite Tech 3.</p>
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<p><em>“È importante avere un grande sponsor”</em>, commenta Jarvis. “E non c’è dubbio che Monster sia un grande alleato nella nostra missione. Abbiamo dato nuova energia al progetto, anche le moto hanno una colorazione più aggressiva. Tutto questo per tornare ad essere campioni del mondo”.</p>
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<p>I colori della nuova YZR – M1, infatti, sono completamente nuovi. Al blu elettrico si aggiunge il nero che avvolge la moto fino al codone mentre il logo Monster campeggia aggressivo sulla carena laterale e sul cupolino. Cambio cromatico anche nelle divise dei piloti ora nere e blu ad inserti fluo.</p>
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<p><em>“Mi sento molto bene, è un grande onore essere qui”</em>. Sono le parole di Viñales.<em> “Siamo già carichi per dare il massimo e non vedo l’ora di essere in moto. Con Valentino al mio fianco sono motivato al massimo. Da lui imparo molto, studio i suoi dati e capisco dove è più forte di me”. Prosegue parlando del passato. “Anno dopo anno sono migliorato come pilota ma la mia crescita deve ancora continuare”. Lo spagnolo oggi ha il numero 12 preferito al 25, un cambio che denota la voglia di voltare pagina dopo le difficoltà delle stagioni passate e il ritorno al successo a Phillip Island. “Sono pronto tornare davanti a tutti. Credo che tutti questi novità mi possano beneficiale: con Esteban (Garcia, ndr) come capotecnico posso solo fare bene. Potrò dare quella cosa in più che mi è mancata l’anno scorso”.</em></p>
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<p><em>“In questo momento della stagione si è molto carichi e pronti”</em>, afferma il Dottore. <em>&#8220;Siamo una bella formazione io e Maverick: lui è molto forte, lottiamo in pista ma fuori abbiamo una bella relazione. Insieme vogliamo far tornare Yamaha vittoriosa. Lo seguo sempre da vicino, è coraggioso e molto preciso come stile di guida. Anche io imparo molto da lui”. Dieci anni fa, Rossi fece suo il titolo in sella alla M1; è lo stesso a ricordare: “Quella è stata una grande stagione, avevo lottato con il mio compagno di squadra per tutto il campionato. Che cosa è cambiato da allora? Tanto e niente. Attorno a noi tutto è diverso, il MotoGP™ è diverso ma nel nostro team è rimasto tutto uguale, e questo è importante per ottenere i risultati migliori</em>. <em>Nell’ultimo periodo i nostri avversari sono cresciuti molto, la chiave del motociclismo attuale sono le gomme va veloce e vince chi le conserva fino alla fine”.</em></p>
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<p>Rossi e Viñales commentano il cambio di sponsor. <em>“La mia relazione con Monster è di lunga data. I colori aggressivi mi piacciono tanto. Sono orgoglioso di portare in gara questo marchio”, dice il nove volte campione. Viñales: “Tutti i migliori hanno Monster sulle loro moto e divise, anche nelle altre specialità motoristiche. Sono felice di essere ambasciatore di questo marchio, mi carica molto”.</em></p>
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		<title>MotoGP: presentata la nuova Suzuki GSX-RR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2019 13:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[suzuki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;inverno quasi finito, il Team SUZUKI ECSTAR si sta dirigendo in Malesia per il primo test del 2019, con il debutto della versione finale della livrea che caratterizzerà le due GSX-RR guidate da Alex Rins e Joan Mir. La pausa invernale è stata molto utile per preparare una versione avanzata del pacchetto tecnico che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="notranslate">Con l&#8217;inverno quasi finito, il Team SUZUKI ECSTAR si sta dirigendo in Malesia per il primo test del 2019, con il debutto della versione finale della livrea che caratterizzerà le due GSX-RR guidate da Alex Rins e Joan Mir.</span></p>
<p><span class="notranslate"> La pausa invernale è stata molto utile per preparare una versione avanzata del pacchetto tecnico che sarà disponibile per i piloti dall&#8217;inizio della stagione, c</span><span class="notranslate">on l&#8217;obiettivo principale di trovare maggiore potenza senza perdere la trazione, oltre a migliorare il comportamento della moto in entrata e uscita d&#8217;angolo.</span></p>
<p><span class="notranslate"> Come già annunciato, la formazione sarà composta da due giovani spagnoli, una scelta progettata per continuare la filosofia di Suzuki di portare e far crescere giovani talenti.</span> <span class="notranslate"> Con due stagioni a bordo della GSX-RR, Alex Rins sarà il pilota &#8220;esperto&#8221; nel garage, dopo aver raggiunto 5 podi durante la stagione 2018.</span> <span class="notranslate"> Avrà il chiaro obiettivo di raggiungere il gradino più alto del podio il prima possibile.</span></p>
<p><span class="notranslate"> L&#8217;esordiente Joan Mir ha già dimostrato di non essere scoraggiato dalla classe regina, dimostrando solide prestazioni nei test di novembre a Valencia e Jerez.</span> <span class="notranslate"> Può contare su una solida squadra intorno a lui, che ha molta esperienza nella gestione dei giovani piloti.</span> <span class="notranslate"> E senza alcuna pressione sulle sue spalle, quest&#8217;anno sarà una fase di apprendimento nella sua partnership con il Team SUZUKI ECSTAR.</span></p>
<p><span class="notranslate"> </span><br />
<span class="notranslate"> <strong>Shinichi Sahara &#8211; Capo progetto</strong></span><br />
<span class="notranslate"> &#8220;Ci stiamo avvicinando al vero inizio di questa nuova stagione con rinnovato entusiasmo e positività.</span> <span class="notranslate"> I test alla fine dello scorso anno ci hanno dato una direzione importante, e la mia aspettativa è di trovarci a un livello competitivo.</span> <span class="notranslate"> Abbiamo lavorato su molti aspetti della GSX-RR e con il contributo di tutti i nostri piloti &#8211; Rins, Mir e il collaudatore Guintoli &#8211; siamo stati in grado di migliorare il nostro pacchetto tecnico.</span> <span class="notranslate"> Per noi, il 2019 sarà una stagione importante: da un lato avremo Alex Rins, che è ancora giovane in termini di età ma è già esperto con il nostro team e la nostra moto, ha gli strumenti ottenere la vittoria che desideriamo.</span> <span class="notranslate"> D&#8217;altra parte inizieremo un nuovo programma di allenamento con un giovane Joan Mir, senza alcuna pressione su di lui e tutti i nostri sforzi verso il suo sviluppo.</span> <span class="notranslate"> L&#8217;anno scorso abbiamo anche rafforzato il nostro team di test e Guintoli è una vera parte della squadra che può darci un feedback importante, senza dimenticare il duro lavoro svolto dietro le quinte dai collaudatori giapponesi di Hamamatsu.</span> <span class="notranslate"> Direi che abbiamo una buona e solida formazione come squadra, e speriamo in una stagione positiva per il 2019 &#8220;.</span></p>
<p><span class="notranslate"> <strong>Ken Kawauchi &#8211; Responsabile tecnico</strong></span><br />
<span class="notranslate"> &#8220;Dopo la fine della scorsa stagione avevamo le idee chiare su ciò che dovevamo migliorare nel nostro pacchetto e nelle nostre prestazioni, tutti i nostri piloti ci hanno dato praticamente le stesse richieste, feedback e indicazioni e ora abbiamo finalizzato un pacchetto che si spera possa dimostrare di essere efficace</span> <span class="notranslate"> Abbiamo sviluppato un nuovo motore, un nuovo telaio, e abbiamo apportato alcuni miglioramenti nell&#8217;elettronica e anche nella carenatura.</span> <span class="notranslate"> Questo è in linea con la filosofia di Suzuki che non è distruggere e ricostruire dal nulla, ma continuare a crescere passo dopo passo su ciò che abbiamo già raggiunto.</span> <span class="notranslate"> Per noi la guidabilità della moto è un must e su questa base abbiamo cercato di migliorare ogni area della moto senza compromettere l&#8217;equilibrio generale &#8220;.</span></p>
<p><span class="notranslate"> <strong>Davide Brivio &#8211; Team Manager</strong></span><br />
<span class="notranslate"> &#8220;Stiamo per iniziare una stagione interessante.</span> <span class="notranslate"> L&#8217;anno scorso abbiamo sorpreso tutti con i nostri progressi e un rapido ritorno alle posizioni sul podio.</span> <span class="notranslate"> Avere Alex Rins continua con noi è molto importante quando cerchi di migliorare le prestazioni del nostro team.</span> <span class="notranslate"> Ha la freschezza mentale dei ragazzi giovani, ma anche la coerenza e la saggezza delle sue esperienze degli ultimi due anni.</span> <span class="notranslate"> Ciò è stato ulteriormente rafforzato dai buoni risultati ottenuti nel 2018, con un ottimo finale di stagione.</span> <span class="notranslate"> Ha già dimostrato il suo talento e ora dobbiamo lavorare sodo per fare il passo successivo con lui, essendo molto consapevoli di quanto siano forti anche i nostri concorrenti.</span> <span class="notranslate"> Inoltre, stiamo iniziando un progetto con Joan Mir, il nuovo arrivato che farà il suo debutto nella massima categoria.</span> <span class="notranslate"> Questa è la terza volta che prendiamo un debuttante, e lavoreremo sodo per continuare la tendenza positiva che abbiamo avuto con l&#8217;avvicinamento ai giovani piloti.</span> <span class="notranslate"> Crediamo fortemente che abbia un grande talento e ora spetta al team sfruttare tutte le sue potenzialità con la Suzuki GSX-RR. &#8220;</span></p>
<p><span class="notranslate"> <strong>Alex Rins</strong></span><br />
<span class="notranslate"> &#8220;Finalmente l&#8217;inverno è finito e posso tornare in sella!</span> <span class="notranslate"> Questa pausa invernale mi è sembrata così lunga e non vedo l&#8217;ora di tornare a guidare.</span> <span class="notranslate"> Dopo l&#8217;ultimo test di novembre ho lasciato un feedback chiaro per gli ingegneri su cui lavorare, per quanto ne so i miglioramenti che proverò a Sepang non saranno drastici, ma molti piccoli miglioramenti in molte aree, che è totalmente la filosofia Suzuki.</span> <span class="notranslate"> Sappiamo cosa ci mancava sulla moto, quindi credo che la R &amp; S in Giappone fornirà un pacchetto che ci aiuterà a migliorare ulteriormente.</span> <span class="notranslate"> Il mio inverno è stato molto intenso, con una ripresa positiva e un intenso programma di allenamento.</span> <span class="notranslate"> Questo è un anno importante, perché nel 2018 siamo stati in grado di dimostrare che possiamo costantemente lottare per le posizioni sul podio, e ora è il momento di vincere il premio più grande: la vittoria &#8220;.</span></p>
<p><span class="notranslate"> <strong>Joan Mir</strong></span><br />
<span class="notranslate"> &#8220;Inutile dire che sono molto felice di tornare in sella alla mia moto.</span> <span class="notranslate"> Quest&#8217;inverno è stato molto lungo senza guidare ma mi sono concentrato sul mio allenamento fisico, che finora ha dato risultati positivi.</span> <span class="notranslate"> Certamente ho ancora bisogno di molti più km in moto, ci sono così tante cose che devo ancora capire per essere ancora più efficace, ma mi sento molto supportato dal team e farò affidamento sulla loro ricchezza di esperienza per migliorare, e anche contribuire con i miei miglioramenti alla mia moto.</span> <span class="notranslate"> Sarà un pacchetto completo, io e la moto, che si spera si sviluppi passo dopo passo.</span> <span class="notranslate"> Non ho alcuna pressione, ma di certo il mio obiettivo chiaro sarà quello di chiudere la stagione con un distacco minore rispetto al vincitore della prima gara. &#8220;</span></p>
<p>
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<a href="https://www.giornalemotori.com/2019/02/03/motogp-presentata-la-nuova-suzuki-gsx-rr/noimagetitle3/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/02/noimagetitle3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="noimagetitle3" title="MotoGP: presentata la nuova Suzuki GSX-RR 62"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2019/02/03/motogp-presentata-la-nuova-suzuki-gsx-rr/noimagetitle2/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/02/noimagetitle2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="noimagetitle2" title="MotoGP: presentata la nuova Suzuki GSX-RR 63"></a>
<a href="https://www.giornalemotori.com/2019/02/03/motogp-presentata-la-nuova-suzuki-gsx-rr/noimagetitle1/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/02/noimagetitle1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="noimagetitle1" title="MotoGP: presentata la nuova Suzuki GSX-RR 64"></a>
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</p>
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		<title>MotoGP, Marquez parla della sua convalescenza dopo l’intervento alla spalla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2019 18:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez è reduce da un’altra vittoria. Il migliore della MotoGP e portacolori Repsol Honda ha recentemente fatto suo il premio assegnato dal giornale barcellonese ‘El Mundo Deportivo’ come miglior sportivo spagnolo del 2018. In questa occasione, il sette volte campione ha parlato del sul precampionato soffermandosi anche sulla sua convalescenza dopo l’operazione alla spalla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-80769 size-medium" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/01/dsc_1218_1.big_-300x200.jpg" alt="dsc 1218 1.big" width="300" height="200" title="MotoGP, Marquez parla della sua convalescenza dopo l’intervento alla spalla 67" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/dsc_1218_1.big_-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/dsc_1218_1.big_-1024x681.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/dsc_1218_1.big_-768x511.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/dsc_1218_1.big_-696x463.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/dsc_1218_1.big_.jpg 1136w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Marc Marquez è reduce da un’altra vittoria. Il migliore della MotoGP e portacolori Repsol Honda ha recentemente fatto suo il premio assegnato dal giornale barcellonese ‘El Mundo Deportivo’ come miglior sportivo spagnolo del 2018. In questa occasione, il sette volte campione ha parlato del sul precampionato soffermandosi anche sulla sua convalescenza dopo l’operazione alla spalla sinistra avvenuta nei giorni prima di Natale.</p>
<p><em>“Ci vuole pazienza, vengo da un recupero molto lungo, più di quanto pensassi, e se nei test malesi non potrò dare il meglio spero di riuscire a farlo in quelli del Qatar ad essere in forma come si deve”. Ha detto Marquez che ha commentato anche l’operazione. “Pensavo sarebbe stata più semplice e meno dolorosa, è stata più complicata di quello che tutti ci aspettavamo, è durata 4 ore e una volta aperto i dottori hanno visto cose che non si sarebbero aspettati. Un inverno non troppo piacevole per me, però dovevo operarmi, non ho fatto nessuna vacanza, ho fatto solo riabilitazione ma spero che questo sia utile per la stagione”.</em></p>
<p>Con Jorge Lorenzo, Marquez compone quello che da tutti è visto come il dream team, recentemente sul palco della presentazione della scuderia 2019. <em>“Lo abbiamo accolto come si fa con un compagno e collega di box, siamo il team Honda Repsol e se non vince un pilota deve farlo l&#8217;altro. Ci aspetta un anno difficile e intenso, ma vincerà uno soltanto”.</em></p>
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		<title>La MotoGP ritira il #69 come tributo ad Hayden</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2019 13:31:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[hayden]]></category>
		<category><![CDATA[wsbk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La MotoGP ritirerà ufficialmente il # 69 di Nicky Hayden come tributo al campione del mondo del 2006. Un evento per celebrare l’occasione si svolgerà presso il Circuito di Austin in aprile. Hayden è morto a causa di ferite alla testa subite in un incidente stradale nel 2017. Carmelo Ezpeleta, CEO del promotore della MotoGP [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La MotoGP ritirerà ufficialmente il # 69 di Nicky Hayden come tributo al campione del mondo del 2006. Un evento per celebrare l’occasione si svolgerà presso il Circuito di Austin in aprile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hayden è morto a causa di ferite alla testa subite in un incidente stradale nel 2017.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Carmelo Ezpeleta, CEO del promotore della MotoGP Dorna Sports, ha dichiarato: <em>&#8220;Nicky Hayden è stato uno dei maggiori punti di forza di questo paddock e un fantastico esempio di pilota sia in pista che fuori. Mi fa molto piacere onorare ancora una volta la sua eredità e garantire che il # 69 resti sinonimo di una leggenda e di un campione&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Hayden ha usato il # 69 per tutta la sua carriera in MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È arrivato in campo con il team Honda come campione AMA americano della Superbike nel 2003, e ha vinto il titolo in una famosa resa dei conti con Valentino Rossi nella sua quarta stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se Hayden non ha vinto un&#8217;altra gara MotoGP dopo il suo anno di campionato, è rimasto in prima fila con Honda e poi con il team Ducati ufficiale fino a passare al team Aspar satellite nel 2014.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È passato poi alla Superbike, dove è stato vincitore di una gara nel 2016, collezionando anche due presente in MotoGP sempre in quell’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Suo padre Earl ha definito la decisione della MotoGP di ritirare il numero di Hayden &#8220;un grande onore&#8221; e si è rallegrato del fatto che sarebbe stato fatto ad Austin.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;E’ giusto che venga fatto nella gara degli Stati Uniti dato che queste gare hanno significato così tanto per Nicky &#8220;</em>, ha affermato Earl Hayden.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Per me in particolare questo sarà un evento molto speciale perché il # 69 era il mio numero quando ho corso ed ero molto orgoglioso di vedere Nicky correre il # 69 sulle sue moto per tutta la sua carriera. A nome di tutta la mia famiglia vorrei dare un ringraziamento speciale a Dorna per aver onorato Nicky in questo modo speciale insieme ai molti altri gesti che hanno fatto per supportarci nei momenti difficili&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il numero di Hayden è il sesto ad essere formalmente ritirato dall&#8217;uso della MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il # 48 di Shoya Tomizawa, il # 58 di Marco Simoncelli e il # 74 di Daijiro Kato sono stati tutti ritirati dopo la loro morte, mentre il # 34 di Kevin Schwantz e il # 65 di Loris Capirossi sono stati ritirati in omaggio ai loro successi.</p>



<h5 class="wp-block-heading" id="h-foto-alessio-mazzocco">Foto: Alessio Mazzocco</h5>
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		<title>MotoGP: Honda presenta il dreamteam 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mazzocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 17:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Marquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marc Marquez e Jorge Lorenzo si sono uniti alle leggende del Team Repsol Honda, Mick Doohan e Alex Crivillé, per celebrare il 25° anniversario del Team Honda Repsol. Davanti alla stampa internazionale, nel quartier generale della Repsol a Madrid, hanno svelato la livrea per la stagione 2019, dove, nemmeno a dirlo, tenteranno di conquistare l’ennesimo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-80619" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2019/01/5c4876de840031.29173582.jpg" alt="5c4876de840031.29173582" width="800" height="534" title="MotoGP: Honda presenta il dreamteam 2019 69" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/5c4876de840031.29173582.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/5c4876de840031.29173582-768x513.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/5c4876de840031.29173582-300x200.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2019/01/5c4876de840031.29173582-696x465.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Marc Marquez e Jorge Lorenzo si sono uniti alle leggende del Team Repsol Honda, Mick Doohan e Alex Crivillé, per celebrare il 25° anniversario del Team Honda Repsol.</p>
<p>Davanti alla stampa internazionale, nel quartier generale della Repsol a Madrid, hanno svelato la livrea per la stagione 2019, dove, nemmeno a dirlo, tenteranno di conquistare l’ennesimo titolo iridato.</p>
<p>Nelle ultime nove stagioni, ben 8 Titoli sono andati al Team Honda e quest’anno non sarà certo da meno: la HRC vuole festeggiare a dovere il “matrimonio” che dura da 25 anni con la Repsol e lo vuole fare con due piloti spagnoli di grosso calibro, chiamati Marc Marquez e Jorge Lorenzo, quasi volessero ricordare gli esordi di questo sodalizio, iniziato nel 1995, quando le moto erano condotte da Mick Doohan e Alex Crivillé.</p>
<p>Sul palco, assieme ai piloti, erano presenti anche Tetsuhiro Kuwata, direttore della Honda Racing Corporation (HRC) e Antonio Brufau, CEO di Repsol, che hanno entrambi ribadito i loro piani per continuare la strada del successo. Erano presenti anche Carmelo Ezpleta, CEO di Dorna e Begoña Elices, direttore generale delle comunicazioni e membro del consiglio di amministrazione di Repsol.</p>
<p>Dalle Honda NSR500 di Doohan e Crivillé alla RC213V di Márquez e ora Lorenzo, le moto della HRC hanno conquistato ben 168 vittorie nella classe regina, 14 Campionati del mondo, 427 podi, 182 giri più veloci e 177 pole position.</p>
<p>Oltre a questi numeri, il Repsol Honda Team ha dominato le prime quattro stagioni d’esordio con Mick Doohan e ha consegnato alla MotoGP il primo Campione spagnolo nella classe regina, ovvero Alex Criville nel 1999.</p>
<p>Marc Marquez inizierà ora i suoi ultimi preparativi per i test di Sepang (6 &#8211; 8 febbraio) dove lui e la RC213V debutteranno per la prima volta in pista. Nel frattempo, Jorge Lorenzo è pronto per iniziare un&#8217;intensa terapia fisica per essere il più preparato possibile per i test del Qatar (23-25 ​​febbraio).</p>
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		<title>Ducati Desmosedici 2017 e 2018 a confronto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 15:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Desmosedici]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la presentazione della nuovissima Desmosedici in versione 2018, è ora di fare qualche valutazione paragonandola alla moto dalla quale deriva e con la quale Dovizioso ha sfiorato il titolo 2017. Oltre alle ovvie differenze di livrea visto qualche variazione negli sponsor, la prima cosa che salta all&#8217;occhio è il nuovo pacchetto aerodinamico di questa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2018/01/18/ducati-desmosedici-2017-e-2018-a-confronto/">Ducati Desmosedici 2017 e 2018 a confronto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71944" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/01/desmosedici-2017-2018.jpg" alt="desmosedici 2017 2018" width="679" height="771" title="Ducati Desmosedici 2017 e 2018 a confronto 74" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/desmosedici-2017-2018.jpg 679w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/desmosedici-2017-2018-300x341.jpg 300w" sizes="(max-width: 679px) 100vw, 679px" />Dopo la <span style="color: #000080;"><strong>presentazione della nuovissima Desmosedici in versione 2018</strong></span>, è ora di fare qualche valutazione paragonandola alla moto dalla quale deriva e con la quale Dovizioso ha sfiorato il titolo 2017.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle ovvie differenze di livrea visto qualche variazione negli sponsor, la prima cosa che salta all&#8217;occhio è il nuovo pacchetto aerodinamico di questa Desmosedici.</p>
<p style="text-align: justify;">Ducati abbandona il concetto provato di <a href="https://www.giornalemotori.com/2017/03/18/analisi-tecnica-del-muso-ducati-hammerhead/"><strong><span style="color: #000080;">&#8220;Hammer Head&#8221;</span></strong></a> (ve lo ricordate? Cliccate per capire la sua idea di base) e di ala a triplano, con un nuovo sistema deportante che dovrebbe garantire carico sull&#8217;anteriore senza mantenere la pulizia del flusso sulla fiancata della moto che ha il difetto di rendere la moto più complessa da direzionare.A differenza delle ali a tunnel, le feritoie ai lati del sistema aerodinamico dovrebbero deviare il flusso verso l&#8217;esterno rendendolo turbolento, in modo da evitare la pressione che un flusso lineare e pulito creerebbe ai lati del pilota e della carena.</p>
<p style="text-align: justify;">Veniamo poi alla parte ciclistica, che sembra quella più rivoluzionata. Rispetto alla moto presentata un anno fa notiamo subito il cambio di forcellone. Ora lo scatolato è più grosso, la struttura è mista carbonio/alluminio, la sezione rettangolare del trave di sinistra è più lunga. Va detto però che il forcellone è molto simile a quello usato durante il finale della stagione scorsa.</p>
<p style="text-align: justify;">Se guardiamo però il forcellone 2017 e quello 2018, con le dovute proporzioni e con un pochino di &#8220;reverse engineering&#8221;, notiamo un accorciamento del forcellone che, al netto dell&#8217;angolazione, dovrebbe essere intorno al 4%.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71946" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/01/forcellone-desmosedici-2018-2017.jpg" alt="forcellone desmosedici 2018 2017" width="748" height="815" title="Ducati Desmosedici 2017 e 2018 a confronto 75" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/forcellone-desmosedici-2018-2017.jpg 748w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/forcellone-desmosedici-2018-2017-300x327.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/forcellone-desmosedici-2018-2017-696x758.jpg 696w" sizes="(max-width: 748px) 100vw, 748px" /></p>
<p>Ovviamente il tutto va valutato insieme al link posteriore, ma quello va analizzato in altra sede una volta vista la moto in azione.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardando leggermente più in alto arriviamo alla struttra reggisella: sulla Desmosedici GP17, il sellino e la sua struttura si avvitavano nel telaio in alluminio grazie a due asole. Ora invece la parte superiore del reggisella ha una sua piccola sporgenza sulla quale agganciarsi, mentre la parte inferiore parrebbe entrare nel telaio in una zona appositamente fresata.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71945" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/01/desmosedici-2018-2017-telaio.jpg" alt="desmosedici 2018 2017 telaio" width="937" height="307" title="Ducati Desmosedici 2017 e 2018 a confronto 76" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/desmosedici-2018-2017-telaio.jpg 937w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/desmosedici-2018-2017-telaio-768x252.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/desmosedici-2018-2017-telaio-300x98.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/desmosedici-2018-2017-telaio-696x228.jpg 696w" sizes="(max-width: 937px) 100vw, 937px" />Il telaio stesso è cambiato e, come anticipato qualche settimane fa da qualche sito, è effettivamente più corto. Quello che importa a noi però sono le proporzioni di questo accorciamento, fondamentali per comprendere il <a href="https://www.giornalemotori.com/2012/08/11/trittico-fondamentale-centraggio-gomme-aderenza/"><span style="color: #000080;"><strong>centraggio</strong></span></a> generale della moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Saltano all&#8217;occhio subito le differenti saldature sul telaio, segno di un profondo lavoro sul doppiotrave in alluminio. Sempre con le dovute proporzioni, abbiamo notato che la zona di ancoraggio del forcellone si è avvicinata al motore.</p>
<p style="text-align: justify;">Capire invece il posizionamento del motore è davvero complesso e i riferimenti usati per la comparazione delle due moto non è detto che siano esatti. Guardando alcuni riferimenti parrebbe essere leggermente più in alto e un pochino avanzato, ciò sta a significare che la massa pesante data dal motore sia stata portata decisamente avanti per favorire un maggiore apporto del carico statico anteriore durante la fase di percorrenza, ma che si è cercato di portare avanti la ruota posteriore per non perdere grip statico. (Ricordiamo che allontanare la ruota posteriore dal baricentro riduce il carico statico).</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71947" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2018/01/telaio-desmosedici-2017-2018.jpg" alt="telaio desmosedici 2017 2018" width="1284" height="475" title="Ducati Desmosedici 2017 e 2018 a confronto 77" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/telaio-desmosedici-2017-2018.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/telaio-desmosedici-2017-2018-1024x379.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/telaio-desmosedici-2017-2018-768x284.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/telaio-desmosedici-2017-2018-300x111.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2018/01/telaio-desmosedici-2017-2018-696x257.jpg 696w" sizes="(max-width: 1284px) 100vw, 1284px" />Anche sulla posizione del pilota si è lavorato parecchio: il serbatoio è compatto e permette di avvicinare la seduta del pilota che ora si trova più sopra al perno forcellone. Questa forse è una delle cose più rilevanti dal punto di vista dell&#8217;adattabilità della moto, essendo il pilota la &#8220;massa&#8221; che varia posizione in continuazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La geometria dell&#8217;anteriore invece è di più difficile interpretazione: non sapendo la posizione delle boccole di regolazione dell&#8217;angolo di sterzo delle moto in foto al momento dello scatto, non si può risalire alle sue quote. Guardandole così è plausibile pensare ad un angolo di sterzo compreso tra i 24,5 e i 26,5 gradi.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto appare generalmente più compatta e corta dal punto di vista concettuale: si potrebbe pensare che spostando in avanti il motore si sia fatto avanzare il centraggio in modo significativo, ma l&#8217;accorciamento della zona posteriore potrebbe mantenere la distribuzione della moto 2017 su un interasse più corto.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, un motore ipoteticamente posizionato più in alto alzando leggermente il centraggio, dovrebbe migliorare la percorrenza della curva grazie ad un maggiore braccio meccanico dato poprio dalla maggiore altezza del baricentro. Se volete fare un ripassino, leggete <a href="https://www.giornalemotori.com/2013/07/28/il-momento-giusto-per-accelerare/"><span style="color: #000080;"><strong>&#8220;Il momento giusto per accelerare&#8221;</strong></span></a>. L&#8217;eventuale maggiore sottosterzo dato dal maggiore trasferimento di carico dovuto a questa soluzione, può essere facilmente compensato dal pilota con la sua posizione in sella.</p>
<p>Ora non resta che aspettare il primo test stagionale per capire il potenziale di questa nuova Desmosedici.</p>
<p><strong>Danny Garbin</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2018/01/18/ducati-desmosedici-2017-e-2018-a-confronto/">Ducati Desmosedici 2017 e 2018 a confronto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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		<title>Debriefing Sepang: mappa 8 e strategie Honda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 07:39:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le mille polemiche sulla ormai famosa Mappa 8 hanno tenuto banco dividendo appassionati ed esperti già dieci minuti dopo il traguardo, e questo ha indubbiamente messo in ombra altre e ben più concrete strategie che a mio personale avviso hanno caratterizzato la gara della Malesia. Tanto concrete e ben congegnate che a tutti il risultato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le mille polemiche sulla ormai famosa <strong>Mappa 8</strong> hanno tenuto banco dividendo appassionati ed esperti già dieci minuti dopo il traguardo, e questo ha indubbiamente messo in ombra altre e ben più concrete strategie che a mio personale avviso hanno caratterizzato la gara della Malesia.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanto concrete e ben congegnate che a tutti il risultato è apparso perfino scontato. Ha vinto la Ducati: primo Dovizioso e secondo Lorenzo. “Certo, Sepang è una pista Ducati”, ho sentito praticamente ovunque. “Qui ha vinto altre volte”, rincarano altri dimostrando un qualunquismo spaventoso. Allora lo diciamo subito: le piste non discriminano la marca o il colore delle carene, le piste semmai privilegiano questa o quella soluzione, questa o quella moto in funzione delle scelte progettuali di base di ciascuna, cui corrispondono i relativi punti di forza o di debolezza. E allora vediamola meglio, questa pista.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70950" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/11/2017-11-09_083718.jpg" alt="2017 11 09 083718" width="800" height="562" title="Debriefing Sepang: mappa 8 e strategie Honda 79" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2017-11-09_083718.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2017-11-09_083718-768x540.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2017-11-09_083718-300x211.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/11/2017-11-09_083718-696x489.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Il tracciato prevede due lunghissimi rettilinei con partenza quasi da fermi, quattro frenate impegnative ma tutte a moto perfettamente dritta, nessuna inversione di piega realmente preoccupante, poche percorrenze tipo Correntaio o Bucine. Di conseguenza saranno favorite le moto con maggiore motricità e con la frenata profonda più potente, cioè quelle col centraggio arretrato.</p>
<p style="text-align: justify;">In passato questa configurazione era tipica della Ducati, ma questo non ha nulla a che vedere con una preferenza di marchio: e infatti, oggi che ad avere il centraggio più arretrato è la Honda, ecco che Pedrosa – secondo pilota, non dimentichiamolo – fa la pole position. Evidentemente la situazione si amplifica in caso di pioggia, condizione nella quale la prevalenza diviene ancora più sostanziosa. La marca c’entra poco, contano le caratteristiche di progetto del mezzo col quale si sta correndo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’obiettivo di Marquez, o forse è meglio dire della Honda, era quello di evitare qualsiasi guaio o contrasto – comprese anche e soprattutto le lotte all’ultima curva – mentre quello di Pedrosa era di non portare via punti al proprio compagno di team. E se in Ducati non avessero sbagliato il setting a Phillip Island, oggi in Malesia avremmo visto un’altra gara.</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito di <strong>Pedrosa</strong>, lascia basiti la sua affermazione <em>“Alla fine abbiamo cambiato il setup, ne ho provato uno che non avevamo mai usato per cercare di ottenere un maggior grip sul posteriore, e ha funzionato! Il setup giusto e la scelta dello pneumatico posteriore morbido mi hanno dato fiducia. <strong>La sensazione ancora non era perfetta perché avevo spinning sui rettilinei, </strong>ma almeno mi ha dato il grip in curva e sono stato in grado di inclinare la moto. Abbiamo imparato qualcosa che credo possa essere utile per i tecnici nel futuro, quindi possiamo essere soddisfatti.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Mi ha dato grip in curva? E da quando la Honda 2017 ha problemi di spinning in curva? Sinceramente io non ricordo alcun highside, mentre al contrario ricordo tanti sterzi chiusi in lowside. Se la Honda spinna in curva, al massimo ne esce un drift (chiedere a Marquez); ma più spesso l’eccesso di trazione porta a perdite di anteriore in ingresso o in uscita di curva (citofonare: Crutchlow).</p>
<p style="text-align: justify;">Di sicuro non scalcia come una M1 2017, la sua struttura glielo impedisce. Il problema Honda, semmai, è togliere l’eccesso di grip posteriore su asfalto asciutto in modo da farla driftare apposta e chiudere le curve con la coda. Detto in altri termini: se Pedrosa avesse gravi problemi di motricità sul bagnato, allora tutte le altre marche con centraggio più avanzato farebbero meglio a restare chiuse dentro ai box. E invece abbiamo un Zarco che coraggiosamente arriva a podio. Davanti alle Honda. Sul bagnato. Con la M1 2017 di Rossi sotto la pioggia a un secondo e mezzo di distacco da Pedrosa sul traguardo. Suvvia…</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, chiariamolo, il management Honda ha fatto esattamente la cosa giusta (difficile beccarli in castagna sulle strategie, poco da dire) e io stesso, vista la classifica mondiale con sole due gare rimanenti, avrei imposto il seguente ordine: “prima cosa, non cadere. Seconda, non cadere. Terza, non cadere. Vai piano, fai passare gli scalmanati, so che potresti farcela ma io non voglio. Anzi, facciamo così: se fai podio ti dimezzo l’ingaggio, così è più chiaro? Non siamo qui perché tu vinca una gara, siamo qui per vincere il titolo mondiale.”</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo non voglio togliere nulla all’abilità di Dovizioso o di Lorenzo, son stati superbi e non potevano letteralmente far meglio di una doppietta; ma il confronto si è giocato sul piano tattico, non sul piano tecnico. E Sepang non è una pista Ducati “da sempre e per sempre”, è solo una pista dove se piove si vince (se lo si vuole) con le moto a centraggio arretrato. Contano le scelte tecniche, non i colori delle carene: quest’anno la Honda e Marquez potevano vincere, ma non l’hanno fatto pur avendone tutti i mezzi. Hanno scelto di assicurarsi il titolo mentre tutti discutevano solo della Mappa 8.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il resto, abbiamo l’ulteriore conferma che la miglior moto di quest’anno è la stessa dell’anno scorso: la M1 – 2016. E la Suzuki, setting permettendo, è la più vicina come caratteristiche globali: se avessero ragionato tutto l’anno come spesso son riusciti a fare i tecnici Tech3 oggi probabilmente avrebbero qualche punto in più nella classifica iridata, ma questo discorso vale un po’ per tutti. Magari a campionato concluso raccoglieremo le diverse dichiarazioni che durante la stagione hanno mostrato come, ora in un team e ora nell’altro, non sempre la lucidità abbia guidato le scelte tecniche.</p>
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		<title>Debriefing GP Australia: la rinascita Yamaha e la crisi Ducati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2017 16:44:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>crisi ducati Che nella pista australiana, riasfaltata qualche anno fa, le 4 in linea andassero bene nessuno poteva dubitarne: il grip dell’asfalto è elevato, e l’usuale denominazione delle mescole suddivise tra Soft, Medium e Hard in realtà si traduce in una scelta fra gomme che su altre piste sarebbero marcate Hard, Ancora Più Hard e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70641" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-23_081211.jpg" alt="2017 10 23 081211" width="879" height="540" title="Debriefing GP Australia: la rinascita Yamaha e la crisi Ducati 82" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-23_081211.jpg 879w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-23_081211-768x472.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-23_081211-300x184.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-23_081211-696x428.jpg 696w" sizes="(max-width: 879px) 100vw, 879px" /></p>
<div style="display: none;">
<h1>crisi ducati</h1>
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<p>Che nella pista australiana, riasfaltata qualche anno fa, le 4 in linea andassero bene nessuno poteva dubitarne: il grip dell’asfalto è elevato, e l’usuale denominazione delle mescole suddivise tra Soft, Medium e Hard in realtà si traduce in una scelta fra gomme che su altre piste sarebbero marcate Hard, Ancora Più Hard e Granito Rosso Veronese, quello con cristalli di quarzo grossi come fave.</p>
<p style="text-align: justify;">La caratteristica del tracciato è avere curve di percorrenza lunghe e molto veloci, dalla terza marcia in su, ed è difficile perdere l’extragrip di reazione. Quasi tutti i piloti usano la gomma posteriore marcata Soft e scelgono di puntare tutto sulla percorrenza pulita, cosa che alle Yamaha e alle Suzuki riesce benissimo e a Pedrosa riesce assai meno; fa eccezione, non nella gomma ma nell’approccio, il solito Marquez che decide di tenere la moto bassissima e provare a driftare un po’. Pochino, ad essere sinceri, ma tanto basta per portare alla vittoria la sua Honda. Stesso ragionamento ha animato l’australiano Miller, forte del fatto che lui quella pista la conosce bene, e perfino Crutchlow sceglie di guidare sul posteriore.</p>
<p style="text-align: justify;">Due parole in più le meritano le Yamaha, in particolare con Zarco in sella al modello 2016 settato basso e Rossi sulla versione 2017: giustamente decide di utilizzare una media al retrotreno e di ottenere una moto più agile conservando la neutralità grazie all’assetto più alto. Bravissimo, non c’è dubbio, ma questo pone un interessante interrogativo: se la vecchia 2016 è pari alla nuova perfino quando il grip è tanto elevato, per quale ragione modificarla? Su quale pista la 2017 dovrebbe essere superiore?</p>
<p style="text-align: justify;">Per le Ducati non ce la caviamo così facilmente e occorrerà qualcosa in più che due parole. Non giriamoci attorno, la domanda è: ma perché tutte le Ducati non andavano, con la nuova moto perfino peggiore della vecchia? Non era ormai risolto il problema di centraggio, tanto da poter percorrere quasi quanto le Yamaha? Non è stato semplice capire l’arcano e venirne a capo, ma allo stato attuale mi sento di dire che no, non è stata colpa della moto. O comunque, non completamente. Vediamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le vecchie Ducati, tutto sommato, hanno risolto più o meno come le Honda, eccezion fatta per Pedrosa: un assetto basso  e driftarolo consentiva loro di allargare la traiettoria del retrotreno e di percorrere i curvoni in leggero sovrasterzo, complice l’azzeramento della reazione del link posteriore con un forcellone quasi orizzontale.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70642" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-26_184333.jpg" alt="2017 10 26 184333" width="444" height="285" title="Debriefing GP Australia: la rinascita Yamaha e la crisi Ducati 83" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-26_184333.jpg 444w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-26_184333-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 444px) 100vw, 444px" />Le nuove hanno tentato la strada della pura percorrenza: e andava anche bene se non avessero deciso di “inventarsi” una maneggevolezza che la moto non possiede. Da tutte le analisi fatte nel corso dell’anno un dettaglio è sempre emerso con chiarezza: la Ducati ha un centraggio non troppo diverso da altre moto ma soffre di un ridotto accentramento delle masse, cosa che la rende tendenzialmente più difficile da imbardare. Questo non è necessariamente qualcosa di negativo, anzi: nel drifting per esempio è assai utile che la moto si intraversi in progressione, un po’ come un TIR in autostrada (per chi l’ha visto e lo può ancora raccontare). Al contrario, masse molto accentrate determinano un comportamento molto più nervoso, tipo Moto3, con la moto che piroetta molto bruscamente appena perde aderenza. E’ Fisica, non magia.</p>
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<h1>crisi ducati</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;">I guai cominciano quando pensiamo di poter correggere questo comportamento che il pilota avverte come generica pesantezza nell’ingresso o come mancanza di agilità. Per entrare occorre imbardare le masse, e se sono disperse ci vuole più forza: e questa forza ce la deve mettere la ruota anteriore, non c’è altra strada. Per chi vorrà divertirsi a sviluppare il concetto, dirò subito che il reale problema di Fisica riguarda lo studio delle reazioni giroscopiche di un giroscopio in cui i tre assi non siano ortogonali, con tutte le conseguenze delle riduzioni dei gradi di libertà del sistema. Per chi invece suda dentro ai box dirò che da anni scriviamo un concetto chiarissimo: maneggevolezza e reattività son cose diverse anche se all’apparenza, finchè non si va al limite, le due cose paiono equivalenti.</p>
<p style="text-align: justify;">In soldoni, hanno chiuso l’incidenza di sterzo. “Provala così”, e fin dal primo metro la moto pare molto più pronta; cosa che il pilota scambia sistematicamente per agilità. In realtà stiamo demandando all’eccesso di reazione giroscopica il lavoro che prima dovevamo fare a braccia, ma per la ruota anteriore non cambia nulla: stiamo facendo sterzare di più la nostra moto, il che aumenta la forza laterale esercitata dal contatto a terra. Più forza uguale più imbardata, problema risolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi si va al limite e cominciano i guai: la moto in piena curva soffre del “blocco di piega”. Non c’è verso di superare un certo angolo di piega, ci vuole forza e la moto diventa precaria. Non è la prima volta che in Ducati commettono lo stesso errore, coi piloti che si lamentano di dover spingere furiosamente il manubrio interno in piena piega. Solo che a Phillip Island la piena piega dura una vita e la moto è lenta per l’ottanta per cento della pista. E a questo si aggiunge un altro problema marginale: poca incidenza e sterzo iper-reattivo causano un pericoloso shimmy nei rettilinei più veloci, basta una turbolenza o un’imperfezione del fondo. Vi dice nulla?</p>
<p style="text-align: justify;">C’erano altri modi per risolverlo? Certo, ma occorre per prima cosa ripartire dallo studio delle geometrie di sterzo (andate a leggere <a href="https://www.giornalemotori.com/2014/04/18/ruota-anteriore-giroscopio-e-avancorsa-prima-parte/"><span style="color: #000080;"><strong>&#8220;Ruota, giroscopio e avancorsa&#8221;</strong></span></a> per capire di che si parla) e da tutte le loro ripercussioni sugli altri parametri della moto. E trovo molto scorretto demandare a un telemetrista o a un pilota la scelta su cosa vada meglio: il telemetrista può al massimo rilevare se i parametri stabiliti sono stati rispettati ma non ha la competenza di valutare le interazioni tra i vari parametri, il pilota può dare un parere soggettivo ma non è in grado di impiantare un sistema matematico.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono certissimo che il pilota a tutta prima si trova meglio con una moto apparentemente più agile, ma il fatto che questo comporti un prezzo da pagare altrove non rientra nel suo bagaglio. Qui le gomme c’entrano poco, occorre un approccio più scientifico ai problemi del setting.</p>
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<h1>crisi ducati</h1>
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		<title>Debriefing Motegi: moto e gomme, relazione complicata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2017 11:59:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
		<category><![CDATA[Motegi]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Debriefing Motegi: gara indubbiamente spettacolare in Giappone, e non solo per il duello tra Marquez e Dovizioso: l’asfalto bagnato è un severo banco di prova e ha creato difficoltà un po’ a tutti, ma ha avuto il pregio di offrire qualche spunto di riflessione. Prima di qualsiasi considerazione però sarà utile ricordare ancora una volta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2017/10/18/debriefing-motegi-moto-e-gomme/">Debriefing Motegi: moto e gomme, relazione complicata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70367" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-15_183758.jpg" alt="2017 10 15 183758" width="847" height="559" title="Debriefing Motegi: moto e gomme, relazione complicata 86" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-15_183758.jpg 847w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-15_183758-768x507.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-15_183758-300x198.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-15_183758-696x459.jpg 696w" sizes="(max-width: 847px) 100vw, 847px" /><strong>Debriefing Motegi</strong>: gara indubbiamente spettacolare in Giappone, e non solo per il duello tra Marquez e Dovizioso: l’asfalto bagnato è un severo banco di prova e ha creato difficoltà un po’ a tutti, ma ha avuto il pregio di offrire qualche spunto di riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di qualsiasi considerazione però sarà utile ricordare ancora una volta il concetto che riassume i miei studi nel modo più sintetico possibile: “La moto è quel complicato accessorio che ci permette di far lavorare le gomme”. E questo ha dei risvolti estremamente importanti, primo fra tutti il successivo corollario: “O fai le gomme per la moto, o fai la moto per le gomme”.</p>
<p style="text-align: justify;">La conferma di tutto questo è la stagione 2017: non sarà sfuggito a nessuno che al progressivo miglioramento della Honda corrisponde un decadimento dell’efficienza della Yamaha, cioè le due moto attualmente agli antipodi per quanto riguarda i criteri progettuali, e nell’evoluzione delle gomme  – senza per questo ipotizzare complotti di alcun genere – indubbiamente qualcosa è successo dopo la prima parte del campionato.</p>
<p style="text-align: justify;">In Yamaha non restava altro che tentare con nuovi telai sperando di “fare la moto per le gomme”, ma senza la possibilità di svolgere adeguati test la faccenda diventa molto complicata. E non è un caso se KTM e Aprilia, più libere nello sviluppo, iniziano ad emergere adesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico della gara giapponese tutti i piloti hanno lamentato la mancanza di grip, e con 250 cavalli sull’asfalto bagnato la cosa è addirittura banale: la sfida era limitare i danni per l’intera durata della corsa, ma non tutti hanno agito di conseguenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo Petrucci: ha onestamente ammesso di aver sbagliato gomma, con la extra soft che ha regalato un ottimo grip finchè era nuova ma alla fine col battistrada senza più intagli non era più in grado di drenare l’acqua. Giustamente in Michelin, dopo l’amara esperienza ad Aragon di una mescola valutata solo per la resistenza all’usura senza tener conto del degrado,  hanno assicurato che con tutta quell’acqua la gomma sarebbe rimasta nel suo range termico per l’intera gara evitando il degrado della mescola. Perfetto. Ma stavolta è stata l’usura a metterla KO.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi invece avrebbe potuto giovarsi della extra soft ha preferito la soft. Per non rischiare, immagino. Sull’argomento ci abbiamo scritto intere paginate ma qualche esperto, probabilmente per non urtare certe sensibilità, continua a parlare di elettronica, che resta pur sempre un bel modo di scaricare le responsabilità su sistemi complessi e inafferrabili per il grande pubblico. Insomma, si ciurla nel manico senza dire apertamente che l’elettronica non regala grip a nessuno e che i problemi stanno altrove; né è un caso che ancora una volta la prima M1 sul traguardo sia quella dello scorso anno.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70368" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/Debriefing-Motegi.jpg" alt="Debriefing Motegi" width="870" height="430" title="Debriefing Motegi: moto e gomme, relazione complicata 87" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/Debriefing-Motegi.jpg 870w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/Debriefing-Motegi-768x380.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/Debriefing-Motegi-300x148.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/Debriefing-Motegi-696x344.jpg 696w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" />Le due Suzuki ai piedi del podio invece ci dicono che la somiglianza con Yamaha riguarda più la M1 versione 2016 che quella attuale, e a poco serve incolpare Iannone di aver sbagliato la scelta del motore: a inizio anno ha provato la moto su asfalto asciutto e con gomme diverse, non dobbiamo dimenticarlo. Ritrovarsi dopo qualche gara con una moto dal grip delicato ha ribaltato i valori in campo consentendo al giovane Rins, sicuramente più dolce e rotondo dell’ex ducatista, di contenere più facilmente i danni.</p>
<p style="text-align: justify;">Circa Lorenzo ho il sospetto che abbia tenuto il suo assetto un filo troppo basso: quello che è certo è che a fine gara ha fatto i suoi giri migliori, riprendendo parecchie posizioni e girando più forte del duo di testa, segno di una posteriore in migliori condizioni e meno usurata rispetto agli altri. L’ipotesi, da prendere con le debite riserve, è che l’antispin – o il polso destro – con un setting più basso sia intervenuto pesantemente nella parte centrale della corsa facendogli perdere posizioni ma preservando il battistrada per le fasi finali. Con qualche giro in più oggi avremmo parlato di una Ducati in quarta posizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Pedrosa ingiudicabile, ma una cosa emerge su tutte: non è la prima volta che sotto l’acqua dichiara “sembra di guidare sul ghiaccio”. A Misano, per dire, è successa esattamente la stessa cosa: un po’ troppo per non mettere in allarme la squadra circa il modello dinamico utilizzato. Crutchlow invece è giudicabilissimo: fin troppo generoso come al solito, continua a dimenticare che le moto col centraggio arretrato non consentono di inserire in ritardo e a quella velocità: non ce la faceva la vecchia Ducati, non ce la fa la Honda attuale.</p>
<p style="text-align: justify;">La Fisica è uguale per tutti, non dipende dal colore delle carene.</p>
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		<title>Debriefing Aragon: i carichi verticali e la scelta delle gomme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 07:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una piccola premessa: ogni volta che mi trovo a dover fare un’analisi di quanto accaduto in gara mi scontro con me stesso. Da un lato ci sono i lettori innamorati della motocicletta che vogliono capire come funziona ogni dettaglio, dall’altro c’è un certo numero di personaggi che sull’argomento moto ci hanno costruito la loro fortuna [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70152" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-09-27_154620.jpg" alt="2017 09 27 154620" width="881" height="562" title="Debriefing Aragon: i carichi verticali e la scelta delle gomme 94" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-09-27_154620.jpg 881w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-09-27_154620-768x490.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-09-27_154620-300x191.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-09-27_154620-696x444.jpg 696w" sizes="(max-width: 881px) 100vw, 881px" />Una piccola premessa: ogni volta che mi trovo a dover fare un’analisi di quanto accaduto in gara mi scontro con me stesso. Da un lato ci sono i lettori innamorati della motocicletta che vogliono capire come funziona ogni dettaglio, dall’altro c’è un certo numero di personaggi che sull’argomento moto ci hanno costruito la loro fortuna e che troppo spesso non si limitano a vestirsi con le penne del pavone ma se le rivendono facendoci cassa.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi rendo conto che, per rispetto di me stesso e del mio pluridecennale lavoro, la cosa più corretta da fare sarebbe quella di evitare di regalare i frutti dei miei studi a chi ne approfitta per riciclarsi come esperto – a pagamento, si capisce – senza quella competenza che deriva dall’aver poggiato le proprie chiappe su una sedia davanti ai libri di Fisica per un tempo sufficientemente lungo e con sufficiente profitto; d’altra parte, farei un torto a chi è consapevole che la narrazione mainstream fa acqua da tutte le parti ed è necessario un approccio più razionale, al di là delle consolidate superstizioni da officina.</p>
<p style="text-align: justify;">Detta in soldoni, siete ormai in parecchi ad aver capito che la Fisica non la si assorbe per osmosi dalle pareti di un box o dalla frequentazione del giro di quelli che vanno forte, e nel vedere i commenti e i ragionamenti di tanti lettori che si fanno domande e si pongono con spirito critico davanti agli aspetti più tecnici della motocicletta mi convinco che il gioco vale la candela. Si fottano i profittatori, personaggi mediocri nell’anima prima ancora che nella professione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene sì, le gomme. Per qualche imperscrutabile ragione tutti gli anni ad Aragon si finisce sempre per fare una sintesi dei problemi che riguardano le gomme, e i commenti nel dopogara lo dimostrano. Devo dire che, chi più e chi meno, in tanti “ci avete preso” pur nella semplicità dei ragionamenti. Il che non è un male, ma mi costringe a spostare l’asticella più in alto e analizzare l’origine di alcuni di essi nella convinzione che ciò possa confermare il modello qualitativo che in un modo o nell’altro siamo riusciti a trasmettervi. Dunque, eccoci qua.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispolveriamo qualche concetto ormai trito e diciamo subito che il grip dipende dal coefficiente di attrito tra l’asfalto e la gomma e dal carico verticale sulla gomma stessa. E’ un’osservazione semplice, ma dalle applicazioni non banali: posto che le moto pesano più o meno tutte uguali, proviamo a esaminare le conseguenze e a ragionarci sopra.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando in accelerazione si arriva all’impennata l’intero peso della moto grava sulla gomma posteriore, così come capita nelle staccate più feroci per quanto riguarda l’anteriore. Questo significa che, a parità di asfalto e di mescola, al limite del ribaltamento tutte le moto hanno lo stesso carico verticale e dunque lo stesso grip.</p>
<p style="text-align: justify;">Le differenze tra una moto e l’altra riguardano il transitorio, ovvero il modo col quale partono dal loro normale grip statico – nel quale su ogni gomma grava solo la quota di pertinenza dell’intera moto – e arrivano alle condizioni, uguali per tutti, in cui su una singola gomma si scarica tutto il peso totale. Ci interessa cioè la variazione dei carichi, in modo da poter valutare se la gomma scelta sarà in grado di sopportare le forze orizzontali che noi applicheremo sul punto di contatto. In pratica, studieremo come variano i carichi verticali sulle gomme man mano che applichiamo forza (dando gas o strizzando il freno) augurandoci che questi carchi siano in ogni istante sufficienti a garantirci il grip che chiediamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70150" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/2017-10-05_092046.jpg" alt="2017 10 05 092046" width="755" height="440" title="Debriefing Aragon: i carichi verticali e la scelta delle gomme 95" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-05_092046.jpg 755w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-05_092046-300x175.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/2017-10-05_092046-696x406.jpg 696w" sizes="(max-width: 755px) 100vw, 755px" />Partiamo dall’anteriore. Posto che al culmine della frenata tutte le moto hanno lo stesso carico verticale sull’anteriore, l’unico problema è il carico di partenza. Cioè il carico statico. Le moto con l’avantreno più leggero sono costrette a iniziare la frenata in modo più progressivo, poi il carico cresce e non ci saranno più problemi: per capirci, in una frenata a moto dritta, tipo la staccata alla San Donato, ben difficilmente ci troveremo nei guai, soprattutto se il progettista ha scelto il diametro/spessore dei dischi e la mescola delle pastiglie in modo da avere un attacco più morbido e una frenata sempre più imperiosa man mano che i dischi vanno in temperatura. Tipico delle vecchie Ducati e della Honda attuale è proprio questo dettaglio: l’attacco ai dischi non è particolarmente deciso ma la frenata profonda è di tutto rispetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cose cambiano se non abbiamo frenatone lunghe a moto dritta. In questo caso ci serve la possibilità di pinzare in modo efficace per pochi metri con la moto in mezza piega: nelle fasi iniziali però dobbiamo fare i conti con un basso carico a fronte di una richiesta di grip elevata, e questo ci obbliga ad utilizzare una mescola più soffice per riportare il coefficiente di attrito a valori accettabili pur con carichi ridotti. Trascurando il problema delle traiettorie per il quale sulle curve più lente la parte anteriore della moto è soggetta a forze centrifughe superiori (per chi non gli avesse letti vi consigliamo i due pezzi sul sottosterzo: &#8220;Dove nasce il sottosterzo&#8221; <a href="https://www.giornalemotori.com/2013/08/06/dove-nasce-il-sottosterzo-prima-parte/"><span style="color: #000080;"><strong>PARTE 1</strong></span></a> e <a href="https://www.giornalemotori.com/2013/09/12/dove-nasce-il-sottosterzo-seconda-parte/"><strong><span style="color: #000080;">PARTE 2</span></strong></a>), il problema del grip è già sufficiente per capire che la Honda ad Aragon non poteva montare una anteriore hard.</p>
<p style="text-align: justify;">Marquez ce l’ha fatta per il rotto della cuffia, ma chiunque ha potuto vedere la differenza con un Pedrosa al quale sarebbe bastato qualche giro in più per passare sul suo caposquadra. Crutchlow invece si stende: impossibile frenare con basso carico in mezza piega, e senza frenata la gomma resta fredda. La scelta per Honda era tra una media e una soft, ma le condizioni della pista con qualche avvallamento di troppo finiscono per sconsigliare gomme con pressione alta, troppo sensibili e bizzose sulle ondulazioni, e la ragione impone una media con due decimi in meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Simmetricamente le moto con un elevato carico statico anteriore sono in grado di frenare efficacemente già all’attacco dei dischi e riescono a scaldare la gomma anche laddove non ci siano frenate particolarmente lunghe. La sospensione anteriore di queste moto sopporta variazioni di carico globalmente inferiori, e questo avvantaggia la forcella che in presenza di buche si comporta in modo assai più lineare: di conseguenza la scelta tra la hard e la media può essere fatta sulla base delle variazioni di temperatura del fondo, con la preferenza verso la media man mano che nel corso della giornata l’asfalto si scalda.</p>
<p style="text-align: justify;">Bizzarra la scelta di Zarco, con una soft sull’anteriore che fa pensare a una pressione piuttosto alta e a un assetto molto basso con pochissimi trasferimenti di carico. Alla fine della fiera, la scelta di anteriore corretta qui ad Aragon era una media con pressione di gonfiaggio adeguata su ogni moto in modo da ottenere la migliore temperatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Discorso più delicato sulla posteriore, soprattutto perché la corrispondenza istante per istante tra carichi verticali e grip necessario non la si risolve con le pastiglie. Il transitorio posteriore è molto più complesso e i parametri su cui intervenire sono davvero tanti, ma su tutti ne emergono tre in particolare: il carico statico posteriore, i trasferimenti e quindi l’altezza della moto e infine la reazione del link posteriore. E qui ci tocca prendere il toro per le corna e spiegare per sommi capi a cosa si va incontro quando, nel tentativo di sfruttare in modo eccessivo i carichi di reazione, si esagera con le geometrie.</p>
<p style="text-align: justify;">Consideriamo due motociclette con differente distribuzione dei pesi e di conseguenza con diverso carico statico sulla ruota motrice, e solo per caso useremo la linea azzurra per quella con centraggio più avanzato e quella rossa per quella col centraggio arretrato: ciascuno si senta libero di usare l’arancione al posto del rosso, se lo ritiene.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70118" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/carico-verticale-1.jpg" alt="carico verticale 1" width="580" height="433" title="Debriefing Aragon: i carichi verticali e la scelta delle gomme 96" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/carico-verticale-1.jpg 580w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/carico-verticale-1-300x224.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/carico-verticale-1-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Escludendo le reazioni del link posteriore, per esempio nell’ipotesi di un telaio rigido come le Harley Hardtail, se immaginiamo di applicare progressivamente potenza a partire da un’andatura costante – per esempio uscendo da una curva lunga percorsa a velocità costante – avremo un carico sempre maggiore man mano che apriamo il gas e il trasferimento si somma al carico statico, ma balza all’occhio la differenza: il carico disponibile sulle moto col centraggio più avanzato è inferiore,  e questo impedisce rapidi incrementi di potenza in accelerazione. Un eccesso sulla manopola del gas comporta la perdita di aderenza in quanto la gomma posteriore non risulta sufficientemente schiacciata contro l’asfalto.</p>
<p style="text-align: justify;">In anni non troppo lontani molti cronisti evidentemente non troppo esperti di Fisica e di progettazione imputavano alla Ducati un supermotore leggendario e alla Yamaha una carenza di cavalli senza rendersi conto che in qualunque pista e da qualsiasi curva ogni moto può accelerare solo quanto le permette il suo grip; e se oggi in MotoGP ci pensano i sistemi elettronici, in altre categorie i piloti sono obbligati a parzializzare le farfalle dosando con cura il gas per impedire che la potenza del motore superi il grip disponibile. Ergo, qualunque motore è “troppo”, Yamaha compresa. La differenza la fa il grip, punto.</p>
<p style="text-align: justify;">Come risolvere il problema della Yamaha senza rinunciare ai vantaggi di percorrenza e di agilità tipici di un baricentro più alto e avanzato? Il sistema più semplice è utilizzare una mescola più soffice, capace di garantire lo stesso grip della concorrenza anche in presenza di un carico verticale inferiore, ed è esattamente quanto faceva sistematicamente Lorenzo quando correva per la casa giapponese.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri preferivano sollevare molto l’assetto della propria moto per accentuare i trasferimenti di carico, ottenendo come effetto collaterale un extracarico di reazione. In cosa consiste? Consiste in quello che semplicisticamente alcuni chiamano tiro catena ma che in realtà è un fenomeno molto più complesso e ben noto in Formula Uno: probabilmente in molti avranno sentito durante le prove libere qualche pilota o qualche direttore tecnico esprimersi più o meno con le parole “abbiamo problemi di trazione nelle curve lente e dobbiamo individuare l’assetto giusto per migliorare l’accelerazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle Formula Uno non esiste il carrello posteriore, non si possono arretrare o avanzare le ruote a piacimento, né si può cambiare l’altezza da terra senza compromettere l’intero progetto aerodinamico del sottoscocca. E gli alettoni nelle curve lente non servono a nulla. Dunque?</p>
<p style="text-align: justify;">Non resta che agire proprio sulla geometria della sospensione per ottenere quelle reazioni dinamiche che nelle due ruote sono associate alla catena ma che con la catena c’entrano solo in modo accidentale. Nel fenomeno infatti sono coinvolti tantissimi parametri, tra i quali:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">la posizione relativa tra asse posteriore, pivot e pignone secondario</li>
<li style="text-align: justify;">le masse sospese posteriori</li>
<li style="text-align: justify;">lo sbraccio della linea di forza del forcellone rispetto al baricentro</li>
<li style="text-align: justify;">l’accentramento delle masse</li>
<li style="text-align: justify;">la molla posteriore</li>
<li style="text-align: justify;">l’idraulica posteriore</li>
<li style="text-align: justify;">la posizione del forcellone istante per istante</li>
<li style="text-align: justify;">la lunghezza del forcellone</li>
<li style="text-align: justify;">la progressività dei leveraggi del link</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Senza entrare nel merito delle reciproche influenze tra i diversi parametri, sui quali non possiamo agire liberamente in quanto ognuno di essi influenza pesantemente anche altri aspetti fondamentali – basta pensare a molla e idraulica che se da un lato ci consentono di controllare l’assetto del link e dunque l’extracarico di reazione, dall’altra devono restare in grado di assorbire buche e avvallamenti senza perdere contatto col suolo – in prima approssimazione vale la regola che l’extracarico di reazione cresce man mano che solleviamo la moto sulle sospensioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo extracarico, contrariamente al carico statico o a quello di trasferimento, si genera appena diamo gas, prima ancora che la moto inizi ad accelerare, e dura pochi istanti nei quali, se i calcoli sono corretti, potremo accelerare tanto da incrementare i trasferimenti di carico innescando un processo iterativo che ci consente di conservare i benefici dei trasferimenti per tutta la durata dell’accelerazione. Ma a una condizione: non superare mai il grip disponibile, né durante i primi istanti né nella successiva accelerazione, pena la perdita totale dell’extracarico fin lì ottenuto. In questo caso l’andamento dei carichi posteriori corretti dalla reazione del link posteriore diventano pressappoco come la linea blu.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70119" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/carico-verticale-2.jpg" alt="carico verticale 2" width="580" height="433" title="Debriefing Aragon: i carichi verticali e la scelta delle gomme 97" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/carico-verticale-2.jpg 580w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/carico-verticale-2-300x224.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/carico-verticale-2-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo recuperato un bel po’, vero? Ma attenzione: nel momento in cui si perdesse aderenza (in un impeto di esuberanza del pilota o a causa di una regolazione troppo ottimistica dell’antispin)  ci ritroveremmo di colpo col solo grip del carico statico e con parecchi problemi, come vedremo in seguito.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il momento lasciamoci trascinare dall’entusiasmo e proviamo a insistere: col fondo adatto l’extracarico diventa così evidente che potremmo addirittura usare la gomma hard, con la carcassa ben schiacciata al suolo per pochi istanti e la sensazione di poter scaricare cavalli in quantità.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70120" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/carico-verticale-3.jpg" alt="carico verticale 3" width="580" height="433" title="Debriefing Aragon: i carichi verticali e la scelta delle gomme 98" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/carico-verticale-3.jpg 580w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/carico-verticale-3-300x224.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/carico-verticale-3-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Mai come in questo caso vale il principio che più in alto si sale e più l’eventuale caduta diventa rischiosa. Se noi isoliamo e ingrandiamo il solo contributo della reazione del link rispetto al tempo, i due grafici sarebbero più o meno così:</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-70144" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/10/carico-verticale-link.jpg" alt="carico verticale link" width="647" height="441" title="Debriefing Aragon: i carichi verticali e la scelta delle gomme 99" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/carico-verticale-link.jpg 647w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/10/carico-verticale-link-300x204.jpg 300w" sizes="(max-width: 647px) 100vw, 647px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nella ricerca dei carichi di reazione, ad un link più esasperato corrisponde un tempo utile sempre più ridotto, tanto da diventare comparabile coi tempi totali di reazione di molti antispin: e questo non soltanto determina una oggettiva difficoltà nella messa a punto dell’elettronica della moto ma compromette anche la reale efficacia dei controlli di trazione quando si va a cercare il limite.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel momento in cui noi superiamo il grip totale (carico statico + trasferimento + reazione) anche di poco, il trasferimento e il carico di reazione crollano a zero con una riduzione del grip tanto più brusca quanto più avremo sfruttato gli incrementi dinamici del carico. Se presi dall’entusiasmo avevamo progettato un link con elevati extracarichi ci ritroveremo una moto difficilmente controllabile, con la ruota posteriore che una volta persa l’aderenza non vuol più saperne di riprenderla: ormai il grip che ci resta è solo quello statico, e nel caso di centraggi avanzati è davvero basso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="_5yl5">Trascurando il fatto che il battistrada si rovinerà in pochi giri a forza di slittare sull’asfalto e l’accelerazione è destinata a peggiorare ulteriormente – come <a href="https://www.giornalemotori.com/2017/05/12/debriefing-jerez-gomme-poche-idee-ben-confuse/"><strong><span style="color: #000080;">per esempio è successo a Jerez e lo abbiamo spiegato QUI</span></strong></a> – un simile comportamento non consente al pilota di derapare in sicurezza o di accelerare con profitto fuori dalle curve, e questo problema si accentua in modo drammatico al peggiorare delle condizioni dell’asfalto, per esempio su piste scivolose o bagnate.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="_5yl5">In termini puramente matematici esistono parametri ben precisi che descrivono il limite di ogni link, e quando noi assumiamo che la perdita di aderenza sia brusca in realtà commettiamo una semplificazione che ci impedisce di trattare col necessario rigore il problema del calcolo. In natura le soluzioni di continuità sono solo apparenti e l’aderenza non fa eccezione, e questo ci permette di arrivare a determinare che nella funzione che descrive l’incremento di carico al crescere della potenza applicata lo studio della derivata seconda fornisce tutte le necessarie indicazioni affinchè in sede di progetto si resti entro valori accettabili, avvertiti dal pilota come “comportamento sufficientemente progressivo” nella perdita di trazione. Non è il caso di addentrarci in uno studio di questo tipo, ma sappiate che gli strumenti ci sono.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto il contrario naturalmente si verifica nelle moto driftarole, la cui sospensione posteriore si comporta in controreazione o, se preferite, in modo anticiclico rispetto alla potenza applicata. Gran parte del problema che oggi riscontriamo sulla Yamaha 2017 è dovuta proprio al comportamento ciclico del suo link che le rende difficile individuare la corretta mescola per ogni gara: se il link lavora nei suoi limiti, la moto pare utilizzare una mescola hard senza problemi, ma appena si lavora all’estremo del campo di esistenza indicato dalla derivata seconda i carichi si abbassano a tal punto che ci vorrebbe una soft. E basta un’elettronica un po’ troppo disinvolta per ritrovarsi in tali situazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo fa pensare che qui ad Aragon sulla Yamaha convenisse abbassare un po’ l’assetto rinunciando a un po’ di extracarico e compensando con una media per non ritrovarsi a fine gara nelle condizioni in cui il link rende la trazione troppo scorbutica e delicata.</p>
<p class="_d97" style="text-align: justify;"><span class="_5yl5">In casa Ducati ce l’avevano quasi fatta. Posto il fatto che pure lì la media con un assetto appena più alto sarebbe stata la scelta principe, la soft sulla moto di Lorenzo ha resistito quasi tutta la gara. Quasi. Ma siccome le gare si vincono sul traguardo, probabilmente una pressione maggiore avrebbe evitato alla mescola di degradare e di perdere trazione nei giri finali. Se le ondulazioni della pista avessero reso la moto troppo ballerina con due decimi in più sulla posteriore, allora si sarebbe dovuti passare alla media: e questo è stato il solo errore commesso durante le prove, non aver sondato strade diverse quando il termometro infrarossi segnava una condizione di carcassa molto vicina al limite superiore del range termico.</span></p>
<p class="_d97" style="text-align: justify;"><span class="_5yl5">Tutto questo, ovviamente, nell’ipotesi che i freni idraulici delle sospensioni fossero adeguatamente regolati, dato che nella progressione dei carichi verticali dinamici essi rivestono un’importanza fondamentale soprattutto nella prima parte delle fasi di transizione. D’altra parte non è così scontato: le sospensioni oltre a controllare l’assetto in transizione servono anche ad altro. Tipo assorbire le buche, per dire. Ma io sono ottimista per natura e son convinto che prima o dopo a qualcuno verrà in mente di separare le funzioni. Nel frattempo ci arrangeremo come possiamo e cercheremo di accordare le gomme sui carichi verticali della nostra moto. Armonizzare, diceva un certo Furusawa.</span></p>
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		<item>
		<title>Debriefing Silverstone: la giusta scelta di Vinales</title>
		<link>https://www.giornalemotori.com/2017/08/31/debriefing-silverstone-gomma-morbida-vinales/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=debriefing-silverstone-gomma-morbida-vinales</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2017 16:55:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Silverstone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho pochi dubbi su quale testa salterà dopo la gara di Silverstone: quella dell’operatore che in parco chiuso ha incautamente inquadrato un pezzo di battistrada facendomi esclamare “ecco la gomma di Vinales!”. E la successiva zoomata ad allargare ha confermato che si trattava proprio della moto numero 25. Da cosa si riconosceva in campo stretto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69397" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/08/2017-08-28_094312.jpg" alt="2017 08 28 094312" width="878" height="521" title="Debriefing Silverstone: la giusta scelta di Vinales 102" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/08/2017-08-28_094312.jpg 878w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/08/2017-08-28_094312-768x456.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/08/2017-08-28_094312-300x178.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/08/2017-08-28_094312-696x413.jpg 696w" sizes="(max-width: 878px) 100vw, 878px" />Ho pochi dubbi su quale testa salterà dopo la gara di <strong>Silverstone</strong>: quella dell’operatore che in parco chiuso ha incautamente inquadrato un pezzo di battistrada facendomi esclamare “ecco la gomma di Vinales!”. E la successiva zoomata ad allargare ha confermato che si trattava proprio della moto numero 25.</p>
<p style="text-align: justify;">Da cosa si riconosceva in campo stretto è presto detto: a parte i trucioli raccolti nel giro di rientro, il battistrada si presentava mosso, con creste ben formate, per nulla esasperate, nessun segno di deriva o di spinning. Perfette. Potevano fare altri dieci giri, anche quindici, senza nessun problema.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure a detta degli esperti i 35 gradi di asfalto erano il limite per passare dalla mescola media alla mescola hard, a riprova che l’ignoranza è una brutta cosa. Non so cosa abbia convinto Vinales a montare la mescola più morbida, sta di fatto che quella era la scelta giusta sulla M1, e alla vittoria ci è mancato davvero un soffio. Rossi dal canto suo sbaglia ancora una volta e monta una hard, ed è mia convinzione che il ragionamento sia stato sempre il medesimo: la media si stava rovinando troppo in fretta, quindi è meglio usare una gomma in cemento armato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se volete approfondire un pochino il discorso mescole potete leggere il debrief di <a href="https://www.giornalemotori.com/2017/06/20/michelin-barcellona-debriefing-analisi-tecnica/"><span style="color: #000080;"><strong>Barcellona 2017</strong></span></a>, <a href="https://www.giornalemotori.com/2017/05/12/debriefing-jerez-gomme-poche-idee-ben-confuse/"><span style="color: #000080;"><strong>Jerez 2017</strong></span></a> o addirittura <a href="https://www.giornalemotori.com/2016/04/28/debriefing-jerez-segreti-dello-spinning-posteriore/"><strong><span style="color: #000080;">Jerez 2016</span></strong></a> dove spiegammo il perché dello spinning al posteriore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questa è solo una mia ipotesi, e d’altra parte devo pur provare a spiegarmi quali criteri spingano un pilota ad una scelta sbagliata. Lo ripeto ancora una volta: un conto è il degrado termico e un altro è il degrado da spinning. Se ce ne fosse la necessità sarò lieto di prestare opportuna consulenza in merito e di dimostrare alcuni concetti di base anche grazie a specifiche attrezzature facilmente implementabili sulle moto dei tester per monitorare i flussi, basta che la si finisca con superstizioni senza alcun valore scientifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso discorso naturalmente vale per tutte le altre moto in pista: sulla Suzuki avrei utilizzato la soft, sulla Honda – giustamente – la hard. Stendiamo un velo pietoso su certi commenti in telecronaca dove la parola d’ordine del giorno era “non ha appoggio sul posteriore”, riferita a chiunque. Non aveva appoggio la Honda, alla faccia della sua trazione: e invece a gomma nuova ne aveva fin troppo e soffriva del solito problema di centraggio. A fine gara non ne aveva Vinales, e abbiam visto una gomma perfetta in parco chiuso. Non ne aveva Rossi, e questa è la sola cosa vera: ma d’altra parte con la gomma dura e un carico limitato mica possiam pretendere che non spinni.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69396" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/08/2017-08-28_094156.jpg" alt="2017 08 28 094156" width="1101" height="615" title="Debriefing Silverstone: la giusta scelta di Vinales 103" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/08/2017-08-28_094156.jpg 1101w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/08/2017-08-28_094156-1024x572.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/08/2017-08-28_094156-768x429.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/08/2017-08-28_094156-300x168.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/08/2017-08-28_094156-696x389.jpg 696w" sizes="(max-width: 1101px) 100vw, 1101px" />Non una parola invece su Dovizioso, davvero a corto di appoggio a causa, pure lui, di una scelta sbagliata. Ci voleva la media, la Ducati non è più quella di Stoner. E’ necessaria tutta l’abilità e la sagacia del forlivese per restare in testa, con velocità alla corda imbarazzanti e a rischio tamponamento, traiettorie spigolate e moto raddrizzata alla svelta come un 250 2T da cross su sterrato: l’importante è non perdere aderenza e riaccelerare solo a moto dritta.</p>
<p style="text-align: justify;">Iannone invece tenta di risolverla in modo diametralmente opposto: non potendo riaccelerare fuori dalle curve, per andare veloce decide di non rallentare negli ingressi. Se non perdo velocità alla corda, avrà pensato, non ho nemmeno bisogno di riaccelerare. Fa strike e finisce lì, ma ancora una volta tutto nasce da una scelta discutibile sulla gomma posteriore.</p>
<p style="text-align: justify;">Zarco inspiegabile: la Tech3 ha un minore extragrip rispetto alla M1 ufficiale, cosa che la rende più costante a patto di usare una gradazione più morbida al posteriore. Sceglie una hard e di conseguenza fa peggio della M1 pari equipaggiata. E se col senno del poi la soft era perfetta per Vinales, a più forte ragione la Tech3 avrebbe dovuto puntare su tale mescola.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine resta da parlare di Crutchlow che ritrova verve man mano che la hard si usura e perde un po’ di appoggio, permettendogli di curvare senza perdere l’avantreno. Prendano nota i commentatori. Che poi non si capisce in virtù di quale ragione pure Marquez stesse migliorando man mano che la sua gomma calava. Non aveva “poco appoggio a gomma nuova”? E da quando una gomma appoggia meglio quando è usurata? Son curioso…</p>
<p style="text-align: justify;">A margine: sì, è difficile vedere un motore Honda che cede, ma questo non significa un motore fragile. Sono assaai più propenso a credere, date le modalità della rottura, al cedimento di qualche particolare stupido e non dipendente da Honda, tipo una guarnizione di tenuta sul ritorno pneumatico delle valvole. Insomma, normali sfighe di produzioni esterne alla Honda. E per quanto conosco Honda, i motori rimasti sono ampiamente sufficienti a concludere la stagione senza alcun depotenziamento in quanto progettati per poter fare anche dieci gare ciascuno.</p>
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		<title>Debriefing Sachsenring: il grip e asfalto, una relazione delicata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jul 2017 12:31:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In passato il tracciato del Sachsenring è stato oggetto di pesanti critiche per via del fondo particolarmente scivoloso in caso di pioggia, e quest’anno si presentava asfaltato a nuovo. Ma il risultato non è cambiato, con Marquez imprendibile quasi per tutti. Si illudeva chi sperava in un grip elevato: il nuovo fondo, pur fornendo un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68660" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/2017-07-03_081503.jpg" alt="2017 07 03 081503" width="1094" height="662" title="Debriefing Sachsenring: il grip e asfalto, una relazione delicata 107" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-03_081503.jpg 1094w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-03_081503-1024x620.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-03_081503-768x465.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-03_081503-300x182.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-03_081503-696x421.jpg 696w" sizes="(max-width: 1094px) 100vw, 1094px" />In passato il tracciato del Sachsenring è stato oggetto di pesanti critiche per via del fondo particolarmente scivoloso in caso di pioggia, e quest’anno si presentava asfaltato a nuovo. Ma il risultato non è cambiato, con Marquez imprendibile quasi per tutti. Si illudeva chi sperava in un <strong>grip</strong> elevato: il nuovo fondo, pur fornendo un eccellente drenaggio e una ridottissima nebulizzazione dell’acqua, ottiene l’incremento del grip sotto la pioggia grazie alla granulometria di maggiori dimensioni e quindi a una marcata ruvidità superficiale. Questo significa un grip su asciutto inferiore, con tempi sul giro peggiori dello scorso anno, e una marcata tendenza a consumare le gomme. Consumo vero, stavolta, non degrado di vario genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Per capire la differenza occorre spendere due parole in più sul <strong>grip</strong>, ovvero quello che in fisica si chiama <strong>attrito statico</strong>, distinguendo tra superfici lisce e superfici scabrose: mentre tra quelle lisce la forza di attrito dipende dai materiali delle superfici stesse e dalla forza ortogonale al piano di contatto (quella che di solito chiamiamo “carico totale”, essendo la somma tra carico statico, carico di reazione e carico dinamico), la forza di attrito statico tra due superfici scabrose è molto variabile in dipendenza delle superfici che letteralmente si incastrano tra loro con le rispettive rugosità, un po’ come gli scarponi chiodati.</p>
<p style="text-align: justify;">Man mano che le superfici diventano più scabrose (si dice così, non c’è nulla di pornografico 😛 ) la coppia dei materiali a contatto diviene sempre meno importante rispetto alla rugosità, essendo profondamente differente la natura dell’attrito stesso. Cosa significa? Significa che su fondo ruvido o perfino irregolare (pensate al fuoristrada, con gomme tassellate) gli “incastri” valgono più delle mescole, alle quali viene solo richiesto di avere la coesione sufficiente a non spezzare i tasselli dopo due giri.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza addentrarci in questo specifico campo, su asfalto drenante (ovvero molto ruvido) abbiamo due opposte esigenze: la mescola soft diventa “plastica” e si adatta alle rugosità dell’asfalto, copiandole letteralmente, ma la sua coesione è più bassa e le creste che si formano vengono continuamente spezzate e portate via, mentre la mescola dura resiste molto meglio a questo lavoro di abrasione ma purtroppo non riesce a plasmarsi sulle rugosità dell’asfalto come fosse uno stampo di fonderia. Il risultato è un grip mediocre sull’asciutto a prescindere dalla mescola, con quella soft avvantaggiata finchè non si consuma.</p>
<p style="text-align: justify;">Capiamoci: la migliore prestazione in assoluto sul giro secco vede le gomme soft decisamente favorite, ma in gara occorre accortezza evitando di forzare per almeno metà dei giri, un po’ come quando si guida sulle uova. O sul bagnato.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla griglia Lorenzo e Abraham usano le soft dappertutto, Dovizioso solo dietro e Barbera solo davanti. Mentre sulla soft anteriore avevo qualche perplessità, vedendo Dovizioso così gommato mi aspettavo una tattica attendista in stile Barcellona con la quale dare filo da torcere a tutti nel finale della corsa. E invece è partito a fionda e a metà gara aveva le gomme consumate. Strano, non è da lui.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68662" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/2017-07-21_183227.jpg" alt="2017 07 21 183227" width="797" height="538" title="Debriefing Sachsenring: il grip e asfalto, una relazione delicata 108" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-21_183227.jpg 797w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-21_183227-768x518.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-21_183227-300x203.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-21_183227-696x470.jpg 696w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" />Petrucci merita un discorso a parte. Più ci penso e più mi convinco che ci sia stato un problema sulla slitta destra del carrello posteriore, con la ruota non allineata a dovere: ancora nel giro di allineamento, con gomma appena montata,  la moto pareva strana a detta del pilota. In gara era sempre al limite nelle curve verso sinistra, e alla fine il povero Petrucci ha confessato che non riusciva neppure a stare in equilibrio con la stessa naturalezza. La cosa più probabile è che la ruota tirasse verso sinistra, costringendo l’anteriore a una sterzata supplementare nella percorrenza delle curve su quel lato. Presumibilmente qualcosa è andato storto sul tendicatena lato destro al momento di reinserire il perno durante il cambio gomma poco prima della partenza. Non c’è da scandalizzarsene, può succedere. Basta aggiungere una riga nella checklist della procedura.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Yamaha ufficiali continuano a pagare il prezzo maggiore quando il grip non è elevato, a prescindere dal telaio utilizzato. C’è sicuramente da rivedere il link, decisamente troppo scorbutico, e di conseguenza andranno corretti anche i centraggi della moto versione 2017. Tutto questo però getta un’ombra sulle scelte invernali e sull’evoluzione della versione 2016 realizzata sulla base dei settaggi medi del pilota di riferimento dell’epoca: non era Vinales, che correva sulla Suzuki, e non era Lorenzo, il cui rapporto si sarebbe concluso a fine stagione. Vedete voi, ma qualcosa è andato storto e sarebbe meglio non nascondersi dietro un dito. A tutto ciò si aggiunge il nuovo asfalto del Sachsenring ed ecco che la prima Yamaha sul traguardo è quella di Folger, profondo conoscitore del tracciato e con assetto più alto rispetto a Zarco.</p>
<p style="text-align: justify;">Non stupitevi del fatto che parlo di conoscenza del tracciato, è una cosa normale quando vengono a mancare tutti i riferimenti e la “confidenza” diventa fondamentale. Mi spiego meglio: nel corso di tutta la propria carriera, poniamo lunga 20 anni come quella di Rossi, ogni pilota finisce per “correre” sulle piste straniere  per circa tre ore all’anno, 60 ore in tutta la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pilota di casa quelle 60 ore le ha fatte prima ancora di diventare professionista e sicuramente molto prima di diventare maggiorenne: di quel tracciato conosce tutto, ha assaggiato cento volte la ghiaia di ogni singola curva, ha sbagliato mille volte e ha anche imparato come riprendere la moto fuori dalle traiettorie ideali. Ciò che per gli altri è un errore, per lui è una semplice sbavatura che ha già vissuto tante volte, e ha la confidenza per mettere le ruote dove vuole.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa confidenza, in un 2017 dove le gomme non aiutano a trovare riferimenti certi, è di grande aiuto quando si va a forzare. E se guardiamo i risultati dell’anno in corso, scopriamo che il “fattore campo” si è dimostrato determinante in più di un’occasione. Lorenzo a Jerez, per dire. O Dovizioso al Mugello. Insomma, dato che con queste gomme si sbaglia parecchio, diventa fondamentale la capacità di rimediare in qualche modo a una frenata troppo lunga o a una traiettoria non perfetta; e la confidenza con un tracciato straconosciuto diventa un’arma formidabile quando si viaggia al limite.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68661" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/07/2017-07-21_183036.jpg" alt="2017 07 21 183036" width="770" height="414" title="Debriefing Sachsenring: il grip e asfalto, una relazione delicata 109" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-21_183036.jpg 770w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-21_183036-768x413.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-21_183036-300x161.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/07/2017-07-21_183036-696x374.jpg 696w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" />Chi invece pare fregarsene di tutto e di tutti è il solito Marquez. Vince ancora, grazie a una moto a cui manca tutto tranne che il carico statico posteriore. Nell’assetto non ha cercato percorrenza ma piuttosto gradualità nel drift, con la moto rasoterra e la coda che allargava sotto gas. Tutto perfetto: in quelle condizioni se anche la posteriore spinna un po’, non è un grave problema. Per rendere l’idea: in gara non si è visto, ma durante le prove ho contato chiaramente sette tacche di forcella fuori dalla piastra attraverso la telecamera puntata sul pilota. Un assetto decisamente estremo, mettiamola così.</p>
<p style="text-align: justify;">Male invece va a Pedrosa. Capiamoci, un podio è sempre un podio, ma quando si tratta di fare percorrenza la Honda non ci sente: tiene la moto un po’ più alta, ma questo asfalto mangia le gomme e con quel centraggio diventa necessario guidare sporco col retrotreno che fa un po’ quello che vuole. Alla Marquez, insomma. Ma lui non è Marquez ed è costretto a mollare: le lunghe curve della pista non permettono il classico stop&amp;go che avvantaggia le moto più cariche al retrotreno – come le vecchie Ducati o le nuove Honda – e annullano la maggiore trazione con percorrenze troppo rotonde per riuscire a spigolare. Bisogna curvare di gas, senza se e senza ma, e oggi lo sa fare solo il campione del mondo in carica.</p>
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		<title>MotoGP: il debriefing di Assen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 13:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
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		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assen è un circuito fatto per le percorrenze: ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le velocità, da quelle più lente a quelle velocissime, senza dimenticare i raccordi. Ha anche un buon grip quando è asciutta, il che non capita tanto spesso. In queste condizioni le Yamaha sono sicuramente favorite: è pur [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68334" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/2017-06-28_145224.jpg" alt="2017 06 28 145224" width="871" height="576" title="MotoGP: il debriefing di Assen 114" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_145224.jpg 871w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_145224-768x508.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_145224-300x198.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_145224-696x460.jpg 696w" sizes="(max-width: 871px) 100vw, 871px" />Assen è un circuito fatto per le percorrenze: ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le velocità, da quelle più lente a quelle velocissime, senza dimenticare i raccordi. Ha anche un buon grip quando è asciutta, il che non capita tanto spesso. In queste condizioni le Yamaha sono sicuramente favorite: è pur vero che le frenate impegnative sono a moto dritta, ma è anche vero che le Honda percorrono lente e qualcuno sfida il sottosterzo pur di guadagnare qualche Km/h alla corda. Le Ducati, d’altra parte, dimostrano notevole equilibrio ma rispetto alle 4 in linea pagano una certa pesantezza nei raccordi e richiedono maggiore “entusiasmo” sulla guida.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68337" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/2017-06-28_152113.jpg" alt="2017 06 28 152113" width="1134" height="726" title="MotoGP: il debriefing di Assen 115" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_152113.jpg 1134w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_152113-1024x656.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_152113-768x492.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_152113-300x192.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_152113-696x446.jpg 696w" sizes="(max-width: 1134px) 100vw, 1134px" />E a Petrucci l’entusiasmo non fa difetto: nell’incertezza del meteo la Ducati è la più equilibrata, all purpose. Davvero eccellente, mai fuori linea sull’asciutto quanto sul bagnato: ci vuole energia, inutile negarlo, ma sicuramente aveva ancora un po’ di margine e lo ha dimostrato nell’ultimo giro, riprendendo il distacco creato dal doppiaggio di Rins. Meritava di vincere, era il pacchetto più efficace.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo che Assen è Assen, e qui tutti devon fare i conti con l’oste: nella fattispecie, Rossi. Le due Yamaha ufficiali partono entrambe su gomma posteriore hard, assumendosi il rischio di una debacle in caso di pioggia.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68299" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/2017-06-25_135550.jpg" alt="2017 06 25 135550" width="935" height="506" title="MotoGP: il debriefing di Assen 116">Vinales non fa in tempo a verificarlo, Rossi invece sì e compie un mezzo miracolo. Trascurando il fatto che è mia convinzione che avrebbe mollato se la pioggia avesse insistito altri due giri, resta ammirevole la sua temerarietà: e mentre le Honda si avvantaggiano della riduzione del grip posteriore e quindi del sottosterzo, Rossi finge di non vedere le gocce sul casco e continua a spingere per tenere la sua posteriore calda come può: basta mezzo giro un po’ incerto e la gomma smette di lavorare senza possibilità di ripresa.</p>
<p style="text-align: justify;">La M1 non era la moto migliore qui in Olanda, ma dobbiamo ammettere che il suo pilota meritava la vittoria per la capacità di risolvere il congenito problema di trazione con scarso grip nel solo modo possibile: resistere e continuare a dare il gas sperando che la pioggia cessasse. La vera impresa è stata lì, a otto giri dal traguardo, non negli ultimi due giri.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi ha lasciato perplesso la strategia di Zarco con due soft. Due sono i casi: o piove, o non piove. Ma se non piove, il grip di Assen è comunque tanto buono da non consentire l’uso delle soft se non con assetti da qualifica, con moto abbassata e solo per pochi giri. E’ pur vero che sotto l’acqua una soft slick è sempre meglio che una hard slick: ma se in partenza non sta piovendo e il timore sta nella pioggia a metà gara, bè, è piuttosto evidente che le gomme soft a quel punto saranno già consumate e tu sarai l’unico a dover obbligatoriamente metter su le rain.</p>
<p style="text-align: justify;">E se per Lorenzo la pista olandese con due gocce d’acqua si trasforma in un incubo personale, è più difficile capire cosa sia successo a Pedrosa. Ok, le Honda percorrono male e occorre prendersi qualche rischio di troppo, ma onestamente mi aspettavo di meglio: e questo mi fa pensare che la moto sia più lontana dai concorrenti di quanto appaia dai risultati di Marquez e di Crutchlow.</p>
<p style="text-align: justify;">In fondo loro due avevano poco da perdere ed evidentemente hanno preso rischi fin troppo pesanti. Stavolta è andata bene, ma non si può pensare di competere per il titolo a suon di rischi. Giustamente Dovizioso, sicuramente più veloce di entrambi, ha deciso di seguire e di approfittare di eventuali errori: troppe volte è stato falciato dall’adrenalina altrui.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68333" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/2017-06-28_125036.jpg" alt="2017 06 28 125036" width="1009" height="624" title="MotoGP: il debriefing di Assen 117" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_125036.jpg 1009w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_125036-768x475.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_125036-300x186.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-28_125036-696x430.jpg 696w" sizes="(max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /></p>
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		<title>Debriefing Mugello: i segreti della vittoria di Dovizioso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jun 2017 17:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[analisi tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se diamo retta a tutti i piloti il Mugello è una pista che dà grande soddisfazione: si va forte, ci sono percorrenze, inversioni, salite, discese, e ha perfino un buon asfalto. Tutta adrenalina, non manca proprio nulla. Per i tecnici invece è una pista facile, senza particolari sfide: una frenatona a moto dritta per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67989" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/2017-06-05_130056.jpg" alt="michelin mugello" width="1014" height="642" title="Debriefing Mugello: i segreti della vittoria di Dovizioso 121" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-05_130056.jpg 1014w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-05_130056-768x486.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-05_130056-300x190.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-05_130056-696x441.jpg 696w" sizes="(max-width: 1014px) 100vw, 1014px" />Se diamo retta a tutti i piloti il <strong>Mugello</strong> è una pista che dà grande soddisfazione: si va forte, ci sono percorrenze, inversioni, salite, discese, e ha perfino un buon asfalto. Tutta adrenalina, non manca proprio nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i tecnici invece è una pista facile, senza particolari sfide: una frenatona a moto dritta per la San Donato, una meno esasperata ma sempre a moto dritta dopo le Biondetti, molte curve e controcurve con qualche raccordo. Questo significa che non ci saranno seri pericoli per le moto con centraggio arretrato (le frenate sono a moto dritta) che però sconteranno il problema delle percorrenze e dell’agilità.</p>
<p style="text-align: justify;">E anche i supermotori, apparentemente avvantaggiati in rettilineo, verranno bilanciati dalla differenza di percorrenza della Bucine. Il grip dell’asfalto assicura un’ottima trazione anche alle moto con la coda più leggera, ed ecco che globalmente possiamo definirla una pista “da Yamaha”. Ma stavolta vince una Ducati. Vediamo cosa è successo.</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo anzitutto della questione gomme, con alcuni piloti che trovavano la media asimmetrica con la fascia destra addirittura più dura della gomma hard simmetrica. Sinceramente ho molte difficoltà a crederlo e ritengo che siano semplicemente impressioni soggettive, magari indotte dalla superiore pressione di partenza sulla gomma media. Qualcuno però sceglie la hard, e il risultato parla chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Già da diverso tempo abbiamo scritto che il centraggio della nuova Ducati non è troppo lontano dalle 4 in linea e che la grossa differenza di oggi sta nel superiore accentramento delle masse della Yamaha, e questa gara lo conferma ancora una volta: la Ducati si è dimostrata ben bilanciata ma fisicamente impegnativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Pesante, direbbe il pilota, che è cosa diversa da una moto sbilanciata. Ma grazie alla profonda conoscenza delle traiettorie, <strong>Dovizioso</strong> riesce a faticare meno che altrove, fermo restando il superiore impegno fisico rispetto ai piloti Yamaha. Vittoria fortemente voluta e meritatissima non soltanto per lo storico impegno del forlivese ma soprattutto per la determinazione con la quale ha costretto la moto a stare sulle traiettorie volute.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67990" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/2017-06-07_192107.jpg" alt="petrucci mugello" width="800" height="501" title="Debriefing Mugello: i segreti della vittoria di Dovizioso 122" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-07_192107.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-07_192107-768x481.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-07_192107-300x188.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-07_192107-696x436.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />E’ solo questione di fatica, poi la moto ci sta senza troppi problemi: e questo ci dimostra ancora una volta che non si tratta di centraggio ma di accentramento, con la moto che non ha difficoltà nel seguire una curva ma piuttosto nelle fasi dove occorre cambiare angolo di piega. Ingresso, uscita e inversioni, insomma. Questione di layout, non di progetto ciclistico sbagliato.</p>
<p style="text-align: justify;">Lorenzo, pur sperimentando assetti più corretti, probabilmente non riesce a metterci la forza e la fluidità necessarie per convincere la sua moto che deve entrare nelle curve. Purtroppo è sparito quasi subito dalle telecamere e non posso essere più preciso, ma le sue dichiarazioni dopo la gara mi confortano nella mia impressione: un fiorettista non si trova a suo agio quando deve maneggiare di forza una mazza ferrata, non riesce a trovare la forza né la misura.</p>
<p style="text-align: justify;">In Yamaha invece scelgono le gomme dure: moto alta, grande agilità. Perfino troppa, al limite dell’instabilità. Più di una volta ho visto sia Rossi che Vinales alle prese con uno sterzo che sbacchettava e che scuoteva l’intera motocicletta. Una moto così suscettibile finisce per essere un limite quando poi ci metti troppo entusiasmo finendo per essere impreciso ed eccessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta comunque il fatto che la M1 ancora una volta facesse percorrenze incredibili, fino ad arrivare al sorpasso di Vinales su Petrucci in pieno rettilineo, alla faccia del supermotore. Impossibile tuttavia andare a riprendere Dovizioso, la moto iniziava a scomporsi e a sbacchettare visibilmente. Qualcosa di meglio invece me la aspettavo da Zarco, con assetto e gomme corretti, e questo mi fa pensare che il pilota francese dia il meglio di sé su piste più tortuose del tracciato toscano. Resta comunque splendido da vedere, con una naturalezza incredibile nell’appendersi alla sua moto.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67992" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/06/2017-06-07_203839.jpg" alt="2017 06 07 203839" width="787" height="352" title="Debriefing Mugello: i segreti della vittoria di Dovizioso 123" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-07_203839.jpg 787w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-07_203839-768x344.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-07_203839-300x134.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/06/2017-06-07_203839-696x311.jpg 696w" sizes="(max-width: 787px) 100vw, 787px" />Le Honda in queste condizioni potevano fare poco: non sono così restie ad entrare in curva ma non sono bilanciate e hanno la percorrenza peggiore di tutte, e a poco serve anche la guida di Pedrosa: Correntaio e Bucine sono lunghe e le devi fare in percorrenza, a nulla serve girare cuciti stretti e rialzare dopo pochi metri di curva, il Mugello non è una gimkana, né bastano le frenate a moto dritta per compensare un avantreno con poca direzionalità. Basta una forzatura nel fine piega e l’anteriore di Pedrosa cede di colpo, travolgendo anche la Honda privata di Crutchlow.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla Suzuki e sull’Aprilia non mi posso pronunciare, non sono riuscito a vederle: tutte le telecamere erano per quei quattro là davanti, e forse è giusto così.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MotoGP: il debriefing di Le Mans</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 May 2017 12:26:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
		<category><![CDATA[Le Mans]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Le Mans hanno rifatto l’asfalto, ed era ora, ma il risultato non cambia: con la pioggia vincono le moto con maggiore motricità, col sole vincono le moto più agili. E così, dopo i primi turni con Honda e Ducati all’assalto, si arriva alla gara su pista asciutta e gommata. Grip “davvero buono”, a sentire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67750" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/05/2017-05-22_105932.jpg" alt="2017 05 22 105932" width="1010" height="621" title="MotoGP: il debriefing di Le Mans 127" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-22_105932.jpg 1010w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-22_105932-768x472.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-22_105932-300x184.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-22_105932-696x428.jpg 696w" sizes="(max-width: 1010px) 100vw, 1010px" />A Le Mans hanno rifatto l’asfalto, ed era ora, ma il risultato non cambia: con la pioggia vincono le moto con maggiore motricità, col sole vincono le moto più agili. E così, dopo i primi turni con Honda e Ducati all’assalto, si arriva alla gara su pista asciutta e gommata. Grip “davvero buono”, a sentire i telecronisti: così buono che in tanti decidono per la gomma soft anche sulle Honda o sulle vecchie Ducati, e qualcosa vorrà dire.</p>
<p style="text-align: justify;">Col senno del poi la differenza non è stata troppo significativa, ma se chiedete a me, io al posto di diversi piloti avrei scelto le soft. Di sicuro al posto di Crutchlow non avrei usato una hard sull’anteriore, ma il discorso si farebbe lungo; e non è un caso se Pedrosa è arrivato sul podio mentre lui perdeva il confronto con un Dovizioso pur partito da una griglia meno favorevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Tante volte abbiamo parlato di come lavora una gomma o di come si comportino le moto al variare del loro centraggio, e Le Mans è una buona occasione per spiegare come mettere insieme alcuni elementi e cavarne fuori qualcosa di comprensibile. Per farlo ci sarà utile dare un’occhiata al tracciato e alle velocità in ogni punto. Grosso modo lo schema è questo:</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67751" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/05/2017-05-28_142146.jpg" alt="2017 05 28 142146" width="772" height="569" title="MotoGP: il debriefing di Le Mans 128" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-28_142146.jpg 772w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-28_142146-768x566.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-28_142146-300x221.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-28_142146-696x513.jpg 696w" sizes="(max-width: 772px) 100vw, 772px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Balza subito all’occhio che i due rettilinei principali vengono da una doppia curva da raccordare: anche se la 8 compare come curva unica, in realtà anche quella è simile alle curve 13-14. Questo significa che le moto capaci di raccordare le curve usciranno con maggiore velocità sui rettilinei nonostante le concorrenti possano scaricare maggiore potenza fin dall’inizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c’è di più: solo la curva 9 consente una staccata forte a moto dritta (notate in quanto spazio si passa dalla sesta marcia alla seconda) permettendo a Honda e Ducati di scaldare adeguatamente la gomma. Il rettilineo del traguardo al contrario impone un rallentamento per la curva 1 e poi senza strizzare il freno per la curva 2 alla quale si arriva con moto già piegata.</p>
<p style="text-align: justify;">Notate quanti metri passano dalla sesta marcia alla seconda e cercate di visualizzare la forza frenante e la conseguente deformazione della carcassa: la carcassa non scalda il dovuto e ci ritroviamo con un problema nell’inversione e nel successivo approccio in curva 3, specialmente sulle moto meno cariche sull’avantreno. Basta poco per esagerare e ritrovarsi a misurare il terreno con lo sterzo chiuso. Pedrosa non esagera e finisce terzo, Crutchlow con la hard non esagera ma cede il passo, Marquez esagera e cade.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67749" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/05/2017-05-22_095907.jpg" alt="2017 05 22 095907" width="800" height="342" title="MotoGP: il debriefing di Le Mans 129" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-22_095907.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-22_095907-768x328.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-22_095907-300x128.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/05/2017-05-22_095907-696x298.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Badate, non è infrequente vedere questo errore anche nei Team più prestigiosi. Il caso classico è un pilota che esce al primo turno con due medie e al rientro nota l’anteriore precocemente usurata con marcata deriva. Ecco, una seria analisi dinamica prevede che si ricerchi la causa della deriva e si ponga rimedio, riequilibrando i carichi e le forze orizzontali massime sulle due gomme. E invece ancora oggi sono in tanti a pensare che “davanti ci vuole la hard, la media si degrada troppo in fretta”. Sappiatelo, questa di norma è l’anticamera della caduta.</p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo al circuito. Le Yamaha in queste condizioni hanno pochi problemi: due gomme soft come Zarco oppure due medie se si guida aggressivi e con assetto alto come Rossi (per Vinales ci devo ancora pensare, tutto sommato è più scorrevole e meno aggressivo di Rossi).</p>
<p style="text-align: justify;">Sorprende che la Suzuki non fosse della partita: la regia non ha offerto immagini sufficienti per poterla valutare, ma la mia personalissima idea è che abbiano un po’ smarrito la strada quando la pista è tornata asciutta e occorreva stravolgere il setting precedente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ducati poteva fare meglio di Honda? A mio avviso sì, ma non mi sento di crocifiggere i piloti. Piuttosto credo che col Circo delle Gomme di questi anni sia difficile per la squadra capire quale direzione prendere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mancano punti di riferimento certi, sulla base dei quali verificare le variazioni: e in questi casi il metodo empirico, basato sui risultati e sulle sensazioni, mostra tutti i suoi limiti rispetto alle analisi dinamiche. I piloti probabilmente sono gravati di responsabilità che forse spettano ad altri, a dirla tutta.</p>
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		<title>Debriefing di Austin &#8211; Gomme? Istruzioni per il consumo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 May 2017 06:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci risiamo. La pista di Austin in passato è stata oggetto di una precisa disamina che evidenziava come le veloci esse da fare in accelerazione imponessero alla ruota anteriore un aggravio delle condizioni e un precoce deterioramento salvo che non si prendessero opportuni provvedimenti. Vale davvero la pena rileggere nel dettaglio il debriefing di qualche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67212" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/04/2017-04-24_172357.jpg" alt="2017 04 24 172357" width="877" height="523" title="Debriefing di Austin - Gomme? Istruzioni per il consumo 132" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-24_172357.jpg 877w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-24_172357-768x458.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-24_172357-300x179.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-24_172357-696x415.jpg 696w" sizes="(max-width: 877px) 100vw, 877px" />Ci risiamo. La pista di Austin in passato è stata oggetto di una precisa disamina che evidenziava come le veloci esse da fare in accelerazione imponessero alla ruota anteriore un aggravio delle condizioni e un precoce deterioramento salvo che non si prendessero opportuni provvedimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Vale davvero la pena rileggere nel dettaglio il <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/04/16/debriefing-austin-texas/"><span style="color: #000080;"><strong>debriefing di qualche anno fa</strong></span></a>, la pista non è cambiata. E puntualmente qualcuno commette sempre lo stesso errore, soprattutto quei piloti che dovevano ancora sbatterci il naso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha vinto la Honda, come da previsioni. Ma attenzione, non una Honda qualsiasi: quella di Marquez. Il quale, più per questioni di stile personale che di ragionamento a tavolino, tiene il suo mezzo basso. Cosa significa? Presto detto: minori trasferimenti di carico e minore alleggerimento dei carichi verticali sull’anteriore dentro le esse, minore deriva e nessun degrado.</p>
<p style="text-align: justify;">Credetemi, è più questione di setting che di gomma. D’altra parte con un grip non elevatissimo la Honda di oggi non ha bisogno di aumentare il carico sulla sua posteriore per scaricare i cavalli, se la cava benissimo anche col solo carico statico. Paga pegno nella maneggevolezza, occorre sbattersi parecchio sapendo che la moto non può invertire piega in pochi metri e dunque potrebbe essere facilmente bucata in ingresso oppure dentro le esse. Non resta che una strategia: moto bassa, subito in testa e fuga per distanziare gli avversari ed evitare il corpo a corpo. Missione compiuta, Marquez vince.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui a dire che la Honda è migliorata ce ne passa, sia ben chiaro. Semplicemente è la più performante in queste condizioni a prezzo di un impegno elevato, un po’ come le vecchie Ducati su piste simili. A riprova di tutto questo, il buon Pedrosa solleva la sua moto per avere maggior facilità di inversione ed effettivamente nei primi giri va alla grande: i tempi vengon fuori facilmente, e anche la posizione in griglia riflette la capacità di fare giri secchi molto veloci. Sulla distanza la faccenda cambia, e poco importa se avesse scelto una mescola più dura: il minore grip e la maggiore deriva avrebbero vanificato la maggiore resistenza all’abrasione della mescola. La hard non ti salva, non è la soluzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67215" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/04/2017-05-01_000038.jpg" alt="2017 05 01 000038" width="800" height="415" title="Debriefing di Austin - Gomme? Istruzioni per il consumo 133" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-05-01_000038.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-05-01_000038-768x398.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-05-01_000038-300x156.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-05-01_000038-696x361.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Ed eccoci arrivati al novello ma non nuovo leader della classifica iridata: appena la mattina della gara era tutto un mugugnare di tifosi pro o contro che, delusi o sghignazzanti dipende dalla loro personale posizione, blateravano che Rossi doveva migliorare nelle qualifiche, che non era capace di girare coi migliori, etc etc. E invece Rossi aveva ben presente proprio quanto avvenne due anni fa e lavorava sull’intera gara.</p>
<p style="text-align: justify;">I fatti parlano da soli: gomma media, minori trasferimenti del solito, moto meno agile, un mazzo tanto. Ma a fine gara eccolo lì. Avrebbe raggiunto Marquez? Non scherziamo, la Honda qui può esprimere prestazioni in assoluto superiori con la guida e il setting corretti. Però è indubbiamente divertente vedere il nonno che bastona i nipotini con la forza dell’esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Vinales? Manca la prova dei fatti, ma sono ragionevolmente convinto che avrebbe fatto la fine di Pedrosa a fine gara. Moto agile, tempi da paura, tutto bello. Ponzi-ponzi-po-po-po, ti piace vincere facile? Anche Rossi poteva settare la moto per i giri secchi, ma ha fatto altre scelte. A costo di guidare un furgone nei primi giri.</p>
<p style="text-align: justify;">Iannone monta la hard al retrotreno su una 4 in linea e sbaglia tutto: se la tiene bassa evita il degrado anteriore ma gli manca trazione, se la tiene alta pagherà l’usura sull’anteriore. Non c’è scampo, in ogni caso non potrà aprire il gas in uscita di curva. Come risultato abbiamo che il famoso motore Suzuki, a torto osannato da tanti cronisti – anche inglesi – come molto veloce si rivela per quello che è: un motore normale che appariva performante grazie all’elevata velocità delle percorrenze, cosa già segnalata da noialtri bastiancontrari e rilevata anche dai nostri più attenti lettori. Bravi, me ne compiaccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed eccoci al tasto dolente, la Ducati. Conto fino a dieci e mi calmo, ok? La tocco piano.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando in Ducati è arrivato Gigi Dall’Igna siamo stati i primi ad apprezzare la riorganizzazione del Team, allo sbando ormai da qualche anno. Sono emersi pregi e difetti delle versioni essenzialmente derivate dalla matita di Filippo Preziosi, poi ci si è messi al lavoro sul centraggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Pian piano la moto ha migliorato nella facilità di guida perdendo vieppiù il carattere da dragster sul quale si basava l’antico progetto volto a sfruttare un motore per molti versi straordinario. Si è arrivati a un centraggio più convenzionale, simile per molti aspetti alle Aprilia o alle 4 in linea. Perdendo però nelle ultime versioni la proverbiale motricità Ducati senza peraltro ulteriori guadagni in termini di agilità.</p>
<p style="text-align: justify;">La moto continua a pesare molto nella guida, non cambia piega facilmente. Il problema lo abbiamo sviscerato da anni, si tratta del layout dell’intera moto. Ma siccome è complicato che questo entri nella testa di molti, anche e soprattutto piloti, ecco che si torna a parlare di telai da provare. Come ai bei tempi dei moncherini in carbonio o dei forcelloni in alluminio (anche se il correttore continua a suggerirmi “porcelloni”, NdA). La ragione di tutto questo la sappiamo: <strong>si continua a credere che in piega le sospensioni non lavorino</strong>, dimostrando di non aver capito una mazza sul funzionamento della ruota e figuriamoci dell’intera moto.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente l’intera faccenda sarebbe dimostrabile matematicamente, con un bel modello fisico-dinamico sufficientemente completo e un sistema di equazioni differenziali che calcolino le forze agenti sulle masse scomposte dell’intera motocicletta. Ma per farlo occorrerebbe capire come si comporta dinamicamente una moto, da qui non se ne esce. Dopo si penserà a studiare il nuovo telaio, conoscendo in anticipo quali sono le reali esigenze su basi fisiche, non secondo impressioni o opinioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come nota a margine: sulla pista di Austin, date le caratteristiche del tracciato e il problema dei carichi, le alette sarebbero servite eccome: sarebbe stato possibile tenere la moto appena più alta migliorandone agilità e motricità senza per questo avere troppa deriva attorno ai 150/200 orari grazie all’extracarico aerodinamico che avrebbe compensato l’alleggerimento di terza marcia.</p>
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		<title>Debriefing Argentina: l&#8217;analisi di un GP davvero curioso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 14:40:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gran Premio di Argentina davvero curioso, in questa stagione. Grazie al contributo di un gommista che fa la sua sperimentazione in gara a spese e danno dei piloti, i risultati sul traguardo lasciano davvero perplessi. A spiccare sopra tutti troviamo le due Yamaha, e su una pista con buona aderenza ci sta tutto. Quello che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66928" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/04/2017-04-10_082219.jpg" alt="2017 04 10 082219" width="1013" height="619" title="Debriefing Argentina: l&#039;analisi di un GP davvero curioso 136" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-10_082219.jpg 1013w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-10_082219-768x469.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-10_082219-300x183.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-10_082219-696x425.jpg 696w" sizes="(max-width: 1013px) 100vw, 1013px" />Gran Premio di Argentina davvero curioso, in questa stagione. Grazie al contributo di un gommista che fa la sua sperimentazione in gara a spese e danno dei piloti, i risultati sul traguardo lasciano davvero perplessi.</p>
<p style="text-align: justify;">A spiccare sopra tutti troviamo le due Yamaha, e su una pista con buona aderenza ci sta tutto. Quello che non riesce a starci è che proprio le due M1 scelgano gomme medie nonostante il loro centraggio e il tipo di guida. Credo di aver visto poche volte un’anteriore media sulla moto di Rossi mentre tanti altri sceglievano la hard, e la cosa pare quantomeno singolare.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità è che nonostante tutte le nostre ricerche ancora non ho capito chi montava cosa, e personalmente trovo poco plausibile che durante le prove i piloti e i team abbiano perso tempo nei test di una gomma che in gara non avrebbero avuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la sola eccezione di Lorenzo, al quale gioverebbe qualche sessione con un buon analista della dinamica, tutti quelli caduti avevano una hard anteriore e hanno perso proprio l’anteriore, e il sospetto che qualche media avesse una carcassa differente ha qualche fondamento tecnico.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente mi è toccato sorbirmi le solite scempiaggini sui telai flessibili negli avvallamenti di Rio Hondo, ma ormai ci sono abituato. Rilevo ancora una volta che non basta essere piloti per comprendere la fisica o la geometria, e trovo indecente sentir analizzare un’intera moto da gente che ancora non ha capito cosa è dal punto di vista geometrico una ruota. Ma siccome un bel tacer non fu mai scritto…</p>
<p style="text-align: justify;">Pedrosa e Marquez in Argentina sono accomunati dall’aver fatto il medesimo errore di aggressività sui dischi quando le condizioni della mescola non la tollerava. Succede. Crutchlow e Bautista invece interpretano la pista secondo le possibilità dei loro mezzi: non tentano di fare percorrenza e non sbagliano, attaccano i dischi a moto dritta e non si azzardano in frenate dentro la curva.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66929" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/04/2017-04-19_163407.jpg" alt="2017 04 19 163407" width="1013" height="313" title="Debriefing Argentina: l&#039;analisi di un GP davvero curioso 137" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-19_163407.jpg 1013w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-19_163407-768x237.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-19_163407-300x93.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-19_163407-696x215.jpg 696w" sizes="(max-width: 1013px) 100vw, 1013px" />Soprattutto Crutchlow ha dimostrato davvero ottime capacità di staccatore, in diversi punti la sua moto si accucciava dopo quella di chi gli stava a ruota. Per parte sua la Honda va guidata proprio in quel modo, curando molto il sostegno idraulico in fase di staccata per mandare in temperatura la carcassa anteriore per quanto possibile: superbo lavoro di Lucio Cecchinello, né scopriamo oggi le grandi capacità di un team che per anni ha sviluppato in perfetta autonomia le sospensioni Showa con risultati spesso superiori alle più blasonate sospensioni svedesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutto il resto, una brutta gara dove tanti piloti guidavano ancora una volta sulle uova, col timore che da una curva all’altra le umorali gomme francesi decidessero di giocare brutti scherzi. Come costruttore di moto sarei davvero umiliato di vedere tutto il lavoro dei mesi invernali vanificato da coperture così poco interpretabili, come pilota sarei frustrato di non poter ricercare il limite senza dover scommettere in quale curva la gomma deciderà di testa sua. Se queste sono le premesse, il mondiale somiglierà a una roulette russa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Debriefing &#8211; Losail 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 13:51:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Eccoci al primo debriefing stagionale sulla pista di Losail, in Qatar. Tracciato impegnativo non solo per le condizioni del fondo, di per sé sicuramente con ottimo grip ma troppo spesso rovinato dallo sporco e dalla pioggia, ma soprattutto per la sua configurazione. E’ pur vero che le velocità sono elevate e i migliori motori in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com/2017/04/03/debriefing-losail-2017/">Debriefing &#8211; Losail 2017</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giornalemotori.com">Giornalemotori</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66618" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/04/2017-03-27_103711.jpg" alt="michelin qatar" width="1014" height="625" title="Debriefing - Losail 2017 139" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-03-27_103711.jpg 1014w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-03-27_103711-768x473.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-03-27_103711-300x185.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/2017-03-27_103711-696x429.jpg 696w" sizes="(max-width: 1014px) 100vw, 1014px" />Eccoci al primo <strong>debriefing</strong> stagionale sulla pista di Losail, in <strong>Qatar</strong>. Tracciato impegnativo non solo per le condizioni del fondo, di per sé sicuramente con ottimo grip ma troppo spesso rovinato dallo sporco e dalla pioggia, ma soprattutto per la sua configurazione. E’ pur vero che le velocità sono elevate e i migliori motori in passato hanno fatto la differenza, ma dobbiamo aggiungere che di solito proprio quei motori obbligano a mezzi con un layout molto fisico, e la faccenda mal si addice alle inversioni di piega nei raccordi tra due controcurve successive. In sostanza, il grande problema è come uscire forte dalle esse per avere velocità nel successivo rettilineo.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dalla Honda. Non ho visto la gomma posteriore di Marquez e quindi prendo per buone le dichiarazioni del pilota: “gomma distrutta, avrei dovuto usare la hard”. A mio modesto avviso i conti non tornano. Se realmente la hard era indispensabile, significa che siamo tornati a un setting pasticciato, buono al più per fare il giro secco a pista libera e con qualche santo ad aiutare. La buttiamo giù piatta? Hanno sbagliato tutto e si ritrovano sostanzialmente il guaio dello scorso anno: la Honda non gira nelle curve, inutile pretendere di recuperare in accelerazione. E non parlo solo del campione del mondo ma anche delle difficoltà di un Pedrosa che nelle esse non deve prendere lezioni da nessuno.</p>
<p><figure id="attachment_66615" aria-describedby="caption-attachment-66615" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66615" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/04/motogp-qatar-gp-2017-dani-pedrosa-repsol-honda-team.jpg" alt="motogp qatar gp 2017 dani pedrosa repsol honda team" width="800" height="415" title="Debriefing - Losail 2017 140" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/motogp-qatar-gp-2017-dani-pedrosa-repsol-honda-team.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/motogp-qatar-gp-2017-dani-pedrosa-repsol-honda-team-768x398.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/motogp-qatar-gp-2017-dani-pedrosa-repsol-honda-team-300x156.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/motogp-qatar-gp-2017-dani-pedrosa-repsol-honda-team-696x361.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-66615" class="wp-caption-text">Pedrosa si sporge per accelerare mentre Espargaro dietro di lui resta più composto e riesce a curvare nonostante l&#8217;anteriore sfiori il terreno</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">D’altra parte la battaglia con la giovanissima Aprilia ha offerto un’ottima prova di quale distanza passi tra una ciclistica equilibrata e una un po’ troppo condizionata dalla disposizione meccanica: tra tutte le V4, quella veneta è la moto geometricamente più vicina ai 4 in linea e può contare su ampi magrini di settaggio in qualsiasi direzione. La strada non sarà facile ma in termini di progetto io sono ottimista, l’Aprilia è nata bene ed è sana e sincera; curva molto bene, tiene con facilità la traiettoria impostata e cambia piega con naturalezza.</p>
<p style="text-align: justify;">La Yamaha su questa pista si rigira come un topo nel formaggio. Non è sostanzialmente cambiata dallo scorso anno, e d’altra parte solo un pazzo lo avrebbe fatto: il link posteriore è un piccolo capolavoro e si giova dello step evolutivo compiuto lo scorso anno. Maneggevolezza e motricità sono da manuale, e la prestazione della versione Tech3 &#8211; fondamentalmente la versione 2016 – nelle mani di Zarco dimostra bene la perfezione raggiunta. La gomma media al posteriore scarica la potenza senza problemi, e la sua non elevatissima velocità di punta chiarisce quanto riesca a guadagnare sulle concorrenti in fase di percorrenza, a maggior ragione quando si tratta di curve da raccordare.</p>
<p style="text-align: justify;">Curve che invece restano il punto dolente della Ducati, costretta a scegliere se chiudere la porta in ingresso sulla prima curva e farsi bucare sulla seconda oppure farsi bucare direttamente sulla prima e cercare di uscire forte dalla seconda per riprendersi il maltolto sul rettilineo successivo senza dover ripartire da fermi. Il solito Dovizioso lotta come un leone per tappare in ingresso ma finisce per curvare larghissimo quando si tratta di invertire piega, e nonostante tutto riesce in diverse occasioni a mettere il naso davanti a tutti.</p>
<p><figure id="attachment_66621" aria-describedby="caption-attachment-66621" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66621" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/04/Dovi1.jpg" alt="Dovi1" width="800" height="266" title="Debriefing - Losail 2017 141" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/Dovi1.jpg 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/Dovi1-768x255.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/Dovi1-300x100.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/Dovi1-696x231.jpg 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-66621" class="wp-caption-text">Dovizioso stacca forte e si infila stretto ma dovrà rallentare per invertire la piega. Vinales lo sa e si prepara a bucarlo all&#8217;interno in uscita, prima della curva successiva.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle traiettorie dall’alto il problema era evidentissimo, con la Ducati costretta a rallentare davvero troppo per poter invertire la piega, e chi ci segue da più tempo sa già a cosa è dovuto: la moto è ancora bassa, il suo baricentro segue più le ruote che il pilota e si avverte la mancanza di un adeguato braccio di leva in relazione al rollio.</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente sollevare la moto la rende troppo selvaggia – e qui devo dire che un pilota selvaggio come Iannone riusciva a domarla meglio – ma non credo che se ne possa fare a meno. Piuttosto, sarà necessario nei prossimi test un lavoro “bizzarro”: alzare la moto di default e poi cercare i settaggi corretti per farla funzionare in quelle condizioni, senza necessariamente andare alla ricerca del tempo facile su pista libera. In gara di solito ci sono gli avversari che tentano di bucarti da tutte le parti, non è saggio lavorare solo sul cronometro a pista libera.</p>
<p><figure id="attachment_66623" aria-describedby="caption-attachment-66623" style="width: 738px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66623" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/04/rossi_getty.jpg" alt="rossi getty" width="738" height="462" title="Debriefing - Losail 2017 142" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/rossi_getty.jpg 738w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/rossi_getty-300x188.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/rossi_getty-696x436.jpg 696w" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" /><figcaption id="caption-attachment-66623" class="wp-caption-text">In gara la battaglia è contro gli avversari, non contro il cronometro.</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Lo sa bene Rossi, per dire. Il suo podio è frutto di grandissima esperienza, e occorre dire che lui è molto attento nel “mettere la moto” in quelle condizioni senza ricercare a tutti i costi il tempo da urlo in qualifica. Terribilmente cinico ed efficace, nulla da dire.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso discorso va fatto per la Suzuki, gemella separata alla nascita dalla Yamaha. Stessa maneggevolezza e ciclistica forse anche più agile, tanto che sui rettilinei pare perfino veloce. In realtà esce forte dalle curve, e riacchiapparla in seguito non è affatto semplice per nessuno. Andava forte, e non è una novità. Poi Iannone è caduto, e neppure questa è una novità. Stava spremendo tutto, è fatto così.</p>
<p style="text-align: justify;">Che poi, vorrei capire perché quando casca Chaz Davies è sempre per “eccesso di generosità” mentre Iannone è “il solito pirla”. Vero, in vita sua ne ha combinate tante, e qualcuna perfino ai suoi compagni di squadra. Però se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: come porta la moto lui, con quell’aggressività, son davvero in pochi. E, tecnicamente parlando, la Suzuki pare davvero pesare qualche decina di chili in meno di tutte le altre. Vedremo nelle piste europee.</p>
<p><figure id="attachment_66619" aria-describedby="caption-attachment-66619" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66619" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/04/lorenzo-qatar.png" alt="lorenzo qatar" width="460" height="307" title="Debriefing - Losail 2017 143" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/lorenzo-qatar.png 460w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/04/lorenzo-qatar-300x200.png 300w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /><figcaption id="caption-attachment-66619" class="wp-caption-text">Lorenzo in combattimento contro il sottosterzo</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Buon ultimo nell’analisi, e a momenti pure in pista, troviamo Lorenzo. Il quale, per non saper quali pesci pigliare, si tiene sul suo: abbassa la moto. Sarei tentato di chiuderla qui. E invece voglio aggiungere una considerazione a metà tra un auspicio e una minaccia al team rossovestito: non vi salti in mente di chiudere l’incidenza per cercare maneggevolezza, lavorate sulle quote e sul link per farla andare con assetto alto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quali saranno le novità aerodinamiche in Ducati?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 10:40:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Aerodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi test si stanno vedendo i primi approcci aerodinamici da quando è entrato in vigore il divieto delle &#8220;winglets&#8221;, le alette deportanti che si vedevano sul muso e sulle carene delle moto 2016. A Sepang la Yamaha ha svelato la sua doppia carena che dovrebbe portare flussi d&#8217;aria puliti sui fianchi e generare una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questi test si stanno vedendo i primi approcci aerodinamici da quando è entrato in vigore il divieto delle &#8220;winglets&#8221;, le alette deportanti che si vedevano sul muso e sulle carene delle moto 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">A Sepang la Yamaha ha svelato la sua doppia carena che dovrebbe portare flussi d&#8217;aria puliti sui fianchi e generare una deportanza che però è tutta da verificare.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65602" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/02/doppia-carena-yamaha.jpg" alt="doppia carena yamaha" width="655" height="436" title="Quali saranno le novità aerodinamiche in Ducati? 150" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/doppia-carena-yamaha.jpg 655w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/doppia-carena-yamaha-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" />Attualmente quella soluzione sembra quasi più utile a pulire i flussi turbolenti che arrivano al muso della moto per poi farli uscire in maniera ordinata. Questa soluzione potrebbe generare un discreto effetto deportante ma soprattutto il flusso più pulito permette alla moto di &#8220;scorrere&#8221; meglio all&#8217;interno del fluido che in questo caso è l&#8217;aria.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65601" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/02/doppia-carena-m1.jpg" alt="doppia carena m1" width="1000" height="800" title="Quali saranno le novità aerodinamiche in Ducati? 151" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/doppia-carena-m1.jpg 1000w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/doppia-carena-m1-768x614.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/doppia-carena-m1-300x240.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/doppia-carena-m1-696x557.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" />Pur rimanendo la sezione frontale un ostacolo di fronte al muro d&#8217;aria, il flusso pulito sui fianchi della moto diminuisce le turbolenze migliorando lo scorrimento nel fluido. Potrebbe dare anche una mano al raffreddamento del motore. Questa soluzione di pulizia dei flussi sui fianchi è utilizzata moltissimo nelle auto del Campionato WEC di Endurance.</p>
<p style="text-align: justify;">La Suzuki ha presentato a Phillip Island una soluzione che non fa altro che rivestire le vecchie ali. Sarà la Race Direction a dare o meno il via libera su questa soluzione, ma in pratica hanno ridotto la lunghezza delle ali mettendole intorno un rivestimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65588" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/02/2017-02-16_100242.jpg" alt="2017 02 16 100242" width="1158" height="760" title="Quali saranno le novità aerodinamiche in Ducati? 152" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_100242.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_100242-1024x672.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_100242-768x504.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_100242-300x197.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_100242-696x457.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_100242-741x486.jpg 741w" sizes="(max-width: 1158px) 100vw, 1158px" />L&#8217;effetto sarà esattamente quello delle winglets classiche, ne più ne meno, ma la soluzione adottata sempra un pochino frettolosa. Basta guardare la rivettatura che fissa le protezione delle ali.</p>
<p style="text-align: justify;">Aprilia invece sembra aver lavorato a fondo in galleria del vento. Il muso della RS-GP sembra simile a quello della RSV4 SBK, con dei grandi canali aperti che fanno passare il flusso d&#8217;aria generando deportanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65591" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/02/2017-02-16_100730.jpg" alt="2017 02 16 100730" width="750" height="339" title="Quali saranno le novità aerodinamiche in Ducati? 153" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_100730.jpg 750w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_100730-300x136.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_100730-696x315.jpg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />Il carico parte direttamente dal muso, il flusso d&#8217;aria dovrebbe saltare il pilota avvolgendolo con un flusso &#8220;a goccia&#8221;. Si tratta sicuramente di un primo approccio ancora incompleto perché mancherebbe il raccordo dei flussi d&#8217;aria dal muso alla coda, cosa che renderebbe la moto decisamente efficace in rettilineo.</p>
<p style="text-align: justify;">Veniamo ora alla Ducati e alle sue &#8220;non soluzioni&#8221; che non si sono viste, ma qualcosa bolle in pentola di sicuro. Abbiamo osservato nelle immagini ad alta risoluzione delle finestre che al momento sono chiuse.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65599" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/02/2017-02-16_101159.jpg" alt="2017 02 16 101159" width="1082" height="742" title="Quali saranno le novità aerodinamiche in Ducati? 154" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_101159.jpg 1082w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_101159-1024x702.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_101159-768x527.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_101159-300x206.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_101159-696x477.jpg 696w" sizes="(max-width: 1082px) 100vw, 1082px" />Si vedono nella moto con carene in carbonio di Petrucci, e poi ancora meglio nell&#8217;ingrandimento della moto di Jorge Lorenzo. Ai lati della presa dell&#8217;airbox ci sono i due tappi (si vedono le viti che li tengono chiusi) che potrebbero far pensare a  soluzioni più o meno complesse.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65600" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/02/2017-02-16_111447.jpg" alt="2017 02 16 111447" width="822" height="572" title="Quali saranno le novità aerodinamiche in Ducati? 155" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_111447.jpg 822w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_111447-768x534.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_111447-300x209.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/02/2017-02-16_111447-696x484.jpg 696w" sizes="(max-width: 822px) 100vw, 822px" />Ducati potrebbe aver seguito l&#8217;esempio della Suzuki, con una protezione esterna che contiene delle ali, ma sembra fin troppo banale e il posizionamento delle ipotetiche bocchette non sembra far pensare a questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Più plausibile un sistema simile a quello Aprilia, con i flussi del muso che vengono coinvogliati non esattamente come nella RS-GP ma all&#8217;interno della carena magari con all&#8217;interno delle piccole alette deportanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse, stiamo solo ipotizzando, a Borgo Panigale potrebbero aver pensato ad un &#8220;tunnel d&#8217;aria&#8221; per generare una sorta di effetto suolo all&#8217;interno delle carene sfruttando il percorso dell&#8217;aria dal muso alla coda.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è chiaro che percorso possano seguire i flussi che investono il muso, ma è lecito pensare ad un percorso completo che attraversi l&#8217;intera carena per arrivare addirittura fino al codone.</p>
<p style="text-align: justify;">Non resta che stare a vedere, noi intanto indaghiamo e a breve vi mostreremo una soluzione studiata la bellezza di 30 anni fa sfruttando l&#8217;effetto Coanda.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Danny Garbin</strong></p>
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		<title>Svelata la doppia carena Yamaha che &#8220;nasconde&#8221; le ali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 09:26:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Doppia carena Yamaha: L&#8217;aerodinamica in MotoGP è stata oggetto di accese discussioni nel corso della stagione scorsa arrivando alla fine a decidere di vietare le cosidette &#8220;winglets&#8221; sporgenti ai fini della sicurezza. Molti sono stati i &#8220;mugugni&#8221; per questo divieto che, a dire di ingengeri e piloti, rendeva le moto molto meno sicure perché instabili [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65359" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/01/2017-01-31_101216.jpg" alt="2017-01-31_101216" width="1193" height="761" title="Svelata la doppia carena Yamaha che &quot;nasconde&quot; le ali 158" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/01/2017-01-31_101216.jpg 1136w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/01/2017-01-31_101216-1024x654.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/01/2017-01-31_101216-768x490.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/01/2017-01-31_101216-300x191.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/01/2017-01-31_101216-696x444.jpg 696w" sizes="(max-width: 1193px) 100vw, 1193px" /></p>
<div style="display: none;">
<h1>Doppia carena Yamaha:</h1>
</div>
<p>L&#8217;aerodinamica in MotoGP è stata oggetto di accese discussioni nel corso della stagione scorsa arrivando alla fine a decidere di vietare le cosidette &#8220;winglets&#8221; sporgenti ai fini della sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti sono stati i &#8220;mugugni&#8221; per questo divieto che, a dire di ingengeri e piloti, rendeva le moto molto meno sicure perché instabili in rettilineo a tutta velocità.</p>
<p style="text-align: justify;">Era ovvio che le squadre si sarebbero mosse per cercare una soluzione alternativa pur senza andare contro quanto dice il regolamento che vieta senza possibilità di interpretazioni le appendici aerodinamiche sporgenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco che i reparti corse si sono mossi facendo forse la cosa più ovvia (ma anche più difficile), ovvero nascondendo delle appendici all&#8217;interno di una doppia carena.</p>
<p style="text-align: justify;">Si vedono molto bene nella foto pubblicata da <a href="http://www.motorcyclenews.com/sport/motogp/2017/january/motogp-rossi-and-yamaha-try-out-winglet-fairing-design/" target="_blank" rel="noopener"><strong>MCN</strong></a> e forse ancora meglio dalla foto pubblicata da <a href="https://www.gpone.com/it/2017013138198/motogp/eccola-la-yamaha-m1-con-la-doppia-carena.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>GPone</strong></a> e si capisce il loro semplice funzionamento: la doppia carena convoglia l&#8217;aria che arriva nella sezione frontale della moto cercando di creare quell&#8217;effetto di Downforce che si aveva prima con i &#8220;baffi&#8221;.</p>
<div style="display: none;">
<h1>Doppia carena Yamaha:</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65360" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2017/01/2017-01-31_101314.jpg" alt="2017-01-31_101314" width="981" height="467" title="Svelata la doppia carena Yamaha che &quot;nasconde&quot; le ali 159" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/01/2017-01-31_101314.jpg 981w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/01/2017-01-31_101314-768x366.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/01/2017-01-31_101314-300x143.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2017/01/2017-01-31_101314-696x331.jpg 696w" sizes="(max-width: 981px) 100vw, 981px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto serve ovviamente per abbassare quello che è chiamato Centro di pressione aerodinamica (ne parlammo nell&#8217;<a href="https://www.giornalemotori.com/2015/01/29/aerodinamica-delle-motogp/"><span style="color: #000080;"><strong>aerodinamica delle MotoGP</strong></span></a>) e tenere a terra la moto nel suo complesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora sta ai responsabili tecnici Dorna accettare o meno una soluzione di questo tipo, ammesso che venga poi portata in gara.</p>
<div style="display: none;">
<h1>Doppia carena Yamaha:</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;">Molti sono gli inconvenienti: la carena è decisamente più grossa perché ovviamente è doppia. Aumenta seppur di poco il peso ma, cosa più importante, vanno verificati i flussi d&#8217;aria all&#8217;interno della carena che non è detto che siano &#8220;puliti&#8221; ed efficienti tanto quanto quelle di appendici aerodinamiche esterne.</p>
<p style="text-align: justify;">Per capirci, non è detto che con questa soluzione, a parità di superficie alare e bordo di attacco, il carico generato sia lo stesso perché le turbolenze sporcano non poco i flussi.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre vanno verificate le resistenze degli sfoghi che devono essere fatti nella zona posteriore che servono ovviamente per permettere all&#8217;aria che attraversa la carena di uscire, senza dimenticare che devono anche permettere al calore del motore di uscire.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, la Yamaha ha svelato per prima una soluzione tecnica di questo tipo. Vedremo come si svilupperà l&#8217;aerodinamica nelle prossime settimane.</p>
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		<title>Debriefing Misano: alla fine vince il più furbo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 15:42:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Pedrosa]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Ma vince Pedrosa, vero?”. Ecco, che ci crediate o meno questa domanda mi è stata fatta da più parti poco prima della partenza di Misano. D’altra parte non ricordo di aver mai suggerito una gomma che non fosse la soft sulla pista romagnola, e un motivo ci sarà. Il motivo è che la pista di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62791" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/2016-09-13_084213.png" alt="2016-09-13_084213" width="1167" height="665" title="Debriefing Misano: alla fine vince il più furbo 163" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-13_084213.png 1167w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-13_084213-1024x584.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-13_084213-768x438.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-13_084213-300x171.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-13_084213-696x397.png 696w" sizes="(max-width: 1167px) 100vw, 1167px" />“Ma vince Pedrosa, vero?”. Ecco, che ci crediate o meno questa domanda mi è stata fatta da più parti poco prima della partenza di Misano. D’altra parte non ricordo di aver mai suggerito una gomma che non fosse la soft sulla pista romagnola, e un motivo ci sarà.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motivo è che la pista di Misano ha un asfalto piuttosto levigato: tolti i giorni in cui è sporco di sabbia e salsedine, l’asfalto è comunque sensibile alla temperatura e il grip in assoluto non è elevato. A mio personale parere una mescola media va bene con l’asfalto pulito, fresco e ben gommato, ma sicuramente i tecnici Michelin avevano informazioni che io non conosco e avranno certamente fatto la scelta migliore. Non ho nessun problema ad ammettere la mia ignoranza, ci mancherebbe.</p>
<p style="text-align: justify;">Devo sommessamente aggiungere che quelle gomme con tutta evidenza erano ignoranti quanto me, e non hanno dato retta alle pur eccellenti ragioni che senz’altro i tecnici possedevano. Mettiamo insieme tutte queste considerazioni e applichiamole a un tracciato stretto, non particolarmente veloce, con diverse percorrenze a bassa velocità e con molti punti da raccordare. Cosa salta fuori? Che ad essere favorite sono le solite 4 in linea, agili nelle inversioni e con trasferimenti importanti. Purchè vengano gommate correttamente, si capisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Vince Pedrosa, unico con la gomma anteriore soft. Ci sarebbe anche Pirro, il quale – probabilmente avvantaggiato dal suo ruolo di collaudatore ufficiale – conosce Misano meglio delle sue tasche e fa di testa sua senza consultarsi coi gommisti. Il capitolo Ducati però lo tratteremo alla fine perché è un caso speciale che merita un approfondimento specifico: per ora analizziamo la situazione più generale.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62793" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/2016-09-16_174052.png" alt="2016-09-16_174052" width="959" height="548" title="Debriefing Misano: alla fine vince il più furbo 164" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-16_174052.png 959w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-16_174052-768x439.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-16_174052-300x171.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-16_174052-696x398.png 696w" sizes="(max-width: 959px) 100vw, 959px" />Dicevamo di Pedrosa: sceglie la soft e vince in modo imbarazzante con una rimonta autoritaria. Qualche osservazione: da qualche gara pare trovarsi più a suo agio, e il comportamento dinamico della sua moto lascia trasparire una diversa ciclistica tra le due Honda ufficiali per quanto riguarda il centraggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un mistero che il telaio di Marquez e quello di Pedrosa fossero differenti, ma da qualche gara tali differenze sono diventate più evidenti, con un certo beneficio anche per Crutchlow il quale, tra le due linee evolutive, preferisce sicuramente quella dello spagnolo più anziano ed esperto. Pur essendo a detta di tutti in un periodo di forma strepitoso, il pilota inglese stavolta prende paga da Pedrosa. L’unico con la soft anteriore, appunto.</p>
<p style="text-align: justify;">La stragrande maggioranza degli altri piloti sceglie la media, e la classifica vede primeggiare le due M1, rigorosamente ordinate – guardaumpo’ che cosa bizzarra &#8211; secondo il trasferimento dei carichi. Ci aspetteremmo le due Suzuki, ma sbagliano gomma e scelgono la hard, lasciando il passo a un Marquez che con la sua guida di posteriore risente meno dell’errore e limita il danno rimediando la quarta posizione.</p>
<p style="text-align: justify;">E veniamo alla gomma soft e alla strategia corretta per utilizzarla. Ne avevamo parlato la volta scorsa, qui cercherò di spiegarlo coi numeri. La gomma soft ha un vantaggio di circa un secondo rispetto alla mescola media, ma paga la maggiore prestazione assoluta con una maggiore deformazione della carcassa, quindi una temperatura più elevata e infine un degrado precoce. In queste condizioni riesce a fare metà gara, poi il degrado la rende più lenta di oltre un secondo rispetto alla mescola media.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne consegue che il vantaggio guadagnato nei primi giri non è sufficiente a finire la gara in testa, e nei giri finali verrà raggiunta senza neppure potersi difendere dal ritorno delle gomme medie. Probabilmente per questa ragione molti tecnici ne sconsigliano l’utilizzo, immaginando che non ci si possa finire la gara. Poi esiste un altro modo di utilizzarla: si fa la prima metà gara con lo stesso passo delle medie, senza sfruttare quel “secondo in più” e quindi senza deformare in modo eccessivo la carcassa.</p>
<p style="text-align: justify;">La mescola resta fresca quanto quella media e non degrada in modo significativo. Da metà gara in poi, con gomma ancora perfetta, si sfrutta la maggiore prestazione fino al traguardo senza percorrere un solo metro con gomma degradata e lenta. Il vantaggio sul traguardo sta tra i cinque e i dieci secondi rispetto alla gomma media, e questo è ciò che alla fine conta davvero: il tempo totale assoluto della gara è migliore, basta capire ciò che va fatto. A Silverstone lo ha fatto Iannone, a Misano lo ha fatto Pedrosa. Si chiama strategia di gestione delle gomme, e in Formula 1 viene studiata attentamente giro per giro. Mentre qui il tecnico gommista ti dice “non dureranno, il degrado le fa rallentare troppo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Al netto delle scelte di gomme e rimettendo i valori al loro posto, a spiccare è la posizione delle Ducati, potenzialmente in grado di fare meglio. A questo proposito sono illuminanti le parole di Pirro, tra l’altro collaudatore ufficiale: <em>“<strong>I problemi, in realtà, sono noti: nei tornanti fatichiamo a mantenere una elevata velocità di percorrenza e da centro curva in avanti, in accelerazione, la moto diventa sottosterzante</strong><strong>.</strong> Inoltre, quando la temperatura è alta e il grip si riduce la differenza con gli altri aumenta e qui è accaduto questo&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62792" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/2016-09-16_173947.png" alt="2016-09-16_173947" width="800" height="513" title="Debriefing Misano: alla fine vince il più furbo 165" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-16_173947.png 800w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-16_173947-768x492.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-16_173947-300x192.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-16_173947-696x446.png 696w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Questi sono i sintomi di una moto non neutra come comportamento e alla quale si cerca di rimediare con una non neutralità di sterzo di segno opposto. Ma le due cose sono profondamente diverse e non sono sovrapponibili, e ogni tentativo di mascherare uno squilibrio in un settore con l’introduzione di un simmetrico squilibrio in un altro è un semplice palliativo di cui il pilota fa le spese con un affaticamento eccessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di più, l’apparente riequilibrio ottenuto in questo modo rende ancora più difficile individuare il vero problema, che ad una prima impressione appare meno evidente proprio perché mascherato. Per questa strada è facile perdere la bussola, occorre fare qualche passo indietro e riesaminare con calma tutta la dinamica della moto, magari alla luce di un modello più rigoroso.</p>
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		<title>Debriefing Silverstone: i guai di Lorenzo e delle Ducati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 11:31:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[analisi tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Silverstone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per una volta ero contento di non dover parlare di gomme, che alla fine posso sembrare paranoico. Ero lì belbello che mi apprestavo a scrivere il mio debriefing e intanto giravo sulle testate, sui forum e sui commenti per tastare il polso e rendermi conto dei dubbi e delle domande del pubblico. E cosa scopro? [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62528" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/09/2016-09-06_095025.png" alt="2016-09-06_095025" width="1223" height="704" title="Debriefing Silverstone: i guai di Lorenzo e delle Ducati 168" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-06_095025.png 1223w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-06_095025-1024x589.png 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-06_095025-768x442.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-06_095025-300x173.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/09/2016-09-06_095025-696x401.png 696w" sizes="(max-width: 1223px) 100vw, 1223px" />Per una volta ero contento di non dover parlare di gomme, che alla fine posso sembrare paranoico. Ero lì belbello che mi apprestavo a scrivere il mio debriefing e intanto giravo sulle testate, sui forum e sui commenti per tastare il polso e rendermi conto dei dubbi e delle domande del pubblico. E cosa scopro? Che dappertutto si parla di gomme, di scelta guista e di scelta sbagliata, ci voleva la dura, sta zitto tu che le Ducati andavan forte con la morbida, sì ma poi Iannone è caduto e pure il Dovi arrancava, però Vinales c’aveva il gommino. E va bene, mi ci tirano per i capelli e mi tocca. Peggio per voi.</p>
<p style="text-align: justify">Come funziona una gomma. La gomma col terreno ha un determinato grip, in funzione della mescola, del tipo di asfalto e del carico verticale applicato. Noi possiamo applicare una forza non superiore a questo grip, oltre la quale la gomma scivola e il grip si riduce. Questa forza è applicata &#8211; tramite la corona e il cerchione per la posteriore e tramite i dischi e il cerchione per l’anteriore &#8211; ai talloni della carcassa.</p>
<p style="text-align: justify">Il battistrada si trova a una certa distanza dai talloni, dai quali è separato dai fianchi della carcassa. Sulla ruota posteriore i talloni tentano di girare solidali al cerchio  mentre il battistrada a contatto con l’asfalto vorrebbe stare fermo, e simmetricamente sull’anteriore i talloni vorrebbero frenare mentre il battistrada avanza alla velocità della moto. Il risultato è analogo: i fianchi della gomma sono sottoposti a una deformazione ciclica che produce un sacco di calore scaldando la mescola. Più questa deformazione è elevata, più l’intera gomma sale di temperatura.</p>
<p style="text-align: justify">E’ evidente che a parità di condizioni una mescola più morbida ha un maggiore grip, e dunque sarà possibile scaricare una potenza maggiore prima dello slittamento: di conseguenza, una mescola morbida porta a maggiori deformazioni della carcassa, a temperature più elevate e al degrado della mescola (o al dechappaggio, ma lasciamo stare i casi limite). Ma attenzione: il degrado deriva dalla capacità di scaricare maggiori potenze.</p>
<p style="text-align: justify">Possiamo scaricare, supponiamo, 120 cavalli in media contro 110 della mescola dura, ma non siamo mica obbligati a farlo. Se scarichiamo la medesima potenza della gomma dura, la deformazione della carcassa e il calore generato saranno identici; e se le temperature di lavoro delle mescole sono simili, anche le due mescole non avranno differenze drammatiche di degrado. Sulla destra del manubrio esiste una manopola che ci consente di dosare la potenza e decidere se e come sfruttare le caratteristiche delle nostre gomme.</p>
<p style="text-align: justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17341" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2012/09/radialeparteuno1.jpg" alt="radialeparteuno" width="420" height="280" title="Debriefing Silverstone: i guai di Lorenzo e delle Ducati 169" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2012/09/radialeparteuno1.jpg 420w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2012/09/radialeparteuno1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 420px) 100vw, 420px" />Ed è quello che ha fatto Iannone, mantenendo per metà gara lo stesso ritmo di chi aveva la mescola dura per poi sfruttare le sue gomme nelle fasi finali. Poteva andare più forte nei primi giri? Sicuramente sì, ma non ha voluto farlo per scelta. Sapeva di non poter sfruttare la mescola morbida secondo le massime prestazioni possibili per non trovarsela degradata a metà gara. In definitiva, la mescola ha influito poco sulle prestazioni globali in quanto la carcassa imponeva a tutti la medesima potenza media nell’arco della gara. La scelta della mescola, a questo punto, dipende strettamente da due fattori: il carico verticale, dipendente dalla distribuzione dei pesi e dal trasferimento dei carichi, e la pressione della gomma in quanto essa permette di “aggiustare” la deformazione dei fianchi della carcassa.</p>
<p style="text-align: justify">Le moto con l’avantreno più carico e con elevati trasferimenti hanno giustamente utilizzato una mescola più dura sull’anteriore, ma questo non significa che la morbida fosse sbagliata in assoluto: bastava semplicemente non sfruttarla a fondo o comunque gestirla con attenzione, e lo stesso discorso vale sulla posteriore. Chiarito tutto questo, passiamo ai fatti.</p>
<p style="text-align: justify">Cominciamo dal vincitore Vinales, un pilota che per moltissimi versi ho già accostato in passato a Rossi per il tipo di guida. E già che ci siamo, estendiamo il ragionamento anche a Rossi. Assetto alto, elevati trasferimenti e avantreno carico: le forze verticali sull’anteriore sono le più elevate della MotoGP, il grip era ampiamente sufficiente con qualunque mescola. Con quella morbida occorre solo evitare di sottoporre la carcassa a deformazioni troppo elevate – il grip lo consentirebbe, ed è facile farsi tentare e spremerla cercando di prendere il largo dal via – che dimezzerebbero la vita della gomma stessa.</p>
<p style="text-align: justify">Con la mescola dura questo rischio non c’è, ma neppure una prestazione superiore. Per la gomma posteriore, abbiamo un retrotreno più leggero sia sulla Yamaha che sulla Suzuki, ma a metterci la pezza ci pensa un assetto più aggressivo, con trasferimenti maggiori e con una differente reazione del link posteriore sotto trazione. Non fatemi entrare adesso nei dettagli circa la scelta delle molle e dei freni idraulici che insieme alla posizione del pivot concorrono a stabilire la quota di extracarico verticale durante la fase di accelerazione: non tanto perché li abbiamo già spiegati altrove quanto perché sono costretto a tenere questo articolo entro una lunghezza decente.</p>
<p style="text-align: justify">Sta di fatto che il grip posteriore era sufficiente, la potenza applicabile era quella prevista e la carcassa deformava a sufficienza per andare in temperatura senza superarla. Superfluo aggiungere che in mancanza di elevati trasferimenti e di opportune reazioni del link posteriore la M1 resta una moto piuttosto leggera al retrotreno, e in questo caso è d’uopo utilizzare una mescola morbida per arrivare alle deformazioni previste. Lorenzo invece sceglie una posteriore hard, prendendo un granchio colossale; il carico è basso, la deformazione è insufficiente, la mescola non scalda, e arriva la genialata: abbassiamo la pressione e facciamola deformare, così scalderà e potrò scaricare cavalli. E invece il cerchio comincia a girare dentro la gomma, dimostrando che l’aggiustamento non può eccedere i limiti del buonsenso.</p>
<p style="text-align: justify">Parliamo delle Honda. Il nuovo telaio pare rivisto proprio nel centraggio ma i piloti ufficiali non sembrano gradirlo. Se per Marquez era prevedibile, visto e considerato che arretrare il centraggio era stata una sua scelta, probabilmente per Pedrosa si è trattato di un rinvio in attesa di nuove mappature elettroniche compatibili con la nuova dinamica. Crutchlow invece ringrazia e, forte di un carico anteriore già un po’ superiore in partenza, ne approfitta per alzare la sua moto e – unico tra le Honda di prima fascia – riesce a far lavorare l’anteriore hard. Ripeto, questo non gli assicura nessun particolare vantaggio, a meno che i piloti con la soft non si facciano prendere dall’entusiasmo e gestiscano male la prima parte di gara. Per quanto riguarda la posteriore, l’unica Honda con la soft non ha sofferto alcun degrado a riprova sia della particolare delicatezza del suo pilota che della difficoltà del vecchio telaio di scaricare potenza senza sottosterzare. La taratura chiusa dell’elettronica, utilizzata per evitare alleggerimenti pericolosi in uscita di curva, impedisce alla carcassa posteriore quell’eccesso di deformazione che il carico statico consentirebbe in presenza di grip elevati.</p>
<p style="text-align: justify">Prima di parlare della Ducati è necessario parlare del tracciato. Silverstone è una pista con rettilinei veloci, ma la maggiore caratterizzazione riguarda due aspetti: il fondo con molte buche che impone precisione di traiettoria e le esse veloci – il serpentone, per capirci – con tante inversioni di piega in velocità e, per finire in bellezza, qualche curva bella lunga in percorrenza verso destra. Pur essendo un tracciato veloce, l’agilità fa premio sulle altre qualità delle moto.</p>
<p style="text-align: justify">Yamaha e Suzuki con l’assetto corretto sono le più adatte, le Honda col vecchio telaio sono quelle in maggiore difficoltà e le Ducati 2016 stanno nel mezzo. Delle gomme ne abbiam già parlato, la mescola morbida se ben gestita – ovvero, se utilizzata con intelligenza e con lo stesso ritmo della hard nella prima parte di gara – non crea alcun tipo di problema. Se Dovizioso, acciaccato dalla caduta rimediata in qualifica, non era nella sua forma fisica migliore, per la caduta di Iannone il ragionamento è un po’ più articolato.</p>
<p style="text-align: justify">Particolare rivelatore è stata una dichiarazione di entrambi i piloti a fine gara: le braccia erano doloranti, soprattutto il braccio destro. La maggioranza dei commentatori si è limitata a commentare che la Ducati resta una moto faticosa e ad attribuire la caduta a pochi giri dalla fine come una conseguenza di una gomma sbagliata. “Ci voleva la gomma dura”, hanno sentenziato in tanti. Così tanti che vi è toccato sorbirvi tutta la pappardella sulle gomme anche quest’oggi.</p>
<p style="text-align: justify">Perdonate ma non potevo stare zitto: la gomma soft non c’entra per nulla. Entrambi i piloti erano consapevoli che non avrebbero dovuto sfruttarla a inizio gara e l’hanno ben gestita, lo hanno perfino dichiarato apertamente.</p>
<p style="text-align: justify">Entrambi i piloti hanno dichiarato di essere davvero distrutti fisicamente, con Dovizioso che non se la sente di forzare e Iannone che invece ci prova. Col risultato di essere poco preciso, spesso in ritardo sulle manovre, fino all’errore di traiettoria che lo ha portato su una delle famose buche in pieno inserimento. Quando si è stanchi può succedere. Più interessante però è capire il perché.</p>
<p style="text-align: justify">Cosa significa <strong>“la Ducati è una moto fisica”</strong>? Perché proprio oggi? Cosa è successo? Un tecnico esperto, a fine gara, riceve un sacco di informazioni e di impressioni da parte dei piloti, e il suo compito è quello di individuare in mezzo a un fiume di parole quelle che “incastrano” con i dati rilevati e che forniscono il pezzo mancante al quadro della situazione. Quelle cioè che permettono di individuare rapporti di causa-effetto oggettivi e allineati al modello fisico-matematico che descrive la dinamica di una motocicletta. E appena ho sentito “braccia distrutte, soprattutto il destro” ho drizzato le orecchie, non foss’altro in quanto mi sarà capitato di sentire le stesse parole almeno altre cento volte. Più d’uno, proprio qui tra i frequentatori di GM, sa bene che ho già affrontato il problema e ne conosce cause e soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify">Le braccia fanno male quando lo sterzo non è neutro e il pilota fatica per spingere il manubrio interno durante le esse continue e durante le lunghe percorrenze. Sulle prime la moto sembra molto reattiva, e in prova può succedere di avere un buon feedback, ma dopo diversi giri il pilota non ce la fa più. Si stanca senza capire il perché, e a lungo andare compaiono i sintomi della famosa sindrome compartimentale: sbagliare traiettoria e finire sulle buche in quelle condizioni è la conclusione più probabile. Ma la causa resta un errore di ingenuità sul setting della moto, alla quale si è data poca avancorsa/incidenza.</p>
<p style="text-align: justify">Ovviamente non è un errore facile da individuare, e anzi nella maggior parte dei casi sembra una soluzione corretta: il pilota avverte una maggiore rapidità nell’inserimento e nelle veloci inversioni di piega, come se la moto avesse una minore inerzia. E in fondo il problema sta tutto qui: con un centraggio non lontano dalle 4 in linea, la Ducati sconta un minore accentramento delle masse e una conseguente maggior inerzia proprio nelle esse velocissime, e nei pochi giri di ogni stint il pilota si basa sulla sua prima impressione a muscoli freschi. Non si rende conto che, per faticare meno nel “tirare” la moto dentro alle esse, sta sovracorreggendo lo sterzo portandolo lontano dalla neutralità.</p>
<p style="text-align: justify">Succede a molti motociclisti con le moto “sportive” sulle strade più tortuose: i primi dieci minuti la moto sembra un fulmine, poi ci vogliono due braccia da gladiatore per tenere il manubrio. E se i tornanti sono lunghi, la passeggiata si trasforma in un calvario in cui al danno della fatica si aggiunge la beffa di essere ripresi e passati in tromba dal primo motardista che capita. La Ducati è un’ottima moto, e come tutte le altre ha i suoi punti di forza e le sue debolezze: nel drift è sicuramente meno scorbutica della Yamaha, ma per la stessa ragione non può avere la stessa prontezza. Inutile inventare trucchi, la botte piena e la moglie ubriaca non sono compatibili.</p>
<p>Date un&#8217;occhata a <a href="https://www.giornalemotori.com/2014/08/06/ruota-anteriore-giroscopio-e-avancorsa-terza-parte/"><span style="text-decoration: underline"><span style="color: #000080;text-decoration: underline"><strong>Questo Articolo</strong></span></span></a> per capire di cosa parliamo e di come lo sterzo reagisce quando la moto viene inclinata.</p>
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		<title>Debriefing Barcellona: come si scelgono le gomme?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 06:46:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gomme ancora una volta protagoniste della stagione sulla pista di Montemelò, in Spagna. Una volta tanto, però, il gommista c’entra poco con i problemi lamentati un po’ da tutti i Team, e questo dovrebbe spingere le riflessioni dei vari Team Manager verso un livello diverso. Veniamo a noi. Gomme nuove, Lorenzo parte a cannone ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-60530" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/06/2016-06-05_141619.png" alt="2016-06-05_141619" width="157" height="387" title="Debriefing Barcellona: come si scelgono le gomme? 173">Gomme ancora una volta protagoniste della stagione sulla pista di Montemelò, in Spagna. Una volta tanto, però, il gommista c’entra poco con i problemi lamentati un po’ da tutti i Team, e questo dovrebbe spingere le riflessioni dei vari Team Manager verso un livello diverso. Veniamo a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gomme nuove, Lorenzo parte a cannone ma in pochi giri si rende conto che qualcosa non va. Appena la gomma esce dal suo rodaggio il portacolori Yamaha inizia a calare il passo. Prova a resistere in ogni modo, ci mette l’anima ma infine accetta la situazione e cerca di raggranellare punti iridati nell’unico modo possibile. Ovvero tentando di mantenere le posizioni, proteggendo le traiettorie nei limiti consentiti dal suo assetto e rendendo la vita difficile a chi cerca di sorpassarlo. E questa a mio avviso è una delle concause del fattaccio con Iannone, ma per ora tiremm innanz.</p>
<p style="text-align: justify;">Rossi dal canto suo parte male, probabilmente cercando di strafare con la consapevolezza di aver trovato la quadra per la sua M1. Scivola in ottava posizione ma nessuno se ne accorge: il tempo di cambiare inquadratura ed è già quinto, in furiosa rimonta. Prendere la testa della corsa è solo questione di tempo, l’autorevolezza di chi sa di essere a posto fino all’ultimo bullone non lascia scampo a nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci prova l’eroico Marquez, imbufalito dal nonno sprint giallovestito e certamente contrariato dalla beffa sul traguardo del Mugello. Due ottime ragioni che però non bastano a coprire le carenze di una moto mal concepita per lavorare con le gomme francesi e in seguito sviluppata anche peggio. Guida impiccatissimo mentre davanti a lui Rossi pare neppure avvedersene, preciso e pulito come se fosse da solo in pista. Neppure la modifica al tracciato, indubbiamente favorevole alla Honda ma non per questo motivo decisa dalla Commissione, riesce a ribaltare un dominio più imbarazzante di quanto raccontino i distacchi: in tutta la prima parte della pista la differenza balza all’occhio, ma anche nel T4 la nuova frenata dritta viene compensata dalla stretta chicane successiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro a questo prevedibile successo c’è la capacità di far lavorare le gomme hard grazie a un assetto alto e a un ritmo particolarmente aggressivo: i primi giri a gomma nuova vengono sfruttati per scaldare le gomme, e il ritmo martellante gli consente di mantenerle nel corretto – e assai stretto, bisogna riconoscere – range termico ideale. Cosa che non può riuscire a un Lorenzo con minori trasferimenti, condannato a gomme fredde che impongono di abbassare il ritmo e, con disastroso effetto domino, determinano temperature via via inferiori con riscontri cronometrici sempre peggiori.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60592" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/06/2016-06-09_083801.png" alt="2016-06-09_083801" width="780" height="459" title="Debriefing Barcellona: come si scelgono le gomme? 174" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-09_083801.png 780w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-09_083801-768x452.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-09_083801-300x177.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-09_083801-696x410.png 696w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" />Non voglio neppure sottolineare che una pista riscaldata dal sole pomeridiano non richiede necessariamente una mescola più dura, ma su questo argomento correrei il rischio di ripetermi e non voglio annoiare chi legge con concetti già ampiamente trattati in passato; mi preme invece notare come ad alto livello si continui a dare credito alla leggenda che la gomma si scalda per via dell’asfalto più caldo. Peggio per loro: possiamo portare il cavallo alla fonte ma spetta al cavallo decidere di bere, e finora non c’è stato verso.</p>
<p style="text-align: justify;">In casa Ducati la situazione è pressoché identica, con un Iannone a cui non mancano i trasferimenti dinamici e un Dovizioso che neppure riesce a scaldare le gomme. E la pressione ovviamente non sale quanto dovrebbe. La cosa sconcertante è scoprire che qualcuno se ne meraviglia, come se la fisica fosse solo un’opinione alla quale qualche bizzarro analista continua inspiegabilmente a credere. “Evabbè, continuiamo a farci del male…”, avrebbe detto Nanni Moretti.</p>
<p><figure id="attachment_60591" aria-describedby="caption-attachment-60591" style="width: 854px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-60591 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/06/2016-06-09_083539.png" alt="2016-06-09_083539" width="854" height="437" title="Debriefing Barcellona: come si scelgono le gomme? 175" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-09_083539.png 854w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-09_083539-768x393.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-09_083539-300x154.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-09_083539-696x356.png 696w" sizes="(max-width: 854px) 100vw, 854px" /><figcaption id="caption-attachment-60591" class="wp-caption-text">L&#8217;anteriore di Jorge poco prima della caduta</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Per fortuna ci pensa Espargarò il piccolo a dimostrare che le medie reggono per tutta la gara. La sua strategia si dimostra inferiore a quella di un Rossi scatenato e alto di assetto, ma è un’alternativa perfettamente praticabile con settaggi meno spinti. Lorenzo ne prenda nota: <strong>usura e degrado non sono la stessa cosa</strong>, e imparare a distinguerle è fondamentale per fare la scelta più corretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Che dire di Vinales… giovane e arrembante, gioca sulla Suzuki la medesima partita di Rossi. Non so quanto la sua scelta sia stata consapevole, ma è certo che il suo carattere lo mantiene nel corretto range delle sue gomme e il risultato si vede. Curioso rilevare che per la prossima stagione avremo due piloti fotocopia sulle Yamaha e sulle Ducati.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60590" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/06/2016-06-09_083133.png" alt="2016-06-09_083133" width="780" height="440" title="Debriefing Barcellona: come si scelgono le gomme? 176" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-09_083133.png 780w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-09_083133-768x433.png 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-09_083133-300x169.png 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/06/2016-06-09_083133-696x393.png 696w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" />Da ultimo mettiamo sotto la lente il buon Pedrosa. Ragiona giusto e sceglie la media, in perfetta controtendenza rispetto all’ondata di paura che pare attraversare tutto il paddock prima della gara circa la durata di tale soluzione. Il calo degli ultimi giri, inizialmente con troppa faciloneria attribuito alla gomma media, pare causato da un non meglio precisato controllo elettronico intervenuto a sproposito sul più bello. Naturalmente una foto alla sua gomma avrebbe dissipato qualunque dubbio, ma vista la guida del piccolo spagnolo e il riscontro sulla M1 di Espargarò è mia personale opinione che stavolta abbiano detto la verità. Questo naturalmente nulla toglie al problema della Honda che mai avrebbe potuto ottenere un risultato migliore. Pedrosa fa del suo meglio per guidare pulito e non perdere troppo in percorrenza, ma il sottosterzo e le relative contromisure messe in campo per attenuarne gli effetti continuano a limitare le sue prestazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ah, un ultima cosa: immagino la valanga di saccenti e gli attacchi della massa dei benpensanti secondo i quali “cosa ne può sapere un giornalista, vuoi che alla Honda non sappiano cosa stanno facendo?”. Non sono affatto stato duro, mi sono limitato a mostrare ciò che raccontano i fatti. Mesi fa avevamo scritto che in capo a qualche gara la Honda avrebbe portato un nuovo telaio, concedendo alla casa giapponese il tempo per analizzare la dinamica e provvedere di conseguenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Eravamo certi anche noi che la prima casa motociclistica del mondo avrebbe saputo individuare il problema, non foss’altro perché lo abbiamo scritto e motivato fino alla nausea. Poi veniamo a sapere che Pedrosa senza troppi clamori ha portato in pista il nuovo telaio e notiamo che la dinamica della moto non è cambiata di una virgola. E i test del dopogara sulla pista spagnola non potevano che dimostrare una volta di più che con le superstizioni, ancorchè consolidate negli anni, non si va da nessuna parte. Durante i test, solo l’assenza della sabbia sulle vie di fuga ha impedito ai due piloti Honda di somigliare a due totani che si rivoltano nella farina prima di finire in padella (entrambi sono caduti provando un nuovo telaio), e sarebbe ora di rifletterci. Prima di passare, come si suol dire, dalla padella alla brace.</p>
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		<title>Debriefing Jerez: i segreti dello spinning posteriore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 13:50:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Conclusa la gara a Jerez, una cosa era chiara a tutti: le gomme Michelin sono ancora lontane dall’affidabilità delle vecchie Bridgestone. A inizio stagione avevamo predetto modifiche di carcassa puntualmente arrivate, adesso è ora di lavorare sulle mescole, e la cosa non sarà facile. Vediamo cosa è successo in gara. Molti piloti accusano un problema [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Conclusa la gara a Jerez, una cosa era chiara a tutti: le gomme Michelin sono ancora lontane dall’affidabilità delle vecchie Bridgestone. A inizio stagione avevamo predetto modifiche di carcassa puntualmente arrivate, adesso è ora di lavorare sulle mescole, e la cosa non sarà facile. Vediamo cosa è successo in gara.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti piloti accusano un problema curioso, pare che le moto abbiano troppo spinning sulla ruota posteriore anche in marcia alta in pieno rettilineo. Eppure l’asfalto di Jerez non è scivoloso in assoluto, anzi. La risposta è solo una: la Michelin ha portato gomme posteriori con mescole a bassa aderenza per limitare la deformazione della carcassa e risolvere nell’immediato il problema di distacco del battistrada. Frustrante.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo poi si aggiunge la scelta bizzarra di molti piloti che decidono di correre con la media posteriore, probabilmente convinti che con l’asfalto così caldo la mescola morbida non avrebbe resistito. Le superstizioni, si sa, sono dure a morire, quindi lo ripeteremo ancora una volta: la temperatura dell’asfalto non c’entra nulla con la resistenza di una gomma, la mescola va scelta in funzione del tipo di asfalto, ovvero del suo grip.</p>
<p style="text-align: justify;">Meglio ancora, del grip determinato dall’accoppiamento tra mescola e asfalto nelle condizioni di gara. Molti piloti sanno bene che la mattina, con asfalto fresco, i tempi sono migliori di quelli realizzabili il pomeriggio con asfalto molto caldo, e spesso sentiamo definire “più lenta” la pista del pomeriggio. Quindi il grip “scende” con pista calda, con tutte le implicazioni connesse. Non mi credete? Ok, vediamo le gomme dei piloti e come si presentavano dopo la gara.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59562" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/2016-04-28_153018.jpg" alt="2016-04-28_153018" width="1013" height="582" title="Debriefing Jerez: i segreti dello spinning posteriore 182" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_153018.jpg 1013w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_153018-768x441.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_153018-300x172.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_153018-696x400.jpg 696w" sizes="(max-width: 1013px) 100vw, 1013px" />La prima gomma è quella di Lorenzo, beccata in parco chiuso mentre la solita manina tentava di sottrarla agli sguardi indiscreti secondo una prassi ormai consolidata negli ultimi due anni, da quando gira voce che alcuni loschi individui saprebbero leggere una gomma e perfino spiegare come si fa. Eccola qui.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59561" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/2016-04-26_152100.jpg" alt="2016-04-26_152100" width="948" height="562" title="Debriefing Jerez: i segreti dello spinning posteriore 183" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-26_152100.jpg 948w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-26_152100-768x455.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-26_152100-300x178.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-26_152100-696x413.jpg 696w" sizes="(max-width: 948px) 100vw, 948px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La parte centrale è indubbiamente rovinata, ma osservandola bene si nota il tipico disegno screpolato di un degrado dovuto a strisciamento sull’asfalto. Naturalmente cambia l’orientamento delle linee di forza, ma il fenomeno è analogo a quanto si verifica su certe anteriori che vanno in deriva in pieno sottosterzo. Vi dice nulla la gomma qui sotto?</p>
<p><figure id="attachment_50541" aria-describedby="caption-attachment-50541" style="width: 617px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-50541" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-16_105808.jpg" alt="Texas 2015" width="617" height="377" title="Debriefing Jerez: i segreti dello spinning posteriore 184" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-16_105808.jpg 617w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-16_105808-300x183.jpg 300w" sizes="(max-width: 617px) 100vw, 617px" /><figcaption id="caption-attachment-50541" class="wp-caption-text">Texas 2015</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">C’è dell’altro. Guardiamo le spalle belle lisce e compatte, senza creste. Sapete cosa significa? Che la gomma era fredda e la mescola non era pastosa. D’altra parte se la gomma scivola sul dritto chi dovrebbe deformarla? Come può raggiungere la temperatura prevista? Ecco, non può. Appena l’asfalto si scalda (il cielo andava rasserenandosi) la gomma fa il contrario e si raffredda. E a partire dal 12° giro la “prudenziale”mescola francese a basso grip fa il resto della frittata. Sulla M1 così bassa ci voleva la soft, magari corretta con un decimo di pressione in più.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59560" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/2016-04-26_151821.jpg" alt="2016-04-26_151821" width="740" height="563" title="Debriefing Jerez: i segreti dello spinning posteriore 185" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-26_151821.jpg 740w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-26_151821-300x228.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-26_151821-696x530.jpg 696w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" />Ed ecco la gomma di Rossi, presa durante il sacrosanto festeggiamento. La fascia centrale è meno degradata, il suo setting più alto gli regalava un po’ di grip supplementare in uscita di curva. Eppoi qualcuno da quel lato del box sa ragionare: temperatura dell’asfalto sotto controllo H24 e cartello BRK appena si superano le condizioni previste. Ricordate le parole di Rossi il sabato? Più o meno “stiamo ragionando sulle gomme, siamo al limite tra la media e la soft e dobbiamo valutare cosa useremo in gara”.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, si rallenta sul dritto, ma si conserva la gomma senza degradarla e soprattutto conservando quel minimo di trazione necessaria a scaldarla anche sui fianchi. Guardatela bene (sfortunatamente il frame non è chiarissimo, ma il video la mostra molto chiaramente): siamo lontani da certe creste, ma sicuramente le spalle non sono lisce come una gomma mai usata. Rossi ha sopportato qualche giro in cui Lorenzo pareva guidare a testa bassa per riprenderlo, ma sapeva che quello era un fuoco di paglia e che il prezzo sarebbe stato alto in pochi giri. Spalle fredde contro spalle calde, la gara non ha avuto storia. Rossi ha vinto in curva perché ha saputo ragionare col suo tecnico in ottica gara.</p>
<p style="text-align: justify;">A ulteriore conferma, i dati delle due M1 Tech3 – entrambe su morbida posteriore – ci dicono che il calo c’è stato attorno al giro 18. Quindi chi parla di usura della gomma sull’asfalto caldo non sa quello che dice. Quella non era usura ma degrado da eccesso di deriva/spinning con conseguente bruciatura superficiale della mescola.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59563" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/2016-04-28_154225.jpg" alt="2016-04-28_154225" width="711" height="506" title="Debriefing Jerez: i segreti dello spinning posteriore 186" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154225.jpg 711w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154225-300x214.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154225-696x495.jpg 696w" sizes="(max-width: 711px) 100vw, 711px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo alle due Suzuki, entrambe gommate media. La moto pare una M1 del 2011/2012, agilissima e compatta, alta di baricentro e con carichi dinamici elevati. Gomme posteriori eccellenti, probabilmente un decimo di pressione in meno ha aiutato a tenerle calde. Ottimo lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59564" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/2016-04-28_154245.jpg" alt="2016-04-28_154245" width="376" height="591" title="Debriefing Jerez: i segreti dello spinning posteriore 187" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154245.jpg 376w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154245-300x472.jpg 300w" sizes="(max-width: 376px) 100vw, 376px" />La Ducati di Dovizioso ha sofferto sulla posteriore solo quando ci è finita sopra l’acqua della pompa, mentre la gemella andava meglio via via che i giri passavano, tanto che nelle dichiarazioni di Iannone non c’è traccia di lamenti al riguardo.</p>
<p><figure id="attachment_59565" aria-describedby="caption-attachment-59565" style="width: 720px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-59565 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/2016-04-28_154442.jpg" alt="2016-04-28_154442" width="720" height="538" title="Debriefing Jerez: i segreti dello spinning posteriore 188" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154442.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154442-300x224.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154442-696x520.jpg 696w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154442-265x198.jpg 265w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption id="caption-attachment-59565" class="wp-caption-text">La moto di Marquez</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Arriviamo alla Honda, con gomme posteriori in regola data la sua trazione. Il battistrada si presenta omogeneo e con le creste proprio dove dovrebbero essere. Il problema è che su una pista tanto guidata e con una distribuzione dei pesi così particolare, la Honda non riesce ad essere agile. Se proprio vogliamo accusare una gomma, direi che l’anteriore era la più in difficoltà. Un po’ come le vecchie Ducati. Non a caso il lunedì nei test ufficiali la Michelin cambia l’anteriore e Marquez segna il miglior tempo, ben al di sotto anche delle sue qualifiche.</p>
<p><figure id="attachment_59566" aria-describedby="caption-attachment-59566" style="width: 822px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-59566" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/2016-04-28_154456.jpg" alt="La moto di Pedrosa" width="822" height="584" title="Debriefing Jerez: i segreti dello spinning posteriore 189" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154456.jpg 822w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154456-768x546.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154456-300x213.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-28_154456-696x494.jpg 696w" sizes="(max-width: 822px) 100vw, 822px" /><figcaption id="caption-attachment-59566" class="wp-caption-text">La moto di Pedrosa</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, la Michelin ha le sue colpe per le mediocri prestazioni assolute, probabilmente ancora brucia lo smacco in mondovisione della gomma dechappata e le mescole sono da sviluppare meglio. Ma se qualche pilota ci aggiunge del suo e sbaglia la scelta “perché fa caldo”, beh, la colpa non è tutta di Michelin. Diciamo che ha vinto l’esperienza, va bene?</p>
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		<title>Debriefing 2016 Texas &#8211; Austin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 16:28:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In assenza di immagini specifiche sulle gomme del dopogara o sulle teste di forcella, ormai introvabili a causa di una pessima regia e di una riservatezza sempre maggiore dei team, quest’anno sembra che ci dobbiamo impegnare quasi esclusivamente sulla gara e sull&#8217;incrocio dei dati ufficiali della gara. Il giorno che decideranno di non pubblicarli più, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In assenza di immagini specifiche sulle gomme del dopogara o sulle teste di forcella, ormai introvabili a causa di una pessima regia e di una riservatezza sempre maggiore dei team, quest’anno sembra che ci dobbiamo impegnare quasi esclusivamente sulla gara e sull&#8217;incrocio dei dati ufficiali della gara. Il giorno che decideranno di non pubblicarli più, il mio lavoro sarebbe praticamente impossibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Dati incrociati, dicevamo, e iniziamo con il mistero di Rossi. Sotto accusa la frizione che molti giornalisti hanno definito “gonfiata” dimenticandosi che la M1 ha la frizione a secco. Possiamo stabilire se la sua moto aveva davvero qualche problema? Sì, basta guardare le velocità massime nei due giri completati: 23 km/h e 12 km/h in meno rispettivamente nel primo e nel secondo giro, sempre rispetto alla moto di Lorenzo. Visto e considerato che la frizione dopo la partenza non viene più toccata dal pilota – ovvero, resta sempre attaccata – possiamo ipotizzare che si sia deformato qualche disco metallico in partenza e la superficie di contatto imperfetta abbia generato uno slittamento avvertibile solo a gas pieno con marcia alta, mentre a moto piegata in seconda o terza, laddove si scarica poca potenza e il rapporto è corto, la il problema non era significativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59101" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/2016-04-15_171913.jpg" alt="2016-04-15_171913" width="349" height="196" title="Debriefing 2016 Texas - Austin 193" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-15_171913.jpg 349w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-15_171913-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" />A conforto di ciò vediamo i tempi, da tre a cinque decimi più lenti del suo compagno di team Lorenzo ma comunque in linea con tanti altri piloti. Questo però ci racconta di un Rossi costretto a forzare in curva per recuperare ciò che inevitabilmente perdeva nei rettilinei. La caduta nei primi giri con gomme ancora fredde ci può stare.</p>
<p style="text-align: justify;">Marquez dichiara che adesso ha adottato delle linee di ingresso in curva in stile Yamaha, più rotonde e meno spezzate, per essere più veloce in percorrenza a fronte di un’impossibilita della moto di aprire subito il gas come negli anni precedenti. Attenzione, parla di linee “in ingresso”. Visto che mi fischiavano le orecchie, sono andato a rileggermi il <a href="https://www.giornalemotori.com/2015/04/16/debriefing-austin-texas/"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>debriefing dello scorso anno</strong></span></a>, al capitolo Ducati:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Passiamo alla Ducati. Non volava nelle esse. Migliorata, per carità, sono il primo a fare i complimenti a tutti. Ma come lo stesso Dall&#8217;Igna ben sa, siamo ancora lontani da una moto perfetta. Anzitutto sconta un peso totale ancora elevato, con molta inerzia nelle curve, ma in Ducati son già al lavoro per alleggerire dove si può. Poi il setting anteriore è perfettibile, soprattutto per quanto riguarda la frenata. Capiamoci subito, la D16 non avrà mai la potenza frenante a moto dritta delle vecchie versioni per una semplice questione di centraggio: ma c’è una grande differenza tra la Ducati che scappa davanti e quella che poi è costretta a inseguire, e i problemi di frenata – o meglio, di assetto in frenata &#8211; diventano evidenti. Vediamo meglio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Finchè la Ducati scappa, la traiettoria in ingresso è più rotonda: la moto si guida meglio in percorrenza, la frenata meno efficace è compensata dalla possibilità di tenere i freni anche in inserimento per molti metri. Il punto di staccata, in sostanza, non cambia rispetto allo scorso anno: la GP14 e la GP15 staccano nello stesso momento ma con diversa potenza frenante. La vecchia frenava in 50 metri dove la nuova frena in 60, ma quei dieci metri di differenza sono DENTRO la curva, quindi l’inizio della frenata resta lo stesso. In queste condizioni però non sempre è possibile proteggere la traiettoria interna, e Marquez si infila come un coltello nella ricotta. A questo punto la Ducati insegue, <strong>Dovizioso tenta la traiettoria stretta con la frenata a moto dritta ma la GP15 a quel punto non ha la potenza frenante. Anzi, ad essere precisi, non ha l’assetto corretto per mettere a terra la potenza frenante</strong>.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sembra di leggere la Honda attuale, non è vero? Marquez ha una moto con basso carico statico anteriore e con bassi trasferimenti. Sceglie una morbida anteriore sapendo che dovrà trattarla bene e cerca di entrare in curva più rotondo per non perdere troppa velocità alla corda. D’altra parte abbiamo già visto come un ingresso con frenata di traverso significa una velocità alla corda inferiore. Ovviamente paga le sue gomme morbide a fine gara, con tempi più lenti a partire dal quindicesimo giro, a posizioni ormai consolidate. Tanto che tutti, compreso Lorenzo, hanno pensato che fosse una normale “gestione del vantaggio” e hanno rinunciato ad attaccarlo. Ho il ragionevole sospetto che Lorenzo su hard avesse le gomme ancora in condizioni perfette, ma mancano le foto. Peccato, la scelta sui 21 giri di gara era quella giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Pedrosa sceglie un maggiore trasferimento con moto più alta, ripercorrendo un po’ lo stesso errore del Rossi su Ducati. Usa un telaio diverso, simile a quello dello scorso anno che con le gomme francesi non si adatta benissimo, ma nonostante tutto i tempi sono buoni. La gomma dura all&#8217;avantreno va d&#8217;accordo col maggior carico dinamico ma sconta un problema: a inizio frenata, al momento di attaccare i dischi, il carico iniziale è solo quello statico. Nel caso di un classico Panic-Stop – tipo vecchietta che sbuca tra le auto in sosta e si butta in strada fuori dalle strisce pedonali – il bloccaggio dell’anteriore diventa una certezza. Pedrosa è tutto impegnato a stare appresso alla Ducati in rettilineo e perde il riferimento proprio quando Dovizioso arriva un po’ lungo. Frena troppo brusco e la frittata è fatta, rendendo inutile anche il tentativo di alleggerire e strizzare nuovamente la leva. La forcella “imbizzarrita” rilevata da tanti cronisti è un comportamento assolutamente normale in quelle condizioni, fidatevi della mia personale esperienza in fatto di vecchiette…</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59100" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/2016-04-15_170800.jpg" alt="2016-04-15_170800" width="539" height="297" title="Debriefing 2016 Texas - Austin 194" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-15_170800.jpg 539w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-15_170800-300x165.jpg 300w" sizes="(max-width: 539px) 100vw, 539px" /><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59099" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2016/04/2016-04-15_170644.jpg" alt="2016-04-15_170644" width="471" height="292" title="Debriefing 2016 Texas - Austin 195" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-15_170644.jpg 471w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2016/04/2016-04-15_170644-300x186.jpg 300w" sizes="(max-width: 471px) 100vw, 471px" /> Ducati ben settate e giustamente gommate. Non avremo mai la prova che Dovizioso potesse fare pressione sui primi nella seconda parte della gara, ma il sospetto c’è. Ben equilibrate anche le due Suzuki, forse le sole a non soffrire un eccessivo degrado sulle gomme medie, con tempi molto costanti anche dopo il quindicesimo giro.</p>
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		<title>Debriefing Termas de Rio Hondo &#8211; Argentina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 15:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Debriefing MotoGP Argentina: Ecco come di consueto l&#8217;analisi tecnica della gara della MotoGP in Argentina con il nostro consueto debriefing Sulla pista di Rio Hondo va in scena il festival dell’indecisione: gomma hard, media, extra hard, sono in tanti a non sapere che pesci prendere. Nel dubbio, invece di ragionare lucidamente, danno un’occhiata a quello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="display: none;">
<h1>Debriefing MotoGP Argentina:</h1>
<p>Ecco come di consueto l&#8217;analisi tecnica della gara della MotoGP in Argentina con il nostro consueto debriefing</p>
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<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-20_145102.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-50762" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-20_145102.jpg" alt="debriefing" width="720" height="272" title="Debriefing Termas de Rio Hondo - Argentina 199" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-20_145102.jpg 720w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-20_145102-300x113.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-20_145102-696x263.jpg 696w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a>Sulla pista di Rio Hondo va in scena il festival dell’indecisione: gomma hard, media, extra hard, sono in tanti a non sapere che pesci prendere. Nel dubbio, invece di ragionare lucidamente, danno un’occhiata a quello che fa il box affianco a loro. Ma tra copiare e capire c’è una bella differenza: come risultato, qualcuno prova senza capire e fa retromarcia all’ultimo momento, qualcun altro non capisce lo stesso ma si fida della scelta altrui. Vediamo di capire cosa andava fatto e quali errori son stati commessi.</p>
<p style="text-align: justify;">La pista argentina scivola, questo il commento iniziale più diffuso. Bè, non è vero: Rio Hondo ha un fondo eccellente, con motricità tanto buona che la Bridgestone decide di portare le sue mescole più dure. Ma in tanti durante le prove hanno confuso una pista sporca con una pista scivolosa e hanno sbagliato i conti.</p>
<p style="text-align: justify;">Su una pista scivolosa è naturale usare le mescole più morbide, ma questo riguarda unicamente il tipo di fondo: se l’asfalto scivola, la gomma morbida riporta il grip gomma-asfalto al valore previsto. Ma se la pista è sporca le cose stanno diversamente: possiamo avere anche un fondo eccezionale, ma la sabbia si mette in mezzo tra la mescola e l’asfalto. Immaginate di camminare su un tappeto di biglie: la suola delle vostre scarpe potrà essere anche morbidissima, ma continuate a scivolare ugualmente. La mescola, in sostanza, non influisce sulla tenuta dei pneumatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno sembra accorgersi di questa banalità, almeno nelle prove: la pista scivola, occorre un mezzo capace di scivolare senza problemi. E così tutti partono con moto basse e gomme medie o hard. I tempi iniziali sembrano dar loro ragione, a pista sporca quello è il solo modo di portare la moto. Finchè si arriva alle FP4 e al Warm Up con la pista pulita almeno sulla traiettoria principale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è cambiato, molti piloti entrano in modalità panico. Tutti tranne uno: Valentino Rossi non si è fatto fregare, ha lavorato sempre con la moto alta, ha sofferto i primi giorni mentre gli altri si divertivano coi traversi, e adesso con la gomma extra-hard si ritrova un assetto perfetto. In tanti lo vedono sfrecciare e comincia il valzer dei ripensamenti: Marquez e Crutchlow provano la extra hard e si ritrovano più lenti, non capiscono che il loro assetto è troppo basso, fatto su misura per scivolare sullo sporco con la hard, e girano con un ritardo di quattro decimi.</p>
<p><figure id="attachment_50765" aria-describedby="caption-attachment-50765" style="width: 660px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-21_173846.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-50765 size-full" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-21_173846.jpg" alt="2015-04-21_173846" width="660" height="362" title="Debriefing Termas de Rio Hondo - Argentina 200" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-21_173846.jpg 660w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-21_173846-300x165.jpg 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></a><figcaption id="caption-attachment-50765" class="wp-caption-text">La perdita secca del posteriore di Lorenzo</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Fanno retromarcia all’ultimo minuto e tornano su hard, a moto bassa con asfalto perfetto. In pratica, un assetto valido per una qualifica di pochi giri ma non per una gara intera. Anche Lorenzo copia: mette la extra-hard sul suo assetto basso e si ritrova una moto lenta, con grandi problemi di motricità (attorno a metà gara gli è pure scappata dietro in un principio di highside).</p>
<p style="text-align: justify;">La gomma media sull’anteriore non aiuta il bilanciamento, ma evidentemente il sottosterzo al majorchino continua a far paura. Le due Tech3, a metà strada come assetto e con l’anteriore hard, si ritrovano un po meglio bilanciate, ma sulla sella non c’è Lorenzo a fare la differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Ducati almeno non hanno colpe, per loro la extra-hard è vietata e devono arrangiarsi come possono: a spuntarla nel box rosso è il solito Dovizioso, perfetto nella gestione di una gomma troppo morbida per le caratteristiche della sua moto. Altro che “vantaggi delle Open”…</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-21_173454.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-50763" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-21_173454.jpg" alt="2015-04-21_173454" width="574" height="299" title="Debriefing Termas de Rio Hondo - Argentina 201" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-21_173454.jpg 574w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-21_173454-300x156.jpg 300w" sizes="(max-width: 574px) 100vw, 574px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo a Marquez. Prova la extra hard, si trova male, torna su hard e fa i primi giri come una qualifica. Poi le gomme cedono, le scivolate della sua Honda diventano sempre più lunghe ma lui continua a preferire l’ingresso in curva di traverso. Arriva alla corda ancora senza appoggiarsi sulle gomme, fatica a riprendere la linea e a soffrire è l’accelerazione in uscita.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-21_173735.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-50764" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2015/04/2015-04-21_173735.jpg" alt="2015-04-21_173735" width="606" height="309" title="Debriefing Termas de Rio Hondo - Argentina 202" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-21_173735.jpg 606w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2015/04/2015-04-21_173735-300x153.jpg 300w" sizes="(max-width: 606px) 100vw, 606px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le traiettorie diventano spigoli, la sua moto non è più in grado di stringere la traiettoria di tenuta e finisce dritto sulla carena di Rossi. Ed ecco che Rossi si volta indietro. Non preparava nessuna trappola, è stato correttissimo: si è voltato dopo aver sentito la botta, è la cosa più normale del mondo. Poi ha proseguito per la sua strada e nell’inversione di piega è NORMALE che le ruote si spostino all’esterno (devo ancora spiegare che la moto nelle esse ruota attorno al baricentro? Devo ancora spiegare che lo sciatore sta fermo mentre i suoi sci gli si muovono sotto? Date un occhio a <a title="Dove nasce il sottosterzo - parte2" href="https://www.giornalemotori.com/2013/09/12/dove-nasce-il-sottosterzo-seconda-parte/"><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>QUESTO ARTICOLO</strong></span></a> per capire bene la dinamica e i movimenti di rollio della moto).</p>
<p style="text-align: justify;">Marquez ha esagerato? No. Non consapevolmente, almeno. Per esagerare devi anzitutto avere consapevolezza che lo stai facendo, e Marquez semplicemente non pensa. Marquez agisce d’istinto, e il suo istinto gli ha sempre detto che le cose vanno sempre bene, che ha sempre trovato la scappatoia, ha sempre trovato asfalto nei suoi “lunghi”, ha sempre ripreso la moto perfino dalle scappate di avantreno.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è sempre andato bene, Marquez non ha contezza di ciò che fa. Troppa fortuna da quando ha iniziato a correre lo ha portato a sottovalutare le conseguenze delle sue azioni. Lui semplicemente non ci pensa, non ci ha mai pensato, non ne ha mai avuto occasione. E quindi agisce senza apparente bisogno di pensare. C’è una specie di contrappasso nell’esser stati sorpassati da un pilota di 36 anni che, dopo fratture tanto gravi da comprometterne le prestazioni per parecchio tempo, è riuscito a superarle usando il cervello. Cambiando guida, per esempio. O cambiando tecnico e scegliendo la gomma giusta.</p>
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		<title>MotoGP, Misano &#8211; Debriefing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2014 20:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornata memorabile, quella di Misano, non tanto per la meritatissima vittoria di Rossi quanto per la sfida tecnica in campo: due Yamaha che danno paga alle Honda su una pista non certo eccellente per il grip deve far riflettere. Cominceremo il debriefing proprio dalla M1. Lo scorso anno la vittoria andò a un pulitissimo Lorenzo [&#8230;]</p>
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<figure class="aligncenter"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/09/2014-09-14_181948.jpg"><img decoding="async" width="719" height="259" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/09/2014-09-14_181948.jpg" alt="debriefing  misano" class="wp-image-44003" title="MotoGP, Misano - Debriefing 203" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/09/2014-09-14_181948.jpg 719w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/09/2014-09-14_181948-300x108.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/09/2014-09-14_181948-696x251.jpg 696w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Giornata memorabile, quella di Misano, non tanto per la meritatissima vittoria di Rossi quanto per la sfida tecnica in campo: due Yamaha che danno paga alle Honda su una pista non certo eccellente per il grip deve far riflettere. Cominceremo il debriefing proprio dalla M1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scorso anno la vittoria andò a un pulitissimo Lorenzo che percorreva in piena velocità ogni curva della pista, guardandosi bene dal rallentare troppo alla corda: l’assenza di ripartenze gli consentiva di minimizzare il basso carico statico posteriore e di non perdere troppo sui rettilinei. Ricordiamo tutti come andò tra Marquez e Rossi: al Tramonto lo spagnolo frenò tardissimo ma molto composto, prese una corda molto anticipata ancora con la moto verticale o quasi e fece una traiettoria quasi rettilinea arrivando a fermare letteralmente la sua Honda proprio dove Rossi doveva mettere le ruote nella sua percorrenza. Il risultato fu per Marquez una specie di traiettoria a spigolo ritardato, ma la M1 si ritrovò la traiettoria sbarrata e dovette levare gas spezzando la linea perfetta e ripartendo lenta. La differenza di trazione in quella ripartenza obbligatoria inventata dallo spagnolo fece il resto, con la Honda che scappava sul lungo rettilineo e la Yamaha che perdeva mezzo secondo nell’accelerazione. Lo definimmo giustamente un capolavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest’anno la M1 ha una trazione leggermente migliorata; e sarebbe un po’ più lenta nelle percorrenze a bassa velocità se non ci fosse sopra un Rossi che a casa sua decide di sporgersi dalla sua moto come a inizio anno (e come nelle ultime gare pareva fare in maniera meno decisa). Assetto alto, dunque, con elevati trasferimenti, grande agilità e tendenza al sottosterzo controllata con una guida fisica e con una media all’anteriore. Ha portato la Yamaha esattamente come la versione 2014 richiede. Lorenzo tiene la moto un filo più bassa e guida come lo scorso anno. Bravo, anzi bravissimo, ma oggi a Misano non basta: la sua accelerazione è inferiore a quella del compagno di squadra e anche l’agilità ne risente, con traiettorie obbligate e pochissimi margini nel corpo a corpo. Il secondo posto però è meritatissimo, e più avanti vedremo il perché.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capitolo Ducati. Qualcosa è cambiato, lo dicevamo qualche gara fa. Da una parte la moto ha raggiunto un centraggio più facile, dall’altra i piloti hanno scoperto qualche vantaggio della moto italiana. Vantaggio che già esisteva in passato, ma arrivare a scoprirlo comportava da parte dei piloti un “salto” troppo grande nella guida: non era possibile, in sostanza, arrivare a scoprirlo gradualmente. In passato occorreva fidarsi alla cieca e buttarsi, e solo un pilota con un passato nelle flat track – di cui non farò il nome &#8211; poteva riuscirci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Misano invece, complice probabilmente la sessione di test di inizio mese, le Ducati apparivano meglio disposte alle derapate: senza contare l’ottimo Hernandez che qualcosa di bello in gara l’ha fatto vedere, perfino il pulitissimo Dovizioso non disdegnava qualche traverso ben controllato da un setting elettronico evidentemente più aperto e meno preoccupato del controllo sui carichi anteriori, dando ragione all’immenso Barry Sheene che a proposito del sottosterzo in uscita era solito dire “in curva non ho mai visto nessuno perdere l’anteriore per aver dato troppo gas”. Ecco, la Ducati è fatta così e va guidata di posteriore: la grande trazione del suo centraggio unita alla sua stabilità di direzione consente di fare ciò che gli avversari possono soltanto accennare. Occhio a quest’ultimo dettaglio, la stabilità di direzione: ne riparleremo prestissimo, ma già ora possiamo anticipare che ha a che vedere con l’accentramento delle masse. Sta di fatto che Dovizioso derapa in modo assolutamente controllabile e progressivo ogni giorno di più, alla faccia di chi pensa che lui sia un pilota con poca grinta. D’altra parte, lo dicevano pure di Eddy “Steady” Lawson…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gomma media, assetto non più rasoterra e tanto gas per sfruttare un’eccellente trazione che continua a spingere la Ducati fuori dalle curve anche quando la posteriore slitta. Un filo più alto Iannone, lui guida più agile e in percorrenza: finchè le gomme sono nuove tutto va per il meglio, poi subisce il degrado. Bravo, per carità, ma il calmo caposquadra Ducati ha capito meglio e prima di lui qualche concetto, e giustamente gli arriva davanti. Hernandez, che dire: ancora garibaldino ma incarna da anni lo spirito Ducati meglio dei suoi stessi tecnici che fino a ieri lo cazziavano se driftava. Oggi per fortuna ci si sta ravvedendo e gli si lascia qualche margine, e lui ripaga la squadra portando forte una moto che nessuno riusciva a capire. Il mio auspicio per il futuro è che gli diano… una 2014, come dicono tutti? No, dategli una gomma media posteriore e concentratevi sull’elettronica da drifting, perché la gomma soft non arriva a metà gara. La 2013 ha tanta di quella trazione che non c’è alcuna necessità della gomma bianca. Ing. Dall’Igna, dico a lei: faccia arrivare una gomma media e un’elettronica dedicata al drifting sulla vecchia 2013, e sicuramente potrà raccogliere interessanti indicazioni sui limiti del centraggio della futura 2015.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E veniamo alle Honda. Poche scuse, hanno sbagliato tutto, dalla A alla Z. E’ semplicemente impossibile che due moto agli antipodi, la M1 e la D16, vadano benissimo su questa pista mentre la RCV, intermedia tra le due, non cavi un ragno dal buco. Lo dico da subito, fate bene attenzione: la squadra di Marquez proviene dalla Moto2, e pensare di trasferire integralmente i criteri di guida da una classe all’altra non è corretto. Come personale impressione, Marquez poteva pure stare in piedi ma non avrebbe riacchiappato Rossi. A dirla tutta, io son ragionevolmente convinto che sarebbe stato passato da Lorenzo (ecco il secondo posto meritatissimo) e perfino da Pedrosa, con ottime probabilità di doversela sbucciare anche con Dovizioso. Vediamo meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Honda ha progettualmente una trazione migliore della Yamaha: ma stavolta non riusciva a sfruttarla, questa di Misano era una moto con pochissima trazione e sui rettilinei le prendeva di santa ragione dalla M1. Cosa è successo? E’ successo che non sempre la moto più divertente per un pilota è anche la più veloce. E’ successo che Marquez si trovava bene nel drifting e ha esagerato con le spazzolate in ingresso in stile Moto2. E’ successo che la sua squadra pensava di essere al MotorShow e che la gara fosse un’esibizione di burnout.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bè, vi do una notizia: la moto ideale per voi è la Ducati di Hernandez, l’unica che non perde troppa spinta quando scivola. Sennò si finisce come abbiamo visto: la moto spazzola gli ingressi &#8211; bello e spettacolare &#8211; ma la ruota non si aggrappa più e la moto non riesce a venir fuori dalle curve. Troppo bassa, troppo driftarola. Con un grosso limite rispetto a Ducati: le masse accentrate la portano a sbandare troppo velocemente (mai bruscamente come la M1) e il pilota deve alleggerire il gas per evitare di girarsi. Ma mentre Marquez alleggeriva il gas e bilanciava il controsterzo, Rossi salutava e spalancava. Tentare un recupero disperato con ingressi forzati e col posteriore “a bandiera” era l’unico tentativo possibile dato il settaggio sbagliato. Tentativo possibile, dicevamo, ma perdente già sulla carta: forzare l’ingresso di traverso senza il carico delle vecchie Ducati non fa che accentuare i problemi di grip in uscita, e alla fine porta anche alla perdita del controllo della moto durante l’ingresso sempre più forzato e sempre più scivolato. Una Caporetto. La serenità di Suppo a fine gara non inganni: sono arcisicuro che a saracinesca abbassata l’ottimo manager piemontese avrà con tutte le ragioni caricato l’artiglieria pesante. E prima di aprire il fuoco avrà ricordato a tutti che la moto del 2013 che sconfisse Rossi era fatta per accelerare e frenare forte, non per giocare ai traversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed eccoci a Pedrosa. Setting più alto, da percorrenza, con qualche problema all’anteriore tipico della guida di tenuta con centraggio non avanzato e moto alta. Occorreva una guida più fisica per sfruttare la Honda così assettata. Mi verrebbe da dire che occorreva una guida alla Pedrosa, e questo la dice lunga sul fatto che a mancare qui è stata la convinzione di un pilota che aveva tutte le carte per giocarsela a fondo. Poteva accelerare pulito come sa fare, aprire il gas meglio della M1 e senza perdere trazione, invece è caduto nell’errore di voler resistere agli ingressi scivolati che la Ducati di Dovizioso poteva permettersi con maggiore sicurezza. Doveva contare sull’uscita pulita, ma non l’ha fatto. E nell’uscita sporca è davvero difficile spuntarla su una D16 ormai evoluta ma pur sempre nata per accelerare.</p>
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		<title>MotoGP, Silverstone &#8211; Debriefing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 17:10:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Per impegni personali mi è stato impossibile fare il consueto briefing e me ne scuso coi lettori. Per farmi perdonare, a questo debriefing seguirà a breve una riflessione speciale. Silverstone, circuito inglese con discreto grip ma con fondo sempre più ondulato, diversi rettilinei dove la potenza serve per davvero e molte curve lente da cui accelerare. L’unico curvone dove è possibile tentare un drift è così aperto che tutti passano in pieno, e il vantaggio di un’apertura anticipata è annullato. La gomma morbida sulle curve lente rischia di generare troppo sottosterzo su tutte le moto, a parte la solita Forward, soprattutto man mano che la pista va gommandosi. In aggiunta, la temperatura in crescita imporrebbe una pressione più elevata per resistere nei rettilinei a pieno motore, e questo renderebbe le moto molto precarie sullo sconnesso. Tutto questo porta finalmente anche la Ducati a fare la scelta corretta e utilizzare la media. La M1 fa la stessa scelta con pressione appena più bassa e la Forward, tra una morbida a pressione regolare e una media parecchio abbassata di pressione, sceglie la prima opzione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/09/2014-09-01_104516.jpg"><img decoding="async" width="722" height="252" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/09/2014-09-01_104516.jpg" alt="2014-09-01_104516" class="wp-image-43429" title="MotoGP, Silverstone - Debriefing 204" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/09/2014-09-01_104516.jpg 722w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/09/2014-09-01_104516-300x105.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/09/2014-09-01_104516-696x243.jpg 696w" sizes="(max-width: 722px) 100vw, 722px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Tutto corretto, una volta tanto. Il risultato lo abbiamo visto: la Ducati è perfettamente all’altezza della concorrenza a parità di condizioni anche sull’asciutto, e Dovizioso ne prende coscienza ogni giorno di più. C’è ancora da lavorare di fino sull’elettronica, ma son dettagli. Anzi, mi spingo oltre e scrivo che con un’elettronica adeguata a salire sul podio sarebbe stata proprio la moto italiana. Cosa me lo fa pensare? Presto detto. Tra i tanti fotogrammi valutati qui in redazione ne abbiamo già pubblicato uno piuttosto significativo: la lotta tra Rossi, Dovizioso e Pedrosa. Analizziamo bene. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossi è avanti a tutti, sta inserendo la moto in piega ed è correttamente appeso di lato. Pedrosa è l’ultimo dei tre, per lui la curva deve ancora iniziare: si è portato all’interno, l’inquadratura non è frontale (notare la luce visibile tra la sua ruota anteriore e la posteriore) ma è già appeso. Dovizioso è più avanti di Pedrosa, l’inquadratura è anche più frontale ma il casco e le spalle sono ancora perfettamente allineati sulla moto. Avrebbe ancora margine, e neppure poco: perché non si appende? Perché presumibilmente non è ancora a posto con la gestione del freno motore. E, sempre probabilmente, l’eventuale derapata diventerebbe troppo brusca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dato il centraggio della sua moto, piuttosto arretrato con masse poco accentrate e di conseguenza molto adatto proprio al drifting, il problema pare più una gestione elettronica da perfezionare che non un limite dinamico. C’è da lavorare, ma c’è ancora da guadagnare; e già in questa gara stava attaccato alla migliore concorrenza. E proprio questo mi suggerisce di scrivere a breve un articolo specifico per fare il punto della situazione che in questi briefing osserviamo dai box, ma che è utile in ottica 2015 analizzare anche a livello di sviluppo futuro. D’altra parte tra poche settimane si definiscono&nbsp; le caratteristiche delle moto per il prossimo anno, e fare la sintesi di quanto avvenuto finora ci aiuterà a prevedere le evoluzioni delle diverse moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Torniamo alla gara. La Yamaha di Rossi alla fine l’ha spuntata su Pedrosa e Dovizioso, ma il risultato sembra più figlio di una serie di singoli episodi piuttosto che di una superiorità del mezzo. Tante volte Dovizioso ha dovuto pinzare per non tamponare la Honda in curva (e, si badi bene, senza per questo allargare o perdere l’anteriore), così come tante volte Pedrosa in percorrenza è stato meno efficace del suo standard facendosi rubare il tempo da Rossi, evidentemente molto motivato dal suo primo podio a Silverstone. E proprio su Rossi c’è da aggiungere che durante le prove ha ancora una volta tentato di costruire una moto troppo reattiva di sterzo, probabilmente nel tentativo di avere un ingresso fulminante, senza tenere conto delle ondulazioni che affliggono l’asfalto sulle piste dove corrono le F1. Risultato da dimenticare e veloce retromarcia nel verso opposto, per fortuna aggiungo io. In gara la lotta per il terzo gradino del podio ha visto sostanzialmente tre ottimi piloti con tre mezzi assolutamente validi e perfettamente assettati contendersi la posizione con una guida ortodossa, ma lasciando intravvedere qualche margine in più per la rossa italiana una volta sistemati i dettagli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi c’è stata la gara davanti, quella di due piloti a cui la guida ortodossa va stretta. Marquez spazzola la pista in ogni ingresso come sulla Moto2, non esce particolarmente veloce ma entra molto sporco. Se lo scorso anno ha capito che driftare in uscita qui è solo una perdita di tempo, oggi lui prova a intraversare gli ingressi. Lorenzo vede tutto e prova a fare altrettanto su una moto sulla quale queste manovre sono pericolosissime: le masse molto accentrate e la geometria di sterzo troppo reattiva sullo sconnesso portano a sbacchettamenti e a sbandate brusche in ingresso, poco progressive e rischiosissime da controllare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ha provate tutte, appeso alla M1 come Rossi riusciva a fare nelle prime gare di quest’anno, di traverso in frenata con la posteriore scorbutica e l’avantreno compresso sulle buche con la forcella in piedi. Ha rischiato l’osso del collo su una moto che proprio non è concepita per oltrepassare i propri limiti di tenuta. E a fine gara non mi ha stupito la sua prima dichiarazione: “ho guidato come mai in vita mia, sono davvero soddisfatto di ciò che ho fatto oggi”. Ha ragione, oggi ha tentato di superare i limiti suoi e della sua moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Singolare scelta per Iannone: media dietro e morbida anteriore sono compatibili con un assetto basso per la guida sporca, inusuale per il pilota abruzzese che in genere predilige l’assetto alto con la moto più nervosa e uno stile un po’ più scalmanato in sella. Alla Ducati ancora manca qualcosa in termini di controllo elettronico per la guida di traverso, a meno di non essere nati driftando da piccoli sul triciclo, ma non è il caso di Iannone. Sinceramente devo ancora capire il motivo. Scelta estrema per Redding, entrambe morbide con assetto basso: il pilota inglese si sporge molto, guida pulito senza rovinare le gomme, frena senza scomporsi e accelera senza perdere aderenza, con molta misura. Lui conosce la pista e riesce meglio di altri a far scorrere la moto su traiettorie ben collaudate, agguantando la decima posizione con un secondo di vantaggio su Hernandez.</p>
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		<title>MotoGP, Assen &#8211; Debriefing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 06:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[debriefing]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/07/2014-07-02_075140.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41460" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads//2014/07/2014-07-02_075140.jpg" alt="2014-07-02_075140" width="643" height="355" title="MotoGP, Assen - Debriefing 206" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/07/2014-07-02_075140.jpg 643w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2014/07/2014-07-02_075140-300x166.jpg 300w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /></a>Previsioni rispettate: due Honda e una Ducati sul podio con pista bagnata, con Lorenzo in grande difficoltà. Il debriefing di Assen è l’occasione per valutare le differenze tra le diverse moto: la Ducati evidenzia ancora il centraggio più arretrato e lo dimostra nel momento in cui si torna alle slick col fondo ancora umido. Neppure la grande guida di Marquez è sufficiente a colmare il passo di Dovizioso, migliore per i primi due giri dopo il cambio di moto. Eccellente lavoro del maggiore tra gli Espargaro, ottimo quarto, e grande prova di Rossi il cui limite è sembrato più strategico che tecnico; non è questa la sede per discuterne né probabilmente mi compete, anche se un’idea me la sono fatta.</p>
<p style="text-align: justify">Interessante piuttosto cercare di capire le ragioni del cattivo umore della prima guida Yamaha: fin dall’inizio della stagione avevamo parlato di un Lorenzo infastidito per la decisione dei vertici giapponesi di schierare un mezzo in configurazione Factory senza neppure interpellare il proprio pilota di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify">Qui in Olanda abbiamo avuto prova della fondatezza della questione: la M1 in versione 2014 ha perso in percorrenza molto più di quanto abbia guadagnato in termini di motricità, col risultato che la Forward le sta davanti con una certa autorevolezza. Oggi è lo stesso majorchino ad ammettere che qualcosa va cambiato nella sua guida e che le attuali moto richiedono un approccio molto diverso. Approccio che invece il suo compagno di team ha affrontato &#8211; e non per caso lo precede anche nella classifica iridata &#8211; riuscendo sul traguardo a infiltrarsi con la sua Yamaha in una classifica che premia essenzialmente le doti di trazione delle moto.</p>
<p style="text-align: justify">Qualche parola in più la dedichiamo alla Ducati. Le parole dell’ing. Dall’Igna non lasciano spazio ai dubbi: la nuova D16 versione 2015 avrà sempre un motore V90 ma verrà ridisegnato con ingombri ridotti per consentire un centraggio simile alla moto di Marquez, dando consistenza a ciò che da tempo avevamo individuato come causa primaria del congenito sottosterzo della bolognese.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, la marcia di avvicinamento alla Honda sta proseguendo, e le moto col quattro in linea prima o dopo ne dovranno tenere conto: i motori troppo magri diventano bruschi e non si addicono a mezzi col centraggio avanzato, ma i quattro in linea sono troppo larghi per poter essere abbassati nel telaio e finiscono per strisciare l’asfalto in piega. E il montaggio in alto richiede anche un centraggio avanzato per contrastare il sottosterzo e l’impennata sotto trazione. Resta come ipotesi teorica una strategia completamente diversa da parte del gommista, anche se personalmente ci credo poco: sarà davvero difficile anche per i francesi realizzare qualcosa di diverso e altrettanto valido rispetto alle Bridgestone di questa stagione.</p>
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		<title>MotoGP Assen: il briefing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 09:28:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Assen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pista di Assen a detta di moltissimi piloti è divertente, ma lasciatemi dire che dal punto di vista tecnico io l’ho sempre trovata un filo noiosa: c’è poco spazio per le invenzioni e la guida pulita è esaltata. Vediamo. Prima parte tutta da guidare in raccordo e percorrenza, l’unico che fa eccezione è il [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La pista di Assen a detta di moltissimi piloti è divertente, ma lasciatemi dire che dal punto di vista tecnico io l’ho sempre trovata un filo noiosa: c’è poco spazio per le invenzioni e la guida pulita è esaltata. Vediamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima parte tutta da guidare in raccordo e percorrenza, l’unico che fa eccezione è il solito Marquez che non può certo driftare in uscita come su altre piste: la curva successiva è troppo vicina, occorre arrivarci con la moto perfettamente in linea per fare percorrenza. Niente curvoni che aprono su rettilinei. Ma il campione del mondo ottiene un ottimo tempo sul T1 grazie alla frenata di traverso in fondo al rettilineo di partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, se non può uscire sporco dalle curve lui comunque lavora sugli inserimenti dopo i rettilinei. Un po’ come fanno tanti piloti in Moto2 (lo stesso Iannone di due anni fa non usciva di traverso ma entrava eccome). Il T2 riparte quasi da fermo su un rettilineo, serve grip ma ancora niente drift. Il T3 è forse il più difficile e conta la percorrenza: e proprio lì la Forward-M1 2013 costruisce il suo vantaggio: se le temperature, come parrebbe, consentiranno l&#8217;utilizzo in gara della gomma soft, allora sarà un osso duro. Il T4 ha una esse prima del traguardo, ma ci si entra ancora con una frenata che il solo Marquez affronta di traverso senza perdere troppa velocità in modo da compensare la minore agilità della Honda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I giochi son presto fatti: nessun problema di chattering, nessun telaio imbizzarrito, gomme assolutamente all’altezza per tutti i piloti, alla fine a decidere tutto sarà la percorrenza delle Yamaha e la frenata di Marquez. Settaggio alto per tutti, la Ducati soffre ancora un filo di sottosterzo e il solito Iannone si sbatte e tira fuori un buon tempo. Credo che rimarrà isolato, in gara è difficile guidare dall’inizio alla fine in quel modo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E lo sa bene anche Rossi, tornato a una guida più old style e meno fisica: ma la cosa non è preoccupante, qui ad Assen il sottosterzo non è feroce e conta molto di più la percorrenza e l’agilità. La pioggia naturalmente può stravolgere tutto a favore delle Honda e in parte delle Ducati, e ad essere scontento sarebbe Lorenzo che deve sperare in una pista asciutta per stare davanti al compagno di squadra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le altre moto, grazie a riprese sempre più d’effetto e sempre più inutili, non sono pervenute. Grazie alla regia, i miei complimenti…</p>
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		<title>Jorge Lorenzo, il gladiatore della MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2013 10:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Jorge Lorenzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ed eccoci al secondo appuntamento con le schede dei piloti della MotoGP. Dopo aver parlato di Marc Marquez, come annunciato oggi parliamo di Jorge Lorenzo, il ragazzo maiorchino che ha lottato fino all&#8217;ultimo per il titolo in questa stagione 2013. Quest&#8217;anno Lorenzo è stato battuto, ma non sconfitto completamente. La sua stagione è stata condizionata [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ed eccoci al secondo appuntamento con le schede dei piloti della MotoGP. Dopo <span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><strong>aver parlato di Marc Marquez</strong></span>, come annunciato oggi parliamo di Jorge Lorenzo, il ragazzo maiorchino che ha lottato fino all&#8217;ultimo per il titolo in questa stagione 2013.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;anno Lorenzo è stato battuto, ma non sconfitto completamente. La sua stagione è stata condizionata da un errore in prova ad Assen, cadendo sul bagnato e rompendosi una clavicola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Jorge non molla, vola a Barcellona, salta le qualifiche del sabato per farsi operare e la domenica corre arrivando addirittura quinto. Poi un&#8217;altra caduta al Sachsenring lo costringe ad uno stop, obbligando il maiorchino ad una rimonta sul rivale Marquez che però vincerà il titolo comunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Jorge, fin dal suo debutto nel Motomondiale nel lontano 2002, ha mostrato di sapere bene cosa voleva ottenere dalle corse. Al suo debutto con la Derbi a Jerez, dovette aspettare il sabato delle qualifiche per entrare in pista perché non aveva ancora 15 anni e proprio quel sabato era il suo quindicesimo compleanno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ragazzino schivo, ombroso, quasi strafottente, non ispirava una grande simpatia, ma in moto ci sapeva fare eccome. La parentesi in 125 dura tre stagioni, poi il passaggio in 250 prima con Honda e nel 2006 con Aprilia, con la quale vince due titoli consecutivi. Lo fa sulla stessa moto di uno dei suoi miti: Max Biaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2008 il debutto in MotoGP, in squadra con il simbolo vivente del campionato: Valentino Rossi. In Qatar è subito pole e podio, al debutto; se prima avevamo a che fare con un talento, ora siamo di fonte a un fenomeno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma nel primo anno Jorge cade molto, addirittura prende talmente tanta paura da pensare alla morte, al ritiro prematuro. Insomma, brutti pensieri che a uno così giovane non dovrebbero nemmeno passargli per l&#8217;anticamera del cervello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo anno così difficile lo fa maturare moltissimo, lo fa concentrare a livelli tali da farlo soprannominare &#8220;The Machine&#8221;, la macchina. Ma ancora non è evoluto completamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo stile di guida sembra perfetto per la M1: staccate calibrate, velocità in curva da capogiro, perfezione nelle traiettorie. Difficilmente Jorge fa due traiettorie diverse nella stessa curva, lui passa sempre nello stesso punto con precisione millimetrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2009 contende il titolo a Rossi, nel 2010 arriva la consacrazione anche nella massima categoria. Ma Jorge rimane ancora un mistero per il mondo della MotoGP, non è compreso del tutto agli addetti ai lavori e nemmeno ai fan spagnoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cosa da precisare: per gli spagnoli Jorge è un &#8220;Maiorchino&#8221;, un isolano, viene trattato quasi non fosse spagnolo al 100%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre festeggia a volte in maniera strana, dicono che vuole imitare Rossi nelle scenette, sembra voler mostrare la felicità in un modo che sembra non essere il suo. Insomma, Jorge rimane ancora un oggetto sconosciuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come se non bastasse, viene additato come uno che ha vinto il titolo più per demeriti altrui che per meriti propri: Rossi si rompe al Mugello, Pedrosa è di cristallo, si ritrova con un titolo in mano pieno di &#8220;ma&#8221; e di &#8220;se&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Jorge sa bene che il titolo lui lo ha vinto con merito, all&#8217;inizio della stagione 2010 aveva già messo in difficoltà il suo compagno Rossi, e per un occhio esperto si vedeva che era nettamente in palla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2011 non si ripete, e salta le ultime tre gare dell&#8217;anno per un infortunio serio all&#8217;anulare&nbsp; della mano sinistra. Vincerà Stoner, ma Jorge ha pronto il riscatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2012, a parte due gare in cui non taglia il traguardo, Jorge arriva sempre o primo o secondo. Batte Pedrosa, secondo titolo in bacheca, una maturità agonistica incredibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è in questo 2013 che mostra un lato di sé tenuto a bada per molto tempo: Jorge deve fare i conti con Marquez, ragazzino terribile che va fortissimo, è simpatico, è appoggiato dai media, insomma è l&#8217;uomo nuovo della MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non vincerà il titolo, ma mette in pista il meglio del suo repertorio con gare fatte&nbsp; di fughe, strategie perfette, e lotta corpo a corpo come a Silverstone, dove ingaggia un duello spettacolare con Marquez sorpassandolo in una maniera incredibile.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=O_ARq1Zdu9w[/youtube]</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lorenzo ha alzato l&#8217;asticella, non solo della velocità, quanto quella del ritmo e della forza psicologica. Il suo stile di guida, lo porta a tenere un ritmo incredibile con una costanza che prima non esisteva. Ha obbligato tutti gli altri a spingere si&nbsp; da subito, e in questo ricorda molto Spencer, anche lui mago nelle fughe sin dalle prime battute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre è maturato come uomo, sa di potersi muovere i un certo modo in un mondo a volte molto difficile. Se prima si preoccupava del perché nessuno capisse la sua timidezza e il suo essere schivo, ora fa si che siano gli altri ad adattarsi a lui circondandosi solo di persone fidate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2014 Jorge ha le carte in regola per contendere nuovamente il titolo a Marquez, e proprio grazie a quest&#8217;ultimo il maiorchino ha dovuto riprendere a correre come ai tempi della 250: pochi calcoli, aggressività, costanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel prossimo appuntamento facciamo un salto in SBK e parliamo di Sykes. Stay tuned!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Danny Garbin</strong></p>
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			<media:title type="plain">MotoGP Archivi | Giornalemotori</media:title>
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		<title>Il monogomma della vergogna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione GiornaleMotori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2013 16:01:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Bridgestone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo fine settimana si è consumata quella che secondo noi è una della pagine più imbarazzanti, per non dire vergognose, della storia del Motomondiale. Speriamo che questo sia l’ultimo atto di una farsa indegna che ha trasformato il motociclismo sportivo in una roulette impazzita, con la Dorna nelle vesti del biscazziere e la Federazione ridotta [&#8230;]</p>
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<p style="text-align: justify;">E non è tanto l’aspetto tecnico ad uscirne umiliato quanto la stessa essenza della competizione:una gara, tra l’altro decisiva per l’assegnazione del titolo, è stata stravolta per la protervia di un regolamento che ha imposto un costruttore unico per i pneumatici, con tutte le conseguenze del caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per esempio, la leggerezza con la quale non ci si è neppure preoccupati di valutare per tempo il nuovo asfalto del circuito. Oppure l’assenza di un vero sviluppo delle gomme. Il tutto con la solita scusa: al grido &#8220;dobbiamo contenere i costi&#8221; sono state fatte passare alcune tra le più dispendiose modifiche regolamentari mai esistite. I motori limitati, per esempio, oggi devono subire trattamenti particolari per aumentare l&#8217;affidabilità. Certo, il numero dei motori da produrre è molto più basso: ma ogni motore costa dieci volte di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza contare che gli step evolutivi non possono riguardare i motori già punzonati e sigillati, obbligando i costruttori ad uno sviluppo a ondate che poi resta congelato per tre o quattro gare. Un semplice errore di esecuzione o di valutazione non può essere corretto la gara seguente, e questo significa tanti test preliminari con tanti collaudatori e tante prove private su ogni singolo pezzo da aggiornare, alla faccia del risparmio.</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure la limitazione della pressione dell&#8217;iniezione, che ha mandato in fumo un progetto capace di interessantissime prestazioni a costi molto più contenuti rispetto agli attuali iniettori multipli, e questo la Ducati lo sa bene. Il Monogomma però li batte tutti: è l&#8217;apice di questo regolamento assurdo, almeno per come è stato portato avanti fino ad ora. I concetti di Monogomma e Monofornitore sono molto differenti, ma Bridgestone ha interpretato questa cosa come se potesse fare quello che voleva senza ascoltare i team e i costruttori.</p>
<p style="text-align: justify;">Come accennato prima, l&#8217;uniformità delle carcasse e delle mescole ha &#8220;castrato&#8221; letteralmente i costruttori e ha costretto la Honda a sforzi economici notevoli per adattarsi nel corso della passata stagione. Che valore può mai avere un Mondiale nel quale l’unico fornitore di gomme &#8211; a propria esclusiva e insindacabile scelta &#8211; porta solamente due mescole per ogni GP, una delle quali è sempre praticamente inutilizzabile? Questo sarebbe il modo di evolvere della MotoGP?</p>
<p style="text-align: justify;">Il fornitore unico del Mondiale MotoGP (mica del Trofeo sotto Casa) dovrebbe invece, compatibilmente con dei costi ragionevoli, portare almeno tre mescole e due carcasse differenti come fa la Pirelli nel Mondiale Superbike in modo da dare a tutti i team la possibilità di adattare meglio le proprie moto e i piloti a seconda della situazione. Quello che è accaduto a Phillip Island è gravissimo: accorciare una gara e non permettere ai team di percorrere più di 10 giri con una gomma posteriore è una cosa mai successa nel Motomondiale, in particolare dopo il caso molto simile che ha affrontato la Pirelli a inizio stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma nessuno è andato a verificare le condizioni dell&#8217;asfalto e le sue caratteristiche, e nessuno si è preoccupato di consegnare alle squadre una gomma performante. La verità è che con la scusa del risparmio, l&#8217;unica ad aver risparmiato è proprio la Bridgestone che continua a sfornare gomme senza pensare minimamente ai team che spendono milioni di Euro per correre.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora più grave però è l&#8217;immobilismo e l’incapacità della FIM e della Dorna. La prima, colpevole di aver venduto un intero sport a una società intenta solo a massimizzare i propri profitti e a incassare da munifici quanto vanagloriosi sponsor che in cambio dettano le regole da adottare o da cancellare.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda, colpevole di non aver previsto svincoli contrattuali per “colpa grave” di un fornitore, in questo caso Bridgestone, e in definitiva obbligata a stravolgere una gara che il pubblico aveva pagato per vedere. Poi ci si lamenta che gli ascolti calano, che i team non trovano sponsor, che i nuovi piloti non hanno opportunità, che bisognerebbe “fare qualcosa”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non prendiamoci in giro: il mestiere delle corse è morto da un pezzo proprio grazie a regolamenti indecenti, e gli unici team “privati” ancora iscritti sono un semplice stratagemma per aggirare il divieto per le case ufficiali di schierare più di due moto: se stanno in piedi è solo grazie al pesante supporto della casa madre.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è alcuno spazio per un cambiamento, e i vertici organizzativi sono interessati più a mantenere il controllo del Circus che a promuovere l’attività sportiva. E forse per questo tanti giganti del motociclismo – non parlo solo di piloti – hanno preferito allontanarsi da un mondo di regolamenti bizantini e di squallidi intrallazzi che con lo sport non ha più nulla da spartire.</p>
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		<title>Valencia 2006: Bayliss, l&#8217;eroe dei due mondi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2013 08:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[troy bayliss]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sembrano passati decenni visto quanto è cambiato il mondo della MotoGP, invece il 2006 non è poi così lontano. siamo all&#8217;ultima gara del mondiale di quell&#8217;anno, a Valencia: Valentino Rossi e Nicky Hayden si giocano il titolo mondiale, col pesarese primo in classifica e col titolo tra le mani. In quest&#8217;ultima gara che consacrò Hayden [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sembrano passati decenni visto quanto è cambiato il mondo della MotoGP, invece il 2006 non è poi così lontano. siamo all&#8217;ultima gara del mondiale di quell&#8217;anno, a Valencia: Valentino Rossi e Nicky Hayden si giocano il titolo mondiale, col pesarese primo in classifica e col titolo tra le mani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quest&#8217;ultima gara che consacrò Hayden Campione del Mondo e vide fallire l&#8217;italiano, accadde una cosa che in pochi avrebbero immaginato. In sella alla Ducati D16, come premio per il titolo SBK, ci sale Troy Bayliss in sostituzione di Sete Gibernau.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;australiano dovrebbe essere più che altro una sgambata, una cosa presa non troppo sul serio; Troy chiede alla Ducati di poter lavorare con la sua squadra SBK e viene accontentato. Non sanno che si stanno preparando a scrivere una della pagine leggendarie della MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aspettative sono basse: Troy non conosce la moto visto che ha guidato tutto l&#8217;anno una SBK profondamente diversa dalla MotoGP. Inoltre la sua ultima esperienza nei GP fu l&#8217;anno precedente con la honda RC211V di Sito Pons, anno tremendo&nbsp;segnato da un infortunio serio al polso destro&nbsp;e da una moto alla quale Bayliss non si è mai adattato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;australiano quindi si è trovato con le gomme Bridgestone mai provate, una moto che conosceva pochissimo, ma con tanta voglia di rivincita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bayliss conquista la prima fila, parte dietro a Rossi: allo start l&#8217;australiano ha un ottimo spunto, arriva per primo alla staccata dopo la partenza e non mollerà più la testa della corsa. Troy entra nella leggenda, nessun pilota della SBK &#8220;moderna&#8221; era arrivato in MotoGP per mettersi dietro a tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo Rossi scivola e dice addio al titolo, che conquisterà Hayden, unico pilota della RC211V ad aver vinto il&nbsp;mondiale proprio insieme a Valentino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due sono le frasi che Troy ha pronunciato in quel week end che mi hanno particolarmente colpito. La prima, rispodendo ad un giornalista che gli chiese come avesse fatto ad adattarsi alle gomme Bridgestone. Bayliss rispose <em>&#8220;Sono tonde, sono nere&#8230;.sono solo gomme!!&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda, in riferimento ad un ritorno in MotoGP: <em>&#8220;No, non voglio tornare in MotoGP. L&#8217;unica cosa positiva di questi anni nei GP è il mio conto in banca.&#8221;</em></p>
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		<title>Freni questi sconosciuti ma importantissimi elementi di una moto da corsa (e non ) &#8211; Parte 1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Sebellin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 20:01:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Brembo]]></category>
		<category><![CDATA[Freni a disco in carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eccomi qui a parlarvi dei freni, ovviamente a disco.  Tutti sappiamo quanto siano fondamentali in campo agonistico, consentendo le micidiali staccate che spesso vediamo allegramente elargite a piè sospinto dai nostri beniamini in MotoGP.  Altresì importanti anche sulle nostre stradali sai per toglierci da situazioni spiacevoli sia per consentirci di guidare in sicurezza e rilassati, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Eccomi qui a parlarvi dei freni, <strong>ovviamente a disco</strong>.  Tutti sappiamo quanto siano fondamentali in campo agonistico, consentendo le micidiali staccate che spesso vediamo allegramente elargite a piè sospinto dai nostri beniamini in MotoGP.  Altresì importanti anche sulle nostre stradali sai per toglierci da situazioni spiacevoli sia per consentirci di guidare in sicurezza e rilassati, sapendo bene che possiamo fare affidamento su di essi.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda che ci facciamo spesso è: ma come si fa  a fermare un proiettile ed il suo pilota che arrivano a 340 km/h?  Le 800 così come le 1000 erano le uniche moto da competizione equipaggiate con freni a disco in carbonio, a differenza di quelli standard in acciaio.  Notiamo subito che quelli in carbonio vengo utilizzati esclusivamente sull&#8217;asciutto mentre quando piove non solo cambiano gomme, ma la moto nel momento del flag-to-flag monta dischi in acciaio, perché con pioggia il carbonio non funziona.  I dischi in carbonio sono una delle tante difficoltà che i piloti novizi che arrivano in MotoGP scoprono e devono imparare a sfruttare al meglio.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/brembo-motogp-brakes.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8244" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/brembo-motogp-brakes.jpg" alt="brembo motogp brakes" width="500" height="311" title="Freni questi sconosciuti ma importantissimi elementi di una moto da corsa (e non ) - Parte 1 211" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/brembo-motogp-brakes.jpg 500w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/brembo-motogp-brakes-300x187.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un passetto indietro: alla fine dei &#8217;70 arrivano appunto i freni a disco sulle moto, sostituiscono quelli a tamburo, sono più leggeri si raffreddano molto prima ma sopratutto a differenza di quelli a tamburo sono progressivi. Ci hanno messo un pochino ad arrivare ai livelli di oggi, partendo dal ferro fuso in forma e poi lavorato per fare un bel disco, con la prerogativa che frenava molto bene, ma si arrugginiva velocemente; sulle stradali venne subito sostituito dall&#8217;acciaio inox. Agli inizi i problemi sorgevano quando pioveva e ci sono voluti un po di anni prima di trovare una soluzione di compromesso fra materiale del disco e materiale delle pastiglie per avere delle prestazioni equivalenti su asciutto o bagnato.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi le moto da competizione, che non usano per regolamento il carbonio (utilizzato solo in MotoGP), utilizzano uno speciale acciaio austenico con trattamento criogenico (raffreddamento a temperature bassissime) per migliorarne la qualità più che in frenata nel mantenere le dimensioni progettuali anche sotto forte surriscaldamento.  Contemporaneamente sono stati fatti dei passi da gigante nel materiale sinterizzato nelle pastiglie dei  freni , a parte le loro dimensioni via via sempre maggiori.</p>
<p><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/accordo-brembo-suzuki_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-8248" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/accordo-brembo-suzuki_2.jpg" alt="accordo brembo suzuki 2" width="529" height="354" title="Freni questi sconosciuti ma importantissimi elementi di una moto da corsa (e non ) - Parte 1 212" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/accordo-brembo-suzuki_2.jpg 650w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/accordo-brembo-suzuki_2-300x201.jpg 300w" sizes="(max-width: 529px) 100vw, 529px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi non esiste più il problema di quanto potere frenate è a disposizione del  pilota, perché quest&#8217;ultimo eccede di gran lunga la capacità di tenuta del copertone anteriore e lo sforzo necessario ad attivare il freno.  Con la tenuta che hanno oggi le gomme, la sospensione anteriore ed il centraggio del baricentro se il pilota applicasse tutta la potenza sulla coppia dei freni anteriori si troverebbe a fare una bella capriola di 360 gradi senza dover tirare poi tanto sulla leva del  freno per raggiungere questo bell&#8217;effetto altamente spettacolare.</p>
<p><figure id="attachment_8247" aria-describedby="caption-attachment-8247" style="width: 446px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/Brembo_01.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-8247" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/Brembo_01.jpg" alt="Brembo 01" width="446" height="446" title="Freni questi sconosciuti ma importantissimi elementi di una moto da corsa (e non ) - Parte 1 213" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/Brembo_01.jpg 518w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/Brembo_01-150x150.jpg 150w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/10/Brembo_01-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 446px) 100vw, 446px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8247" class="wp-caption-text">Dimensioni di un disco della Brembo</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la ricerca e lo sviluppo dei freni da competizione è dirottata non più sulla loro potenza e progressione ma sull&#8217;aumento della capacità di frenare, mantenendo un feeling ottimale; non va nemmeno dimenticato l&#8217;effetto giroscopico che aggiungono alla ruota anteriore: teniamo presente che due dischi in acciaio pesano intorno ai  3,4-3,5 kg, il che non è poca cosa alle velocità di rotazione che raggiunge una ruota a 300 km/h. Una moto da corsa con troppa stabilità direzionale è deprecabile così come lo è una con poca stabilità direzionale, (riferimenti alla D11  non sono intenzionali).  In altre parole il peso dei due dischi è messo esattamente nel posto peggiore per influenzare in modo decisivo la direzionalità di una moto da corsa. La prima soluzione adottata da tutte le motoGP è spostare in avanti il più possibile la geometria del telaio in una posizione abbastanza instabile.  Quindi  centro di gravità un tantino alto,  l&#8217;angolo della forcella ridotto, riduzione dell&#8217;avancorsa &#8230;  purtroppo tutto questo influisce in modo negativo in quanto la moto non sarà poi così veloce come potrebbe esserlo per l&#8217;intero percorso della pista.  Ed ecco il perchè dell&#8217;arrivo dei dischi in carbonio, che a parità di diametro rispetto l&#8217;acciaio pesano quasi la metà !! Oltretutto sono molto più leggeri esattamente dove conta cioè  alla periferia del disco, in quanto la parte centrale che li sostiene rimane la stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma perché allora abbiamo scritto che usare i dischi in carbonio non è cosa facile per i neofiti ? Ebbene la tecnica di utilizzo dei dischi in carbonio è quella di dargli subito una bella strizzata ma di quelle veramente decisive, schiacciare la gomma anteriore che aumenta di conseguenza l&#8217;impronta a terra e quindi l&#8217;area di appoggio in frenata ed il grip, e poi modularli per tutta la staccata fino ad oltre l&#8217;inserimento in curva. In altre parole è molto difficile utilizzare queste moto perchè richiedono una strizzata potente ai freni e poi modularli, quindi queste moto vanno usate sempre al massimo del potenziale di frenata di ogni singolo pilota che non è cosa da poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il carbonio è veramente il miglior materiale? Adesso sappiamo che il vantaggio dei freni in carbonio è la loro leggerezza e che funzionano come quelli in acciaio, anzi aggiungo che nelle condizioni ottimali di temperatura, anche se un tantino ristrette come margini, funzionano anche meglio dell&#8217;acciaio.  La contro parte è che sono di difficile fabbricazione e sono anche estremamente costosi.</p>
<p style="text-align: justify;">I dischi in carbonio per le moto sono abbastanza differenti da quelli fatti per le F1. I dischi per le moto derivano da dei pezzi di fibra di carbone originalmente prodotti per l&#8217;industria aereo spaziale,  usando un processo che si chiama infiltrazione di vapori di carbone: il pezzo fibra di carbone  viene cotto in un forno ad alta temperatura per un tempo che va da tre a sei mesi  (si si avette letto benissimo !!!)  durante questo trattamento prolungato la matrice di  grafite (carbone) viene depositata sopra ed intorno le fibre, creando quindi un disco molto solido. Una volta usciti dal forno vengono lavorati come se fossero un normale pezzo in acciaio con le macchine utensili computerizzate (CNC). Chiaro che il costo per un team è esorbitante ma c&#8217;è da dire che durano abbastanza, in genere ne vanno da sei ad otto coppie per un&#8217;intera stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;utilizzo ottimale dei freni in carbonio  lo si  ha in un intervallo di temperatura compreso fra 300 e 600 gradi, questa temperatura va raggiunta dal pilota nel giro di warm-up prima dell&#8217;inizio della gara  con una procedura ben precisa. Il freno  può sopportare temperature più alte fino a 750-800 gradi oltre le quali si sfalda la superficie così come avviene per il comune carbone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultimamente sono disponibili anche dei dischi che sono meno sensibili alle variazioni di temperatura che utilizzano in parte materiali ceramici, leggermente più pesanti del disco in carbonio originale, circa 80 gr in più, hanno il vantaggio, in piste difficili per i freni come Motegi, dove la successione  di curve non da molto tempo al freno di raffreddarsi, di sopportare temperature ben più elevate.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi come oggi tutti i dischi che si usano in MotoGP in carbonio o ceramici-carbonio, sono prodotti da due case: la Brembo e la Nissin.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci fermiamo qui nella prossima parte scriveremo dei problemi di centraggio dei dischi, di come funzionano le pinze e le pastiglie, della loro deformazione e di tante piccole  cose che possono succedere, ai dischi, alle pastiglie e come rimediarle ma anche  come alcune volte non è possibile.</p>
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		<title>Computer di bordo, mappature e telemetrie, cosa fanno per il pilota (parte 2)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Sebellin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 02:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ultimi articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi telemetrie]]></category>
		<category><![CDATA[Computer di bordo]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Telemetrie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eccoci qui alla seconda parte non più sulla nostra bene amata GP 800, ma nel box a fianco del tecnico dell&#8217; elettronica a controllare il giro di pista sulle telemetrie. Seguendo la conclusione della parte 1 , come promesso ecco le telemetrie della curva 10&#160; CLICCATECI SOPRA CHE SI APRE UNA NUOVA PAGINA CON IL [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Eccoci qui alla seconda parte non più sulla nostra bene amata GP 800, ma nel box a fianco del tecnico dell&#8217; elettronica a controllare il giro di pista sulle telemetrie. Seguendo la conclusione della <a href="https://www.giornalemotori.com/2011/08/03/come-funziona-una-centralina-e-la-telemetria-da-motogp-parte1/">parte 1</a> , come promesso ecco le telemetrie della curva 10&nbsp; CLICCATECI SOPRA CHE SI APRE UNA NUOVA PAGINA CON IL GRAFICO , stampatelo cosi&#8217; evitate di accecarvi &#8230;.:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/08/2d-mapping.jpg"><img decoding="async" width="1055" height="776" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/08/2d-mapping.jpg" alt="2d mapping" class="wp-image-6807" title="Computer di bordo, mappature e telemetrie, cosa fanno per il pilota (parte 2) 214" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/08/2d-mapping.jpg 1055w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/08/2d-mapping-1024x753.jpg 1024w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/08/2d-mapping-768x565.jpg 768w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/08/2d-mapping-300x221.jpg 300w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/08/2d-mapping-696x512.jpg 696w" sizes="(max-width: 1055px) 100vw, 1055px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Immagine stampata da 2D Data Recording System</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste sono le informazioni a livello grafico che appaiono sul computer di analisi del telemetrista,&nbsp; i dati sono quelli rilevati&nbsp;&nbsp; dalla centralina di bordo . Un consiglio cliccate sull&#8217;immagine vi si apre un bel po&#8217; più grande , stampatela e poi leggetevi i commenti che seguono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul rettilineo che precede la stacca gli unici dati importanti sono dalla parte del motore, quindi si guarda la posizione dell&#8217; acceleratore , la sonda lambda, la pressione che c&#8217;è nell&#8217;airbox, la temperatura dell&#8217;olio, la temperatura dell&#8217;acqua, la pressione dell&#8217;olio, la temperatura esterna dell&#8217;aria e la velocità reale indicata dalla piattaforma inerziale così da poter controllare se la ruota posteriore scivola sotto la spinita del motore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si inizia la staccata ancora dritti i dati importanti sono quelli della posizione dell&#8217;acceleratore, cosa fanno le sospensioni ed un paragone molto preciso sulla velocità delle due ruote, per definire la strategia di sblocco della frizione per evitare che il posteriroe saltelli, cioè la frizione va bene per ridurre lo spazio di staccata ma deve sganciarsi ad un dato mometo per evitare che la ruota posteriroe trascinando la moto attraverso la catena che spinge sulla frizione che a sua volta contrasta il motre che perde giri tenda a bloccarsi e qundi il posteriore inizia a saltellare scompensando la staccata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa analisi è mantenuta fino a che si va in piega e si continua a frenare in curva.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><a href="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/08/2d-leggenda.jpg"><img decoding="async" width="431" height="295" src="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/08/2d-leggenda.jpg" alt="2d leggenda" class="wp-image-6840" title="2d leggenda" srcset="https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/08/2d-leggenda.jpg 431w, https://www.giornalemotori.com/wp-content/uploads/2011/08/2d-leggenda-300x205.jpg 300w" sizes="(max-width: 431px) 100vw, 431px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">Leggenda dei colori della mappatura presa in un punto preciso del grafico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;immagine grafica si vede benissimo che seguendo la linea della velocità&nbsp; reale della piattaforma inerziale mentre siamo ancora sotto accelerazione prima di entrare in staccata&nbsp; ( terza marcia poi si passa in seconda ) la ruota anteriore quando raggiungiamo il 100%&nbsp; della manopola del gas tende a ricongiungersi alla velocità&nbsp; indicata dalla piattaforma mentre la ruta posterrioe va per conto suo, in valore assoluto ( si fa un zoom sulla schermata in un punto preciso ) la ruota anterirore è a 124.8 km/h mentre nello stesso istante la ruota posterirore sta viaggiando a 131.8 km/h ovvio che sta scivolando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Appena il responsabile delle telemetrie ed il direttore tecnico vedono queste indicazioni per loro e&#8217; chiarissimo che c&#8217;e&#8217; un problema di reazione del telaio e delle sospensioni, hanno un problema da risolvere. Chiaro che il pilota poi aggiunge i suoi commenti,&nbsp; guardano il punto preciso di dove avviene il tutto&nbsp; e dando le sue indicazioni, infatti puo&#8217; sentire che la posteriroe perde grip quindi gira di più dell&#8217; anteriore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dove si vede che il pilota chiude di colpo il gas ( poi di fatto il computer di bordo in questo caso lo tiene comunque aperto al 4.8% )&nbsp; si vede anche che interviene sul freno, il 4 ,8% lo si ricava dai dati analitici e anche dal setting del computer di bordo in quel punto,&nbsp; sopra la scritta manopola del gas in % c&#8217;è un grafico bleu quella è la forcella anteriore che in staccata è in affondo ( ma non a fondo corsa )&nbsp; è al massimo della sua regolazione di affondata, mentre&nbsp; il grafico rosa rappresenta la sospension posteriore che è in estensione. I valori sono per l&#8217;anteriore l&#8217;affondata è di 79.3 mm, mentre per la posteriore l&#8217;estensione è di 23.5 mm.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se questi valori corrispondono alle regolazioni idrauliche e meccaniche il direttore tecnico sa che la sospensioni sono regolate bene in staccata ed in rilascio, altrimenti bisogna intervenire nuovamente sulle regolazioni. Per esempio se la ruota posteriore scivola si potrà provare ad aumentare il carico sul posteriore agendo sia sulla sospensione che sullo spostamento delle centrature delle masse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso non meravigliatevi del piccolo valore della corsa dell&#8217;ammortizzatore posteriore ( 23.5 mm ) va ricordato che lavora su di un sistema di leveraggi che amplifica notevolmente l&#8217;estensione della sospensione posteriore e della gomma che sta alla fine del&nbsp; braccio di leva.&nbsp; L&#8217;affondamento della sospensione anterirore e&#8217; nella norma in quanto si sposta solo sulla verticale e come misura di circa 8 cm ha una gran bella corsa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quetsi sono dati che il tecnico della Ohlins valuta attentamente e prende delle decisioni del caso, parlandone col pilota ed il direttore tecnico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il pilota indica di avere la sensazione di chattering, il tecnico delle telemetrie puo&#8217; analizzare nuovamente tutta la percorrenza di curva utilizzando un software di analisi specifico che evidenza il chattering.&nbsp; Praticamente annulla i movimenti della forcella con un sistema di filtro software e a questo punto si evidenzia dove e quando la ruota anteriore in piega va in chattering. Purtroppo il chattering e&#8217; una cosa molto fastidiosa per il pilota togliendogli sensibilità&nbsp; di guida sull&#8217;anteriore proprio quando ne ha più bisogno ed oltereutto puo&#8217; scomparire o riapparire su diversi angoli di piega, velocità di percorrenza o fondo della pista, magari risolto per un paio di curve viene fuori in un curvone dove prima non lo si aveva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono anche dei sensori, qui non visualizzati, che danno il valore di flessione del telaio al canotto di sterzo che nel caso del chattering è importante sapere e valutare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordo che il chattering fa anche consumare la gomma anteriore in un modo anomalo, quindi il tecnico della Bridgestone se ne dovrebbe poter&nbsp; accorgere, analizzando come si sono consumati gli spigoli della gomma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto spero di avervi dato un&#8217;idea di massima di cosa sono e a cosa servono le telemetrie. E&#8217; una massa di dati enorme pista per pista curva per curva setting per setting della moto, non c&#8217;è assolutamente&nbsp; da meravigliarsi se con solo&nbsp; un paio di FP alla fine non si arriva all&#8217;optimum.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso sentite commentare dal pilota che: &#8220;Siamo partiti subito con un buon setting&#8230;&#8221;&nbsp; che è quello che sperano tutti i piloti al rientro dai primi giri. Il che non vuol dire che non hanno dei problemi ma almeno non hanno dei dati che si scostano in modo anormale come appunto nel grafico di qui sopra.&nbsp; Partiti bene si riesce molto in fretta con minime regolazioni e poi paragonando i vari&nbsp; dati a vedere se si sta migliorando o se si inverte un tantino la tendenza in negativo e si puo&#8217; rapidamente invertire tendenza tornando indietro sulle regolazioni sia di software che meccaniche.&nbsp; Se si parte male è&nbsp; tutto in salita e se il tempo a disposizione è finito&nbsp; il telemetrista , il tecnico del software il capo meccanico si fanno la notte in bianco guardando tutti i dati, paragonandoli e poi facendo il famoso setting a tavolino, che&nbsp; per esempio ha consentito a Casey di fare bene nell&#8217;ultima gara di Laguna Seca, dove fino alle qualifiche penava parecchio. Cosa ci puo&#8217; essere di piu&#8217; entusisamante&nbsp; per chi si è fatto una notte in bianco di sentirsi dire dopo il WP del mattino :&#8221;Ci siamo per la gara sono a posto !!!!&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista tecnico oggi le centraline integrano anche i dati delle telemetrie mentre nel passato diciamo fino alla fine del 2007, tutti usavano la 2D tedesca, anche se pare che ancora oggi sia usata dalla Honda e forse anche dalla Suzuki. Ricordo che la 2D raccoglie i dati in modo autonomo. Oggi per esempio la Magneti Marelli Marvel montata su Ducati e Yamaha fa la raccolta dati e gestisce in proprio tutte le informazioni. Più&nbsp; che un guadagno di peso sono cavi in meno ed un altro oggetto, che è pur sempre un computer, &nbsp; che se non c&#8217;è&nbsp; non puo&#8217; rompersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui mi fermo nella prossima parte vediamo come si raccolgono tutte le informazioni, quindi finalmente saprete come è fatta la piattaforma inerziale che ha sostituito il GPS che non usa più&nbsp; nessuno, tanto meno i giroscopi che non vengo&nbsp; più utilizzati per misurare l&#8217;angolo di piega, accelerazione e decelerazione. Teconologie dell&#8217; epoca delle&nbsp; caverne oggi si sfrutta la scienza militare dei missili ad alta precisione, si propio quelli che si sparano da 4000 km di distanza e si ficanno dentro una finestra a 1000 km/h.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per concludere un paio di affermazioni importanti:&nbsp; le GP 800 di oggi hanno circa una sessantina di sensori distribuiti su tutta la moto, non tutti i sensori vengono presi in considerazioni per le telemetrie, alcuni sono specifici della gestione del motore e delle mappature, se vi mettono davanti due telemetrie di due piloti diversi, non siete in condizione di riconoscere un pilota dall&#8217; altro , potete solo vedere le differenze fra una telemetria e l&#8217;altra .&nbsp; Per decidere che pilota sia su una delle due telemetrie dovete seguirlo mentre la produce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quinid se qualc&#8217;uno vi dice questa è sicuramente una telemetria di Lorenzo e questa è di Casey magari ne sta guardando&nbsp; una di Hayden e di de Puinet ( che scivola parecchio) &#8230;&nbsp; così&nbsp; tanto per chiudere con una risata. Ci si rivede dopo BRNO per la parte 3.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Il motore portante non consente lo sviluppo di un telaio perimetrale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Sebellin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 08:20:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnica Moto]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[F1]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[motore portante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le soluzioni alternative nel mondo dello sviluppo delle moto da competizone esistono da sempre, non necessariamente sono una superiore ad altre, le scelte vengono fatte prevalentemente in base agli strumenti di sviluppo a disposizione del reparto ricerca sviluppo, ai materiali di cui si ha un&#8217;ottima conoscenza ed esperienza e per ultimo dei costi. Mentre i [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le soluzioni alternative nel mondo dello sviluppo delle moto da competizone esistono da sempre, non necessariamente sono una superiore ad altre, le scelte vengono fatte prevalentemente in base agli strumenti di sviluppo a disposizione del reparto ricerca sviluppo, ai materiali di cui si ha un&#8217;ottima conoscenza ed esperienza e per ultimo dei costi. Mentre i costi sono rilevanti nella produzione di serie nel mondo delle corse contano si ma non troppo perchè quello a cui si mira sono i risultati.&nbsp; Certo è ovvio che un portafoglio ben gonfio aiuta molto, prova ne è la Suzuki che forzata a ridimensionare il budget ogni hanno, corre il rischio di sparire dalla MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste anche una&#8217;altra tendenza di progetto molto di origine umana,&nbsp; in un campo dove appunto le idee e l&#8217;esperienza degli ingegneri contano ancora moltissimo, ci si orienta a fare quello che sappiamo fare meglio e non sempre quello che poi è veramente necessario. Limite umano, che ancora oggi i computers , che progettano in toto l&#8217;elettronica, non aiutano gran che un progettista di motori e telai, certo ha strumenti software sofisticati per fare delle simulazioni, analisi e valutazioni, ma le fa sulle sue percezione sulla sua sue conoscenze che possono creare una barriera &#8220;ostinata&#8221; alla ricerca di quello che appunto definivo &#8220;necessario&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggo sempre di piu&#8217; che la Ducati deve fare un giro di boa,&nbsp; di quelli considerevoli,&nbsp; appunto contro il concetto appena espresso di alternativa di progettazione&nbsp; e di sviluppo&nbsp; quello che i profani chiamano japonizzare la GP11 o la GP12,&nbsp; poco importa , si alzano sempre piu&#8217; voci contoro la filosofia progettuale Ducati e le parti in composito , il famigerato telaio anteriore in composito di carbonio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come scritto in un articolo precedente per quanto riguarda i telai, la Ducati ha scelto da molti anni a questa parte la strada del traliccio in tubi, che funziona più che bene e che la separa nettamente dalla maggior parte degli altri costruttori. Nelle moto bolognesi il motore integra la struttura del telaio, completandolo. In altre parole, &#8220;chiude&#8221;&nbsp; inferiormente la triangolatura principale. Inoltre, il basamento è fortemente stressato anche in quanto, di fatto, sostituisce pure la parte posteriore del telaio, dato che in esso è alloggiato il fulcro del forcellone, o del braccio oscillante. Questo schema è impiegato da anni con ottimi risultati tanto nella produzione di serie, quanto nelle moto che corrono in SBK.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eccoci qui ci siamo arrivati:&nbsp; integrazione tra telaio e motore,&nbsp; quest&#8217;ultimo in effetti svolge una funzione non solo di telaio (portante) ma anche di irrigidimento&nbsp; globale.&nbsp; In più&nbsp; ha il forcellone direttamente infulcrato nel basamento del motore stesso chiamata soluzione &#8220;pivotless&#8221;&nbsp; che prende il posto delle due classiche piastre&nbsp; laterali posteriori&nbsp; saldate al telaio perimetrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è che sia una soluzione nuova per esempio guardate l&#8217;immagine qui sotto della Windhoff a quattro cilindri modello 750 cc del&nbsp; 1927</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/0Rr7wy5p/Windhoff-1927-750-4.jpg" alt="Windhoff 1927 750 4" title="Il motore portante non consente lo sviluppo di un telaio perimetrale 215"><figcaption>Il motore portante non consente lo sviluppo di un telaio perimetrale 217</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Non preoccupatevi della data di fabbricazione ma questa e&#8217; una delle prime moto con motore totalmente portante esattamente come e&#8217; stata concepita la prima Desmo GP dalla Ducati.&nbsp; Costruita a Berlino&nbsp; avanzatissima per l&#8217;epoca ha un quattro cilindri in linea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro esempio eclatante di mezzo con il motore totalmente portante è lo scooter Rumi Formichina dove il motore teneva insieme la parte anteriore con quella posteriore, letteralmente imbullonate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://i.ibb.co/Lzm0mGxP/Formichino-B.jpg" alt="Formichino B" title="Il motore portante non consente lo sviluppo di un telaio perimetrale 216"><figcaption>Il motore portante non consente lo sviluppo di un telaio perimetrale 218</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Arriviamo ai giorni d&#8217;oggi le F1 hanno tutte la sospenzione posteriore imbullonata al motore che diventa struttura portante e quindi telaio dell&#8217; auto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per colmare la misura ed arrivare alla GP11 della Ducati le F1 hanno anche il telaio e tutte le sue componenit in fibra di carbonio. Quindi la filosofia della Ducati anche se innovativa arriva da lontano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per conlcudere anche un normale telaio a doppia trave puo&#8217; essere realizzato in fibra di carbonio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Ducati quindi ha effettuato delle scelte molto radicali ed alternative a quello che oggi si ritiene il miglior&nbsp; compromesso&nbsp; per una motoGP ad altissime prestazioni che e&#8217; poi la filosofia del telaio&nbsp; perimetrale seguta da tutte le case conncorrenti giapponesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Ducati ha dovuto progettare un motore quattro cilindri a&nbsp; V di 90° che tenesse conto della filosofia progettuale,&nbsp; con comando della distribuzione a cascata di ingranaggi e distribuzione tipicamente Ducati desmodromica,&nbsp; con i cilindri stessi incorporati nel basamento ma cosa piu&#8217; importante anzi importantissima questo motore e&#8217; stato studiato sin dall&#8217;inizio per essere portante quindi facente parte integrale&nbsp; del telaio di tutte le GP dalla prima all&#8217;ultima di oggi appunto la GP11.1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motore è come nella F1 parte strutturale della moto e supporta la sospensione posteriore riprogettata dalla GP11 alla GP12 e poi adattata sulla GP11.1. Il motore quindi sostituisce a tutti gli effetti la parte centrale&nbsp; e posteriore del telaio.&nbsp; Cio&#8217;&nbsp; comporta lo studio&nbsp; ed il dimensionamento del motore non solo nelle sue funzioni essenziali di propulsore ma anche di rigidita&#8217; , dimensionamento e architettura di tutta la moto e quindi del motore stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se avessero voluto utilizzare un motore quattro cilindiri&nbsp; in linea in stile M1 Yamaha o ex Kawasaki, oppure un motore piu&#8217; piccolo questo non sarebbe stato possibile,&nbsp; perche&#8217; non avrebbero raggiunto i valori di rigidezza e torsione necessarie per farlo diventare un telaio portante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa scelta ha condizionato quindi tutto il progetto come dimensinamenti,&nbsp; un motore del tipo per esempio della HRC&nbsp; ben più compatto e quindi ad architettura più raccolta&nbsp; avendo una V più stretta ha più vantaggi nella centratura delle&nbsp; masse ma sicuramente non potra&#8217; mai diventare un motore portante, quindi è obbligato ad essere inserito all&#8217;interno di un telaio perimetrale.&nbsp; La HRC a giudicare dai risultati di questa metà campionato ha ottenuto una moto molto guidabile e molto ben bilanciata,&nbsp; qui salta all&#8217;occhio la differenza sostanziale con la Desmo GP11.1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo come accennato anche se i più si ostinano a chiedere a gran voce un telaio perimetrale per il grosso blocco a V di&nbsp; 90° della GP , questo non è&nbsp; possible perchè la Ducati deve riprogettare da zero il motore, va fatto un motore completamente nuovo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Torniamo sulla ciclistica, dal telaio tubolare (che fa tanto Ducati) ma che ha come caratteristica una notevole rigidità che se paragonato ad un telaio in alluminio assorbe molto meno&nbsp; le forze e&nbsp; finisce per scaricarle sulle sospensioni, si è passati ad una soluzione modernissima e più modulabile che è appunto stato il telaio anteriore in compositi di carbonio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si pensa sempre che le soluzioni composite in fibra di carbonio siano estremamente rigide , il che non è assolutamente vero dipende dal progettista che può modulare benissimo i punti di sforzo e di assorbimento, avvalendosi di software specilizzati di progettazione basati sul calcolo delle&nbsp; strutture composite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La struttura anteriore che collega il motore al canotto fa anche parte solidale con l&#8217;air box, soluzione geniale che con uno singolo blocco&nbsp; risolve due funzioni necessarie alla Desmo cioè&nbsp; di far respirare il motore e di far curvare la moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Ducati ha ripreso delle soluzioni che hanno ampiamente dimostrato la loro validità&nbsp; nel modo ultra sofisticato della F1 .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non credo che sia il materiale la fonte dei problemi della GP11.1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse si dovrà ancora intervenire a livello progettuale sulle&nbsp; sezioni e gli&nbsp; spessori del telaio anteriore in carbonio , ma trattasi&nbsp; di un normale,&nbsp; anche se impegnativo,&nbsp; lavoro di sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sull&#8217;agilità ci potrebbe essere molto da ridire perchè sembra molto meno agile delle concorrenti, che indubbiamente hanno masse più centralizzate ma anche in questo campo si può sperimentare spostando masse fin dove possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente la scelta imposta dal regolamento del monogomma non è&nbsp; stata di grande aiuto scompensando il delicato equilibrio di questa moto alquanto complessa come regolazioni,&nbsp; il rapporto con i&nbsp; pneumatici oggi disponibili appare alquanto critico ma spero che con un pò di tempo i risultati arrivino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta il fatto che se si volesse passare ad un telaio perimetrale sia esso in alluminio od in carbonio il motore va totalmente riprogettato ma&nbsp; a Borogo Panigale&nbsp; ne hanno il tempo ?&nbsp; Non lo saprei, certo che se va deciso va fatto quanto prima possibile.</p>
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		<title>Rossi con la Ducati fatica, vuoi vedere che Stoner&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 06:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Stoner]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I test di Sepang della Motogp sono finiti, ma vorrei fare una riflessione forse una pochino polemica e stizzita nei confronti dei detrattori di Stoner dopo i risultati di Rossi nei test Malesi. Premetto sempre, e chi ci legge da tempo lo sa, che qui non ci sono tifoserie ne faziosità, cerchiamo però di far [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">
</p>



<p class="wp-block-paragraph">I test di Sepang della Motogp sono finiti, ma vorrei fare una riflessione forse una pochino polemica e stizzita nei confronti dei detrattori di Stoner dopo i risultati di Rossi nei test Malesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Premetto sempre, e chi ci legge da tempo lo sa, che qui non ci sono tifoserie ne faziosità, cerchiamo però di far ragionare le persone che ne hanno voglia sulla differenza delle &#8220;chiacchiere da bar&#8221; e le &#8220;parole della pista&#8221;. Le &#8220;chiacchiere da bar&#8221; sono ormai tantissime, molte assurde, quasi tutte dette per sentito dire e a volte fomentate ad arte da una parte della stampa sportiva che ha bisogno di vendere i giornali; a me ha un pochino stufato spiegare ad uno che nemmeno sa cos&#8217;è il cannotto di sterzo cosa vuol dire andare in moto e la fatica che si fa, ma spero che tu che stai leggendo riesca a mettere da parte il tifo per capire in maniera oggettiva cosa sto per dirti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle stagioni passate in Ducati (dal 2007 al 2010) Stoner ha vinto un mondiale e 23 gare, e fino a prova contraria è l&#8217;unico pilota che è riuscito ad essere costantemente velocissimo in sella alla Ducati 800. L&#8217;anno del titolo mondiale Casey era in stato di grazia e disponeva sin dall&#8217;inizio di una moto supercompetitiva (era il primo anno della MotoGP 800 e la Ducati era un missile) ed è riuscito a portarsi a casa il premio più ambito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; stato ingiustamente accusato di &#8220;vincere facile&#8221; probabilmente solo perchè aveva battuto il nostro Valentino Rossi; molti dimenticano però che il compagno di squadra Capirossi aveva combinato ben poco in sella alla stessa moto (1 vittoria in condizioni estreme a Motegi), per non parlare delle Ducati clienti. Capirossi era bene o male lo stesso che aveva sfiorato il titolo l&#8217;anno prima con le 1000, quindi non un brocco qualunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul banco degli imputati insieme a Stoner furono messe anche le Bridgestone che venivano fornite solo alla Ducati tra i team ufficiali, mentre gli altri erano forniti da Michelin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna riconoscere che le gomme giapponesi erano effettivamente più performanti di quelle francesi in molti frangenti, quindi Casey ha potuto beneficiare di un vantaggio, seppur minimo se guardiamo Capirossi dov&#8217;era mentre Stoner vinceva, nella stagione 2007.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma nel resto delle stagioni? Stoner, pur non vincendo il titolo, ha vinto 6 volte nel 2008, 4 nel 2009 e 3 nel 2010 ed è stato l&#8217;unico pilota Ducati a vincere delle gare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che Stoner ci ha messo del suo, e parecchio, e quanto detto dai detrattori dell&#8217;australiano sul fatto che la &#8220;Ducati va da sola&#8221; è assolutamente falso alla luce di quanto detto da Rossi nelle ultime settimane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi non lo sapesse, Stoner è stato etichettato da alcuni tecnici Ducati, come &#8220;Genio Ignorante&#8221; perchè lui andava forte con qualsiasi regolazione, molla o centralina. La differenza tra lui e Rossi è un pò come quella tra Agostini e Hailwood. Se a Mike The Bike gli montavano un cilindro di ferro al posto del mono lui sarebbe andato forte uguale, mentre Ago era quello più sensibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossi ha candidamente ammesso di non riuscire a guidare la Ducati, e se il 9 volte iridato prende 1,8&#8243; dal primo credo non stia scherzando. La cosa preoccupante è che anche Hayden fatica a replicare i tempi del 2010 e riesce a fatica a tenere il ritmo con la nuova GP11.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma prima che i detrattori di Rossi si scatenino ci sono delle attenuanti: la spalla limita Rossi senza alcun dubbio, perchè recuperare tono muscolare dopo un intervento del genere è davvero mlto difficile. Per chi crede che andare in moto non sia faticoso, pensi solo che per reggere una gara in sella ad una SBK devi almeno avere fiato e forza nelle gambe per fare circa 150km in bicicletta in un giorno (e pedalare, mica guardare il paesaggio) o 20-25 km di corsa, oltre che sollevare intorno agli 80-100 kg per una ventina di volte consecutive su panca piana. Figuratevi cosa si debba fare per stare in sella ad una MotoGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossi ha inoltre fuorviato i tecnici Ducati con delle indicazioni errate dopo il test di Valencia, e anche qui mi domando come mai abbiano preso per oro colato quanto detto da Rossi conciato in quella maniera&#8230;.ingenui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo per completare il titolo: &#8220;Rossi con la Ducati fatica, vuoi vedere che Stoner&#8230;ci metteva del suo per davvero?&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono comunque convinto che appena Rossi si ristabilirà completamente porterà la Ducati ai vertici, ma questo 2011 sarà per lui un anno durissimo e dovrà faticare parecchio per tonrnare a vincere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora a Voi&#8230; 😉</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Spallate si, spallate no. Rossi ha sempre ragione?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 14:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[biaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Elias]]></category>
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		<category><![CDATA[Rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il duello di Motegi tra Rossi e Lorenzo mi ha offerto uno spunto di riflessione e, per una volta, vorrei ribaltare un pochino il solito punto di vista. Che Rossi sia forte nel corpo a corpo è innegabile, ma la domanda è: qual&#8217;è il limite della correttezza? Se io do una spallata e il [&#8230;]</p>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il duello di Motegi tra Rossi e Lorenzo mi ha offerto uno spunto di riflessione e, per una volta, vorrei ribaltare un pochino il solito punto di vista. Che Rossi sia forte nel corpo a corpo è innegabile, ma la domanda è: qual&#8217;è il limite della correttezza? Se io do una spallata e il mio avversario cade</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;sono scorretto, ma se lui resta in piedi anche se va fuori è solo uno scontro di gara? Si parla molto del corpo a corpo tra due piloti, e ogni volta che se ne parla guarda caso uno dei due è Rossi. Badate bene, non è una critica a Rossi e nel motociclismo le spallate si danno e si prendono, ma bisogna cercare di distinguere obiettivamente cosa è lecito da cosa non lo è.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di episodi nella storia recente del motociclismo ce ne sono parecchi, partendo dalla vittoria del mondiale 250 di Capirossi su Harada: il giapponese lasciò uno spazio minimo e Capirossi entrò in curva molto forte. Risultato: Capirossi esce dritto, Harada cade e a fine gara l&#8217;italiano viene escluso dalla classifica della gara ma vince il mondiale. La sua manovra fu ritenuta scorretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i più contestati c&#8217;è il famoso scontro tra Rossi e Gibernau del 2005 a Jerez, con Rossi che all&#8217;ultima curva stacca tardissimo e tira una spallata a Gibernau che resta in piedi ma finisce nella sabbia; Rossi vince e Gibernau arriva secondo e le polemiche si sprecano. Io sono dell&#8217;idea che senza l&#8217;appoggio su Gibernau, Rossi quella curva non l&#8217;avrebbe mai fatta, e che quindi quella rientra nelle manovre non corrette. Così come la manovra su Stoner al Cavatappi&nbsp;di Laguna: nonostante i piloti siano rimasti in piedi, non era una manovra corretta non tanto per la pericolosità, quanto perchè Rossi di fatto passò Stoner tagliando una curva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trovo invece che le scaramucce di Motegi siano assolutamente corrette, così come mi è sembrato correttissimo il fantastico duello Rossi-Biaggi di Welcom 2004. Io sono stato pilota per&nbsp;diversi anni (certo non ai livelli di Rossi e banda, ma da TT si), e so benissimo che in moto capita di toccarsi. Io stesso ne ho date e ne ho prese, ma mai ho buttato fuori qualcuno, perchè secondo me è scorretto. In SBK ci sono moltissimi contatti ad ogni gara, ma difficilmente si buttano fuori; i contatti duri (come Motegi) ci possono stare, ma già Jerez si è andati oltre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna inoltre ricordare che anche Rossi si lamentò parecchio in Turchia qualche stagione fa per il sorpasso a suo dire scorretto di Elias, o addirittura prendersela con Melandri perchè gli &#8220;tirava le staccate&#8221;&nbsp;non lasciandolo fare il suo ritmo. Elias a quel tempo non era ben visto perchè faceva qualche acrobazia di troppo, ma nonostante qualche contatto con altri piloti non aveva mai abbattuto nessuno e comunque quelle volte che aveva fatto andare fuori qualcuno era stato processato mediaticamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di dire o rispondere qualsiasi cosa pensate bene: se fosse stato Gibernau a dare una spallata del genere&nbsp;a Rossi, l&#8217;avreste giustificato? Se Stoner avesse spinto Rossi fuori pista cosa gli avreste detto contro? Se in una delle prossime gare Lorenzo sportellerà Rossi per stargli davanti, sarà scorretto&nbsp;oppure saranno solo contatti di gara?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso dite la vostra&#8230;.</p>



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		<title>Il lento declino della MotoGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Danny Garbin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 07:54:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Honda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ora scriverò qualcosa che ai puristi dei prototipi potrebbe non piacere, anzi, sicuramente mi prenderò una valanga di insulti per questo post. Domenica non ho guardato la gara in diretta, l´ho registrata e guardata la sera a casa; pensate, dopo una giornata in montagna passata tra mucche e grigliate, spero di arrivare a casa e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ora scriverò qualcosa che ai puristi dei prototipi potrebbe non piacere, anzi, sicuramente mi prenderò una valanga di insulti per questo post.</p>
<p style="text-align: justify;">Domenica non ho guardato la gara in diretta, l´ho registrata e guardata la sera a casa; pensate, dopo una giornata in montagna passata tra mucche e grigliate, spero di arrivare a casa e vedere una emozionantissima gara di moto. E invece&#8230;.per fortuna che la gara era registrata perchè l´ho mandata avanti veloce praticamente tutta!! La gara è stata di una noia mortale, ormai basta studiare il passo dei piloti e si può già sapere chi vincerà e con quali distacchi. Il succo del discorso che voglio fare è questo: <code><strong>quando Valentino Rossi lascerà le corse, la MotoGP chiuderà i battenti.<span id="more-361"></span><br />
</strong></code></p>
<p style="text-align: justify;">La DORNA, ovvero la società che gestisce il mondiale GP, si è approfittata davvero troppo in questi ultimi 10 anni della sola immagine di Rossi, lasciando da parte tutto il resto; i regolamenti sono decisi dalle case (e dalla Honda in primis) che hanno distrutto economicamente il circus della GP e stanno facendo soffrire quelle piccole ma fondamentali componenti che si chiamano Team Privati.</p>
<p style="text-align: justify;">La Dorna è tenuta letteralmente per le orecchie dalla Honda che schiera 6 moto: basta che loro dicano che non possono più schierarne così tante, e tutti calano i pantaloni e accettano i ricatti dei giapponesi. Si è dunque abbandonato il 2 tempi in 500 ed in 250, è stata creata la motogp 1000 4Tempi, poi &#8220;per sicurezza&#8221; (ma quale? e di chi?) si è passati alle 800 cc di cilindrata (evento che Honda ha pagato a caro prezzo perchè non ha più vinto, ha speso un sacco di soldi inutilmente) ed ora sembra si voglia fare una classe mista 800cc/1000cc per ufficiali e privati in modo da far vincere anche i team più piccoli. E qui io mi infervoro&#8230;..Ma stiamo scherzando? che cosa fanno, la serie A e B nello stesso campionato? Per risparmiare fanno sviluppare altri motori ancora? Questa è follia signori, follia pura.</p>
<p style="text-align: justify;">Ormai i veri appassionati si sono rotti di sentire queste boiate, di vedere gare noiose fatte da moto perfette che se cambia la temperatura di 1 grado non vanno più. La soluzione era semplice e davanti agli occhi di tutti gli ingegneri: andavano limitati gomme ed elettronica, non la cilindrata, e hanno fatto il lavoro a metà. È questione di fisica: i motori si sarebbero autoregolamentati perchè le eccessive potenze avrebbero distrutto le gomme (il monogomma sarebbe stato molto più utile in questo caso) ed un limite ai controlli elettronici avrebbe ridato valore ai piloti.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora che succede? Negli autodromi ci vanno gli schieramenti di tifosi da stadio, e non i veri appassionati che sono stufi di essere insultati solo perchè applaudono piloti diversi &#8220;dalla massa&#8221;. Perchè diciamoci la verità, gli italiani sono fatti così: il famoso effetto Panatta! Panatta vinceva, tutti a giocare a tennis; Tomba vinceva, tutti a sciare e maestri di sci; Rossi vince, tutti piloti e motociclisti&#8230;.e poi appena il campione di turno smette di vincere tornano tutti a parlare di calcio.</p>
<p style="text-align: justify;">La MotoGP si sta autodistruggendo senza accorgersene, per far parlare di sè devono inventarsi passaggi di mercato piloti ad aprile dopo appena 2 gare di campionato. Sono curioso di vedere come andrà a finire questo campionato, intanto la Dorna sta costruendo un nuovo Showman che si chiama Lorenzo, ma nessuno tra gli iberici ha messo in conto che in Italia (secondo mercato in quanto ad audience), appena svanirà &#8220;l´effetto Panatta&#8221;, guarderanno le gare solo quei 4-500.000 spettatori che c´erano nel ´94, e li il gioco finirà.</p>
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